UniCa UniCa News Rassegna stampa Domenica 10 novembre 2019

Domenica 10 novembre 2019

Rassegna quotidiani locali a cura dell’Ufficio stampa e redazione web
10 novembre 2019

L'Unione Sarda

 

 

1 - L’UNIONE SARDA di domenica 10 novembre 2019 / PRIMO PIANO - Pagina 2

INTERVISTA. Zucca: “Le Università abbiano un ruolo”

Giganti e turismo: l'Isola scommette sull'archeologia
Chessa: porteremo le statue in tutto il mondo
Mozione M5S e sinistra: rilanciare Cabras

Il sito è chiuso e inaccessibile, gli scavi fermi, i terreni non sono stati espropriati, la Fondazione è sempre solo sulla carta, le statue separate - un po' a Cabras un po' a Cagliari - costrette in spazi che non le valorizzano quanto meritano, le interrogazioni parlamentari senza risposta, le polemiche vive più che mai. Poveri Giganti di Mont'e Prama, dovrebbero essere uno dei tesori più preziosi della Sardegna, un patrimonio da far crescere (si sa, grazie alle ricerche fatte con il georadar da Gaetano Ranieri, che nella collina dormono una miriade di “anomalie” che fanno ipotizzare una cittadella di 16 ettari, una sorta di “Pompei” del Sinis di 2800 anni fa) insomma, un'attrazione di fama mondiale. Invece siamo ancora qui a parlare all'infinito delle stesse questioni.

IL PROGETTO. «Le cose cambieranno presto», promette l'assessore Gianni Chessa. «La nostra economia passa dal turismo, e l'archeologia è un punto di forza importantissimo». Spiega: «Sto portando avanti un progetto, che ho ereditato dalla precedente Giunta, e sono convinto che darà risultati eccezionali. Tra aprile e settembre alcuni Giganti saranno esposti nei musei più importanti del pianeta, a San Pietroburgo, a Madrid, a Napoli. Il mio ufficio sta lavorando per organizzare il viaggio e tutte le autorizzazioni necessarie, saranno un biglietto da visita straordinario per la Sardegna. I Giganti e non solo, i nuraghi (ne abbiamo settemila ma soltanto uno produce reddito), le domus de janas: abbiamo storie vere da raccontare, e le dobbiamo saper vendere. Per questo - aggiunge - stiamo per lanciare una campagna di comunicazione, metteremo a sistema i percorsi nelle zone dell'interno, faremo formazione alle guide turistiche, arricchiremo il sito Internet istituzionale. Le risorse le avremo, grazie anche all'accordo sulle Entrate firmato nei giorni scorsi dal presidente Solinas che porterà fondi anche per questo settore».

LA MOZIONE. Intanto anche in Consiglio regionale il tema è tornato d'attualità. Alessandro Solinas, Desirè Manca, Michele Ciusa e Roberto Li Gioi (del M5S) hanno presentato una mozione - firmata in seguito da Francesco Agus e dagli altri Progressisti, e dal capogruppo Pd Gianfranco Ganau - che chiede l'impegno del presidente della Regione per riportare tutti i Giganti a casa, a Cabras (e Chessa si dice d'accordo), per «supportare i territori interessati al fine di incrementare i servizi offerti al pubblico, superando la frammentazione della promozione turistica e garantendo l'integrazione dei servizi ricettivi con quelli di promozione della conoscenza del patrimonio culturale; per attivarsi affinché le Università possano continuare nell'opera di recupero, indagine scientifica e valorizzazione delle aree archeologiche, generando una concreta ricaduta economica e di immagine sull'intero territorio».

IL RUOLO DELLE UNIVERSITÀ. Raimondo Zucca, uno degli studiosi che ha maggiormente contribuito alla rivelazione del mistero dei Giganti, in un articolo pubblicato sul blog “Sardegna e libertà” sottolinea: «Vorrei chiedere al Mibact, che ha dichiarato che le sculture di Mont'e Prama sono un'icona nazionale e farà riprendere il cammino interrotto il 19 luglio 2017 dell'Accordo di valorizzazione di Mont'e Prama, di riconsiderare il ruolo assegnato dalla futura Fondazione di Mont'e Prama nel rapporto con il mondo accademico nazionale e internazionale. Il contributo delle Università di Cagliari e Sassari, non sembra rilevare nel testo della Fondazione». Inoltre, nel suo dettagliato intervento, approvato da Dipartimento di Storia dell'Università di Sassari, Zucca esprime «dissenso sulle politiche dei beni culturali della Regione» seguite dalla precedente Giunta, «che non ha rispettato la legge regionale 14/2006, “Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura”».

