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Un Ateneo giovane dalle radici antiche

Cerimonia di inaugurazione del 400mo Anno Accademico sentita e partecipata nonostante i limiti imposti dalla pandemia: le congratulazioni del Presidente del Consiglio, del Ministro dell'Università e della Ricerca, del Presidente della Regione Sardegna. Dopo la prolusione di altissimo livello tenuta da Alberto Mantovani, nelle relazioni il bilancio dei sei anni da Rettore di Maria Del Zompo, che al termine ha ringraziato tutti trattenendo a stento la commozione. GUARDA LE FOTO, I VIDEO E LA RASSEGNA STAMPA con i servizi andati in onda in TUTTI i TG
05 marzo 2021
Maria Del Zompo legge il messaggio dl Maria Cristina Messa, Ministro dell'Università e della Ricerca

L'iniziativa è stata trasmessa in diretta streaming sul sito e sui social dell'Ateneo, al termine scoperta un'epigrafe commemorativa dei 400 anni dei vita dell'Università degli Studi di Cagliari

Sergio Nuvoli (ha collaborato Roberto Ibba)

Cagliari, 4 marzo 2021 - “Nel volgere del 400mo anniversario dalla sua fondazione, questa illustre Università degli Studi di Cagliari, che per quattro secoli con intensa passione ha formato negli  studi  scientifici  e  umanistici  allievi  tanto  numerosi  e  tanto  grandi,  ora,  animata  da  sempre  nuove  energie,  mentre  si  compiace  di  ricordare  la  gloria  del passato, guarda al futuro con i migliori auspici, affinché possa dedicarsi con più entusiasmo alla ricerca scientifica, alla didattica e al bene comune”.

Questo il testo inciso sull’epigrafe scoperta oggi a Palazzo Belgrano, sede del Rettorato, durante la solenne cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2020/21, il 400mo della storia dell’ateneo cagliaritano. Un traguardo storico che coincide con la parte finale del mandato di Maria Del Zompo, prima donna ad essere stata eletta Rettore dell’Università del capoluogo sardo. Hanno portato i saluti collegati in streaming il Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Ferruccio Resta, e il Presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas.

Maria Del Zompo legge la formula di inaugurazione dell'Anno Accademico
Maria Del Zompo legge la formula di inaugurazione dell'Anno Accademico
Il momento in cui il Rettore Del Zompo scopre l'epigrafe per i 400 anni

Il Presidente del Consiglio a Maria Del Zompo: "Ha concluso un importante percorso e auspico per lei grandi successi e gratificazioni". Il Ministro Messa: "Complimenti per il lavoro svolto in questi anni"

Mario Draghi, Presidente del Consiglio dei Ministri, invitato a collegarsi in diretta streaming con la cerimonia, non ha potuto partecipare per impegni istituzionali già in agenda. “In occasione della cessazione del suo mandato da Rettore, desidero manifestarle le mie felicitazioni e i più sentiti rallegramenti – ha scritto il Primo Ministro a Maria Del Zompo – Ha concluso un importante percorso e auspico per lei grandi successi e gratificazioni. Giungano a Lei, ai professori e agli studenti i miei più cordiali e calorosi saluti, unitamente ai migliori auguri di buon lavoro”. Anche Maria Cristina Messa, Ministro dell’Università e della Ricerca, ha inviato un cordiale saluto: “I miei complimenti per il lavoro svolto dall’Università di Cagliari in questi anni, un ateneo importante che ha saputo trasferire la conoscenza anche al di là dei confini nazionali. Congratulazioni alla prof.ssa Del Zompo”.

"Individuare, imbrigliare, domare. Combattere, indebolire, sconfiggere le malattie che affliggono miliardi di esseri umani", è questo l'obiettivo che ricercatrici e ricercatori si pongono ogni giorno nella loro attività scientifica e di cui ha parlato nella prolusione Alberto Mantovani, immunologo e oncologo di fama mondiale, intervenuto prima dei rappresentanti degli studenti (Piera Caocci), del personale (Marta Costa) e delle relazioni dei Prorettori alla Ricerca (Micaela Morelli), all’Internazionalizzazione (Alessandra Carucci) e alla Didattica (Ignazio Putzu).

