Sabato 10 giugno 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
10 giugno 2006
Rassegna a cura dell’Ufficio stampa e web
Segnalati 5 articoli delle testate L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna

 
 
1 - L’Unione Sarda
Pagina 58 – Cultura
Le grandi tele dipinte nel 1926 erano finite in uno scantinato a Roma
Sono in salvo a Cagliari i tre fiumi di Filippo Figari
Erano sparite da sei, sette anni, trasportate a Roma e poi misteriosamente finite in un magazzino. Rischiavano di essere perdute per sempre: rovinate o vendute all'asta insieme a centinaia di opere di proprietà dell'Enel, tutte dal futuro incerto in seguito ai piani di privatizzazione dell'ente. Di recente sono state recuperate e sistemate provvisoriamente nella sede di piazza Deffenu a Cagliari. Si tratta delle tre grandi tele di Filippo Figari che rappresentano i fiumi dai quali l'isola trae energia elettrica: Tirso, Flumendosa e Coghinas. Quadri realizzati dal pittore cagliaritano tra il 1926 e il 1927 su commissione della Ses (Società elettrica sarda) per celebrare importanti opere pubbliche quali la costruzione di bacini, dighe e impianti elettrici lungo il cammino dei tre unici fiumi sardi. Roberto PorcuA promuovere il recupero è stato Roberto Porcu, a lungo responsabile dell'ufficio comunicazione dell'Enel di Cagliari, giornalista pubblicista e dirigente dell'associazione seniores dei dipendenti. Porcu è scomparso ieri, per un male improvviso mentre si preparava a presentare i risultati del recupero di questi quadri all'assemblea dell'associazione prevista per oggi. Un'incredibile coincidenza. Da uomo di comunicazione ci teneva moltissimo al rilancio dell'immagine dell'Enel di Cagliari, partendo proprio dalle collezioni d'arte dell'ente e dal restauro della sede storica. Il salvataggio dei quadri del Figari era un suo pallino. Per anni, anche dopo essere andato in pensione, si era battuto per recuperare quelle tre opere che riteneva legate alla storia dell'Enel nell'Isola. Filippo Figari li aveva dipinti nel pieno Ventennio fascista, periodo in cui Mussolini aveva dato impulso alle opere pubbliche, alle bonifiche, allo sviluppo di una terra che cominciava solo allora ad uscire dalla miseria di un'economia agropastorale. Le dighe furono uno degli impegni maggiori del regime. Per celebrare l'evento la Ses chiamò uno dei tre maggiori artisti sardi dell'epoca, Filippo Figari, che insieme al sassarese Giuseppe Biasi e allo scultore nuorese Francesco Ciusa aveva gettato le basi dell'arte regionale del Novecento. Mentre ciascuno dei tre procedeva nel proprio percorso artistico e nella ricerca di un personalissimo linguaggio estetico, le loro opere valicavano il Tirreno testimoniando alle Biennali di Venezia e alle mostre nazionali un lavoro nuovo e originale di una terra che sino ad allora non aveva dato pittori "nazionali". Dei tre Filippo Figari in quel momento era il più affermato. Le opereNel 1926 aveva quarant'anni, ma era da tempo sulla cresta dell'onda con una serie di grandi tele dipinte nel capoluogo: nel 1911 aveva realizzato la Sala dei Matrimoni nel Municipio di via Roma, forse la sua opera più fresca e innovativa; tra i 1913 e il 1916 decorava il Salone dei ricevimenti (i quadri furono distrutti dalle bombe del '43) e nel 1924 concluse il ciclo pittorico della Sala consiliare interrotto durante la guerra. Figari era stato al fronte guadagnandosi una medaglia di bronzo e finendo prigioniero in Ungheria. Nel 1925 cominciò le due tele per l'Aula Magna dell'Università e due anni dopo realizzò la grande composizione della Sagra di San Costantino che si trova nel padiglione a lui dedicato alla Fiera. Ed è in questo periodo, nel biennio '26-'27, che si cimenta nelle tele dedicate ai fiumi che danno vita ai bacini artificiali dell'Isola. Sono tele spettacolari in cui l'incisività del disegno e il delicato cromatismo della tavolozza risaltano nella complessità della composizione allegorica. Così la prospettiva "veneziana" dal basso esalta la monumentalità delle opere pubbliche (la grande diga del Tirso in mattoni crudi, le torri dell'energia elettrica del Coghinas). Tipiche del Figari le donne sarde ritratte nella loro bellezza e nella bellezza dei sontuosi costumi. I tre fiumi, come le sculture del Bernini in piazza Navona, sono statue di pietra possenti e virili dalle quale dovrà scaturire l'energia per l'isola. Palazzo TirsoRetti da cornici di stucco, furono collocati in alto nella sala centrale del palazzo Tirso di piazza Deffenu, allora sede della Ses (oggi c'è il Banco San Paolo). «Li ricordo benissimo», aveva raccontato solo pochi giorni fa Roberto Porcu: «Mio padre lavorava nella società elettrica e quando andavo a trovarlo restavo colpito da quei grandi quadri. Quando l'Enel cedette il palazzo alla banca furono sistemati al primo piano della sede di piazza Deffenu. Attorno al 1998, durante il processo di privatizzazione, vennero smontati e spediti a Roma». Roberto Porcu ricordò che ci fu una sollevazione dei dipendenti e persino una raccolta di firme per impedirne il trasloco, ma senza fortuna. «Nessuno sapeva il motivo per cui erano finiti a Roma. Chi diceva che la direzione centrale volesse inventariare tutto il patrimonio artistico di proprietà dell'Enel, chi malignava su una possibile vendita all'asta. Fatto sta che per qualche anno si persero le tracce». Scomparsi in qualche magazzino. Qualcuno seppe che le tele erano state arrotolate e accatastate con altre opere, senza badare al rischio di rovinare la pittura già provata dal tempo e dall'incuria. Così Roberto Porcu e l'associazione dei dipendenti si mobilitò per riavere i quadri "perduti". Di recente sono stati restituiti alla sede cittadina e hanno trovato sistemazione temporanea con le loro cornici originali realizzate negli anni Settanta dall'artigiano Savino Melis. Il "Tirso" e il "Coghinas" sono esposti nell'ingresso per i dipendenti in via Campidano e il "Flumendosa" nel vestibolo di piazza Deffenu. Appena saranno ultimati i lavori nel salone centrale avranno finalmente la collocazione definitiva. Grazie anche a Roberto Porcu il cui nome resterà legato anche a questi quadri. C. F.
 
