Domenica 22 marzo 2020

Rassegna quotidiani locali a cura dell’Ufficio stampa e redazione web
22 marzo 2020

L'Unione Sarda




 

1 - L’UNIONE SARDA di domenica 22 marzo 2020 / Primo piano - Pagina 9

L’EMERGENZA
Contagiato agente della scorta del premier, ma lui è negativo

CONTE ANNUNCIA NELLA NOTTE: STOP A ATTIVITÀ NON ESSENZIALI
Fermo il superenalotto, nessuna restrizione a edicole e market

«Chiuderemo ogni attività produttiva non strettamente necessaria, in tutto il Paese». Lo ha annunciato ieri alle 23.30 parlando in diretta Facebook il presidente del Consiglio, nel giorno più nero dall'inizio dell'emergenza.

«Siamo di fronte alla più grave crisi che l'Italia sta vivendo dal secondo Dopoguerra. La morte di tanti concittadini è un dolore che ogni giorni si rinnova», ha detto Giuseppe Conte. «Quelle messe in atto sono misure severe, ne sono consapevole, ma non abbiamo alternative».

Resteranno comunque aperti - ha sottolineato il premier - i supermercati (senza restrizioni di giorni e orario) e i generi alimentari, le farmacie le parafarmacie e le edicole, saranno assicurati i servizi postali, bancari, assicurativi e i trasporti pubblici locali. «Rallentiamo il motore dell'economia, non lo fermiamo. Lo Stato c'è. Al di fuori delle attività essenziali consentiremo solo lo smart working».

Il bilancio

C'è un piccolo paese che muore ogni giorno col coronavirus in Italia: ieri le vittime sono state 793 (546 solo in Lombardia), portando il totale a 4.825. I malati sale a 42.681, il totale dei contagiati a 53.578, oltre 6.500 in più. E prima ancora della decisione di Palazzo Chigi, il governatore lombardo Attilio Fontana e quello del Piemonte Alberto Cirio, firmano delle ordinanze per bloccare tutto.

Le nuove ordinanze

Nel caso della Lombardia chiudono uffici pubblici, studi professionali, cantieri, e tutte le attività all'aperto, comprese quelle motorie. «Le nostre autorità sanitarie - dice Fontana - ci impongono di agire nel minor tempo possibile. La situazione non migliora». Resteranno aperte le attività essenziali, compresi i mezzi di informazione, sempre nel rispetto delle distanze tra le persone.

Tra le rivendite, aperti solo alimentari, supermercati, farmacie e parafarmacie. I quali dovranno comunque, come gli altri luoghi di lavoro a partire dalle strutture sanitarie e ospedaliere, «provvedere alla rilevazione della temperatura corporea». Chiuse anche tutte le strutture ricettive, se non legate alla gestione dell'emergenza. Ammende fino a 5mila euro per chi non rispetta il divieto di assembramento nei luoghi pubblici.

L'ordinanza del Piemonte vieta di stare in più di due persone nei luoghi pubblici; i mercati saranno aperti solo se si possono contingentare gli accessi, e l'accesso agli esercizi commerciali sarà limitato a un solo componente per famiglia. L'Agenzia per le Dogane e i Monopoli ha sospeso il Lotto e il Superenalotto.

Al Sud numeri gestibili

I provvedimenti si sono resi necessari perché la linea di morti e positivi continua a salire. Fortunatamente aumentano anche i guariti (6.072, 943 più di venerdì). Il virus è diffuso in tutte le regioni, Lombardia in testa (25mila i malati, quasi la metà del totale), mentre «i numeri al Sud - spiega il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli - sono ancora fronteggiabili. Si sta facendo una corsa contro il tempo e si lavora senza tregua».

Contro l'epidemia la ricetta, puntualizza il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, è sempre «il distanziamento sociale. È tassativo il rispetto delle nuove misure prese dal Governo. Ci sono ancora situazioni in cui con la scusa di fare due passi si fanno assembramenti. Le scappatoie danneggiano noi stessi e i nostri cari e le persone più fragili sono gli anziani».

Il tampone del premier

Tra i morti di ieri c'è da segnalare anche il padre del “paziente 1”, il manager 38enne di Codogno da cui sono partiti molti dei contagi della prima zona rossa d'Italia. Mentre il giovane sta meglio.

