Giovedì 18 maggio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
18 maggio 2006
Rassegna a cura dell’ufficio stampa e web
Segnalati 9 articoli delle testate: L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna, Il Giornale di Sardegna, Il Nord Sardegna
 

 

1 - L’Unione Sarda
Pagina 21 - Cronaca di Cagliari
Corsa a tre per la guida dell'Università
Ateneo. Elezione del rettore, candidati anche Giovanni Melis e Giuseppe Santa Cruz
Oggi si vota, Pasquale Mistretta punta al sesto mandato
Oggi l'Università di Cagliari potrebbe eleggere il nuovo rettore. Tre i candidati in corsa. I seggi rimarranno aperti dalle 8 alle 19.
Dalla sua stanza, all'ospedale di Is Mirrionis, Pasquale Mistretta ci crede. Stasera, dopo le 19, alla chiusura dei seggi delle votazioni universitarie, spera di poter festeggiare il suo sesto mandato consecutivo di rettore dell'Università di Cagliari. Gli avversari da superare sono i due candidati rivali, Giovannino Melis e Giuseppe Santa Cruz, ma anche il quorum: per diventare rettore serve la maggioranza assoluta dei votanti (gli aventi diritto sono circa 1.540, tra docenti, ricercatori, studenti e personale tecnico e amministrativo). Dunque più alta sarà l'affluenza alle urne, più si alzerà il quorum. Altrimenti si tornerà alle urne una seconda volta, e se anche in quella circostanza nessuno dei candidati avrà avuto la maggioranza assoluta, i due docenti più votati andranno al ballottaggio. A quel punto basterà un voto in più dell'avversario. La sfida. Dopo cinque mandati, quando si parla dell'Università di Cagliari è come nominare Pasquale Mistretta. Neanche un intervento chirurgico e la degenza, che lo ha costretto a condurre la campagna elettorale dalla sua camera d'ospedale, lo hanno fermato. «Sono fiducioso ? ha detto ieri, dopo un'altra giornata ricca di visite, il rettore - perché ho potuto contare sul prezioso lavoro e sulla collaborazione di quanti mi hanno sostenuto. Ringrazio l'intera popolazione universitaria ancor prima di conoscere il risultato, sia per la convinzione sull'azione amministrativa da intraprendere, sia per l'affetto dimostratomi in questa circostanza». Avversari«I tempi per preparare queste elezioni ? ha sottolineato Giovannino Melis, docente della facoltà di Economia, - sono stati brevissimi. Non è servita neanche la richiesta di una proroga viste le condizioni di salute del rettore. Ho comunque incontrato tanti colleghi e persone dell'Università, che hanno apprezzato la mia proposta di un progetto innovativo. Ora saranno gli elettori a scegliere con il loro voto». Chi ha già affrontato Mistretta in una competizione elettorale è Giuseppe Santa Cruz: «Personalmente ? ha commentato il docente della facoltà di Medicina ? dopo la spiacevole vicenda che ha riguardato il rettore, ho di fatto interrotto la campagna elettorale. O almeno ho evitato di farla diventare incandescente, anche perché sarebbe mancato il contraddittorio di Mistretta. Lo conosco da 30 anni e, malgrado le nette divergenze, siamo amici. Per me sarebbe stato meglio rinviare le elezioni, ma non c'è stato verso di convincere il rettore». E così sia: oggi potrebbe esserci il nuovo rettore dell'Università di Cagliari.
Matteo Vercelli
 