Il Rettore legge il messaggio del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi
Il Rettore legge il messaggio del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi
Servizio di Lorenzo Manunza andato in onda per il TGR RAI Sardegna nell'edizione delle 14 del 4 marzo 2021 condotto in studio da Elena Laudante

“Gli avanzamenti dell'immunologia non sono ancora sufficienti – ha detto il professor Mantovani - Bisogna puntare al miglioramento tecnologico e alla sostenibilità, per poter offrire a tutti le cure migliori"

Il direttore scientifico dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e Professore Emerito di Patologia Generale all'Humanitas University ha illustrato i progressi rivoluzionari fatti grazie all'immunologia nella cura dei tumori, affiancandosi alle terapie finora utilizzate e alla chirurgia. Un obiettivo che i padri della medicina hanno sempre sognato di raggiungere: curare il cancro utilizzando le armi del nostro sistema immunitario.

“Gli avanzamenti fatti in questo campo però non sono ancora sufficienti – ha detto Mantovani - Bisogna puntare al miglioramento tecnologico e alla sostenibilità, per poter offrire a tutti le cure migliori. Un'esigenza quantomai necessaria in questi tempi, per coniugare la ricerca sulle risposte immunitarie al Covid-19 con le garanzie di una cura efficace da offrire all'intera popolazione mondiale”.

L'immunologo Alberto Mantovani poco prima del suo intervento
L'immunologo Alberto Mantovani poco prima del suo intervento
Il servizio di Valerio Vargiu per il TG di Sardegna Uno TV

Gli studenti: "L'università è luogo di incontro, di libertà, di pari opportunità, non è un esamificio". Il personale: "La nostra risposta alla crisi generata dalla pandemia è stata imponente, abbiamo adeguato le procedure alle nuove esigenze"

"Siamo fiduciosi che la collaborazione di questi anni ci sarà anche in futuro - ha detto Piera Caocci - L'università è luogo di incontro, di libertà, di pari opportunità, non è un esamificio. L'università non chiude finché noi la viviamo. Il diritto allo studio va difeso e sostenuto con tutte le risorse possibili", mentre Marta Costa ha sottolineato che "la risposta del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario alla crisi è stata imponente. Abbiamo adeguato le procedure alle nuove esigenze. I colleghi dell'azienda ospedaliera universitaria hanno lavorato in prima linea per contenere la pandemia".

Micaela Morelli ha elencato le iniziative realizzate: "In questi anni sono stati portati avanti 67 progetti di visiting scientists con le università straniere - ha evidenziato tra l'altro - UniCa è stata anche molto attenta al territorio con progetti come la Notte dei Ricercatori". Per i 400 anni è stato realizzato un efficacissimo video che sintetizza quattro secoli di ricerca della nostra Università, di cui è stato mostrato un trailer.

"Abbiamo ampliato gli accordi internazionali per i dottorati di ricerca - ha aggiunto Alessandra Carucci, che ha evidenziato che l'inclusione ha guidato anche il suo settore - Sono stati attivati nuovi accordi anche con Paesi extra europei. Sono aumentati i corsi in lingua inglese, e siamo diventati più attrattivi per gli studenti stranieri. Sono 8 i corsi con il doppio titolo. Siamo all'interno della rete EDUC, una della prime 17 università europee fortemente volute dalla Commissione Europea: è questo il successo più importante di questi anni".

“Chi non si aggiorna costantemente rischia di rimanere fuori dal mondo del lavoro - ha rimarcato Ignazio Putzu - Per questo abbiamo aumentato le opportunità offerte ai nostri studenti, attivato nuove lauree magistrali, puntato sul progetto sulla lingua inglese e sul Centro per l’insegnamento della lingua italiana agli stranieri. Abbiamo rivisitato completamente l'orientamento puntato a fornire non solo competenze, ma anche e soprattutto ad attivare lo spirito critico indispensabile attraverso un processo di promozione e presentazione dell’offerta formativa”.

