UniCa UniCa News Avvisi Pastoralismo: tradizioni, identità e sviluppo in Sardegna. Seminario con Gino Satta (10 novembre ore 17, aula 15 - Facoltà di Studi umanistici)

Pastoralismo: tradizioni, identità e sviluppo in Sardegna. Seminario con Gino Satta (10 novembre ore 17, aula 15 - Facoltà di Studi umanistici)

Autore dell'avviso: Carlo Maxia

19 ottobre 2021
Gino Satta (docente di Antropologia culturale presso l’Università di Bari “Aldo Moro”) presenta il work in progress di un nuovo libro, provvisoriamente intitolato Pastoralismo, dove sono affrontati il rapporto tra elaborazioni dell’identità e sguardi esterni (in particolare quello turistico), il ruolo delle scienze sociali (e in particolare dell’antropologia) nella istituzione della cultura sarda e nella immaginazione della località, i diversi modi in cui tradizioni e identità possono essere immaginati oggi.

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Pastoralismo: tradizioni, identità e sviluppo in Sardegna

Seminario con Gino Satta

 

Il progetto di ricerca ARCIMUSA, sovvenzionato dalla Fondazione Sardegna (annualità 2018), indaga il rapporto tra beni culturali e costruzioni identitarie nel campo di arte, cinema e musica in Sardegna grazie alla collaborazione di un team interdisciplinare (G. Aromando, D. Bruni, C. Casula, M. Cosci, T. Cossu, P. Dal Molin, A. Floris, R.P. Ladogana, M. Lutzu, C. Maxia, I. Macchiarella).

Dopo gli appuntamenti su Musica e identità culturale in Sardegna tra folk revival e popular music (12 aprile 2021), Imprenditoria culturale e dimensione identitaria nei Festival Jazz in Sardegna, Costantino (5, 12 e 19 maggio), Costantino Nivola: costruzione identitaria e cosmopolitismo (28 maggio) e Nel laboratorio dell’immaginario sardo (25 ottobre), il seminario di Gino Satta, coordinato da Carlo Maxia, intende riflettere, a partire dalla iscrizione da parte dell’Unesco del canto a tenore nella lista dei Capolavori del patrimonio immateriale (2005), sul ruolo assunto dalle tradizioni, e in particolare dalle tradizioni legate al mondo pastorale, in relazione ai progetti di sviluppo economico in Sardegna.

Alla retorica modernizzatrice che aveva caratterizzato il Piano di Rinascita, che vedeva nelle tradizioni un ostacolo sulla via dello sviluppo e del benessere, si sostituisce – a partire dagli anni 70 – una nuova retorica, che invece fa delle tradizioni elementi di identità suscettibili di essere utilizzati come marchi territoriali, in funzione dello sviluppo.

Riprendendo il precedente lavoro sul turismo dei “pranzi con i pastori” (Turisti a Orgosolo, Liguori 2001), il seminario intende presentare il work in progress di un nuovo libro, provvisoriamente intitolato Pastoralismo, dove sono affrontati in una prospettiva più ampia temi che erano già – almeno in parte – al centro di quella etnografia: il rapporto tra elaborazioni dell’identità e sguardi esterni (in particolare quello turistico), il ruolo delle scienze sociali (e in particolare dell’antropologia) nella istituzione della cultura sarda e nella immaginazione della località, i diversi modi in cui tradizioni e identità possono essere immaginati oggi.

Si tratta da un lato di rivisitare – a 20 anni di distanza – quei temi per interrogarsi sulle molte cose che sono nel frattempo accadute, in Sardegna e altrove; dall’altro di andare oltre il tradizionale quadro etnografico di villaggio che aveva caratterizzato la ricerca, allargare il campo e la visuale.

 

Gino Satta è professore di Antropologia culturale presso l’Università di Bari “Aldo Moro”. È membro del Direttivo dell’Associazione Internazionale Ernesto de Martino e condirettore, con Pino Schirripa, della rivista Nostos. È ricercatore nel progetto internazionale Pensare il popolare, pensare la cultura - EHESS-Institut interdisciplinaire d’anthropologie du contemporain (IIAC), in convenzione con Associazione internazionale Ernesto de Martino (AIEM), Fondazione-Istituto Gramsci (FG), Accademia Nazionale di Santa Cecilia (ANSC), École Française de Rome (EFR). Fa parte del Comitato di direzione della rivista Parolechiave, per la quale ha coordinato i numeri Migranti (46, 2011), Patrimonio culturale (49, 2013), Schiavitù (55, 2016). 

Ha studiato la rappresentazione turistica della cultura e delle tradizioni sarde (Turisti a Orgosolo, Napoli 2001), e le relazioni tra politiche dell’identità e dello sviluppo economico in Sardegna (Dal parco al progetto pastoralismo, Parolechiave n° 49). Ha coordinato la digitalizzazione dell’archivio di Ernesto de Martino e studiato diversi aspetti della sua opera (Le fonti etnografiche del “mondo magico”, in E. De Martino, Il mondo magico, Torino 2008; “Tra una raffica e l’altra”, Aut aut n° 366 2015). Ha partecipato al progetto di ricerca Stato, pluralità, cambiamento in Africa, nell’ambito del quale si è occupato dell’uso propagandistico dell’argomento antischiavista (L’ultimo baluardo della schiavitù. La “barbarie abissina” nella propaganda per la guerra d’Etiopia, in Variazioni africane, a cura di F. Viti, Modena 2016; Civiltà di Roma e barbarie abissina, Parolechiave n° 55).

Con Clara Gallini ha curato Incontri etnografici (Roma 2006). È anche l’autore di Zone di contatto (Padova 2005).

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