Pagina 21 - Cronaca di Cagliari
Seggi Prevista un'affluenza molto alta
L'ultima volta, l'8 maggio del 2003, sbaragliò gli avversari ottenendo 655 voti. Pasquale Mistretta salì per la quinta volta consecutiva sul gradino più alto dell'Università superando il quorum necessario (595 voti), in una tornata elettorale che portò alle urne 1.187 votanti (dei 1.495 aventi diritto), per un'affluenza del 79 per cento. Staccati i suoi avversari: il minerarologo Luca Fanfani chiuse con 239 voti, il fisico Francesco Raga con 138 e Santa Cruz con 73. Le schede bianche furono 56 (4,7 per cento), 26 le nulle (2,1 per cento). Mistretta ha vinto grazie a un voto unanime in tutti i poli universitari: 132 a Sa Duchessa, 146 a Ingegneria, 113 a Giurisprudenza, 107 al San Giovanni di Dio, 97 alla Cittadella di Monserrato e 60 al Policlinico (60). Anche per questa tornata elettiva è prevista un'alta percentuale di votanti. Saranno decisive le preferenze dei docenti e dei ricercatori (circa 1200), ma anche i rappresentanti degli studenti (poco meno di duecento) e del personale tecnico e amministrativo (126) avranno il loro peso.
(m. v.)
 
Pagina 21 - Cronaca di Cagliari
Senza maggioranza assoluta si andrà al ballottaggio
Programma
Seggi aperti dalle 8 alle 19 per la prima tornata elettorale all'Università di Cagliari. Lo stesso orario sarà mantenuto per le altre due eventuali votazioni (che si svolgeranno il 30 maggio e il 6 giugno, per il ballottaggio), se non si dovesse arrivare all'elezione del rettore già nella giornata di oggi (serve la maggioranza assoluta dei votanti). Sette i seggi allestiti dall'ufficio elettorale dell'Ateneo, dove è possibile votare: aula degli specchi del corpo aggiunto della facoltà di Scienze della formazione (in via Is Mirrionis, località Sa Duchessa), aula E della facoltà di Ingegneria (padiglione aule, piazza d'Armi), aula B nel corpo centrale del dipartimento di Scienze botaniche (in viale Sant'Ignazio 13), aula 1 della facoltà di Lingue e letterature straniere (ex clinica Aresu, via San Giorgio 12), aula 11 Cittadella universitaria di Monserrato (primo piano sopra l'aula magna), aula didattica Policlinico universitario di Monserrato (primo piano) e infine nell'aula di Fisica del palazzo delle Scienza (via Ospedale 72).
(m. v.)
 
2 - L’Unione Sarda
Pagina 6 - Cronaca Regionale
Cinquanta superesperti per riscrivere lo Statuto
Che cosa dice la legge istitutiva
Durerà otto mesi il lavoro della "Consulta regionale per il nuovo Statuto di autonomia", com'è definita dalla legge istitutiva. Entro quel termine si dovrà preparare un vero progetto di Statuto, che però sarà approvato dal Consiglio regionale: la nuova assemblea non avrà potestà legislativa. Il testo andrà poi al Parlamento per la consueta procedura prevista per le leggi di rango costituzionale. La Consulta sarà formata da cinquanta «esperti di comprovata competenza nelle materie di rilevanza per lo Statuto o rappresentativi delle realtà politiche, sociali, economiche, imprenditoriali, culturali, dell'associazionismo». Inoltre, candidature e designazioni saranno «accompagnate dal curriculum». Dei cinquanta esperti, ventinove saranno eletti dal Consiglio regionale (preferenza unica): a ciascuna delle coalizioni che si presentarono alle Regionali del 2004 sarà assegnato un determinato numero di seggi, in proporzione alla percentuale ottenuta allora. Saranno presentate liste di candidati, ognuna farà riferimento solo a una coalizione. Uno dei membri sarà scelto direttamente dal presidente del Consiglio regionale, per «consentire la rappresentanza della coalizione che ha presentato alle ultime elezioni regionali un proprio candidato a presidente della Regione, senza che nessun candidato venisse eletto consigliere». Cioè l'Irs di Sale. Gli altri venti consultori saranno eletti «fra i soggetti designati dalle università di Cagliari e Sassari, dal Crel, dal Consiglio delle autonomie locali, dalla Consulta per l'emigrazione». Ma Cgil, Cisl e Uil, con una lettera rivolta ai capigruppo del Consiglio, al presidente Spissu e a Stefano Pinna che guida la commissione Autonomia, criticano il fatto che la rappresentanza delle parti economiche e sociali sia affidata solo al Crel. Secondo il testo attuale, è il Consiglio regionale dell'economia e del lavoro a indicare dodici nominativi. Tra questi si devono scegliere sei consultori, che secondo Cgil, Cisl e Uil dovrebbero essere «direttamente designati dalle forze sociali più rappresentative sul territorio».
 
