Tipologia

a) Assegni istituzionali
Il Senato accademico, sulla base dei finanziamenti annualmente stanziati dal Consiglio di amministrazione, individua gli assegni di ricerca da bandire, suddividendoli fra le aree scientifico disciplinari di interesse, mediante la pubblicazione di un unico bando seguito dalla presentazione di progetti di ricerca da parte degli stessi candidati.
b) Assegni su altri fondi
Su richiesta del dipartimento o dei docenti responsabili di progetti di ricerca finanziati e approvati dal dipartimento, possono essere conferiti ulteriori assegni da finanziarsi, nell’ambito di specifici progetti di ricerca, con fondi messi loro a disposizione da parte di soggetti pubblici o privati.

Durata
Gli assegni di ricerca possono avere una durata compresa tra uno e tre anni, eventualmente rinnovabili. La durata complessiva, compresi i rinnovi, non può comunque essere superiore ai quattro anni, ad esclusione del periodo in cui l’assegno è stato fruito in coincidenza con il dottorato di ricerca nel limite massimo della durata del relativo corso.

Importo
Il minimo annuale lordo dipendente (al netto degli oneri di amministrazione) è pari a € 19.367,00 (come da decreto ministeriale n° 102 del 9.03.2011, registrato alla Corte dei conti il 13.05.2011, reg. 6, fg. 11).
Per gli assegni su altri fondi, l’importo annuo al netto degli oneri (€ 19.367,00) potrà essere maggiorato fino ad un massimo del 30% (C.d.A. del 26.04.2012).

Per i bandi pubblicati prima dell’entrata in vigore della legge 240/2010 (29.01.2011), si applica, in fase di contratto e per gli eventuali successivi rinnovi, la precedente normativa: art. 51*, comma 6, legge 27.12.1997, n. 449; regolamento dell’ateneo - (come disposto dall’art. 12** del nuovo regolamento).


* Legge 449/97 - Articolo 51, comma 6 - Modifiche 2006
(Università e ricerca)
Commi 1-5 omissis
6. Le università, gli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano, gli enti pubblici e le istituzioni di ricerca di  cui all’articolo 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 dicembre 1993, n. 593, e successive  modificazioni e integrazioni, l’ENEA e l’ASI,  nonché il Corpo forestale dello Stato [1] nell’ambito delle disponibilità di  bilancio, assicurando, con proprie disposizioni, idonee procedure di valutazione comparativa e la pubblicità degli atti,  possono conferire assegni per la collaborazione ad attività di ricerca. Possono essere titolari degli assegni dottori di  ricerca o laureati in possesso di curriculum scientifico professionale idoneo per lo svolgimento di attività di ricerca  con esclusione del personale di ruolo presso i soggetti di cui al primo periodo del presente comma. Gli assegni hanno  durata non superiore a quattro anni e possono essere rinnovati nel limite massimo di otto anni con lo stesso soggetto,  ovvero di quattro anni se il titolare ha usufruito della borsa per il dottorato di ricerca. Non è ammesso il cumulo con  borse di studio a qualsiasi titolo conferite, tranne quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad  integrare, con soggiorni all’estero, l’attività di ricerca dei titolari di assegni. Il titolare di assegni può  frequentare corsi di dottorato di ricerca anche in deroga al numero determinato, per ciascuna università, ai sensi  dell’articolo 70 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, fermo restando il superamento delle  prove di ammissione. Le università possono fissare il numero massimo dei titolari di assegno ammessi a frequentare in  soprannumero i corsi di dottorato. Il titolare in servizio presso amministrazioni pubbliche può essere collocato in  aspettativa senza assegni. Agli assegni di cui al presente comma si applicano, in materia fiscale, le disposizioni di  cui all’articolo 4 della legge 13 agosto 1984, n. 476, e successive modificazione e integrazioni, nonchè, in materia  previdenziale, quelle di cui all’articolo 2, commi 26 e seguenti, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive  modificazioni e integrazioni. Per la determinazione degli importi e per le modalità di conferimento degli assegni si  provvede con decreti del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica. I soggetti di cui al primo  periodo del presente comma sono altresì autorizzati a stipulare, per specifiche prestazioni previste da programmi di  ricerca, appositi contratti ai sensi degli articoli 2222 e seguenti del codice civile, compatibili anche con rapporti di  lavoro subordinato presso amministrazioni dello Stato ed enti pubblici e privati. Gli assegni e i contratti non danno  luogo a diritti in ordine all’accesso ai ruoli dei soggetti di cui al primo periodo del presente comma.
[1] Integrazione ex  art.1, comma 1053,  L.296/06


** Articolo 12 del regolamento
1.  Per i bandi pubblicati prima dell’entrata in vigore della legge 30 dicembre 2010, n. 240, si applica, in fase di contratto e per gli eventuali successivi rinnovi, la precedente normativa (art. 51, comma 6, legge 27 dicembre 1997, n. 449), ai fini di coerenza con quanto previsto dal bando e dei diritti acquisiti dei soggetti che hanno partecipato ai bandi.
2.  Per i rinnovi degli assegni su bandi ex art. 51, comma 6, legge 27dicembre 1997, n. 449, si applica la precedente normativa (art. 51, comma 6, legge 27 dicembre 1997, n. 449). Gli assegni possono essere rinnovati se il rinnovo era espressamente previsto nel bando, ovvero nel contratto originario.

Questionario e social

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