UniCa UniCa News Rassegna stampa Mercoledì 13 novembre 2019

Mercoledì 13 novembre 2019

Rassegna quotidiani locali a cura dell’Ufficio stampa e redazione web
13 novembre 2019

L'Unione Sarda

 
 

1 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 13 novembre 2019 / Economia - Pagina 14

IL CONVEGNO. Intesa Sanpaolo illustra difficoltà e vantaggi del passaggio generazionale

«Così presi il timone dell'azienda»
Giulini, presidente del Cagliari e di Fluorsid, racconta la sua esperienza

Se non ci fosse stato il passaggio generazionale tra il conte Carlo Enrico e il figlio Tommaso nel 2005, oggi non ci sarebbe l'attuale Fluorsid, intesa come multinazionale con stabilimenti in Italia, Norvegia e in Inghilterra (dove possiede una miniera), e soprattutto non ci sarebbe il Cagliari dei miracoli, oggi terzo in classifica in Serie A. Il presidente della società rossoblù ha raccontato ieri mattina, nell'aula magna dell'Università di Cagliari, davanti a imprenditori, docenti e dipendenti di Intesa Sanpaolo, come lui ha preso il timone dell'azienda, illustrando questo delicato momento di vita di un'impresa nell'ambito dell'incontro su “Come favorire il processo ordinato e di successo nella fase del passaggio generazionale nelle imprese in Sardegna”.

GIULINI.  Dopo aver frequentato la Bocconi e svolto uno stage in Fluorsid nel settore commerciale, l'attuale patron del Cagliari Calcio entrò nell'azienda di famiglia per sostituire il direttore commerciale andato in pensione. Nel 2005, tuttavia, l'azienda fu posta davanti a un bivio: per andare avanti era necessario un aumento di capitale, chiesto anche dal management. Proposta sulla quale però il conte Carlo Enrico Giulini mostrava non poche perplessità: in quel momento lui deteneva il 54% dell'azienda con stabilimento a Macchiareddu mentre il resto apparteneva alla Regione Sardegna. «Mia madre, a quel punto, decise di vendere la sua casa, aiutandomi nell'acquisizione dell'azienda, attraverso l'aumento di capitale necessario», ha raccontato Tommaso Giulini. «In quel momento diventai imprenditore, portando avanti l'attività che è stata di mio padre».

Il resto è storia attuale, con la crescita dell'azienda, l'acquisizione di nuovi stabilimenti in Norvegia, una miniera in Inghilterra, una società di trading in Svizzera: «L'impresa, da padronale è diventata familiare, con top manager che mi affiancano nella gestione, dagli amministratori delegati Lorenzo Di Donato e Lior Metzinger, al direttore commerciale Stefano Melis», ha aggiunto Giulini, spiegando che l'azienda crede in tre principi: «Perseveranza, che ho ereditato da mio padre e sta facendo grande anche il Cagliari, ambizione, perché c'è la voglia di lasciare il segno, e integrità, nel senso di coerenza e rispetto delle persone».

L'INCONTRO.  Un ottimo esempio, dunque, per i molti giovani imprenditori che ieri hanno affollato l'aula magna dell'Università di Cagliari. Come ha spiegato il direttore regionale di Intesa Sanpaolo per Lazio, Sardegna e Sicilia Pierluigi Monceri, l'85% delle imprese italiane ha matrice familiare e nell'Isola circa 3.500 aziende sono interessate attualmente dal passaggio generazionale, fase delicata che va «pianificata per tempo», posto che un quinto degli imprenditori nell'Isola ha più di 70 anni. «Non bisogna ragionare solo in termini di appartenenza ma soprattutto di competenza», ha spiegato Monceri, gestendo dunque questa transizione con la «pianificazione del processo» e «orientando i talenti». Un concetto ribadito anche da Stefano Barrese, responsabile della Divisione banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, nel commentare i risultati di un'indagine svolta da Srm (Studi e ricerche per il Mediterraneo) sul passaggio generazionale: «Al nostro interno abbiamo creato una squadra di professionisti in grado di accompagnare le Pmi nel processo di crescita manageriale per assisterle anche nel passaggio generazionale».

