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AD ADIUVANDUM, UniCa c’è

L’Università di Cagliari a pieno titolo nella cordata di enti e istituzioni che intendono avviare un’azione di tutela della salute nell’ambito dell’emergenza sanitaria da COVID-19: il primo passo sarà l’avvio di uno screening sugli studenti e sul personale docente e tecnico-amministrativo dell’Ateneo, anche al fine di prevenire nuovi focolai del virus. Si comincerà dalla Facoltà di Medicina e chirurgia. E’ quanto comunicato questa mattina da Maria Del Zompo, Rettore di UniCa, e Francesco Marongiu, Prorettore per le attività sanitarie dell’Ateneo, a Maria Antonietta Mongiu, coordinatrice della rete alla base dell’iniziativa. RASSEGNA STAMPA
04 agosto 2020
L'incontro di questa mattina a Palazzo Belgrano: Francesco Marongiu, Maria Del Zompo e Maria Antonietta Mongiu

L'Ateneo raccoglie e dà gambe all'idea della Rete di Solidarietà sociale Ad Adiuvandum: coinvolto inizialmente il personale della Facoltà di Medicina e dei Dipartimenti di Scienze Biomediche, Scienze Mediche e Sanità Pubblica e Scienze Chirurgiche

Sergio Nuvoli

Cagliari, 4 agosto 2020 - A partire da settembre, il personale e gli studenti e le studentesse della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Cagliari saranno sottoposti ai test sierologici anti Covid-19 come proposto dalla Rete di solidarietà sociale "Ad adiuvandum".

E’ quanto emerso dall’incontro di questa mattina in Rettorato tra Maria Del Zompo, Rettore dell’Ateneo cagliaritano, Francesco Marongiu, Prorettore per le attività sanitarie, e la Presidente della Rete Maria Antonietta Mongiu. Nell’indagine – che progressivamente coinvolgerà tutto l’Ateneo - sarà coinvolto inizialmente il personale della Facoltà di Medicina e Chirurgia e dei Dipartimenti di Scienze Biomediche, Scienze Mediche e Sanità Pubblica e Scienze Chirurgiche, e gli studenti, escluse le matricole, per un totale di circa 1700 iscritti e 300 membri del personale.

“Alla ripresa delle lezioni e degli esami – ha spiegato la prof.ssa Del Zompo - ci proponiamo di avviare uno screening sugli studenti e sul personale docente e tecnico-amministrativo dell’Ateneo, anche al fine di prevenire nuovi focolai del virus”.

Lia Serreli, Direttore Generale del Gruppo "L'Unione Sarda", alla presentazione dell'iniziativa di Ad Adiuvandum
Lia Serreli, Direttore Generale del Gruppo "L'Unione Sarda", alla presentazione dell'iniziativa di Ad Adiuvandum

Nell’ottica di una condivisa visione istituzionale e sanitaria la Rete Ad Adiuvandum ha avviato una raccolta fondi per realizzare un’analisi a campione, senza fine di lucro, che rafforzi e affianchi l’azione degli Uffici sanitari della Regione Sardegna

Si tratta del primo concreto passo in avanti in Ateneo dell’iniziativa presentata ieri e realizzata in collaborazione con la Regione Autonoma della Sardegna, il Ministero della Difesa con le Forze Armate, insieme ad associazioni e altri promotori (Gruppo L’Unione Sarda, Amici di Sardegna Uniti contro COVID-19, Sarda Bellezza), che realizza congiuntamente un’azione di tutela della salute nell’ambito dell’emergenza sanitaria da COVID-19. Come detto, si comincerà dagli studenti (escluse le matricole) e dal personale della Facoltà di Medicina e chirurgia, per un totale di circa duemila persone sottoposte a test.

"Fare il test – ha sottolineato Maria Antonietta Mongiu, della rete Ad Adiuvandum - è un atto d'amore per sè, per la propria famiglia, per la Sardegna".

Nell’ottica di una condivisa visione istituzionale e sanitaria la Rete Ad Adiuvandum ha avviato una raccolta fondi per realizzare un’analisi a campione, senza fine di lucro, che rafforzi e affianchi l’azione degli Uffici sanitari della Regione Sardegna nel contrasto alla diffusione del contagio da COVID-19. La raccolta è finalizzata all'acquisto di dispositivi sanitari e strumentazione per le analisi.

L’idea dei promotori è coinvolgere il maggior numero possibile di persone: priorità a chi ha particolari patologie, ma anche a chi, soprattutto per motivo di lavoro, o come in questo caso di studio, è giornalmente a stretto contatto con decine di persone. Idea subito raccolta e concretizzata dall'Università degli Studi di Cagliari.

