Giovedì 31 agosto 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
31 agosto 2006
Rassegna a cura dell’ufficio stampa e web
Segnalati 5 articoli delle testate L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna e Il Sardegna  

1 – L’Unione Sarda
Provincia di Cagliari Pagina 19
Monserrato. Sulla 554
Un milione e mezzo per la viabilità vicino al nuovo ponte
Un risparmio a sei zeri sul ponte strallato regala le strade secondarie alla città. Mentre il mostro di cemento prende forma sul maxi incrocio per la Cittadella universitaria, cruccio degli automobilisti che attraversano la statale 554, i sogni dei monserratini diventano realtà. Dopo innumerevoli riunioni del Consiglio comunale, e di petizioni popolari degli abitanti che richiedevano bretelle stradali da costruire insieme al ponte strallato, la Provincia ha accontentato tutti. Se n'è discusso martedì, durante una riunione tra tutti gli enti interessati alla realizzazione del ponte (Comuni di Sestu e Monserrato, Università, Anas, Provincia e Regione) promossa dalla commissione provinciale ai Lavori pubblici e Viabilità. Una tavola rotonda convocata dopo l'incontro del 3 agosto scorso tra Provincia e Comune, durante il quale si verificò la possibilità di migliorare il progetto del maxi svincolo. «Un recupero di fondi ha consentito alla Provincia di realizzare le bretelle di accesso alle zone agricole e abitate intorno al ponte», spiega Marco Sini sindaco di Monserrato. Sono le ormai famose strade di accesso secondarie, che proprio l'assemblea civica aveva richiesto come contropartita per dare il via libera al progetto. «La Provincia si è resa disponibile alla creazione delle strade, anche se ci era stato detto che c'era un problema nella reperibilità dei fondi per la realizzazione», prosegue Sini. Invece? Un ribasso nell'Iva dal 20 al 10 per cento, un risparmio sugli espropri dei terreni di proprietà dell'Università, un contributo della Regione di 500 mila euro e piccoli recuperi non quantificati che riguarderebbero il ridimensionamento dell'opera, danno una grande mano d'aiuto. «Nessuno stravolgimento del progetto», assicura Paolo Mureddu, assessore provinciale ai Lavori pubblici, «noi abbiamo mandato in gara e messo in opera un ponte strallato, e quello sarà eseguito». Certo, esiste un'ipotesi che potrebbe eliminare il pilone di 68 metri «e creare quattro piloni strallati, ma è solo un'idea», dice Mureddu. Di sicuro, il milione e mezzo di risparmio consentirà di realizzare bretelle e strade, ma anche di «completare il progetto con opere come un sottopassaggio a trombetta per l'università e due rotonde per svincolare il traffico dei residenti», conclude Mureddu. Per saperne di più, bisognerà aspettare la riunione tecnica che sarà convocata nelle prossime settimane.
Serena Sequi
 
