Domenica 9 luglio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
09 luglio 2006
Rassegna a cura dell’Ufficio stampa e web
Segnalati 7 articoli delle testate L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna

 
 
1 - L’Unione Sarda
Pagina 21 – Cagliari
La città nel pallone. Politici, amministratori, docenti universitari: tutti inchiodati davanti alla tv per Italia-Francia
«Stasera non ci sono, per nessuno»
Così alcuni volti noti vivranno la finale del Mondiale
Il presidente della Provincia manderà un sms porta fortuna a Gigi Riva. A casa del questore cena normale. Il colonnello dei carabinieri sarà in caserma, il rettore solo: è abituato a prendersela con la tv.
Comodamente seduto nel divano di casa, in pizzeria con amici, in villetta al mare o in caserma. Se il posto dove guardare la televisione può variare, quello che accomunerà i numeri uno di istituzioni, forze dell'ordine e Università, stasera, sarà il canale tv: rigorosamente quello che, dalle 20, trasmetterà le immagini della finale Mondiale tra Italia e Francia. presidente della provinciaUna pizzeria di Torre delle Stelle, munita di un televisore da molti pollici, sarà il quartier generale del gruppo di amici del presidente della Provincia, Graziano Milia. «Saremo una ventina. Ci sarà anche mio figlio Antine di dodici anni, vestito di tutto punto con la divisa della nazionale italiana». Milia ha assistito alla vittoria dell'Italia sulla Germania a Roma, in compagnia di due tedeschi: «Al gol di Del Piero ho esultato, lasciandomi andare un pochino. Poi gli ho offerto la birra». Non mancherà il gesto scaramantico: «Durante la seminale ho mandato un sms a Gigi Riva. Dopo la partita ci siamo sentiti e mi ha detto di non dimenticarmi di rifarlo in occasione della finale. Ovviamente l'sms partirà puntuale». il senatoreMariano Delogu avrebbe dovuto vedere la partita da una postazione privilegiata: la tribuna dello stadio di Berlino. «Saremmo dovuti partire con un volo charter», conferma l'ex sindaco di Cagliari, oggi senatore di An, «ma alla fine non se n'è fatto nulla. Gli spostamenti erano diventati troppo complicati». Di conseguenza si è deciso per la classica riunione familiare: «Guarderò l'incontro a casa con moglie e figli. Si sta più comodi». Niente maxi schermo, «abbiamo una tv normale», e niente previsioni: «Meglio non farne. Non si sa mai». Parola di un appassionato sportivo ed ex presidente del Cagliari calcio a fine anni '70 che di scaramanzia se ne intende: «L'anno della promozione in A vidi tutte le partite in casa e trasferta vestito allo stesso identico modo, dalle scarpe alla giacca». Impossibile però ripetere gli stessi movimenti fatti per la semifinale con la Germania: «C'erano lavori in Senato e la partita l'ho vista a Roma. Speriamo bene». il procuratoreMario Marchetti, sostituto procuratore, vedrà la finalissima in una casa al mare di alcuni amici: un grande televisore assicurerà una buona visione ad almeno dieci persone, uomini e donne. È previsto uno spuntino per sgranocchiare qualcosa durante il match, poi la cena: spaghetti ai ricci, insalata e gelato. Se l'Italia dovesse vincere? «Posso assicurare solo una cosa: non festeggeremo a suon di clacson». Il questoreCasa e famiglia: per il questore Paolo Cossu non ci sono dubbi su dove e con chi guardare la finalissima. «Sarei voluto essere a Berlino», ammette, «ma va benissimo anche così: in casa con i miei familiari, senza altri ospiti, trepidante. Naturalmente starò in campana, mi terrò aggiornato su quanto accadrà a Cagliari, e speriamo sia una bella festa». Patatine e salatini? Banditi: «Si gioca alle otto di sera, quindi la guarderemo a tavola. La cena? Sarà assolutamente normale». colonnello dei carabinieriScelte diametralmente opposte per il colonnello Loris Anchesi, comandante provinciale dei carabinieri: «Sarò in caserma, insieme agli altri ufficiali. Ci siamo già organizzati: avremo uno schermo adeguato all'evento e non mancheranno gli stuzzichini». Anche al comando di via Nuoro si prevede un dopopartita in filo diretto con gli uomini impegnati nel servizio per la sicurezza. il rettore«Sono uno di quelli che bisticcia, da solo, con la televisione. Urlo troppo e non potrei guardare la partita con altra gente». Il rettore dell'Università di Cagliari, Pasquale Mistretta, sarà dunque comodamente seduto nella poltrona di casa sua, con al fianco la moglie. «Finora le ho viste tutte così, come avevo fatto anche nel '82. Spero in una vittoria dell'Italia. Altrimenti lunedì lavoreremo ugualmente». presidente della fiera«Guarderò la finale a casa mia, con qualche familiare». Ci sarà un clima sereno in casa del presidente della Fiera, Raffaele Garzia: «Il menù? Tradizionale. Non abbiamo in programma niente di particolare. Anche perché non ho riti superstiziosi, come riproporre la stessa cena».
Red. Cro.
 
