Venerdì 14 luglio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
14 luglio 2006
Rassegna a cura dell’ufficio stampa e web
Segnalati 6 articoli delle testate: L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna, Ansa, Agenzia Giornalistica Italia e Sardegna Oggi
 
1 – L’Unione Sarda
Cronaca di Cagliari Pagina 21
Università. Brevetto
Ingegneria, scoperto nuovo materiale per navicelle spaziali
Il brevetto internazionale è già stato depositato, e così il progetto di creazione di impresa spin-off da parte del gruppo di ricerca coordinato dal ricercatore Giacomo Cao dell’Università di Cagliari, entra nella sua fase conclusiva. Nei mesi scorsi l’équipe condotta da Cao (che lavora nell’ambito del dipartimento di Ingegneria chimica e materiali, e che comprende anche Roberto Orrù, Antonio Locci e Roberta Licheri), aveva ideato un nuovo processo di produzione di materiali Uhtc, e cioè materiali ceramici compositi, caratterizzati da temperature di liquefazione estremamente elevate, superiori a 3 mila gradi centigradi. Un composito adatto per importanti applicazioni aerospaziali, come per esempio la realizzazione del "naso" e dei profili alari delle navicelle di nuova generazione. «Queste parti sono le più sollecitate dal punto di vista termico una volta che la navicella si appresta a rientrare nell’atmosfera terrestre - spiega Cao - e grazie a questa nuova lega che abbiamo creato sarà possibile in futuro resistere non solo alla temperatura, ma anche all’ossidazione ad alte temperature. Da poco è stato eseguito un test di ossidazione presso il Centro italiano di ricerche aerospaziali, che ha dato ottimi risultati». I materiali ceramici ideati dall’équipe universitaria sono a base di boruri e carburi di afnio, zirconio e silicio, capaci quindi di resistere ad altissime temperature e di sostituire così l’attuale componentistica, molto meno affidabile. Ma i ricercatori confidano anche nella possibilità di rendere riutilizzabili le strutture che verranno create, in modo tale da consentirne l’utilizzo per più missioni spaziali. Una volta terminato il processo di ideazione e brevettazione, è arrivato il momento di costituire un’impresa a cui parteciperanno, oltre ai ricercatori dell’ateneo cagliaritano, anche alcuni soggetti industriali: la Corem, il Centro sviluppo materiali e la Promea (consorzio formato tra gli altri da Bic Sardegna e Sfirs). La neonata società ha già presentato domanda di finanziamento nell’ambito del bando regionale "Progettazione integrata". Gli obiettivi inizialmente saranno rivolti a un settore particolare, e cioè quello aeronautico e aerospaziale, per poi espandersi verso i mercati più tradizionali, per esempio quello automobilistico (impianti idraulici e frenanti, scocche). Da ricercatori, quindi, il passo per diventare imprenditori è assai breve, «e questo rimane comunque un’incognita - conclude Cao - ma il progetto che stiamo portando avanti merita tutto l’impegno possibile».
Mauro Caproni  
 

