Giovedì 26 marzo 2020

Rassegna quotidiani locali a cura dell’Ufficio stampa e redazione web
26 marzo 2020

L'Unione Sarda




 

1 - L’UNIONE SARDA di giovedì 26 marzo 2020 / SASSARI E OLBIA - Pagina 37

Sassari. La decisione del rettore Massimo Carpinelli dopo il blitz della Polizia locale

“ESPULSI” GLI STUDENTI ERASMUS IN FESTA
I sedici spagnoli si erano riuniti nell’attico di un palazzo del centro

Cartellino rosso per i 16 studenti e studentesse spagnoli che lo scorso fine settimana sono stati sorpresi dalla Polizia Municipale mentre facevano una festa nell'attico di un palazzo sassarese. Il rettore dell'Università di Sassari Massimo Carpinelli ha disposto con un decreto l'interruzione immediata della loro esperienza Erasmus e ha notificato il provvedimento sia agli studenti interessati sia alle loro università di appartenenza. Gli studenti arrivano un po' da tutti gli atenei spagnoli: Barcellona, Siviglia, Cordoba, Valencia, Saragozza e Leon.

La festa
Ragazzi e ragazze spagnoli erano alloggiati in diversi quartieri di Sassari, ma si sono dati appuntamento qualche giorno fa per riunirsi nell'attico di una palazzina nei pressi di via Amendola, presa in affitto da tre studenti. Contravvenendo alle prescrizioni imposte per evitare il diffondersi del contagio da Covid-19. Va bene che un proverbio spagnolo recita "Baila como si nadie estuviera mirando", balla come se nessuno ti stesse guardando, ma gli schiamazzi di quella che è diventata una vera e propria festa hanno provocato diverse telefonate di protesta al Comando dei vigili. L'intervento di un drone ha consentito di identificare l'allegra brigata iberica.

Il rettore

Il rettore Massimo Carpinelli ha commentato: «Prendo atto con dispiacere e rammarico degli atti commessi dagli studenti spagnoli in mobilità Erasmus a fini di studio e di tirocinio presso il nostro Ateneo che, nonostante l'accoglienza loro riservata dalla Città e dall'Università di Sassari, si sono resi protagonisti dei fatti da Lei descritti nella nota ricevuta in data odierna. Dispiace anche la luce negativa che queste azioni gettano sulla condotta dei tanti studenti internazionali in ingresso ospitati dall'Ateneo Turritano, quotidianamente impegnati in una responsabile partecipazione alle attività formative erogate nei dipartimenti di afferenza e alle attività culturali offerte loro dalla Città e dall'Associazione degli studenti Erasmus, Erasmus Student Network Sassari». 
Giampiero Marras





 

2 - L’UNIONE SARDA di giovedì 26 marzo 2020 / SASSARI E OLBIA
Ricercatore vince il talent della scienza
In soli tre minuti ha conquistato la giuria del talent show della scienza, il concorso FameLab Sardegna 2020, la competizione internazionale scientifica per giovani ricercatori e studenti universitari. Sul gradino più alto, Giovanni Rivieccio, ricercatore 30enne laureato in Scienze naturali all'Università di Sassari e appassionato di botanica, ci è arrivato superando la prova regionale con una presentazione sulle specie di piante aliene invasive sprigionate nel mondo dall'uomo, il principale vettore di tutto come pure delle epidemie, con un chiaro confronto con la diffusione del coronavirus. «Ho partecipato al FameLab per acquisire esperienza nella divulgazione, perché credo che la ricerca debba uscire dai laboratori - ha sottolineato Giovanni - ma il mio messaggio è questo: quando facciamo il giro del mondo, prima di ritornare a casa assicuriamoci di non portarci niente di pericoloso come il Covid-19». Dalla propria casa per via telematica, Giovanni ha spiegato la sua ricerca sulle piante ad un uditorio di studenti delle superiori, davanti ad una giuria qualificata. Prossima tappa a Trieste: rappresenterà la Sardegna nella finale.
( m.p. )






 

