Lunedì 18 novembre 2019

Rassegna quotidiani locali a cura dell’Ufficio stampa e redazione web
18 novembre 2019

L'Unione Sarda

 

 

1 - L’UNIONE SARDA di lunedì 18 novembre 2019 / AGENDA - Pagina 12

IL RICORDO. Oggi sarà proiettato il film sulla sua vita

Nella biblioteca del Senato un incontro per raccontare il partigiano Nino Garau

La vicenda storica e umana del comandante partigiano sardo Nino Garau, nome di battaglia “Geppe”, sarà ricostruita oggi alle 16,30 nel corso di un evento a lui dedicato nella sala degli Atti parlamentari della biblioteca del Senato. L'iniziativa, promossa dall'Issasco (Istituto sardo per la storia dell'Antifascismo e della Società contemporanea), in collaborazione con il dipartimento di Lettere e il laboratorio di Etnografia visiva dell'Università di Cagliari, è ospitata nella prestigiosa sede parlamentare nell'ambito degli incontri dedicati alle figure rilevanti della storia del Novecento.

GLI INTERVENTI. Aprirà i lavori il senatore Gianni Marilotti, presidente della Commissione per la biblioteca e l'archivio storico del Senato. Il coordinamento è affidato a Valerio Strinati, le relazioni allo storico Claudio Silingardi, Vincenzo Calò, Walter Falgio e Francesco Bachis. Concluderà gli interventi la testimonianza del figlio del partigiano, Dino Garau.

IL FILM. Seguirà la proiezione del film prodotto da Issasco e Lev, “Geppe e gli altri, storia di vita di un comandante partigiano sardo” (62', 2014). Il comandante oggi 95enne della Brigata partigiana “Aldo Casalgrandi” operativa durante la Resistenza nel Modenese, ricostruisce per la prima volta attraverso il mezzo cinematografico la sua esperienza di lotta dall'8 settembre 1943 alla Liberazione. Frutto di un anno di riprese per 21 ore di girato, il documento ripercorre i mesi dall'armistizio di Cassibile sino al 1945 restituendo la testimonianza diretta di un protagonista. La formazione della brigata partigiana, le azioni di resistenza, la prigionia tedesca e le torture, la fuga dal carcere di Verona e la liberazione del Comune di Spilamberto, sono alcuni dei passaggi centrali della storia di Garau.

IL PARTIGIANO. Antonio Nino Garau, già segretario generale del Consiglio regionale della Sardegna, è stato decorato al valore militare. Nato a Cagliari nel 1923, vive in città. Allievo ufficiale dell'Accademia aeronautica di Caserta, dopo la Resistenza si laurea in Giurisprudenza. È cittadino onorario del Comune di Spilamberto dove ha ricevuto le chiavi della città.

 

 

 

2 - L’UNIONE SARDA di lunedì 18 novembre 2019 / SPORT VARI - Pagina 44

BASKET. Le universitarie marciano spedite, le selargine senza Arioli faticano

CUS CAGLIARI AL TERZO POSTO

Solo il Cus Cagliari sfrutta il fattore campo nell'ottava giornata di andata del girone sud della Serie A2 femminile di basket. Perdono in casa tutte le altre, compresa la Techfind Selargius che sabato si è dovuta arrendere alle toscane del Galli San Giovanni Valdarno, prossime avversarie della Virtus Surgical Cagliari, questo weekend a riposo.

Cus Cagliari-Jolly 57-52

Una Ana Ljubenovic formato mvp (23 punti, 11 rimbalzi e 30 di valutazione) conduce la squadra di Sa Duchessa al quinto successo stagionale contro un Jolly Livorno che rimane appiccicato alle universitarie fino a 44 secondi dalla fine dell'incontro (54-52). Ci pensano Arianna Landi (11 punti e 9 rimbalzi) e poi la capitana Erika Striulli (in ombra nell'ultimo quarto) a mettere dentro i punti della sicurezza. Da segnalare nel Cus il ritorno in campo di Rachele Niola, assente per infortunio nelle ultime due uscite.