UNIVERSITÀ E TERRITORIO.  In questo passaggio, peraltro, «si sottovalutano i rischi familiari», ha spiegato Michela Floris, docente della facoltà di Scienze economiche dell'Università di Cagliari, mentre la rettrice Maria Del Zompo ha aggiunto che il rapporto tra ateneo e impresa è fondamentale per l'innovazione, che si manifesta anche attraverso questa fase di passaggio in un'impresa. Per concludere, dunque, con le parole di Angela Scanu, presidente del Consiglio di Territorio di Intesa Sanpaolo: «L'eredità più importante è la trasmissione del desiderio di fare impresa soprattutto come visione per il futuro».

Giuseppe Deiana

 

 

2 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 13 novembre 2019 / Prima pagina

CAGLIARI. Mensa Ersu di via Trentino
Crolla il soffitto a pranzo: tutti in salvo gli universitari

I pannelli del controsoffitto sono venuti giù all'improvviso, ma la fortuna ha assistito gli studenti che pranzavano nella mensa Ersu di via Trentino a Cagliari: nessun ferito. ALMIENTO, PIANO  A PAGINA 17
 

Cagliari - Pagina 17

VIA TRENTINO. Pannelli bagnati per una perdita idrica, interviene l’Ersu

CROLLA IL CONTROSOFFITTO IN MENSA
Gli studenti pranzavano, miracolosamente sono tutti illesi

L'ora e il dove sono stati decisivi: le 12.30, quando alla mensa dell'Ersu (l'Ente regionale per il diritto allo studio universitario) in via Trentino gli studenti a pranzo sono ancora pochi, e una zona del salone ai cui tavoli in quel momento non era seduto nessuno. Così, la caduta improvvisa di alcuni pannelli fonoassorbenti dal controsoffitto ha fatto solo rumore, oltre che paura, ma è andata bene: nessun giovane universitario e nessun docente è stato colpito. Una specie di miracolo ha fatto sì che l'incidente alla mensa di via Trentino - non era il primo di questo genere, considerato che era già accaduto circa un anno fa - si risolvesse con una serie di sedie poste a quadrato per recintare l'area. Dopo una veloce ispezione, il responsabile della mensa per conto dell'Ersu, Corrado Marroccu, si è reso conto che gli altri pannelli di cartongesso erano asciutti, e ha deciso: chiuso un quarto della mensa, nel resto degli spazi il servizio agli studenti è stato comunque offerto: «Abbiamo servito 750 coperti», conferma Marroccu, «in piena sicurezza». Nella zona del crollo, però, dal soffitto gocciolava l'acqua che continuava a bagnare il pavimento.

LE CAUSE DEL CROLLO.  Tutto è bene quel che finisce bene, a patto però di tenere presente che sarebbe potuta finire davvero in altro modo. Soprattutto perché il crollo dei pannelli del controsoffitto non era un debutto: era già accaduto l'anno scorso, il che aveva convinto il presidente dell'Ersu, Michele Camoglio, a far svolgere lavori urgenti per eliminare tutte le infiltrazioni di acqua piovana. Per questo, ieri all'inizio del servizio per il pranzo, tutti i giovani universitari e i loro docenti erano stupiti per il fatto che fosse accaduto di nuovo. «In realtà», puntualizza Camoglio, «questa volta le cause erano diverse: non un'infiltrazione d'acqua piovana, malgrado le continue precipitazioni di questi giorni, bensì una piccola perdita da un tubo dell'impianto idrico». Il presidente dell'Ersu, dopo le verifiche dei tecnici subito inviati dall'ente regionale, aggiunge: l'acqua di acquedotto è gocciolata sui pannelli fonoassorbenti, che sono di cartongesso. Ovviamente, con l'umidità i pannelli si sono progressivamente ammorbiti: al punto in cui alcune parti - molto appesantite dall'acqua che avevano assorbito - si sono spappolate. «Sono cadute per via della perdita dal tubo, non delle infiltrazioni di acqua piovana, quindi l'effetto è lo stesso di un anno fa ma l'intervento da fare ora è completamente diverso», riassume Camoglio. È insomma servito un idraulico per riparare quel tubo che disperde acqua, non muratori per evitare le infiltrazioni d'acqua dall'esterno.