 
2 – La Nuova Sardegna
Pagina 8 - Sardegna
Cagliari conquista lo spazio 
Materiali astronautici, un brevetto di Giacomo Cao 
CAGLIARI. I prossimi lanci aerospaziali potrebbero avere importanti componenti prodotti a Cagliari. Ieri mattina Giacomo Cao, docente di principi di ingegneria chimica nell’ateneo del capoluogo, ha presentato un brevetto per la realizzazione di materiali particolarmente resistenti e adatti ai viaggi spaziali. Quando i missili escono dell’atmosfera si trovano, infatti, di fronte un ambiente privo della protezione a cui si è normalmente abituati. E questo produce alterazioni difficilmente gestibili se si utilizzano gli stessi materiali della vita di tutti i giorni. Tra i tanti problemi, ad esempio, c’è quello comunemente chiamato della polvere cosmica: piccolissime particelle che viaggiano a una velocità di circa 20 chilometri al secondo. Il che significa «che nelle superfici che colpiscono - spiega Cao - creano piccoli crateri a meno che non vi siamo dei materiali in grado di subirne l’attacco senza gravi danni, come quello da noi realizzato».
Viste da lassù, le stelle e il cosmo uniscono alla poesia un aspetto prosaico pieno di pericoli che creano fenomeni, come l’ossidazione, in grado di alterare e compromettere pesantemente i mezzi che vi circolano. Da qui, sottolinea Cao, l’importanza di costruire dei composti «in grado di superere queste sollecitazioni».
 Non si tratta, però, solo di un problema di sola speculazione scientifica, ma di un qualcosa che ha anche un importante peso nel mercato. Da qui il brevetto («europeo») sul processo che ha portato a questo materiale, l’UHTC: per proteggerlo e impedire che altri lo utilizzino senza pagare il dazio. Questo materiale, per i processi che comporta la sua realizzazione, necessita di conoscenze qualificate che permettono di creare anche altri composti utilizzabili in tecnologie avanzate. «E quindi con mercati di nicchia economicamente interessanti - precisa Cao - ed è per questo che è in fase avanzata la costruzione di una società, una spin off, che vedrà la partecipazione dell’Università, del Corem srl, del Centro Sviluppo Materiali Spa e del consorzio Promea».
Uno dei primi clienti dovrebbe essere il Centro italiano di ricerche aerospaziali «con cui vi sono già dei rapporti di collaborazione: sono loro che hanno testato l’UHTC dimostrando che anche a temperature altissime, a millequattrocento gradi, vi sono limitatissime variaziondi di massa». Nei missili questo nuovo composto sarà utilizzato nei punti più critici: la punta o naso, i bordi di attacco delle ali e dei timoni. Parti più esposte anche al calore (circa milleseicento gradi) provocato nella fase di rientro dei mezzi aerospaziali.
Il processo che ha permesso la realizzazione di questo materiale, una particolare ceramica in grado di resistere anche a temperature di tremila gradi, ha tempi di costruzione minori di dieci volte quelli delle attuali tecnologie. «E questo significa un risparmio notevole sul costo finale - informa Cao - mentre l’impresa che stiamo costituendo, e che dovrebbe essere formalizzata a settembre, ha bisogno di un investimento iniziale non superiore ai 2 milioni di euro».
Roberto Paracchini
 
3 – La Nuova Sardegna
Pagina 2 - Oristano
SANTU LUSSURGIU 
Il progetto Hymnos per la tutela dei canti polivocali 
Il Comune del Montiferru è capofila di un’iniziativa articolata che punta ad accedere ai finanziamenti Por 
SANTU LUSSURGIU. Il centro del Montiferru - grazie agli studi di esperti e professori di etnomusicologia - è diventato da tempo uno dei pochi luoghi in Sardegna e in generale d’Italia, dove è possibile assistere ad antichi riti liturgici e sentire note di canti arcaici.
 Partendo forse da questo, il sindaco Emilio Chessa, coadiuvato dai componenti della giunta, ha proposto che nell’ambito della presentazione delle iniziative legate alla progettazione integrata prevista nel Por (scaduta il 19 giugno) una parte dei finanziamenti dovesse essere richiesto proprio per salvaguardare e valorizzare i canti polivocali.
 Il progetto denominato “Hymnos”, del quale è capofila proprio il Comune di Santu Lussurgiu, vede come partner dell’iniziativa vari centri del Montiferru, della Planargia, del Marghine e del Guilcer e di varie associazioni culturali e sodalizi vocali di questi territori. E non ultime le università di Sassari e Cagliari.
 L’obiettivo che si prefigge il progetto è quello di creare una rete territoriale della polivocalità popolare liturgica e paraliturgica e creare un sistema integrato di relazioni fra le comunità sarde dove vivono ancora tali tradizioni. Le tradizioni vocali dei territori interessati serviranno quindi anche come mezzo di valorizzazioni delle comunità coinvolte promuovendo un nuovo tipo di sviluppo turistico.
 La sede di “Hymnos” contemplata nel progetto (per il quale è stato richiesto un finanziamento di quattro milioni di euro), dovrebbe essere la casa storica di Donna Caterina, che beneficerebbe quindi di stanziamenti per la sua ristrutturazione.
 Partner iniziali del progetto sono l’Università di Sassari - cattedra di storia della musica rinascimentale - i Comuni di Sennariolo e Bonnanaro, l’Università di Cagliari - cattedra di etnomusicologia - i Comune di Bortigali e Aidomaggiore, il coro “Su Rosariu” di Santu Lussurgiu (foto a sinistra), quello “Sos Cantores” di Cuglieri (a destra), l’associazione “Coro folclore Cuglieri”, i Cantori di Irgoli, l’associazione “Sas Enas” di Bortigali, il Coro di Castelsardo, l’ssociazione “Camineras” di Nughedu San Nicolò, la Confraternita Santa Croce di Bonnannaro, l’associazione Onnigaza e il coro Sas Cunfrarias di Ghilarza, l’ssociazione culturale “Coro di Bosa”, il Comune di Nughedu San Nicolò e “Su Cuncordu” di Sennariolo.
 La realizzazione del progetto “Hymnos” potrebbe finalmente consacrare la tradizione polivocale di centri come Cuglieri, Castelsardo, Irgoli, Santu Lussurgiu e Bosa e dare visibilità e far conoscere quelle di centri come Bortigali, Sennariolo o Nughedu San Nicolò.
 Dopo il progetto dell’Unesco, quindi, che tutela il canto a tenore, “Hymnos” potrebbe essere un punto di riferimento per tutti quei centri che hanno antiche tradizioni che però non hanno mai avuto la possibilità di uscire dai propri confini.
Mauro Sechi 
 