Cristina Cossu


  
 

2 - L’UNIONE SARDA di domenica 10 novembre 2019 / REGIONE - Pagina 5

Creata da Letta
In Sardegna la Scuola di Politiche

Avvia le sue attività nell'Isola la Scuola di Politiche fondata da Enrico Letta (e diretta dall'ex deputato sardo del Pd Marco Meloni), con il corso Impact “Geopolitica nel Mediterraneo, ricerca e innovazione”. Il corso, articolato su sette aree tematiche, è aperto a 40 giovani di età compresa tra 18 e 30 anni e le candidature potranno essere presentate entro la mezzanotte del 15 novembre.

I corsi Impact Sardegna saranno organizzati dalla Scuola di Politiche in collaborazione con l'Università di Cagliari-Dipartimento di Scienze politiche e della Svimez-Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno. La responsabilità scientifica dei corsi è di Alessandro Aresu, direttore scientifico della Scuola, e dei docenti Cristian Rossi e Barbara Onnis per l'Università. Impact è un programma intensivo e gratuito di formazione: il primo corso in Sardegna si articolerà in 4 workshop (per un totale di 40 ore) tra dicembre e marzo 2020 e prenderà il via il 26 novembre

 

 

3 - L’UNIONE SARDA di domenica 10 novembre 2019 / AGENDA - Pagina 25
MEMO

Paesaggio cagliaritano. Domani alle 20, nell’aula magna Capitini, Corpo aggiunto della facoltà di Lettere, l’associazione culturale Riprendiamoci la Sardegna, organizza una Conversazione con Maria Antonietta Mongiu dal titolo “Paesaggio e paesaggi nella città di Cagliari e nell’area metropolitana“.

Scuola in Sardegna. “Presente e futuro della scuola in Sardegna tra criticità e prospettive”, è il tema del convegno che si terrà giovedì 14 alle 9,30 nell’aula magna del liceo Pacinotti. Dopo i saluti del sindaco Truzzu e del presidente della Regione Solinas, le relazione di Pietro Ciarlo, docente di diritto costituzionale e Valentina Savona, dirigente scolastico. Interverranno il direttore generale Usr, Francesco Feliziani, Benedetto Barranu (ex consigliere regionale) e Giorgio Cicalò, direttore generale assessorato alla Pubblica istruzione. Coordina i lavori Pietro Maurandi, conclude l’assessore regionale Andrea Biancareddu

Incontro a Lettere. Lunedì 18, alle 10,30, al Dipartimento di Lettere Lingue, Laura Tangherini (conduttrice di RaiNews24) presenterà il suo libro “Matrimonio siriano, un nuovo viaggio”. L’incontro sarà coordinato da Angela Daiana Langone, docente di Lingua e letteratura araba nell’ateneo cagliaritano. Nel pomeriggio alle 17:30, si terrà una seconda presentazione del volume nella libreria Miele Amaro. Oltre all’autrice Laura Tangherini, sarà presente Giuliano Mion, docente di Lingua e letteratura araba.

 

 

4 - L’UNIONE SARDA di domenica 10 novembre 2019 / CULTURA - Pagina 50

INTERVISTA. Il professor Giuseppe Mezzorani al FestivalScienza a Cagliari

«La scienza una bussola di cultura e sviluppo con le donne sempre più protagoniste»

Scienza è cultura. Questo il titolo scelto per la dodicesima edizione del Cagliari Festival Scienza, tra le più importanti manifestazioni italiane dedicate alla divulgazione scientifica. Un tema utile per far capire che senza scienza non vi può essere né cultura, né futuro, né progresso. Giuseppe Mezzorani, dell'Università di Cagliari, tra i relatori del festival ci spiega perché.

Cosa significa per lei che la scienza sia cultura, tema del festiva di questo anno?

«Considero il festival un'iniziativa meritoria perché è una delle azioni attive per far sì che la scienza sia, diventi e rimanga cultura. Se non ci fossero iniziative fatte per coinvolgere gli studenti o il resto della popolazione, la cultura scientifica rimarrebbe confinata ai margini della comunicazione. Credo che se la scienza si separasse dalla cultura verrebbero tempi molto duri o nei quali essa verrebbe deliberatamente boicottata e ritenuta addirittura nociva per l'umanità e questo è già avvenuto in passato.