ALLARME IMMEDIATO.  Il responsabile Ersu della mensa di via Trentino ha verificato i pannelli di tutto il controsoffitto, per controllare che fossero asciutti: lo erano. A causa delle pendenze, l'acqua dispersa dalla tubazione difettosa si accumulava soltanto sui pannelli fonoassorbenti sistemati dove è avvenuto il crollo: si sono bagnati e disfatti, e proprio per quel motivo alla fine sono crollati sui tavoli ai quali non sedeva nessuno. Se fosse accaduto mezz'ora più tardi, è possibile che sarebbe stato necessario coinvolgere il 118.

LA RIPARAZIONE.  Già nel primo pomeriggio la perdita d'acqua è stata bloccata: quel tubo dell'impianto idrico della mensa universitaria di via Trentino non perde più, quindi la causa del crollo dei pannelli è stata eliminata. Tra oggi e domani, assicura il presidente Camoglio, «il controsoffitto sarà ripristinato».

Luigi Almiento

 

 

 

 

3 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 13 novembre 2019 / Cagliari - Pagina 17

REAZIONI. Manutenzione insufficiente
L'ira dei tanti giovani in fila sotto la pioggia: «Momenti di paura»

Il controsoffitto è venuto giù, all'improvviso, come se fosse di cartapesta. Per fortuna in quel momento, sotto l'ala sinistra della mensa universitaria di via Trentino non c'era nessuno. In quel punto infatti si sistemano gli studenti in attesa di ritirare il vassoio per poter mangiare.

Anche ieri, alle 12.30 erano in molti ad aspettare il proprio turno. «È crollato come niente - racconta Alessandra Balia, studentessa di pedagogia - l'acqua si è riversata sul pavimento che si è immediatamente allagato. Nonostante questo la mensa non è stata chiusa e ha continuato la sua attività, come se fosse la normalità. È evidente che essendo accaduto già l'anno scorso non è stata fatta un'adeguata manutenzione». La chiusura della parte interessata dal crollo ha generato una fila lunghissima. «Tante persone hanno dovuto attendere fuori sotto la pioggia - spiega Piera Caocci, studentessa di lettere - il personale ci ha invitato ad andare in altre mense, ma molta gente avendo lezione in facoltà non poteva spostarsi. Hanno subito recintato la parte crollata ma non è servito a granché perché l'acqua continuava a filtrare». «Molti di noi sono dovuti andare nelle mense più vicine come piazza Michelangelo e via Premuda», aggiunge Luca Biggio. «Dobbiamo ringraziare che nessuno si è fatto male - sostengono Piermario Deiana e Paride Attene - la mensa di via Trentino è molto comoda, peccato che sia abbandonata a se stessa come altre strutture universitarie».

La notizia è arrivata immediatamente anche a Federico Orrù, rappresentante degli studenti nel consiglio amministrazione dell'Ersu: «Quello che è accaduto in via Trentino è un fatto gravissimo, figlio di mancanze ventennali da parte dell'Ersu. Ci sono sia i fondi per la ristrutturazione delle Case dello studente che delle mense universitarie. Mi muoverò per trovare una soluzione immediata che tenga conto delle esigenze e dei disagi che vivono gli studenti, in attesa dei lavori di ristrutturazione definitivi che verranno progettati e messi in campo dall'Ersu».

Matteo Piano

 

 

4 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 13 novembre 2019 / Cagliari - Pagina 17

CONFERENZA. Domani alle 16, in via Nicolodi 102, Patrizia Manduchi introduce “La partecipazione politica delle donne negli Emirati Uniti”

 

 

5 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 13 novembre 2019 / Agenda - Pagina 21

MEMO
Università in Europa

Domani, dalle 15, nell’aula magna della facoltà di Ingegneria e architettura, in via Marengo, la rettrice Maria Del Zompo aprirà l’incontro informativo con le componenti dell’ateneo coinvolte nel progetto European UniverCity. Ai lavori – coordinati dallo staff guidato da Alessandra Carucci, prorettore Internazionalizzazione – dell’Educ, prende parte un delegato dell’Agenzia nazionale Erasmus.

