Giovedì 8 giugno 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
08 giugno 2006
Rassegna a cura dell’ufficio stampa e web
Segnalati 12 articoli delle testate: L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna
 

 
1 - L’Unione Sarda
Provincia di Sassari - Pagina 52
Sassari. Il proclama appena eletto: «Il mio primo pensiero va agli studenti e alle loro richieste»
Il quarto trono del rettore Maida
Con 454 voti surclassa gli altri due candidati
L’Università di Sassari incorona il Maida Quarto. Alessandro Maida è stato rieletto per la quarta volta consecutiva alla guida dell’Ateneo sassarese superando alle urne gli sfidanti Giovanni Lobrano, preside di Giurisprudenza, e Virgilio Agnetti, ordinario di Neurologia. Il Magnifico ha ottenuto 454 voti, contro i 116 di Lobrano e i 113 di Agnetti. Il trionfo è arrivato con un fragoroso applauso alle 19 e 57, quando la Commissione elettorale ha nominato il nome di Maida per la 395esima volta: maggioranza assoluta dei voti dei 788 aventi diritto. Alle urne sono andati 723 elettori, con un’affluenza del 92 per cento. Alessandro Maida è stato eletto conquistando il 62,8 per cento delle preferenze. Urne aperte per dieci ore, dalle 9 alle 19. Alle 19 e 1 minuto la commissione elettorale presieduta da Giovanni Micera, dà il via allo spoglio delle schede. L’aula magna dell’università è semivuota, e così rimarrà fino alla proclamazione del rettore che guiderà l’Ateneo nel triennio 2006-2009. Virgilio Agnetti è l’unico fra i tre candidati a seguire lo scrutinio dall’inizio alla fine. Seduto a centro aula appunta voto per voto su un taccuino che tiene sulle ginocchia. In un tourbillon di cifre, Maida prende subito il largo sugli avversari. Dopo dieci minuti ha già raggiunto quota 60 voti, con Lobrano fermo a 19 e Agnetti a 18. Alle 19 e 17 Maida tocca i 100 voti. Ancora quindici minuti di spoglio e il Magnifico uscente vola verso la riconferma con 200 preferenze. Una manciata di minuti dopo Giovanni Lobrano fa il suo ingresso nell’aula magna, proprio mentre dai microfoni dicono, «Maida, 245». Alle 20 e 15 lo scrutinio è finito. Alessandro Maida ha sbaragliato tutti e può restare per altri tre anni sulla poltrona più ambita dell’Ateneo. Prima però gli spetta il discorso di rito, per ringraziare gli elettori e lanciare messaggi per il futuro. Supera la coltre di baci e abbracci che lo sommerge come mette piede nell’aula magna, e conquista il microfono. «Vi rubo solo 2 minuti, anzi 6», inizia quasi timido. «Non vi nascondo che sono emozionato. Questo è uno dei risultati più gratificanti della mia vita». Quindi i proclami, anzi il proclama: «Il mio primo pensiero va agli studenti, continuerò nell’impegno per rispondere alle loro richieste». Applausi per il rettore che con largo anticipo, per spianarsi la strada verso il poker di mandati, aveva addirittura cambiato lo statuto dell’Università. Nel novembre 2005, approvando la modifica dell’articolo 76 dello statuto dell’Università di Sassari, il Senato gli aveva spalancato le porte verso il quarto mandato da rettore. Secondo la vecchia versione dello Statuto dell’Ateneo, una sua ricandidatura non sarebbe stata possibile. La delibera, partorita dopo una riunione estiva, aveva ottenuto prima il sì definitivo del Senato. Poi, dopo essere stato votato da ogni singolo Consiglio di Facoltà era passato indenne in Consiglio di amministrazione. In Senato aveva votato contro la modifica dell’articolo 76 solo il preside di Veterinaria, Sergio Coda. Si erano astenuti Lobrano e Francesco Morandi, preside di Economia.
Vincenzo Garofalo (Unioneonline)
 
