UniCa UniCa News Notizie Comunicazione universitaria: tra ascolto, inclusione, sostenibilità e trasparenza

Comunicazione universitaria: tra ascolto, inclusione, sostenibilità e trasparenza

La conclusione del progetto Concrete. Indicazioni e linee guida durante e senza le crisi: per le Università il lavoro non manca. Nell’indagine curata dal dipartimento di Scienze politiche e sociali su diciannove grandi atenei, emerge la necessità di un piano e professionisti ad hoc. “Dobbiamo farci trovare sempre pronti, essere bidirezionali, coinvolgenti, chiari, trasparenti e attenti alle esigenze di studentesse e studenti” il messaggio emerso al convegno che ha chiuso i lavori
29 marzo 2022
Concrete è stato un mix tra Unica, Istat, Sapienza, Padova, Istituto Piepoli

Condivisione, confronto e inclusione ad alto valore aggiunto.

Mario Frongia

Per la comunicazione delle Università l’asticella sale. E l’impegno non può essere disatteso. Lo conferma l’analisi curata dai ricercatori del dipartimento di Scienze politiche e sociali guidati da Alessandro Lovari. Il team ha chiuso ieri i lavori, al via il 1° ottobre del 2021, con l’elaborazione delle linee guida di quella che deve essere una comunicazione funzionale, proattiva, capace di esaudire le esigenze della popolazione universitaria. Concrete (acronimo ricavato da Comunicazione sostenibile e inclusiva in casi di emergenza negli atenei), è stato finanziato dal Mur (ministero Università e ricerca) nel quadro del bando Fisr Covid-19 del 2020. Il progetto ha sviluppato una ricerca di analisi quantitativa e qualitativa su come diciannove atenei pubblici di grandi dimensioni (classificati dal Censis tra venti e quarantamila iscritti) hanno gestito la comunicazione digitale e di orientamento durante la crisi per Covid-19, specie nelle relazioni con studenti/esse, mass media, scuole e famiglie.

La popolazione universitaria e le fonti di informazione
La popolazione universitaria e le fonti di informazione

Strategica, indispensabile, efficace.

“La ricerca ha il merito di approcciarsi in maniera multidisciplinare. Noi, anche con la nomina della prorettrice alla Comunicazione e all’immagine, abbiamo dato un ruolo chiave alla comunicazione. L’auspicio? Che si possa proseguire con le analisi - ha detto il rettore Francesco Mola - anche oltre il periodo pandemico”. Concrete, come ha precisato Alessandro Lovari, ha curato mesi anche seminari ed eventi su comunicazione istituzionale e crisi. Dal percorso è emersa con forza la necessità di farsi trovare sempre attrezzati e pronti. “Le pubbliche amministrazioni hanno l’obbligo di informare tempestivamente con efficacia e trasparenza i rispettivi pubblici. Abbiamo vissuto, e non è ancora finita, quasi due anni con la comunicazione lontana dalle nostre azioni. Al tempo stesso - ha aggiunto Elisabetta Gola, prorettrice Comunicazione e immagine dell’ateneo di Cagliari - infodemia e disinformazione su dati e statistiche non verificate, hanno complicato lo scenario. In questo clima di paura e allerta anche la divulgazione dei temi legati alle università hanno subito scossoni, rallentamenti. L’emergenza pandemica ci ha fatto capire quanto siano vitali i legami e le relazioni con le nostre studentesse e i nostri studenti”. La mediasfera, senza o con poco controllo, in cui si è immersi, con fonti non verificate e il proliferare di fake news, ha posto più di un quesito ai ricercatori. L’analisi ha coinvolto gli atenei di Bergamo, Cagliari, Calabria, Campania Vanvitelli, Catania, Chieti e Pescara, Genova, Milano Bicocca, Modena e Reggio Emilia, Parma, Perugia, Roma Tor Vergata, Salerno, Venezia Cà Foscari e Verona.  

Cagliari. Da sinistra, Alessandro Lovari, Elisabetta Gola e Francesco Mola
Cagliari. Da sinistra, Alessandro Lovari, Elisabetta Gola e Francesco Mola

Dimensione di genere, orientamento e rapporti con le testate giornalistiche

Inclusività dei messaggi, sia in prospettiva di accessibilità dei flussi comunicativi, che nella dimensione di genere. Quest’aspetto sfrutta le sinergie con il progetto H2020 Supera, di cui Unica è partner, che ha realizzato linee guida per la comunicazione gender-sensitive negli atenei. Per la comunicazione interna una forte attenzione è stata data alla comunità studentesca, al personale amministrativo, ai docenti e ai pubblici internazionali presenti negli atenei per studio e ricerca. Nella comunicazione esterna specifica attenzione sarà data ai media, interlocutori chiave nell’emergenza, e ai pubblici della scuola nella relazione con l’università per i processi di orientamento. Tra i ricercatori i docenti Mariano Porcu e Marco Pitzalis, borsisti di ricerca, ricercatori ed esperti di Università La Sapienza, Istat, Aicun e Istituto Piepoli. L’evento - tenutosi nell’aula di via Sant’Ignazio n. 76 - è stato seguito anche a distanza sulla piattaforma Teams, grazie al servizio di live streaming a cura di Efis.