 

Agenda - Pagina 21

MEMO
Piano di rinascita

Venerdì, alle 15,15, nella sala della Chiesa di San Pio X (via della Pineta 178) i professori Pira e Borzoni dell’Università di Cagliari parleranno della proposta di Piano di Rinascita formulata all’inizio degli anni cinquanta del secolo passato dalla Fondazione Rockfeller. La conferenza è organizzata dal Centro sardo studi genealogici.

 

 

6 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 13 novembre 2019 / Agenda - Pagina 21

SANITÀ. Tre sessioni al congresso di venerdì e sabato

Asma, broncopneumopatia e sport: confronto tra specialisti alla Cittadella

Undicesimo congresso su “Asma e sport”, venerdì e sabato, nella sala conferenze della Cittadella universitaria di Monserrato. Un appuntamento che anticipa la tradizionale manifestazione podistica della Crai, CagliariRespira. Nella prima giornata, la sessione scientifica con inizio alle 14 sarà dedicata interamente al tema dell'asma, della broncopneumopatia cronica ostruttiva e dei percorsi terapeutici. Sabato la giornata si articolerà in due sessioni: una scientifica e una a carattere divulgativo, e avrà inizio alle 9.20. I temi trattati saranno correlati al mondo dello sport e della medicina sportiva.

L'obiettivo di ogni edizione è quello di affrontare aspetti importanti che riguardano il mondo sportivo e non solo. Il Congresso è patrocinato da Azienda ospedaliero universitaria, Università degli Studi di Cagliari, Ordine dei medici della provincia di Cagliari, Ipasvi Cagliari e Siaaic Sardegna.

IL PROGRAMMA.  La prima sessione scientifica sarà moderata da Sergio Del Giacco e Raimondo Ibba. Previste le relazioni dei medici Mario Torrazza, Stefano salis, Paolo Serra. La seconda sessione delle 17, moderata da Maria Antonietta Tronci e Enrico Giua, prevede gli interventi di Giuseppe Oppo, Cesare Severino, Alessandro Sassu.

I LAVORI DI SABATO.  Nella terza sessione prevista per sabato mattina con inizio alle 9, i medici Paolo Cugia e Mario Nicola Mura modereranno la giornata dedicata a “Lo sport e i limiti”. Relatori saranno Quirico Mela, Claudio Secci e Andrea Loviselli. Nel pomeriggio gli interventi di Francesco Marongiu, Alessandro Oppo, Annalisa di Giacomo e Filippo Tocco.

SESSIONE DIVULGATIVA.  Comincerà nel pomeriggio di sabato, alle 14,30, l'ultima sessione del congresso. Giampiero Cortis e Alberto Concu coordineranno i lavori e gli interventi dei medici Paolo De Angelis, Luigi Falchi, Filippo Tocco, Annalisa Di Giacomo. Alle 17, saranno infine Andrea Loviselli e Antonello Trincas e moderare i lavori con le relazioni di Francesca Mascia, Giovanni Ghiani e Gianfranco Madau.

 

 

7 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 13 novembre 2019 / Oristano - Pagina 32

CULTURA. Tre giorni di appuntamenti

Chimica e matematica a portata di tutti, al via FestivalScienza

FestivalScienza Oristano ai nastri di partenza. Da oggi, e fino a venerdì, un fitto calendario di appuntamenti tra laboratori, convegni, seminari e dibattiti per raccontare materie ostiche per molti come la chimica, la fisica e la matematica attraverso un linguaggio accattivante, capace di coinvolgere grandi e piccini.

La quarta edizione oristanese, costola dell'omonima manifestazione promossa dall'associazione ScienzaSocietàScienza, è intitolata “Scienza è cultura” e prevede eventi anche a Ghilarza e Terralba.

L'inaugurazione oggi alle 17 al chiostro del Carmine, con il reading letterario e musicale “La terra è la culla dell'umanità ma non si può vivere per sempre in una culla”, dedicato alla ricorrenza dei 50 anni del primo uomo sulla luna.