2 - L’Unione Sarda
Cultura Pagina 58
Da domani a Sa Illetta
Scienza e sociologia, studiosi a congresso a Cagliari e Nuoro
Studiare l’impatto dell’innovazione tecnologica sulla società, presentare lo stato dell’arte della sociologia della scienza, analizzare i nuovi modelli della divulgazione scientifica. Sono gli obiettivi del Primo convegno nazionale della Società Italiana di Studi su Scienza e Tecnologia Le forme dell’innovazione tra società e tecnoscienza: prospettive ed esperienze di ricerca, che si terrà a Cagliari (auditorium Tiscali) domani e dopodomani. L’intervento di Susan Leigh Star, presidente della Society for Social Studies of Sciences, e di Geoffrey Bowker, direttore del Center for Science, Technology and Society, (Università di Santa Clara, California) sarà riproposto a Nuoro (lunedì 12 alle 11, in via Salaris 18) per iniziativa del Consorzio universitario. L’associazione STS Italia, organizzatrice degli incontri, è presieduta da Alessandro Mongili, docente di Sociologia della tecnica alla facoltà di Scienze politiche dell’Università di Cagliari. «Dal punto di vista finanziario e organizzativo il convegno cagliaritano è stato possibile solo grazie a Tiscali, alla sponsorizzazione del Banco di Sardegna e al contributo che la Regione destina a convegni e seminari di questo tipo», spiega Mongili. «Abbiamo ricevuto il sostegno diretto della 4S, la Society for Social Studies of Science, la maggiore rete mondiale per gli studi sociali sulle tecnoscienze, la cui presidente parteciperà al convegno. E della EASST, European Association for Studies of Science and Technology». Gli obiettivi del convegno? «Il primo nostro obiettivo è far incontrare gli studiosi che sinora lavoravano isolati. Sarà un momento di raccordo fra sociologi che si richiamano all’approccio STS in Italia: noi non studiamo solamente l’impatto delle tecnoscienze sulla società, ma anche gli aspetti sociali presenti nella produzione dei fatti scientifici e nella circolazione dei dispositivi tecnici. Consideriamo come base di partenza per le nostre ricerche la commistione continua fra scienza, tecnica e società, a ogni livello di sviluppo. Intendiamo creare un forum di discussione fra chi si occupa di studi sociali sulle tecnoscienze, e avviare una programmazione regolare di seminari, convegni, conferenze, scuole estive». Quali sono le relazioni più attese? «L’intervento di Susan Leigh Star e Geof Bowker, che dirigono un centro universitario nel bel mezzo della Silicon Valley. Avremo poi Massimiano Bucchi e Federico Neresini, Paolo Volonté, Luca Guzzetti, Giuseppina Pellegrino e Davide Bennato, che con me sviluppano ricerche sull’innovazione tecnologica».
Andrea Mameli
 
3 - L’Unione Sarda
Quartu S.Elena - Pagina 21
Poetto Oggi la prima serata di animazione Erasmus
Prendono il via oggi le serate universitarie organizzate dagli studenti del progetto Erasmus nel lungomare Poetto. L’appuntamento è per mezzanotte allo stabilimento Alta marea, dove si terrà un tributo al famoso gruppo degli Ska-P. È il primo degli eventi che caratterizzeranno l’estate quartese, dal Lido del carabiniere fino a Margine Rosso. Per vincere la crisi dell’anno scorso, la mancanza di parcheggi e i cantieri infiniti, è stato confezionato un programma ricco come non mai, grazie anche alla collaborazione con lo Yacht club di Cagliari e con l’Università. Lezioni di surf, canoa, moto d’acqua e aquagym durante il giorno in quasi tutte le spiagge. La notte spazio a concerti, cabaret, sfilate di moda ed easy drink. A breve anche l’inaugurazione di S’Arena; il teatro sul mare regalerà notti di musica e spettacoli che allieteranno non solo i quartesi. (g. da.)
 
 
 