3 - L’Unione Sarda
Pagina 41 - Lettere & Opinioni
Nessun aiuto dalle banche
Prestiti agli studenti
Per poter studiare nelle Università statunitensi occorrono delle cifre che si aggirano in media intorno ai 25 mila Euro per anno accademico (2 semestri). In media la durata dei corsi è di 4 anni, per un costo totale di 100 mila Euro ciascuno. Negli Usa si sono tutelati bene. Difatti, per i propri cittadini sono disponibili diversi tipi di prestito, i cosiddetti "Student Loans", da restituirsi entro un periodo di tempo che si aggira mediamente intorno ai 20 anni e comunque non prima dell'ottenimento del titolo. Per gli stranieri, come noi, è necessario conoscere un "co-signer" (come dicono loro) cittadino americano o residente permanente, ovvero una persona che garantisca al posto dello studente la restituzione del cosiddetto prestito studente. Mi chiedo, in Italia esistono prestiti studente per chi voglia studiare in un'università americana e poter restituire il credito sino ai 20 anni, mentre si lavora? Facendo un giro per le banche americane si può osservare che il prestito-studente è un pacchetto appositamente predisposto e dedicato, creato appositamente per agevolare l'istruzione a livello accademico, non così per gli stranieri. Il sistema bancario italiano ci aiuta, laddove quello americano non vuole? Difficile trovare una risposta positiva. Alla faccia della Bossi-Fini.
Mario Bordigoni - Cagliari
 

 

4 - La Nuova Sardegna
Pagina 9 - Sardegna Stampa questo articolo
La Sardegna cerca la nuova Autonomia
Saranno 50 persone a indicare il percorso per scrivere lo Statuto
CAGLIARI. Con la consapevolezza che il federalismo fiscale non è certo un affare per le regioni più deboli, la Sardegna deve recuperare il tempo perso e dotarsi di un nuovo Statuto. Scartata la strada dell’assemblea costituente che sarebbe stato un organo distinto e parallelo rispetto al Consiglio, il passaggio obbligato è diventata la Consulta. Su un tema come questo servirebbe compattezza ma l’opposizione di centrodestra ha contestato ieri la proposta illustrata da Peppino Balia (Sdi-Rosa nel pugno). Tutti d’accordo sul fatto che lo Statuto in vigore è quasi diventato carta straccia, superato dai fatti: basti pensare che oggi in economia ottanta decisioni su cento devono essere prese in accordo con le direttive europee.
La minoranza discute e attacca la proposta di Balia e minaccia di non partecipare alla votazione. Cugini (Ds) fa un appello: «Questa legge non vogliamo farla da soli, la maggioranza non vi emargina e chiede la vostra partecipazione. No siamo convinti di avere ragione. Sappiamo solo che sono stati persi cinque anni, quandi ci misurammo sulla Costituente». L’apertura non è stata colta dall’opposizione. Mario Floris (Uds) definisce «debole» l’intero impianto della legge: «Si rischia di affidare la decisione sullo statuto a 50 persone che agiscono in solitudine». Floris ripropone l’esperienza della nazione catalana, critiche arrivano dal sardista Atzeri e da Ladu (Fortza Paris). Ma l’attacco più pesante è di Mauro Pili che paragona la futura consulta a un «condominio riservato agli amici con una spesa di cinque miliardi di vecchie lire». C’è chi in aula ricordava che un anno fa Sardegna e Sicilia s’erano trovate quasi d’accordo sul modello di Statuto per le speciali. Pili non ci sta e piuttosto che paragonare i due Statuti ricorre a una metafora e parafrasando Esopo chiede: «Tra lo Statuto siciliano e quello sardo c’è la differenza esistente tra un leone e un povero gatto. In realtà, questa maggioranza ha partorito un topolino».
Cgil-Cisl e Uil, intanto, hanno elaborato un documento nel quale chiedono di modificare la proposta nella nella parte riguardante le modalità di designazione dei rappresentanti delle forze sociali. In una lettera, Diana (Cgil), Medde (Cisl) e Ticca (Uil) chiedono di modificare il testo e inserire tra i componenti della Consulta sei membri designati dalle forze sociali. Ma non c’è unanimità perché la Cgil, in serata, ha fatto sapere di non condivide il passaggio della legge sulla Consulta che affida al Crel, presieduto dall’ex segretario Uil Gino Mereu, la designazione di dodici nominativi in rappresentanza delle forze sociali ed economiche.
 Due le perplessità del segretario generale Cgil, Giampaolo Diana: «Prima di tutto, una considerazione sulle funzioni del Crel che sono ben diverse, poi il fatto che fra i dodici rappresentanti designati il Consiglio ne dovrebbe scegliere sei. Il metodo migliore e più semplice è che sindacati e organizzazioni di categoria scelgano direttamente i sei nomi, sulla base della loro rappresentatività».
Alfredo Franchini
 
