Domenica 8 dicembre 2019

Rassegna quotidiani locali a cura dell’Ufficio stampa e redazione web
08 dicembre 2019

L'Unione Sarda

1 - L’UNIONE SARDA di domenica 8 dicembre 2019 / PRIMO PIANO - Pagina 2

SANITÀ. L’associazione Mèigos: subito una legge

ALLARME MEDICI: NELL'ISOLA MANCANO GLI SPECIALISTI
Presto ci saranno 1.154 professionisti in meno
Le borse di formazione non sono sufficienti

La cura non è stata somministrata, e la carenza di specialisti in Sardegna è destinata ad aggravarsi. L'allarme arriva ancora una volta dall'associazione Mèigos-giovani medici della Sardegna, che chiede l'approvazione urgente di una legge che potrebbe dare risposte ai territori e ai pazienti, ai professionisti che devono completare la formazione, al Servizio sanitario regionale. Il fatto è che le borse di specializzazione non bastano, le risorse investite sono troppo poche, i criteri di assegnazione non ritagliati sulle esigenze dell'Isola, con Quota 100 i pensionamenti aumentano, l'età media dei dottori al lavoro è tra le più alte al mondo, molti laureati emigrano, e diversi provvedimenti (forse risolutivi, di sicuro migliorativi) sono parcheggiati da mesi in commissione. Questo insieme di problemi restituisce una situazione molto malata.

LE CIFRE. In Sardegna entro il 2025 è previsto un ammanco di 1154 medici specialisti dipendenti (così riporta Anaao-Assomed) e di altri 800 circa nella libera professione. In particolare, mancheranno pediatri, medici d'urgenza, chirurghi, anestesisti, internisti, nefrologi, psichiatri. Per il 2019 la capacità formativa prevedeva 410 posti: ne sono stati finanziati soltanto 247 - 215 dal ministero e 32 dalla Regione - e il risultato è che restano 163 vacanze e oltre 200 medici abilitati anche quest'anno rimarranno fuori dalle scuole (è il cosiddetto “imbuto formativo”). Non solo. Negli ultimi tre anni - avverte Mèigos - sono aumentati i medici sardi che hanno lasciato l'Isola per andare a specializzarsi in altre regioni: erano 65 nel 2017, 72 nel 2018 e 120 quest'anno. «Molti di questi colleghi», sottolinea il portavoce del gruppo Giovanni Marco Ruggiu, «in base ai criteri selettivi imposti per l'assegnazione di borse riservate, hanno sottoscritto l'impegno a prestare servizio nel Servizio sanitario della regione che ha erogato la borsa, per un periodo che va dai 2 anni di Liguria, Toscana e Veneto, ai 5 di Piemonte, Lazio e Basilicata. Impegno che li renderà in definitiva non disponibili per la Sardegna per i prossimi 6/10 anni».

COME FUNZIONA. Ogni anno i ministeri della Sanità e dell'Istruzione, Università e Ricerca scientifica stabiliscono quanti laureati servono per ogni specialità clinica, numero che deriva da un coefficiente che tiene in considerazione vari parametri, tra cui i ricoveri e gli interventi. Le Regioni finanziano borse aggiuntive, ma alla fine il totale dei fondi statali e regionali non è sufficiente per sponsorizzare i posti che effettivamente servirebbero. Il concorso è a livello nazionale: il candidato deve indicare le sedi e le specialità scelte, la graduatoria finale è valida per tutta Italia.

PROGRAMMAZIONE. Prosegue Ruggiu: «I nodi in Sardegna stanno in un'errata programmazione del ministero e, localmente, nell'utilizzo di criteri di assegnazione delle borse inadatti. C'è poi il problema della residenza, e del fatto che in alcune delle specialità in cui abbiamo più carenze, come chirurgia pediatrica e nefrologia, non abbiamo accreditamenti da tempo».