“È stata ridisegnata completamente la comunicazione istituzionale dell’Ateneo - sono state le parole del Prorettore alla Didattica - improntandola a criteri altamente professionali. I risultati raggiunti con la collaborazione della Direzione Didattica mostrano che la direzione è quella giusta: anche il recente Premio nazionale allo spot 'Universo UniCa' lo indica senza dubbio”.

La relazione di Micaela Morelli, Prorettore alla Ricerca scientifica
La relazione di Micaela Morelli, Prorettore alla Ricerca scientifica
GUARDA IL VIDEO COMPLETO DELL'INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO

Il DG Aldo Urru: "I servizi sono in miglioramento continuo. Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla valorizzazione delle competenze delle persone, che nel nostro Ateneo sono tante"

Quindi gli interventi di Aldo Urru, Direttore Generale, e di Maria Del Zompo, Rettore, che ha ringraziato tutti, dal personale agli studenti, dai Prorettori ai dirigenti, con una certezza: “Non mi sono mai sentita sola, mi sono sempre sentita supportata al meglio”.

“Innovazione dei processi e formazione si sono diffusi - ha detto tra l'altro il Direttore - i servizi sono in miglioramento continuo. Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla valorizzazione delle competenze delle persone, che nel nostro Ateneo sono tante”.

“In base alle valutazioni del Ministero – ha detto la prof.ssa - siamo tra i primi 10 atenei italiani. Non ci siamo mai sottratti alle valutazioni, e alcuni nostri processi nel lavoro sono stati presi come modello da altre amministrazioni. Abbiamo fatto battaglie importanti per difendere la dignità dell’Università”.

Infine, è stata scoperta la targa che resterà nella storia dell'Ateneo per ricordare una ricorrenza così importante. "Così UniCa", come ha sottolineato il Magnifico, prima di dichiarare solennemente aperto l'Anno Accademico 2020/21.

Il momento in cui il Rettore Del Zompo ha scoperto la targa
Il momento in cui il Rettore Del Zompo ha scoperto la targa
La frase di rito che inaugura il 400mo Anno Accademico