3 - L’UNIONE SARDA di giovedì 26 marzo 2020 / COMMENTI – Pagina 38
I DUE CASULA
Il mio collega universitario Sandro Maxia, confondendomi con Francesco Casula, insegnante di scuola Media di Ollalai da tempo impegnato a combattere contro i Savoia, mi attribuisce un’avversione all’Inno di Mameli lontano dal mio pensiero storico. Non è la prima volta che L’Unione Sarda fa anch’essa questo errore. Vi prego di correggere lo sbaglio.
Francesco Cesare Casula

***
Risponde Massimo Crivelli
Nella lettera pubblicata (e da me chiosata) non compariva il nome di Francesco Cesare Casula. Tuttavia, cavallerescamente, il professor Maxia ha ammesso di aver preso un abbaglio. Riporto di seguito le sue scuse: «Ho preso un brutto granchio. Il Casula di cui trattasi non è mai stato docente universitario, né si spaccia per tale (altra colpa mia). È uno storico autodidatta, segnalatosi per un volume intitolato “Carlo Felice e i tiranni sabaudi”. Il docente universitario si chiama Francesco Cesare, allievo di Alberto Boscolo, ed è autore di un gran numero di studi, frutto di ricerche a dir poco cinquantennali di solido impianto scientifico (non è un mio giudizio, non mi permetterei mai di dare giudizi su uno studioso di tale prestigio). Se avessi letto con più attenzione la didascalia che accompagna l'articolo al quale ho sciaguratamente replicato avrei sicuramente evitato di farlo. Mi vergogno di aver attribuito al docente lo stesso strafalcione fatto da Umberto Bossi, solo questo avrebbe dovuto mettermi sull'avviso. Mi scuso col professor Casula per la mia imperdonabile sbadataggine (Sandro Maxia).





 

La Nuova Sardegna




 


4 - LA NUOVA SARDEGNA di giovedì 26 marzo 2020 / Prima pagina
Sassari. Dopo la festa in una terrazza
ESPULSI DAL RETTORE I 16 STUDENTI SPAGNOLI

Decreto di interruzione immediata dell’Erasmus. Questo quanto stabilito dal rettore dell’Università degli Studi di Sassari, Massimo Carpinelli, dopo avere ricevuto la comunicazione inviata poche ore prima dal sindaco Gian Vittorio Campus sul «fatto grave accertato alcuni giorni fa dagli agenti della polizia locale». Il documento si riferisce alla denuncia di sedici studenti Erasmus di origine spagnola, ragazze e ragazzi, che hanno organizzato una festa nell'attico di una palazzina preso in affitto da tre di loro e che per partecipare si sono spostati dalle loro residenze in diversi quartieri della città, e hanno violato i divieti imposti per arginare il diffondersi del coronavirus. I ragazzi hanno capito il loro errore e hanno chiesto pubblicamente scusa, offrendosi anche di fare del volontariato per dare un segno concreto del loro pentimento. ? A PAGINA 14

SASSARI - Pagina 14
IL CASO » ESPULSI DALL'UNIVERSITÀ DOPO LA DENUNCIA
Il rettore Carpinelli ha stabilito l'interruzione immediata del progetto di mobilità per i protagonisti del party in terrazzo
LA "FIESTA" È FINITA: CACCIATI I 16 ERASMUS