2 – L’Unione Sarda
Pagina 25 – Cagliari
via Cipro
Studenti spagnoli in cella per furto
Erano arrivati dalla Spagna a Cagliari per uno scambio culturale nell'ambito del programma universitario Erasmus, ma si sono messi nei guai: Gerardo Mateo Carrera, 27 anni, di Oviedo, Ignazio Cortazar Casado, 24 anni, di Oviedo, Francisco Javier Ruiz Martinez, 27 anni, di Quesada, e Victor Fernandez Perez, 24 anni, di La Baneza sono stati arrestati alle 4,40 di ieri mattina. I carabinieri della stazione di San Bortolomeno li hanno trovati in un cortile interno di via Cipro mentre cercavano di portarsi via un tavolino da giardino con relative sedie, più attrezzatura da windsurf. Fermati e rinchiusi in camera da sicurezza, hanno chiesto che fosse avvisato dell'accaduto il consolato spagnolo.
 
3 – L’Unione Sarda
Pagina 19 – Cultura
Anniversari. Nasceva 50 fa negli Usa l'Intelligenza artificiale: una strada tutta da percorrere
Siamo uomini o calcolatori?
Parte da Pula la sfida dei motori di ricerca
Estate 1956. Siamo nella città di Hannover, New Hampshire, a cinque ore di auto da New York. L'aula magna del Dartmouth College ospita un incontro fra matematici, fisici, psicologi, ingegneri elettronici. Tra loro scienziati del calibro di Marvin Minsky e Claude Shannon, riuniti con l'obiettivo di studiare le possibilità di simulare il ragionamento e l'apprendimento umano per mezzo dei calcolatori elettronici. Il simposio del Dartmouth College dura due mesi e segna la data di nascita dell'Intelligenza Artificiale. Solo sei anni prima il matematico inglese Alan Turing (1912-1954) aveva definito il comportamento intelligente come l'abilità di raggiungere prestazioni cognitive di livello umano, in modo da ingannare un interrogatore (test mai superato da un computer), mentre nel 1943 Warren McCulloch e Walter Pitts progettavano una rete di neuroni artificiali (rete neurale) in grado di riprodurre ogni funzione calcolabile e di apprendere. Oggi, a cinquant'anni di distanza dalla conferenza di Dartmouth, resta ancora molta strada da fare, e negli anni sono cambiati anche gli obiettivi: se prima l'Intelligenza Artificiale puntava esplicitamente a realizzare programmi intelligenti per i computer, oggi la molteplicità di forme con cui gli apparati digitali si presentano e la stessa complessità dell'habitat umano impongono di allargare lo spettro di interazione uomo-macchina. Ad esempio nel caso del computer esteso, ovvero l'intreccio digitale di migliaia di macchine collegate fra loro con lo scopo di generare enormi intelligenze, dove la ripetizione di azioni milioni di volte in tutto il mondo permette a questi neuroni artificiali di imparare. O ancora nel caso del Web Semantico, nel quale ai dati caratteristici del web di aggiungono i metadati: etichette descrittive dei dati, comprensibili dalle macchine ma invisibili agli umani, il cui scopo è in ultima analisi quello di migliorare la gestione della conoscenza. In quest'ottica si inseriscono anche gli studi volti a rendere più potenti i motori di ricerca. Se negli anni in cui nascevano i primi siti Internet trovare contenuti di natura non strettamente scientifica era un'impresa, oggi si affronta il problema opposto: l'eccesso di risultati. L'approccio semantico condurrà a una reale interazione con il linguaggio umano e permetterà di porre quesiti più selettivi per ottenere risultati più vicini alle aspettative dell'utente. Il futuro dei motori di ricerca è stato nei giorni scorsi al centro di un convegno svoltosi a Pula (Parco scientifico e tecnologico della Sardegna, Polaris) e organizzato dal CRS4, dall'Università di Cagliari (dipartimento di ingegneria elettrica e elettronica) e Tiscali. Al simposio DART 2006 (Distribuited Agent-based Retrieval Tools) sono intervenuti alcuni dei maggiori esperti del settore, come Douwe Osinga (Google), Pieter Van Der Linden (Thomson, progetto Quaero), Ricardo Baeza-Yates (Yahoo!). La sfida tra i motori di ricerca, hanno ripetuto tutti, si gioca nella capacità di capire le esigenze degli utenti. E gli utenti sono l'elemento centrale in questa sfida. Basti pensare che l'inarrestabile crescita del web (oggi il suo contenuto è stimato intorno ai 14 miliardi di pagine) non è seguita dai motori di ricerca: Google, Yahoo, Ask, Msn e altri riescono a catalogarne solo il 30%. «Ad esempio ? ha spiegato Antonio Savona, di ask.com ? prendiamo due parole come Apache e Phyton. I risultati dei motori di ricerca sono insoddisfacenti. Apache, infatti, evoca non solo gli indiani americani ma anche un temibile elicottero da guerra e il famoso server web, eppure i primi dieci risultati di Google sono tutti per il software. La parola Phyton identifica un linguaggio di programmazione (e i primi risultati del motore hanno tutti questo significato), ma anche il pitone e una piccola etnia di nativi americani». C'è poi il crescente bisogno di classificare svariate risorse multimediali per accontentare le comunità di utenti, che aumentano e si specializzano, e adeguare le ricerche agli strumenti disponibili, rendendole anche "georeferenziate". È con queste prospettive che il progetto dell'Università di Cagliari, del CRS4 e del Tiscali Lab, finanziato con fondi ministeriali, punta alla creazione entro due anni di un prototipo di motore di ricerca semantico di nuova generazione.
Andrea Mameli
 
