UniCa UniCa News Rassegna stampa Domenica 26 febbraio 2006

Domenica 26 febbraio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
26 febbraio 2006
Rassegna a cura dell’Ufficio stampa e web
Segnalati  5 articoli della testata: La Nuova Sardegna

 
1 – La Nuova Sardegna
Pagina 1 - Cagliari
Mistretta: «Nell’università il voto di scambio non paga, bisogna saper completare il cerchio»
Re Pasquale, ma non dittatore
Il rettore spiega perchè si ricandida per la sesta volta
ROBERTO PARACCHINI
 CAGLIARI. Diciasette anni durò il rettorato del fisiologo Giuseppe Peretti, poi vi fu il medico del lavoro Duilio Casula, che regnò per nove anni. Ma lui, re Pasquale, il magnifico dell’ateneo, supererà il record e se sarà rieletto, come viene dato per scontato da tutti, viaggerà per i diciotto. «Sì, se mi rinomineranno e se arriverò sino a fine mandato - precisa - allora saranno diciotto. Ma alla mia età, 73 anni, il “se” è sempre d’obbligo. Per correttezza, innanzi tutto, ma anche per scaramanzia». Ingegnere, professore di Urbanistica, re Pasquale, al secolo Mistretta, sta concludendo il quindicesimo anno di regno in mezzo a tanti baroni (universitari) e quarantamila studenti, di cui diecimila pendolari, più oltre un migliaio di amministrativi. Maestro della mediazione, al sentire che chi non lo ama aggiunge il predicato «clientelare» (lasciando intendere dimistichezza nel voto di scambio), Mistretta non si scompone. E spiega che l’università è un corpo complesso che funziona e cresce se tutti crescono e «senza facili scorciatoie, se poi sono tutti soddisfatti (studenti, docenti e amministrativi) è meglio».
 Professore lei ha proposto (e ottenuto) la modifica dello statuto per potersi ricandidare: il prossimo sarà il suo sesto mandato. Non pensa che il ricambio sia sempre importante?
 
«Se vuole dire che ho fatto il mio tempo, che bisogna cambiare e che così facendo mostro di essere attaccato alla sedia... Beh, sono domande che mi sono fatto anch’io. E so che anche l’opinione pubblica se l’è fatte. Ma vede, il rettorato non è una carica qualunque: mette assieme tante persone, tutte più o meno intellettuali e abituate a ragionare con la propria testa, e in grado di capire che l’interesse generale dell’università è anche il loro».
 Però la ricerca è fatta pure di strumenti, riviste e libri, locali dove farla e personale con cui portarla avanti. E molti responsabili di istituti farebbero di tutto per avere queste cose. Nello stesso tempo lei governa da quindici anni e il suo radicamento ha inevitabilmente prodotto molto potere.
 
«Vede, il mio problema è quello di completare il cerchio. Quando si gestisce un ateneo di queste dimensioni, il discorso dell’accontentare qualcuno a scapito di altri non funziona perchè il cerchio resta incompleto e la macchina si inceppa, e funziona male. La realizzazione della cittadella univesitaria di Monserrato significa non solo la costruzione di un importante complesso edilizio, ma implica una politica di spostamenti di importanti comparti universitari. E questo si può fare solo col consenso convinto. Nello stesso tempo queste operazioni implicano la “liberazione” di importanti strutture edilizie presenti in città, che possono così essere utilizzate da altre facoltà. Se non fossi riuscito a far spostare parte degli ospiti storici della clinica Aresu, le facoltà giuridico economiche non avrebbero risolto importanti problemi di spazio».
 Prima ha accennato che la domanda sull’attaccamento alla sedia se l’è fattta anche lei: che risposta s’è dato?
 
«Ho posto il problema in questi termini: sono sono ancora utile?, sono riuscito a interpretare in modo attento e moderno i problemi e le attese di tutti i componenti dell’ateneo? Il risultato è che vedo oggi un’università valutato positivamente anche in termini di ricerca, che fornisce servizi e logistica a tutti, dagli studenti ai ricercatori. L’11 di marzo inaugureremo, ad esempio, cinquecento nuovi posti biblioteca per il settore biomedico, fisico e chimico, a Monserrato».
 A proposito degli studenti, che dice del problema delle tasse: sino a ora non le ha aumentate e così ha ottenuto l’alleanza dei discenti, ma in futuro?
 
