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Scompare un docente innamorato della Sardegna

Maria Del Zompo, Rettore dell'Università di Cagliari, commenta l'improvvisa morte di Nichi D'Amico, Presidente INAF e professore ordinario del nostro Ateneo: "Ha contribuito a far crescere nell’ambito della fisica la disciplina dell’astrofisica, che adesso ci vede protagonisti grazie a ricercatori a cui lui ha fatto da maestro. E’ una gravissima perdita per il mondo della fisica nazionale e internazionale, per il nostro Ateneo e per la nostra terra di cui era innamorato. Ci mancherà moltissimo, non solo dal punto di vista affettivo, ma anche culturale e scientifico". L'Ateneo in lutto per la perdita di un docente che ha sempre sottolineato con orgoglio l'appartenenza all'Università di Cagliari e si è battuto perché la Sardegna raggiungesse traguardi importanti, come il Sardinia Radio Telescope.IL RICORDO FIRMATO DA LUCIANO BURDERI. RASSEGNA STAMPA
15 settembre 2020
Nichi D'Amico ad una recente manifestazione

Sergio Nuvoli

Cagliari, 15 settembre 2020 - “Con grande sgomento abbiamo appreso di aver perso un collega valido e innamorato dell’Ateneo cagliaritano, della Sardegna e dei sardi. Nichi D’Amico ha contribuito a far crescere nell’ambito della fisica la disciplina dell’astrofisica, che adesso ci vede protagonisti grazie a ricercatori a cui lui ha fatto da maestro”.  E’ il commento di Maria Del Zompo, Rettore dell’Università di Cagliari, alla notizia dell’improvvisa scomparsa del professor Nichi D’Amico, professore ordinario di Astronomia e Astrofisica dell’Ateneo cagliaritano e Presidente dell’INAF.

“E’ davvero un fulmine a ciel sereno – prosegue la prof.ssa Del Zompo – E’ una gravissima perdita per il mondo della fisica nazionale e internazionale, per il nostro Ateneo e per la nostra terra di cui era innamorato. Ci mancherà moltissimo, non solo dal punto di vista affettivo, ma anche culturale e scientifico”.

Pubblichiamo il ricordo firmato dal professor Luciano Burderi.

Nicolò D'Amico con il Rettore Maria Del Zompo
Nicolò D'Amico con il Rettore Maria Del Zompo
Servizio di Roberta Ebau per il TGR Sardegna andato in onda nell'edizione delle 14 del 16 settembre 2020 condotta in studio da Cristiana Aime

Il ricordo firmato da Luciano Burderi, collega al Dipartimento di Fisica: "Nichi era tutto questo, uomo schivo, dolcemente timido, di poche, misurate, essenziali parole e tantissimi fatti"

Oggi ci ha lasciati un uomo di scienza, una mente acutissima, un intellettuale sobrio e profondo e, per chi, come me,  ha avuto il privilegio di condividere con lui l'entusiasmante esperienza della ricerca delle leggi di natura, un maestro, un mentore e un compagno di viaggio.

Il professor Nicolò D'Amico, Ordinario di Astronomia presso l'Università di Cagliari, riconfermato, alla fine del 2019, per un secondo mandato quadriennale quale presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica - Nichi, per chi aveva avuto la fortuna di conoscerlo - se ne è andato all'improvviso, nella sua casa di Selargius, vicino all'Osservatorio Astronomico di Cagliari, nella sua terra di adozione, isola mediterranea come la Sicilia in cui era nato. E qui in Sardegna tanto si era speso per realizzare il Sardinia Radio Telescope, un radiotelescopio all'avanguardia nel panorama mondiale, inaugurato nel 2013, una enorme parabola di 64 metri di diametro, con cui indagare i misteri del cosmo.

Indagare seguendo "virtute e conoscenza", la spinta indomabile che ci rende uomini affrancandoci dal "viver come bruti", per usare le parole del Sommo Poeta, quel lampo vivace ed irresistibile nei suoi occhi che lo ha spinto ad alzare lo sguardo verso le stelle, oltre il colle e la siepe per cogliere "interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete", per usare le parole del vate marchigiano: è impossibile, se lo si sente, sfuggire a questo richiamo che abbiamo condiviso nel praticare l'antichissimo lavoro dell'Astronomo: il mestiere più bello del mondo.

Ricordo il racconto avvincente della scoperta della Doppia Pulsar: la febbrile emozione con cui descriveva i precari collegamenti via etere, dalle valli alpine in cui si trovava in vacanza, per redigere, insieme ai suoi collaboratori, la versione finale dell'articolo sulla prestigiosa rivista Nature, che annunciava al mondo la scoperta, nel 2003, di un sistema binario in cui due stelle di neutroni pulsanti nella banda delle onde radio, orbitano l'una intorno all'altra. Un laboratorio naturale che ha permesso, negli anni a venire, di verificare la Teoria della Relatività di Einstein con un grado di precisione mai uguagliato da nessun'altra scoperta o esperimento di laboratorio al mondo.

Ecco, Nichi era tutto questo, uomo schivo, dolcemente timido, di poche, misurate, essenziali parole e tantissimi fatti. In grado di entusiasmarti con la forza straordinaria delle sue argomentazioni rigorose e razionali: ricordo ancora benissimo quando, più di vent'anni addietro, con puntuali parole, velocemente mi entusiasmò, epigono di Paolo, folgorato sulla via di Damasco, coinvolgendomi scientificamente nella ricerca di Stelle di Neutroni con periodi di pulsazione più brevi di un millesimo di secondo, una ricerca difficile, ancora infruttuosa, ma in grado di rivelare, ove un giorno coronata da successo, un nuovo stato di aggregazione della materia, più legato di quello riscontrato nei nuclei atomici.

Scienziato e compagno fraterno di vita, uomo di multiforme ingegno, come l'Ulisse descritto nel proemio Omerico, che nella triste recente emergenza della pandemia da Covid-19, si era speso con tutto il peso del suo ruolo di Presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, per promuovere importanti lavori di ricerca interdisciplinare intrapresi da Astronomi dell'Ente in collaborazione con Medici e Sanitari, sull'effetto sterilizzante delle radiazioni ultraviolette di bassa intensità sulle superfici esposte ai patogeni virali.

All'Università di Cagliari ed all'Osservatorio Astronomico, dove hai certamente fondato una Scuola di Scienza, attirando intorno a te giovani menti brillanti e questo tuo piccolo conterraneo che inconsolabile stasera continua a piangerti, lascerai un grandissimo vuoto umano ed intellettuale... sarebbe bello poter credere che, alla fine, il tuo spirito abbia potuto partecipare del respiro ancestrale e magnifico del cosmo che con tanto ardore hai indagato...
ciao Nichi.

Luciano Burderi

docente di Astrofisica all'Università degli Studi di Cagliari

RASSEGNA STAMPA

L'UNIONE SARDA del 16 settembre 2020

Cultura - pagina 48

Addio a Nicolò D'Amico , papà del Sardinia Radio Telescope

Si è spento ieri (all'età di 67 anni) il presidente dell'Inaf

Ieri all'età di 67 anni si è spento nella sua abitazione Nicolò (Nichi) D'Amico, presidente dell'Istituto nazionale di Astrofisica, ordinario di astronomia e astrofisica all'Università di Cagliari e padre del Radiotelescopio sardo Srt (Sardinia Radio Telescope) di San Basilio.
La carriera
Astronomo conosciuto in tutto il mondo, ha iniziato la sua carriera presso l'osservatorio astronomico di Bologna, collaborando prima con la Nasa e poi con i radioastronomi del radiotelescopio di Parkes in Australia.
Scoperte
Grazie allo sviluppo da lui coordinato di nuove tecnologie per lo storico radiotelescopio australiano, il suo gruppo di ricerca potè usufruire dello strumento per osservare un tipo particolare di stelle, le Pulsar, arrivando a scoprirne così tante da raddoppiare il numero di quelle conosciute fino ad allora. Fra le scoperte del suo gruppo c'è inoltre da annoverare quella della doppia pulsar, fatta dall'astronoma Marta Burgay.
L'arrivo a Cagliari
Giunto a Cagliari nel 2002 per dirigere l'Osservatorio Astronomico, assunse anche la cattedra di Astronomia e Astrofisica presso l'Università di Cagliari, diventando inoltre il referente italiano per lo sviluppo del Radiotelescopio sardo. Da quel momento in poi, D'Amico si impegnò per far nascere in Sardegna una nuova generazione di astronomi, specializzati nel campo della radioastronomia e pronti ad affrontare la ricerca con il radiotelescopio che con il suo fondamentale contributo si andava a realizzare.
Il cordoglio del rettore
«Con grande sgomento abbiamo appreso di aver perso un collega valido e innamorato dell'Ateneo cagliaritano, della Sardegna e dei sardi. Nichi D'Amico ha contribuito a far crescere nell'ambito della fisica la disciplina dell'astrofisica, che adesso ci vede protagonisti nel mondo grazie a ricercatori a cui lui ha fatto da maestro». È il commento di Maria Del Zompo, rettore dell'Università di Cagliari. «È una gravissima perdita per il mondo della fisica nazionale e internazionale, per il nostro Ateneo e per la nostra terra di cui era innamorato. Ci mancherà moltissimo, non solo dal punto di vista affettivo, ma anche culturale e scientifico».
La comunità scientifica
Dopo l'inaugurazione nel 2013 del suo più grande progetto, il Sardinia Radio Telescope, venne chiamato a presiedere nel 2015 l'Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf), diventando dunque uno dei maggiori promotori della ricerca scientifica italiana. «La comunità scientifica nazionale e internazionale dell'astrofisica perde con lui un suo punto di riferimento importante», commenta Antonio Zoccoli, presidente dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare (Infn). «I nostri due istituti sono ormai da molti anni stretti collaboratori nelle principali imprese scientifiche a livello mondiale per lo studio del cosmo. Questo- prosegue il presidente dell'Infn - mi aveva offerto l'opportunità di conoscere Nichi D'Amico, con cui è sempre stato molto stimolante e utile confrontarsi, non solo sui temi scientifici sui quali i nostri istituti erano impegnati».
Manuel Floris

L'articolo di Manuel Floris su L'Unione Sarda del 16 settembre 2020 a pagina 48
L'articolo di Manuel Floris su L'Unione Sarda del 16 settembre 2020 a pagina 48

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