Cosa crede che vada cambiato nel sistema di formazione degli scienziati?

«La preparazione accademica tipicamente insegna allo studente la scienza come “stato dell'arte” ovvero nello stato a cui si trova quando la si studia o la si insegna. Ma nessuno segue il percorso storico con cui si è giunti alle conoscenze che vengono studiate. Attualmente uno studente impara a fare ricerca, attività che svolgerà poi per gran parte della sua carriera, unicamente dal suo professore a ridosso della laurea, per imitazione. Ma se lo studente deve imparare a fare ricerca perché non farsi guidare anche da scienziati del calibro di Fermi, Newton e Keplero? Questo è quello che ho cercato di insegnare ai miei studenti».

Quest'anno lei ha partecipato come giudice a una delle nuove iniziative del festival scienza: Il premio donna di scienza. Perché crede sia importante questa iniziativa?

«Il premio è importante perché mira a risolvere il fatto che le donne di scienza siano poche e soprattutto statisticamente hanno difficoltà a raggiungere posizioni apicali in questo mondo. Il premio Donna di scienza vuole premiare una donna che nonostante tutti gli ostacoli casati dal suo sesso nel corso della sua carriera da scienziata è riuscita a emergere ad alti livelli. Questo premio costituisce quindi una delle misure attive che devono essere adottate piuttosto che continuare a limitarsi a lamentarsi di queste disparità».

Sono attivi in Sardegna progetti che potrebbero aumentare il peso dell'isola sul piano della ricerca?

«Esiste un progetto che utilizzerebbe le miniere abbandonate nel Sulcis per la produzione di gas rari che necessitano di canne di distillazione molto alte che, se costruite in Sardegna, permetterebbero la produzione di gas a fine di ricerca scientifica e medica che porterebbero grandi benefici economici all'isola». Elisa Baire, Liceo Pacinotti, Cagliari

 

INCONTRO. Professor Mandò

La fisica 007 dell'arte

Qualcuno potrebbe pensare che la fisica nucleare non abbia niente a che fare con i beni culturali. In realtà, come spiega il professor Pier Andrea Mandò, dell'Università di Firenze, conosciuto come il “fisico che difende l'arte”, le relazioni tra questi due ambiti sono davvero tante.

Da quanto tempo lavora con la fisica e da quanto si occupa di beni culturali?

«Mi sono iscritto a fisica a 18 anni, mi sono laureato a 22, quindi sono 51 anni di fisica in generale. Dopo mi sono laureato come fisico nucleare di base e per una dozzina d'anni ho fatto il fisico nucleare; poi mi sono un po' stufato e mi sono interessato alle sue applicazioni, tra cui appunto il campo dei beni culturali, perché la città in cui lavoro, Firenze, ne è ricca.»

Come nasce il collegamento tra questi due settori che sembrano tanto separati?

«Il collegamento nasce perché ci sono domande che vengono poste da archeologi, storici dell'arte e restauratori a cui spesso la fisica nucleare è in grado di rispondere.»

Ha lavorato con un'équipe che si è occupata del restauro di un'opera d'arte?

«Praticamente tutti i giorni: nel nostro laboratorio sono passati quadri di Leonardo, Raffaello, Antonello da Messina, Mantegna, manoscritti di Galileo. La maggior parte del nostro lavoro è dietro le quinte, mentre finiamo sui giornali quando dimostriamo che certe opere d'arte sono in realtà dei falsi.»

Emanuele Meloni, Liceo Pitagora Selargius

La Nuova Sardegna

 

5 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 10 novembre 2019 / AGENDA - Pagina 23
Il festival Pensieri e Parole si chiude con un workshop di due giorni all'Università