RASSEGNA STAMPA

L'UNIONE SARDA del 5 marzo 2021

Cagliari - pagina 24

L'emozione della rettrice, il videointervento di Solinas, l'epigrafe celebrativa

Ateneo in festa, gli auguri di Draghi

«C'è vita ora in università?». La domanda è stata retoricamente formulata ieri mattina durante l'inaugurazione del 400esimo anno accademico dell'Ateneo cagliaritano che per l'occasione ha ricevuto gli auguri del premier Mario Draghi. La risposta non si fa attendere: «L'università non chiude finché noi la viviamo».
I quattro secoli
È con questo spirito che l'Ateneo saluta quattro secoli di storia, e come si legge sull'epigrafe celebrativa scoperta per l'occasione, “mentre si compiace di ricordare la gloria del passato, guarda al futuro con i migliori auspici, affinché possa dedicarsi con più entusiasmo alla ricerca scientifica, alla didattica e al bene comune”. Un compleanno da ricordare e inevitabili pertanto anche gli auguri illustri, arrivati in streaming da Ferruccio Resta, presidente della conferenza dei rettori delle università italiane, da Christian Solinas, presidente della Regione e, appunto, dal neo premier Mario Draghi che insieme alla ministra Maria Cristina Messa ha inviato una lettera destinata direttamente alla prima rettrice donna dell'Ateneo, ormai prossima al passaggio di testimone. «Auguro al rettore i migliori traguardi per il futuro», ha scritto Draghi, che per impegni istituzionali non è riuscito a collegarsi in diretta con la cerimonia, arricchita inoltre dalle parole di Alberto Mantovani, oncologo di fama mondiale e immunologo per vocazione. Significativo il titolo del suo intervento - «Immunità, dal cancro al Covid-19: sogni e sfide» - ulteriore prova dell'importanza primaria che oggi più di ieri ricopre il mondo della ricerca scientifica.
Grandi traguardi
«In questi sei anni abbiamo condiviso tante battaglie ma anche tante vittorie», spiega in conclusione una commossa Maria Del Zompo. «I risultati del lavoro fatto insieme sono sotto gli occhi di tutti e dobbiamo essere soddisfatti di quanto siamo riusciti a fare». I traguardi infatti vengono ricordati da tutti: l'internazionalizzazione, le politiche di genere, la ricerca, la valorizzazione del territorio, la sfida posta dalla situazione pandemica. L'università di Cagliari si presenta insomma, nonostante i suoi anni, sempre più inclusiva e dai numeri in crescita: 4.374 gli immatricolati per quest'anno, 1664 i laureati a distanza tra marzo e settembre, quinta università italiana nella classifica Censis, una delle 17 università europee grazie a Educ, l'alleanza di atenei finanziata dalla Commissione europea con lo scopo di creare una cooperazione a lungo termine. È l'eredità che la prima rettrice donna lascia al suo successore Francesco Mola, in carica fra un mese.
La nota dolente
Unica nota stonata? Il livello di investimenti destinati alla ricerca che in Italia, stando agli ultimi dati Oecd (l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), è di tanto inferiore rispetto a quello degli altri paesi dell'Unione europea. «Ci sono tante criticità ancora da risolvere - ha concluso Del Zompo - ma so che continuerete a migliorare con quello spirito di squadra e senso di appartenenza che ci contraddistingue da 400 anni».
Michela Marrocu

L'articolo di Michela Marrocu su L'Unione Sarda del 5 marzo 2021 a pagina 24
L'articolo di Michela Marrocu su L'Unione Sarda del 5 marzo 2021 a pagina 24
Il servizio di Alessandra Addari per il TG diTCS

LA NUOVA SARDEGNA del 5 marzo 2021

Sardegna - pagina 8

Il rettore Maria Del Zompo conclude il mandato con ampi richiami all'attualità

«Nell'anno della pandemia la scienza salverà l'uomo»
 