LE PROPOSTE. Secondo l'associazione dei giovani medici, «l'adozione di un criterio che impegni lo specialista per 3 anni (nei 5 successivi al conseguimento della specializzazione) a lavorare per il Servizio sanitario regionale della Sardegna mitigherebbe il fenomeno. Inoltre, l'attivazione di borse regionali in Università fuori dall'Isola, come fanno ad esempio le province autonome di Trento e Bolzano - operazione impossibile qui per la normativa vigente - determinerebbe un immediato ritorno di figure professionali nei nostri ospedali in affanno».

Cristina Cossu



 

2 - L’UNIONE SARDA di domenica 8 dicembre 2019 / PRIMO PIANO - Pagina 2

Tre provvedimenti sono parcheggiati in commissione

Erano all'ordine del giorno nella scorsa seduta della Commissione sanità due proposte di legge sulle scuole di specializzazione. Ma l'esame è slittato. Se ne riparlerà probabilmente la settimana prossima.

«Tempi per l'arrivo in Aula? Non so rispondere», spiega il presidente Domenico Gallus, «l'idea è quella di arrivare a un unico testo, ma siamo ancora alla fase dell'illustrazione delle leggi. Poi inizieremo le audizioni. Vedremo».

«Il finanziamento e l'approvazione della proposta di legge 41 sono l'unica garanzia per la formazione e la permanenza futura in Sardegna dei medici in attesa di specializzazione», dice il comitato direttivo dell'associazione Mèigos.

Ma la proposta di legge 41 - presentata dai consiglieri Oppi, Moro, Sechi e Gallus - che «mira a integrare i requisiti necessari per i candidati che intendono concorrere per i posti finanziati dalla Regione a favore delle Scuole di specializzazione delle Università di Cagliari e Sassari» - non è l'unica. Ce ne sono altre due, e sono tutte sostanzialmente simili.

Una del Psd'Az (primo firmatario Piero Maieli), in cui vengono «completamente modificati i criteri di accesso alle borse di studio»; l'altra dei Progressisti (primo firmatario Francesco Agus), che punta «a un intervento organico e strutturale e, oltre allo stanziamento aggiuntivo di 15 milioni di euro all'anno per le borse, istituisce un Osservatorio regionale del fabbisogno e crea i presupposti per sfruttare meglio l'intera rete formativa, quindi anche le strutture dell'Ats e del Brotzu, e non solo le aziende universitarie». (cr. co.)




 

3 - L’UNIONE SARDA di domenica 8 dicembre 2019 / PRIMO PIANO - Pagina 3

SANITÀ. Nieddu: valuteremo con l’Università

«Neo laureati negli ospedali e in pensione dopo i 70 anni»

«Per ovviare alla carenza di medici specialisti si potrebbe valutare sia l'ingresso dei medici in ospedale già dal primo anno, sia l'ipotesi di portare l'entrata in pensione a settant'anni. Noi valuteremo la modifica della norma insieme all'Università, non imponiamo nulla». Ne ha parlato ieri l'assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu, durante il meeting Welcome Doctors , comunicando ai presenti quelle che potrebbero essere le modifiche del Patto per la Salute, l'accordo finanziario e programmatico tra Governo e Regione.

L'UNIVERSITÀ. «È una guerra tra poveri», ha spiegato Maria Del Zompo, rettore dell'Università di Cagliari, «il nostro ateneo ha perso ben 17 milioni di euro. Gli atenei che raggiungono un livello di eccellenza, vanno certamente incentivati, ma non a discapito degli altri. Bisogna aggiungere e non togliere». Il riferimento è alla situazione professionale dei medici oggi, i cosiddetti “camici grigi”, laureati e quindi abilitati alla professione, ma non essendo vincitori o assegnatari di borsa di specializzazione, sono privati della possibilità di proseguire il proprio percorso formativo post laurea.

«La sanità deve essere pubblica e accessibile a tutti», avverte Fabrizio Mattu del Dipartimento Medico, «ognuno di noi deve avere la possibilità di curarsi e di studiare senza che vi sia alcuna distinzione economica, questo è ciò che capita in una società democratica. Per questo dobbiamo restare uniti ed essere capaci di metterci in gioco: la sanità è un bene di tutti».