  
4 - La Nuova Sardegna
Pagina 33 - Cultura e Spettacoli
E Maida succede a se stesso 
Confermato per la quarta volta rettore dell’università di Sassari 
Eletto con il 57,71% Buoni risultati di Lobrano e Agnetti, gli altri candidati che calamitano i dissensi 
PIER GIORGIO PINNA 
Tutto come nelle previsioni, ma con qualche sorpresa: il rettore dell’università di Sassari, Alessandro Maida, succede a se stesso. Nelle elezioni di ieri ha ottenuto 454 preferenze, pari al 57,71% degli aventi diritto al voto (788 fra professori, studenti e personale non docente).
 Il rapporto di forze sale al 62% se si considerano i soli votanti (723). Le schede bianche sono state 37, le nulle 3. Buoni, e vicini tra loro, i risultati riscossi dagli altri due docenti candidati, Giovanni Lobrano e Virgilio Agnetti, e che si sono comunque fermati a notevole distanza. Il primo, preside di Giurisprudenza e docente di Diritto romano, ha avuto 116 consensi, il 14,72% degli elettori. Il secondo, neurologo, professore a Medicina, ne ha invece ottenuti 113, il 14,34%. Maida, direttore dell’Istituto d’igiene, era considerato il favorito per i sostegni diffusi nella gran parte delle facoltà. E’ al vertice dal 1997. Rimarrà in carica altri tre anni, fino alla metà del 2009. Concluderà il quarto mandato poco più che settantenne. E’ infatti nato nel ’38, il 20 novembre, per uno strano caso lo stesso giorno di uno dei suoi «rivali» di queste ultime ore, Agnetti, che però è del ’43.
 Nelle precedenti votazioni il rettore è sempre stato l’unico candidato. Stavolta, invece, contro la sua riconferma si era coalizzato un certo dissenso. Rappresentato appunto da Lobrano, 61 anni, appoggiato da Giurisprudenza, Economia e Veterinaria, e da Agnetti, che nelle 11 facoltà ha riscosso un po’ dappertutto consensi personali superiori rispetto alle previsioni della vigilia. Il neurologo veniva accreditato di un 7-8% mentre in poche settimane ha raddoppiato la presumibile e iniziale base elettorale. Tutti, rettore compreso, con tratti personali e orientamenti differenti, appartengono alla stessa area cattolica e di centrosinistra.
 Poche settimane fa, nell’università di Cagliari, il rettore Pasquale Mistretta è stato chiamato a un mandato ancora più lungo, da 15 a 18 anni, dopo aver superato un avversario forte e qualche contrasto. Anche a Sassari è stata proprio la lunga permanenza nella carica da parte di Maida a suscitare gli accenti più accesi nel dibattito preelettorale. E forse nell’ateneo turritano la percentuale dei votanti è stata perciò una delle più elevate degli ultimi tempi. Per garantirsi la riconferma alla prima votazione il rettore ha dovuto superare un quorum di tutto rispetto: 395 preferenze, maggioranza assoluta pari alla metà più uno degli elettori. Ovvia, quindi, la sua soddisfazione nonostante i i consensi ottenuti dai concorrenti e il numero delle schede bianche. Dopo aver ringraziato i predecessori Giovanni Palmieri e Antonio Milella, che si erano subito complimentati con lui, Maida ha preso la parola nell’aula magna gremita dell’ateneo centrale, rivelando di aver ricevuto due telefonate di congratulazioni «da ambienti ministeriali sardo-romani» senza però specificare chi ci fosse all’altro capo del filo. «Comunque non era il Papa», ha aggiunto con una battuta che ha strappato sorrisi. «Sono emozionato, e non lo nascondo - ha proseguito - Questo è un risultato che mi gratifica in una vita non breve e non priva di soddisfazioni. Arriva come un giudizio positivo sull’attività svolta in favore dell’ateneo, specie in presenza di più candidati. E giunge come un invito a proseguire sulla gestione intrapresa per assicurare l’armonia tra le facoltà e rinnovare la collaborazione con l’Ersu e con le istituzioni del territorio allo scopo di fare di Sassari una città dell’alta formazione. Il mio primo pensiero va perciò agli studenti, ai ricercatori, ai colleghi, al personale non docente: tutti potranno continuare a contare su di me».
 Contento del buon esito della competizione elettorale, Virgilio Agnetti, che sportivamente, quando il rettore ha raggiunto il quorum, ha unito il suo applauso a quello di decine di altri che si sono levati nell’aula magna. «Mi sembra che il sistema Maida e i richiami alle appartenenze di linea abbiano pagato - ha poi dichiarato - Sono comunque soddisfatto dell’esperienza: credo sia stata utile per evidenziare la necessità di un cambiamento di idee e di uomini».
 «Faccio anch’io i miei migliori auguri di buon lavoro al rettore appena riconfermato», ha sostenuto invece Giovanni Lobrano, che non era presente al momento della proclamazione del vincitore. «Ritengo che le votazioni abbiamo evidenziato alternative rispetto alla gestione accentrata degli ultimi anni - ha concluso - E mostrato che diverse prospettive possano e debbano venire tenuta nella debita considerazione sin da ora».
 