4 – L’Unione Sarda
Pagina 58 – Ogliastra
Jerzu
Il Liceo aiuta gli studenti per il test universitario
Fino al diploma, oltre il diploma. L' Istituto superiore Armando Businco di Jerzu, in collaborazione con le Associazioni  "Dictatum Discere" e  "Studenti dell' Università di Cagliari" ha istituito un corso di approfondimento post diploma in preparazione dell'esame di accesso alle facoltà scientifiche a numero chiuso. Il corso, che si avvale della collaborazione di un team di laureati d'eccellenza, è destinato ai futuri studenti universitari usciti dall'Istituto Businco ma anche dagli altri istituti superiori dell'Ogliastra. L'iniziativa didattica, inserita nella programmazione Area 2, è coordinata da Antonietta Lanza, insegnante all'Istituto Businco. «Abbiamo raccolto un esigenza diffusa fra i nostri ragazzi, estendola anche agli altri istituti». Le lezioni (finalizzate al test di ingresso per medicina, chirurgia, scienze motorie e biologia) a partire dal prossimo 24 luglio presso il Liceo Scientifico di Jerzu. (ni.me.)

 
 
5 – La Nuova Sardegna
Pagina 5 - Nuoro
Rifondazione: non creiamo disparità tra precari
NADIA COSSU
NUORO. La lotta al precariato nelle scuole sarde arriva dai consiglieri regionali di rifondazione comunista Ciriaco Davoli, Luciano Uras e Paolo Pisu che hanno indirizzato una richiesta scritta al presidente della regione Renato Soru e all’assessore alla pubblica istruzione Elisabetta Pilia. Documento nel quale i consiglieri sollecitano un intervento presso la dirigenza scolastica regionale e le università di Cagliari e Sassari per garantire anche in Sardegna, e soprattutto a livello provinciale, l’attivazione di tutti i corsi abilitanti speciali previsti dal decreto ministeriale del 18 novembre 2005. In particolare, quel decreto, prevede che le università degli studi e le accademie delle belle arti attivino corsi speciali per insegnanti che abbiano prestato almeno 360 giorni di servizio, dal 1 settembre 1999 al 6 giugno 2004, nella scuola secondaria di primo e secondo grado. «A quanto ci è dato sapere - spiega il consigliere di rifondazione Ciriaco Davoli - saranno attivati unicamente i corsi delle Ssis (scuole di specializzazione), che corrispondono solo ad un terzo delle 53 classi di concorso previste dal decreto ministeriale, impedendo così a centinaia di docenti di acquisire l’abilitazione». La conseguenza sarebbe un’ennesima condizione di disagio «oltre che - spiegano i consiglieri firmatari della richiesta - un’inammissibile disparità di trattamento per i docenti del centro Sardegna (Nuoro e Oristano) che, inevitabilmente, dovranno rivolgersi a Sassari, Cagliari o addirittura alle università della penisola, con costi, sempre a carico dei docenti, di circa duemila euro e non milleduecento come previsto dal ministro».
 Per queste ragioni, ossia per consentire anche agli insegnanti del Nuorese e del centro Sardegna in generale di poter frequentare le lezioni senza fare ulteriori salti mortali, i consiglieri di Rifondazione chiedono l’attivazione di corsi a livello provinciale, con un numero di docenti superiore a dieci, come previsto nello stesso decreto, almeno nelle sedi gemmate di Nuoro e Oristano. «Per consentire - spiegano - agli insegnanti di questi territori di frequentare i corsi con continuità e con meno disagi anche di tipo economico». Le lezioni si terranno due volte alla settimana, nelle ore pomeridiane e nell’intera giornata di sabato.
 
