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Medicina, la pediatria dà Scacco

Specializzandi e ricercatori dell'Università di Cagliari ai tempi del Coronavirus: 23 video e mini tesine focalizzate sul Covid-19 e i vari distretti del corpo umano. "L'iniziativa, nata per il lockdown, è stata apprezzata e proficua. Alcuni studi hanno già riscontrato l'interesse di varie riviste scientifiche" spiega Vassilios Fanos. Il plauso di Maria Del Zompo e Micaela Morelli
24 maggio 2020
In alto, da sx, Roberta Pintus, Maria Antonietta Marcialis, Federica Comitini, Vassilios Fanos. Melania Puddu, Maria Alesi e Maria Francesca Staico. In basso, Manuela Gallo, Federica Loriga, Stefano Forestieri, Valentina Ibba e Simone Mameli

Scienza e formazione avanzata. I futuri medici pediatri all'opera con profitto anche a distanza

Mario Frongia

L'hanno battezzato Scacco, acronimo di Scuola di Cagliari contro il Coronavirus. Una partita giocata senza scacchiera ma vinta a testa alta, quella degli specializzandi in pediatria iscritti alla facoltà di Medicina dell'Università di Cagliari. Coordinati da Vassilios Fanos e dalla sua collaboratrice ospedaliera Maria Antonietta Marcialis, tra marzo e aprile ventitrè allievi e ricercatori non hanno potuto frequentare, bloccati a casa per le misure inerenti il lockdown. Da qui, il lavoro a distanza focalizzato sullo studio del Coronavirus. Di fatto, una ricca e allettante opzione formativa su un tema di straordinaria attualità, non solo medica, assistenziale e clinica ma anche per le relazioni e il confronto innescate e rafforzate con altri centri di ricerca, atenei e accademie nazionali e straniere. L'insieme dei lavori ha avuto il puntuale plauso anche del rettore Maria Del Zompo: "Bravi, ottimo lavoro". Per Micaela Morelli, prorettore Ricerca dell'ateneo cagliaritano, "Ricerca, spirito critico e metodo scientifico non vanno in vacanza. L'iniziativa non solo è pregevole per gli aspetti formativi, ma apre interessanti scenari e orizzonti clinici e professionalizzanti". Ovvero, un altro tassello di pregio per i futuri medici.

Il professor Fanos in reparto. Al centro, l'infermiera Korsak Henrika
Il professor Fanos in reparto. Al centro, l'infermiera Korsak Henrika

L'idea, tra collaborazione, confronto internazionale e videoconferenze

"I nostri allievi sono stati costretti per oltre un mese a non frequentare i reparti e gli ambulatori. Ho assegnato loro - spiega il professor Fanos, ordinario  e direttore Scuola di specializzazione in Pediatria - compiti di ricerca  focalizzati sullo studio del Coronavirus. Abbiamo portato avanti l’iniziativa “La pediatria dà Scacco” con entusiasmo e rigore scientifico e clinico. Gli specializzandi del primo anno sono stati suddivisi in gruppi di due, quelli del secondo hanno lavorato da soli". Motivazioni e tenacia. Ma anche autonomia e gioco di squadra, il mix ideale per una crescita professionale globale e multidisciplinare. "Il bilancio? Siamo soddisfatti, gli specializzandi hanno gradito l'iniziativa e si sono impegnati a fondo. Hanno preparato filmati di circa 12 minuti che sono stati poi presentati in incontri Zoom che abbiamo tenuto un paio di volte alla settimana. Alla presentazioni, oltre agli allievi, hanno preso parte anche alcuni esperti di altre città". In breve, una serie di videoregistrazioni che ha suscitato attenzioni, chiarimenti, la voglia di approfondire. "Gli specializzandi hanno scritto anche una mini-tesina che stiamo trasformando in articoli. In qualche caso le ricerche si sono sviluppate con la collaborazione di docenti di altre Università italiane e straniere. E diversi elaborati li abbiamo spediti ad alcune riviste internazionali". Una curiosità? Negli articoli gli specializzandi hanno sempre il primo nome.

Dall'alto in basso, Maria Isabella Cicalò, Eleonora Cracolici e Luisa Anedda
Dall'alto in basso, Maria Isabella Cicalò, Eleonora Cracolici e Luisa Anedda

Argomenti e autori. Un lungo filo verde unisce i giovani specializzandi ai grandi temi della ricerca neonatologica

Il Coronavirus al centro delle ricerche con una serie di riferimenti primari. Dal microbiota al rene passando per epidemiologia, fegato e terapie. "La pediatria dà Scacco" ha avuto ventitrè partecipanti impegnati su diciassette temi. Gli allievi del primo anno si sono occupati di Comorbidità (Giulia Pinna, Lavinia Sanfilippo), Cuore (Giulia Sanna e Gaia Serrau), Mitocondri (Barbara Maniga ed Eleonora Madeddu), Microbiota (Simona Borrello e Maria Laura Mellino), Gravidanza e neonato (Stefano Forestieri), Terapia (Luisa Anedda e Luca Bianchini), Influenza (Maria Isabella Cicalò ed Eleonora Cracolici). Gli allievi del secondo anno hanno sviluppato le ricerche su Epidemiologia (Giorgia Casti), Recettori (Federica Loriga), Intestino (Giulia Concas), Rene (Maria Francesca Staico), Fegato (Simone Mameli), Cervello (Valentina Ibba); Sindrome di Kawasaki (Anna Demurtas) e Inquinamento (Manuela Gallo). Iscritta al terzo anno di specializzazione Valentina Paraluppi ha studiato Clinica nel neonato e bambino: stato dell’arte. Mentre Federica Comitini (quarto anno) si è occupata di Microbiota e virobiota.

Maria Antonietta Marcialis, corresponsabile scientifica del progetto Pediatria dà Scacco
Maria Antonietta Marcialis, corresponsabile scientifica del progetto Pediatria dà Scacco

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