UniCa UniCa News Communication ANALISI E VALUTAZIONE DI QUALITÀ DELLO SPAZIO URBANO PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE

ANALISI E VALUTAZIONE DI QUALITÀ DELLO SPAZIO URBANO PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE

Autore dell'avviso: [80/71] Corso di Laurea in Scienze dell'Archit...

01 March 2022
Seminario tematico | docente: arch. Davide PISU | L-17 e LM-4 | 20 ore 2 CFU - ICAR/14 | max 15 studenti

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Il corso fornisce un quadro teorico di riferimento sull’utilizzo e l’applicazione di principi normativi al progetto, la costituzione dei sistemi regolativi formali moderni e l’applicazione di principi progettuali all’ambito normativo. Il corso mira a sviluppare conoscenza, coscienza critica e capacità di interpretazione dei sistemi normativi in architettura, inquadrati sia come elementi eteronomici che come strumenti operativi del progetto e all’interno delle competenze disciplinari proprie della composizione architettonica, facendo emergere la tensione tra norma e progetto, tra Nomos e Telos. Alla fine del corso gli studenti saranno dotati di capacità intepretative e manipolative dei “Modelli Normativi”.  

Prerequisiti: Interesse per gli aspetti teorici della disciplina. Avere sostenuto gli esami di progettazione del primo e del secondo anno e l’esame di storia dell’architettura 1 e 2

Contenuti: Nonostante sia stata anche in tempi recenti oggetto di studi da parte di diversi autori (Ben-Joseph and Szold, 2004; Imrie and Street, 2009; Ross, 2015; Pisu, 2021; Pisu e Chiri, 2021) la relazione tra le norme e il progetto d’architettura rimane largamente inesplorata. Il progetto di architettura, ponendosi come atto deliberato, agisce in un territorio a cavallo tra norma ed eccezione, ben rappresentate nella diade vitruviana Ratio-Sollertia già evidenziata da Cache (2011). La nozione di Sollertia Vitruviana trova dei paralleli nell’elaborazione di Giorgio Agamben (2003) ispirata dalle riflessioni di Schmitt sullo Stato di Eccezione, e il parallelo tra il suo riferimento a “uno spazio vuoto di diritto […] necessario all’ordine giuridico” e l’esperienza materiale del progetto in bilico tra norme (regole e standards che regolano qualsiasi aspetto del progetto, Imrie, 2012) ed eccezioni ha una certa utilità nel descrivere questa dicotomia. Il corso si propone di fornire un quadro di riferimento per la conoscenza dei sistemi normativi applicabili alla forma architettonica come strumenti progettuali. Da una parte le norme vengono considerate come fenomeno costitutivo del processo progettuale architettonico (Imrie&Street, 2011) generale, cioè vengono utilizzati sia come strumenti generativi della forma che descrittivi che deontici. In particolare, in riferimento alla fabbricazione digitale, come “objectiles” (Deleuze, 1992) e cioè come notazioni brevi e singolari di infinite possibilità formali attraverso l’utilizzo di parametri (Cache, 2011) o di Big Data, ovvero di grandi masse di dati raccolti computazionalmente che vengono successivamente correlati alla forma tramite set di regole (Carpo, 2014). Dall’altra le norme vengono considerate come fenomeno fondativo della disciplina architettonica, insieme ai modelli (Choay, 1986), sulle quali l’architettura storicamente costruisce i propri saperi e si comunica. Sono rilevanti, da questo punto di vista, i tentativi (ex-post) di costruzione logica del processo progettuale Classico operato da Sebastiano Serlio (pubblicati a partire dal 1573) o del metodo progettuale, esplicitato per via computazionale, di Palladio (Stiny&Mitchell, 1978; Hersey&Freedman, 1992) o ancora l’operazione di LeCorbusier nella elaborazione dei cinque punti in forma di regole scritte, che pur utilizzati con valore descrittivo assumono connotati deontici. Per ‘ricostruire’ questo complesso rapporto, la prima parte del corso propone lo studio, in forma seminariale, di una serie di casi studio paradigmatici per la storia della disciplina, nei quali la complessità di questo rapporto emerge con forza. La seconda parte individua modelli e percorsi disvelativi di quella tensione, evidenziando elementi irrisolti della dicotomia norma-progetto. A fine corso viene proposta la produzione di un semplice elaborato progettuale costruito su uno dei casi studio proposti.

Metodi didattici. Il corso è organizzato in due fasi.  Nella prima vengono presentati una serie di temi teorici inerenti il rapporto del progetto con le regole e vengono introdotti i principali strumenti analitici utilizzati attraverso un’introduzione alla filosofia del diritto. Vengono presentati dei casi studio relativi al rapporto tra pratica architettonica e obblighi giuridici e relativi all’utilizzo delle norme come strumento progettuale. La seconda parte individua modelli e percorsi disvelativi di quella tensione, evidenziando elementi irrisolti della dicotomia norma-progetto, con la produzione di un piccolo elaborato progettuale (un brief corredato di un disegno assonometrico).

Modalità di verifica e attribuzione dell’idoneità: Durante la seconda fase del corso gli studenti svilupperanno i casi studio attraverso la redazione di un disegno in formato A4 o di un modello tridimensionale, accompagnato da un saggio critico breve, in cui esporranno il loro percorso in relazione al framework teorico delineato nella prima parte del corso. Gli studenti verranno quindi valutati sulla base della capacità di cogliere e rielaborare i riferimenti teorici con strumenti formali propri della disciplina.

*** per iscriversi: mandare email a d.pisu@unica.it

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