6 – La Nuova Sardegna
Pagina 1 - Cagliari
CARABINIERI
Furto in un giardino: in cella 4 spagnoli
CAGLIARI. Quattro amici spagnoli nella notte tra venerdì e sabato da un giardino privato della via Cipro hanno rubato un tavolo con le sedie e attrezzature da windsurf.
 Si tratta di studenti universitari incensurati che sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di San Bartolomeo con l’accusa di furto aggravato consumato in concorso fra loro.
 I quattro studenti sono stati sorpresi mentre portavano via l’attrezzatura dal giardino (di un ingegnere). I quattro hanno chiesto di informare il proprio consolato.
 Si tratta di Gerardo Carrera, Ignacio Cortasar Casado, Francisco Martinez, Victor Perez Fernando. Saranno processati con rito direttissimo.
 
7 – La Nuova Sardegna
Pagina 1 - Cagliari
Battesimo della circoscrizione del centro storico che vuole frenare la fuga dei giovani
I rioni antichi tra ateneo e mare
Gli obiettivi: casa dello studente diffusa e fronte mare
I QUARTIERI Spopolamento e speranze
ROBERTO PARACCHINI
CAGLIARI. A camminarci la sera, i vicoli profumano di passato. Lì, nel cuore del centro storico, in Castello, il sole va via presto e se si chiudono gli occhi le ombre ridiventano persone, bambini che giocano, comari che chiacchierano e voci che si rincorrono da un poggiolo all’altro. Ma se li si riapre e si va a curiosare si scoprono squarci di solitudine: in piazza Carlo Alberto, nel palazzo Asquer ad esempio, vi abitano solo tre persone, nello storico Prunas cinque. Il tempo è passato e la gente è fuggita. E i residenti sono ora poco più di millesettecento, contro i cinque-seimila di un tempo. Via Santa Croce, via Fossario e gli altri pochi belvedere del rione più antico di Cagliri sono un salotto, ma il resto della casa è spesso trasandato e abbandonato. La gente va via e non solo dal Castello ma da tutto il centro storico, che si è ridotto a circa ventiduemila abitanti. E in Castello i negozi chiudono, salvo pochi artigiani o locali-bar nelle vie del salotto buono. «Così abbiamo che la media della popolazione è di circa sessant’anni - precisa Gian Franco Carboni (Ulivo), presidente della circoscrizione del centro storico - un tempo, ad esempio, Castello aveva anche sfiorato i diecimila. Mentre adesso si sta spegnendo».
 Martedì scorso vi è stata la prima riunione del parlamentino con la nomina dei vice presidenti Paolo Pisano (la Rosa nel pugno-Sdi) e Fabio Zirone (per il centrodestra). All’insediamento era presente anche il sindaco Emilio Floris e Carboni ha sottolineato come, «al di là dei colori poltici, sia importante vedere che cosa si può fare per il governo di un’area che comprende anche il villaggio dei pescatori e la zona di viale Bonaria sino ad arrivare alla Fiera».
 Una cittadina con tanti problemi, «molto diversi tra loro - spiega - ma tutti potenzialmente risolvibili con una politica aperta e intelligente di rilancio turistico e di valorizazione dei monumenti storici, dell’archeologia e della cultura del cuore della città». In Castello, ad esempio, l’università è un perno su cui puntare per rilanciare l’antico rione - continua Carboni - perchè, mi domando, non puntare a una casa dello studente diffusa in tutto il quartiere? In questo modo e con adeguate iniziative di supporto, si potrebbe ridare vivibilità al quartiere e, di conseguenza, al commercio locale». Diversi, invece, i problemi del rione Marina: «La valorizzazione del fronte mare - spiega il presidente della circoscrizione - è l’aspetto centrale. In questo modo si aiuterebbe la vocazione locale ristoratrice, senza dimenticare le iniziative culturali come quella degli autori che leggono i loro libri». Per Villanova «è importante recuperare i vecchi mestieri», mentre Stampace «si trova a metà tra Castello e Marina, con varie sedi universitarie che potrebbero farne anche un’altra casa difusa dello studente con un aiuto al commercio: da supportare e valorizzare». Per tutto questo, però, è importante che «la circoscrizione diventi un tassello di democrazia partecipata, con le risorse finanziarie necessarie per attuare il decentramento».
 
 

 

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