Venerdì 26 maggio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
26 maggio 2006
Rassegna a cura dell’ufficio stampa e web
Segnalati 4 articoli delle testate: L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna
 

 

1 - L’Unione Sarda
Pagina 29 - Provincia Ogliastra
Regione e Università mettono a punto la doppia trasversale
Ieri incontro con i sindaci
Un nuovo asse viario collegato con la Nuoro Abbasanta e modifiche alla statale 198
Il sogno della Trasversale sarda si sdoppia attorno al Gennargentu: a nord il collegamento diretto tra i porti di Arbatax e Oristano, a sud l'ammodernamento della rete stradale con l'obbiettivo di togliere dall'isolamento un ampio territorio dell'Ogliastra e della Sardegna Centrale ad rischio di spopolamento. La proposta della Regione è stata articolata dall'assessore regionale ai Lavori pubblici Carlo Mannoni e dal docente universitario Francesco Annunziata in un'animata assemblea convocata dalla Provincia a Seui. La Regione è pronta a inserire tra le priorità del Piano dei Trasporti il collegamento tra le strade a scorrimento veloce Tortolì? Nuoro e 131 per mettere in sinergia i porti e gli aeroporti di Ogliastra e Oristano. L'ammodernamento della statale 198 Lanusei? Seui avverrà invece in due tempi: con precedenza agli interventi leggeri in attesa della definizione dei progetti delle opere più impegnative e finanziariamente onerose. La proposta è stata accolta di buon grado dall'amministrazione provinciale e dalla maggioranza dei sindaci. «È la presa d'atto ? ha commentato il presidente della Provincia Piero Carta - che il problema dello sviluppo dell'Ogliastra è stato inserito nel sistema regionale sia sul versante dei Trasporti come su quello della lotta allo spopolamento delle zone interne». E' stata l'equipe del professor Annunziata a confermare i dati Istat sulla popolazione tra il 1991 e il 2005. «Ecco perché ? ha spiegato l'assessore Mannoni - è necessario che la Regione intervenga sul piano degli interventi strategici, sia dei trasporti come della viabilità, senza trascurare gli interventi immediati capaci di tamponare la fuga dai paesi montani e l'abbandono delle campagne». L'opposizione più radicale alla filosofia dell'intervento regionale è stata espressa da Paolo Piras, portavoce del Comitato per la 128. «Vogliamo il collegamento diretto con Oristano - ha confermato - mentre ci opporremmo con tutti i mezzi legittimi alla cancellazione della Trasversale». Nel conto presentato da Annunziata per la realizzazione della Trasversale tra bivio Serri e Tortolì cifre da capogiro: 755 milioni di euro mentre l'ammodernamento dell'attuale tracciato e la sistemazione delle tre bretelle d'accesso comporterebbe l'impegno di soli 116 milioni di euro in tre anni. La carenza di risorse e la nuova filosofia ambientale hanno cancellato, forse per sempre, l'idea di un asse stradale diretto Arbatax?Oristano attraverso territori di grande instabilità geologica e ad alto valore paesaggistico. Come contropartita l'assessore Mannoni ha però offerto un tracciato condiviso e interventi dilazionati nel tempo.
Nino Melis
 
2 - L’Unione Sarda
Pagina 15 - Lavoro e Opportunità
Cagliari, cinque assegni di ricerca
Disponibili per ingegneria, scienze biologiche e giuridiche
L'Università di Cagliari ha messo in palio cinque assegni di ricerca che sono stati così distribuiti: un assegno per ingegneria civile, tre per scienze biologiche e uno per scienze giuridiche. Ciascun assegno è pari a 16.138 euro netti. Per accedere all'assegno in ingegneria civile bisogna possedere il diploma di laurea in ingegneria civile idraulica (vecchio ordinamento) o laurea specialistica o magistrale, conseguito da almeno due anni e accompagnato da curriculum professionale comprovato da pubblicazioni, diplomi di specializzazione, attestati di frequenza a corsi di perfezionamento post-laurea, conseguiti in Italia o all'estero, o da altri titoli; per quello in scienze biologiche diploma di laurea in scienze biologiche, tecnologie farmaceutiche o farmacia, chimica, medicina e chirurgia; per scienze giuridiche diploma di laurea o laurea specialistica o magistrale in giurisprudenza con tesi in diritto processuale penale. Le domande dovranno essere inoltrate al magnifico rettore, ripartizione concorsi, via Università 40, 09124 Cagliari, entro lunedì 29 maggio, giovedì 8 e lunedì 12 giugno. I dettagli su http://www.unica.it/.
(al.co.)
 

