Sabato 16 novembre 2019

Rassegna quotidiani locali a cura dell’Ufficio stampa e redazione web
16 novembre 2019

L'Unione Sarda

 

 

1 - L’UNIONE SARDA di sabato 16 novembre 2019 / PRIMO PIANO - Pagina 2

AMBIENTE. Il docente: prevederemo le mareggiate con 3-5 giorni d’anticipo

«IL MEDITERRANEO CRESCE, L'ISOLA È A RISCHIO INONDAZIONI»
Lo studio dell’Enea: entro il 2100 molte coste italiane in pericolo

Le inondazioni sono un fenomeno che riguarda praticamente tutte le regioni italiane toccate dal mare. Dunque, bisogna fare i conti con questo incubo e provare ad arginarli. «Attenzione, al Poetto, ad esempio, un'alta marea astronomica sommata a un sopralzo barico (sessa) di 1,95 metri come quella di questi giorni a Venezia, non è mai stata documentata e le ragioni stanno in una diversa conformazione del bacino marino», sottolinea Sandro Demuro, docente di Morfodinamica e Conservazione dei litorali all'Università di Cagliari, «ma certo è che seppure lo studio dell'Enea è una proiezione modellizzata, dobbiamo tenerla in considerazione ma il nostro impegno deve orientarsi a misure sempre più affidabili e a dare informazioni validate nei singoli tratti costieri che tengano conto della diversità e specificità di ogni luogo. Noi stiamo portando avanti un progetto che ci consentirà di prevedere, attraverso misure puntuali e ripetibili e con un certo anticipo (da 5 a 3 giorni) se sul quello specifico tratto costiero (ad esempio il Poetto) arriverà una mareggiata con potenziali conseguenti inondazioni in areali specifici e di preallertare i Comuni e la popolazione».

IL RAPPORTO. Secondo l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, entro il 2100 migliaia di chilometri quadrati di coste saranno sommersi dall'acqua. In particolare - secondo i dati diffusi - il pericolo maggiore in Sardegna investe Cagliari, Oristano, Fertilia, Orosei, Colostrai (Muravera), Nodigheddu, Pilo (Stintino), Platamona e Valledoria (Sassari), Porto Pollo e Lido del Sole (Olbia). Cagliari è la quarta città più esposta (dopo Augusta, Bari e Brindisi). Il livello del Mediterraneo si sta innalzando velocemente - sottolinea l'Enea - si stima che entro la fine del secolo sarà tra 0,94 e 1,035 metri, se si usa un modello cautelativo, o tra 1,31 metri e 1,45 metri su una base meno prudenziale.

NEPTUNE. Sandro Demuro guida il Medcoastlab, un laboratorio innovativo in via Riva di Ponente (che ha anche un'importante Banca Dati) creato in associazione temporanea d'impresa dall'Università di Cagliari, i Battellieri Cagliari e Sardegna Progetta, uno dei prodotti di “Neptune”. «Un progetto finanziato dalla Regione, diviso in due fasi», spiega, «la prima iniziata quattro anni fa, orientata alla corretta gestione delle spiagge tramite l'acquisizione di dati ondametrici, idrodinamici, sedimentologici e geomorfologici, rinforzata da misure raccolte da una rete di centraline di video-monitoraggio che si trovano alla Sella del Diavolo e all'Ospedale Marino».

IL PROGETTO. Nella seconda fase, che coinvolge anche ricercatori delle Università di Pisa e Auckland, «ci occupiamo di creare un sistema di preavviso del rischio di inondazione costiera, connesso a eventi meteomarini significativi che tiene conto dell'assetto della spiaggia (ecogeomorfologia, usi, impatti e criticità)». In sostanza - «saremo in grado di prevedere le mareggiate con potenziale inondazione con diversi giorni d'anticipo preallertando i soggetti gestori e proponendo soluzioni orientate alla mitigazione e all'adattamento su breve e lungo periodo». (cr. co.)

 

 

2 - L’UNIONE SARDA di sabato 16 novembre 2019 / REGIONE - Pagina 12

ISTRUZIONE. Liste d’attesa nei centri pubblici
DISLESSIA, NELL'ISOLA RECORD DI DIAGNOSI PER GLI STUDENTI
Oltre 9mila i ragazzi seguiti a scuola: in Sardegna l’incidenza più alta

«Gli insegnanti dicevano: è un bambino pigro. Ma non pensate che potrebbe essere dislessico?, insistevo. I primi due anni delle elementari sono stati un incubo, finché mio figlio mi ha chiesto di portarlo via... L'ho iscritto in un'altra scuola dove, finalmente, le cose migliorarono perché le maestre erano più accoglienti e umanamente disponibili a venire incontro a un piccolo alunno in difficoltà».