Cus Cagliari : Puggioni 3, Landi 11, Striulli 13, Caldaro 4, Ljubenovic 23, Novati 2, Zucca ne, Serra ne, Saias 2, Sanna ne, Madeddu 2, Niola 1. Allenatore Federico Xaxa.

Techfind-S.G.V. 56-62

Dopo Faenza, anche il Galli San Giovanni Valdarno conquista i 2 punti sul parquet della Techfind Selargius che incassa la quarta sconfitta stagionale, la seconda consecutiva tra le mura amiche. Nonostante le buone prestazioni dell'algherese Delia Gagliano e della lituana Julita Bungaite, autrici rispettivamente di 18 e 12 punti, si è fatta sentire e non poco l'assenza di una giocatrice come Cinzia Arioli, capace di attaccare con convinzione il canestro, procurandosi falli e quindi anche tiri liberi preziosi. Sabato prossimo le giallonere di Restivo affronteranno, ancora una volta in casa, il fanalino di coda High School Lab Roma.

Techfind Selargius : Melis ne, Tibè 6, Laccorte 5, Mura, Mataloni 5, Pinna, Gagliano 18, Bungaite 12, Demetrio Blecic, Salvemme ne, Pandori 3, Pertile 7. Allenatore Antonello Restivo.

Alberto Garau

Classifica : Campobasso 14 punti; La Spezia 12; Umbertide, Faenza, Ariano Irpino e Cus Cagliari* 10; San Giovanni Valdarno e Ponte Buggianese 8; Techfind Selargius, Virtus Surgical Cagliari e Civitanova Marche* 6; Viterbo e Livorno 4; Athena Roma e High School Lab Roma* 0. (* una partita in più)

 

 

La Nuova Sardegna

 

 

3 - LA NUOVA SARDEGNA di lunedì 18 novembre 2019 / SARDEGNA - Pagina 6

PERSONE >> IL RACCONTO DI UNA VITA
Il cagliaritano Garau è un eroe della Resistenza: era lui il "Comandante Geppe"

