Domenica 7 giugno 2020

Rassegna quotidiani locali a cura dell’Ufficio stampa e redazione web
07 giugno 2020

L'Unione Sarda

 


 

 

1 - L’UNIONE SARDA di domenica 7 giugno 2020 / CULTURA
Il libro. La tesi di laurea di Gavino Santucciu, di Marrubiu, diventa un saggio
STORIA DI CAGLIARI TRA PROCESSI URBANISTICI E CONFLITTI SOCIALI

Ci sono episodi, che segnano la vita di una comunità, dai paesi alle città, che non finiscono nei libri di storia. Come le attività dei comitati di quartiere e di lotta per la casa a Cagliari, tra la fine degli anni sessanta e gli anni ottanta. Uno dei temi della tesi di Gavino Santucciu, 35 anni, di Marrubiu, vincitore di un premio nazionale lo scorso anno e ora diventato un vero e proprio libro.

Si intitola “La storia di Cagliari nel dopoguerra tra processi urbanistici e conflitti sociali”, edito dalla Fondazione Giovanni Michelucci, per il momento disponibile sono in formato digitale.

Il lavoro
«Nella prima parte lo sviluppo urbanistico e edilizio di Cagliari tra il 1943, anno dei bombardamenti, che danneggiarono pesantemente il complesso edilizio del capoluogo e costrinsero gli abitanti a fuggire nei paesi vicini e l'inizio degli anni '80, quando il Comune individuò soluzioni per risolvere il drammatico problema abitativo. Particolare attenzione anche alla storia urbanistica e edilizia dei quartieri popolari di Is Mirrionis e Sant'Elia», ha detto Santucciu, «nella seconda parte le attività dei comitati di quartiere, della scuola popolare di Is Mirrionis e del comitato di lotta per la casa, soggetti politici attivi, che si sono battuti per un aumento dei servizi nei quartieri popolari e dei quali si è persa la memoria. Ancora dieci interviste ai protagonisti dell'epoca».

Università
Santucciu si è laureato con questo lavoro il 19 aprile 2018 in Storia e Società all'Università di Cagliari. Lo stesso anno ha candidato la tesi al premio dedicato alla memoria di Lorenzo Bargellini, militante politico a Firenze e punto di riferimento per i movimenti con al centro della loro azione politica il problema della casa e il superamento delle disuguaglianze sociali. Il concorso lo ha vinto e la sua tesi è diventata un libro. Per il futuro «voglio raccontare altre storie, che a Cagliari e in Sardegna devono essere riscoperte, studiate e conosciute nella loro forza politica, sociale e culturale».

Antonio Pintori





 

La Nuova Sardegna

 

 

 

2 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 7 giugno 2020 / PRIMA PAGINA
Covid-19 e attività didattica
LA DISTANZA FA MALE ALL’UNIVERSITÀ

di Antonietta Mazzette
Siano in piena fase 2 dell’emergenza sanitaria e tutte le attività economiche hanno riaperto, tranne alcune culturali e soprattutto le scuole e le università. Non è un caso che in questi giorni si sia accesa la protesta di insegnanti e genitori per la riapertura in sicurezza della scuola a settembre. Mentre tutto tace sul fronte universitario come se fosse quasi scontato proseguire pigramente in modalità telematica anche nel prossimo futuro. Infatti, il 20 febbraio scorso l’intero sistema universitario italiano ha interrotto le attività didattiche in presenza e le ha proseguite in modalità a distanza. Data l’emergenza sanitaria, è stato l’unico modo per evitare che gli studenti perdessero lezioni e appelli degli esami, comprese le sessioni di laurea.