5 - La Nuova Sardegna
Pagina 20 - Sassari
Il preside tranquillizza gli studenti: «La riforma non vi danneggerà» 
Giovanni Lobrano: «I crediti saranno recuperati senza ripetere gli esami» 
SILVIA SANNA 
SASSARI. A rasserenare gli animi ci ha pensato il preside Giovanni Lobrano. Le sue parole hanno riportato tranquillità in un’assemblea infuocata. Restano diversi punti da chiarire, ma gli studenti di Scienze Giuridiche hanno ricevuto la notizia più importante: il consiglio di facoltà si impegnerà per rendere il più semplice possibile il passaggio al nuovo corso di laurea magistrale in Giurisprudenza.
 La riforma, con il passaggio dal 3+2 all’1+4, ha generato confusione nella testa di molti studenti. Allarmati all’idea di dover ripetere esami e prolungare la permanenza all’Università. Il problema principale è legato ai Cfu, i crediti formativi indispensabili per conquistare la laurea.
 Ieri pomeriggio, in un’affollata assemblea al Quadrilatero, gli studenti hanno provato a fare il punto della situazione insieme ai loro rappresentanti. Gli animi si sono scaldati subito. La maggior parte degli studenti ha avuto da ridire sulle tabelle pubblicate sul sito Internet di Giurisprudenza: «C’è scritto che nel nuovo corso di laurea a molti esami corrisponde un numero superiore di crediti. Come faremo a recuperarli? Non avrebbe senso ripetere un esame già sostenuto». Qualcuno a quel punto ha sventolato con aria trionfante altre tabelle, scaricate dai siti web di altre Università.
 «Qui ci lasciano nell’incertezza, invece da altre parti hanno risolto il problema nella maniera più logica: i crediti verranno riconteggiati, in modo che gli studenti non si trovino, loro malgrado, a fare i conti con un bilancio in passivo da colmare».
 La soluzione (tutta da verificare) non sarà applicata a Sassari. Le motivazioni le ha date il preside Giovanni Lobrano, reduce da un consiglio di facoltà che ha affrontato la questione della riforma.
 «I crediti formativi non possono essere regalati - ha detto - perché non si può andare contro la legge. Ma, allo stesso tempo, nessuno sarà obbligato a ripetere un esame già superato». Che fare allora? Nel caso il credito da recuperare sia basso (uno o al massimo due punti) «potrebbe essere un’idea organizzare seminari di approfondimento su determinati argomenti. Con la partecipazione gli studenti conquisteranno il credito mancante». Alle parole del preside sono seguiti lunghi applausi. Più complicato il discorso se i crediti da recuperare, legati ciascun esame, sono più consistenti: «In alcuni casi anche 5 o 6 punti - ha detto Lobrano -, è chiaro che la partecipazione a un seminario non può essere sufficiente». Il preside ha comunque garantito agli studenti che entro la fine del mese sarà trovata una soluzione, «che vi verrà incontro il più possibile. La riforma nasce proprio con questo obiettivo». Il preside ha illustrato agli studenti le novità del corso di laurea magistrale.
 «Il numero di esami si riduce notevolmente e si elimina la spezzatura che caratterizza il 3 + 2. Gli studenti seguono un percorso omogeneo, più razionale: non saranno obbligati a presentare due tesi di laurea. Il titolo che si consegue è equivalente, ma ai ragazzi del primo e del secondo anno consiglio di cambiare - ha concluso Giovanni Lobrano -. Il nuovo corso di studi si addice molto meglio agli avvocati, magistrati e notai del futuro».
 