È stato contagiato anche un uomo della scorta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, un sovrintendente di polizia ora ricoverato, non in gravi condizioni, al policlinico Tor Vergata di Roma. L'ultima volta che aveva prestato servizio col premier (ma non nella sua auto) è stata due settimane fa, e sembra che non abbia contagiato i colleghi, che da tempo osservano le regole sulle distanze. È stato sottoposto al tampone lo stesso Conte, che è risultato negativo.

 

 

 

 

 

 

2 - L’UNIONE SARDA di domenica 22 marzo 2020 / Primo piano - Pagina 9

LE BUONE NOTIZIE. Brusaferro (Iss): possibile vaccino entro la fine dell’anno
UNO STUDIO CONFERMA: LE CURE ANTI-MALARIA FUNZIONANO

Non solo cattive notizie. Sono incoraggianti i dati sulla sperimentazione di un farmaco anti-malaria, l'idroclorochina, combinato con un antibiotico, l'azitromicina. La ricerca è stata condotta su un piccolo numero di pazienti da Philippe Gautret e Didier Raoult, dell'Istituto Mediterraneo per le infezioni dell'Università di Marsiglia e i risultati, già accessibili online, sono in via di pubblicazione sull'International Journal of Antimicrobial Agents. La decisione di sperimentare l'idroclorochina si è basata sui risultati positivi ottenuti in Cina contro la malattia causata dal coronavirus. Quanto all'azitromicina, è un antibiotico, quindi un farmaco capace di uccidere dei batteri e non dei virus, ma in esperimenti condotti in laboratorio il farmaco si è dimostrato attivo contro i virus responsabili di Zika ed Ebola. In tutti i pazienti osservati c'è stata «una significativa riduzione della carica virale».

Speranze

Intanto il vaccino potrebbe non essere così lontano. «È un obiettivo che i migliori gruppi di ricerca e le aziende hanno, ma svilupparlo richiede tempo, non lo avremo fra un mese. Se mi chiedete “potremmo averlo a fine anno?”, potremmo averlo», ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa alla Protezione civile.

La fabbrica dei volontari

Dagli amanuensi di San Daniele del Friuli arrivano 500 mascherine al giorno per aiutare chi combatte la diffusione del Coronavirus. Il presidente dello “Scriptorium Foroiuliense”, Roberto Giurano, in pochi giorni è riuscito a mettere in piedi una piccola fabbrica grazie ai volontari e alla Cartiera di Cordenons, che sta anche sperimentando una particolare carta capace di attenuare la carica virale.

Tecnologia amica

Il gruppo cinese Huawei, con l'aiuto di con Fastweb, ha donato 250 fra tablet e smartphone alle strutture ospedaliere della Lombardia. «Saranno a disposizione dei malati che, in questo modo, potranno supplire, seppur virtualmente, alla mancanza dei propri cari», ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera.

 

 

 

 

 

3 - L’UNIONE SARDA di domenica 22 marzo 2020 / Primo piano - Pagina 11

L’EMERGENZA
Ad aprile l’ateneo cagliaritano laureerà 40 infermieri professionisti: “Faranno la loro parte”
VETERANI E NUOVE LEVE PRONTI PER IL FRONTE
Medici in pensione e specializzandi corrono in aiuto dei colleghi negli ospedali dell’Isola

La chiamata alle armi non cadrà nel vuoto. Servono medici e infermieri e in Sardegna centinaia di persone sono pronte (almeno sulla carta) a mettersi o rimettersi in gioco. Neo laureati, specializzandi e camici bianchi in pensione. La settimana prossima sarà decisiva ma già nei giorni scorsi molto è accaduto. Perché oltre all'appello di venerdì sera della Protezione civile per reclutare medici da destinare alla Lombardia e ad altre aree della penisola, ci sono professionisti pronti a scendere in campo negli ospedali dell'Isola.

Sono quattro i canali attraverso i quali si possono recuperare i rinforzi indispensabili in questo momento di emergenza: i decreti del Governo hanno accorciato i percorsi e bruciato le tappe per far arrivare nuove forze al capezzale dei malati e di un sistema sanitario in affanno. Medici in pensione, specializzandi del terzo e quarto anno, infermieri neo laureati e dottori appena sfornati che potrebbero tornare utili almeno nei presidi del territorio (ma solo se l'Ats ne avesse necessità).

