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Il Premio La Marmora a Beppe Severgnini

L’Aula Magna di Palazzo Belgrano ha ospitato la consegna del riconoscimento al giornalista del Corriere della Sera e scrittore, assegnato dai cinque Rotary Club di Cagliari. L’amore per la nostra terra nelle parole del premiato: “Molti sedicenti amici della Sardegna in realtà non la conoscono. Se facessimo un esame a quanti sbarcano nell’Isola, forse staremmo tutti un po’ più larghi”. Quindi l’analisi: “In corso una periferizzazione del pianeta. Chi ha già vissuto in periferia sa già come fare, per questo avete grandi potenzialità”
19 maggio 2022
Beppe Severgnini riceve il Premio La Marmora dalle mani di Marco Serra, presidente del Rotary Club Cagliari Anfiteatro

Sergio Nuvoli (ha collaborato Roberto Ibba)

Cagliari, 19 maggio 2022 – “Aggiungo un motivo ai 45 che tempo fa ho indicato per amare la Sardegna: perché i posti che cambiano hanno fascino. Spero che la vostra terra sia alla vigilia di un profondo cambiamento, anzi penso davvero che lo sia. È in corso una periferizzazione del mondo: quello che voi avete sperimentato nei confronti dell’Italia, ora l’Italia lo sta sperimentando verso l’Europa, è così tante altre realtà nei confronti di altre parti del pianeta. Stiamo andando verso un mondo di periferie: chi ci ha già vissuto sa già come comportarsi”.

Così Beppe Severgnini, giornalista del Corriere della Sera e scrittore, durante il breve discorso tenuto questa mattina nell’Aula Magna di Palazzo Belgrano, poco prima di ricevere il Premio La Marmora assegnatogli dai cinque Rotary Club di Cagliari: “Sono molto felice di essere in questa città – ha esordito - Ho un debito di riconoscenza con i Rotary Club di Cagliari perché la prima volta che ho parlato in pubblico nel 1984 è proprio grazie a loro e al presidente Raffaele Corona. Il 2022 è il cinquantesimo anniversario della mia prima volta nell'Isola".

L'Aula Magna durante i lavori di questa mattina
L'Aula Magna durante i lavori di questa mattina

A fare gli onori di casa il Prorettore vicario, Gianni Fenu: “Nell’ambito della cosiddetta Terza Missione dell’università si colloca l’incontro di oggi – ha detto in apertura – Siamo felici di ricevervi e di ricevere il dottor Severgnini"

A fare gli onori di casa il Prorettore vicario, Gianni Fenu: “Nell’ambito della cosiddetta Terza Missione dell’università si colloca l’incontro di oggi – ha detto in apertura – Siamo felici di ricevervi e di ricevere il dottor Severgnini che in questo ambito colloca la sua attività. Porto i saluti dell’Ateneo e del Rettore Francesco Mola. Ricordo un piccolo aneddoto: quando due anni fa nel Nord Sardegna si verificò un picco di contagi, ci fu un assalto da parte della stampa. Il dottor Severgnini scrisse un mirabile articolo in cui fece numerose puntualizzazioni, tra cui ‘Costa Smeralda non è Sardegna’, difendendo la nostra regione con una partigianeria d’altri tempi, mantenendo il garbo e l’ironia che sono da sempre la sua cifra stilistica”.

“Molti sedicenti amici della Sardegna non la conoscono – ha proseguito il giornalista, introdotto dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna, Francesco Birocchi - Bisogna conoscerne la letteratura, per esempio. Se facessimo ai turisti un esame allo sbarco nell’Isola forse staremmo tutti più larghi, non so quanti lo passerebbero. Ho scritto per questo ‘Lasciate in pace la Sardegna’, un paio di estati fa. Lavoro in un giornale in cui nessuno mi dice cosa devo scrivere: il mio rischio è semmai fare l’errore degli inglesi in Toscana, che hanno per quella regione un amore eccessivo. Devo stare attento a non commettere lo stesso sbaglio”.

Il Prorettore Gianni Fenu ha introdotto la mattinata
Il Prorettore Gianni Fenu ha introdotto la mattinata

L'analisi del giornalista: "Molti giovani hanno lasciato il lavoro in questo periodo perché non accettano più di avere superiori gerarchici che non hanno gli strumenti per capire il lavoro che fanno, a differenza loro"

“Molti giovani hanno lasciato il lavoro in questo periodo – è stato un altro passaggio del suo breve saluto - perché non accettano più di avere superiori gerarchici che non hanno gli strumenti per capire il lavoro che fanno, a differenza loro. D’altra parte, molti miei coetanei non accettano l’idea che il nostro tempo è arrivato. Un capitano non può comandare una nave che ha strumenti che lui non conosce”.

Quindi la consegna del riconoscimento, assegnato dal Rotary Club Cagliari, Cagliari Est, Cagliari Nord, Cagliari Sud, Cagliari Anfiteatro. La Commissione del Premio era presieduta da Marco Serra, Presidente del Rotary Club Cagliari Anfiteatro, che ha coordinato i lavori di questa mattina e che ha materialmente consegnato al giornalista la scultura in bronzo simbolo del Premio.

La cerimonia è stata trasmessa in diretta streaming.

Beppe Severgnini, questa mattina in Rettorato
Beppe Severgnini, questa mattina in Rettorato

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