 

3 - La Nuova Sardegna
Pagina 5 - Sardegna
«Buono il vostro piano sanitario»
l ministro della Salute Livia Turco in visita a Cagliari plaude alle iniziative della Regione 
Ma adesso è necessario un nuovo patto tra Stato e Regioni 
CAGLIARI Bagno di folla ieri pomeriggio nella sala Cis per il ministro Livia Turco che ha detto molte cose di sinistra sulla sanità e ha promosso l’assessore Dirindin nel suo operare affinché l’isola diventi terra di buone pratiche mediche organizzate. Turco ha plaudito anche al presidente del consiglio regionale Giacomo Spissu che, politicamente tempestivo, ha annunciato dell’impegno deciso ieri mattina di varare il piano sanitario prima delle ferie estive.
«Sono contenta che il presidente del consiglio abbia detto che il piano sanitario sarà approvato in un tempo certo. Il fattore tempo è decisivo: per il cittadino quel che conta è ‘quando’ le cose si fanno». L’appuntamento con Livia Turco è diventato un promemoria Sardegna. L’assessore Dirindin ha spiegato che «nell’isola la sanità ha funzionato nonostante l’assenza di cultura manageriale al livello centrale». Il sindacalista Cgil Giovanni Pinna ha puntato il dito contro la precarizzazione dei medici «senza benefici per i bilanci se è vero che il 30 per cento della spesa sanitaria è in carico ai cittadini». Pinna ha spiegato che «nelle attività esternalizzate gli stipendi sono ridotti anche del 40 per cento rispetto al contratto, nelle case di cura ci sono medici che lavorano per 8 euro l’ora». Ancora: troppi medici per tot abitanti contro troppo pochi infermieri. Sandro Loche, vicepresidente regionale Anaao: la formazione continua dei medici «così com’è non funziona bene». I contratti a tempo «non consentono la crescita professionale dei singoli e delle équipe», «è dimostrato che la perdita di qualità porta allo sperpero delle risorse». Rita Roascio in rappresentanza delle ostetriche: deve essere costruito un percorso che sostenga la maternità prima e dopo il parto. Il percorso deve partire dai consultori, piccolo faro dell’assistenza territoriale dove (esempio) sta trovando risposta la grande domanda di accoglienza delle donne immigrate. Ignazio Atzori, sindaco di Portoscuso: «La convivenza con le industrie ha prodotto una recrudescenza di malattie tumorali e renali, i bambini del nostro territorio hanno malattie respiratorie attribuibili alle emissioni industriali. Ci sottopongono a continui screening, senza che però poi si tenga conto dei risultati. Noi non vogliamo che le industrie vadano via. Chiediamo però che il governo non ci lasci soli nel rivendicare un programma di interventi per limitare i danni». Gavino Faa preside di Medicina di Cagliari e Ausilio Tolu in rappresentanza di Sassari hanno chiesto di rimettere in moto il processo di costruzione dell’azienda mista Regione-Università, il cui unico atto è il protocollo firmato due anni fa. Franca Pretta coordinatrice Tribunale del malato: ha chiesto tra l’altro che venga istituito il fondo sociale per i non autosufficienti, che si impartiscano direttive chiare alle commissioni di invalidità civile, che la terapia contro il dolore «sia percepita come un livello di qualità» e che quindi i centri antalgici siano potenziati (ora capita che debbano imporre liste d’attesa di 4 mesi a malati di tumore).
Il ministro: «Il piano sanitario che avete impostato è molto innovativo... anche con questo si mette la vostra regione al centro dell’interesse nazionale. Di fronte alla bancarotta del modello Formigoni dove c’era il fascino della libertà di scelta pubblico-privato ed è finita con ticket, deserto territoriale e spese improprie, si riafferma il modello organizzativo di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria dove si mette al centro la programmazione, che non è un concetto sovietico, ma un modo per anticipare i bisogni del territorio, con la centralità del territorio. In questi anni si è visto che la popolazione, più che libertà di scelta, cerca sicurezza. La battaglia di oggi è per un servizio sanitario nazionale, ci vuole un nuovo patto con le regioni». Contro la devolution: «Si sappia che, tra l’altro, si romperà il sistema pubblico di finanziamento della sanità, ogni regione deciderà quale sarà la fonte di finanziamento e non si potrà parlare di livelli uguali di assistenza... la cifra della nostra sanità dovrà essere invece che le cure primarie e l’assistenza sociale facciano sistema». Poi: fuori la politica dalla gestione della sanità («abrogheremo la norma per la quale 5 anni di legislatura fanno titolo per diventare manager asl»). Si dovrà superare il blocco delle assunzioni; la salute non è un costo, bensì un investimento, ma bisogna capire meglio la natura di certe spese; giusto riprogrammare il numero dei medici e puntare sulle professioni sanitarie.
Infine: si cambierà radicalmente «la pessima legge sulle tossicodipendenze fatta dal precedente governo».
(a. s.)
 
