UniCa UniCa News Rassegna stampa Venerdì 20 dicembre 2019

Venerdì 20 dicembre 2019

Rassegna quotidiani locali a cura dell’Ufficio stampa e redazione web
20 dicembre 2019

L'Unione Sarda

1 - L’UNIONE SARDA di venerdì 20 dicembre 2019 / REGIONE - Pagina 6

ISTRUZIONE. Laboratori per chi va male in inglese. Nuovi interventi su Iscol@

FITTO CASA E ABILITÀ LINGUISTICHE: AIUTI AGLI UNIVERSITARI

Prosegue l'impegno della Regione contro l'abbandono degli studi, anche ai livelli di istruzione più alti: è online l'avviso Intermof, finanziato con 500mila euro dal Por-Fse, che mira a potenziare le competenze degli studenti con particolare difficoltà, con specifico riguardo allo studio dell'inglese.

I progetti potranno essere presentate da Università statali, o da istituzioni pubbliche di istruzione terziaria di livello equivalente a quello universitario, che abbiano almeno una sede formativa in Sardegna.

Per gli studenti universitari sardi fuori sede, invece, è stato pubblicato il 17 dicembre il bando per i contributi fino a 2.500 euro annui a testa per il “fitto casa”. L'intervento, da 1 milione e 800mila euro, è suddiviso tra l'assessorato alla Pubblica istruzione, per gli studenti che frequentano atenei non sardi, e gli Ersu di Cagliari e di Sassari, per quelli iscritti nell'Isola. Le domande si inoltrano dal 13 gennaio 2020 tramite il portale Sus-Sportello unico dei servizi, con scadenza il 13 marzo.

I livelli inferiori

Per gli altri ordini di studi, la Giunta ha approvato una delibera sulla parte edilizia del progetto Iscol@, con due contratti aggiuntivi: il primo riguarda il mutuo da 53 milioni che finanzierà interventi in 73 scuole. Il secondo concede agli enti in ritardo di completare gli interventi in corso fino a novembre 2020. «Siamo impegnati a costruire in Sardegna una scuola moderna ed efficiente», sottolinea il governatore Christian Solinas, «contrastando la dispersione e offrendo un servizio orientato a soddisfare i bisogni formativi e culturali di tutto il territorio regionale». (ro. mu.)





 

2 - L’UNIONE SARDA di venerdì 20 dicembre 2019 / REGIONE - Pagina 6

SANITÀ. L’appello dei giovani medici

«Specializzandi in corsia, così si mette a rischio la sicurezza dei pazienti»

I giovani medici sardi esprimono «forte contrarietà in merito alle misure contenute nella bozza del Patto per la Salute approvato dalle Regioni, tra cui la Sardegna». In particolare, è scritto in una nota del direttivo regionale della Sigm, contestano l'assunzione «degli specializzandi al terzo anno» e lanciano un appello all'assessore alla sanità e ai presidenti degli ordini provinciali perché «tutelino la qualità della formazione medica post lauream e la sicurezza dei pazienti, bocciando qualunque tipo di misura che non vada in questa direzione».

All'indomani della firma del Patto in sede di Conferenza Stato-Regioni, arriva un primo no a una delle soluzioni previste per colmare i vuoti in organico nei servizi sanitari visti il blocco del turn over e le fughe generate da quota cento. «Al momento - avvisano i giovani medici -, come più volte denunciato dalla nostra associazione, non è noto il numero di figure specialistiche necessarie per rispondere alla domanda di salute dei cittadini sardi nei prossimi anni». Per questo è fondamentale che «l'assessorato alla Sanità metta in essere una reale pianificazione, condivisa e trasparente, del fabbisogno di professionisti, nel rispetto della sicurezza del paziente e degli standard qualitativi che il nostro sistema sanitario mira a mantenere». Il rischio, sul quale l'associazione dei giovani medici si era già espressa, è che lo specializzando finisca per diventare «un tappabuchi con tutte le responsabilità di un collega strutturato. Assumere un giovane medico che non solo non ha ancora completato, ma è in pieno percorso formativo, come un medico in formazione al terzo anno, è una misura d'emergenza estremamente rischiosa. Qual è tutela per il cittadino e il medico stesso, se la prestazione non fosse commisurata alla reale capacità di svolgerla?». A oggi, «non riteniamo che con queste misure possano continuare a sussistere le condizioni necessarie a garantire un percorso formativo di qualità coerente con le direttive europee, con la prevedibile costituzione di percorsi di formazione-lavoro alternativi a quelli previsti» e lo spostamento «di responsabilità sui medici in formazione senza un'adeguata tutela di rischio professionale».





 

3 - L’UNIONE SARDA di venerdì 20 dicembre 2019 / ITALIA - Pagina 10

SIENA
In pensione il docente pro Hitler

Andrà in pensione a gennaio Emanuele Castrucci, il professore di filosofia del diritto dell'Università di Siena, autore di alcuni tweet inneggianti a Hitler. È quanto emerge dalla riunione del collegio di disciplina chiamato a esaminare gli atti trasmessi dal rettore Francesco Frati, legati alla proposta di sanzione del docente. È stato Castrucci a fare «richiesta al rettore, che ha disposto il decreto di pensionamento». A comunicarlo, con una nota, l'Ateneo senese.