«Non saranno aumentate, ma non per un motivo opportunistico, ma perchè non mi risolverebbero il problema economico».
 E quindi?
 
«Per fortuna c’è la Regione, oggi molto attenta alla ricerca e a tutto quello che si muove in campo internazionale. Ma restano i problemi legati alla gestione corrente. Ad esempio: i nuovi posti biblioteca avranno bisogno di personale. E questo non c’è».
 Parliamo del San Giovanni di Dio: spina che ha fatto dimettere l’assessore comunale Gian Paolo Marchi.
 
«È un tassello importante della nuova azienda mista, ma quando saranno terminati i trasferimenti al policlinico, avremo duecento posti letto in meno e la struttura sarà, quindi, meno penalizzata».
 Tra le accuse che le rivolgono spesso c’è quella di essere un accentratore.
 
«Giusto, lo sono, ma bisogna saper mediare e io ho nominato cinque prorettori, con cui vado d’accordissimo».
 
 
 
 
2 – La Nuova Sardegna
Pagina 3 - Olbia
Telti dice no ai tagli della Regione: «I corsi universitari non si toccano»
di Tiziana Simula
 TELTI. Con un documento approvato all’unanimità, il consiglio comunale di Telti, riunito nei giorni scorsi, si unisce al coro di proteste dei comuni galluresi suscitato dalla drastica riduzione dei finanziamenti regionali destinati ai due corsi universitari di Tempio Pausania, corsi che ora rischiano la chiusura per mancanza di risorse finanziarie. Nel documento, si esprime sostegno e solidarietà alla protesta dell’amministrazione comunale di Tempio.
 
 
3 – La Nuova Sardegna
Pagina 40 - Sassari
Una lettera dell’esponente Ds al sindaco Marco Tedde
«Non sono sassaricentrico»
ALGHERO. «Spiace rilevare che un mio intervento in consiglio comunale a Sassari abbia potuto generare tanto allarmismo da parte sua e di molti consiglieri di Alghero». Così Antonio Capitta comincia la lettera aperta al sindaco di Alghero Marco Tedde. «Chi conosce il mio punto di vista sulle questioni del territorio - aggiunge - sa bene che non ho una visione campanilistica. A dimostrazione di ciò, le dico in premessa che sono favorevole alla dislocazione delle facoltà di Agraria e Veterinaria dell’Università di Sassari nei terreni di Mamuntanas. Trovo questo razionale, in ragione della creazione di un polo di sviluppo territoriale per l’Agro Zootecnia e questa mia convinzione nasce dal fatto che una città capoluogo deve essere consapevole del ruolo guida che svolge e capire che dalla crescita del territorio deriva anche una sua crescita. Dove risiederanno gli studenti, non mi preoccupa, dipenderà dai servizi che le due città offriranno loro. Detto questo, è bene aggiungere che essere capoluogo comporta degli oneri ma anche un riconoscimento da parte delle altre città della provincia in ragione dei servizi sovra comunali che il capoluogo è in grado di offrire. Credo che utilizzare da parte di Alghero in modo improprio la denominazione di Università di Alghero e non quella di Università di Sassari, sede gemmata di Alghero, non solo fa torto a Sassari ma anche ad Alghero a cui l’Università turritana non può che portare maggiore prestigio. Per la denominazione dell’aeroporto non si tratta di eliminare Alghero ma semmai, di aggiungere il nome di Sassari, come avviene per gli aeroporti provinciali in Italia. Signor sindaco, quando si somma qualcosa a qualcos’altro, per poco che sia il valore aggiunto, il risultato finale è sempre più elevato. L’aggiunta di Sassari alla denominazione dell’aeroporto non costituirebbe uno scippo. Auspicando una rinnovata collaborazione - conclude Antonio Capitta - tra le nostre città, la saluto con la più viva cordialità».
 
