Lunedì 8 giugno 2020

Rassegna quotidiani locali a cura dell’Ufficio stampa e redazione web
08 giugno 2020

L'Unione Sarda

 


 

1 - L’UNIONE SARDA di lunedì 8 giugno 2020 / Speciale SALUTE - Pagina VI
Gli esperti rispondono
OCULISTICA. COME SI PUÒ MANIFESTARE IL DISTACCO DELLA RETINA

Distacco della retina, quando preoccuparsi
Risponde ENRICO PEIRETTI, 46 anni, professore e oculista al San Giovanni di Dio Aou Cagliari

Si tratta di un evento che, se non trattato nel giro di poche ore o giorni, può portare alla cecità dell'occhio interessato. Può colpire una persona su 10.000, l'incidenza aumenta con l'età ed è più frequente in persone affette dalla miopia elevata o nella retinopatia diabetica grave. Spesso le persone presentano sintomi premonitori, come la sensazione di avere delle "mosche volanti" e "flash luminosi", ma esistono anche casi in cui la patologia può essere subdola senza nessun segno premonitore sino a distacco avvenuto, che si manifesta con un calo repentino della vista o con la sensazione di una "tenda scura" che offusca la visione. Con la chirurgia vitreale microinvasiva è possibile arrivare a tassi di successo (riaccollamento della retina al primo intervento) superiori al 90%. È fondamentale che chi si accorge della presenza di flash, mosche volanti o calo della vista si sottoponga a una valutazione della retina, oppure se vi sono i fattori di rischio (come precedenti laser per rotture di retina), si facciano delle visite periodiche.






 

2 - L’UNIONE SARDA di lunedì 8 giugno 2020 / Speciale SALUTE - Pagina VII
Gli esperti rispondono
ENDOCRINOLOGIA. COVID-19, L’OBESITÀ È UN FATTORE DI RISCHIO

É vero che una persona obesa ha più probabilità di ammalarsi di coronavirus?
Risponde FERNANDA VELLUZZI, 49 anni, specialista al Centro obesità San Giovanni di Dio Aou Cagliari

Obesità e Covid: una relazione tutt'altro che casuale. L'aspetto più allarmante riguarda l'evidenza epidemiologica che mostra come l'infezione da Covid sia più frequente e più grave, nelle persone affette da obesità specie se giovani. L'infiammazione cronica che caratterizza l'obesità, conferirebbe un rischio superiore nei confronti dell'infezione acuta. L'altro aspetto riguarda gli effetti del lockdown sugli stili di vita, l'abbandono dei programmi nutrizionali e motori da parte di persone in eccesso ponderale, complice anche l'impossibilità di effettuare i controlli specialistici, ma anche l'acquisizione di abitudini meno salutari da parte di chi è normopeso. La noia, la preoccupazione, gli stati ansiosi e depressivi, hanno favorito la ricerca di gratificazioni nutrizionali. Quali consigli dare, all'ingresso della Fase 3? Certamente la ripresa di uno stile di vita più sano, un'alimentazione di tipo mediterraneo ricca di vegetali, di pesce, di cereali integrali, un'attività fisica costante.




 

 

3 - L’UNIONE SARDA di lunedì 8 giugno 2020 / PRIMO PIANO - Pagina 7

Fase 3. Aumento di peso, stati d’ansia, posture errate: tutta colpa della forzata inattività

I BIMBI POST COVID? OBESI E INSONNI
L’allarme dei pediatri sugli effetti psicologici e fisici causati dal lockdown

Emicrania, mal di pancia, vertigini, ansia, insonnia. Ma anche schiena bloccata, irrigidimento del collo, scoliosi, problemi alla vista e soprattutto tanti, troppi chili in più.

Tre mesi di “reclusione domestica” - passati fra divano, televisione, smartphone e playstation mangiando più del consueto - hanno avuto effetti devastanti sui bambini e gli adolescenti sardi. E adesso che finalmente hanno riconquistato una parvenza di vita normale, rivedendo quanto meno la luce del sole, gli esperti cominciano a valutare il reale impatto che un periodo di inattività così prolungato ha avuto sia sulla loro psiche che sul loro fisico.

Rischio obesità

«Le conseguenze purtroppo sono già evidenti anche se ancora il quadro non è emerso in tutta la sua reale dimensione», spiega Basilio Mostallino, pediatra a presidente regionale della Fimp. «Dal punto di vista fisico il primo effetto che abbiamo riscontrato è stato quello di un aumento di peso e di goffaggine sia nei bambini che negli adolescenti, favorito ovviamente da tre mesi di quasi totale sedentarietà e dalla noia che li ha portati a mangiare di più. Tutte le curve di accrescimento evidenziano questa tendenza, che risulta accentuata nei bambini più a rischio che avevano trovato un equilibrio nell'attività motoria e che per tre mesi hanno invece dovuto dividere le loro giornate fra cucina, divano e internet». Un problema gigantesco se si pensa che già prima dell'emergenza Covid il 5% dei bimbi sardi risultava obeso e il 20% in sovrappeso, tanto che si stima che nei prossimi vent'anni i casi di diabete potrebbero decuplicare.