 


4 - Ansa 
SPAZIO: SARDEGNA POTREBBE PRODURRE PARTI VELIVOLI USV E RLV
NASCE IMPRESA DOPO BREVETTO PER PREPARAZIONE MATERIALI UHTC
(ANSA) - CAGLIARI, 13 LUG - Potrebbero essere realizzate a Cagliari alcune parti dei velivoli che verranno lanciati nello spazio nei prossimi anni. Dopo la scoperta di un nuovo processo di preparazione, in tre stadi, di un materiale ceramico composito ad alta densita’ resistente ad elevate temperature Ultra-High-Temperature Composite (Uhtc), l’Universita’ di Cagliari ha depositato, lo scorso 10 aprile il brevetto internazionale relativo a questa tecnologia, ed ora si sta costituendo una societa’ (fra strutture pubbliche e private) per lo sfruttamento industriale del brevetto.
La scoperta era stata effettuata da Giacomo Cao, del Dipartimento di Ingegneria Chimica e dei Materiali dell’Ateneo cagliaritano, insieme con altri ricercatori ed associati fra cui Antonio Mario Locci, Roberta Licheri e Roberto Orru’. ’’Gli Uhtc sono dei materiali che potrebbero essere utilizzati sui futuri velivoli spaziali per la loro resistenza alle aggressioni dello spazio (emissioni di gas, ossigeno atomico e collisioni con microparticelle) ed alle sollecitazioni termiche esterne al velivolo al rientro nell’atmosfera (temperature superiori ai 1.600 gradi)’’, ha spiegato Cao in un incontro con la stampa. ’’Il nostro obiettivo e’ quello di poter realizzare, in un unico pezzo, coni anteriori e profili alari, le parti piu’ sollecitate, dei velivoli Usv (Unmanned Space Vehicles, Veicoli spaziali senza equipaggio) e Rlv (Rusable Launch Vehicles, Veicoli lanciatori riutilizzabili)’’. Contatti, in proposito, sono gia’ stati avviati con il Centro italiano di ricerche aerospaziali (Cira), ma le applicazioni potrebbero essere anche altre. Il processo per la produzione di materiali Uhtc scoperto da Cao non solo riduce i costi energetici ma anche i tempi di produzione (da 10 ore circa a meno di un’ora).
Il passo successivo al brevetto e’ quello della creazione dell’impresa ’’spin-off’’ che possa sfruttare il ’’know how’’, le tecnologie ed i brevetti per la sintesi e densificazione dei materiali Uhtc. L’impresa vedra’ la partecipazione, oltre che dei ricercatori e dell’Ateneo cagliaritano (al massimo fino al 15%), di alcuni soggetti industriali quali il Corem (azienda di meccanica specializzata), il Centro sviluppo materiali (Csm), insediata da pochi mesi a Polaris e partners Cira per progetti spaziali, ed il Consorzio Promea (proprietaria di una delle
apparecchiature per la preparazione degli Uhtc). La costituenda societa’ ha presentato anche domanda di finanziamento nell’ambito della Progettazione integrata della Regione Sardegna. (ANSA).
 