DIAGNOSI IN AUMENTO. È la storia di un bambino, oggi studente 21enne, raccontata dalla madre, Maria Antonietta Meloni, coordinatrice regionale dell'Aid, l'associazione italiana dislessia che in Sardegna conta cinque sezioni tra Cagliari, Sud Sardegna, Nuoro, Sassari e Olbia-Tempio. Lei, 57 anni, insegnante di inglese di Sassari, ha cominciato due lustri fa il percorso che da mamma dapprima spaesata («La diagnosi è arrivata solo a metà del primo anno della scuola media») l'ha portata a diventare una dei sette formatori di docenti nelle scuole dell'Isola. Sono 9.270 gli alunni sardi con una diagnosi di Dsa, ovvero di disturbo specifico dell'apprendimento: dislessia, discalculia, disortografia, disgrafia. Diagnosi in continuo aumento, tanto che rispetto soltanto a due anni fa sono quasi 3mila le nuove certificazioni in Sardegna, riguardanti perlopiù ragazzi delle medie e superiori. Solo la punta dell'iceberg, a ben vedere, in un'Isola dove l'incidenza dei disturbi dell'apprendimento è superiore rispetto a quella registrata nelle altre regioni italiane.

I CRITERI DI VALUTAZIONE. Ci sono fattori genetici? «È un'ipotesi da approfondire, ma credo che la spiegazione stia da un lato in una maggiore sensibilità e dall'altro nella estensione dei criteri diagnostici che ampliano l'ambito delle Dsa anche considerando fasi dell'età adulta, e che riguardano dunque non solo i bambini», spiega la neuropsicologa Donatella Petretto, docente dell'Università di Cagliari. La diagnosi, insomma, viene fatta in base a una griglia più ampia. «Per cui, ad esempio, se prima rientrava nelle Dsa la scrittura che manifestava problemi nella competenza ortografica, oggi viene compresa anche una narrazione scritta molto povera».

LA LEGGE EVANESCENTE. «Abbiamo lavorato tanto come associazione, sia con la formazione dei docenti che con la sensibilizzazione delle famiglie, e in tutti questi anni - dice Maria Antonietta Meloni - è senz'altro cresciuta la consapevolezza sulle Dsa». La Sardegna è stata l'ultima regione a dotarsi di una legge, approvata solo nel 2018. «Il problema - spiega la referente Aid - è che mancano i regolamenti attuativi necessari per regolare tanti aspetti pratici. Ad esempio, le diagnosi che devono essere fatte in una struttura pubblica, o almeno convenzionata, per fortuna vengono accettate comunque dalle scuole dato che per la maggior parte arrivano dagli enti privati. Le strutture pubbliche di neuropsichiatria infantile hanno liste d'attesa piene fino a tutto il 2020, così le famiglie sono costrette a rivolgersi a quelle private e a spendere tanti soldi». Dai 300 ai 600 euro. «La Regione dovrebbe quantomeno dare il via libera alle convenzioni coi privati». E il piccolo alunno che cominciò le elementari come in un incubo? «Ha trascorso serenamente gli anni del liceo, si è diplomato e oggi frequenta l'Accademia delle belle Arti. È un artista, come tanti dislessici. Ancora non ha le idee chiare sul suo futuro, ma ha tutte le carte in regola per avere successo».

Piera Serusi

 

 

3 - L’UNIONE SARDA di sabato 16 novembre 2019 / PRIMA
L’INTERVENTO
Le elezioni senza un fine

di Marzo Pignotti
Quando votare lascia tutto inalterato. La Spagna nell'ultimo periodo si è recata alle urne con una frequenza quasi annuale. Una simile insistenza però non risolve la situazione di stallo in cui versa quel sistema politico. Non esiste una reale maggioranza né di centrosinistra, né di centrodestra. In Spagna i socialisti di Sanchez hanno interrogato l'elettorato, sperando di raggiungere una maggioranza autonoma, ma la scommessa è stata persa. Di contro, il centrodestra aumenta i propri consensi ma il successo di Vox, una formazione dai toni molto estremi, non incontra attualmente la disponibilità del partito popolare per un'eventuale collaborazione. L'invocazione delle elezioni non ha portato ad alcun chiarimento del quadro politico spagnolo e questo inevitabilmente suggerisce qualche considerazione sulla situazione italiana. Premesso che i contesti sono diversi, vi sono infatti alcune analogie su cui merita riflettere. I movimenti generati dal risentimento popolare sono destinati a lasciare spazio a formazioni cosiddette sovraniste, le quali assolvono con maggiore efficacia il compito di denunciare il senso di instabilità sociale presente in tutte le nazioni europee dove la crisi economica lascia percepire il rischio di un forte ridimensionamento del proprio benessere. Ciudadanos, la formazione che più assomiglia al Movimento 5 Stelle, crolla, dimezzando i propri voti che, probabilmente, sono intercettati da Vox, il soggetto che sembra ispirarsi alla Lega di Salvini. (...) SEGUE A PAGINA 14
POLITICA - Pagina 14   segue dalla prima
La politica ispirata al marketing
SPAGNA E ITALIA, LE ELEZIONI SENZA UN VERO FINE

(...) Un soggetto politico che, analogamente al partito dell'ex ministro dell'Interno, raddoppia i propri elettori nel giro di un anno, imponendosi come principale soggetto capace di assorbire l'insoddisfazione spagnola. Paradossalmente Vox in Spagna si dichiara sovranista come la Lega, ma il suo principale nemico è l'indipendentismo catalano che a sua volta si ispira ai principi dell'autodeterminazione promossi dalla Lega Nord di Bossi, ormai trasformatasi da partito territoriale a partito espressione dell'identità nazionale.