IL PARTIGIANO NINO, 96 ANNI: IN SENATO LA MIA VITA DA FILM

Oggi a Palazzo Madama viene presentato un documentario sulla sua storia

di Stefano Ambu
CAGLIARI Uomo di guerra e pace. E, per scomodare un altro pilastro della letteratura, anche uno, nessuno e centomila. Uno, Nino Garau, nato a Cagliari, zona via Mazzini, piazza Martiri, novantasei anni fa. Nessuno, perché durante la lotta partigiana aveva persino cambiato identità, si faceva passare per un inesistente Giovanni Ligas. Lui, studente universitario di Giurisprudenza, era diventato, ma solo per giustificare i suoi movimenti nella zona di lotta, perito chimico. Centomila perché era il comandante Geppe, ma rappresentava non solo i partigiani, ma tutti quelli che in Italia cercavano di liberarsi da nazisti e fascisti. Un eroe della Resistenza che, tornato a Cagliari dopo le lotte nel Modenese e la liberazione, coordinata da lui, del paese di Spilamberto, per anni è rimasto in silenzio.Memoria congelata. «Quando tornai a Cagliari - racconta - dopo un po' evitai di dire che avevo fatto il partigiano, anche i compagni di università mi vedevano come un burattino comandato dalle sinistre. Allora smisi di occuparmi di politica. Molti ignoravano quello che era successo per portare la libertà: per diventare segretario generale alla Regione, mi sono dovuto astenere da qualsiasi pronunciamento». Una memoria della Resistenza congelata dal 1949 (anno della sua assunzione in Consiglio regionale) sino al 2005 (anno di conferimento della cittadinanza onoraria e delle chiavi della città di Spilamberto, cittadina in provincia di Modena che lui alla guida della brigata "Casalgrandi" ha liberato prima dell'arrivo degli alleati il 23 aprile del 1945).I semi della libertà. Occhi e mente vispi, anche a 96 anni. Ora invece parla. Perché la verità deve venire fuori. E per piantare dei semi. «Che possano fiorire - racconta - e portare verso la libertà». Perché la libertà, se non si ricordano i tempi in cui era negata, forse non si apprezza. Nelle sue memorie ricorda un giovane di Cagliari che, davanti a un ritratto di Mussolini, aveva detto una battuta: «Ma guarda, bello grasso lui, e noi morendo di fame ci tocca mangiare un pezzo di pane al giorno». La frase era stata sentita dal figlio del maresciallo dei carabinieri di Castello - racconta Garau - che riferì l'episodio al padre. Il ragazzo fu arrestato e portato in carcere a Roma. «No - dice - non ho paura che il fascismo ritorni: i veri fascisti sono tutti morti. Ora c'è questa tendenza a portarsi a destra, per catturare gli elettori».A Palazzo Madama. Oggi è un giorno molto importante: viene presentato in Senato il film documentario sulla storia di Garau-comandante Geppe. In 62 minuti c'è la sua storia. Il suo 8 settembre dopo la fuga degli ufficiali dall'Accademia aeronautica di Caserta, l'avvicinamento alle forze antifasciste del Modenese, la formazione della Brigata, le azioni contro i tedeschi, la cattura, le torture e la prigionia, la fuga dal carcere di Verona, il ritorno a Spilamberto, la liberazione del paese e la sua delusione dopo il rientro a Cagliari. Dove, accusato ingiustamente da fonte anonima di un omicidio di un fascista avvenuto in Emilia Romagna (e poi prosciolto integralmente perché non aveva commesso il fatto), fu arrestato e rinchiuso a Buoncammino. Un saggio del giornalista-studioso Walter Falgio, poi, ricostruisce la figura di Nino-partigiano attraverso la ricerca storica, confermando l'attendibilità e il rigore della narrazione di Garau attraverso la comparazione con più fonti edite e d'archivio. Giornata importante perché, con tutto quello che ha fatto Garau, arrivò, nel 1969, solo una medaglia di bronzo. Che quasi Geppe stava per rifiutare. Troppo poco. I segni sulla pelle. Ora il Comune di Spilamberto e l'Issasco (l'Istituto sardo per la storia dell'antifascismo, collegato alla rete nazionale "Parri") hanno richiesto ufficialmente al governo la revisione dell'onorificenza. È questo potrebbe essere il giorno giusto per riparlarne. «Non sono io che chiedo il cambio di onorificenza - riflette con orgoglio Garau - ma le circostanze sono realtà: ho subìto torture per farmi parlare (ma non ha mai parlato, ndr) con conseguenze che mi sono portato dietro tutta la vita, avevo i piedi completamente bruciati. Poi le azioni. E la liberazione di Spilamberto: lì sfruttai l'esperienza all'Accademia. I tedeschi cominciarono i bombardamenti e avanzavano. Io feci aggirare i reparti per portarli dietro la colonna tedesca per un assalto con i bazooka gettati dagli americani. Non si aspettavano questo attacco, sicuramente hanno pensato che fossimo gli Alleati. Allora accelerarono l'abbandono della zona e la ritirata».Lotta partigiana. E alle persecuzioni razziali. Quando si parla della senatrice Liliana Segre, Garau ricorda episodi mai raccontati finora: «A Modena c'era una grande comunità di ebrei che grazie ai partigiani venivano portati ad Alessandria, da dove un'altra staffetta li portava in Svizzera. Il prete di Spilamberto dava una mano, avvisava gli interessati quando c'erano le partenze. Sapendo che non era fascista, gli misero accanto un viceparroco vicino ai fascisti». "Bella ciao" non lo scuote più di tanto: «Canzone molto orecchiabile, ma noi eravamo in una situazione da mettersi le mani nei capelli. C'era poco da cantare. Mi lascia indifferente, soprattutto dopo aver visto cose terribili e un compagno accanto con il cranio fracassato». "Bella ciao" oggi? «Cosa cantiamo? Mettiamoci a lavorare su cose concrete, progetti - dice - prima il dovere e i fatti, "Bella ciao" viene dopo». Garau uomo che ha fatto la guerra. Ma sempre uomo di pace: «La guerra per me è morte - questo il suo pensiero - sono antimilitarista. La madre di un soldato ucciso, anche se appartenente all'esercito che ha vinto, cosa pensa della guerra?»

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