Venerdì 18 ottobre 2019

18 ottobre 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web


 

 

1 - L’UNIONE SARDA di venerdì 18 ottobre 2019 / PRIMO PIANO Pagg. 2/3
INCHIESTA. Bruxelles analizza i dati dell’ultimo triennio
PIL, SCUOLA E STRADE: L'ISOLA SCIVOLA NELLA CLASSIFICA UE

 
CALA L’INDICE DI COMPETITIVITÀ, PERSI ALTRI 6 POSTI
Allarme sulla scarsa qualità delle istituzioni

La Sardegna vista da Bruxelles è una terra sempre più lenta, dove le istituzioni pubbliche non brillano per affidabilità e imparzialità, solo un giovane su quattro è laureato - contro l'82% dei ragazzi londinesi, i migliori - e il prodotto interno lordo è più vicino alle regioni dell'est europeo che al resto d'Italia. Ci rimane la salute, ma non è una grande consolazione: la maggiore aspettativa di vita contribuisce a farci guadagnare qualche posto nella classifica generale, senza però farci uscire dalle sabbie mobili in cui annaspiamo.

L'indice di competitività che la Commissione europea ha assegnato a ogni territorio dell'Ue dice che l'Isola è al 234° posto su 268, e rispetto all'ultima graduatoria è scesa di sei gradini. Siamo abbondantemente sotto la media del Vecchio continente in quasi tutti i campi, o almeno questo certificano gli indicatori approvati dalla Commissione europea, ricavati da statistiche che vanno dal 2014 al 2018 - ma il nocciolo duro dei dati, spiegano i ricercatori che hanno firmato lo studio, è del triennio 2015-2017.

POLITICA POCO TRASPARENTE. Uno dei dati più allarmanti riguarda il giudizio delle nostre istituzioni: l'Ue prende in considerazione la qualità, la responsabilità e la trasparenza degli amministratori locali, oltre al tasso di corruzione e all'imparzialità. Rispetto alle altre regioni simili alla nostra siamo molto indietro: è questo uno dei due punti più critici - l'altro riguarda l'istruzione - che Bruxelles evidenzia nell'ultima classifica.

INFRASTRUTTURE E ECONOMIA. Non è l'unico nostro difetto. Arranchiamo nel settore delle infrastrutture. Gli studiosi incaricati dalla Commissione hanno preso in considerazione tre indicatori: lo stato della rete stradale, le condizioni delle linee ferroviarie, il numero dei voli a disposizione di ogni cittadino. E la Sardegna viene bocciata in ogni campo. C'è poi la «stabilità» dell'economia, giudicata sulla base dell'indebitamento, degli investimenti e dei risparmi. Anche qui i dati dell'Isola non brillano. Lo si capisce dal Pil sardo pro capite, fermo a 20.100 euro, ovvero il 69% della media europea: ecco perché tra 2021 e 2027 riceveremo più soldi dal Fondo di sviluppo.

GLI ALTRI. La situazione nelle altre isole è ben diversa. A parte i casi di Cipro e Malta (170° e 177° posto), realtà difficili da comparare con la Sardegna, ci superano tutte le altre regioni «non continentali». È il caso della Corsica (185° posto), delle Baleari (206°) e perfino delle Canarie (229°).

ISTRUZIONE E SALUTE. Ma i dati che fanno paura sono quelli relativi al grado di istruzione della popolazione sarda, e in particolare dei giovani. I risultati in questo campo sono evidenziati in rosso acceso. Non c'è da stupirsi: il nostro tasso di laureati (nella fascia 30-34 anni) supera di poco il 23%. L'Isola è al diciassettesimo posto tra le regioni italiane e tra gli ultimi in Europa. Siamo in testa se si parla di abbandoni scolastici:un ragazzo su tre lascia il percorso di studi prima della fine. E per quando riguarda la qualità, quella ci viene ricordata ogni anno quando vengono diffusi i risultati dei test Invalsi. L'unico indicatore sopra la media europea riguarda la salute. A incidere sul risultato complessivo sono sei indicatori: la mortalità infantile, le statistiche sui malati di cancro, quelle sui disturbi cardiovascolari, il tasso di suicidi, gli incidenti stradali e l'aspettativa di una vita lunga e sana. È qui che la Sardegna eccelle: chi nasce nell'Isola campa in media 83 anni e poche regioni nell'Ue fanno meglio di noi. Ma questo è soprattutto merito del Dna.