 

  
5 - Agenzia Giornalistica Italia
RICERCA: NUOVO MATERIALE PER APPLICAZIONI AEROSPAZIALI
(AGI) - Cagliari, 13 lug. - L’Universita’ di Cagliari ha depositato un brevetto internazionale per il procedimento di preparazione di Ultra-High-Temperature Composites (UHTC). Si tratta di materiali ceramici compositi in grado di resistere a temperature di liquefazione estremamente elevate (superiori a 3mila gradi centigradi), e per questo adatti per importanti applicazioni aerospaziali, quali la realizzazione della parte anteriore e dei profili alari delle future generazioni dei velivoli spaziali di rientro dall’atmosfera. Sono materiali candidati per la costruzione di veicoli spaziali di nuova generazione - spiega una nota - assolutamente decisivi per quelle parti in cui il velivolo subisce il primo violento impatto con l’atmosfera al rientro sulla Terra. Gli inventori del procedimento brevettato sono Giacomo Cao, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria chimica e dei materiali e direttore del Centro Interdipartimentale di Ingegneria e Scienze Ambientali (CINSA), Roberto Orru’, professore associato, Antonio Mario Locci, ricercatore, e Roberta Licheri, assegnista di ricerca. Un gruppo che vanta una solida collaborazione con il CIRA, il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, presieduto da Sergio Vetrella, gia’ direttore dell’Agenzia Spaziale Italiana, che ha testato il prodotto tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006, invitando poi Cao - come accade in queste circostanze - a tenere un seminario sull’argomento agli esperti del settore. "La novita’ e’ il nuovo processo di produzione degli UHTC - ha spiegato il professor Cao - da una combinazione di tre singoli stadi, non nota precedentemente. Un sistema che parte da polveri commerciali di zirconio, carburo di boro, silicio e carbonio". L’altra novita’ e’ rappresentata dal notevole risparmio di tempo che il procedimento comporta rispetto ai processi fin qui utilizzati nel mondo. (AGI)  (Segue)
 
RICERCA: NUOVO MATERIALE PER APPLICAZIONI AEROSPAZIALI (2)
(AGI) - Cagliari, 13 lug. - La creazione dell’impresa spin-off - uno dei primi casi per l’ateneo cagliaritano - che sfruttera’ il know-how, le tecnologie ed i brevetti per la sintesi e la densificazione di materiali innovativi, sviluppati nell’ambito del gruppo di ricerca coordinato dal prof. Cao, entra cosi’ nella fase conclusiva, dopo il deposito dell’importante brevetto. All’impresa, attualmente in fase di costituzione, parteciperanno, oltre all’Universita’ di Cagliari, la Corem S.r.l., una societa’ privata che opera nel settore e collabora da anni con i ricercatori del gruppo, il Centro Sviluppo Materiali, una impresa di ricerca industriale con sede a Roma recentemente gemmata al parco Polaris per la realizzazione del gasdotto, e il Promea, il consorzio di cui fa parte anche la Regione attraverso Sfirs, Consorzio Ventuno e Bic Sardegna. "La partecipazione di questi soggetti - ha spiegato Cao - assicura la valenza tecnologica della proposta e la connessione con il tessuto scientifico ed imprenditoriale locale e nazionale. Per partire, potrebbe essere sufficiente un milione di euro". Oltre al "superconduttore" recentemente brevettato, la societa’ e’ infatti gia’ in grado di produrre uno speciale materiale per utensili da taglio, che con la nuova tecnica messa a punto acquisisce maggior durezza e resistenza a frattura, e altri materiali utilizzati sia su mercati ad alta tecnologia sia in mercati tradizionali. Gli obiettivi di mercato sono ambiziosi e mirano ad inserirsi in "settori in cui non vi sono barriere di prezzo - sono parole del professor Cao - ma e’ importante il miglioramento di determinate performances (resistenza alla fatica, alla corrosione ad alte temperature, ecc.) come il mercato aeronautico ed aerospaziale. Si tratta di materiali il cui valore e’ in rapida crescita da almeno 10 anni, che secondo ricerche di mercato statunitensi supereranno nell’area USA-EU-JP la quota di un miliardo di euro. "In particolare - ha rimarcato il direttore del CINSA - sono mercati caratterizzati dalla presenza di pochi soggetti e da piccoli volumi di vendita ad altissimo valore aggiunto. L’azienda potra’ contare su una rete internazionale di collaborazioni scientifiche ed industriali e sulle metodologie di produzione brevettate in questi anni". Il Regolamento d’ateneo per gli spin-off fissa il tetto per la partecipazione dell’universita’ cagliaritana a realta’ imprenditoriali di questo genere nel 15% del capitale sociale. L’azienda, seppure ancora in fase di costituzione, ha gia’ presentato domanda di finanziamento alla Regione per la Progettazione integrata. "Attendiamo l’emissione dei bandi - ha concluso Cao - per presentare il business plan, peraltro gia’ pronto, e il resto della documentazione". (AGI)
 