Emerge così il tratto distintivo della propaganda del XXI secolo: l'estrema velocità e rapidità con cui cambiano i programmi. Finita l'era dei partiti con una piattaforma politica statica, ancorata all'ideologia, si afferma con veemenza l'era della comunicazione politica ispirata al marketing. Ciò comporta un continuo cambiamento dell'agenda: in sintesi ogni iniziativa viene sottoposta a un sistematico rinnovamento per apparire sempre più “nuova” agli occhi degli elettori, ormai considerati alla stregua di clienti-consumatori.

Una simile formula mutuata dalle tecniche di vendita dimostra di funzionare efficacemente in termini di acquisizione di consenso. Viceversa, dimostra di avere profonde lacune quando deve tradursi in governabilità e stabilità, perché non garantisce quasi mai la realizzazione di misure e provvedimenti presentati come innovativi. In Spagna, come in Italia, assistiamo a situazioni di costante ingovernabilità, dove l'unica risorsa appare il ricorso al voto. In Italia, a differenza che in Spagna, si è sostituito al ricorso effettivo alle urne un clima di perenne campagna elettorale, in quanto l'esito del marzo 2018 viene delegittimato dalle verifiche parziali rappresentate dalle europee e dalle regionali. Di conseguenza si profila, con qualche ragione, l'esigenza di “fare come in Spagna”, ovvero andare alle urne. Tanto più che si annunciano all'orizzonte due sicuri vincitori, la Lega e Fratelli d'Italia, destinati a imporsi nella competizione, sebbene non vi sia altrettanta certezza di avere in seguito una salda e compatta maggioranza in parlamento. La democrazia sembra perciò vivere un incubo, dove il diritto di esprimersi non riesce più a trovare un adeguato corrispettivo nel dover amministrare un Paese. In Spagna le urne si sono appena chiuse, ma qualcuno non esclude di tornare al voto in primavera. L'auspicio è quello di non dover vivere in un simile scenario anche in Italia, dove l'unica risorsa è quella di votare senza un fine.
MARCO PIGNOTTI
UNIVERSITÀ DI CAGLIARI

 

 

4 - L’UNIONE SARDA di sabato 16 novembre 2019 / AGENDA - Pagina 30
MEMO. Tovoli in via Trentino
Ospite dell’Università di Cagliari e della Cineteca sarda Luciano Tovoli, uno dei maestri della fotografia cinematografica italiana autore delle immagini di alcuni classici del cinema mondiale, lunedì alle 17 al cineteatro Nanni Loy, in via Trentino, terrà una master class sul tema “L’inquadratura, la luce e il colore” rivolta a studenti e insegnanti e aperta alla città.


 

5 - L’UNIONE SARDA di sabato 16 novembre 2019 / PROVINCIA DI ORISTANO - Pagina 43
RUINAS. Antartide  Oggi alle 17 nel centro sociale il ricercatore Marco Buttu racconterà alla popolazione la sua esperienza in Antartide.

GONNOSTRAMATZA. Archeologia tra la gente  L'archeologia non è più un patrimonio per pochi. Lo testimonia la nuova tappa del progetto “Gonnostramatza Project - ricerche archeologiche in Marmilla”, finanziato dal Comune di Gonnostramatza e dalla Fondazione di Sardegna, che ha divulgato sui social gli stati d'avanzamento e i primi risultati di un team di studenti e archeologi dell'Università di Cagliari, impegnati per due settimane nell'attività di ricognizione dei siti archeologici del paese della Marmilla. Per Marco Cabras, 36 anni, archeologo che ha coordinato le operazioni sul campo, «la comunità deve essere sempre più informata e coinvolta nelle attività. E se per far conoscere i nostri studi c'è bisogno dei social, li useremo». Su YouTube anche il docufilm dal titolo “Gonnostramatza Project: the movie”, realizzato da Nicola Castangia. Riccardo Cicilloni, 52 anni, direttore scientifico dei lavori, ha concluso: «Abbiamo eseguito uno studio a tappeto con tecniche sistematiche e statistiche, sistemi scientifici avanzati per pubblicazioni per riviste d'eccellenza». ( an.pin. )

La Nuova Sardegna

 

6 - LA NUOVA SARDEGNA di sabato 16 novembre 2019 / SARDEGNA - Pagina 9
IL COLEOTTERO KILLER
Comparso nel 2007, ha causato la morìa di decine di alberi
IL PUNTERUOLO ROSSO FA STRAGE DI PALME È ALLARME NELL'ISOLA

Gli entomologi: dobbiamo difendere l'ecosistema sardo
di Antonello Palmas
Comparso nel 2007, ha causato la morìa di decine di alberi
Gli entomologi: dobbiamo difendere l’ecosistema sardo
 
L’arrivo in Sardegna del micidiale insetto è avvenuta solo 12 anni fa. In poco tempo ha cambiato i paesaggi urbani. Lo studioso Floris: per le sue caratteristiche nemico difficile da battere