Gli studenti scrivono di cinema e tv

SASSARI Il programma del festival Pensieri e Parole - Libri e Film all'Asinara, evento che da anni indaga i rapporti tra la scrittura cinematografica e quella letteraria, si chiuderà martedì 12 e mercoledì 13 novembre con una due giorni di workshop e conferenze organizzata da Cinearena in collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission e con il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell'Università di Sassari.Il workshop, che vedrà la partecipazione di importanti relatori, si terrà a Sassari nel Dipartimento, dove confluiranno gli studenti dei corsi di cinema, antropologia visuale, letteratura e lingue straniere, sociologia e studi geografici dai diversi atenei isolani e da diverse scuole professionali nonché dalle scuole di cinema nazionali partner del progetto.Il programma del workshop si snoderà in due giornate: martedì 12 novembre avrà luogo "Scrivere per Cinema & tv", che vedrà la presenza di Ivan Carlei, vicedirettore di Rai Fiction, Daniele Cesarano, direttore della Fiction Mediaset, e del regista Antonello Grimaldi, past President della Fondazione Sardegna Film Commission, che modererà l'incontro. Verranno affrontate tematiche relative a tecniche e stili di elaborazione testuale per la serialità internazionale, prodotti destinati ai broadcaster come Rai e Sky e ai listini produttivi degli over the top globali come Netflix, Amazon e Apple. La seconda giornata sarà invece dedicata al tema "Scrivere di Cinema & tv". Interverrà il critico cinematografico Antonello Catacchio e modererà Sante Maurizi, direttore artistico di Pensieri e Parole. la sessione di lavoro sarà focalizzata sui temi della scrittura "di" cinema intesa come critica orientando i partecipanti a un posizionamento del proprio lavoro nel mercato editoriale e multimediale nazionali.« Chiudiamo l'edizione 2019 del festival - dice Sante Maurizi - fedeli a un'idea di promozione del cinema, della fiction in genere, attraverso la scrittura e viceversa. Abbiamo ospiti ai massimi livelli dei due mondi della fiction e della critica con i quali sarà interessante misurarsi. E ci fa particolarmente piacere la collaborazione con l'Università: sono i giovani i destinatari primi delle nostre attività, così come a marzo avevamo coinvolto decine di studenti con il concorso "Scrivi la tua recensione"».

 

 


6 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 10 novembre 2019 / ATTUALITÀ - Pagina 11
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Ritorna il turnover per gli statali
Sono previste 150mila assunzioni all’anno per i prossimi tre anni

di Marianna Berti
ROMA Cadono gli ultimi paletti che per lungo tempo hanno sbarrato la porta alle assunzioni nella P.a. Da venerdì prossimo, infatti, il turnover tornerà al 100% anche tra gli statali in senso stretto, ovvero per i dipendenti dei ministeri, della presidenza del Consiglio, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici. Dal primo dicembre il vincolo cadrà anche per l'università. Nei territori invece il ricambio tra uscite e ingressi è già a pieno regime. Anzi dal prossimo anno le Regioni potranno programmare ingressi superiori ai pensionamenti. E così dovrebbe funzionare per i Comuni. Solo per rimpiazzare chi se ne va, sono le previsioni del ministero, serviranno 150mila nuove leve all'anno per i prossimi tre anni. Insomma un'ondata di assunzioni per far fronte alle massicce uscite. Stanno raggiungendo i requisiti tutti coloro che sono rimasti intrappolati dalla stretta previdenziale. E a ciò si aggiunge l'effetto quota 100, che come più volte sottolineato dalla stessa titolare della P.a, Fabiana Dadone, sta accelerando la fuga. Tanto che per porvi rimedio si è deciso di prorogare le graduatorie dei concorsi pubblici in scadenza, in modo da poter attingere direttamente alle liste degli idonei, oltre 85mila secondo i dati a disposizione. Nel triennio il totale delle assunzioni dovrebbe attestarsi intorno alle 450-500mila unità. Al turnover ordinario vanno sommate le entrate «extra» finanziate nelle precedenti manovre. Soprattutto, a livello locale cambierà il sistema di reclutamento, scollegandolo dalle fuoruscite e agganciandolo alla sostenibilità finanziaria. Così, chi potrà permetterselo, avrà mani libere sugli ingressi. Per le Regioni dal primo gennaio il nuovo schema sarà una realtà. Divise in cinque fasce, in base alla popolazione, potranno aumentare le assunzioni nel rispetto di un valore soglia, più generoso per le piccole, fino al 10% che diventa 25% nel 2024. Un meccanismo simile dovrebbe entrare in vigore anche per i Comuni. Al ministero della P.a a breve sarà convocato un tavolo proprio sul tema. Intanto diventano più chiari i connotati degli aumenti contrattuali dopo la dote assicurata in legge di Bilancio. A regime per tutti i 3,2 milioni di dipendenti dovrebbero scattare rialzi in busta paga di circa 95 euro. Guardando solo al personale contrattualizzato, al netto delle risorse per le forze di sicurezza, il plus scende invece a 86 euro.

Questionario e social

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