UniCa UniCa News Rassegna stampa Giovedì 19 dicembre 2019

Giovedì 19 dicembre 2019

Rassegna quotidiani locali a cura dell’Ufficio stampa e redazione web
19 dicembre 2019

L'Unione Sarda

1 - L’UNIONE SARDA di giovedì 19 dicembre 2019 / REGIONE - Pagina 10

SANITÀ. Dopo un lungo braccio di ferro col Governo anche la Sardegna firma il Patto per la Salute

VIA LIBERA AGLI SPECIALIZZANDI IN CORSIA
Medici al lavoro sino a 70 anni su base volontaria, no allo sforamento del deficit

Sì agli specializzandi in corsia, purché siano almeno al terzo anno, sì alla permanenza al lavoro dei medici con 40 anni di anzianità contributiva, purché non abbiano compiuto 70 anni e via libera alla deroga al Dm 70 che stabilisce gli standard assistenziali degli ospedali. No allo sforamento del 5% del deficit per finanziare le attività di prevenzione delle malattie.

Mettendo fine a un decennio di tagli e blocchi delle assunzioni, ieri la Conferenza Stato-Regioni ha accettato le deroghe richieste dai governatori, soprattutto per poter reclutare personale. La Sardegna aveva minacciato di non apporre la firma su un Patto che bocciava le principali richieste delle regioni ma alla fine è stata trovata una mediazione e anche il governatore Christian Solinas ha messo il suo sigillo.

LUNGA MEDIAZIONE. Del resto era interesse di tutti chiudere l'accordo. Al governo interessava intestarsi la fine dell'era dell'austerità, alle Regioni incassare i tre miliardi e mezzo messi a disposizione per il 2020 e il 2021: 2 miliardi per gli investimenti per l'edilizia sanitaria e l'aumento di 1,5 miliardi di quelli per l'ammodernamento tecnologico. Alla Sardegna di quei fondi non spetta nemmeno un euro perché si autofinanzia la spesa sanitaria ma aveva l'esigenza di trovare in tempi rapidi un modo per tappare le falle di personale che tra blocco del turn over e quota cento in qualche caso aveva reso necessaria la chiusura di reparti e servizi. E talvolta aveva costretto l'assessorato a trovare «soluzioni creative», come le ha definite Mario Nieddu, per evitare di mandare a casa i pazienti.

GIOVANI E ANZIANI. Non che l'assunzione di specializzandi al terzo anno concessa dal Governo non sia una soluzione creativa. Tanto che è osteggiata dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (e non solo) che la ritengono pericolosa per la salute degli ammalati. Un tocco di creatività si scorge anche nella possibilità di consentire ai medici che dovrebbero andare in pensione perché hanno raggiunto 40 anni di anzianità di restare in corsia, se lo vogliono, sino a 70 anni.

No, invece, alla partecipazione ai concorsi dei medici abilitati ma privi di specializzazione e alla possibilità di sforare il tetto del 5% del deficit, oltre al quale scatta il commissariamento delle Regioni, per poter attuare campagne di prevenzione.

SOLINAS SODDISFATTO. «Abbiamo tenuto sempre una posizione chiara, improntata alla massima attenzione verso i malati, e alla fine le nostre richieste più importanti sono state ascoltate e recepite», ha commentato il presidente della Regione. «Si è raggiunto così un accordo che riafferma il ruolo e l'autonomia delle Regioni e, in un quadro nazionale, rappresenta un contributo alla crescita di un sistema sanitario moderno».

I PICCOLI OSPEDALI. «Le nostre sono proposte di buon senso, che hanno trovato il favore della maggior parte delle Regioni», ha rimarcato Nieddu. «Abbiamo mostrato fermezza davanti all'ipotesi di un'intesa che non tenesse conto dei bisogni dei territori e la nuova formulazione del Patto dimostra che non ci sbagliavamo».

Rilevante l'impegno del Governo per la revisione del Decreto ministeriale 70, che stabilisce standard e criteri rigidi per la sopravvivenza dei servizi sanitari, senza considerare le esigenze e le peculiarità del territorio. Significa che molti piccoli ospedali e il punto nascita della Maddalena potrebbero essere salvati, se l'impegno sarà mantenuto.