La sede dell'Università oristanese ospiterà anche la mostra dedicata a Leonardo Da Vinci e una serie di conferenze della biotecnologa Beatrice Mautino, sul mercato della cosmesi tra leggende e verità.

All'Unla, domani e venerdì, sono in programma laboratori di lettura per bambini con la scrittrice Anna Cerasoli. Sempre domani è prevista la proiezione del film “L'uomo che comprò la luna” e a seguire l'incontro con il regista, Paolo Zucca. Al “De Castro” di Terralba, il giorno dopo si parlerà invece di riciclo e biosostenibilità con Rossano Ercolini.

La chiusura al chiostro del Carmine: protagonisti gli studenti degli Istituti Superiori Mariano IV, Benedetto Croce e De Castro che, divisi in tre squadre, si sfideranno in una gara di lettura sull'autobiografia di Rita Levi Montalcini.

L'organizzazione è affidata al Consorzio Uno, al Liceo scientifico “Mariano IV”, al Classico “De Castro”, all'istituto Magistrale “Croce”, all'associazione Heuristic, al Centro marino internazionale di Torregrande, all'Area marina protetta del Sinis, all'Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino, all'associazione culturale biblioteca di Arborea e con il supporto del Comune di Oristano, dell'Unla, del Rotaract club e del Mistral Hotel.

Marianna Guarna

 

 

 

8 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 13 novembre 2019 / Spettacoli e Cultura - Pagina 43

FESTIVAL. “Per la sua ricerca nella fisica nucleare”
PREMIO DONNA DI SCIENZA A GIOVANNA PUDDU

Il Premio Donna di Scienza 2019 è stato assegnato alla professoressa cagliaritana Giovanna Puddu «per il suo lavoro di ricerca svolto in maggior parte al Cern nel campo della fisica nucleare, in un mondo prevalentemente maschile soprattutto agli inizi della sua carriera scientifica; per il fondamentale ruolo avuto nella creazione della sezione di Cagliari dell'Infn, consentendo a tanti giovani ricercatori e ricercatrici sardi di potersi formare e progredire nella ricerca scientifica; per il suo notevole impegno nell'insegnamento universitario e nella formazione dei giovani maestri in campo scientifico; per la sua costante attenzione all'intermediazione tra didattica e divulgazione della scienza».

Con questa motivazione ieri pomeriggio è stato svelato il nome della vincitrice del premio Donna di Scienza (lanciato lo scorso anno), ultimo atto della XII edizione di un festival che ha saputo, come sempre, proporre nomi di prestigio, occasioni di incontro, laboratori per misurarsi in un campo solo in apparenza ostico. Non a caso è una donna, Carla Romagnino, il motore e l'anima dell'importante appuntamento culturale.

«Il festival - ha detto il Magnifico Rettore Maria Del Zompo - si dimostra ancora una volta un luogo e un tempo dedicati alla scienza raccontata con passione e che appassiona, che mi auguro possa continuare. La valorizzazione dalla donna nella scienza è poi un passo importante di cui devo ringraziare il Festival. È significativo il premio Donna di Scienza a una docente universitaria che ha rappresentato la Sardegna nel mondo in modo eccellente»

 

 

9 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 13 novembre 2019 / Cultura - Pagina 44

IL RITRATTO. È stato uno dei grandi maestri del pensiero contemporaneo

BODEI, FILOSOFO DELLE PASSIONI CHE SAPEVA COLTIVARE LA SERENITÀ

Un collega dell'Ucla, l'Università di Los Angeles dove ha insegnato per diversi anni, lo aveva definito il meno peninsulare dei filosofi italiani, intendendo dire che non era provinciale. «È vero: ma solo perché sono il più insulare. Sono sardo». Remo Bodei amava l'ironia e l'intelligenza racchiusa in quest'arte, e amava Cagliari, la sua città, dove il filosofo, scomparso giovedì notte, era nato 81 anni fa. Ci tornava sempre volentieri, per ritrovare le amicizie di una vita che la distanza non aveva in alcun modo intaccato, e gli affetti più cari. Ci tornava, naturalmente, anche in veste di studioso, per partecipare a conferenze o altri incontri non solo accademici. «Era convinto che la divulgazione alta di cultura fosse un bisogno sociale diffuso», ricorda oggi Pierluigi Lecis, ex direttore del dipartimento di Filosofia dell'Università di Cagliari, uno dei motori della bellissima avventura che è stata il “Festival Teatro-Filosofia”, appuntamento al Teatro Stabile, allora diretto da Guido De Monticelli che per tre anni ha combinato insieme le competenze dell'Università con la stagione teatrale. Bodei, già pilastro del Festival Filosofia di Modena, fu uno degli ospiti fissi.