2 – L’Unione Sarda
Pagina 52 – Provincia di Sassari
Alghero. Petizione organizzata via internet dalla Facoltà di architettura
Continuità territoriale: appello degli studenti
Un appello per migliorare la continuità territoriale da e per la Sardegna. Lo ha promosso la facoltà di Architettura di Alghero, invitando chiunque fosse interessato a sottoscrivere una petizione attraverso il sito Internet dell'ateneo. Secondo il consiglio di facoltà, infatti, la nuova continuità così come è stata concepita «non realizza l'obiettivo, giusto e necessario, di assicurare alla Sardegna una situazione equa per quanto riguarda la mobilità dall'isola e verso l'isola, per chi vive o è nato in Sardegna e per chi in Sardegna vuol venire per lavoro e piacere». Preoccupazione è stata manifestata soprattutto dagli studenti del corso, penalizzati rispetto agli altri colleghi della penisola, nella libertà di spostamento per la partecipazione ai seminari che di norma vengono organizzati anche presso gli altri centri d'Italia. «È dovere primario dell'Università produrre sapere e cultura attraverso la ricerca e riversarli alla società mediante la formazione. È un dovere quello di allargare il sapere si legge nel documento approvato all'unanimità dal consiglio di facoltà - sia nell'attività di ricerca che è fatta anche di incontri e seminari, ma anche mediante una intensa prassi divulgativa incentrata su eventi culturali, conferenze, mostre, attività basilari per un progetto didattico adatto al terzo millennio ma da sempre parte del ruolo istituzionale dell'Università». Mobilità, scambio e confronto, concetti importanti per gli aspiranti architetti che però si dovranno scontrare con un sistema di trasporti aerei che gli sta stretto. «Nella nostra esperienza di ormai quattro anni abbiamo cercato di far viaggiare molto i nostri studenti, i nostri ricercatori ed i nostri docenti - continua la nota - e abbiamo cercato di far venire molti docenti, ricercatori, professionisti; questo serve oggi nel campo della formazione e della ricerca: creare, in un contesto molto più vasto di quello regionale, uno spazio di lavoro che sia nodo di una rete ampia, dentro cui ci si muove liberamente. Molte altre relazioni dovremo attivare e molti più studenti vorremmo attirare da fuori della Sardegna, con l'obiettivo di costruire un ambiente internazionale, in cui si viene e da cui ci si muove, radicato in Sardegna». (c. fi.)