di Luca Fiori
SASSARI La "fiesta" è finita, si torna a casa. Ma questa volta non perché si è fatto giorno o perché di cerveza e sangria sono rimaste solo le bottiglie vuote. Si torna a casa a testa bassa, con una denuncia penale e un decreto di espulsione immediata con tanto di bollo dell'ateneo turritano. Si è concluso ieri - nel peggiore dei modi - il progetto Erasmus per i sedici studenti spagnoli denunciati una settimana fa dalla polizia locale per aver organizzato un party alcolico su una terrazza di una palazzina che si affaccia tra via Matteotti e via Turati. Una festa organizzata in barba alle disposizioni del Governo e alle ordinanze comunali per contrastare il contagio del coronavirus, che giovedì scorso aveva fatto indignare tutto il quartiere. A spegnere la musica e il divertimento per gli studenti - che il giorno dopo la denuncia avevano anche sfidato le autorità con un post provocatorio su Instagram - è stato il rettore dell'università Massimo Carpinelli. A lui e al sindaco Campus i 16 ragazzi manderanno una lettera di scuse, ma a questo punto potrebbe non bastare.
Dopo la comunicazione inviata all'università dal primo cittadino l'ateneo ha emesso infatti un decreto di interruzione immediata dell'Erasmus per tutti i protagonisti della festa. Una decisione che rimarrà nella storia dell'università come una delle pagine più nere del progetto di mobilità studentesca che negli ultimi trent'anni ha permesso a migliaia di studenti sassaresi di vivere un'esperienza unica - non solo di studio - nelle decine di università europee che hanno rapporti di collaborazione con l'ateneo turritano e ad altre tante migliaia di studenti provenienti da ogni angolo d'Europa di conoscere e apprezzare la nostra città. Il decreto di interruzione immediata dell'esperienza di studio ieri mattina è stato notificato agli interessati e alle loro università di appartenenza.
I sedici studenti, ragazze e ragazzi di dai 21 ai 26 anni, provengono dagli atenei di Cordoba, Granada, Alcalà de Henares, Barcellona, Burgos, Saragozza, Castilla La Mancha, Cantabria, Valencia e Leòn. «Ci duole essere arrivati a questa decisione - spiega il rettore Carpinelli - e dispiace la luce negativa che queste azioni gettano sulla condotta dei tanti studenti internazionali in ingresso ospitati dall'ateneo turritano, quotidianamente impegnati in una responsabile partecipazione alle attività formative erogate nei dipartimenti di afferenza e alle attività culturali offerte loro dalla città e dall'associazione degli studenti Erasmus, Erasmus Student Network Sassari». A informare il rettore Carpinelli - dopo la relazione dettagliata degli agenti della polizia locale - è stato il sindaco Nanni Campus, che ha definito quella festa organizzata in barba a ogni ordinaria misura di sicurezza e alle norme di contrasto del rischio di contagio «un fatto grave anche perché gli studenti spagnoli arrivati da diversi quartieri cittadini - sottolinea il sindaco - hanno avuto una reazione sprezzante verso i condomini e hanno mostrato inconsapevolezza della gravità della loro condotta». Ciò che ha colpito di più il primo cittadino è stato il fatto che i sedici studenti abbiano «dimostrato un'evidente mancanza di rispetto sia dell'ateneo turritano che li aveva accolti, sia della nostra comunità cittadina».
Giovedì scorso, a metà pomeriggio, erano stati gli uomini del comando di via Carlo Felice a mettere fine alla festa in terrazza. Dopo la segnalazione di alcuni cittadini indignati gli agenti, guidati dal comandante Gianni Serra, avevano chiuso la strada e fatto sollevare in volo un drone. Gli studenti se lo erano visto sorvolare sopra le loro teste mentre bevevano e cantavano seduti pericolosamente su un cornicione. Poi a uno a uno erano stati identificai e denunciati.






 


5 - LA NUOVA SARDEGNA di giovedì 26 marzo 2020 / SASSARI - Pagina 14
GLI SPAGNOLI CHIEDONO SCUSA E... CLEMENZA

Manderanno 16 mail: «Ci dispiace, faremo qualsiasi cosa per rimediare alla nostra irresponsabilità»