PRIMO PIANO - Pagina 4  segue dalla prima
LA DISTANZA FA MALE ALL'UNIVERSITÀ
I rischi per Sassari. Frequentare le lezioni e dare gli esami online penalizza i piccoli atenei a favore di quelli più grandi

di ANTONIETTA MAZZETTE
Devo riconoscere che un po' ovunque, in termini tanto organizzativi, quanto individuali come disponibilità del corpo docente (prevalentemente con risorse private) e del personale tecnico-amministrativo, il sistema universitario ha affrontato degnamente questa fase. Naturalmente sono state molte le difficoltà, anzitutto per tutti quegli studenti che non hanno potuto usufruire di connessioni adeguate - cosa che in Sardegna si è verificata spesso, anche durante la discussione della tesi di laurea -, ma ritengo che i problemi non siano stati solo di ordine tecnico, ma anche di apprendimento e di verifica, e ciò a mio avviso ha accentuato le disparità preesistenti. Questo elemento non dovrebbe essere sbrigativamente escluso dalla riflessione su come riorganizzare l'università per poter riprendere l'attività ordinaria all'apertura del nuovo anno accademico a settembre/ottobre prossimo. Ma il punto è proprio questo: ci sarà una ripresa in sicurezza dell'attività ordinaria al prossimo anno accademico? Mi risulta che siano molti gli atenei (non tutti) che ancora non hanno predisposto un piano di rientro, compreso quello degli studenti. Piano spazio-temporale che dovrebbe contemplare: accessi e uscite separati; predisposizione in tutte le aule di strumentazioni tecnologiche adeguate, anche per poter eventualmente distribuire su più aule gli studenti che seguono le lezioni di un insegnamento; capienza massima prevista per ogni spazio, a partire dalle aule; mappa degli insegnamenti con più o meno iscritti; e così via. Piano che se non dovesse essere fatto ora (compresa la formazione del personale in termine di sicurezza), è evidente che a settembre saremo costretti a proseguire con la complessiva didattica a distanza, che non è fatta solo di lezioni frontali, ma di ricevimento studenti, attività laboratoriale, confronto e scambio di idee in senso orizzontale (tra studenti) e verticale (tra e con gli insegnanti). Insomma, tutto ciò che rende un'università una comunità didattico-scientifica. Naturalmente il tutto accompagnato da un'intesa più ampia con gli enti regionali e locali, ad esempio in materia di trasporto pubblico. Non riprendere l'attività universitaria ordinaria aggraverebbe molti problemi, qui mi limito a segnalarne tre. Un primo di ordine generale e interno all'università ha a che vedere con il fatto che la didattica a distanza non è solo "un tipo di didattica, ma un modo diverso di concepire il discorso educativo", come ha ben argomentato Davide Viero nella rivista on-line Roars. Un secondo problema riguarda le città- sedi universitarie, la cui economia e vita sociale urbana è in buona misura alimentata dalla presenza degli studenti. Un terzo problema riguarda i piccoli atenei, come quello di Sassari, che correrebbero il rischio di vedersi ridurre il numero degli iscritti, a favore di atenei con maggior prestigio. Insomma, se uno studente può seguire a distanza le lezioni e magari sostenere anche gli esami, senza trasferirsi altrove e così gravare sul bilancio famigliare, perché mai non dovrebbe iscriversi in atenei e politecnici che hanno maggior appeal? Una delle qualità dei piccoli atenei è quella della relazionalità, ma se il rapporto umano dovesse venire a mancare...?





 

3 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 7 giugno 2020 / SASSARI - Pagina 14
L'analisi di tre esperti: «È il momento di risolvere problemi mai affrontati»
«L'UNIVERSITÀ CAMBI PER RINASCERE»