SASSARI Sta cambiando l'aspetto delle nostre città e di quei luoghi (piazze, giardini e lungomare) che abbiamo sempre conosciuto e amato: è il Rhynchophorus ferrugineus, coleottero dalla elegante livrea rossiccia e dalla forma particolare, meglio conosciuto come punteruolo rosso. Sono le palme l'oggetto del suo desiderio, qui depone le uova e le larve penetrano nel tronco portandole alla morte. In Europa è comparso per la prima volta nel 1994 in Spagna, nel 2004 l'arrivo in Italia, nel 2007 in Sardegna a partire dall'Ogliastra, ma ormai è ovunque e ha già fatto disastri.
INCONTRO FATALE. «La specie più sensibile all'attacco di questo insetto è la palma delle Canarie, di cui osserviamo continue morie un po' in tutta la Sardegna» spiega l'entomologo del dipartimento di agraria dell'ateneo di Sassari, Ignazio Floris. E c'è una spiegazione: «Si tratta di una pianta esportata ampiamente a scopo ornamentale - dice il ricercatore Arturo Cocco - e proveniente da isole dell'Atlantico, dall'altra parte del mondo, in cui si è evoluta senza questo nemico da cui difendersi. L'incontro col punteruolo, introdotto col trasporto di piante provenienti dal sudest asiatico, ha provocato uno scompenso che ha provocato la morte di centinaia di migliaia di esemplari nel Mediterraneo».
BANDIERA BIANCA. Nella zona dell'Asia da cui proviene il punteruolo, dove è ben conosciuto, ci sono molte palme, da quelle coltivate (da cocco e da olio) alle spontanee. «Ma tutte si sono co-evolute nei milioni di anni insieme all'insetto, sviluppando forme di resistenza o tolleranza (produzione di gomma o sostanze chimiche), cui poi si è unito l'intervento dell'uomo per le coltivazioni» dice Cocco. Laggiù il punteruolo non è mai stato quindi un vero problema. La palma delle Canarie invece è come un soggetto immunodepresso che deve far fronte a un attacco batteriologico. Così ormai è sotto scacco. Nel 2007 l'Ue istituì misure di eccellenza per cercare di frenare la diffusione dell'insetto col rostro nelle aree in cui ancora non c'era e provare a eradicarlo. «Dopo 11 anni - dice Cocco - si è preso atto che ormai si è insediato ovunque ci siano con condizioni adatte, non ci sono speranze. La Ue ha declassato l'allarme convinta che sia una guerra persa. Così sono state tolte le misure obbligatorie di lotta, restano quelle volontarie».
IL PROGETTO. Resta il problema degli altri tipi di palma. «Non sottovalutiamo la forte capacità di adattamento degli insetti - avverte Floris - quando non trovano la specie preferita possono attaccarne altre. La palma da dattero si sta dimostrando più resistente. Ma ora l'attenzione dell'Europa si è spostata soprattutto sulla palma nana. Col progetto Interreg Aliem condividiamo l'obiettivo di monitorare con altri Paesi e regioni del Mediterraneo lo studio sull'incidenza di questo fitoforo su una specie particolarmente importante, in quanto autoctona e quindi parte di ecosistemi naturali o aree protette. Un problema più serio rispetto a quello paesaggistico e dell'arredo urbano».
NUOVA PRIORITÀ. I numeri non sono altissimi, anche se il trend è in crescita. Colpite aree un po' in tutta la regione. La struttura della palma nana, non monotronco, la rende meno attaccabile «ma occorre tagliare la parte malata per non creare un "allevamento" ed evitare la propagazione, gli esemplari più grossi sono più a rischio. Ciò implica una gestione» dice Floris. Grazie agli studiosi sassaresi la comunità scientifica internazionale ha accettato l'idea che anche la palma nana è a rischio pubblicando le conclusioni del loro lavoro sul bollettino dell'organizzazione europea per la protezione delle piante. Una battaglia che è ora divenuta la priorità.
Gli esperti: solo due insetticidi autorizzati
MA A SASSARI SCOPERTA UNA "CURA" CHE FUNZIONA