SASSARI Sanno perfettamente di averla combinata grossa, e di aver pochissime attenuanti per il loro comportamento irresponsabile. Proveranno a spiegarlo con16 mail, ognuna scritta da ciascuno studente Erasmus che ha partecipato alla festa organizzata nell'attico terrazzato di una palazzina. Le lettere saranno indirizzate innanzitutto al rettore Carpinelli per chiedere scusa all'Università di Sassari. L'altro destinatario è il sindaco Campus, per chiedere scusa all'intera città. Infine l'ultima mail verrà spedita ai rispettivi atenei di appartenenza, ovvero Cordoba, Granada, Alcalà de Henares, Barcellona, Burgos, Saragozza, Castilla La Mancha, Cantabria, Valencia e Leòn, per scusarsi per la pessima figura. Ognuno, con le proprie parole, proverà a esprimere il rammarico. I sedici ragazzi e ragazze spagnoli, da 21 a 26 anni, infatti, che si trovano in città per partecipare ai programmi Erasmus ed Erasmus+, erano stati filmati dal drone della polizia municipale a fare baldoria sul lastrico solare di un palazzo. Tutto questo in barba alle rigidissime restrizioni in tema di assembramenti e di spostamenti in città. Il sindaco Campus ha condannato in maniera molto severa questo comportamento che ha messo a repentaglio la sicurezza pubblica, esponendo i cittadini al rischio contagio, e ha chiesto dei provvedimenti all'Ateneo. E il rettore Carpinelli ha adottato delle misure esemplari: espulsione dall'Università di Sassari. I giovani ora invocano clemenza e chiedono una seconda possibilità. «Alcuni di noi hanno problemi di comprensione con la lingua - dicono - e non avevamo capito a pieno la rigidità delle restrizioni. Ma ce ne assumiamo tutta la responsabilità e ne risponderemo penalmente. C'è una denuncia nei nostri confronti, ed è sacrosanta. Però ci impegniamo a rimediare in ogni modo possibile a questa nostra azione insensata, facendo dei lavori socialmente utili, del volontariato, e a promuovere l'immagine di un Ateneo e di una città che ci ha accolto nel migliore dei modi. Chiediamo solo al rettore, se possibile, di ripensarci, perché ne va del nostro futuro. L'espulsione dall'Erasmus avrebbe ripercussioni pesantissime nella nostra carriera universitaria. Per chi vorrà frequentare master, per chi vorrà proseguire questa esperienza. Tutti noi amiamo lo studio, ci abbiamo investito tanto e vorremmo continuare a farlo. (lu.so.)

 





6 - LA NUOVA SARDEGNA di giovedì 26 marzo 2020 / PRIMO PIANO - Pagina 2
L'assessore Nieddu: «Testeremo anche noi i muovi mix di farmaci»

Solinas: «Respiratori, caschi e presìdi, da Roma non è arrivato nulla»