di Mauro Lissia. CAGLIARI«La ricerca scientifica è la cintura di sicurezza della specie umana ed oggi siamo certi che basta una dose di vaccino per avere una risposta straordinariamente alta in termini di protezione dal Covid»: l'ha detto Alberto Mantovani, professore emerito di patologia generale, immunologo, accademico dei Lincei e direttore scientifico dell'istituto clinico Humanitas di Milano, un'autorità assoluta a livello internazionale. Maria Del Zompo, neuroscienziata d'alto profilo anche lei e rettore uscente dall'Università di Cagliari, ha scelto Mantovani per la prolusione destinata ad arricchire l'inaugurazione del quattrocentesimo anno accademico dell'Università di Cagliari, celebrato anche via streaming «nell'anno in cui - ha annunciato il grande docente - per la prima volta da molti decenni il dato sulla prospettiva della vita umana registrerà un calo a causa della pandemia». Una scelta certamente non casuale quella di Mantovani, perché la mirabile chiarezza della sua narrazione scientifica e il messaggio contenuto nelle sue parole hanno inoculato una dose massiccia di attualità nel corpo di una celebrazione non proprio modernissima, che però l'Ateneo cagliaritano ha mostrato di meritare. E ad un ascolto attento non può essere sfuggita l'assonanza di pensiero tra una Del Zompo che nei suoi sei anni di rettorato ha lavorato con riconosciuta energia per allargare la platea universitaria alle aree più deboli della comunità sarda e ai giovani immigrati e un Mantovani che ha insistito sulla necessità di aiutare gli ultimi del mondo: «Finché un cucciolo di uomo non avrà accesso ai vaccini più elementari significherà che i diritti non sono per tutti».Il diritto alla salute ma anche il diritto alla libertà che solo la conoscenza può garantire: con una tela di Lucio Fontana apparsa nell'ultima slide della prolusione, l'accademico dei Lincei ha voluto richiamare il taglio netto, inferto con una lama, tra il non sapere e il sapere. Un taglio che ad ascoltare gli interventi dei prorettori Micaela Morelli (ricerca), Paola Carucci (internazionalizzazione) e Ignazio Putzu (didattica) così come quello del direttore generale Aldo Urru, della rappresentante degli studenti Piera Caocci e del personale Marta Costa l'ateneo cagliaritano è riuscito a garantire malgrado le enormi difficoltà provocate dalla pandemia, una realtà terribile che ha costretto l'organizzazione di Unica a inventare nell'arco di pochi giorni l'insegnamento online senza massacrare più di tanto i calendari delle lezioni e le sessioni d'esame.I dati di base dimostrano d'altronde che l'Università di Cagliari non sta a guardare la crescita degli altri: gli immatricolati sono cresciuti negli ultimi sei anni da 3984 a 4374, gli iscritti al primo anno dei corsi di laurea triennale e di laurea magistrale a ciclo unico da 5334 a 6012, gli iscritti al primo anno delle lauree magistrali da 1155 a 1560. Secondo Almalaurea l'indice di soddisfazione dei laureandi era del 68% nel 2015 ed oggi ha raggiunto il 74,19%. Impossibile in una cronaca giornalistica elencare le iniziative dell'Ateneo, illustrare l'offerta complessiva: chi vuole può consultare il sito Unica.it, un luogo di informazione online aggiornato e chiaro. Quella di ieri, nell'austera aula magna del Rettorato disegnata nel 1926 dal grande artista cagliaritano Filippo Figari e realizzata dallo scultore Fernando Casanova, doveva essere la giornata della celebrazione dei quattro secoli di attività accademica e insieme il saluto del rettore Del Zompo, che ad aprile passerà il testimone al collega Francesco Mola. Commossa fin quasi alle lacrime, la Rettrice ha ricordato i passi avanti compiuti col suo mandato («siamo fra i primi dieci atenei italiani») piantando la bandiera dell'orgoglio su un'iniziativa: «Il piano di uguaglianza di genere, strumento fondamentale per superare il gap tra uomo e donna nel mondo della ricerca».Tra i saluti ufficiali, trasmessi a distanza, quelli del premier Mario Draghi, della ministra dell'Università Cristina Messa, del presidente della Regione Christian Solinas e del presidente della conferenza dei rettori Ferruccio Resta.

L'articolo di Mauro Lissia su La Nuova Sardegna del 5 marzo a pagina 8
L'articolo di Mauro Lissia su La Nuova Sardegna del 5 marzo a pagina 8
Il servizio di Lorenzo Manunza per l'edizione serale del TGR RAI Sardegna

L'UNIONE SARDA del 5 marzo 2021

Primo Piano - pagina 6

Alberto Mantovani, oncologo e immunologo di fama internazionale, parla di pandemia, vaccini e ricerca

«Ecco perché il virus agisce in modi diversi»