LA RETE. L'associazione Dipartimento Medico è nata nel 2012 con lo scopo di creare una rete professionale nel settore sanitario: ieri, nella sala congressi della facoltà di Medicina, si sono riuniti i relatori regionali e nazionali per discutere i temi più attuali sulla formazione del futuro e giovane medico, ma anche dello specializzando o del libero professionista.

LE DIFFICOLTÀ. «Viviamo in un'Isola, con i suoi pro e i suoi contro, ma questo non vuol dire essere isolati», ha aggiunto il rettore. «Le difficoltà ci sono, ma vogliamo cambiare: il sistema sanitario pubblico, non solo va preservato, ma rivisto ed incrementato. Spostare la sanità sul privato, sarebbe un errore gravissimo e non si darebbero risposte concrete: aumentare le borse per le scuole di specializzazione è necessario, così come fare concorsi ad hoc per i reparti sguarniti di personale e i bandi devono essere chiari per tutti». Dal 2013 il numero dei contratti per la formazione specialistica è inferiore rispetto a quello dei medici laureati ed abilitati, ma soprattutto rispetto a quello del fabbisogno delle regioni. Bloccare la formazione, significa rallentare, se non fermare, il ricambio generazionale dei medici. Questo comporta la carenza di personale preparato e necessario alle strutture del nostro sistema sanitario, con conseguente creazione di tutti i disservizi con cui il cittadino ogni giorno fa i conti: lunghe code, diagnosi tardive, ricorso alle strutture private.

PUBBLICO E PRIVATO. «Il sistema sanitario pubblico non è assolutamente in discussione, replica Nieddu, «abbiamo deliberato circa 20 milioni di euro per incrementarlo, al privato non andrà neanche un euro».

Nonostante il corso di laurea sia ancora a numero chiuso, studenti e università auspicano che questo non cambi perché ritengono fondamentale la selezione, aumenta il numero degli iscritti, se poi si considerano anche gli esclusi degli anni precedenti, si hanno molti più studenti che disponibilità di posti. «Un ritorno al passato lo vedo in conflitto con le norme europee», spiega Pietro Giorgio Calò, senatore accademico, «i conflitti non portano da nessuna parte. Gli specialisti sono carenti anche a causa delle condizioni in cui il medico è costretto a lavorare».

Francesca Melis




 

4 - L’UNIONE SARDA di domenica 8 dicembre 2019 / PRIMO PIANO - Pagina 3

LA STORIA. Andrea Figus, presidente del corso di laurea in Medicina

Studio e carriera: da Cagliari a Londra e ritorno

Sei anni di Medicina a Cagliari, la specializzazione in chirurgia plastica ricostruttiva a Sassari e poi un volo verso l'Inghilterra per perfezionare gli studi e soprattutto per iniziare la carriera. È la scelta fatta nel 2004 da Andrea Figus, nato a Cagliari 45 anni fa, con un passato da calciatore nella Primavera rossoblù: una lunga esperienza negli ospedali inglesi, prima del ritorno in Sardegna con un incarico da docente universitario. «A quel tempo, al contrario di ora, non c'erano concorsi. Era difficilissimo entrare in ospedale in Italia. Volevo perseguire un determinato obiettivo e mi sono trasferito all'estero». Figus ha raccontato la sua esperienza agli studenti ieri durante il Welcome Doctors . Per dodici anni ha lavorato nel sistema sanitario inglese: tre anni fa, dopo una chiamata diretta dall'Università di Cagliari, è tornato nell'Isola ed è attualmente presidente del corso di laurea in Medicina e chirurgia. «I pazienti sono uguali ovunque, ma cambia l'organizzazione sanitaria», prosegue, «che qui va indubbiamente migliorata. In Inghilterra guadagnavo una marea di soldi, ma ho scelto di tornare a Cagliari per mettermi a disposizione dell'Università che, per prima, mi ha formato». (f. m.)