Fabio Manca




 

2 - L’UNIONE SARDA di giovedì 19 dicembre 2019 / CULTURA - Pagina 46

EVENTO. Serata dedicata alla scoperta oggi alle 18 alla Pinacoteca di Cagliari

QUANDO LA MATEMATICA SVELA L'“INGANNO” DELL' UOMO VITRUVIANO
Roberto Concas, storico, ha trovato nei retabli cagliaritani la chiave

È ammessa l'incredulità. Ma ormai si può escludere il beneficio del dubbio: quando a dimostrare una teoria arriva la “semplice” matematica, automaticamente si sgombra il campo dalle mere suggestioni, dagli orpelli esoterici, dall'opinabile. E si può giusto rimanere increduli, ma non scettici. È quello che capiterà agli astanti questo pomeriggio, alle 18, nella sala conferenze della Pinacoteca nazionale di Cagliari, durante una speciale serata dal titolo “Dai Retabli pittorici della Sardegna all'uomo vitruviano di Leonardo da Vinci”. Anticipazione ieri, nel corso di una conferenza stampa-prova generale di ciò che avverrà oggi: alla presenza della direttrice del Polo museale della Sardegna, Giovanna Damiani, dello storico dell'arte Roberto Concas, autore dello studio, e del docente del dipartimento di Matematica ed Informatica dell'Università di Cagliari, Lucio Cadeddu, è stata presentata la straordinaria scoperta cui è approdato Concas, dopo oltre trent'anni di studio.

“GRANDE INGANNO”. Si tratta di una rivelazione che pone al centro ancora lui, Leonardo da Vinci, nei 500 anni dalla sua morte (Anchiano 1452, Amboise 1519). Un'ulteriore conferma che sì, di geni ce ne sono stati tanti, ma lui è Il Genio. Che continua a stupirci e a dare filo da torcere, così come lo ha dato a Roberto Concas, che però ce l'ha fatta, venendo a capo del “grande inganno” dell'uomo vitruviano. L'Ansa ha fatto subito della notizia un'esclusiva e oggi la cittadinanza è invitata a partecipare (nel sottopiano della Pinacoteca) a una serata di rivelazioni, tutte sorrette da calcoli matematici, rivelati, slide dopo slide, alla presenza del matematico Lucio Cadeddu. La notizia è che l'Uomo vitruviano è un inganno ed è molto più di quello che si vede. Concas ha scoperto che cosa realmente c'è dietro all'immagine dei due uomini inscritti nel cerchio e nel quadrato, divenuta anch'essa un'icona, replicata in magliette, tazze, poster, magneti.

RETABLI CATALANI. Messe da parte elucubrazioni su codici vari e ricadute nel magico (ammette di non avere letto “Il codice Da Vinci” di Dan Brown), Concas si è posto un quesito, guardando i retabli di origine catalana, dei secoli XV e XVI, che Cagliari ha la fortuna di custodire: perché hanno questa forma, i retabli? Le risposte c'erano già, apparentemente: la sezione aurea, un ordine compositivo invalso in tutta l'arte dal IV al XVIII secolo. Ma ci sono persone che hanno il sacro fuoco della curiosità, dello scandagliare campi che appaiono già scandagliati. E così, già ai primi anni del 2000, Concas, come un moderno Adam Turing dell'arte, tira fuori il primo algoritmo sulle misure delle tavole laterali dei retabli. Poi arriva un altro algoritmo: siamo al cuore del racconto, il nucleo espressivo, i protagonisti principali, posti nella pala centrale mediante una serie di calcoli a squadra e compasso (i soli strumenti di cui i pittori antichi disponevano).