Posture sbagliate

In aumento secondo i medici e i pediatri anche i problemi legati alla posture sbagliate, dovute al maggior utilizzo di smartphone e pc. Con una conseguente impennata di problemi quali mal di schiena, torcicollo e vertigini. «Questi ragazzi hanno passato tre mesi facendo scuola seduti davanti a un computer e dialogando col resto del mondo attraverso i loro telefonini, magari buttati nel letto in modo scorretto. È ovvio che il loro fisico ne abbia risentito», dice il professor Marco Monticone, docente di medicina fisica e riabilitativa all'Università di Cagliari. «I principali problemi sono rappresentati dal cosiddetto dorso curvo giovanile, cioè la tendenza a incurvare il tratto dorsale della colonna vertebrale, ma anche la lombalgia, che si manifesta con dolori muscolari spesso acuti causati da contratture e rigidità. Il consiglio che posso dare è di far loro riprendere l'attività motoria ma gradualmente e senza pensare di recuperare subito il tempo perso».

Ansia e paure

Non meno evidenti ovviamente i disturbi psicologici, che hanno portato a un boom di stati d'ansia e manifestazioni psicosomatiche come mal di testa e dolori allo stomaco. «Ma nei bambini più piccoli abbiamo notato anche atteggiamenti di paura nei confronti delle persone estranee - aggiunge Mostallino -, uniti a fenomeni preoccupanti di regressione sotto l'aspetto relazionale. Il fatto che non abbiamo più potuto frequentare le scuole, dove si sviluppa la loro socialità, ha creato chiusura e difficoltà affettive nell'approccio con gli altri perché si sono disabituati ad avere a che fare con chi sta all'esterno della loro sfera familiare. La normalità ora va riguadagnata poco a poco, non nascondendo il problema e parlando con loro in maniera adeguata».

Insonnia da videogame

Ma il disagio forse più frequente lasciato in eredità dal lockdown, specie nella fascia dagli 11 ai 16 anni, pare essere l'insonnia. Un sintomo legato certamente agli stati d'ansia ma non solo. «Durante questo lungo periodo di permanenza forzata a casa e di socialità ridotta a zero - spiega Lorenzo Cozzolino, pediatra in servizio al pronto soccorso dell'ospedale Brotzu di Cagliari - molti pre adolescenti e adolescenti hanno abusato dei videogame per combattere la noia. Il problema però è che questa stimolazione continua, spesso protratta sino a tarda notte, porta il loro cervello a rivivere anche mentre dormono gli schemi e le immagini della realtà virtuale, causando disturbi del sonno che alla lunga possono avere conseguenze anche serie». La soluzione? «Uscire all'aria aperta, fare attività fisica, incontrare i propri coetanei attenendosi naturalmente alle norme di prudenza. E visto che siamo in estate riconquistare la dimensione del gioco fisico, perché stare in spiaggia chini sui telefonini non li aiuterà di certo a superare questo momento difficile».

Massimo Ledda



 

La Nuova Sardegna

 

 

 

 

4 - LA NUOVA SARDEGNA di lunedì 8 giugno 2020 / PRIMO PIANO - Pagina 2
Nessun nuovo paziente positivo. Fermo anche il conto delle vittime
Dopo due giorni ritorna il doppio zero

SASSARI È stata una giornata da doppio zero quella descritta dall'ultimo bollettino diffuso dall'Unita di crisi della Regione. Non sono quindi state registrate nuove positività al Covid-19 e non ci sono nuove vittime da aggiungere alla conto più drammatica. Dopo le tre positività (due in provincia di Sassari e una in provincia di Oristano) riscontrate venerdì e comunicate sabato, restano quindi 1.362 i casi complessivamente accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza sanitaria. In totale nell'isola sono stati eseguiti 63.172 test, 1027 in più rispetto a quanto comunicato nell'ultimo bollettino diffuso dalla Regione ma sono in calo rispetto a quanto accaduto venerdì, quando erano stati effettuati 1351 test. Stabile, invece, il numero dei pazienti ricoverati in ospedale, che sono in tutto 11, di cui 1 in terapia intensiva. Calano di un'unità le persone in isolamento domiciliare, 48 contro le 49 segnalate in precedenza. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.130 pazienti guariti (2 in più rispetto al dato precedente), a cui si aggiungono altri 42 guariti clinicamente. Nel bollettino diffuso ieri non ci sono state nuove vittime, il totale resta dunque di 131. Non cambia nemmeno la distribuzione territoriale del contagio. Dei 1.362 casi positivi complessivamente accertati dall'inizio dell'emergenza sanitaria, 252 sono stati accertati nella Città Metropolitana di Cagliari, 99 nel Sud Sardegna, 60 a Oristano, 79 a Nuoro, 872 a Sassari, che resta la provincia più colpita.