IN CORSIA 600 ASSUNZIONI
SÌ ALLE SPERIMENTAZIONI

di Umberto Aime
CAGLIARI Il governatore Christian Solinas non l'ha detto per accendere polemiche. «Se lo facessi per questo motivo, commetterei un errore vista l'emergenza», le sue parole, «qui mi limito solo a comunicare notizie e dati oggettivi». Quali? «Che finora dalla Protezione civile nazionale non è arrivato nulla di quanto abbiamo chiesto». Cioè? «Tre settimane fa, avevamo sollecitato la spedizione di 200 ventilatori polmonari per la terapia intensiva, consegnati zero. Poi 200 respiratori per la sub-intensiva, arrivati zero. Ancora: 200 caschi, sempre zero. Così com'è pari a zero la fornitura di 600 mascherine professionali e 4.000 tubi per la rianimazione. Lo ripeto, finora di tutto questo materiale non c'è stato inviato alcunché». Per poi aggiungere: «Ho messo insieme questo lungo elenco solo per confermare che dappertutto esistono difficoltà oggettive e nessun sistema sanitario al mondo era pronto a contrastare un'emergenza di questa portata». Quindi? «Tutto quello che oggi abbiamo a disposizione è stato pagato dalla Regione o è arrivato grazie a donazioni di aziende, banche, fondazioni (a cominciare da quella di Sardegna) e cittadini. Il resto lo stiamo cercando sul mercato giorno dopo giorno e le difficoltà sono tante». Farmaci sperimentali. Chiusa la parentesi, a metà fra la polemica e il grido d'allarme, un'altra novità è saltata fuori dalla terza videoconferenza stampa del governatore. «Anche in Sardegna - ha detto - è partita la sperimentazione di tutti i farmaci innovativi anti Covid-19». La conferma è arrivata dall'assessore alla sanità Mario Nieddu: «Ribadito che sin dall'inizio, nei nostri ospedali, la terapia è stata sempre quella prevista dal protocollo nazionale, cioè un mix di farmaci, abbiamo chiuso o stiamo per chiudere altri tre accordi. Il più avanzato è con l'azienda farmaceutica Roche da cui arriverà lo stesso preparato contro l'artrite reumatoide, il Tocilizumab, che pare stia dando buoni risultati negli ospedali della Campania e anche in altre regioni. Poi siamo in lista d'attesa per l'Avigan, il farmaco giapponese che stanno testando nel Veneto. Appena ci sarà un protocollo ufficiale, utilizzeremo anche quello. Infine, siamo pronti a sperimentare il mix antimalarico proposto dalla Francia e aspettiamo solo un sì dell'Istituto superiore di sanità».
Rinforzi. Le assunzioni per far fronte alla pandemia, che ha messo sotto pressione il sistema sanitario, sono state finora quasi 600 da parte dell'Ats e delle diverse Aziende ospedaliere. «Sono soprattutto infermieri e operatori socio sanitari, ma anche diversi medici - ha detto Solinas - Perché in prima linea c'era bisogno di forze fresche e le abbiamo trovate in tempi rapidi». L'assessore Nieddu s'è impegnato, nelle prossime ore, a fornire una mappa delle professionalità ingaggiate e dove hanno preso servizio. A proposito di rinforzi, il governatore ha aggiunto: «Abbiamo concluso la distribuzione di 450mila mascherine, quelle appena arrivate, fra l'Azienda universitaria di Sassari, l'Ats e l'Areus». Ancora sullo stesso fronte, quello delle scorte, stanno per essere consegnati 40mila kit per gli accertamenti veloci. Infine, c'è stato un nuovo piccolo giallo con la Liguria ma a parti inverse. «Al porto di Genova - ha detto Solinas- hanno bloccato un carico di 20mila mascherine che il Consorzio del Pecorino voleva donarci. Bene, anche questa volta, con il governatore Toti, ci siamo messi d'accordo: 10mila sono rimaste lì, l'altra metà arriverà in Sardegna».
Caso app. Domani sarà dato il via libera ufficiale all'applicazione per tenere sotto controllo i casi positivi non ricoverati e le persone in quarantena. «Noi siano pronti - ha detto Solinas - Aspettiamo solo qualche indicazione in più dal Governo e dal garante nazionale per la privacy, che però mi pare abbia già dato un lasciapassare di massima». Anche se proprio il garante Antonello Soro ha precisato: «Sarebbe molto meglio che ci fossero direttive nazionali e non improvvisazioni locali».
Sistema Regione. L'emergenza coronavirus ha cambiato anche gran parte della macchina burocratica. Prima di tutto il direttore generale della Protezione civile, Antonio Belloi, è stato nominato coordinatore tecnico di tutte le strutture operative e degli acquisti sotto i 40mila euro. Tra l'altro l'incarico gli è stato affidato lo stesso giorno in cui il Tar ha respinto un ricorso di un sindacato sulla sua nomina, avvenuta mesi fa, ai vertici proprio della Protezione civile regionale. Un altro cambiamento è stato questo: sono ormai 5mila i dipendenti della Regione che lavorano da casa ed «è un altro record di cui andiamo fieri», ha concluso Solinas.

 

 

 

 


7 - LA NUOVA SARDEGNA di giovedì 26 marzo 2020 / SASSARI - Pagina 17

Giovanni Rivieccio al primo posto nella finale regionale del talent show sulla divulgazione scientifica