6 - La Nuova Sardegna
Pagina 20 - Sassari
SCIENZE POLITICHE 
Un corso sulle relazioni con il pubblico 
SASSARI. È stato inaugurato il corso di formazione per addetti e responsabili dell’Ufficio relazioni con il pubblico, organizzato dalla facoltà di Scienze Politiche, corso di laurea in Scienza della Comunicazione dell’Università di Sassari, in collaborazione con Logos srl.
 In aula Eleonora d’Arborea, davanti ad una platea composta da esponenti delle pubbliche amministrazioni, hanno aperto i lavori la presidente del corso di laurea in Scienza della Comunicazione Elisabetta Cioni, Mauro Carta consigliere della delegazione regionale dell’associazione di comunicazione pubblica e Marzia Antenore, docente di comunicazione pubblica presso la facoltà di Scienze Politiche.
Il corso è continuato nel pomeriggio con l’intervento di Nicoletta Levi, collaboratrice dei cantieri del Dipartimento della funzione pubblica. Il percorso formativo della durata complessiva di 90 ore si sviluppa in tre moduli da trenta ore e ha come obiettivo l’acquisizione delle competenze di base e specialistiche necessarie allo svolgimento delle attività di informazione e di comunicazione da parte di addetti e responsabili degli uffici per le relazioni con il pubblico e inoltre offre le conoscenze necessarie allo sviluppo del nuovo ruolo di comunicatore pubblico: competenze specifiche e di carattere manageriale idonee per lo svolgimento delle mansioni previste per i ruoli specifici. Tra i partecipanti sono rappresentate la provincia, il comune e la Asl 1 Sassari, Asl 2 di Olbia e Atp.
 
7 - La Nuova Sardegna
Pagina 22 - Sassari
Facoltà di Scienze politiche 
Una conferenza sulla comunicazione 
SASSARI. «Le ideologie del giornalismo americano del Ventesimo secolo» è il titolo della conferenza che il professor Kevin G. Barnhurst dell’università dell’Illinois (Chicago) terrà domani mattina alle 11, nell’aula Eleonora d’Arborea (università centrale). L’iniziativa è promossa dalla facoltà di Scienze politiche. Durante la conferenza, moderata dal professor Rosario Cecaro, docente di Teorie e tecniche della comunicazione di massa, il professor Barnhurst parlerà della percezione comune del giornalismo americano e del rapporto tra notizie e ideologie.
 Il docente americano è condiderato uno dei maggiori studiosi della comunicazione. Nei suoi studi ha analizzato il contenuto delle notizie nei diversi media, esaminando la loro struttura e modalità di presentazione visiva. 
 
8 - La Nuova Sardegna
Pagina 22 - Sassari
Un ponte verso Shangai 
Accordo tra l’università turritana e quella cinese 
Delegazione di studenti e docenti in visita all’ateneo: avviato un rapporto di collaborazione 
SASSARI. La firma di un protocollo accompagnato da una lettera di intenti ha dato uno sbocco concreto alla visita della delegazione cinese dell’università internazionale degli studi di Shanghai nell’ateneo sassarese. Ieri mattina, nella sala del rettorato, gli ospiti guidati da Xu Baofa, vicepresidente dell’università di Shanghai, e da Tan Jangmin, direttore del dipartimento italiano della facoltà di Lingue occidentali dello stesso ateneo, hanno avuto l’opportunità di incontrare il rettore dell’università di Sassari, Alessandro Maida, assieme al prorettore Attilio Mastino.
 Erano presenti anche i presidi di diverse delle undici facoltà. L’ateneo turritano è stata una delle due realtà universitarie italiane prescelta dalla delegazione universitaria dell’estremo oriente per tessere rapporti di collaborazione e di produttivo scambio culturale e scientifico, che potranno incominciare a delinearsi con significative motivazioni. «L’università internazionale degli studi di Shanghai - hanno sottolineato Tan Jangmin e Xy Baofa - è una delle prime cento tra 1.800 atenei cinesi. Si contano seicento docenti e diecimila studenti. Il canale preferenziale è quello a indirizzo linguistico e della Scienza della comunicazione. Molta importanza ha anche la formazione nel campo delle Scienze politiche e in quelli della Giurisprudenza e giornalistico. La nostra università è particolarmente proiettata sulle relazioni internazionali, che richiamano anche un attento studio nell’àmbito dell’Economia».
 Sotto l’aspetto degli scambi culturali, i responsabili dell’università di Shanghai hanno prospettato una serie di opportunità e iniziative in un percorso che potrebbe ricevere spinta dall’istituto Confucio, che si occupa della divulgazione della lingua e letteratura della Cina in campo internazionale L’interesse culturale incentrato sopratutto sullo studio della lingua cinese, considerata anche la rilevante immigrazione in Italia dalla quella nazione, si sta dimostrando in continua crescita. Il rettore dell’ateneo turritano, Alessandro Maida, ha espresso i più vivi ringraziamenti alla delegazione di Shanghai per l’attenzione dimostrata nei confronti dell’università di Sassari. «Siamo molto onorati della vostra visita - ha voluto sottolineare agli ospiti il professor Maida - Assieme a Napoli, rappresentiamo l’università in Italia che vede stabiliti contatti con il vostro ateneo. I rapporti sono già stati avviati, qualche tempo fa, tramite la nostra facoltà di Architettura, attraverso il preside, il professor Giovanni Maciocco, con il supporto del professor Cecchini. Siamo vivamente interessati a stabilire una intensa collaborazione tra le due università. Le vie da percorrere possono sicuramente riguardare lo scambio tra docenti e studenti, con la possibilità di reciproca permanenza, per approfondimenti e ricerche comuni alle varie facoltà, nelle rispettive sedi. Arriviamo, dando subito un segnale concreto di una significativa disponibilità tra le parti, a siglare un protocolllo e una lettera d’intenti utili a tracciare le essenziali linee di collaborazione già dal prossimo futuro. Si tratterà, strada facendo, di articolare specificamente le occasioni di scambio e cooperazione, con iniziative, progetti e approfondimenti».
Marco Deligia 
 