 

5 - LA NUOVA SARDEGNA di lunedì 8 giugno 2020 / PRIMO PIANO - Pagina 6
UNIVERSITÀ, DA SETTEMBRE SI TORNA IN AULA
Manfredi: «Non lasciamo indietro nessuno»

L'Università italiana «non si è fermata» e ricomincerà a settembre con lezioni in presenza prevedendo anche un'integrazione con una didattica a distanza per venire incontro agli studenti stranieri e ai fuori sede che la richiederanno. Niente plexiglass ma reperimento di aule e allungamento dell'orario. Sono le novità annunciate ieri a Sky tg24 dal ministro dell'Università Gaetano Manfredi che, a parte la questione logistica, ha messo in campo una serie di interventi anche per far sì che i problemi economici delle famiglie dovuti al coronavirus non disincentivino le iscrizioni all'università. «Interverremo sulle tasse universitarie allargando la no tax area, fino a 20mila euro di reddito Isee non si pagheranno le tasse - annuncia - Tra 20mila e 30mila ci saranno degli sconti molto importanti e poi ci saranno interventi specifici gestiti dalle singole università per intercettare le famiglie che hanno subito un calo di reddito improvviso e non fotografato dall'Isee. Veniamo da un'esperienza molto negativa, quella della crisi del 2008 che ci ha portato a perdere quasi il 20% delle matricole e bisogna evitare che questo avvenga nuovamente». Un capitolo a parte riguarda le borse di studio: «Abbiamo incrementato il fondo per fare in modo che ci sia un allargamento della modalità di accesso, ci stiamo lavorando con la conferenza Stato-Regioni. Poi ci saranno dei bonus per colmare il digital divide». Riguardo a quest'ultimo aspetto «ci sono stati dei problemi perché nel nostro Paese ci sono aree che non sono ben servite dalla banda larga». «Sulla ricerca ci sarà inoltre un impegno importante, un grande piano finanziato dal governo», assicura il ministro. Insomma, riassume, «non dobbiamo lasciare nessuno indietro». Forte del fatto che rispetto allo scorso anno «il numero esami e laureati non è cambiato» a testimonianza che nonostante il lockdown «l'università non si è fermata», anzi «dalla prima settimana più del 95% dei corsi sono stati erogati a distanza», Manfredi ha toccato il tema degli esami di Stato per l'accesso alle professioni che «non può essere abolito perché previsto dalla Costituzione»; ma c'è l'idea, dopo l'esempio di Medicina, di trasformare le lauree in lauree abilitanti in maniera tale che l'esame di laurea sia contemporaneamente un esame di Stato per l'accesso alla professione. «Pensiamo a Odontoiatria, Farmacia e Veterinaria che già prevedono nel loro ordinamento molti tirocini», le sue parole.






 

6 - LA NUOVA SARDEGNA di lunedì 8 giugno 2020 / SARDEGNA - Pagina 11
SECONDA EDIZIONE
Ritorna "Donna di scienza"
il premio dedicato alla ricerca

SASSARI Ritorna per la sua seconda edizione il Premio «Donna di scienza» in Sardegna. Le candidature dovranno pervenire entro il 10 settembre via email all'indirizzo premiodonna2020 gmail.com, indicando nell'oggetto «Premio Donna di scienza - Nome e Cognome della candidata». L'iniziativa punta a offrire un riconoscimento a figure femminili che abbiano contribuito a dare prestigio e avanzamenti alla Sardegna in campo scientifico. Organizza l'associazione "ScienzaSocietàScienza", presieduta da Maria Maddalena Becchere, in collaborazione con le Università di Cagliari e Sassari, l'Inaf e l'Osservatorio Astronomico di Cagliari, la sezione di Cagliari dell'Infn l'Istituto di Neuroscienze del Cnr di Cagliari. Presiede la giuria Carla Romagnino. In palio c' è un premio di 2mila euro e una targa ricordo. Lo scorso anno la scelta della giuria è caduta sulla fisica cagliaritana Giovanna Puddu, prima donna Ordinaria del dipartimento di Fisica dell'Università di Cagliari. " ScienzaSocietàScienza" promuove attività volte alla diffusione della cultura scientifica e considera la relazione tra le donne e la scienza uno dei temi importanti da portare avanti. Le informazioni sull'evento sono sul sito www.festivalscienzacagliari.it.

Questionario e social

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