 

5 - L’UNIONE SARDA di domenica 8 dicembre 2019 / REGIONE - Pagina 5

Sanità. Slitta l’annunciato avvio a gennaio. Ma l’assessore assicura: “La legge è quasi pronta”

RIFORMA DELLE ASL ANCORA IN ALTO MARE
Braccio di ferro in maggioranza sul numero delle aziende locali: cinque o sette

La riforma della sanità è in ritardo. Annunciata l'entrata in vigore dal primo gennaio 2020, ancora deve essere approvata dalla Giunta. Intanto, il commissario dell'Ats Giorgio Steri è stato prorogato per altri due mesi. Suo - secondo la bozza di 49 articoli che il governatore Christian Solinas ha illustrato agli assessori per la prima volta il 29 agosto - il compito di «espletare le operazioni di liquidazione» del'azienda entro il 31 dicembre. Ma, vista la proroga, si capisce che trascorrerà ancora del tempo prima che il disegno di legge sia sottoposto al via libera dell'esecutivo.

TESTO BREVE. La realtà è che, quando arriverà il momento, la squadra di Solinas si troverà a esaminare un testo diverso. «La riforma è pronta», ha chiarito ieri l'assessore alla Sanità Mario Nieddu, «ma sarà più snella». Il riordino che aveva l'ambizione di abrogare le leggi pregresse ricomprendendo tutto in un testo unico, sarà scorporato e portato in Giunta in un secondo momento. Resterà invece lo spacchettamento dell'Ats che si chiamerà Azienda regionale della salute (Ares) ma con meno funzioni rispetto a quelle previste nella prima versione. E il resto della governance: l'Arnas (Azienda di rilievo nazionale e alta specializzazione Brotzu), l'Amou (Aziende miste ospedaliero universitarie di Sassari e Cagliari), l'Areus (Azienda regionale dell'emergenza urgenza).

IL NODO ASL. E poi le vecchie Asl ripristinate: proprio su questo punto sarebbe ancora arenata la maggioranza. Nella bozza di 49 articoli si fa riferimento a «fino a un massimo di cinque», e da subito è stato chiaro che, oltre alle quattro corrispondenti alle province storiche, la quinta sarebbe stata la Asl della Gallura. Senonché, quando il testo è diventato pubblico, i rappresentanti dei territori rimasti senza azienda sanitaria di riferimento - Ogliastra e Sulcis Iglesiente - si sono fatti sentire. Tanto che l'impianto è stato rimesso in discussione. E adesso si parla di sette Aziende sanitarie locali nella riforma. Ad ogni modo, quando sarà raggiunta la quadra, «si parte», ha detto Nieddu.

Il nuovo obiettivo è l'approdo in Giunta prima dell'inizio della sessione di bilancio che scatterà dal momento in cui il disegno di legge Finanziaria arriverà in carico al Consiglio regionale, quindi a gennaio inoltrato.

L'OPPOSIZIONE. Secondo il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau, «la maggioranza disattende i tempi che si era data: avevano detto che entro l'anno avrebbero fatto la riforma della sanità e degli enti locali, ma mi pare che siamo in alto mare in entrambi i casi». Sinora, aggiunge l'esponente dem, «è circolata una bozza, poi smentita e messa in discussione, ma in Consiglio non si è mai aperta nemmeno una discussione informale sul tema».

PRIORITÀ. Il vicepresidente della commissione Sanità e capogruppo di LeU, Daniele Cocco, è pessimista: «Non sarà facile fare la riforma entro il 2020 perché si uscirà già tardi dalla discussione della legge di Bilancio». E poi, «la coalizione che governa ha altre leggi importanti a cui pensare: urbanistica, piano casa, enti locali». Certo è che «sulla sanità, già a un mese dall'insediamento dicevano di essere pronti. Io che sono vicepresidente della commissione non ho mai visto neanche la prima bozza». A onor del vero negli ultimi tre mesi la Giunta si è dovuta occupare di questioni non proprio di poco conto: la vertenza entrate e accantonamenti, chiusa con un accordo con lo Stato che porterà nelle casse della Regione 2,1 miliardi di euro, e la procedura culminata con la delibera di Valutazione d'impatto ambientale per la ripartenza di Eurallumina. Una partita, questa, che ha impegnato molto anche l'assessorato alla Sanità.