«Il collegio», spiega ancora l'università, «ha deciso, per acquisire ulteriori elementi di giudizio, di convocare oltre all'interessato alcuni rappresentanti degli studenti di giurisprudenza e il presidente del comitato della didattica». Durante la riunione, il collegio ha esaminato anche altro materiale utile per valutare i profili disciplinari.





 

4 - L’UNIONE SARDA di venerdì 20 dicembre 2019 / CULTURA - Pagina 44

ARTE. Curata da Franco Masala la mostra suggerisce riflessioni sul senso del Natale

“OLTRE LA NATURA” UN PICCOLO PRESEPE
Dieci lavori di Maria Crespellani abitano l’Orto Botanico di Cagliari

Le cose piccole. Le poesie brevi, gli haiku giapponesi. Le sonatine, quelle di Sakamoto, di Satie, Ravel. I piccoli passi degli anni sulle spalle. Quelli di Maria Crespellani, classe 1925, una specializzazione in Storia dell'arte con Corrado Maltese nel '68 e l'arte come destino. Arriva piano piano, Maria, al braccio della figlia, sotto una pioggia battente, verso il piccolo gioiello di Museo botanico Kalaritano, a destra di quel grande gioiello che è lo storico Orto botanico di Cagliari. Arriva, Maria, per l'inaugurazione di “Oltre la natura”, mostra curata da Franco Masala (fino al 31 gennaio, lunedì-venerdì 9-16) che ha pensato bene di ambientare dieci presepi dell'artista cagliaritana nel contesto del Museo botanico cittadino.

COSE PIENE DI GRAZIA. Una cosa piccola, ma piena di grazia, sostanza volatile così preziosa, in tempi così sguaiati. Lontana dai commerci, dalle luci intermittenti, da camminanti con sguardo su display; circondata dalla pace di una natura spettacolare, con assembramenti di vasi di terracotta che appaino come installazioni di Kounellis, in quella sospensione che predica il grande Enzo Bianchi per i periodi delle feste, ecco una mostra che restituisce con rarefazione il senso di quel tutto che accadde un 24 dicembre di molti secoli fa. Entriamo in silenzio: lo chiedono queste delicate composizioni che sono i presepi che Maria ha composto nella sua vasta e materica ricerca. Entriamo e guardiamo il primo: è una conica torre di ceramica, un turrito cucuzzolo e, a scendere, piccoli personaggi plasmati sulla superficie, creature zoomorfe, vegetali, e poi la grotta con la stella cometa. È una creazione meravigliosa. Un'opera d'arte, per volere chiamare le cose col proprio nome. Vicino siede lei, Maria, che risponde e rilascia interviste.

I PRESEPI PARLANO. Cosa può dire di più di quello che ciascun visitatore si trova intorno? Quei presepi parlano, e dialogano perfettamente col contesto in cui sono inseriti, con le antiche riproduzioni di fiori in cera, con le tipologie delle sezioni legni, con le vetrine piene di campioni botanici in formalina, di fine Ottocento, con la prima cartina dell'Orto fatta a china, con la riproduzione di insetti (c'è anche il killer delle palme, che, per un attimo, distrae e riporta alla sua efferatezza). Poi lo sguardo ricade dentro alle teche con i presepi, realizzati dall'artista utilizzando come supporti, o ambientazioni, i più diversi materiali: da pezzi di roccia a rami di sughera, da baccelli di palma a semi di jacaranda.

IL SENSO DEL NATALE. Le piccole cose, appunto. Tre semi di quella magnifica pianta emanatrice di viola contengono tre natività, e anche nel piccolo vedi la misura del grande, della forza poetica di questa artista i cui presepi e ritratti ceramici hanno cifre proprie, non prese a prestito. Intanto si odono le sue parole, di antica semplicità: l'importanza del Natale per il significato religioso che ha e l'importanza della famiglia, soprattutto per i bambini. E allora, ecco: le famiglie portino i propri bambini a vedere questa mostra perché è un'esperienza che fa da contrappasso. Dopo l'abbondanza, dopo «lo sguardo perso nel vuoto», come Pietro Citati descrive il Natale dei bambini, per l'abbondanza delle cose scartate e dimenticate, è importante regalare ai propri figli, e a sé stessi, una pausa in sottrazione, ma in aggiunta di senso. E scoprire che in un ramo di sughera c'è un mondo palpitante in miniatura. E scoprire che nella miniatura ci può essere un mondo. Scoprire che ognuno di quei presepi, nonostante tema e personaggi siano sempre quelli, sia un mondo. Un piccolo giardino segreto, che Maria Crespellani ha abitato e che ora ci fa abitare.