I numeri

Circa 40 infermieri professionisti usciranno ad aprile dal corso di laurea dell'Università di Cagliari (la data non è ancora stata fissata), trecento sono gli specializzandi del terzo e quarto anno che potrebbero affiancare i colleghi esperti in reparto, quaranta sono i neolaureati della sessione invernale di Medicina e Chirurgia che dopo aver ricevuto l'abilitazione d'ufficio potrebbero essere impiegati dall'Ats, per esempio nelle guardie mediche. Infine, ci sarebbero i pensionati di ritorno.

Pensioni interrotte

Su questi ultimi in particolare fa affidamento l'Ats: medici esperti che possono fare la differenza in corsia e correre in aiuto di colleghi e pazienti. «Noi stiamo cercando di contattare tutti. In questo momento c'è un grande bisogno di infettivologi, anestesisti e rianimatori. Li accogliamo a braccia aperte», spiega il commissario di Ats Giorgio Steri. Finora le adesioni sono nell'ordine della decina e tra chi è già tornato al lavoro c'è Agostino Coni, pneumologo 69enne, che dopo tre anni da pensionato lunedì ha ripreso i turni in reparto. «Non mi sembra il caso di parlarne - si stupisce al telefono -. Comunque sì, sono rientrato perché mi sembrava giusto rendermi utile in questo momento. La situazione è molto pesante, i turni sono quelli normali dalle 9 alle 21 e dalle 21 alle 9. Ho lavorato tutta la mia vita ma non mi era mai capitato di affrontare una situazione simile dal punto di vista professionale ed emotivo». In attesa che altri veterani si presentino al fronte (altre adesioni ci sono già state in tutta l'Isola), si spalancano le porte per le nuove leve.

I giovanissimi

Dagli ultimi anni dei corsi di specializzazione dell'Università di Cagliari sono stati contrattualizzati quattro giovani: due sono in servizio ad Alghero e presto potrebbero essere trasferiti a Sassari dove la percentuale di contagi tra il personale è particolarmente elevata, altri due sono al Santissima Trinità di Cagliari. In una fase tanto complicata per l'assistenza anche nel territorio si guarda con fiducia a chi ha appena conquistato la laurea.

L'ordine professionale

Il decreto Cura Italia fa sì che non serva l'esame di Stato per avere l'abilitazione e così i quaranta neo dottori dell'ateneo cagliaritano della sessione di febbraio stanno già chiedendo l'iscrizione all'ordine professionale. «Abbiamo pubblicato sul sito l'avviso per chiedere l'abilitazione - spiega il presidente provinciale dell'ordine Mondino Ibba -. Abbiamo già ricevuto alcune domande e la settimana prossima faremo una riunione telematica del consiglio direttivo per procedere all'iscrizione. Non so se saranno reclutati per necessità assistenziali oppure no e neppure a quale mansione possano essere destinati. Questo dipende dall'Ats e dalle indicazioni dell'Ordine dei medici».

Il coordinatore del corso di laurea in Medicina e Chirurgia è Andrea Figus: «Il decreto ministeriale ha fatto sì che non serva l'esame di Stato per avere l'abilitazione, si tratta di medici che potrebbero lavorare nei poliambulatori o nelle guardie mediche, ma questo dipende dall'Ordine e dall'Ats».

Non solo medici

Sono fondamentali per l'assistenza ai malati, spesso costretti a mansioni che non spetterebbero al loro ruolo ma alle quali assolvono con spirito di sacrificio per il bene del malato. Gli infermieri insieme ai medici sono tra i più colpiti dal virus: contagiati per lo più da altri sanitari o da pazienti che fino a quel momento non sapevano di essere positivi. Anche per loro i rinforzi sono vicini. «I nuovi infermieri sono prontissimi e ad aprile si laureeranno in quaranta, abilitati e pronti al servizio - spiega Mario Scartozzi, coordinatore del corso di laurea infermieristica a Cagliari -. Nel triennio abbiamo circa un centinaio di iscritti tra il capoluogo e Nuoro, si tratta di figure professionali perfettamente formate anche per affrontare situazioni critiche come quelle degli infettivi. Hanno competenze in tutte le aree sia internistica che chirurgica. Posso dire che i ragazzi sono molto motivati e in questo momento di difficoltà sono pronti a fare la loro parte».

Mariella Careddu

 

 

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