UNA LETTERA D'ADDIO. Ecco come lo ricorda la filosofa Roberta De Monticelli: «Lì tu riempivi il teatro, tutta la città veniva ad ascoltarti. E lì, osservando il rapimento, l'attenzione tesa e partecipe delle platee, gli applausi scroscianti e senza fine che ti tributavano, capii meglio la tua arte», scrive in una lunga affettuosa lettera-saluto al filosofo incontrato per la prima volta, da studentessa, sulle scale della Normale di Pisa, la città dove Bodei si era formato e dove aveva la sua famiglia.

«Era un'arte che, nelle menti - in quelle ignare, ma anche in quelle, in Italia, forgiate, quando andava bene, a colpi di solidarismo cattolico e indifferentismo civile - introduceva una misura di lumi, di leopardiana chiarezza, di lucreziana disillusione, ma tanto festosa di memorie, tanto ricca di passati incanti (...). Così  docendo dilettavi, inscenando ogni volta uno spettacolo di intelligenza e memoria per suggerire anche alle menti più indifferenti, e a quelle virtualmente più fanatiche, e a quelle minacciate dal cinismo, che non c'è bisogno di invocare un dio per capire quanto degna d'essere vissuta, con onestà e senza inganni, sia la via media e giusta dei lumi, più mozartiana che robespierresca, più amletica che faustiana - anche nella sua equanimità, che riconosce più cose fra la terra e il cielo di quante ne comprenda la filosofia. Che pure in te aveva mano lieve e ragionava senza pedantismi».

STUDIOSO DI HEGEL. «Era Hegel - ricorda invece Lecis - il filosofo al cui pensiero ha dedicato il suo studio, lasciando un segno profondo con il suo saggio “Sistema ed epoca in Hegel”». A chi aveva imparato sui banchi di liceo la formuletta hegeliana di “tesi, antitesi, sintesi”, Remo Bodei aveva spiegato, con il suo garbato sorriso, che non c'era traccia di questo nei ragionamenti del filosofo tedesco. «La cifra di Bodei è stata quella di cercare sempre un orizzonte largo, di scoprire i legami che a prima vista non si colgono. C'è un saggio, bellissimo e accessibile anche ai non studiosi, “La vita delle cose” in cui Bodei ci spiega che cosa si nasconde dietro a una penna, un fuoco. Sapeva fare dei collegamenti impensabili e acutissimi». Era un uomo ricco di una dote speciale: la serenità che trasmetteva a chi aveva la fortuna di incontrarlo. «Era uno spirito libero - prosegue Lecis - anche davanti ai conflitti più aspri mostrava serenità e fiducia, tenendosi sempre fuori dalle mischie accademiche». Un “maestro della ragione” che assegnava un valore alla positività delle passioni. Dello studio, della ricerca. Bodei aveva sempre una lezione da fare, un treno da prendere, un aereo sul quale salire per insegnare in una prestigiosa università straniera (è stato a Cambridge, Heidelberg, New York, Los Angeles), ma trovava il tempo per rispondere alla mail arrivata dalla lontana Europa.

