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Coronavirus, cosa c’è da sapere

RICERCA E TERZA MISSIONE: nota ufficiale della Conferenza dei Rettori delle Università italiane: poche ma chiare indicazioni sulla natura del virus e dell’infezione correlata, e sulle norme precauzionali e comportamentali da adottare per limitare al massimo la diffusione dell’infezione. L’invito è a fare le cose giuste, informarsi nelle sedi competente e fidarsi del personale sanitario e degli scienziati che stanno lavorando per contenere la diffusione. LA DIREZIONE PER I SERVIZI BIBLIOTECARI ha attivato una pagina con INFO utili e controllate. Aldo Manzin intervistato dal TG di TCS e da L'UNIONE SARDA su cause ed effetti del coronavirus, Donatella Tore e Barbara Onnis spiegano al TG della RAI il vademecum predisposto da UniCa e raccontano la situazione all'Aula Confucio. GUARDA I VIDEO
07 febbraio 2020
L'immagine simbolo che in questi giorni viene associata al coronavirus

Cagliari, 3 febbraio 2020La Conferenza dei Rettori italiani (CRUI) ha diffuso una nota che fa chiarezza su quanto sta accadendo in questi giorni. Pubblichiamo il documento, con una breve introduzione di Aldo Manzin, docente di Microbiologia clinica del nostro Ateneo.

In questi giorni la paura e le reazioni emotive rischiano di diffondersi più velocemente di quanto stia facendo il nuovo coronavirus 2019-nCoV, alimentate anche dalle notizie   che appaiono giornalmente sui media. Ritengo pertanto opportuna la nota che il CRUI ha inteso emanare chiedendone la diffusione tra gli studenti e il personale docente e amministrativo delle università. Si tratta di poche ma chiare indicazioni sulla natura del virus e dell’infezione correlata, e sulle norme precauzionali e comportamentali da adottare per limitare al massimo la diffusione dell’infezione. L’invito, che sottoscrivo, è pertanto quello di fare le cose giuste, di informarsi nelle sedi competenti (ignorando siti e fonti complottisti) e di fidarsi del personale sanitario e degli scienziati che stanno lavorando seriamente e al meglio delle loro possibilità per contenere l’epidemia.

Aldo Manzin

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La Direzione per i servizi bibliotecari guidata da Donatella Tore ha ritenuto utile predisporre un avviso in cui si riportano i link più rilevanti di organismi nazionali ed internazionali e di editori scientifici contenenti informazioni utili e controllate sull’argomento.

CLICCA QUI PER CONSULTARE L'AVVISO

Aldo Manzin, docente di Microbiologia clinica del nostro Ateneo
Aldo Manzin, docente di Microbiologia clinica del nostro Ateneo
RIVEDI L'INTERVISTA DI ALDO MANZIN CON VALENTINA ORGIU PER IL TG DI TCS ANDATO IN ONDA IL 5 FEBBRAIO 2020

CORONAVIRUS 2019-nCoV cosa c’è da sapere

Si tratta di un nuovo coronavirus responsabile di una malattia respiratoria identificata per la prima volta nella città di Wuhan nella provincia di Hubei in Cina.

Le Autorità sanitarie cinesi hanno già riportato migliaia di casi in diverse parti del Paese.

I Coronavirus sono in grado di infettare diverse specie animali domestici e selvatici. I coronavirus animali possono infettare le persone come già accaduto per MERS e SARS e possono poi trasmettersi da persona a persona.

I dati della caratterizzazione genetica del Coronavirus 2019-nCoV hanno dimostrato che si tratta di un betacoronavirus, come MERSV and SARsV, con una possibile origine nei pipistrelli (fonte CDC https://www.cdc.gov/coronavirus/index.html).

È possibile seguire l’evoluzione dell’epidemia tramite i canali ufficiali del Ministero della Salute

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/homeNuovoCoronavirus.jsp

Questa scheda ha l’obiettivo di fornire alcune informazioni utili sull’infezione per proteggere la salute della nostra comunità.

RIVEDI IL SERVIZIO DI ANTONIA MORO ANDATO IN ONDA NELL'EDIZIONE DELLE 14 DEL TG DELLA RAI DEL 5 FEBBRAIO 2020

Le risposte all’epidemia di Coronavirus 2019-nCoV

Come ci si può infettare?

La diffusione da persona a persona si pensa possa avvenire principalmente attraverso goccioline respiratorie prodotte quando una persona infetta tossisce o starnutisce, in modo simile a come si diffondono l'influenza e altri agenti patogeni respiratori. Analogamente a SARS e MERS, la diffusione tra le persone avviene attraverso contatti ravvicinati.

Quali sono i sintomi?

Le infezioni confermate da 2019-nCoV possono provocare una sintomatologia da lieve (80% dei casi), a severa (20% dei casi) con esiti letali (2% dei casi).

I sintomi possono comparire da 2 a 14 giorni dopo l’esposizione e includono:

Febbre

Tosse

Difficoltà respiratoria

Come prevenire l’infezione?

L’Organizzazione Mondiale della salute raccomanda le seguenti precauzioni e misure igieniche https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/advice-for-public :

Lavare spesso le mani con gel disinfettanti o con acqua e sapone;

Quando si tossisce e si starnutisce, coprire la bocca e il naso con un gomito o un fazzoletto, gettare via immediatamente i fazzoletti e lavarsi le mani;

Evitare il contatto ravvicinato con chiunque abbia la febbre e la tosse.