«Il problema nella lotta al punteruolo sta nella biologia - dice l'esperto Ignazio Floris - : le larve dell'insetto vivono non sulle foglie, ma all'interno della palma, così il controllo è più problematico, se non agendo con trattamenti preventivi, quando sono ancora in superficie». Per avere un'idea delle difficoltà: «Facendo dei tagli sulle palme delle Canarie - dice il ricercatore Arturo Cocco - abbiamo trovato larve a un 1,20 metri di profondità nel fusto partendo dall'apice verso il centro, che è la parte più tenera e succosa». E la battaglia è stata persa ovunque, anche in Sicilia dove il patrimonio di palme è molto superiore. Un piano regionale sardo è praticamente fallito anche per la mancanza di coordinamento con i singoli comuni. Che mezzi esistono per fermare il punteruolo? Floris parla di armi spuntate: «A oggi non ci so no insetticidi registrati e quindi autorizzati davvero efficaci, quelli precedenti lo erano ma sono stati vietati. La lotta biologica presenta dei problemi: se l'adulto può essere predato, per la larva è più difficile trovare un agente patogeno in grado di raggiungerla nel tronco». «Attualmente sono a disposizione due trattamenti autorizzati - dice Cocco - uno in endoterapia, iniettando una sostanza all'interno di fori con l'obiettivo di raggiungere le larve. L'altro in esoterapia, spruzzando sulla chioma un prodotto. Negli ultimi giorni ha destato curiosità la storia di due sassaresi di 42 e 40 anni, Gigi Pischedda e Barbara Casu, che hanno "in cura" una cinquantina di palme tra Sassari, Alghero e Porto Rafael. Come trattamento usano l'endoterapia, una sorta di chemio applicata contro il punteruolo. «La differenza tra il nostro metodo e quello più comune dell'ago cannula - hanno spiegato alla Nuova - sta nel fatto che noi iniettiamo a pressione la soluzione fitosanitaria all'interno del fusto, e la palma la assorbe velocemente per via linfatica. La sostanza non viene sprecata, dispersa in ambiente, e ha lunga persistenza. Finora non è morta nessuna pianta. Il nostro trattamento sembra funzionare». (a.palm.)
Crescono le specie introdotte: monitoraggio su cimice asiatica e Vespa velutina
A FARE PAURA È ORA IL CALABRONE EUROPEO

SASSARI Il tema dell'introduzione di specie aliene è di grande attualità in tutto il mondo. L'entomologo Ignazio Floris mostra un grafico eloquente: «È un trend divenuto esponenziale a partire dagli anni 80-90 - qui è presente un picco vistoso - un aumento legato all'aumento della movimentazione delle persone e degli scambi commerciali. Registriamo in continuazione l'ingresso di nuove specie di insetti con ricadute di interesse agrario, ambientale e sanitario. Spiega il ricercatore Arturo Cocco: «Se nell'isola le introduzioni erano una ogni due-tre anni, ora si parla di 2-4 ogni anno. In Italia il numero di specie aliene censite è più di 1000, in Sardegna sono circa 290». Qui è stato istituito il Mcdc, il Centro mediterraneo per il controllo delle malattie legate ai vettori, fa capo al dipartimento di veterinaria dell'università di Sassari e si avvale degli entomologi di agraria come esperti. Floris ricorda che l'isola partecipa a progetti europei come Aliem, acronimo di Azioni per limitare il rischio di diffusione di specie invasive in ambiente mediterraneo, che studia anche il comportamento del punteruolo rosso. «Il database che stiamo creando in rete con altri istituti ha l'obiettivo di censire le specie, ma anche di informare e coinvolgere la popolazione nelle segnalazioni. Nel mirino ci sono diverse specie introdotte: oltre al punteruolo e alla temuta cimice asiatica, c'è la Piralide del bosso, una farfalla il cui bruco mangia il bosso. «Il problema - dice Floris - è che in Sardegna abbiamo una specie endemica di bosso, il Buxus balearicus, che ha un areale molto limitato nel Sulcis e la sua perdita sarebbe gravissima per gli equilibri ecologici». Ora si sta monitorando il possibile ingresso del calabrone asiatico, o Vespa velutina, e il calabrone europeo (Vespa crabro), già presente e in grado di attaccare alveari entrando in competizione con altre specie, un pericolo anche dal punto di vista medico in caso di puntura, viste le dimensioni. Secondo Floris, sarebbe il caso di rivedere la normativa sugli ingressi delle merci, perché da qui nasce il problema. «L'Italia ha 39 punti di ingresso contro i 2-3 di altre nazioni, così tutto è più difficile, e spesso importiamo merci di scarsissimo livello economico, tipo la legna da ardere, che nascondo più facilmente le insidie. Per il docente associato Andrea Lentini, la lotta e la ricerca sono fondamentali: «Di tanti insetti considerati in passato una vera piaga non si trova quasi più traccia, specie con l'introduzione di nemici naturali». Sarebbe utile - conclude Floris - capire se ce ne sono già presenti in ambiente, così da ottimizzare gli sforzi. (a.palm.)
 


7 - LA NUOVA SARDEGNA di sabato 16 novembre 2019 / Attualità - Pagina 11

La speranza di vita è sostanzialmente ferma, non cambieranno i requisiti per l'accesso all'assegno

PENSIONI DI VECCHIAIA A 67 ANNI

L'ETÀ NON AUMENTERÀ NEL 2021

Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. Confermata, per il momento, anche Quota 100