 
 
 
3 – La Nuova Sardegna
Pagina 25 - Sassari
Continuità territoriale
Architettura sollecita ripensamenti
ALGHERO. Il Consiglio della facoltà di Architettura dell’Università di Sassari, sede staccata di Alghero, esprime profonda preoccupazione per l’esito dell’attribuzione delle tratte aeree per la continuità territoriale che - di fatto - non realizza l’obiettivo, giusto e necessario, di assicurare alla Sardegna una situazione equa per quanto riguarda la mobilità dall’isola e verso l’isola, per che vive o è nato in Sardegna e per chi in Sardegna vuol venire per lavoro e piacere. Per queste ragioni il Consiglio di Facoltà ha redatto e votato un documento, consultabile sul sito http://www.architettura.uniss.it/territoriale/index.php, in cui vengono spiegate le ragioni di tale preoccupazione. Propone inoltre un appello, che si può visionare e sottoscrivere all’indirizzo http://www.architettura.uniss.it/territoriale/index.php‰firma, per chiedere un ripensamento ed una ridefinizione del tema della continuità territoriale. L’intervento si aggiunge alle tante prese di posizione, di parte politica, sindacale, delle organizzazioni delle categorie mercantili, giunte anche dopo la soppressione della tratta giornaliera Roma Ciampino svolta dalla Ryanair il cui contributo di passeggeri annuo si attestava sulle 100 mila unità. Il collegamento è stato sospeso dall’Enac all’inizio del mese di maggio per le note questioni legate alla gestione monopolistica della continuità territoriale sulle tratte di Roma e Milano.
 
4 – La Nuova Sardegna
Pagina 8 - Sardegna
«Giustizia penale», Pecorella oggi a Chia
CAGLIARI. Gaetano Pecorella non è arrivato in tempo ma a favore della sua legge che vieta il ricorso in appello contro i proscioglimenti del primo grado ha parlato Paolo Tonini, ordinario di diritto processuale penale all’Università di Firenze. Ed è stato un prologo di stretta attualità per ‘Giustizia penale e prospettive dell’avvocatura’, la tre giorni di lavori organizzata dalla Camera penale della Sardegna. Pecorella ha assicurato che sarà presente stamane al Chia Laguna. Il presidente della Camera penale Leonardo Filippi ha introdotto la prima giornata di lavori nell’aula magna del palazzo di giustizia, con il saluto del presidente del Consiglio dell’Ordine forense di Cagliari Ettore Atzori.
 
5 – La Nuova Sardegna
Pagina 9 - Attualità
ALLA «SAPIENZA» DI ROMA
Calciopoli è studiata nelle aule universitarie
ROMA. Le vicende di Calciopoli, la ben nota cupola del calcio italiano costruita nel tempo dai massimi dirigenti delle più scudettate società di calcio italiane, diventano oggetto di inchiesta giornalistica da parte della facoltà di scienze della comunicazione dell’università romana La Sapienza. Una ventina di studenti del corso di giornalismo si sono presentati davanti all’ufficio indagini della Figc con telecamerine e registratori per intervistare la stampa sportiva sulle vicende di Calciopoli. L’eco quindi dello scandalo ha raggiunto anche le facoltà universitarie e gli studenti di scienze della comunicazione dell’ateneo romano si stanno producendo in interviste a coloro i quali le raccontano quotidianamente. Ma in particolare l’attenzione degli studenti è centrata sul ruolo e la funzione del capo ufficio indagini Francesco Saverio Borrelli, la cui fama è strutturalmente consolidata nella società italiana. Tra le domande più formulate c’è quella: «ma voi della carta stampata non non ve ne siete mai accorti di quanto bolliva in pentola?». Oppure: «Dalle intercettazioni risulta la complicità di famosi giornalisti sportivi delle grandi reti televisive e quotidiani».

Questionario e social

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