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CORONAVIRUS, i comportamenti da seguire

L'Università di Cagliari - grazie al mondo dei media - prosegue instancabile nell'opera di divulgazione scientifica sul virus con interviste a vari docenti, che intervengono durante i TG e vengono costantemente sentiti dai mezzi di informazione. Rinnoviamo l'invito a seguire il vademecum diffuso dal Ministero della Salute e dall'Istituto Superiore di Sanità: contiene l'indicazione dei comportamenti da tenere per evitare il contagio. Disponibile anche l'attività di "debunking" predisposta dalla Direzione per i Servizi Bibliotecari, che offre una pagina con informazioni accertate e scientificamente valide a disposizione di tutti. VIDEO
12 marzo 2020
Il prospetto del vademecum diffuso in queste ore

Sergio Nuvoli

Cagliari, 3 marzo 2020 – Prosegue il lavoro di divulgazione scientifica e di supporto al mondo dell’informazione sardo (e indirettamente quindi a lettori e telespettatori) da parte dell’Università di Cagliari, in merito al coronavirus e non solo: ieri, nell’edizione serale del TG della RAI è stato intervistato in diretta Aldo Manzin, ordinario di Microbiologia clinica del Dipartimento di Scienze biomediche.

Rispondendo alle domande di Mauro Scanu, il professore ha spiegato che “per il vaccino ci vorranno mesi, per cui nel frattempo sono necessarie misure contenitive dei focolai epidemici”. Nel corso della conversazione anche alcuni consigli pratici per difendersi dalle infezioni (“Bastano poche norme igieniche che valgono sempre”, ha raccomandato Manzin) e una importante indicazione, sull’onda di quanto detto dal Rettore Maria Del Zompo, esplicitamente citata dal conduttore del TG: “Fidatevi della scienza – ha ripetuto il docente in studio – Non isoliamoci, e soprattutto non affidatevi a notizie che girano incontrollate”.

E’ notevole l’impegno dell’Ateneo sul tema: nei giorni scorsi sono stati intervistati da vari media lo stesso professor Manzin e Enzo Tramontano, ordinario di Microbiologia e Virologia al Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, mentre “L’Unione Sarda” - dopo aver intervistato entrambi, all'indomani delle prime notizie sul tema - ha pubblicato giovedì un’intervista con Mauro Carta, docente al Dipartimento di Scienze mediche e Sanità pubblica, e venerdì un dialogo con Sofia Cosentino, che insegna Igiene nello stesso Dipartimento (CLICCA QUI per leggere l'intervista di Piera Serusi). Venerdì sera è andata in onda un'intervista con Bernardo Carpiniello, che è intervenuto durante il TG della RAI. Questa mattina Enzo Tramontano ha partecipato a "Buongiorno Regione Sardegna", la rubrica del TG della RAI, per un'intervista in diretta sul tema (vedi oltre), mentre domani, mercoledì andrà in onda su Sardegna 1 un'intervista di Valerio Vargiu con il Rettore Maria Del Zompo sul tema.

Tutte iniziative organizzate dai media con il supporto del Portavoce del Rettore: le interviste - che proseguiranno anche oggi e nei prossimi giorni - possono essere lette nell'apposita sezione del sito dedicata alla rassegna stampa.

Come già fatto nei giorni scorsi, rinnoviamo dunque l’appello a docenti, studenti e personale a seguire il decalogo stilato dal Ministero della Salute (che riportiamo in questa pagina) e a consultare solo fonti di informazione certificate: in questo senso ricordiamo l’iniziativa di debunking organizzata dalla Direzione per i Servizi Bibliotecari guidata da Donatella Tore (anche lei intervistata nei giorni scorsi dal TG della RAI), che ha messo a disposizione una pagina con notizie accertate e di sicura origine scientifica.

CLICCA QUI PER CONSULTARE LA PAGINA CON TUTTE LE INFORMAZIONI CERTIFICATE

SCARICA le indicazioni del Ministero della Salute
SCARICA le indicazioni del Ministero della Salute
RIVEDI L'INTERVISTA IN STUDIO CON IL PROFESSOR ALDO MANZIN

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Cagliari, 22 febbraio 2020 - Su disposizione del Rettore e del Direttore Generale, diffondiamo il pieghevole elaborato da Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità contenente le indicazioni sui comportamenti più opportuni da tenere per prevenire l'infezione.

Vi invitiamo a seguirle e a diffondere il più possibile la conoscenza di questo importante strumento.

Il servizio Igiene Pubblica dell'ATS Sardegna consiglia a tutti i cittadini di limitare i propri spostamenti, le gite, i viaggi organizzati e la permanenza non solo nei paesi maggiormente colpiti dall'emergenza del coronavirus, ma anche nelle regioni italiane nelle quali sono stati registrati casi di contagio.

RICORDIAMO che l'Ateneo, già nei giorni scorsi, per favorire la diffusione di informazioni sicure, ha promosso la creazione di una pagina (realizzata dalla Direzione per i Servizi Bibliotecari) contenente notizie e indicazioni sicure e certificate sul diffondersi del virus. Consigliamo VIVAMENTE a tutti di leggerla, e anche in questo caso di diffondere le informazioni in essa contenute.