Raffaella Venturi





 

La Nuova Sardegna

 

 


5 - LA NUOVA SARDEGNA di venerdì 20 dicembre 2019 / PRIMA PAGINA

Azzardo e consumi
BUON SENSO E “TASSE DEL PECCATO”

di VITTORIO PELLIGRA

Le “tasse del peccato” (sin taxes) sono recentemente assurte al centro del dibattito sulla recente legge di Bilancio. Si tratta di quelle tasse che vengono utilizzate per scoraggiare l’acquisto di beni e servizi che possono avere pesanti ricadute negative

sui singoli e sulla società. La definizione varia da contesto a contesto ma tradizionalmente ci si riferisce all’empia trinità di alcool, tabacco e gioco d’azzardo. Queste “industrie del peccato” – e nessuno si senta offeso, visto che questo è il termine tecnico utilizzato dagli economisti, per indicare anche l’industria delle armi, del junk food e quelle altamente inquinanti – sono state al centro del dibattito nostrano per via della proposta di tassare le bevande zuccherate e di aumentare il prelievo fiscale sul gioco d’azzardo. Il testo della legge di Bilancio approvato il 15 ottobre scorso ha, di fatto, introdotto una nuova tassazione pari a 10 centesimo al litro sulle bibite gasate e un incremento del prelievo fiscale sui giochi d’azzardo. Queste tasse mirano a scoraggiare quei comportamenti che producono esternalità negative nei confronti della società nel suo complesso.    Continua a pagina 5

Pagina 5 -  SEGUE DALLA PRIMA

BUON SENSO E "TASSE DEL PECCATO"

RISULTATI CONTRASTANTI: mentre il consumo di bibite gassate reagisce all’aumento di prezzo la domanda di azzardo no. REGOLAMENTI ANTI SLOT: saranno Comuni e Regioni a tutelare i cittadini e non direttamente lo Stato che dal gioco ci guadagna

di VITTORIO PELLIGRA
Un consumo eccessivo di bibite zuccherate produce, infatti, disturbi metabolici che sfociano, spesso, in malattie i cui costi ricadono su tutta la collettività e, allo stesso modo, la proliferazione dell'offerta di azzardo porta ad una maggiore insorgenza di dipendenze comportamentali che, per essere curate, producono un aggravio della spesa sanitaria. Per limitare gli effetti di tali attività se ne aumenta il costo, facendo affidamento sulla legge della domanda: più costa, meno acquisto. Questo naturalmente dipende dalla "elasticità" della domanda rispetto al prezzo. Se all'aumentare del prezzo, la domanda di un certo bene si riduce, allora la tassa avrà effetto, ma se, invece, variazioni del prezzo non impattano sulla domanda, allora l'unico risultato della tassa sarà quello di far aumentare il gettito nelle casse dello Stato. Le ricerche a riguardo ci dicono che mentre il consumo di bibite zuccherate reagisce al prezzo (Allcott, Lockwood e Taubinsky. 2019. Journal of Economic Perspectives, 33), la domanda di azzardo, in Italia, invece no (Valdes e Frattola, 2019. Osservatorio CPI). Nel primo caso, quindi, la tassa sarà probabilmente efficace per scoraggiare il consumo, nel secondo caso, invece, no. Occorre inoltre tener conto del fatto che, come sottolineato recentemente dall'Istituto Superiore di Sanità, più della metà dei giocatori problematici giocano alle slot-machine (51,9%) e più di un terzo alle videolottery (33,6%); questi sono largamente insensibili all'aumento dell'imposizione fiscale. Quindi l'azione di contrasto al proliferare dell'azzardo, che il Governo ha promesso si trasforma in un nulla di fatto? Sembra di no. In maniera abbastanza fortunosa, il sen. Giovanni Endrizzi (M5s), è riuscito, infatti, a far approvare una modifica alla legge di Bilancio che prevede, infatti, una riduzione del 20% del numero delle slot machine in circolazione, del 18% delle videolottery (Vlt), dell'11% dei locali con Vlt e del 20% del numero delle concessioni per raccolta di azzardo online. Lo stesso emendamento prevede, inoltre, un incremento del costo delle concessioni e l'esclusione dalla partecipazione alle gare delle imprese che hanno sede nei paradisi fiscali. Ma forse l'aspetto più importante riguarda il fatto che, attraverso l'emendamento Endrizzi, verranno salvaguardate tutte quelle forme di intervento che in questi anni le regioni e i singoli comuni hanno messo in campo per tutelare i loro cittadini. Da tempo si parlava di un riordino della regolamentazione a livello nazionale che avrebbe, con tutta probabilità, vanificato l'azione di contrasto degli enti locali. Il Governo avrebbe dovuto agire da controllore di un settore dal quale, ogni anno, riceve circa 10 miliardi di euro in entrate fiscali. Un classico conflitto di interessi. Fare in modo che siano regioni e comuni a regolamentare, per quanto possibile, il gioco d'azzardo, disinnesca il potenziale conflitto, favorendo una maggiore tutela dei cittadini, soprattutto di quelli più fragili e vulnerabili. Sembra che questa volta l'azione del Parlamento, almeno su questo punto, possa davvero portare a risultati efficaci nella riduzione dell'offerta di azzardo e nella prevenzione delle patologie ad esso legate. Un segno di civiltà e un bel regalo di Natale per tutti noi.

Questionario e social

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