Cagliari, Una fase del convegno
Cagliari, Una fase del convegno

Le linee guida della comunicazione ordinarie e durante una crisi

“Abbiamo utilizzato l’indagine Cawi (Computer assisted web interviewing) per la raccolta dati basata su questionari via web, due indagini Cati (Computer assisted telephone interviewing), tecnica d’indagine telefonica, analizzato il contenuto delle sezioni Covid-19 dei siti web istituzionali e svolto lo scraping quali-quantitativo sulle pagine facebook degli atenei” ha detto il professor Lovari. L’esame dei ricercatori ha avuto per riferimento l’anno accademico 2020/2021. Il progetto prevede la definizione di modelli sostenibili di comunicazione e di riorganizzazione in modalità digitale delle attività comunicative. “Siamo stati attenti anche alla comunicazione dei dati e alla contestualizzazione delle statistiche nei flussi istituzionali. Inoltre, i ricercatori hanno curato anche l’inclusività dei messaggi. Da ricerche e sulla base della letteratura scientifica del settore, abbiamo redatto le linee guida per la comunicazione universitaria in casi di emergenza e di crisi” hanno aggiunto i professori Porcu e Pitzalis. Il progetto ha avuto carattere interdisciplinare per la natura delle competenze coinvolte (comunicazione, statistica, educazione), per la varietà dei metodi di ricerca adottati e delle tecniche di analisi utilizzate. Alla presentazione dei risultati sono intervenuti anche Lou Therese Brandner (La comunicazione universitaria digitale: Instagram, seguito da whatsapp e facebook, è il canale più usato da studentesse e studenti), Giovanni Prattichizzo (Il ruolo della comunicazione istituzionale), Ciro Cangiano, introdotto da Marco Pitzalis, ha trattato Il punto di vista dell’orientamento. Anche l’incrocio comunicazione-orientamento è stato al centro delle esposizioni degli specialisti. Mentre L’esperienza della comunità studentesca è stato l’argomento sviscerato da Mariano Porcu.

L'uso dei social degli atenei durante la pandemia
L'uso dei social degli atenei durante la pandemia

Concrete, un passo decisivo per una comunicazione strategica e volta al futuro

inalizzato alla messa a punto, con una prospettiva sostenibile e inclusiva, delle linee guida per la comunicazione di (future) emergenze nelle università pubbliche di grandi dimensioni, il progetto ha evidenziato l’importanza della garanzia e della trasparenza delle informazioni, con il coinvolgimento dei diversi pubblici interessati, in modo da ridurre la diffusione di messaggi scorretti e/o non accurati.  Al microscopio anche engagement, lettura consapevole dei dati e filosofia responsabile, che significa contribuire al miglioramento del sistema Italia, approccio bidirezionale dei social e il “giusto rilievo dato all’ascolto. Gli studenti vanno coinvolti nelle scelte, nelle risorse, devono essere partecipi di cosa significa affrontare una crisi” hanno detto a più riprese gli esperti. Anche l’attenzione da porre al piano di comunicazione della crisi, con l’identificazione dell’ecosistema tecnologico e la creazione di team per la gestione delle crisi, uno staff dedicato, la rete dei referenti per le varie dinamiche delle crisi e l’identificazione dei portavoce, sono stati alcuni degli aspetti chiave sottolineati dai ricercatori.

Gli indicatori di qualità del progetto Concrete
Gli indicatori di qualità del progetto Concrete

Emergenza, principi, valori e buone pratiche: una sfida aperta

Una gestione ispirata a criteri manageriali: è questa una delle piattaforme ineludibili del dibattito. Un quadro in cui trasparenza, ascolto, accountability, partecipazione, inclusione e sostenibilità sono i paletti chiave. Senza scordare la formazione degli addetti e il sapersi organizzare per fare rete, dare e creare fiducia, realizzare e monitorare  un’interconnessione costante “Essere chiari e farsi trovare pronti è l’abc. La comunicazione cambia di continuò, così come l’orientamento: quello di dieci anni fa è molto diverso da quello attuale. Si deve tenere conto dei vari portatori di interesse e dei diversi pubblici. E si deve avere un coordinatore e vari portavoce per ciascun settore” hanno ribadito i ricercatori. Le tematiche sono state affrontate anche nella tavola rotonda - moderata da Claudia Onnis (Formez Pa) - con gli interventi, in sala, di Francesca Maffini (capo-ufficio stampa, ministero Università e ricerca), e da remoto, di Serenella Ravioli (direttrice comunicazione Istat), Francesca Comunello (La Sapienza, Roma), Laura Nota (Università di Padova) e Paola Scioli (Aicun). Il dibattito ha riaffermato alcuni principi cardine. Tra questi spicca, il coinvolgimento degli studenti nelle scelte e nelle risorse e partecipi del Piano che comprende il management e la comunicazione durante le crisi.

Contatti e informazioni. Sito unica.it. Progetto: -

 sites.unica.it/progetto-concrete/

Cagliari. La conclusione della tavola rotonda. Alle spalle di Alessandro Lovari, Claudia Onnis e Francesca Maffini, le ricercatrici intervenute da remoto
Cagliari. La conclusione della tavola rotonda. Alle spalle di Alessandro Lovari, Claudia Onnis e Francesca Maffini, le ricercatrici intervenute da remoto

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