Maria Antonietta Mongiu presenta l'iniziativa con Giulio Calvisi (sottosegretario alla Difesa) e Mario Nieddu (assessore regionale alla Sanità)
Maria Antonietta Mongiu presenta l'iniziativa con Giulio Calvisi (sottosegretario alla Difesa) e Mario Nieddu (assessore regionale alla Sanità)

RASSEGNA STAMPA

L'UNIONE SARDA del 6 agosto 2020

Cagliari - pagina 23

Il via dà inizio al progetto della rete di solidarietà Ad Adiuvandum

Covid, controlli per 1700 studenti

L'Università è la prima istituzione che eseguirà lo screening sierologico anti-Covid 19 sui propri studenti e dipendenti. «Si comincerà dalla facoltà di Medicina e Chirurgia», ha annunciato ieri la rettrice Maria Del Zompo, all'indomani dell'incontro a Palazzo Belgrano con Maria Antonietta Mongiu, presidente della rete di solidarietà sociale “Ad Adiuvandum” e il prorettore per le attività sanitarie Francesco Marongiu.
Il via a settembre
«Inizieremo alla ripresa delle lezioni e degli esami e andremo avanti coinvolgendo man mano tutto l'Ateneo», assicura la rettrice. Un primo passo che dà gambe al progetto così come previsto dalla sua ideatrice: far sì che tanti più sardi, attraverso test gratuiti di massa, abbiano la possibilità di verificare le loro condizioni di salute, scoprendo se hanno o no gli anticorpi del coronavirus. È questo lo scopo del protocollo d'intesa siglato da Ad Adiuvandum con Regione-Ats e ministero della Difesa con le Forze Armate: un'iniziativa che vede in campo il gruppo L'Unione Sarda e le associazioni Amici di Sardegna uniti contro Covid-19 e Sarda Bellezza. Un'alleanza che si prefigge di prevenire nuovi focolai del virus nell'Isola, coinvolgendo tanti più soggetti che possano adoperarsi per questo scopo. Uno di questi è appunto l'Università, a stretto contatto con il pubblico e con una vastissima utenza: i primi test coinvolgeranno 1700 studenti (escluse le matricole) e 300 dipendenti (dipartimenti compresi). Un campione rappresentativo della popolazione universitaria, in tutto circa duemila persone che per ragioni di studio o lavoro hanno molti contatti giornalieri e, pur asintomatici, potrebbero aver contratto il virus a loro insaputa. Da qui all'autunno si conta di raggiungere altre categorie, tramite le associazioni, i sindacati e società sportive: in tanti hanno già aderito all'iniziativa col proposito di raggiungere una platea di sardi sempre più vasta.
Obiettivi
«Fare il test», ribadisce Maria Antonietta Mongiu, «è un atto d'amore per sé, per la propria famiglia, per la Sardegna. Gli studenti diventeranno attori di una sperimentazione, per tracciare il virus, nell'interesse di tutta la comunità». Gli hub, ossia i luoghi in cui si potrà fare il test, sono diversi (ex Ospedale militare, Policlinico e Brotzu), ma per chi ha difficoltà a muoversi i promotori organizzeranno anche postazioni mobili (tramite l'Esercito) raggiungendo, per esempio, anche le sedi delle case di riposo. «Ognuno è parte attiva», sottolinea la presidente di Ad Adiuvandum, «l'intento dell'associazione non è sostituirsi alle istituzioni pubbliche ma di supportarle nella gestione dell'emergenza Covid: la rettrice Del Zompo e il prorettore Marongiu sono due grandi protagonisti della sanità isolana, parti attive nel raggiungimento del bene della comunità». Importante, a sostegno dell'iniziativa, la raccolta dei fondi da privati, tramite bonifico bancario su conto corrente intestato al Banco di Sardegna (Iban: IT16A0101504806000070737006, causale Ad Adiuvandum). Uno sforzo da parte di tutti: dal primo all'ultimo sardo, nessuno sarà escluso, tutti sono chiamati a essere protagonisti. Tutti insieme per tutti, insomma. L'interesse è collettivo. (c. ra.)

L'articolo di Carla Raggio su L'Unione Sarda del 6 agosto 2020 a pagina 23
L'articolo di Carla Raggio su L'Unione Sarda del 6 agosto 2020 a pagina 23

LA NUOVA SARDEGNA del 6 agosto 2020

Sardegna - pagina 2

Cagliari
Università, a settembre via ai test sierologici per 1700 studenti

CAGLIARI A settembre test sierologici anti Covid-19 per il personale e gli studenti della Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università di Cagliari. È quanto emerso dall'incontro tra Maria Del Zompo, rettrice dell'ateneo cagliaritano, Francesco Marongiu, prorettore per le attività sanitarie, e Maria Antonietta Mongiu, rete Ad Adiuvandum. Saranno coinvolti circa 1700 iscritti e 300 membri del personale. «Alla ripresa delle lezioni e degli esami - ha spiegato Del Zompo - avvieremo uno screening sugli studenti e sul personale dell'ateneo al fine di prevenire nuovi focolai del virus».