4 - La Nuova Sardegna
Pagina 20 - Sassari
«Troppi laureati, stop agli accessi» 
Sanità, gli ordini provinciali chiedono più programmazione 
Sabato un convegno con l’assessore Nerina Dirindin 
SASSARI. A dare retta ai numeri le facoltà scientifiche dell’università di Sassari dovrebbero chiudere le porte alle matricole per qualche annetto. Si tratta di una provocazione, ma è poco più della realtà dei fatti. Sempre più laureati a caccia di un posto e sempre meno occasioni di lavoro in Sardegna in campo sanitario. Per questo la commissione odontoiatrica in seno all’ordine provinciale dei medici propone un progetto comune da realizzare insieme con l’università e la Regione. Una sinergia che consenta la più funzionale programmazione degli accessi.
Il riferimento è ovviamente al numero chiuso, con il quale si regolano da anni nelle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria gli ingressi degli studenti al primo anno. «Il numero chiuso così come è non dà buoni risultati - commenta il presidente dell’ordine dei medici Agostino Sussarellu -. Ci troviamo con una quota di 100 ammessi in Medicina all’anno e 25 in Odontoiatria: nell’ultimo decennio il numero degli iscritti all’ordine dei medici è aumentato di 947 unità. Si è passati da 2500 sanitari a 3452, una crescita che non corrisponde alla capacità di assorbimento del mercato del lavoro». Gli odontoiatri sono invece aumentati di 104 unità negli ultimi dieci anni, con un trend di crescita superiore al 35 per cento. È sulla base di questi numeri che gli ordini professionali (ci sono anche i rappresentanti degli albi dei Veterinari e dei Farmacisti) pongono l’accento sulla necessità di programmare il numero dei laureati. «La conseguenza dell’eccesso di offerta - dice Pierluigi Delogu, presidente della commissione odontoiatrica che per sabato ha organizzato un convegno sull’argomento - provoca il fenomeno della sottoccupazione. Molti, troppo colleghi sono disposti ad accettare lavori malpagati, a cercare soluzioni di ripiego e comunque a cominciare l’attività lavorativa ben oltre i trent’anni. Ecco perchè è necessario stabilire un tavolo di concertazione con l’università, deputata alla formazione, e con la Regione. Il nostro, come ordine, sarà il ruolo che la legge ci attribuisce: la tutela del livello professionale in vista del diritto alla salute dei cittadini».
Ma i problemi relativi al rapporto fra il numero dei laureati e il mercato del lavoro riguardano anche la categoria dei veterinari e dei farmacisti. «A livello nazionale - dice il presidente dell’ordine provinciale dei veterinari Andrea Sarria - ci sono 38 veterinari ogni centomila abitanti, in Sardegna ce ne sono 80».
«Noi invece chiediamo l’istituzione del numero chiuso - aggiunge Roberto Cadeddu, rappresentante dell’ordine dei farmacisti - perchè gli iscritti alla facoltà sono stati 60 nel 2000 e 185 nel 2005, un aumento determinato dal fatto che molti esclusi dall’ammissione alle altre facoltà scientifiche “ripiegano” in farmacia».
 Insomma, secondo i rappresentanti degli ordini che, ci tengono a dirlo, non svolgono alcun ruolo di tipo sindacale, l’unica via d’uscita sarà un’attenta programmazione. Di questo e di altro si parlerà sabato alle 9 alla Camera di Commercio nel convegno «Accesso programmato razionale alla formazione sanitari». È prevista la presenza dell’assessore regionale alla Sanità Dirindin.
Gabriella Grimaldi 
 
Pagina 20 - Sassari
La polemica 
Studenti: «Il numero chiuso è una falsa soluzione» 
SASSARI. Agli studenti il numero chiuso non va giù. Lo dice a chiare lettere il rappresentante dell’Ersu di Sassari commentanto la proposta degli ordini professionali sulla programmazione degli accessi alle facoltà scientifiche. «Intanto credo che ognuno debba rispettare il proprio ruolo - dice Simone Campus -. L’università si occupi della formazione e gli ordini della tenuta degli albi. Per quanto riguarda il numero chiuso ritengo che sia una falsa soluzione. È come tenere aperti i centri di accoglienza per arginare l’immigrazione: i problemi vanno risolti a monte».
 Campus si riferisce alla necessità di programmare un orientamento efficace già dalla scuola media superiore in modo da prevedere con una certa attendibilità in quali settori si svilupperanno le possibilità occupazionali.
 Proprio sulla costituzione di un gruppo di lavoro relativo al Progetto di Orientamento, del quale fanno parte l’università che lo coordina, rappresentanti degli studenti e dirigenti scolastici, si svolgerà oggi alle 10,30 un incontro nel Centro Orientamento di piazza Duomo.
(g.g.)
 

Questionario e social

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