Pagina 9 - Sardegna
Come funziona e cosa farà 
La scheda 
LA PROPOSTA di legge presentata dalla maggioranza ha come primo scopo l’elaborazione di un nuovo Statuto dato che quello in vigore è decisamente superato; non è un’operazione istituzionale ma è piuttosto un’occasione per sottoscrivere un «Patto» tra istituzioni e cittadini. Per questo si punterà al coinvolgimento di tutte le forze sociali, culturali, imprenditoriali e dell’associazionismo.
 La proposta iniziale per arrivare a determinare il nuovo Statuto era quella dell’Assemblea costituente ma la strada era diventata impraticabile. La Consulta è composta da 50 membri, 29 eletti dal Consiglio col sistema proporzionale (sulle ultime regionali); 20 eletti tra i soggetti designati dalle Università, dal Crel, dal Consiglio delle Autonomie e dalla Consulta dell’emigrazione. Uno, infine, su nomina del presidente del Consiglio. La prima commissione sarà informata su ogni fase dei lavori. La Consulta elegge al suo interno il presidente, due vice e sei consultori che coordineranno l’attività. Le sedute sono pubbliche e ai componenti spetterà un gettone di presenza pari alla diaria giornaliera dei consiglieri regionali.
 
5 - La Nuova Sardegna
Pagina 26 - Sassari
Il Ppr sardo e catalano a confronto 
SASSARI. Un seminario per mettere a confronto esperienze e metodologie su piani paesistici diversi tra loro ma finalizzati entrambi alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.
È l’impostazione che seguirà l’incontro organizzato dalla facoltà di Architettura dell’Università di Sassari nell’ambito del Progetto Itaca e che si svolgerà il 25 maggio, alle 9.30, nella sala convegni della Camera di commercio. A essere messi a confronto saranno il Piano paesaggistico regionale della Sardegna e il Piano urbanistico del sistema costiero catalano. Per la Sardegna interverrà l’assessore regionale all’Urbanistica Gianvalerio Sanna, mentre per la Catalogna l’esperto sarà il segretario generale alla Pianificazione della Comunità autonoma catalana Oriol Nel.lo Colom.
I lavori saranno introdotti da Giovanni Maciocco, preside della facoltà di Architettura di Alghero, mentre la discussione sarà coordinata e animata da Arnaldo Cecchini, presidente del corso di laurea in Pianificazione della facoltà di Architettura di Alghero. Il seminario rappresenta un momento di formazione per i corsisti del Progetto Itaca. Il corso, cofinanziato dalla Comunità Europea (Por 2000-2006 Asse III, misura 3.9) e patrocinato dall’assessorato del Lavoro della Regione della Sardegna e dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si articola in blocchi didattici interdisciplinari organizzati in funzione di un tema specifico del paesaggio, per un totale di 442 ore complessive, ed è rivolto a oltre 700 corsisti iscritti tra i dipendenti degli Enti Locali e Regionali di tutta la Sardegna, degli uffici tecnici e della Tutela del Paesaggio, amministratori e sindaci, con l’obiettivo di sviluppare una consapevolezza progettuale tra coloro che operano nel campo della gestione e della tutela del paesaggio.
La conclusione del corso è prevista per novembre 2007.
 
