UniCa UniCa News Notizie Storia, ricerca, anatomia: lo straordinario pregio delle cere di Clemente Susini

Storia, ricerca, anatomia: lo straordinario pregio delle cere di Clemente Susini

Fiore all'occhiello dell'ateneo, ospitate in CIttadella dei musei e patrimonio dell'Università di Cagliari, sono state visitate da una delle massime autorità mondiali del settore, Amy Ladd. "Opere assolutamente spettacolari e inarrivabili" ha detto stamani la docente a Stanford e chirurgo ortopedico a Palo Alto. La scienziata è stata accompagnata da Alessandro Riva, Luciano Colombo e Francesco Loy
28 maggio 2022
Cagliari. Foto di rito per, da sinistra, Luciano Colombo, Alessandro Riva, Amy Ladd e Francesco Loy

Incontro proficuo e contaminante. Storia delle medicina e anatomia di strepitoso valore

Mario Frongia

Circa due ore di una visita che, come ha subito precisato, “per la bellezza e le emozioni che le cere del Susini regalano, è e rimarrà per sempre nel mio cuore di medico, docente e scienziata”. Amy Ladd, eminenza internazionale dell’anatomia e della chirurgia ortopedica, allieva di Robert Chase, clinico e storico della medicina fondatore di due musei negli States, è stata in città. Accompagnata dal professore emerito di Anatomia, Alessandro Riva, dal prorettore alla Ricerca scientifica, Luciano Colombo e dal responsabile scientifico del Museo delle cere, Francesco Loy, Amy Ladd ha visitato la collezione delle cere anatomiche di Clemente Susini ospitate in Cittadella dei musei. La scienziata è stata al tempo stesso destinataria e mittente di un concetto prezioso: l’incrocio tra una scienza che include e comunica, capace di sollevare pian piano l’asticella dei saperi a favore delle future generazioni e, visto che si parla di medicina, della salute e del benessere dei cittadini. Con le Università, le accademie e i centri di ricerca a fare da cornice. 

La magie di una delle cere di Clemente Susini esposte in Cittadella
La magie di una delle cere di Clemente Susini esposte in Cittadella

L’opera di promozione e divulgazione delle cere firmata da Alessandro Riva

“Disseminare la ricerca e la storia del corpo umano, avvicinare e rafforzare le nostre relazioni internazionali: è anche questo il senso della presenza e dello scambio scientifico e culturale con la professoressa Ladd”. Il pensiero del professor Colombo va oltre. E raggiunge una sintesi di quello che è uno dei capitoli chiave delle politiche d’ateneo. “La disseminazione ha un valore enorme. L’apertura ai vari pubblici dei nostri tesori culturali, legati alla storia, alla tradizione e al lavoro dei ricercatori, costituisce un passaggio fondamentale. Le cere sono strumenti di vera ricerca e avanzamento della conoscenza su scala internazionale. Gli Stati Uniti, per ovvi motivi storici, non hanno tesori di questa portata. L’intera comunità universitaria deve ringraziare il professor Riva per aver curato, preservato, portato in giro e promosso le cere nei cinque continenti. Ha fornito un servizio di altissimo livello scientifico e gliene siamo grati”.

Il prorettore per la Ricerca scientifica, Luciano Colombo, con Amy Ladd
Il prorettore per la Ricerca scientifica, Luciano Colombo, con Amy Ladd

Estetica e unicità: i capolavori del Susini custoditi al Museo delle cere

Amy Ladd si è aggirata per le sale del Museo delle cere visibilmente colpita e ammirata. Con lo smartphone ha filmato e fotografato le opere del Susini. Le ha guardate a lungo, quasi in estasi. A seguire, ha rivolto al professor Riva, cicerone impeccabile, innumerevoli quesiti. “La professoressa, indiscussa autorità medica internazionale, sa che la nostra è la più bella collezione che esista al mondo. Con un’estetica senza eguali, l’opera è frutto della maturità dell’artista. Clemente Susini ha lavorato e prodotto anche altri pezzi importanti. Ma era giovane e lavorava sotto l’influenza di Felice Fontana, fondatore del museo di Firenze. La collezione di Cagliari ha il privilegio di avere ogni modello firmato dal Susini”. Particolarmente soddisfatto anche il professor Loy, allievo di Alessandro Riva e responsabile del Museo. 