MILANO «Io non perdono e non dimentico, ma non odio»: è questo il potente messaggio che Liliana Segre, oggi senatrice a vita, da ragazza deportata nei campi di sterminio tedeschi perché ebrea, ha voluto trasmettere ai ragazzi e quanti sono venuti ad assistere alla conferenza «Science for peace» organizzata all'università Bocconi dalla Fondazione Umberto Veronesi. Accolta da un lungo applauso del pubblico, che si è alzato in piedi per renderle omaggio, Segre ha iniziato il suo intervento raccontando di come da bambina le era stato impedito di andare a scuola, e di come poi, internata nel lager di Auschwitz, si sentisse «disperata e confusa, trovandosi in una situazione più grande di lei», e soprattutto così «stupita di fronte al male altrui, sbalordita da quell'odio organizzato intorno a lei» da non trovare le parole per descriverlo. Parole che ha trovato molti anni dopo, anche sulla scorta di quanto scritto da Primo Levi. «Tornata a Milano una volta uscita dal lager, di fronte alle persone vicino a me che non volevano sentir parlare di quello che avevo vissuto, ho iniziato a tacere - racconta - Mi ci sono voluti 45 anni per riuscire ad andare a parlare davanti agli studenti, senza mai nominare la parola odio e vendetta e fare il mio dovere di testimone». E quello di non trasmettere odio è per lei il messaggio più importante, che ha cercato di mettere in pratica in prima persona. «Io non perdono e non dimentico, ma non odio - ha detto - E la trasmissione del non odio e battersi contro l'odio è un ammaestramento utile per i ragazzi e per tutti, perché l'atmosfera dovuta all'ignoranza e all'indifferenza, che è stata la regina del mondo di allora, c'è purtroppo anche oggi». Una battaglia la sua che ha sentito fin da subito una volta diventata senatrice a vita. «Appena entrata in Senato - ha proseguito - mi è venuto in mente di combattere i discorsi dell'odio perché questa lotta è dentro di me fortissima. Non si può vivere con le parole dell'odio». Un'attività per cui ha voluto ringraziare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nominandola senatrice a vita, le ha spalancato la porta del Senato, dopo che da piccola le era stata «sbarrata la porta della scuola», una ferita che si porta ancora dentro. Al termine del suo intervento, ha avuto anche un incontro privato con la scrittrice Svetlana Aleksievic, premio Nobel per la Letteratura 2015, che l'ha definita «una donna coraggiosa». Insieme hanno convenuto che bisogna «alzare la voce» e magari in futuro «sbocceranno senza di noi i germogli che seminiamo».

 

 


8 - LA NUOVA SARDEGNA di sabato 16 novembre 2019 / LETTERE E COMMENTI - Pagina 35

L'ANALISI

CATALOGNA, SPAGNA E POLITICA DELLA MEMORIA

di Salvatore Mario Gaias
*avvocato e ricercatore universitario

A distanza di due anni il contrasto tra il governo di Madrid e le forze indipendentiste catalane si è ulteriormente acuito in seguito alla condanna inflitta ai responsabili politici del referendum sulla indipendenza della Catalogna del 1/10/2017. Alcune immagini degli scontri aiutano a comprendere come non sia del tutto corretto sostenere che in Catalogna ci sia un problema di solo ordine pubblico; non è raro vedere, infatti, tra i gruppi che si fronteggiano, simboli falangisti da una parte e repubblicani dall'altra. Due fatti nelle ultime settimane hanno riportato alla ribalta il tema irrisolto, nonostante una legge ad hoc del 2007, della memoria storica. È stato riesumato, nel mausoleo sito nella Valle de Los Caìdos, il corpo del dittatore Francisco Franco e i suoi resti traslati nel cimitero di Mingorrubio, nel Panteon che conserva le spoglie della consorte, Carmen Polo. Il valore simbolico e iconografico della lastra da 2.000 kg che chiude la tomba del caudillo è enorme. La società spagnola non ha chiuso i conti con il franchismo e la prova risiede nelle minacce che l'azienda di onoranze funebri incaricata della riesumazione ha subito da parte dei nostalgici del regime. Il 24 ottobre davanti a 22 congiunti e al sacerdote Ramon Tejero (figlio del colonnello artefice del tentato golpe militare del 23 febbraio 1981), è stata sollevata la lastra di marmo che copre l'uomo Francisco Franco, e scoperchiato il contenitore della storia con la speranza che si possa posare un'altra lapide sul simbolo e il suo riverbero nella società attuale.Gli scontri di piazza in Catalogna sono i protagonisti della programmazione dei mass media in questo ennesimo autunno caldo sul fronte spagnolo. Assume un ruolo di primaria importanza la via Laietana di Barcellona. Al numero 43 si trova la Jefetura Superior de la Comisaria de Barcelona che ha un importantissimo valore iconico per i catalani. Nel periodo franchista l'edificio è stato teatro di torture e brutali atti di repressione nei confronti dei cittadini catalani. A tal proposito il 26/03/2019 su iniziativa del Comune è stata apposta una targa intitolata "El 43 de la Via Laietana. Memoria de la repressiò", nel ricordo del prezzo pagato per conquistare democrazia e uguaglianza. L'installazione è stata oggetto di una vera e propria battaglia della memoria tra le fazioni politiche ed è stata oggetto di atti vandalici. La proposta di mutare la destinazione d'uso della famigerata caserma in museo della memoria storica ha 13 anni di vita e, se da un lato si chiedeva una iniziativa simbolicamente doverosa e simile a quelle di altre democrazie nate da un passato totalitario, dall'altro alcune forze politiche si opponevano valutando come inutile battere una strada che conduce al futuro con gli occhi puntati verso il passato. La targa di Via Laietana è quasi illeggibile a causa del vandalismo e l'edificio della Comisaria è diventato uno dei teatri più iconici dello scontro manifestanti-forze dell'ordine. Le situazioni sopradescritte conducono a una domanda: perché buona parte della società spagnola crede che la traslazione della salma del caudillo sia uno spot elettorale del Psoe e non un atto democratico? E perché qualcuno si sente attaccato da una denuncia simbolica della tortura che è anche un riconoscimento a chi combattè la dittatura a rischio della vita? Le varie anime della società spagnola hanno necessità di una memoria "ufficiale" che determini le idee di una identità collettiva? In Spagna la memoria storica rischia di trasformarsi nello strumento che più degli altri crea, attraverso l'oblio, un circolo vizioso che non permette di superare un trauma collettivo ma che provvede a sotterrarlo per difendersi da un pericolo effettivo di frammentazione sociale e identitaria. Perché una realtà fragile come quella spagnola, che non ha fatto totalmente i conti con il proprio passato, ha bisogno della memoria come carburante identitario, come creatore di emozioni e consenso popolare; anche a discapito della storia. La memoria è pubblica e necessaria, ma anche pericolosa. E in quanto tale non dovrebbe in nessun caso prescindere da una rigorosa indagine storica.