Roberto Murgia




 

6 - L’UNIONE SARDA di domenica 8 dicembre 2019 / AGENDA - Pagina 32

APPUNTAMENTI
Mem, ponte col Maghreb
. Domani alle 9,30, nello spazio eventi della Mediateca del Mediterraneo, in via Mameli 164, si terrà l’incontro, aperto anche alla cittadinanza e agli studenti delle superiori, tra i docenti e gli studenti dei corsi di Lingua e letteratura araba dell’Università. L’obiettivo è far scoprire l’importanza di una istituzione come la Mem che si pone come ponte ideale fra la Sardegna e i Paesi del Maghreb.
Letteratura e lungua sarda. Domani alle 20, nell’aula magna Capitini della facoltà di Lettere (via Trentino), sarà ospite dell’associazione culturale “Riprendiamoci la Sardegna” Luca De Martini con la relazione “Da Antonio Cano a Michela Murgia: sette secoli di lingua e letteratura sarda ovvero lingue e letterature?”.


 

7 - L’UNIONE SARDA di domenica 8 dicembre 2019 / NUORO - Pagina 52
SAN PIETRO. Andrea Soddu adotta la tesi di laurea della neo architetta Emanuela Flore
UNIVERSITÀ, DECOLLA LA PRIMA GARA
Il sindaco: entro il 2024 l’inaugurazione e la rinascita del vecchio mulino

«Entro il 2024 inaugureremo l'università di Grazia Deledda, a Santu Predu, da realizzare con uno stanziamento di circa 12 milioni di euro. Puntiamo ad accogliere duemila studenti. Sono già arrivate diverse proposte progettuali, almeno una decina, oltre a una tesi di laurea che sposiamo in pieno e che ci servirà da stimolo». Il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, 44 anni, evidenzia quello che reputa il suo principale obiettivo. Andrea Soddu: “Puntiamo ad accogliere duemila studenti. Inaugureremo l’università di Grazia Deledda entro il 2024”
I 5 mila metri quadrati del mulino Guiso Gallisai cambieranno volto, senza ripensamenti: da ipotizzato museo dell'Identità a polo universitario. Intanto, la neo dottoressa in Architettura, Emanuela Flore, 30 anni, ravviva e avvalora le intenzioni del Comune: «Con la mia tesi intendo valorizzare una struttura-simbolo, oggi in abbandono: ha portato la nostra città verso l'industrializzazione».
CUORE PULSANTE. “Su mulinu” prende forma, con il suo carico di storia, pronto ad accogliere e a rivitalizzare una città, partendo dal suo quartiere più rappresentativo. Oltretutto, a pochi passi dalla casa del Nobel. «L'università al centro si sviluppa un po' come in tutte le città medie d'Europa, in cui si è mantenuta una forte interconnessione tra i luoghi del sapere (università, biblioteche, musei) - spiega Fabrizio Mureddu, 44 anni, commissario di UniNuoro -. Nel capoluogo barbaricino la centralità del mulino Guiso Gallisai si impreziosisce del paesaggio e della vista sul monte Ortobene. Istruzione, cultura e ambiente si confermano asset strategici per lo sviluppo economico e il progresso civile del centro Sardegna».
LARGO AI GIOVANI. Un edificio ricco di fascino, capace di trasformare una piccola cittadina basata sull'agricoltura in un luogo avviato verso l'industrializzazione e la modernità. Nella sua tesi di laurea ricca di spunti progettuali Emanuela Flore delinea un nuovo mulino. Un immobile decisivo per le sorti della comunità, proprio come è accaduto alla fine dell'Ottocento. Di fatto, uno spazio votato alla condivisione. Un angolo della memoria, ricreativo e culturale per chi vive la città di Nuoro. «Il mulino che ho in mente è un posto inclusivo - dichiara la neo dottoressa - capace di garantire un'interazione perfetta tra gli studenti universitari e la cittadinanza. Nel mio progetto c'è pure un piccolo spazio museale. Poi, un'area coworking e un caffè letterario. Inoltre, ho previsto una copertura d'impatto, contemporanea: una grande piastra in alluminio bianco che si modella in base all'andamento dell'edificio». Fabrizio Mureddu apprezza: «Valorizzeremo questa tesi. Innanzitutto, attraverso una ricerca di approfondimento e una pubblicazione. Poi, stimolando tutti gli attori decisionali ad adoperarsi affinché il Mulino prenda di nuovo vita con la mission descritta in questo lavoro».
GARA D'APPALTO. «Dopo aver ricevuto a fine novembre le offerte degli studi professionali per la progettazione, adesso la gara procederà spedita - conclude Soddu -. La sede universitaria diventerà il motore di sviluppo della Nuoro del futuro».
Gianfranco Locci