L'articolo su La Nuova Sardegna del 6 agosto 2020 a pagina 2
L'articolo su La Nuova Sardegna del 6 agosto 2020 a pagina 2

L'UNIONE SARDA del 11 agosto 2020

Primo Piano - pagina 5

In campo anche il gruppo L'Unione Sarda. Mongiu: «Il progetto funziona»

Al via i test sierologici gratuiti

I primi a presentarsi all'ex ospedale militare di Cagliari, prima delle 9, sono due tifosissimi rossoblù, del fanclub Cagliari: Rolando Sordo, 70 anni, e Ignazia Lecis, 53. «Fare il test sierologico», un semplicissimo prelievo del sangue, «significa proteggere se stessi e i propri familiari», dice lui. «Avendo una problema di salute, fare il test mi fa sentire più sicura», aggiunge lei. Con loro, in fila per sottoporsi gratuitamente al test sierologico ci sono anche commercianti, giornalisti, poliziotti, pizzaioli, artigiani, e molti rappresentanti delle istituzioni.
 

Buona la prima
La prima verifica sul campo del progetto voluto e finanziato da Ad Adiuvandum, la rete di solidarietà sociale formata dal gruppo editoriale L'Unione Sarda (presieduto da Sergio Zuncheddu), Amici di Sardegna uniti contro il Covid-19, Sarda Bellezza e altre associazioni con l'obiettivo di effettuare test sierologici gratuiti di massa sui sardi, è un successo. «Una prova che ha funzionato molto bene», spiega Maria Antonietta Mongiu, ideatrice dell'iniziativa, «che serviva anche a conoscere punti di forza ed eventuali criticità che potremo incontrare quando, dopo il 20 agosto, l'ex ospedale militare di Cagliari diventerà uno dei tre hub», gli altri due saranno il Brotzu e il Policlinico universitario Duilio Casula dell'Aou Cagliari, «dove si potrà effettuare il test», aggiunge.
 

Il progetto
L'iniziativa, d'intesa con il ministero della Difesa che attraverso l'Esercito mette a disposizione la logistica (l'ex ospedale militare di Cagliari ma a settembre anche postazioni mobili in tutta la Città Metropolitana), e l'Ats (che scende in campo con le due strutture ospedaliere e i rispettivi laboratori di analisi), trova il consenso dei cagliaritani. «Come presidente del Comitato per l'insularità in Costituzione ho accettato di seguire questo progetto perché come ripetiamo sempre dobbiamo essere noi ad assumerci la responsabilità di dare un valore agli articoli della Costituzione. E sulla salute, sulla quale è centrale il ruolo delle istituzioni pubbliche, con questo progetto diventiamo facilitatori nella relazione tra cittadinanza e istituzioni», spiega ancora la Mongiu.
 

Le istituzioni
Il test, che in questa prima fase del progetto si potrà effettuare nell'area della Città Metropolitana (con l'obiettivo di estenderlo a tutta l'Isola), è volontario: in caso di esito positivo, in 48 ore, la persona verrà contattata dalla struttura pubblica per effettuare il tampone e da quel momento comincerà il tracciamento. «Questo virus lo combattiamo se tutti ci sottoponiamo al test sierologico», dice la rettrice dell'università di Cagliari, Maria del Zompo, arrivando all'ex ospedale militare. «La curva dei contagi sta leggermente risalendo, ma se continueremo a utilizzare le mascherine, mantenere la distanza di sicurezza e faremo tutti il test, sono sicura che potremo contenere il virus in attesa del vaccino».
«I nuovi numeri sui contagi dicono che l'allarme non è per niente cessato», sottolinea Alessio Mereu, assessore al Traffico del Comune di Cagliari, anche lui in fila per il test. «L'iniziativa di Ad Adiuvandum è una grande opportunità, invito tutti i cittadini a raccoglierla». «Come ministero della Difesa siamo a supporto della sanità sarda e delle strutture sanitarie del territorio», conclude Giulio Calvisi, Sottosegretario alla Difesa. «Continueremo a fornire assistenza con medici e infermieri all'ex ospedale militare di Cagliari e supporto logistico per i test itineranti. Perché uno screening di massa, soprattutto sulle persone più esposte al rischio che durante il lockdown hanno retto il sistema economico e sociale del Paese, rappresenta una strategia efficace per tracciare il Covid».
Mauro Madeddu

L'articolo di Mauro Madeddu su L'Unione Sarda del 11 agosto 2020 a pagina 5
L'articolo di Mauro Madeddu su L'Unione Sarda del 11 agosto 2020 a pagina 5

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