 

GUARDA L'INTERVISTA CON BERNARDO CARPINIELLO (Tg della RAI del 28 febbraio, edizione delle 19.35)

RASSEGNA STAMPA

L’UNIONE SARDA di giovedì 27 febbraio 2020

PRIMO PIANO Pagina 4

L’INTERVISTA. Mauro Carta, docente all’università, spiega quanto sta accadendo in Italia dopo l’esplosione del virus

LO PSICHIATRA: «PAURA PREVEDIBILE, MA LEGATA AL NOSTRO MAL DI VIVERE»

“I giornali smettano di strillare le notizie sull’argomento e non cerchino ad ogni costo il nemico, tutti possono sbagliare. E poi credo che occorra seguire le indicazioni, rispettare le regole, sia nelle zone rosse che ovunque. È attraverso i comportamenti corretti chi si evitano le conseguenze peggiori”

«La paura dell'epidemia è legata alla paura dell'imponderabile, dello sconosciuto che ti infetta. Non sai chi è. È un estraneo. Se andiamo a rileggere la storia, durante la peste si bruciavano gli ebrei accusati di essere gli untori, in realtà erano solo estranei. Oggi non è cambiato nulla. Si aggredisce il filippino perché lo si scambia per cinese».

Mauro Carta, 64 anni, psichiatra, docente di Tecnologie mediche applicate e Medicina traslazionale, non è sorpreso dalla psicosi “coronavirus”. Neanche potrebbe, visto il suo ruolo. «Il fatto è, in questo contesto particolare, che all'imponderabile si aggiunge anche il nostro rapporto con lo Stato».

In che senso?

«Se abbiamo fiducia nello Stato che prende misure sulla salute pubblica siamo più tranquilli, se non ci fidiamo la paura aumenta. E certi atteggiamenti, tipo quello del premier che se la prende con i presidenti delle regioni, non aiutano a rasserenare il clima perché si crea confusione».

E poi ci sono i social ad alimentare le psicosi, con virologi ed epidemiologi improvvisati, manco d'accatto.

«È il cane che si morde la coda. L'insicurezza amplifica la paura e il panico. Il ridondare di opinioni, le più disparate e strampalate, è un moltiplicatore di paure».

Non le pare che anche la politica stia raccontando storie diverse?

«Certo. Ma le spaccature e le divisioni hanno un denominatore comune. Si tende a portare tutti i discorsi alla contrapposizione. C'è incapacità di pensare a una sintesi. In altri Paesi, davanti a una catastrofe, ho visto avversari politici rimboccarsi le maniche e lavorare insieme per il bene comune».

Cosa impedisce all'Italia di comportarsi allo stesso modo?

«Noi abbiamo una sorta di paralisi che ci viene da un diffuso mal di vivere. La nostra è una crisi etica, morale, prima ancora che economica. Ci viene difficile, in condizioni simili, pensare a soluzioni condivise. Anche se sono rimasto sorpreso, in positivo, che qualcuno dall'opposizione abbia mostrato disponibilità verso il governo. La collaborazione è fondamentale in questi frangenti».

Torniamo alla psicosi: quanto responsabilità ha l'informazione?

«L'informazione non corretta rischia di amplificare il panico».

Rischia o lo ha già amplificato?

«È difficile dirlo perché la gente vuole essere informata. Se entriamo nell'ordine di idee di una Minculpop allora si danno le notizie false per non allarmare nessuno. Una certa dialettica deve esserci purché non sia marasma. Ho visto giornali, anche online, pescare nel torbido. Uno, in particolare, è l'università della distorsione. Si utilizzano i fatti per attaccare il nemico».

Ma lei questa reazione se l'aspettava?

«Sì. Questa è la terza epidemia virale, dopo la Mers e la Sars, ed è la più invasiva anche se la meno letale. In Italia la percentuale dei decessi è più alta perché la popolazione è più anziana. Non a caso ha colpito pazienti di una certa età ricoverati in ospedale. Ma, a mio avviso, questa può essere una grande opportunità».

Cioè?

«Riuscendo noi italiani a dare il meglio di noi stessi in situazioni estreme, basti pensare alla ricostruzione dopo la guerra, credo che questo possa davvero essere il momento per ripensare la sanità pubblica, una grande conquista che tutti ci invidiano, e rivedere un po' di cose».

Ma per migliorare l'attuale situazione lei cosa consiglia di fare?

«Che i giornali smettano di strillare le notizie sull'argomento e non cerchino a ogni costo il nemico, tutti possono sbagliare. E poi credo che occorra seguire le indicazioni, rispettare le regole, sia nelle zone rosse che ovunque. È attraverso i comportamenti corretti chi si evitano le conseguenze peggiori».

Vito Fiori

L'Unione Sarda
L'Unione Sarda
RIVEDI L'INTERVISTA CON ENZO TRAMONTANO DURANTE "BUONGIORNO REGIONE" DEL 3 MARZO (TG RAI)

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