 

 

La Nuova Sardegna

 

 

8 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 8 dicembre 2019 / SARDEGNA - Pagina 6
Agus, Progressisti: «Carenza drammatica, la situazione rischia di precipitare»
SOS MEDICI SPECIALISTI SUBITO PIÙ BORSE DI STUDIO
Nella proposta di legge del centrosinistra anche un Osservatorio del fabbisogno

CAGLIARI Più risorse e ridefinizione dei criteri di assegnazione delle borse di specializzazione medica. È quanto contiene una proposta di legge che i gruppi del centrosinistra hanno presentato in Consiglio regionale. Previsto lo stanziamento aggiuntivo di 15 milioni di euro all'anno per le borse di specializzazione medica a integrazione di quelle nazionali, mentre viene istituito un Osservatorio regionale del fabbisogno che dovrebbe provvedere annualmente a monitorare il numero e le carenze di medici specialisti e a definire sulla base delle esigenze dell'isola i criteri di assegnazione delle borse regionali. Inoltre, nella proposta di legge, vengono creati i presupposti per sfruttare meglio l'intera rete formativa, quindi anche le strutture dell'Ats e del Brotzu, e non solo le aziende universitarie. La grave carenza di medici specialisti, come ampiamente sottolineato da professionisti e associazioni di pazienti anche durante i sopralluoghi nei presidi sanitari dell'isola tenuti recentemente dalla commissione Sanità del Consiglio regionale, è critica in tutti i territori. «Senza un intervento organico la situazione in futuro sarà ancora più grave - dice Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti e primo firmatario della proposta di legge sottoscritta anche dai consiglieri Pd e Leu - l'età avanzata del personale oggi impiegato e l'applicazione di quota 100 aggraverà l'emergenza già dal 2020. Non bastano più le misure spot o gli interventi emergenziali, serve al contrario una seria pianificazione che ci permetta di investire oggi per la preparazione dei professionisti che tra qualche anno avranno in carico la tutela della salute di tutti i sardi. L'imbuto formativo unitamente al sistema nazionale di attribuzione delle borse penalizza l'isola - continua Agus - Ma non possiamo permetterci di spendere male le risorse: occorre investire di più e garantire più finanziamenti nelle specializzazioni dove la carenza futura sarà critica. Serve un piano pluriennale concordato da tutti gli attori in campo: Università, aziende sanitarie, Regione»
La proposta di legge presentata dalle forze di centrosinistra consentirà inoltre l'inserimento, negli ultimi anni di formazione specialistica, dei giovani medici negli ospedali che hanno denunciato le criticità maggiori, senza che questo ostacoli la didattica. A questo proposito la proposta di legge prevede per gli specializzandi incentivi economici e copertura assicurativa.

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