LA LUNGA AMICIZIA. Pensava che partire fosse importante, così come lo era ritrovare le radici, le amicizie. Come quella coltivata per quasi settanta anni con Tarquinio Sini, giornalista e per anni capocronista dell'Unione Sarda. «Eravano compagni al “Siotto”, neonato liceo, e un anno avevamo diviso anche il banco», ricorda con tenero affetto Sini. «A dispetto del cognome era cagliaritano purosangue, nato a Sant'Avendrace, e quando tornava in città gli piaceva ritrovare il suo ristretto numero di amici. Ecco, in quei momenti Remo tradiva le sue radici: gli piaceva ritrovare i sapori di casa, le pietanze sarde. Nonostante la fama, aveva mantenuto la semplicità di sempre che nasceva con il sorriso, con lo sguardo. Era riuscito a conservare una serenità che gli invidiavo. Sapeva sempre essere pacatissimo e ironico. Un uomo capace di coltivare passioni ma con il giusto distacco: era impegnato politicamente a sinistra. Ricordo ancora che per la mia laurea mi regalò “I discorsi di Lenin”: avrebbero ucciso anche un cavallo. Ho perso un caro amico. Ma Remo era soprattutto una persona che aveva ancora tanto da dare».

Caterina Pinna

La Nuova Sardegna

 

10 - LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 13 novembre 2019 / Economia - Pagina 14

Solo la metà delle aziende arriva alla seconda generazione

IMPRESE, OVER 55 UN TERZO DEI TITOLARI

di Mario Frongia
CAGLIARI Aziende e percorsi imprenditoriali che funzionano. E passano di padre in figlio. Ma spesso la successione compromette la sopravvivenza dell'impresa. Nel convegno su "Come favorire un processo ordinato e di successo nella fase del passaggio generazionale nelle imprese in Sardegna" ospitati dall'ateneo di Cagliari, aperti dal rettore Maria Del Zompo, promossi da Intesa Sanpaolo e Srm (Studi e ricerche Mezzogiorno), si è parlato di Business family. In Italia solo la metà delle Piccole e medie imprese arriva alla seconda generazione. E la platea invecchia: l'imprenditoria sarda, considerando le imprese artigianali, guidata da over 55 è il 31,3% del totale isolano. La media nazionale? Il 29,6%.In Italia ogni anno 60mila imprenditori vivono il passaggio generazionale. E nel 2018 le imprese familiari interessate da fenomeni di successione sono state 3.500, il 19,5% del totale delle imprese familiari dell'isola. Il 77% dei proprietari ha già superato i 60 anni.In Italia - e la Sardegna non si discosta - un leader su quattro ha superato i 70 anni e il 41 per cento pensa di procedere alla successione nel prossimo quinquennio. La curiosità? Due imprenditori su dieci non ne parlano. «La nostra impresa da padronale è diventata familiare. Ho al fianco manager di totale fiducia» ha detto il numero uno Fluorsid e Cagliari calcio, Tommaso Giulini. «Intesa Sanpaolo assiste le Pmi italiane, offre consulenza nei processi di crescita, capitalizzazione, innovazione e internazionalizzazione» ha detto Stefano Barrese (responsabile divisione Banca dei territori). «Si deve ragionare di competenza e di talenti. La transizione - ha rimarcato Pierluigi Monceri, direttore Lazio, Sardegna e Sicilia Intesa Sanpaolo - va gestita e pianificata». Applausi anche per le relazioni di Salvio Capasso (Intesa Sanpaolo) e Michela Floris (Scienze aziendali, Università Cagliari).

 

 


11 - LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 13 novembre 2019 / Sardegna - Pagina 15
CAGLIARI

Crolla il soffitto

paura in mensa

CAGLIARI. Sui tavoli della mensa universitaria di via Trentino un pranzo fuori menù. Gli studenti si sono ritrovati ad avere a che fare con alcuni pannelli fonoassorbenti del controsoffitto che sono crollati. Il caso ha voluto che i tavoli su cui sono finiti non erano ancora occupati, e quindi nessuno è rimasto ferito. È la seconda volta in un anno che i pannelli collassano, sembra per le infiltrazioni d'acqua dal piano superiore che finiscono sul controsoffitto. Non reggendo il peso e indeboliti dall'acqua, alla fine la copertura crolla. Ieri è accaduto intorno a mezzogiorno e mezzo, trenta minuti dopo l'apertura della mensa. Gli studenti universitari erano ancora pochi e seduti ad altri tavoli nell'ampia sala al piano sotterraneo della casa dello studente di via Trentino, vicino a piazza d'Armi. Il crollo dei cinque pannelli non ha dato preavviso, sono caduti improvvisamente su tavoli e sedie. Se sotto ci fosse stato qualcuno, le conseguenze sarebbero potute essere pesanti, anche se i pezzi venuti giù non erano molto pesanti. La zona del crollo è stata delimitata con gli stessi tavoli e sedie e la distribuzione e il consumo dei pasti è proseguito regolarmente ai 750 studenti che ne hanno usufruito. Non potevano mancare le prese di posizione degli organismi studenteschi di tutte le facoltà dell'ateneo cagliaritano che hanno denunciato le carenze strutturali dell'università di Cagliari. In particolare sul banco degli imputati è finita l'Ersu. (l.on)