ALGORITMO. Lo storico dell'arte, già direttore del Museo Archeologico di Cagliari, procede applicando gli stessi algoritmi su un campione di 150 opere antiche, e questo cluster gli conferma che i suoi calcoli sono esatti, che si è in presenza di un linguaggio preordinato e che - questo è il “botto” - conduce dritti all'uomo vitruviano, che è molto distante dall'immagine di perfezione ed equilibrio che si è portati a farsi. Leonardo si è divertito a celare in quell'uomo sdoppiato, apparentemente perfetto, l'immagine della formula segreta cui gli artisti, dal IV al XVIII secolo, dovevano sottostare perché quelli erano i parametri imposti dalla Chiesa per realizzare ogni tipo di opera. Se fino a Leonardo era stato l'architetto romano Marco Vitruvio Pollione a dare le coordinate di proporzioni, sia architettoniche che anatomiche, nel 1490 circa il genio toscano realizza il suo famoso Uomo vitruviano, conservato nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie dell'Accademia di Venezia, che condensa in sé le regole vitruviane ed anticipa il trattato “De Divina proportione” del matematico Luca Pacioli.

AFFASCINANTE STUDIO. L'affascinante studio di Concas disvela oggi l'“inganno” del più grande fra i grandi, lo stesso dell'ingannevole sorriso di Monnalisa, dell'ingannevole strabismo del San Giovanni Battista. E sembrerà di prendere parte a una puntata di “Ulisse” di Alberto Angela, stasera, per la serietà degli atti e per la grandezza di un genio che non smette di sorprenderci, anche quando pensavamo che ormai si fosse detto tutto di lui.
 
Raffaella Venturi

 

 

 

 

 

La Nuova Sardegna




 


3 - LA NUOVA SARDEGNA di giovedì 19 dicembre 2019 / CULTURA E SPETTACOLO - Pagina 36
Lo storico dell'arte Roberto Concas rivela come ha scoperto la formula della "Divina proporzione"
NEI RETABLI L'ALGORITMO DELLE OPERE DI LEONARDO

di Stefano Ambu
CAGLIARI Il mistero della Gioconda è anche quello dell'Uomo vitruviano: perfezione e armonia forse non dipendono solo da genio e mano dell'artista, ma da formule che si ripetono. Traducibili in algoritmi. Quasi dei codici di accesso che Leonardo non svelava apertamente, ma nascondeva e confondeva disseminando le sue opere di falsi indici come il cerchio che non è cerchio e il quadrato che non è quadrato dell' "Uomo vitruviano" con quattro braccia e quattro gambe. La matematica applicata all'arte in modo rigoroso. E tutto nasce dall'osservazione dei retabli sardo catalani: i "trucchetti" usati per la "divina proporzione" di una delle sue opere più celebri, sono già nei dipinti ospitati alla Pinacoteca di Cagliari. E sono il tratto comune delle più importanti opere storia dell'arte.
È il risultato dello studio condotto in oltre trent'anni di fatiche dallo storico dell'arte Roberto Concas. Matematica e "spirito divino" che guidano la mano degli artisti. Leonardo stesso - ha spiegato Concas - usava i suoi codici, ad esempio le sue "doppie spirali" geometriche, nelle sue opere. Qualcosa che era davanti agli occhi di tutti, ma che è stato decifrato proprio da Concas e mostrato (e dimostrato) matematicamente a 500 anni dalla morte di Leonardo. Per la prima volta si propone una teoria inedita della storia dell'arte tra il IV e il XVIII secolo. L'illuminazione è arrivata proprio dall'analisi attentissima ed esperta dei retabli di Castello a Cagliari. E dal confronto con l'armonia e la perfezione dell'uomo vitruviano. Un enigma mai sciolto. Anche andando a guardare e riguardare cerchio e quadrato dell'opera di Leonardo. «La soluzione non era lì, in quel cerchio e in quel quadrato - ha ribadito Concas - noi abbiamo trovato una chiave matematica, dimostrabile è ripetibile. Senza nessuna presunzione, nessuno aveva dimostrato la ricorrenza di queste geometrie in maniera così rigorosa». Sette anni di ricerche per capire che "L'uomo vitruviano" di Leonardo è l'immagine dell'algoritmo segreto che gli artisti hanno usato dal IV al XVIII Secolo per '"certificare" le proprie opere come ispirate dalla "Divina proporzione". Per cinque secoli il disegno avrebbe nascosto un inganno: sarebbe stato realizzato per dare forma in modo criptato alla formula aritmetica e geometrica che le botteghe usavano e tramandavano tra di loro, in osservanza dei parametri imposti dalla Chiesa.

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