 

 


9 - LA NUOVA SARDEGNA di sabato 16 novembre 2019 / CULTURA E SPETTACOLI - Pagina 36

Meloni al posto di Ligios, che va a Siena alla direzione dell'Istituto superiore di studi musicali

CAMBIO DELLA GUARDIA AL CONSERVATORIO DI SASSARI

di Paolo Coretti
SASSARI Cambio al vertice del conservatorio Canepa di Sassari. Antonio Ligios, che avrebbe concluso il suo mandato nel 2020, ha lasciato la direzione dell'istituto di alta formazione musicale per un nuovo incarico. E' stato infatti recentemente eletto direttore dell'Istituto superiore di studi musicali "Rinaldo Franci" di Siena. Alla guida del Canepa per il triennio 2019-2022 sarà Mariano Meloni, eletto a maggioranza assoluta il 4 ottobre scorso. Antonio Ligios, docente di Storia della musica al Conservatorio di Sassari dal 1978, all'interno dell'istituzione ha ricoperto numerosi incarichi tra cui quello di responsabile del dipartimento sperimentazione, consigliere di amministrazione, e vice direttore. Nel luglio del 2005 è stato eletto direttore, e in questo ruolo, è stato riconfermato nel successivo triennio (2008-2011). In questo periodo, sotto la sua direzione, sono stati portati avanti i lavori di completamento della sede sassarese. Successivamente Ligios è stato rieletto per il triennio 2014-2017 e per il triennio 2017-2020. «Nel 2005 al mio primo mandato al Canepa c'era obiettivamente molto da costruire - dice Ligios -. sotto diversi profili. Devo dire che sono molto soddisfatto del lavoro fatto durante questi 11 anni e quattro mandati. Un risultato ottenuto grazie anche al sostegno dei miei collaboratori. Il conservatorio di Sassari gode oggi di una grande reputazione a livello nazionale questo grazie alla sua efficienza, (mi riferisco anche alla parte amministrativa) alla capacità progettuale e alla vivacità nell'ambito della produzione artistica. L'obiettivo principale del mio prossimo impegno al "Franci" di Siena sarà quello di guidare nel miglior modo l'istituzione verso il passaggio allo Stato, previsto dalla Legge 205 del 2017, e consolidare il ruolo che il Franci ha nella Regione e nel tessuto culturale della città città, dando ancora maggiore valenza alla sinergia in essere con due istituzioni prestigiose, quali l'Accademia Musicale Chigiana e Siena Jazz, con le quali costituisce il Polo musicale senese». Ligios è stato riconfermato inoltre per tutto il prossimo triennio come presidente della Conferenza nazionale dei direttori dei Conservatori. ll nuovo direttore del Conservatorio di Sassari, Mariano Meloni, dal 1983 è docente di pianoforte al " Canepa", di cui è stato direttore incaricato dall'anno 2000 fino al 2005. E' stato eletto inoltre componente del Consiglio Accademico per tre mandati: 2005/2008, 2014/2017 e 2017/2020. «La mia direzione - dice Meloni - riguarderà i progetti e i percorsi avviati per lo sviluppo dell'Istituzione: nella didattica, nella produzione artistica e scientifica, nei rapporti con il territorio e con la locale "filiera" dell'istruzione musicale. Il principale obiettivo del nostro conservatorio sarà rivolto alla formazione e alla crescita umana e professionale degli allievi. A loro vanno date opportunità e occasioni per esibirsi costantemente in pubblico». «Ritengo - continua Meloni - la collaborazione sistematica, la creazione di percorsi e di curricula integrati con altre istituzioni d'alta cultura italiane ed estere un fattore imprescindibile di qualificazione, così come la sperimentazione di nuove metodologie, lo sviluppo dell'interdisciplinarietà e dell'interculturalità, la ricerca, l'attività artistica, la creazione di nuove figure professionali, la produzione di materiali didattici e artistici, la creazione di campi d'eccellenza come ad esempio quello della musica jazz». «Desidero inoltre stabilire - conclude il nuovo direttore del Conservatorio - fattivi rapporti di collaborazione con le diverse realtà locali, con l'associazionismo musicale, con le scuole per far sì che il Conservatorio possa integrarsi sempre più nel contesto economico produttivo, culturale e sociale del territorio».