Una fase di "conoscenza e disseminazione reciproca". Da sinistra, i professori Colombo, Ladd, Loy e Riva
Una fase di "conoscenza e disseminazione reciproca". Da sinistra, i professori Colombo, Ladd, Loy e Riva

Da Bologna a Palo Alto in California, un innamoramento senza fine che punta all"eternalizzazione

“La professoressa Ladd vuole completare il lavoro del suo maestro, Robert Arthur Chase che da decenni lavora sulla complessa riproduzione delle cere con un sistema tridimensionale molto costoso. Il suo obiettivo? Voleva eternalizzare le cere, farle diventare eterne con un sistema tridimensionale”. Alessandro Riva, che di maestria se ne intende, nelle sue esposizioni regala sempre un brivido. “Il professor Chase, durante la seconda guerra mondiale è stato a Bologna. Comandava una guarnigione americana. Andò a vedere le cere ospitate nel museo emiliano e se ne innamorò”. Una scintilla che ha tenuto acceso, ed elevato al massimo rigore scientifico ponendolo in evidenza alla comunità accademica internazionale, il sogno di riprodurre le cere di Clemente Susini in 3D. “Amy Ladd è qui a Cagliari per saperne di più. Ha in mente il completamento del lavoro del suo maestro. Chase voleva fare il terzo museo per poter esporre le cere del Susini in tre dimensioni” ha concluso il professor Riva.

 

Amy Ladd, Francesco Loy e Alessandro Riva
Amy Ladd, Francesco Loy e Alessandro Riva

Amy Ladd, gigante della medicina mondiale. Una formazione da Nobel e il volontariato per i Navajo e i bimbi del Vietnam

“Le cere sono una parte importante della storia della medicina che permette di spiegare alle persone l'importanza del corpo umano. E mi riferisco anche al modo in cui esprimono umanità, fisicità, intesa in modo astratto, e bellezza del corpo”. Amy Ladd è stata disponibile e attenta, come una giovane dottoranda. Ma è una star del firmamento medico mondiale. Studi al Dartmouth College (Hanover, New Hampshire), Upstate Medical Center (Syracuse, New York), Swedish Hospital Medical Center e Pacific medical center (Seattle, Usa), Orthopaedic Surgery (University of Rochester, New York), Brigham & Women’s, (Harvard, Boston), Institut de la Main (Parigi, Francia). Un oceano di reputazione e competenza accreditata. Si ripassa dalla mostra “Per noi americani, ma così ovunque, la mostra è impostata in modo classico. Noi insegniamo anatomia guardando i cadaveri. Con la tecnologia si può fare e imparare senza contatto diretto, ma è molto meglio "metterci le mani". Permette una visione in tre dimensioni. Un esempio? Come la pelle è relazionata agli organi sottostanti” ha rimarcato la la scienziata. E ancora. “Nel nostro lavoro i dettagli sono molto importanti e questa mostra li include tutti”. Nel colloqui con i professori Riva, Colombo e Loy, Amy Ladd ha avuto parole di grande affetto e attenzione per l’ateneo del capoluogo regionale. La specialista è stata nominata dalla comunità medica americana tra i migliori dottori del continente per dieci anni consecutivi. Tra i numerosi riconoscimenti ha vinto l'"Andrew Weiland", il più alto premio di ricerca per un chirurgo della mano, l'"Emanuel B. Kaplan Excellence in Anatomy Award", entrambi dall'American Society for Surgery of the Hand, e il “Nicolas Andry" per aver dato un "contributo significativo alla ricerca muscoloscheletrica", consegnatole dall'Associazione dei chirurghi ossei e articolari. Oltre duecento gli articoli da autore o co-autore, pubblicazioni su riviste ad elevato impact-factor, quindici i brevetti per innovazioni tecnologiche e progressi relativi a chirurgia della mano, artrite, fratture e problematiche inerenti anche lo swing del golf e la salute muscolo-scheletrica. Fa parte delle principali Società scientifiche internazionali, ha fornito servizi di volontariato alla popolazione Navajo e cure chirurgiche per bambini vietnamiti con problemi alle mani.

Servizio, relazioni e reportage fotografico durante l'incontro in collaborazione con Sergio Nuvoli

Amy Ladd durante la vista in CIttadella
Amy Ladd durante la vista in CIttadella

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