UniCa UniCa News Notizie L'oleastro millenario di Sa Tanca Manna è ancora vivo

L'oleastro millenario di Sa Tanca Manna è ancora vivo

RICERCA SCIENTIFICA. Il fenomeno raccontato anche sulle pagine de "LA REPUBBLICA": a distanza di 11 mesi ha ripreso a vegetare la pianta andata distrutta nei roghi dell'estate scorsa. Lo certifica il direttore dell’Orto Botanico dell’Università di Cagliari, Gianluigi Bacchetta, che ne ha sorvegliato il percorso di ripresa in convenzione con il Comune di Cuglieri e con la preziosa collaborazione dei volontari dell'Associazione Montiferru. Decisivi la protezione del sito, la pacciamatura e la somministrazione di aminoacidi levogiri in grado di rinforzare l'apparato radicale della pianta. VIDEO e RASSEGNA STAMPA con i servizi dei TG
13 giugno 2022
Il prof. Bacchetta indica i polloni dell'oleastro millenario

Il Direttore di HBK: "Hanno avuto la meglio le azioni che si sono portate avanti: la pacciamatura, l’irrigazione di emergenza, la somministrazione degli amminoacidi levogiri per il ripristino della funzionalità radicale, la protezione del tronco"

Sergio Nuvoli

Cagliari, 13 giugno 2022 - “E’ una grandissima emozione rivedere i germogli sull’olivastro millenario di Sa Tanca Manna, dopo il rogo che lo scorso 24 luglio ha devastato l’intero Montiferru, ed in particolare questa area e questo monumento naturale che sembrava essere andato perduto”. A dirlo questa mattina, ai piedi della pianta nella località nell’agro di Cuglieri, Gianluigi Bacchetta, docente di Botanica e direttore dell’Orto Botanico dell’Università di Cagliari, accorso nella zona all’indomani dei violentissimi incendi dell’estate scorsa per constatare i terribili danni alla vegetazione.

“Pochi credevano nella possibilità di una ripresa – prosegue il professore - In tanti dicevano che si stava addirittura sprecando tempo nel cercare di rianimare questa pianta. Invece hanno avuto la meglio le azioni che si sono portate avanti: la pacciamatura, l’irrigazione di emergenza, la somministrazione degli amminoacidi levogiri per il ripristino della funzionalità radicale, la protezione del tronco con i teli di juta e poi la copertura a simulare la chioma che era andata perduta”.

I nuovi germogli della pianta sita in località Sa Tanca Manna
I nuovi germogli della pianta sita in località Sa Tanca Manna
IL PROF. BACCHETTA SPIEGA LA RIPRESA VEGETATIVA DELL'OLEASTRO MILLENARIO

Per il futuro "proseguiamo nelle attività di monitoraggio e di salvaguardia del Patriarca nella speranza che possa diventare esempio di resilienza anche per una comunità che, a distanza di un anno, soffre ancora gli effetti nefasti del rogo"

Tutti gli interventi realizzati nel corso dell’autunno e dell’inverno hanno cominciato a dare in primavera i frutti sperati: la pianta si conferma essere viva e vitale, i germogli hanno superato i 40 centimetri, e testimoniano come quest’albero, che ha millenni di esperienza, ha capito quale fosse il momento adeguato per rivegetare: “Non è stato possibile in autunno, perché si è trattato di una stagione molto siccitosa – riprende Bacchetta - Di certo non avrebbe sprecato energie d’inverno, con i rigori tipici e le giornate corte. Ha atteso la primavera, quando le condizioni si sono mostrate ideali. Già dal Venerdì santo avevo visto che in una porzione della ceppaia c’era un’attività vegetativa e si stava realizzando sotto corteccia attività di fotosintesi clorofilliana. I segnali c’erano tutti, e per questo abbiamo mantenuto costantemente umida la porzione della ceppaia che si mostrava essere l’unica in grado di riprodurre germogli. E questo è stato, a dispetto di quanti non credevano più nell’olivastro millenario e già da tempo dicevano che sarebbe stato bene eliminare completamente il tutto”.

Il lavoro però non si ferma: “Come Banca del Germoplasma della Sardegna continuiamo a coltivare i semi dell’olivo millenario – aggiunge il direttore dell’Orto Botanico dell’Università di Cagliari - perché potranno essere utili, e come Orto Botanico – in base alla convenzione con il Comune di Cuglieri e in accordo con l’associazione Montiferru – proseguiamo nelle attività di monitoraggio e di salvaguardia del Patriarca nella speranza che possa diventare esempio di resilienza anche per una comunità che, a distanza di un anno, soffre ancora gli effetti nefasti del rogo che c’è stato e attende ancora gli aiuti del Governo regionale che ancora non sono stati erogati”.

Ciò che resta dell'oleastro millenario di Cuglieri
Ciò che resta dell'oleastro millenario di Cuglieri
IL SERVIZIO DI CHIARA ZAMMITTI PER IL TGR RAI SARDEGNA ANDATO IN ONDA NELL'EDIZIONE DELLE 14 DEL 13 GIUGNO 2022

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