Michele Ruffi

 


2 - L’UNIONE SARDA di venerdì 18 ottobre 2019 / SULCIS IGLESIENTE - Pagina 30

CARBONIA. I locali messi a disposizione dalla Provincia in via Fertilia sono ancora vuoti
L'UNIVERSITÀ PUÒ ATTENDERE
Un anno fa l’annuncio dell’apertura della sede dell’Ateneo, poi il silenzio
IL VUOTO. Nei locali rimessi a nuovo dalla Provincia non sono nemmeno arrivati gli arredi

C'è un esame che l'Università di Cagliari deve ripetere più volte, come certi studenti impreparati. Non riesce (assieme alla Regione) proprio a superarlo nonostante i mesi trascorrano: è quello di una sede dell'Ateneo a Carbonia per una serie di corsi misti con lezioni in e-learning (al pc in collegamento on line con i docenti e in presenza di tutor) e insegnanti in cattedra.

L'ANNUNCIO. Niente da fare: la novità che era stata raccontata lo scorso autunno in una conferenza stampa a Cagliari, non trova realizzazione e non è neppure detto che decolli nell'anno scolastico 2019-20. L'Ateneo ammette che, a meno che non vengano risolti subito vari problemi amministrativi, tutto potrebbe scivolare alla successiva stagione. Prova ne sia che i locali che avrebbero dovuto ospitare l'Ateneo cagliaritano, quelli della Provincia in via Fertilia, sono ancora desolatamente vuoti. Lindi grazie agli operai in house della Provincia che li hanno tirati a lucido, ma vuoti. Così, i lavori sono finiti da un pezzo (qualche stucco, tinteggiatura e collegamento) ma di fatto si sono rivelati inutili anche perché, considerati i ritardi, gli operai impiegati per sistemare le aule sarebbero potuti essere impegnati in altre incombenze, a cominciare dalle condizioni delle strade, dei corsi d'acqua e delle scuole.

LA PROVINCIA. Difficile, ma non impossibile, capire chi non sia ancora pronto in questa vicenda. Di sicuro si tira fuori la Provincia Sud Sardegna, partner dell'iniziativa: «Noi - precisa il commissario Mario Mossa - ci siamo limitati a sistemare gli ambienti ed abbiamo concluso l'intervento lo scorso febbraio». Intervento consistito nel rendere agibile parte della sede storica di via Fertilia in cui nacque la Provincia Carbonia Iglesias e che ospita ancora la società in house delle manutenzioni. Restano in ballo Università e Regione che lo scorso autunno avevano sottoscritto questo speciale accordo (e tre mesi delle elezioni) rimasto però sulla carta. L'Ateneo cagliaritano si limita, tramite gli addetti alla comunicazione, a far notare che «purtroppo esistono problemi di natura amministrativa che hanno impedito sinora l'attivazione della sede e del servizio», e che «è in corso una fitta interlocuzione con la Regione, assessorato alla Pubblica Istruzione, per superarli nel più breve tempo possibile». È forse una questione di denaro? La sensazione, che l'Ateneo non smentisce, è che difficilmente possa partire tutto nella stagione 2019-20. Gli studenti del Sulcis dovranno quindi continuare a viaggiare a Cagliari per seguire le lezioni che invece erano previste a Carbonia, cioè Scienze della comunicazione (in e-learning) e quattro corsi misti (frontali e online) di Amministrazione e organizzazione, Beni culturali e spettacolo, Economia e gestione aziendale, Ingegneria elettronica, elettrica e informatica. La sede sarebbe inoltre dovuta essere anche il punto in cui aprire l'Orientamento Universitario per gli studenti delle superiori del Sulcis.
I NUMERI. 5 i corsi di laurea attesi: Scienze della Comunicazione, Amministrazione e organizzazione, Beni culturali e spettacolo, Economia e gestione aziendale e Ingegneria (elettronica, elettrica e informatica)