 


12 - LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 13 novembre 2019 / Agenda - Pagina 20
LA PRESENTAZIONE

Pino e gli Anticorpi in mensa "come se non ci fosse un domani"

SASSARI Un'irruzione da ridere, lunedì mattina, nella mensa dell'Ersu di Sassari, in via dei mille 102: circa settecento tra studenti e studentesse iscritti a Sassari hanno pranzato tra risate e applausi durante l'incursione comica del duo sardo Pino e gli anticorpi.Michele e Stefano Manca, in sala dal prossimo 14 novembre in tutta l'isola con il nuovo lavoro cinematografico "Come Se Non ci Fosse un Domani", hanno presentato ai tantissimi presenti il nuovo film in uscita, alla presenza del regista Igor Biddau.Gag comiche e improvvisazioni estemporanee tra i tavoli, che hanno strappato tante risate ai presenti e fatto venire voglia a tutti di non perdere il nuovo film del duo comico sassarese: così è stato movimentato il pranzo del lunedì degli universitari di Sassari, e saranno in molti che della giornata conserveranno un bellissimo, e assai divertente, ricordo.Non solo: è stata l'occasione per lanciare il contest fotografico #inMensaComeSeNonciFosseunDomani che mette a disposizione dieci ingressi gratuiti al cinema Moderno Cityplex ad altrettanti studenti e studentesse che hanno scattato un selfie divertente con i due attori ieri in mensa, pubblicandolo poi su instagram e inserendo l'hashtag che da il nome al contest, #inMensaComeSeNonciFosseunDomani. I 10 scatti più divertenti saranno scelti da Pino e gli anticorpi e i nomi dei vincitori verranno resi noti attraverso un post pubblicato oggi alle 12 nel profilo IG@pinoeglianticorpi.

 

 


13 - LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 13 novembre 2019 / Agenda - Pagina 21
IL FESTIVAL

Il coro dell'università canta al Rosario per "Note senza tempo"

SASSARI Prosegue il fitto calendario di appuntamenti con la musica antica, nell'ambito del cartellone di "Note senza tempo" il festival internazionale curato dall'Associazione musicale Dolci Accenti. Dopo la prestigiosa partecipazione della clavicembalista rumena Cipriana Smarandescu lo scorso 26 ottobre, il prossimo concerto pone un'attenzione particolare anche verso la cura della produzione e divulgazione della cultura musicale ad opera di importanti istituzioni locali, quali l'università di Sassari. Sarà proprio il coro dell'Ateneo, diretto da Laura Lambroni, il protagonista del concerto in programma sabato nella Chiesa della Madonna del Rosario a Sassari. Il Coro dell'università di Sassari ha iniziato la sua attività nel 1999, inizialmente come Coro degli studenti dei corsi di musica, e venne istituito su iniziativa dell'allora rettore Alessandro Maida. Dal 2005 al Coro degli studenti è stato affiancato il Coro del personale dell'università di Sassari, per arrivare alla costituzione dell'attuale associazione coro dell'università di Sassari nata nel 2005.L'associazione è formata dal personale dell'ateneo, sia docente che tecnico-amministrativo, dagli studenti e da membri esterni. Il Coro ha all'attivo un variegato repertorio di brani sacri e profani di diverse epoche, con particolare attenzione a quelli della musica sarda, popolare e sacra, sia tradizionali che contemporanei.

 

 

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