2 – L’Unione Sarda
Provincia di Cagliari Pagina 19
Trexenta. Giovani trovano un impiego come barman, addetti alla cucina e camerieri
Stessa spiaggia, stesso lavoro estivo
I disoccupati emigrano verso Villasimius, Costa Rei e Pula
Per i giovani disoccupati della Trexenta sino a dieci anni fa aspettavano l'estate per qualche lavoretto estivo nelle campagne. Ce n'erano per tutti i gusti: la sostituzione dei tubi per l'irrigazione, i puntelli ai muretti, la raccolta del grano, la preparazione alla vendemmia. La crisi dell'agricoltura ha costretto i giovani a un'altra emigrazione. Abbandonate le campagne (i guadagni non bastano più ai proprietari, figurarsi ai braccianti) ora i giovani in cerca di occupazione guardano al turismo. Sacrificano le loro estati per far star bene i vacanzieri. Dalla Trexenta ogni anno partono almeno in cento. Impegnati per alcuni mesi come camerieri, lavapiatti o barman in alberghi e ristoranti da tre stelle in su. Al bar Chi è bravo può persino fare carriera o comunque guadagnare abbastanza bene. «Di sicuro non mancano le opportunità», dice Giuseppe Cirina, 25 anni di Senorbì, barman in un hotel a 4 stelle a Santa Margherita di Pula. «Questo è il terzo anno che faccio "la stagione"», racconta, «avevo iniziato come lavapiatti, adesso sono aiuto barman. Per chi ha voglia di lavorare c'è solo l'imbarazzo della scelta. Basta pensare che in un residence ci sono le brigate: gruppi di ragazzi che si occupano dei vari settori ognuno con le proprie mansioni». Ad esempio c'è la brigata di cucina (con il cuoco e i suoi collaboratori), la brigata di sala con i camerieri e così per ogni settore. «Col passare del tempo c'è anche la possibilità di scalare posizioni all'interno del gruppo», sottolinea Cirina. La fortuna Anche in questo campo l'esperienza è fondamentale. Ma c'è anche chi ha trovato lavoro per caso. «Accompagnavo una mia amica ad un colloquio e hanno assunto anche me», dice una giovane di Selegas che serve ai tavoli in una gelateria a Villasimius. Chi può vantare un ricco curriculum non avrà difficoltà a trovare lavoro nei migliori locali turistici. È così per Marco Ghisu di Senorbì, responsabile di reparto nel residence Santa Giusta a Costa Rei: «Con me lavorano altri dieci ragazzi della Trexenta». Perché molto spesso funziona il passaparola. Nel market Ma non ci sono solo hotel frequentati dai vip. «Quest'anno ho trovato lavoro in un supermarket a Villasimius» dicono Manuel Porceddu e Manuela Schirru di Senorbì. Finita l'estate c'è chi riprende gli studi (spesso i soldi guadagnati servono a pagare le tasse universitarie) e c'è chi resta disoccupato. I più fortunati lavorano cinque mesi (la cosiddetta "stagione lunga") con stipendi vicini ai 1400 euro e così cercano di tirare avanti tutto l'anno. Aspettando l'estate. E i turisti.
Severino Sirigu
 
 
1 – La Nuova Sardegna
Pagina 7 - Attualità
«I capi del dolce far niente» 
L’economista Vaciago: «Far lavorare è un dovere» «Sfaticata è la tolleranza di certi dirigenti» 
MILANO. «La provocazione intellettuale è interessante. Ma poi che cosa si fa? Stupisce che il professor Ichino, che è esperto di diritto del lavoro, non entri poi nel merito ben sapendo che esistono già delle norme esplicite sul controllo delle prestazioni nei luoghi di lavoro della pubblica amministrazione»: Giacomo Vaciago, professore di politica economica all’Università Cattolica di Milano, è divertito del tema.
«Fannulloni» Anche perché lo ritiene solo una faccia del tema responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche.
Gli strumenti per i controlli, quindi, esistono?
«Il problema non è quello dell’assenza di regole o norme. Si tratta soprattutto di assunzione di responsabilità, a cominciare dai dirigenti. Io come professore universitario ho l’obbligo di stilare periodicamente delle schede di valutazione sui miei collaboratori ma chi verifica la qualità delle mie analisi? E in quante amministrazioni locali si effettuano verifiche puntuali sul personale? Nei paesi anglosassoni sono i cittadini contribuenti che se incontrano dei dipendenti fannulloni li denunciano: pagano le tasse e pretendono che nessuno rubi lo stipendio. Ma da noi, quanti sono quelli disponibili a fare una battaglia per l’utilizzo dei loro tributi?».
Prima bisogna risolvere il problema dell’evasione?
«Credo proprio che abbia ragione il viceministro Visco: cominciamo con il far pagare le tasse a tutti quelli che devono pagarle. Per usare un paradosso è meglio un dipendente fannullone che paga le tasse (sempre che non abbia un secondo lavoro in nero) o un gran lavoratore che evade? E poi i problemi nella gestione della cosa pubblica sono altri, a cominciare dall’innovazione tecnologica. Quanti dipendenti super produttivi passano il loro tempo a produrre inutilmente carte, lunghe e inutili procedure amministrative perché non abbiamo investito nelle nuove tecnologie? Piuttosto direi che faremmo bene a reclamare la piena applicazione della legge Bassanini sulla semplificazione della pubblica amministrazione».
E nel merito quali sono le iniziative che si possono mettere in campo?
«Direi che sarebbe bene se la procura della Repubblica chiedesse al professor Ichino i nomi dei dirigenti che non intervengono contro il personale improduttivo e/o assenteista. Altrimenti facciamo molto fumo che non serve a fare chiarezza e a produrre i risultati che tutti si auspicano: più efficienza, meno sprechi e una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini contribuenti».
(Andrea Di Stefano)
 