 

 


10 - LA NUOVA SARDEGNA di sabato 16 novembre 2019 / SPORT - Pagina 39

LA CONFERENZA TRIENNALE >> FRA BILANCI E CAMPIONI

A Tempio è emerso un consuntivo positivo, la dotazione economica ora salirà

LO SPORT SARDO È IN SALUTE «E CRESCEREMO ANCORA»

La strategia della Regione punta sull'impiantistica e il sostegno alle federazioni

di Mario Carta
INVIATO A TEMPIO

Lo sport sardo batte un colpo. anzi tre. E sono colpi che svegliano, quelli del programma triennale legato alle Legge regionale numero 17 del '99. Scaduto il periodo 2016-2019, ieri pomeriggio al Teatro del Carmine di Tempio sono state gettate le basi per le prossime tre stagioni amministrative, annunciate più ricche delle precedenti, per scelta politica. Agli 8 milioni e quasi mezzo stanziati nel 2019 per il 2020 l'assessore regionale allo Sport Andrea Biancareddu ha infatti promesso che ne aggiungerà quattro e mezzo, in parallelo. «Per potenziare ulteriormente un settore che è agonismo ma anche salute, sociale, strumento contro le devianze, motivo di allegria e - non ultimo - fonte di economia. Per questo - ha detto -, vogliamo allargare la funzione agonistica dello sport e insieme la parte legata all'impiantistica». Un importo esatto per il 2020-2023 non è stato ancora quantificato. Il bilancio della Regione verrà certificato solo fra gennaio e febbraio ma si parla di un incremento della dotazione base annuale, oltre ai 4.5 milioni annunciati (si fa affidamento sugli introiti da Roma dall'accantonamento) da destinare alle federazione sportive, secondo un criterio di rappresentatività, e all'impiantistica. Qualche adeguamento-aggiornamento ai vari paragrafi della legge è già stato codificato e ieri sono arrivati dalla competente, nutrita platea alcuni preziosi suggerimenti dei quali l'assessore e la sua struttura hanno detto di voler tenere conto. Da una maggiore attenzione per il mondo sportivo scolastico al problema dell'impossibilità di realizzare strutture nei laghi per canoa e altre discipline acquatiche (Luca Calandrino), al disastro dei trasporti che flagella anche le società sportive, nell'atletica ma non solo: «Anche duecento bambini in trasferta trattati come di un carro bestiame», è inorridito Andrea Del Pin, mentre Sergio Lai della Fidal ha fatto presente la necessità di adeguare le norme isolane alle frequenze della nuova legge nazionale e alla neonata "Sport e Salute".Resta il fatto che anche chi ha messo i puntini sulle I ha sottolineato la validità di uno strumento operativo come la "17", copiato ormai da mezza Italia. E aggiornato puntualmente ogni triennio. La serata è trascorsa intensa e insieme leggera, fra gli interventi dal palco e le premiazioni di alcune delle eccellenze sportive della nostra regione. Applausi per i presidenti di Dinamo Basket e Cagliari Calcio Stefano Sardara e Tommaso Giulini, applausissimi per il tempiese Filippo Tortu («Mi fate sentire parte di questo popolo, per me vale più di qualsiasi record», ha detto arrossendo) e ovazione finale per Alberto Corradi che con la sua Sardinia Open Sassari nel 2019 ha vinto tutti i titoli italiani del tennis in carrozzina. Dopo i saluti del sindaco di Tempio Giovanni Antonio Addis ("Intitoleremo il palazzetto dello sport a Tino Carta, dirigente Figc e insegnante"), gli interventi della vicepresidente del consiglio regionale Alessandra Zedda («L'identità sarda è anche identità sportiva sarda, daremo valore alle professioni sportive nel concetto di sovranità anche sportiva»), del presidente regionale del Coni Gianfranco Fara e del rettore dell'università di Cagliari Maria del Zompo («A disposizione, siamo una risorsa in tanti settori dello sport»), le parole della presidente regionale del Cip Cristina Sanna e dell'assessore Biancareddu, l'illustrazione dei dati relativi al triennio appena concluso è stata affidata a Maria Laura Corda, direttore del Servizio sport della Regione, e la presentazione delle linee guida per il prossimo triennio al direttore generale dell'assessorato, Renato Serra. Poi stacco con il Coro Gabriel e le premiazioni. Applausi per gli sportivi e per tutto lo sport sardo che non vede l'ora di crescere, e sorrisi per il duetto fra i numeri uno di Cagliari e Dinamo. Biancareddu ha fatto presente a Giulini che si sono incontrati dopo le prime due sconfitte del Cagliari e che da quando ha appeso il gagliardetto rossoblù dietro la scrivania la sua squadra non ha più perso. Stefano Sardara non ha perso l'occasione: «Allora io lunedì verrò a trovarla in assessorato, ma con due gagliardetti della Dinamo».

Questionario e social

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