9 - La Nuova Sardegna
Pagina 22 - Sassari
Piano urbanistico, il modello catalano 
Facoltà di Architettura, un seminario alla Camera di commercio 
SASSARI. È stata l’occasione per mettere a confronto le esperienze e le metodologie adottate da piani paesistici diversi tra loro ma finalizzati entrambi alla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Era questo l’obiettivo del seminario organizzato dalla facoltà di Architettura dell’università di Sassari nell’ambito del Progetto Itaca. L’incontro si è svolto ieri mattina, nella sala convegni della Camera di Commercio, e ha permesso di raffrontare il Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna e il Piano Urbanistico del sistema costiero catalano. A esporre le caratteristiche e le singolarità del piano regionale sardo sono stati prima il preside della facoltà algherese, Giovanni Maciocco, e poi il direttore del Servizio Urbanistica della Regione per la provincia di Sassari, Antonio Carboni. Per parlare del progetto spagnolo invece era presente il segretario generale alla Pianificazione della Comunità autonoma catalana Oriol Nello, che dal prossimo anno sarà docente presso la facoltà di Architettura di Alghero. L’incontro, al quale ha assistito un cospicuo numero di corsisti dell’area Nord del Progetto Itaca, ha offerto un importante momento di confronto nel merito dell’impostazione metodologica, delle normative e soprattutto delle modalità di definizione dei piani locali e di settore. Vi sono convergenze significative nell’impostazione dei due piani, tesi a definire modelli e pratiche di pianificazione che mirano alla sostenibilità ambientale. «Se i beni paesaggistici della nostra regione rappresentano il centro di una prospettiva strategica di crescita - afferma Giovanni Maciocco - è necessario riorganizzare gli spazi urbani e territoriali attorno ad essi e non viceversa, cioè modificare i beni per adattarli agli spazi urbani». Il riscatto di alcuni centri allora è legato all’individuazione urbana in cui il paesaggio diventa il fulcro. Le trasformazioni però presuppongono un radicale cambiamento del modo di pensare. Non si tratta certo di cambiamenti repentini, ma che devono avvenire attraverso piccoli passi. Il progetto Itaca rappresenta proprio questo, la possibilità di creare una comunità di apprendimento, un «laboratorio» di crescita collettiva dove si confronteranno saperi e valori che andranno ad integrarsi tra loro, con applicazioni su casi di studio specifici estratti dal Piano Paesaggistico Regionale. Si deve quindi realizzare e sviluppare maggiormente una sensibilità nei riguardi dell’ambiente e del paesaggio. Antonio Carboni della Regione Sardegna ha illustrato il percorso seguito dal Piano Regionale prima di essere approvato definitivamente. L’esperienza catalana infine è stata illustrata da Oriol Nello il quale, nel descrivere il piano, ha parlato sia di aspetti di crescita economica che di elementi di vulnerabilità legati allo sviluppo di un tipo di economia, quella turistica, a discapito di quelle tradizionali, come la pesca. «Non si tratta di conservare o di congelare il paesaggio - sostiene Oriol Nello - ma di fare in modo che nella trasformazione gli aspetti identitari, patrimoniali e ambientali vengano rispettati, perché soltanto così potranno essere migliorati». (i.bar)
 
10 - La Nuova Sardegna
Pagina 26 - Sassari
Scienze giuridiche,
un gran pasticcio
 Vorrei commentare l’articolo pubblicato sulla Nuova Sardegna del 3 giugno 2006 riguardo alle lauree in giurisprudenza. Sono una studentessa di scienze giuridiche di sassari, e mi spiace dire che la situazione si sta rivelando davvero brutta per noi studenti che dovremmo fare il passaggio al corso di laurea magistrale.
 I termini non sono stati ancora definiti dal consiglio di facoltà, e a quanto pare non ci è consentito protestare sulla situazione se non scrivendo ai giornali. Le condizioni di passaggio proposte (e forse anche approvate) dal consiglio di facoltà sono molto svantaggiose rispetto a quelle offerte da qualsiasi altro ateneo italiano.
 Per cui molti di noi sicuramente staranno pensando di effettuare il trasferimento al corso di laurea in giurisprudenza oltremare, magari a Roma, dove in primo luogo, sono state definite con precisione tutte le condizioni di passaggio, in secondo luogo queste sono molto più agevoli rispetto alle nostre.
Lettera firmata 
 
11 - La Nuova Sardegna
 Pagina 2 - Oristano
A PALAZZO ARQUER FINO A DOMANI 
Le donne sessant’anni dopo il voto 
Mostra fotografica e documentaria sulla condizione femminile 
ORISTANO. Resterà aperta fino a domani e potrà essere visitata tutti i pomeriggi, dalle 17 alle 20, la mostra “Donna, sessant’anni dopo...Appunti per il futuro”, inaugurata martedì a Palazzo Arquer.
 È servita a fare il punto sulla condizione femminile in Italia, a sessant’anni, appunto, dall’esercizio del diritto di voto in Italia da parte delle donne, l’iniziativa organizzata dal Forum delle donne di Rifondazione comunista e dall’associazione ‘Isola delle donne’. Un breve convegno, coordinato da Patrizia Zaru e introdotto da Rosalba Cau, entrambe del Forum delle donne. È stata la relazione di Maria Carmela Soru, docente di storia all’Università di Cagliari, ad aiutare a ripercorrere questi ultimi 60 anni di storia italiana, importantissimi per le donne. Che dopo la conquista del diritto di voto (era il 1946) ancora oggi, però, non riescono a conquistare quella parità, ancora in buona sostanza sulla carta.
 Ma è stata Imma Barbarossa, del Forum nazionale delle donne, a puntualizzare alcune realtà importanti, come il lavoro delle donne, spesso meno pagato rispetto agli uomini, anche perchè difficilmente le donne riescono a fare carriera. Oppure la difficoltà di strappare posti di responsabilità nei luoghi che contano. Ad esempio in settori come la pubblica amministrazione. E soprattutto in politica, dove le donne sono sempre troppo poche e, comunque, non raggiungono mai, salvo rarissime ecezzioni, la quota di rappresentatività del 33%. E le critiche, in questo senso, sono andate anche al Governo Prodi, che ha nominato sei ministre nel suo governo, cinque delle quali, però, senza portafoglio.
 Paolo Pisu, presidente della commissione regionale ai diritti civili ha, infine, segnalato le difficoltà nel riuscire ad approvare la consulta delle donne, prevista, decisa, ma ancora non istituita.
 
12 – La Nuova Sardegna
Pagina 20 - Sassari
PRESENTAZIONE 
Il libro di Maria Giacobbe 
SASSARI. Oggi alle 17,30 Maria Giacobbe presenterà nella sala di rappresentanza del Banco di Sardegna, viale Umberto 36, il suo recente romanzo Pòju Luàdu. Parleranno del libro Antonello Arru, presidente della Fondazione Banco di Sardegna e Antonio Sassu, presidente del Banco di Sardegna, Giovanna Cerina, docente di Semiotica del testo all’Università di Cagliari e Antonietta Mazzette, docente di Sociologia urbana all’Università di Sassari. Le conclusioni sono affidate a Maria Giacobbe.
 Domani (stessa sala e stesso orario), sarà inaugurata la mostra di Donatello Tore, dal titolo “Nuoro un’estate”; un reportage fotografico sulla città condotto nell’estate 2003. Fa parte integrante del reportage un audiovisivo della durata di 15 minuti circa che estende il campo d’azione della mostra, grazie a una scelta iconografica multimediale ancora più veloce. La mostra rimarrà aperta sino al 30 giugno (9-19.30, sabato e festivi 9-13).
 

Questionario e social

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