Martedì 18 luglio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
18 luglio 2006
Rassegna a cura dell’ufficio stampa e web
Segnalati 4 articoli delle testate: L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna e il Nord Sardegna 

 
1 – L’Unione Sarda
Provincia di Sassari Pagina 42
Sassari. Incontro fra l’assessore Dirindin e il presidente della commissione Sanità Masia
Dietrofront sul nuovo ospedale
Non ci sono fondi: il Civile verrà restaurato
Sassari non avrà un «nuovo ospedale» ma dovrà accontentarsi di un «ospedale nuovo», cioè completamente ristrutturato. Di questi tempi è già una buona notizia. Se ne è parlato in un incontro che si è svolto alla Regione fra il presidente Renato Soru, l’assessore alla Sanità Nerina Dirindin, il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau, il presidente della commissione sanità Pierangelo Masia e alcuni consiglieri regionali del centro sinistra eletti nel sassarese. Abbandonato il sogno iniziale di costruire una nuova e moderna struttura che avrebbe richiesto risorse ingenti non disponibili, è nata l’ipotesi di un progetto di ristrutturazione del "Santissima Annunziata". Lo studio di fattibilità verrà finanziato dalla Regione poi si deciderà come procedere. Viste le carenze di cassa, è molto probabile si ricorra ad un "progetto di finanza", formula ancora poco utilizzata nell’Isola che prevede l’investimento a carico del privato cui poi viene garantito il ritorno economico attraverso la gestione dei servizi. A spostare l’interesse della Regione sul progetto di ristrutturazione, oltre alla carenza di fondi, è stato l’imminente avvio dei lavori per la realizzazione di una nuova ala dell’attuale Ospedale civile. Le procedure d’appalto sono ormai concluse e i lavori affidati ad un’associazione temporanea di imprese, capofila un’azienda pugliese. Il progetto è stato predisposto dall’ingegner Gianni Plicchi, docente dell’Università di Bologna, che ha già progettato diverse strutture ospedaliere e sanitarie. La nuova ala verrà realizzata nella parte anteriore e si congiungerà all’ingresso principale del "Santissima Annunziata": un colosso di nove piani, due dei quali interrati. Ospiterà il Day-surgery, un dipartimento di cui oggi l’ospedale è sprovvisto dove si eseguiranno interventi ambulatoriali e una parte alberghiera destinata all’accoglienza dei familiari dei pazienti, con bar e sala d’attesa. Nella nuova ala troveranno spazio anche alcuni di quei reparti che oggi soffrono l’esiguità degli spazi a disposizione, come Medicina, Chirurgia, Rianimazione e Cardiologia. Lo spostamento di una serie di servizi nell’ala nuova consentirà di intervenire sulle parti più vecchie e degradate della struttura che da quando è stata realizzata ha subìto un solo adeguamento: la nuova ala realizzata nella parte posteriore dell’ospedale, di fronte al Pronto Soccorso. Qui hanno trovato adeguata sistemazione la Cardiochirurgia, la Cardioanestesia e le nuove sale operatorie. Attualmente sono in fase di ultimazione i lavori di ristrutturazione di una parte del piano terra dove si trasferirà il Pronto Soccorso. Se il progetto di ammodernamento dell’Ospedale civile andrà a buon fine è probabile si riuscirà anche a trovare una soluzione tecnica per rendere finalmente agibile e sicuro l’eliporto realizzato sul tetto dell’edificio alcuni anni fa e mai utilizzato.
Gibi Puggioni
 
2 – L’Unione Sarda
Cronaca Regionale Pagina 5
scuola Cgil: precari, la mobilitazione continua
Sugli oltre mille precari della scuola, la mobilitazione della Cgil non si ferma. Nel corso di un incontro, al quale hanno partecipato l’assessore regionale Elisabetta Pilia, il dirigente scolastico regionale e i due rettori delle università di Cagliari e Sassari, si è discusso del diritto degli oltre 1050 precari della scuola sarda a conseguire una abilitazione grazie alla frequenza di corsi abilitanti speciali. «Pur registrando i passi avanti, non possiamo considerarci soddisfatti rispetto alle nostre legittime richieste», dice Peppino Loddo, segretario regionale Flc Cgil, «perché a malapena troverebbe soddisfazione la metà delle domande presentate» È inaccettabile - dice Loddo - «che i precari sardi, già fortemente penalizzati dalle recenti scarsissime immissioni in ruolo, rischino di veder sfumare le occasioni di lavoro nella scuola, perché l’Università non intende, in violazione delle norme vigenti, organizzare i corsi che consentirebbero loro di prendersi l’abilitazione».
 