6 - La Nuova Sardegna
Pagina 2 - Oristano
L’archeologia studia il mondo fenicio sommerso 
Sarà presentato domani il convegno che l’anno prossimo si occuperà delle scoperte fatte nei fondali marini 
ORISTANO. Le onde del mare nascondono tesori antichi. Sotto l’azzurro dell’acqua ci sono misteri che lentamente vengono svelati. Passi da gigante sono stati fatti in questi ultimi anni, prova ne sia l’interesse crescente anche per pubblicazioni specialisitiche di archeologia subacquea. Domani il professor Piero Bartoloni, docente dell’Università degli Studi di Sassari e Direttore del Museo archeologico di Sant’Antioco, esporrà alla stampa le tematiche che saranno affrontate nel primo Convegno internazionale di archeologia subacquea fenicio-punica, in programma per il mese di maggio del prossimo anno proprio in città. Il Convegno internazionale, organizzato dal Consorzio Uno e dall’Università degli Studi di Sassari, vedrà la partecipazione dei massimi esperti del settore provenienti da vari paesi quali Spagna, Portogallo, Grecia, Israele, Tunisia, Cipro, Marocco e Libano, oltre che naturalmente dall’Italia.
Il convegno d’altro canto si raccorda al progetto Phoinix promosso dalle amministrazioni regionale, provinciale e comunale di Oristano, Cabras e Santa Giusta, connesso alla valorizzazione della rotta dei Fenici, che nell’Oristanese si è affermata con le fondazioni di Neapolis, Othoca e Tharros.
L’occasione della presentazione del convegno è fornita dall’incontro dal titolo “Il mare dei Fenici” che si terrà appunto domani con gli interventi, oltre che del professor Bartoloni, del professor Paolo Bernardini della Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Cagliari e Oristano, e dei professori Raimondo Zucca e Piergiorgio Spanu dell’Università degli Studi di Sassari.
Il Convegno si lega inoltre, in un unico filo conduttore, alla serie di lezioni sui Fenici che si svolgeranno nei mesi di giugno e luglio nel Museo archeologico di Sant’Antioco.
 
7 - La Nuova Sardegna
Pagina 10 - Nuoro
Dibattito sulla progettazione integrata 
Da Budoni a San Teodoro 
SAN TEODORO. Il tema della progettazione integrata sarà al centro di un incontro in programma stasera con inizio alle 18, nell’aula consiliare di San Teodoro. L’appuntamento, che rientra nell’ambito di una serie di seminari informativi che si stanno svolgendo nei vari comuni galluresi - la settimana scorsa si è tenuto a Budoni -, è organizzato dal Laboratorio territoriale della Provincia Olbia Tempio ed è rivolto alle imprese del territorio, alle quali saranno fornite tutte le informazioni necessarie per la predisposizione dei progetti integrati e dei relativi finanziamenti. La Regione, infatti, attraverso il percorso della Progettazione integrata ha destinato quasi 700 milioni di euro per lo sviluppo locale.
Risorse assegnate per circa 200 milioni di euro a opere pubbliche, 100 milioni di euro per la formazione nelle imprese e per la creazione di lavoro autonomo, e i rimanenti 400 milioni di euro per potenziare e rendere più competitive le attività delle imprese nei settori dell’industria, dell’artigianato, dei servizi, delle filiere agroalimentari, del turismo sostenibile, della pesca e dell’inclusione sociale.
Enti locali, imprese, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, ambientaliste e culturali, centri di ricerca e università avranno tempo fino al 19 giugno per presentare la domanda di partecipazione. I Progetti integrati dovranno essere elaborati e definiti entro il prossimo 4 settembre.
(t.s.)
 