SASSARI Immaginare nuovi scenari di formazione universitaria per la Sardegna, con l'obiettivo di eliminare la frattura creatasi fra centro dotato di tutti gli strumenti e periferia privata finora di qualsiasi strumento, ma capace adesso, grazie alla tecnologia, d'avere a disposizione tutto il sapere che il centro ha già e superare in tal modo il gap storico relativo all'eguaglianza delle possibilità.
Ci provano Monserrato Bacciu, ex docente di filosofia, Prospero Malavasi, ex dirigente Scolastico e Brunilde Giacchi dell'associazione Ma... donne. «Si potrebbe iniziare a lavorare su tre versanti - spiegano -. Per primo l'interazione globale-locale: università come fattore di impulso dello sviluppo locale basato sulla conoscenza globale. Per come oggi è strutturata questa istituzione, si rivela come una delle fonti di spopolamento delle zone interne: un'idrovora che risucchia le migliori energie dal suo hinterland desertificandolo socialmente ed intellettualmente. Nello scenario futuro continua ad alimentare intelligenze, ma trasforma i territori in smart land, territori intelligenti. Ogni territorio può essere dotato di un Hub formativo legato al centro, un grande contenitore munito di tutti i mezzi della comunicazione dalla radio alla televisione a You Tube e alla banda larga naturalmente, dove attingere la conoscenza integrando il "virtuale al reale». «Poi - continuano -l'universalizzazione del sapere attraverso l'eguaglianza delle opportunità, nel centro e nella periferia, per una formazione altamente personalizzata aperta, adattiva, globale, democratica e diffusa nel territorio. E infine la nascita e sviluppo delle reti di docenti, di studenti, di ricerca in genere nelle smart land. La costituzione di comunità di studio che vivono il territorio permette la valorizzazione delle energie, l'apporto di una ricchezza diffusa dentro i territori, l'eliminazione di quel senso di povertà tipico delle zone interne che ha origine proprio nella mancanza di spazi ove potersi incontrare, confrontare e formare».





 

4 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 7 giugno 2020 / PROVINCIA DI SASSARI - Pagina 16

UNA LAUREA "SOLENNE"
ALLA PRESENZA DEL SINDACO

Stintino, una studentessa ha discusso la tesi nell'aula consiliare del municipio
Il wi-fi di casa funzionava male e il Comune ha deciso di ospitare la cerimonia

STINTINO Le lauree on line, in questo periodo, sono all'ordine del giorno ma se tanti ragazzi l'hanno celebrata nel soggiorno di casa o nella propria stanza di studenti fuori sede, Maddalena Schiaffino lo ha fatto in un'aula solenne: vista la difficoltà di un buon collegamento internet a casa, l'amministrazione ha messo a disposizione la sala consiliare e il wi-fi. Alla cerimonia, così, oltre ai familiari hanno potuto partecipare anche alcuni amici, seduti tutti a distanza sociale. Giovedì scorso, nella sala consiliare del Comune di Stintino, Maddalena ha così conseguito il titolo di dottoressa in Nuove tecnologie dell'arte, corso di Progettazione e arti applicate, al l'Accademia di Brera di Milano, con la votazione di 108/110. Un'esperienza "strana", sicuramente diversa da quella che aveva immaginato durante il suo percorso universitario, ma che per lei è stata comunque speciale visto che la laurea ha coinciso col compleanno: «Per me è stata una doppia festa. Quando ho visto la data della laurea - racconta Maddalena che ha compiuto 26 anni venerdì scorso, 5 giugno -, sono rimasta di stucco. Non vedevo l'ora che arrivasse. È stato il compleanno più bello della mia vita». La sua tesi, a carattere sperimentale e di ricerca, porta il titolo di "Creatività e omologazione, l'utilizzo dell'ide forte nell'epoca dei social network" e aveva come relatori i docenti Riccardo Pesce e Maria Arena. Nel suo studio si è concentrata ad analizzare in particolar modo il nuovo social Tik Tok, diffusissimo tra i giovani, e Instagram, prendendo in esame circa mille campioni e numerosi hashtag. «Il risultato - spiega - è che la maggior parte dei fruitori utilizza i post con lo scopo di farlo diventare virale, non per creare arte o essere creativi. Questo anche perché gli stessi social, con i loro applicativi come i filtri, tendono a omologare il prodotto finale. L'obiettivo è più quello di catturare follower o "mi piace". Ed è raro trovare profili con uno storytelling davvero originale. A volte poi, si cerca più di ricopiare e riprodurre, piuttosto che dare sfogo alla creatività». A completare il lavoro, la presentazione di un progetto di digital video, con foto, immagini, disegni e video con il quale la neo dottoressa ha voluto fare una denuncia contro l'inquinamento ambientale. Alla fine della cerimonia, che vista la sede ha avuto anche un tono solenne, sono arrivati anche gli auguri del sindaco Antonio Diana, che si è complimentato con la neo dottoressa, i genitori Gavina e Agostino e la sorella Simona.

Questionario e social

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