 

3 – La Nuova Sardegna
Pagina 7 - Cagliari
Concorrenza feroce (e qualificata) per i concorsi che sono stati banditi dalla Provincia 
Una pioggia di domande per sette posti 
CARBONIA. Sette posti a disposizione per una assunzione per sei mesi, e ben 614 aspiranti. È la situazione dei concorsi banditi dalla Provincia per una prima copertura provvisoria degli organici che sarà poi attuata con un concorso successivo ed assunzioni a tempo indeterminato.
 Una vera marea di domande e di sogni. Eppure non si trattava di concorsi aperti a tutti, ma solo a persone dotate di alta professionalità. Tranne che in un caso, la partecipazione era infatti aperta a laureati. Una concorrenza feroce, quindi, per ognuno dei posti a disposizione. In fila per il sogno di un posto di lavoro ci sono 31 geologi, 91 pedagogisti, 104 ingegneri esperti in lavori pubblici e 67 ingegneri esperti in problemi del’ambiente. Poi altri 140 laureati in economia e commercio o titoli equivalenti. Una vera e propria marea di disoccupati alla caccia di una opportunità che rappresenta una goccia nel mare della disoccupazione del territorio. Dove aumenta sempre più, assieme agli altri paramentri, anche il tasso di disoccupazione dei laureati e diplomati, che sempre più spesso scelgono di emigrare per trovare lavoro. (gfn)
 
 
  
4 – Il Sardegna
Ateneo. Le facoltà a numero chiuso a Sassari sono sei su undici
L’università blinda gli accessi: «Dobbiamo garantire la qualità»
Le quote sono calcolate a monte dal ministero.
Obiettivo: evitare di sfornare disoccupati
Addio Sessantotto. Quando il diritto allo studio diventò per tutti. Oggi, anno accademico 2006/2007 alle porte, l’università non è più per tutti. È solo per quelli che passano il test d’ingresso. Non c’è voluta una controrivoluzione reazionaria, ma un foglio, un quiz e una trafila di crocette: o sei da questa parte, nel mondo delle matricole, o sei fuori. Pronto all’infornata in una facoltà di ripiego da mille iscritti l’anno.
LO SBARRAMENTO all’ ingresso - un tempo esclusiva delle facoltà a cinque stelle, poi ultimo ritrovato della meritocrazia che non si fida più dei voti di maturità - è sbarcato anche nell’ateneo sassarese, inghiottendo sei facoltà su undici, più le due interfacoltà di servizi sociali e biotecnologia, e venti corsi di laurea su novantaquattro. A Sassari restano “aperte” le facoltà di Agraria, Lingue, Economia, Giurisprudenza e Scienze politiche. Chi invece sfoltisce il numero sono Architettura, Farmacia, Veterinaria e Odontoiatria, che non superano i 60 posti ciascuno. Calmierati, ma non inaccessibili, Scienze delle professioni educative, Scienze biologiche, Medicina e Infermieristica, a pari merito con 110 posti (100 posti interni più 10 per e xtracomunitari). «Ci adeguiamo alla volontà ministeriale» dichiara il rettore dell’ateneo sassarese Alessandro Maida, spiegando che le quote studenti sono calmierate a monte e che le università non hanno alternative. Ma una ragione, in questo provvedimento, c’è. Ed è duplice. Per prima cosa, «dobbiamo garantire ai nostri studenti buoni standard qualitativi: adeguato rapporto fra numero di docenti e alunni, disponibilità d’aule e molti altri fattori. Sassari è seconda fra le medie università nella classifica italiana per qualità delle infrastrutture », spiega Maida, sottintendendo che questo risultato salterebbe se il numero di iscritti si moltiplicasse a dismisura. E ci si allontanerebbe da quegli obiettivi di qualità indispensabili per ottenere i finanziamenti ministeriali, anche’essi meritocratici: più qualità, più finanziamenti.
In secondo luogo, «il numero chiuso è attivo solo nelle facoltà che preparano a professioni scarsamente riconvertibili » prosegue il rettore. Ma, se la logica è orientata al mercato del lavoro, perché Infermieristica arruola solo 100 matricole? «Per Infermieristica abbiamo già ottenuto un aumento dei posti - spiega Maida - Cagliari ne ha molti meno».Ma strappare un posto in più alle quote ministeriali è una lotta.
Paola Medde

Questionario e social

Condividi su: