Sabato 27 maggio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
27 maggio 2006
Rassegna a cura dell’Ufficio stampa e web
Segnalati  7 articoli delle testate L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna

 
 
1 - L’Unione Sarda
Pagina 50 – Cultura
Nuova ricerca di Paolo Bullita
L' Ateneo di Cagliari: uno scrigno dell'arte
di Gianni Filippini
Circa due anni fa, Paolo Bullita, responsabile nell'ateneo cagliaritano della Direzione per le reti e i servizi informatici, aveva proposto un bel volume ricco di notizie, documenti, immagini significative. Per l'evidente (seppur non dichiarato) desiderio dell'autore di non voler invadere il campo degli studiosi di professione il titolo - Note sulla storia dell'Università di Cagliari - era in qualche modo riduttivo per il sostanziale valore dell'opera. Dall'interessante lettura emergeva però la convinzione che l'autore non avesse riversato nell'opera tutti i frutti delle sue rigorose e appassionate ricerche. Cioè, che altro avesse da raccontare, da proporre. Sensazione fondata. Ecco, infatti, un secondo volume: L'Università degli studi di Cagliari. Dalle origini alle soglie del terzo millennio. Memorie e appunti ( che ha un buon livello editoriale, grande formato, carta pregiata, grafica elegante e un prezioso corredo iconografico). Paolo Bullita lo apre con un giusto richiamo alla fondamentale opera del compianto Giancarlo Sorgia, docente e prorettore dell'ateneo, autore di Lo Studio Generale cagliaritano. Storia di un'Università che è ancora oggi un insostituibile punto di riferimento: «Questo lavoro - si legge infatti nella prefazione - ha tratto ispirazione e stimolo da quell'insuperata opera». Segue una rapida indicazione sul contenuto del volume: «È il risultato di una ricognizione delle fonti storiche e letterarie più importanti, accompagnata dalla raccolta di "memorie e appunti" che vengono messi a disposizione di quanti desiderano conoscere, in maniera articolata, semplice e divulgativa, il succedersi dei principali avvenimenti che hanno scandito la storia del nostro ateneo e dei preziosi cimeli che ancora vi si conservano. Indirizzata specialmente ai giovani, l'opera vuol servire anche da contributo per quanti vorranno investigare la materia, con più competenza, è più tempo e più mezzi a disposizione, al fine di arricchire ulteriormente la conoscenza della storia della nostra antica Università». Ed effettivamente anche questo nuovo, interessante volume di Paolo Bullita si rivela contributo di notevole valore e significato. L'esposizione - che con stile asciutto si affida all'essenzialità - prende le mosse dal Cinquecento, dalla prima richiesta del Braccio reale di Cagliari ( richiesta peraltro accolta soltanto sessant'anni dopo) per ottenere l'istituzione di uno "Studio Generale". Con il solido supporto (nel testo e in appendice) di illuminanti documenti storici e di significative immagini di personaggi, opere d'arte e cimeli, Paolo Bullita disegna lucidamente tutte le principali tappe successive - sino ai nostri giorni - della progressiva crescita dell'Università di Cagliari e ne mostra il patrimonio artistico davvero eccezionale
 
2 – L’Unione Sarda
Pagina 25 – Carbonia
Università
Una ricerca per scoprire la vocazione turistica
La città è pronta a impegnarsi seriamente nel turismo? Lo rivelerà, dalla settimana prossima, un'indagine che gli esperti del dipartimento di Psicologia ambientale dell'Università di Cagliari condurranno in città contattando personalmente un migliaio di cittadini. L'inchiesta, commissionata gratuitamente dall'assessorato al Turismo e al Terziario, servirà, in sostanza, ad analizzare in concreto quali e quante forme turistiche potranno svilupparsi, e in che modo la città sarebbe disposta a valorizzare un aspetto rimasto sinora ai margini delle attività imprenditoriali presenti a Carbonia. La ricerca scatterà ai primi di giugno e coinvolgerà un campione composto da studenti, lavoratori, casalinghe, impiegati. (a. s.)
 
3 – L’Unione Sarda
Pagina 48 – Lettere
Università, crediti e furbi Il mercato degli esami
di Bruno Maiorca *
Da tempo va in onda nei programmi radiofonici uno spot pubblicitario di un ben noto istituto europeo di preparazione agli esami universitari, col quale si rammenta che l'esperienza professionale costituisce un credito sufficiente a ritenere superati vari esami per il conseguimento di un titolo accademico. L'appello è indirizzato a ragionieri, geometri, dirigenti d'azienda e tra gli altri a "promotori" (non meglio specificati), invitandoli a tener conto che forse sono ad un passo dalla laurea e neppure lo sanno. E dunque, il mercato degli esami è aperto alla caccia delle varie professionalità tra crediti e furberie amministrative. I fuori corso imperano, la riforma è fallita, gli studenti beffati, come scriveva su questa pagina a fine aprile Sandro Maxia. La qualità degli studi è indubbiamente scaduta, aggiungeva l'italinista cagliaritano, mentre impazza la "svalutazione del titolo triennale, che non dà accesso alle professioni che davvero contano, risolvendosi di fatto in un nuovo inganno per i giovani dei ceti meno abbienti". La riforma dell'accademia, da sempre svilita nel concreto da forze che certamente non mirano al riequilibrio sociale e culturale tra utenti in partenza diseguali, non riesce a decollare e non sarà in grado di sanare il "gap" tra il tasso dei laureati italiani e quello degli altri paesi europei di maggiore e più accreditata tradizione umanistica, scientifica e tecnologica. Svendita sottocosto degli esami, deprezzamento dei titoli di studio, clienti da spennare per un inutilizzabile "pezzo di carta", abbuoni e sconti negli esami da parte di università di malaffare accademico, tutto questo sta nelle pieghe e nelle piaghe dell'università odierna. C'è qualcuno che promette una preparazione universitaria a tempo di record, rivolgendosi agli studenti lavoratori senza obbligo di frequenza, assistendoli fino al superamento degli esami con una velocità consigliata? da 110 e lode. Nell'intervento di Sandro Maxia, a proposito dei casi limite di alcune libere università, si dice che «forse può venirne addirittura del bene, se questa corsa scellerata al ribasso darà fiato a quanti invocano l'unico rimedio possibile allo stato delle cose: l'abolizione del valore legale dei titoli di studio». Difficile consentire con la proposta dell'abolizione del valore legale dei titoli di studio, poiché ciò farebbe il gioco comunque dei ceti più abbienti e impedirebbe ai più diseredati di accedere ai più alti gradi d'istruzione. Sarebbe oltretutto la rivincita dei conservatori e della parte più illiberale dei ceti dirigenti ed intellettuali. E inoltre, se di abolizione deve trattarsi, essa dovrebbe riguardare tutti i titoli di studio, diplomi e maturità comprese. Meglio sarebbe, col nuovo governo, porre mano a un cambio di rotta della morattiana controriforma, a qualsiasi livello e non solo accademico.
* insegnante e scrittore
 
4 – L’Unione Sarda
Pagina 50 – Cultura
In libreria. "Gli scienziati di Hitler", un ampio e affascinante saggio di John Cornwell
Scienza, guerra e patti col diavolo
Il Terzo Reich e la terribile efficienza tecnologica tedesca
All'inizio degli anni Trenta la scienza tedesca era all'avanguardia in diversi campi, dalla chimica alla fisica, dalla biologia alla balistica. Fu proprio questa superiorità tecnologica che diede alla potenza militare del Reich una forza pressoché irresistibile. Come la Germania era arrivata a tale terribile efficienza e cosa ne nacque nel corso della seconda guerra mondiale è l'argomento dell'ampio e appassionato saggio di John Cornwell Gli scienziati di Hitler. La scienza, la guerra e il patto con il diavolo (Garzanti, pp.556, euro 28). Sessantasei anni, Cornwell, che lavora al Jesus College di Cambridge ed è autore di numerosi saggi, tra cui il best seller mondialeUn ladro nella notte. La morte di papa Giovanni Paolo primo (1990) ed altri fortunati studi come II papa di Hitler (2000), che ha sollevato un ampio dibattito sulle responsabilità di Pio XII nei confronti del nazismo e della Shoà e Un papa d'inverno (2005), ampia biografia di Giovanni Paolo II. Cornwell spiega che dal 1933 gli scienziati tedeschi misero le loro conoscenze al servizio di Hitler, alcuni furono colpevoli degli episodi più atroci della Shoà, in particolare delle sperimentazioni su esseri umani nei campi di sterminio. Peraltro l'ideologia razzista e antisemita del nazismo si imponeva anche nelle università e nei centri di ricerca, allontanando gli ebrei dall'insegnamento e dai laboratori, e, per esempio, mettendo al bando la teoria della relatività e sostenendo pseudo-scienze come «l'igiene razziale». Di fronte al «patto con il diavolo» hitleriano, non tutti si comportarono allo stesso modo: alcuni ricercatori erano fanatici nazisti, molto più numerosi i semplici «compagni di strada», mentre furono pochi quelli che si rifiutarono di collaborare. Anche per questo la macchina bellica nazista, che oltretutto sfruttava ferocemente la manodopera schiavizzata dei campi di concentramento e di lavoro, restò efficiente così a lungo, prolungando il conflitto. E fino all'ultimo i laboratori tedeschi cercarono di mettere a punto la terribile «arma finale», che avrebbe dovuto essere in grado di rovesciare le sorti della seconda guerra mondiale. John Cornwell ricostruisce il complesso rapporto tra gli scienziati e il regime hitleriano. Non mancano pagine illuminanti su alcuni episodi controversi, a cominciare dal fallimento del progetto di bomba atomica tedesca e dalla visita di Werner Heisenberg a Niels Bohr. Ma le questioni affrontate da Gli scienziati di Hitler non riguardano solo il passato: investono più in generale i rapporti tra la scienza e il potere politico, le ricadute della tecnologia sulle tecniche di distruzione, e dunque le responsabilità etiche e politiche dei singoli ricercatore. Perché gli studiosi non lavorano nella torre d'avorio della loro disciplina, e le loro scoperte possono avere effetti clamorosi sull'intera umanità.
 
5 – L’Unione Sarda
Pagina 23 – Planargia
Ghilarza
Università, vertice con l'assessore
Nuovo incontro dell'Amministrazione comunale con gli iscritti ai corsi di laurea in Scienze giuridiche e Diritto delle amministrazioni e delle imprese pubbliche e private. Questa mattina, alle 9, l'assessore alla Cultura Chiara Usai sarà nella sede dell'università di Ghilarza. Potrebbero esserci novità importanti sul destino del corso di laurea rispetto all'incontro del 6 maggio. (a. o.)

 
 
6 – La Nuova Sardegna
Pagina 21 - Cagliari
SANT’ANTIOCO
Le foto dall’alto rivelano la città fenicia
Ad agosto una mostra, al museo disponibili anche due monitor per i video
CARLO FLORIS
SANT’ANTIOCO. Il museo archeologico comunale è stato dotato di un nuovo programma video «Sant’Antioco al volo», disponibile per i visitatori su due monitor installati nel museo. Il programma, frutto di una stretta collaborazione fra il direttore onorario Piero Bartoloni e, per la guardia di finanza, il generale Fabio Morena, prevede la possibilità di vedere i siti archeologici fenicio punici della città attraverso delle aerofotografie. Alla realizzazione delle foto ha contribuito il gruppo elicotteri della Guardia di Finanza, in particolare i piloti Tonino Cossa e Luigi Fresco che ospitando a bordo dell’Agusta A109 Volpe 17 l’equipe fotografica costituita dallo stesso Bartoloni e da Michele Guirguis, i quali hanno effettuato oltre 4000 scatti nei siti fenici e punici di tutta la Sardegna. Ci sono voluti oltre sette voli e 15 ore per portare a termine il lavoro. Questo consentirà di predisporre una mostra itinerante «I Fenici al volo», che sarà aperta il primo luglio a Sassari e ad agosto approderà a Sant’Antioco.
 «Sant’Antioco al volo» costituisce un’anteprima della mostra. Tra qualche mese le foto migliori faranno parte di una pubblicazione edita dall’Università di Sassari e dalla Guardia di Finanza. L’utilizzo delle fotografie aree per la prospezione archeologica è entrato a far parte degli strumenti consueti che aiutano gli archeologi nel loro lavoro di ricerca. A Sant’Antioco le fotografie hanno portato ad evidenziare ancora meglio un edificio, noto come Santa Isandara, che farebbe supporre un edificio sacro di epoca moderna e che invece sarebbe una torre o un edificio sacro di epoca punica. Era posto al margine settentrionale della città e secondo Bartoloni, docente di archeologia fenicia a Sassari, l’edificio si trovava al termine del canale di accesso alla città al termine dell’alzaia che costeggiava il canale e sulla quale passavano i uoi che servivano a trainare i vascelli all’interno del porto. L’idea che possa essere anche un luogo di culto viene dal fatto che i lati brevi della costruzione hanno il tipico orientamento est ovest tipico degli edifici sacri del periodo. Dunque il museo si arricchisce di una nuova attrattiva per i turisti, di sicuro interesse per i visitatori e per gli appassionati. Bartoloni si impegna perché la struttura si rinnovi e sia in grado di offrire opportunità ai visitatori. E sarà bello vedere dall’alto la città fenicia che è stata inglobata nella nuova città ed in parte è stata coperta dai campi, sino a Santa Isandara.
 
7 – La Nuova Sardegna
Pagina 22 - Sassari
CONVEGNO ALL’UNIVERSITA’
Formazione, lavoro e istituzioni
SASSARI. Mercoledì 31 maggio, a partire dalle 9 e per l’intera giornata, nell’aula magna centrale dell’Università si terrà il convegno su «Formazione universitaria, professioni sociali, istituzioni del territorio». L’iniziativa è organizzata dal corso di laurea interfacoltà in Servizio sociale a indirizzo europeo e dall’Ordine degli assistenti sociali-Regione Sardegna in collaborazione con il Centro di orientamento dell’Università, il Laboratorio Foist per le Politiche sociali e i processi formativi, il dottorato di ricerca in Fondamenti e metodi delle scienze sociali e del Servizio sociale del dipartimento di Economia, istituzioni e società. Il convegno nasce dall’esigenza di riflettere sui temi legati alla professionalità degli operatori, in quanto essi rappresentano una garanzia fondamentale per lo sviluppo e la qualità del sistema dei servizi che, con la nuova normativa, diventa responsabilità diretta e unica degli enti locali. L’università ha la responsabilità della formazione di base ma pure dell’aggiornamento e dell’accreditamento del percorso formativo, anche grazie all’articolato rapporto mantenuto attraverso il tirocinio teorico-pratico. Il convegno vuole dunque essere un momento di dibattito tra istituzioni pubbliche, figure professionali, operatori del sociale, terzo settore, università e cittadini. In tal modo si propone anche di orientare gli studenti e i laureati verso i reali sbocchi professionali, rafforzando il capillare lavoro che da diversi anni sta attuando il Centro orientamento dell’università di Sassari.
 

Questionario e social

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