2 – La Nuova Sardegna
Pagina 17 - Sassari
Brevi
Architettura
Sono prorogate alle 12 del 4 settembre le iscrizioni al test d’ingresso esclusivamente per il corso di laurea in Scienze dell’Architettura modalità teledidattica. Il test si svolgerà il pomeriggio dello stesso giorno alle 15.30 nell’asilo Sella in via Garibaldi 35 ad Alghero.
 
1 – Il Sardegna
Ersu. Nella nuova casa dello studente mancano gli arredi: 240 posti in stand by
L'università riparte senza alloggi Via delle Conce aprirà nel 2007
Nel bando che scade il 13 settembre ci sono solo i 315 letti disponibili per i fuori sede
Resteranno chiuse, almeno fino a gennaio, le porte della casa dello studente di via delle Conce. La struttura, che con i suoi 240 posti promette di raddoppiare la disponibilità degli alloggi universitari, non sarà aperta prima del prossimo anno: «La residenza sarà assegnata dopo la definizione della gara d'appalto per gli arredi, che si prevede sarà conclusa nei primi mesi del 2007» spiegano dall'Ersu (ente regionale per il diritto allo studio universitario). Fino ad allora, nessuno potrà mettere piede nella casa che dal 2002, l'anno di inizio lavori, è diventata una sorta di miraggio per i fuori sede. NESSUNA SPERANZA, dunque, che la lista dei posti letto disponibili si allunghi fin da questo bando: il 13 settembre scadrà, per gli universitari, il termine per la presentazione delle domande, scadenza che per gli iscritti all'Accademia di belle arti e al Conservatorio arriverà il 10 ottobre. «No, in questo bando i nuovi posti non ci rientreranno di sicuro- proseguono i responsabili dell'ente per il diritto allo studio - se dovessimo aprire nella primavera prossima, provvederemo semmai a trasferire in via delle Conce gli studenti che sono in locazione negli appartamenti privati». Ma, sottolineano, è tutto da vedere. Per questo esordio d'anno accademico restano dunque i posti di sempre: 315, spartiti tra la casa di via padre Manzella e via Verona, che da sole possono ospitare rispettivamente 104 e 150 studenti, più alcune decine di posti distribuiti in sedi più piccole e appartamenti privati. TROPPO POCHI, 300 posti, per una popolazione universitaria che conta più di 20 mila iscritti: solo uno studente su 66 riesce ad aggiudicarsi un posto letto gratuito, con tanto di sale letture e ricreazione, mensa e pulizia delle stanze incluse. Gli altri 65 sono invece costretti a prendere una stanza in affitto a prezzi che vanno, in media, da 140 a 200 euro al mese. Escluse le spese condominiali, quelle di luce, acqua e rifiuti. La differenza, nel prezzo, la fanno la distanza dal centro, le condizioni dell'abitazione, la presenza del riscaldamento e degli elettrodomestici. I contratti sono quasi sempre in nero: molti doveri - primo, la caparra - e nessun diritto, da parte degli inquilini. E, grazie anche al numero striminzito degli alloggi messi a disposizione dall'Ersu, i costi continuano a galoppare di anno in anno: in questo periodo la caccia alla casa, che rimbalza dalle bacheche ai giornali d'inserzioni, si fa più accesa.
Paola Medda
 
Le borse di studio
Le borse di studio erogate dall'Ersu sono in media 8 mila all'anno: una parte viene erogata in assegni, una parte in servizio mensa e alloggio. La parte monetaria varia dai 1.150 euro a 1.800 euro. Gli aventi diritto all'alloggio, ottengono un posto nella residenza o un contributo per l'affitto di 1.300 euro.

Questionario e social

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