Andrea Scano

 


3 - L’UNIONE SARDA di venerdì 18 ottobre 2019 / SULCIS IGLESIENTE - Pagina 30

Architettura razionalista, il master

CARBONIA. La storia della città di Fondazione, uno dei rari (e per molti versi integri) esempi di architettura razionalista moderna, è di nuovo al centro delle attenzioni dell'Università di Cagliari e chiaramente del Comune.

Dai primi di dicembre, la Grande miniera si accinge, infatti, ad ospitare un nuovo master universitario di secondo livello dedicato all'Architettura del paesaggio, d'intesa con il Dipartimento di Ingegneria ambientale, civile e di architettura. Previsti docenti e architetti da prestigiose scuole internazionali come Barcellona, Marsiglia, Parigi, Lisbona. Non è la prima volta che Carbonia diventa protagonista di corsi di studio di alta formazione. Anche in questo caso sono rivolti a laureati in architettura, ingegneria e laureati con specializzazioni attinenti, che così potranno vantare nel proprio curriculum un'esperienza formidabile. «Il progetto - sottolinea l'assessore all'Urbanistica Luca Caschili - si inserisce in una serie di azioni che portiamo avanti per valorizzare in modo compiuto il patrimonio del paesaggio inteso come sistema globale e complesso». L'organizzazione è ancora definire ma è già a ottimo punto: di sicuro il master sarà rivolto ad alcune decine di laureati che frequenteranno le lezioni nelle strutture dell'ex Miniera, «un volano di questa nuova forma di sviluppo culturale». Sviluppo che si deve anche alla successiva, da definire, apertura di un Centro Studi Mediterraneo del Paesaggio: si occuperà di svolgere ricerche, pubblicazioni e consulenze sulla gestione di politiche di sostenibilità ambientale e urbana. (a. s.)

 


4 - L’UNIONE SARDA di venerdì 18 ottobre 2019 / PRIMO PIANO - Pagina 3

CONVEGNO

Lunedì esperti a confronto

“L'Europa, la Sardegna e la questione insulare. Un bilancio dopo 20 anni (1999-2019)”. È il titolo del convegno organizzato dall'associazione degli ex consiglieri regionali della Sardegna in programma lunedì 21 ottobre (dalle 15,30) a Cagliari nel transatlantico del Consiglio regionale.

Relazioni di Lina Panella, Paolo Fois e Beniamino Moro (università di Messina, Sassari e Cagliari) che si soffermeranno suoi profili giuridici ed economici. Dell'applicazione in Sardegna del principio di insularità parleranno invece Michele Comenale (Uuniversità di Sassari), Alessandra Camba (Direttore area legale della Regione) e Gianluca Cadeddu (Centro regionale programmazione). Dalla Spagna i docenti Joan David Janer e Luis Javier Capote Perez illustreranno la situazione delle isole iberiche.

 


5 - L’UNIONE SARDA di venerdì 18 ottobre 2019 / CULTURA - Pagina 44

Stasera
Cosmomed al Lazzaretto con “Tracce”

Tracce di cosmopolitismo nel Mediterraneo, atto secondo. Nella sala Archi del Lazzaretto si apre oggi alle 18.30, la serie di percorsi multimediali (video, fotografia, sonoro, istallazioni) a cura di Rosi Giua ed Efisio Carbone. È un modo per rileggere e reinterpretare gli esiti di più di una decina di progetti, coinvolgendo oltre una cinquantina di autori (con l'apporto di quaranta bambini-autori e il contributi artistici di Monica Lugas, Lea Gramsdorff e Simone Dulcis e, disposti in altra sala, di Casa Falconieri e dell'Accademia d'Arte di Cagliari). La mostra presenta al pubblico di non specialisti tematiche convergenti sul “Cosmopolitismo intorno al Mediterraneo”, privilegiando una dimensione emozionale nella trasmissione degli esiti della ricerca scientifica. Tracce si propone di dare voce a un mosaico variegato di diversità (culturali, religiose e linguistiche), di attori sociali coinvolti in diversi progetti. “Cosmomed”, articolato in un convegno, mostra, laboratori e performance, è a cura dei Dipartimenti di Lettere, Scienze Politiche e Ingegneria dell'Ateneo.

 


6 - L’UNIONE SARDA di venerdì 18 ottobre 2019 / PRIMO PIANO - Pagina 4

L’APPELLO. La mobilitazione della politica e dei sindacati

«SALVATE L'OSPEDALE VETERINARIO»

Allarme per la sorte dell'Ospedale didattico veterinario universitario di Sassari, anche dal mondo della politica e dei sindacati. Chiuso da due settimane con una forte riduzione delle attività, i vertici della clinica e dell'Università studiano una possibile riorganizzazione del servizio amministrativo e una razionalizzazione delle risorse per il personale. «Siamo in una fase delicata e difficilissima e preferisco il silenzio», dice Maria Lucia Manunta, direttrice sanitaria e responsabile del pronto soccorso randagi, l'unico servizio rimasto in piedi insieme all'attività didattica degli studenti.

Stoppati tredici reparti specialistici con 28 componenti dello staff medico che 24 ore su 24 garantiscono una serie di servizi per gli animali d'affezione e da reddito. Il Dipartimento di scienze mediche veterinarie, tramite il suo direttore Eraldo Sanna Passino, «ha fatto un atto forte verso l'amministrazione universitaria e ora ci si incammina verso un accordo per aprire la struttura senza doverla chiudere domani».

Sul tema insistono i 5 Stelle: dopo l'interrogazione della consigliera regionale Carla Cuccu, interviene con una proposta di mozione la capogruppo Desirè Manca. «Sono diverse e talvolta incompatibili le mansioni che sono costretti a svolgere i medici veterinari dell'ospedale», osserva l'esponente pentastellata. Il testo, firmato anche dai consiglieri Alessandro Solinas, Roberto Li Gioi e Michele Ciusa, impegna la Giunta ad attivarsi «per garantire l'immediato riavvio e la completa operatività dell'Ospedale, struttura di eccellenza della Sardegna, punto di riferimento indispensabile nel territorio, nato per rispondere ai parametri indicati dall'Eaeve (European association of establishment of veterinary) come strumento per l'attuazione di una didattica riconosciuta a livello europeo».

Per il segretario territoriale della Cgil Funzione pubblica, Giovanni Piras, «occorre mettere in campo tutte le forze del territorio e creare una sinergia fra l'Università, le istituzioni locali e la Regione per trovare una soluzione a un sistema sanitario che garantisce la salvaguardia del benessere animale e non può arretrare solo per motivi di cassa. La clinica veterinaria di Sassari rappresenta un servizio indispensabile per tutto il Nord Sardegna e non può essere chiusa».

Mariangela Pala


 

 


7 - L’UNIONE SARDA di venerdì 18 ottobre 2019 / AGENDA - Pagina 21
MEMO. Opportunità in Europa. Mercoledì prossimo alle 17,30 nella Mediateca del Mediterraneo, via Mameli, si terrà l’incontro “La porta sull’Europa” organizzato dall’Associazione Tdm2000. L’iniziativa intende favorire la partecipazione di giovani dell’area vasta del cagliaritano ai programmi di mobilità, volontariato e formazione ideati dalla commissione europea. Stazionerà nei parcheggi lo studio mobile della webradio UnicaRadio.

 


8 - L’UNIONE SARDA di venerdì 18 ottobre 2019 / CULTURA - Pagina 43

INTERVISTA
Università. Matteo Saudino ospite dei ragazzi di Unica 2.0
Il prof che conquista gli studenti con YouTube: «Spiego la bellezza della Filosofia con un clic»
INNO ALL’AMORE. “La filosofia celebra la bellezza dell’inutilità. Le cose inutili sono le più belle perché le facciamo senza aspettarci un tornaconto”. Saudino (45 anni) è stato ospite della Facoltà di Lettere e Filosofia, su iniziativa delle associazioni Progetto Studenti e Unica 2.0

Un po' Socrate, un po' youtuber. Del filosofo greco ha la barba, i capelli in disordine, e il carisma; dello youtuber la capacità di attrarre migliaia di persone, soprattutto studenti delle scuole superiori e dell'università, ma anche adulti appassionati di filosofia. E già, perché Matteo Saudino insegna proprio questa materia, che da due millenni seduce con la potenza della parola. Quarantacinque anni, professore di Filosofia e Storia al liceo scientifico “Giordano Bruno” di Torino, da quattro gestisce il canale YouTube “BarbaSophia”, con 60 mila iscritti, in cui pubblica video che sono illuminanti lezioni di filosofia, visualizzate da migliaia di utenti. Per dire che parla di Hegel, Aristotele e Tommaso D'Aquino, ottenere svariate decine di migliaia di visualizzazioni stando in cattedra, e con l'unico effetto speciale di una trasgressiva collezione di magliette, non è cosa da poco. Intorno a lui una comunità di fedelissimi, tra cui molti studenti sardi che lo hanno invitato a Cagliari. E l'altro ieri, ospite della Facoltà di Lettere e Filosofia, su iniziativa delle associazioni Progetto Studenti e Unica 2.0, ha tenuto una lezione su “I filosofi e la guerra”.

Come si diventa una star di YouTube parlando di filosofia?

«Lo si diventa per caso, in maniera inaspettata. In ogni caso perché c'è un vivo interesse verso la filosofia».

In un mondo devoto all'utile la filosofia è inutile, e allora perché attrae?

«La filosofia celebra la bellezza dell'inutilità. Le cose inutili sono le più belle perché le facciamo senza aspettarci un tornaconto. Immaginiamo di togliere da una giornata le cose inutili: il caffè, la chiacchierata con gli amici, la serie televisiva, lo sport: senza questi momenti la nostra vita sarebbe tetra, opaca, grigia. Sono le cose inutili a riempire profondamente la nostra esistenza, a darle senso».

Perché i suoi video piacciono tanto?

«Io penso che siano chiari, alla portata di tutti, e poi perché richiamano il presente. I filosofi non sono vestiti pregiati da conservare in naftalina nell'armadio, sono abiti da indossare ogni giorno. Io li uso e li declino nell'attualità, mostro come quella domanda filosofica sia ancora oggi fondamentale, quella riflessione possa aprire delle porte. Insomma, forse il segreto del successo è proporre la filosofia come una cassetta degli attrezzi, da cui ognuno prende ciò che gli serve per comprendere la realtà».

Le stava stretto il mestiere di insegnante?

«No, non è questo. Semplicemente, a un certo punto, è nato il desiderio di comunicare con più persone, di mettere in rete la discussione filosofica. Per me Internet è un'opportunità di dialogo».

Che cosa le scrivono i ragazzi?

«Ricevo messaggi d'affetto e ringraziamento. A scrivermi sono in tanti e tante: coloro che hanno passato l'esame del corso di laurea, oppure sostengono una buona interrogazione a scuola, dislessici, chi è stato rimandato o bocciato. Ci sono anche persone qualunque: casalinghe, disoccupati, appassionati di filosofia e storia, che vogliono approfondire le loro conoscenze, oppure amano quando leggo brani filosofici».

Che cosa ne pensano i suoi colleghi?

«Ci tengo a dire che “BarbaSophia” non nasce per competere con i colleghi, ma come strumento per arricchire tutti. Alcuni di loro, anzi, lo consigliano ai propri studenti».

Con Chiara Foà, sua compagna di vita, ha da poco pubblicato il libro “Il prof fannullone. Appunti di una coppia di insegnanti ribelli nell'esercizio del mestiere più antico del mondo”. Le piace insegnare?

«Sì, è la mia passione. Insegno da oltre vent'anni. E, a dirla tutta, ogni mattina non mi sembra neppure di andare a lavorare».