STUDENTE UNISS VINCE FAMELAB SARDEGNA

SASSARI Si è concluso il 23 marzo il FameLab Sardegna, selezione regionale diFameLab, il talent show internazionale per la divulgazione scientifica.
Alla competizione hanno partecipato 20 studentesse, studenti e ricercatori di discipline scientifiche da tutta l'isola che si sono confrontati a febbraio durante le preselezioni a Sassari e Cagliari. La finale regionale si sarebbe dovuta svolgere a Nuoro il 12 marzo, ma a causa dell'emergenza coronavirus gli organizzatori e i protagonisti hanno proseguito in modalità telematica.
Al primo posto si è classificato Giovanni Rivieccio (Università di Sassari), già vincitore della preselezione sassarese, con una brillante performance sulla diffusione di specie aliene che minacciano la biodiversità negli ecosistemi locali. Seconda Alice Mulliri (Università di Cagliari e Infn Cagliari) che ha parlato delle ricerche e del sacrificio di Marie Curie. Infine, Alessandro Loni (Università di Cagliari e Inaf - Oac), che aveva vinto la preselezione di Cagliari, è arrivato al terzo posto con un talk sull'idrogeno presente nelle galassie e sulle possibilità che abbiamo di poterlo osservare.
I partecipanti dovevano illustrare un argomento scientifico in 3 minuti senza l'ausilio di slide o video, mentre l'uso di oggetti e strumenti musicali era consentito. Durante le preselezioni, oltre alla giuria tecnica, è stata coinvolta una giuria di studenti delle scuole superiori. Nella fase finale telematica i giovani ricercatori sono stati giudicati da una giuria scientifica. Ne facevano parte il giornalista Mauro Scanu, l'astrofisico Gian Nicola Cabizza e la biologa Alessia Zurru, tutti con esperienza ultradecennale nell'ambito dell'educazione e della divulgazione della scienza. I giurati hanno valutato secondo il criterio delle tre "C": contenuto, chiarezza e carisma.I primi due classificati accedono alla masterclass in divulgazione con tutti i finalisti nazionali e alla finale nazionale, in programma a Trieste. Gli altri finalisti applauditi dalla giuria sono Davide Rozza (Uniss), Nassila Ghida (Unica e Epau, Algeri), Anna Giagu (Uniss), Valentina Ghiani (Unica), Alex Chauvin (Unica e Infn Cagliari).

 

 

 

 


8 - LA NUOVA SARDEGNA di giovedì 26 marzo 2020 / SASSARI – Pagina 17

STINTINO

Laurea on line in soggiorno per la giovane Eleonora

STINTINO Quando si è iscritta alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna per seguire il corso di laurea magistrale in Mirees, Master of arts in interdisciplinary research and studies on Eastern Europe, mai avrebbe pensato di laurearsi da casa. Seduta al tavolo del soggiorno, davanti al suo pc portatile e collegata in video conferenza con la commissione di laurea che, dopo la discussione sulla tesi durata circa trenta minuti, l'ha proclamata dottoressa con 104/110. L'altro ieri per Eleonora Sechi, giovane studentessa stintinese, è stata una giornata particolare, emozionante, ma anche strana.Dopo la proclamazione i commissari e il suo relatore, Bojan Bilic, la mano gliel'hanno stretta virtualmente ma Eleonora quelle mani avrebbe voluto stringerle realmente. «Da casa quasi non ti rendi conto di esserti laureata - racconta -. Può sembrare un po' triste, tuttavia non mi sono mai sentita sola». Accanto a lei c'erano i genitori mentre su Facebook, in un gruppo privato, c'erano gli amici più cari e qualche collega che seguivano la diretta avviata con il cellulare. In tanti le hanno scritto sms e inviato video messaggi di incoraggiamento e di auguri. Le cugine stintinesi, quasi dirimpettaie, le hanno anche preparato uno striscione, con scritto sopra "auguri dottoressa". Per lei, adesso, si apre il mondo del lavoro. «Con questa laurea si può accedere a organismi internazionali e sovranazionali - spiega - o con le ong». Adesso, però, il lavoro è un po' un salto nel vuoto. «Noi siamo la generazione dei giovani che si sono laureati on line al tempo del coronavirus, sapremo affrontare quello che verrà». A lei, per poco meno di un anno consigliera comunale di questa legislatura, sono arrivati gli auguri del sindaco Antonio Diana.

Questionario e social

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