 

8 - Giornale di Sardegna
Pagina – Grande Cagliari
Unione universitari: «È ora di cambiare»
Elezioni del rettore
L'Unione degli universitari di Cagliari attraverso un volantino che sarà distribuito nelle diverse facoltà dove si vota per l'elezione del Rettore,fanno sapere come sia arrivato il momento di cambiare per rinnovare l'Ateneo. Una spiegazione nero su bianco sul voto e sul perché «sia necessario un nuovo comandante al timone dell'università ». Questo si legge «in completa sintonia con il nostro agire che, è bene ricordarlo, è uno strumento in mano agli studenti universitari. Siamo assolutamente convinti si legge di un rinnovo nel governo che auspichiamo trovi il consenso della stragrande maggioranza degli studenti». L'Unione degli universitari dopo aver spiegato le motivazioni del cambiamento esprimono il loro appoggio alla lista che vede candidato il professore, Giovanni Melis.
 

 

9 - Il Nord Sardegna
Pagina – 25 Sassari
Università miope: troppi iscritti nelle facoltà umanistiche, pochi nelle economiche
Economia. Solo l'otto per cento di chi possiede la pergamena viene assunto
In azienda otto laureati su cento all'impresa basta la terza media
Laureati uguale occupati? Roba del secolo scorso. Di quando l'operaio voleva il figlio dottore. Oggi, statistiche alla mano, sarebbe più realistico augurarsi il contrario. Con o senza master, con o senza il prestigioso corredo di lingue straniere parlate e scritte, specializzazioni in Europa, dottorati negli Usa, l'esercito di “pergam e n a - d o t at i ” è costretto a scontrarsi contro un numero secco e disperato: solo l'otto per cento dei dipendenti o dirigenti delle aziende sassaresi può vantare, nel suo curriculum, una laurea. L'INDAGINE condotta dalla Confindustria in collaborazione con l'ateneo sassarese su 94 piccole e medie imprese locali mostra per un verso un'industria arretrata, a cui non servono cervelli quanto braccia: unica eccezione virtuosa il comparto dei servizi, in particolare le nuove tecnologie. Per altro verso, lo studio rivela lo strabismo accademico, che vomita frotte di laureati in discipline - in particolare umanistiche - di cui il territorio ha poco bisogno e lascia sguarniti invece campi che l'impresa locale richiede a gran voce: informatica e ingegneria, specializzazioni tra le più quotate insieme ad economia, latitano dall'ateneo sassarese. Uno scollamento ancora più evidente nella formazione postuniversitaria: i master istituiti dalle facoltà sono irrilevanti per il 75 per cento degli imprenditori intervistati, che preferirebbero più concreti corsi di marketing e comunicazione o di tecnologie dei processi produttivi. Eppure, nonostante i buchi disciplinari, quel poco di laureati che arruolano, le imprese locali lo arruolano proprio dall'università nostrana, si spingono fino a Cagliari per le risorse supplementari - ingegneria e informatica - e si affidano pochissimo a quelle d'oltremare. Alla faccia della globalizzazione dei saperi. Quando assumono, poi, il contratto non è sempre quello sperato: solo nel 66 per cento dei casi i laureati strappano un posto a tempo indeterminato. Per i restanti 34, la conquista del posto fisso è un calvario di co.co.pro e contratti di inserimento. Così, mentre l'università nostrana s'impegna a sfornare eserciti di laureati, le piccole e medie imprese del Nord Sardegna non ce la fanno ad assorbirli: semplicemente, non ne hanno bisogno. Una miopia che rischia di far suonare come sterile retorica la richiesta di un maggiore livello di alfabetizzazione ai lavoratori del futuro: chi sceglie l'illuminata via della cultura, da queste parti, resta a bocca asciutta.
Paola Medde
 
Pagina – 25 Sassari
I dati
L'età dell'assunzione
L'età di ingresso nel mondo del lavoro avviene non prima dei 31 anni - decisamente tardi rispetto ai colleghi europei, assunti verso i 24 anni.
Penalizzate le donne
Su cento assunti, 61 sono uomini e solo 39 sono donne: proporzione invertita rispetto alle cifre dei laureati, che sono in maggioranza donne.

Questionario e social

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