 
6 - Sardegna oggi
Università: dal brevetto del superconduttore all’impresa
L’Università di Cagliari ha depositato di recente un brevetto internazionale sugli UHTC, ossia materiali ceramici compositi caratterizzati da temperature di liquefazione estremamente elevate (superiori a 3000 gradi centigradi) che li rendono adatti per importanti applicazioni aerospaziali, quali la realizzazione del "naso" e dei profili alari delle future generazioni dei veivoli di rientro dai viaggi spaziali.
CAGLIARI - Potrebbero essere realizzati a Cagliari alcune parti dei futuri velivoli che verranno lanciati nello spazio tra il 2007 ed il 2008. Dopo la scoperta di un nuovo processo di preparazione di un materiale ceramico composito ad alta densità resistente ad elevate temperature ,chiamato UHTC (Ultra High Temperature Composite), l’Università degli Studi di Cagliari ha depositato, lo scorso 10 aprile, (con una spesa di circa 6.000 euro) il brevetto internazionale relativo a questa tecnologia. Per poter essere realizzato il materiale passa attraverso tre stadi: dopo la miscelazione, lo stadio di sintesi autopropagante (apparecchiatura SHS), quello macinazione meccanica (BM) e lo stadio di sinterizzazione (SPS).
La scoperta è stata effettuata da Giacomo Cao, del Dipartimento di Ingegneria Chimica e dei Materiali dell’Ateneo cagliaritano, insieme con altri ricercatori ed associati tra cui Antonio Mario Locci, Roberta Licheri e Roberto Orrù. “Gli UHTC sono dei materiali che potrebbero essere utilizzati sui futuri velivoli spaziali per la loro resistenza alle aggressioni dello spazio (emissioni di gas, ossigeno atomico e collisioni con microparticelle) ed alle sollecitazioni termiche esterne al velivolo al rientro nell’atmosfera (temperature superiori ai 1.600°) - ha spiegato lo stesso Cao nell’incontro con la stampa di stamane - Il nostro obiettivo è quello di poter realizzare, in un unico pezzo, nasi e profili alari, le parti più’ sollecitate, dei velivoli come quelli USV (Unmanned Space Vehicles – Veicoli spaziali senza equipaggio) e RLV (Rusable Launch Vehicles - Veicoli lanciatori riutilizzabili)’’. Attualmente sono già stati avviati dei contatti con il Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali (CIRA), ma le applicazioni potrebbero essere anche altre. Gli UHTC prodotti possono essere utilizzati anche come materiali negli elementi riscaldanti, nell’automotive di alta gamma (sistemi idrauliche frenanti o materiali leggeri per scocche) o nel mercato degli utensili da taglio e parti meccaniche, oltre che come superconduttori.
L’innovativo processo per la produzione di materiali UHTC scoperto da Cao non solo riduce i costi energetici, ma anche i tempi di produzione (da 10 ore circa a meno di un’ora) rispetto ai processi tradizionali. Così il passo successivo al brevetto è quello della creazione dell’impresa “spin-off” che sfrutterà il “know how”, le tecnologie ed i brevetti per la sintesi e densificazione dei materiali UHTC. L’impresa vedrà la partecipazione, oltre che dei ricercatori e dell’Ateneo cagliaritano (al massimo fino al 15%), di alcuni soggetti industriali quali il Corem (azienda di meccanici specializzati), il CSM - Centro Sviluppo Materiali (insediata da pochi mesi nel Parco Scientifico e Tecnologico di Polaris a Pula e partners CIRA per progetti spaziali) e il Consorzio Promea (proprietaria dell’SBS, una delle apparecchiature per la preparazione degli UHTC). La costituenda società ha presentato anche domanda di finanziamento nell’ambito della Progettazione Integrata della Regione Sardegna. Secondo una prima stima per poter essere operativi servirà una somma tra il milione ed i due milioni di euro.

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