Franca Rita Porcu

 


9 - L’UNIONE SARDA di venerdì 18 ottobre 2019 / ORISTANO E PROVINCIA - Pagina 32

Oristano. Liceo scientifico “Mariano IV”
Al via il nuovo corso per futuri medici

Un corso sperimentale di “Biologia con curvatura biomedica” attivo da quest'anno al liceo “Mariano IV”. Il progetto, che nasce da un'intesa tra il ministero dell'Istruzione e la Federazione nazionale dei medici, è stato presentato dal presidente dell'Ordine dei medici Antonio Sulis, da Magda Sammarco, consigliere dell'Ordine, dalla dirigente dello Scientifico Donatella Arzedi e dalla docente Rosangela Melis.

«Interessa 80 istituti in Italia - spiega la dirigente Donatella Arzedi - e vede coinvolti 40 studenti delle terze nelle sedi di Oristano e Ghilarza. Parte delle attività si svolgeranno con i nostri docenti a scuola e nei laboratori, la pratica negli studi dei medici». «Un progetto importante - osserva Antonio Sulis - per gli studenti che domani vorranno intraprendere la professione medica». ( e. s. )

La Nuova Sardegna

10 - LA NUOVA SARDEGNA di venerdì 18 ottobre 2019 / ATTUALITÀ - Pagina 11

Pubblico impiego, tre miliardi per i contratti

Con uno stanziamento di 3,2 miliardi di euro, a tanto ammonta la dote in manovra per gli statali, in busta paga sarebbero possibili aumenti di circa 90 euro mensili lordi. Una media che, secondo il governo, diventerebbe tangibile dal 2021. Per i sindacati tuttavia il budget non basta: con quelle risorse andrebbe alimentato il rinnovo contrattuale e il cosiddetto «elemento perequativo» per non perdere il bonus degli 80 euro e «l'indennità di vacanza contrattuale» che vige per tutta la fase delle trattative. Prima che gli incrementi vengano caricati nello stipendio c'è bisogno di un accordo. Sul fronte P.A, altra questione aperta è quella delle assunzioni. La titolare della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone, riconosce che l'esodo dagli uffici è «legato a Quota 100», ma che a breve si «aprirà una fase di concorsi» e verrà fatto un decreto.

 


11 - LA NUOVA SARDEGNA di venerdì 18 ottobre 2019 / ORISTANO - Pagina 29

Accordo tra la direzione scolastica e l'Ordine dei medici
IN CITTÀ E A GHILARZA IL LICEO A INDIRIZZO BIOMEDICO

Abbatterebbe il filtro del test all'università

ORISTANO Nuove prospettive per i giovani appassionati di medicina e materie affini. Anche a Oristano e Ghilarza arriva il liceo scientifico con curvatura biomedica, grazie all'accordo raggiunto tra il Liceo Scientifico Mariano IV e l'Ordine dei Medici provinciale. Il progetto è stato presentato da Antonio Sulis, presidente dell'Ordine e Donatella Arzedi, preside del Liceo, insieme alla dottoressa Magda Sammarco e alla professoressa Rosangela Melis. Il nome è un po' ostico, ma il concetto è semplice: negli ultimi tre anni di scuola superiore gli studenti interessati potranno seguire dei corsi di 50 ore annuali propedeutiche agli studi di medicina o per le professioni sanitarie. Venti ore saranno dedicate a lezioni introduttive svolte dai professori, altre venti saranno tenute dai docenti dell'Ordine dei Medici e infine le ultime 10 ore prevederanno visite e simulazioni negli ambulatori. I corsi sono già partiti, due classi si sono formate nella sede oristanese di via Messina e un'altra in quella di Ghilarza. Dietro il progetto ci sono due obiettivi ambiziosi: l'Ordine dei Medici spera di poter arrivare con questi corsi a superare il test di medicina, quantomeno a fare in modo che chi li frequenta e passa l'esame finale ne sia esentato; il ministero dell'Istruzione, dal canto suo, punta invece a testare la fattibilità di un liceo a indirizzo biomedico.
(dav.pi.)

Questionario e social

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