In caso di febbre, tosse e difficoltà respiratorie, rivolgersi tempestivamente a un medico e riferire agli operatori sanitari di eventuali viaggi nelle settimane precedenti.

Il personale e gli studenti possono recarsi in Cina?

Il Governo italiano ha deciso di sospendere temporaneamente tutti i viaggi previsti in Cina, fino a nuovo avviso.

La ragione principale di questa decisione non è solo il rischio di infezione da 2019-nCoV, ma anche la natura imprevedibile dell'epidemia, il rischio associato di disordini sociali nelle aree colpite o le restrizioni di quarantena, che potrebbero rendere impossibile il ritorno a casa.

Cosa si raccomanda al personale e agli studenti di ritorno dalla Cina

In caso di sintomatologia (febbre, tosse, difficoltà respiratoria):

Rivolgersi immediatamente al personale medico o chiamare il numero verde 1500 attivo presso il Ministero della Salute.

Ridurre al minimo i contatti con altre persone e non frequentare posti affollati.

Si raccomanda agli studenti di non frequentare le lezioni o altre attività curricolari ed extracurricolari in caso di sintomatologia sospetta.

In assenza di sintomi:

Tenere monitorata la temperatura corporea giornalmente.  In caso di rialzo termico contattare immediatamente il numero verde.

Gli studenti che si sono recati recentemente in Cina e che non presentano sintomi possono frequentare le lezioni le lezioni o altre attività curricolari senza limitazioni e senza la necessità di indossare maschere protettive.

Cosa si raccomanda al personale docente o ricercatore in visita dalla Cina

Chiedete a tutti i visitatori cinesi di monitorare attentamente il loro stato di salute prendendo la temperatura e osservando altri possibili sintomi durante i primi 14 giorni dopo la partenza dalla Cina, e informateli su come ricevere cure mediche in caso di malattia rivolgendovi immediatamente al personale medico o chiamando il numero verde 1500 attivo presso il Ministero della Salute.

RIVEDI IL SERVIZIO DI ANTONIA MORO ANDATO IN ONDA NELL'EDIZIONE DELLE 19.35 DEL TG DELLA RAI DEL 5 FEBBRAIO 2020

L’Unione Sarda di venerdì 7 febbraio

ITALIA – pagina 7

intervista. Il microbiologo

«MORBILLO E INFLUENZA SONO PIÙ PERICOLOSI»

Professor Aldo Manzin, docente di Microbiologia clinica alla Facoltà di Medicina dell'Università di Cagliari, perché il coronavirus ci fa così paura?

«La verità è che la paura si sta diffondendo più velocemente del virus stesso. Certo che si ha paura di qualcosa che si conosce poco, però la paura diventa ingiustificata quando ci sono tutti gli strumenti per affrontare l'emergenza e gli scienziati sono al lavoro».

Ci sono stati episodi di discriminazione nei confronti della comunità cinese.

«In certe situazioni i peggiori istinti vengono fuori. E la cosa incredibile è che spesso si parla di bambini e adulti che la Cina l'hanno vista solo sulla mappa geografica...».

Cosa pensa della richiesta dei governatori di alcune Regioni del Nord di non fare rientrare a scuola i bambini che tornano dalla Cina?

«Una richiesta improntata alla prudenza, ma il ministro della Salute ha ribadito che queste sono disposizioni che dà il governo non le Regioni. In ogni caso, non sono favorevole perché in questa situazione aprirebbe la strada a comportamenti discriminatori nei confronti di bambini e adulti che già subiscono uno stigma».

E alle mamme preoccupate cosa direbbe?

«Al momento non c'è alcuna indicazione che vieti l'ingresso a scuola. Ci sono delle misure che vengono prese davanti a sintomi come febbre e tosse e in questo caso gli studenti non frequentano le lezioni. Noi abbiamo mandato ai nostri studenti un vademecum voluto dalla Conferenza dei rettori. Regole di igiene e attenzione che si possono estendere anche ai bambini».

Le regole igieniche quali sono?

«Lavarsi bene le mani; quando si tossisce e si starnutisce coprire la bocca e il naso con il gomito, o un fazzoletto che va gettato via, e poi lavarsi le mani. Ancora, evitare il contatto stretto con chiunque abbia la febbre e la tosse».

Cosa significa contatto stretto?

«Ravvicinato. Questo è un virus respiratorio per cui, con la tosse e gli starnuti, il soggetto malato può emettere goccioline di saliva, materiale biologico infetto che può entrare in contatto con una persona vicina».

Questo virus, però, può essere trasmesso anche da chi non manifesta sintomi.

«Vero, ma c'è una grandissima differenza: colui che è malato emette quantità di virus enormemente superiori rispetto a chi è in fase asintomatica, per cui il rischio del contagio è elevato nel primo caso ma è molto, molto limitato per chi malato non è, ha il virus che ancora non ha dato malattia e in molti casi non la darà mai».

Si dice sia un virus molto contagioso.

«Ma non è contagioso come ad esempio il morbillo, e questo nessuno lo ricorda. Una persona infettata da questo coronavirus è in grado di trasmettere l'infezione ad altri due soggetti, il morbillo invece, di cui tendiamo a sottovalutare gli effetti, può contagiarne fino a trenta».

Anche l'influenza è più contagiosa?

«Sì, e se per adesso sappiamo che il tasso di letalità del coronavirus è poco più del 2%, sa quante persone muoiono ogni anno in Italia di influenza? Tra 6mila e 8mila, come diretta conseguenza o per complicazioni».

Piera Serusi

L'Unione Sarda
L'Unione Sarda

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