«In Italia conosciamo poco le varianti del virus perché abbiamo fatto uno sforzo insufficiente per sequenziarle. Ma vaccinandoci e continuando ad adottare comportamenti corretti ne conterremo la replicazione e, dunque, ridurremo la possibilità che compaiano ulteriori varianti».
Alberto Mantovani, professore emerito di Patologia generale all'Humanitas university, è uno degli scienziati italiani più influenti, un oncologo e immunologo tra i più citati al mondo. Ieri ha svolto la sua prolusione all'inaugurazione del 400° anno accademico dell'università di Cagliari.
Professore, perché il coronavirus colpisce le persone in modo diverso?
«Dipende da quanto virus respiriamo, dall'invecchiamento, dallo stile di vita e dalla genetica. Sappiamo che con l'invecchiamento il sistema immunitario reagisce meno bene e il tono infiammatorio è più alto. Per lo stile di vita cito, ad esempio, l'obesità perché nel tessuto grasso ci sono tante cellule del sistema immunitario disorientate».
E l'aspetto genetico?
«Abbiamo appurato che ci sono geni dell'immunità e dell'infiammazione localizzati sul cromosoma 3 che rendono più facile la comparsa di Covid grave. Poi abbiamo scoperto che una quota dei pazienti ha un difetto congenito del sistema immunitario che viene smascherato dall'incontro con il virus. Inoltre in una parte dei pazienti il virus causa la comparsa di autoanticorpi, cioè di anticorpi diretti contro se stessi. Non siamo ancora in grado di guidare la terapia sulla base dell'elemento genetico ma abbiamo nuovi marcatori e possiamo rispondere meglio di un anno fa».
Con quali meccanismi il nostro sistema immunitario si confronta con il Covid?
«La prima linea di difesa è la cosiddetta immunità innata che gestisce il 90% dei cattivi incontri del nostro organismo. Poi entrano in gioco i direttori dell'orchestra, i linfociti T, che orchestrano la produzione di gli anticorpi. Quando queste difese falliscono il sistema immunitario dà una risposta fuori controllo anche attraverso un'infiammazione come la polmonite da Covid».
Perché le donne sono meno colpite?
«Lo ha spiegato benissimo il mio collega Carlo Selmi col suo saggio “Fortissime per natura”. Le donne hanno un sistema immunitario differente, costruito ad esempio per proteggere il feto, dunque dà una risposta più forte. Poi in generale hanno uno stile di vita migliore».
Perché chi si è già ammalato si può riammalare e anche chi si è vaccinato non è completamente immune?
«Grazie a uno studio effettuato nel Regno Unito sappiamo che chi ha avuto il Covid è protetto all'80%. Significa che il 20% si può riammalare e può diffondere il virus. Sappiamo inoltre che nessun vaccino è efficace al 100% e che, in generale, tutti gli episodi di infezione post vaccino avvengono perché ci si è infettati prima della vaccinazione».
Come evolveranno le varianti?
«I vaccini sono efficaci contro la varante inglese, la più infettiva, e proteggono meno da quelle sudafricana e brasiliana. Quindi vacciniamoci sempre. Purtroppo nel nostro Paese è stato fatto uno sforzo insufficiente nel sequenziare le varianti. Il Regno Unito, per dire, sequenzia il 10% dei casi positivi, noi nella regione che fa più sequenze, l'Abruzzo, ne facciamo l'1%. Ciò non consente di conoscere a sufficienza il nemico che abbiamo in casa. Aggiungo che se vogliamo combattere efficacemente le varianti dobbiamo sostenere le vaccinazioni nei paesi più poveri sapendo che se lo facciamo non togliamo nulla alle nostre vaccinazioni».
Che cosa pensa del passaporto sanitario?
«Faccio i complimenti alla Sardegna, cui sono legatissimo, per questa iniziativa. E del resto se vado in Scozia da mio figlio devo fare il tampone e mettermi in quarantena. Ma è presto per introdurre passaporti legati ai vaccini».
Perché nella sopravvivenza dal cancro ci sono ancora troppe differenze tra nord e sud?
«Perché si fa meno ricerca e perché sui tre killer, cervice, mammella e colon retto, si fa poco screening. Occorre agire su queste leve e l' associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) sta lavorando su questi fattori».
La pandemia ha fatto saltare milioni di visite, che conseguenze ci saranno?
«Sono preoccupatissimo. Solo nei primi mesi di emergenza non abbiamo fatto un milione e mezzo di screening. Significa che 2000 cancri alla mammella, 1500 alla cervice e 2000 lesioni colon retto arriveranno in fase più avanzata. Ma è anche vero che in questa situazione le persone esitano ad entrare negli ospedali perché hanno paura. Dunque occorre garantire una maggiore sicurezza ai pazienti negli ospedali e occorre vaccinarli».
Fabio Manca

Leggi l'intervista di Fabio Manca a Alberto Mantovani su L'Unione Sarda del 5 marzo 2021 a pagina 6
Leggi l'intervista di Fabio Manca a Alberto Mantovani su L'Unione Sarda del 5 marzo 2021 a pagina 6

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