 
4 – La Nuova Sardegna
Pagina 11 - Tempio
Università, i prof si tagliano i compensi
Tutti in campo per salvare la facoltà. Giovedì si riunisce il Consiglio
TONIO BIOSA
TEMPIO. Una riunione del consiglio comunale straordinaria e aperta da dedicare interamente alla questione della sede gemmata di Tempio della Facoltà di Farmacia dell’Università di Sassari. E’ stata fissata per giovedì, alle 10, e si terrà alla Stazione sperimentale del sughero.
 La questione è quella ormai nota del rischio della non continuità, per il mancato stanziamento dei contributi regionali, dei corsi di Tossicologia dell’Ambiente e di Tecniche erboristiche istituiti qualche anno fa in città dalla Facoltà di farmacia dell’Ateneo turritano. E’ infatti intendimento dell’amministrazione trasformarla da questione di carattere locale in questione di valenza territoriale. Di qui tutt’azione di coinvolgimento non solo di soggetti privati quale le forze produttive cittadine, chiamate anch’esse a a garantire un qualche sostegno finanziario, ma anche degli enti locali dell’intera Gallura. L’invito a partecipare alla riunione di consiglio di giovedì prossimo infatti è rivolto ai sindaci. I quali, nel frattempo, hanno provveduto a proporre ai rispettivi consigli comunali l’approvazione di documenti di solidarietà e sostegno all’azione intrapresa da Tempio e volta al mantenimento e al funzionamento della sede gemmata della facoltà di Farmacia. L’azione degli amministratori locali e del sindaco Antonello Pintus in particolare pare abbia trovato una sponda presso i docenti di Farmacia che insegnano presso nei corsi di Tempio. Questi, sensibilizzati dall’ex preside Riccardo Cerri che tanto si era adoperato per l’apertura in città della sede gemmata, si sarebbero dichiarati disposti a rinunciare ad una parte dei loro emolumenti. Il messaggio che con un’azione corale degli amministratori galluresi si vuol far pervenire alla giunta regionale è quello di non voler rinunciare a conquiste già acquisite e per le quali gli enti locali hanno profuso sforzi a volte superiori alle loro possibilità. Nella giusta convinzione però di garantire un servizio alla comunità. E’ appunto il caso di Tempio che per accogliere i due corsi universitari ha garantito ed attrezzato una sede dotata di aule e laboratori e impegna ogni anno una parte cospicua del proprio bilancio comunale. La speranza, evidenziata anche nella riunione del consiglio comunale dell’altra sera dal consigliere di minoranza Giovanni Pala, è che il contributo regionale all’università di Tempio possa giungere dagli avanzi di bilancio. Così infatti era sempre successo da quando i corsi universitari sono stati istituiti. Mai infatti il contributo destinato a Tempio era stato messo in bilancio e nella finanziaria della Regione. Per questo è convinzione generale che valga la pena combattere la battaglia ora in corso. Anche se a nessuno sfugge la decisione di Soru di sostenere sostanzialmente solo gli atenei di Cagliari e di Sassari.
 
 
 
5 – La Nuova Sardegna
Pagina 2 - Oristano
LA PROVINCIA HA DEFINITO L’APPALTO
L’ex provveditorato diventa università
ORISTANO. L’amministrazione provinciale ha definito l’appalto e ha in corso le procedure definitive per la stipula del contratto riguardante i lavori per la costruzione della sede universitaria.
 Si tratta del fabbricato prima destinato a ospitare il Provveditorato agli studi posto a ridosso di Città giardino e dell’Istituto tecnico due.
 Un edificio mai completato per la risoluzione del contratto con l’impresa appaltatrice dei lavori.
 Nel frattempo i Provveditorati sono stati soppressi, dando luogo alla istituzione degli uffici scolastici regionali e provinciali con funzioni di consulenza e supporto al sistema della scuola.
 Nella scorsa legislatura giunta e consiglio hanno conseguentemente modificato la destinazione d’uso, individuando un nuovo utilizzo quale sede dell’Università e per le necessità logistiche dell’ex Provveditorato agli studi, per il quale la Provincia sostiene ancora spese d’affitto pari a quasi duecentomila euro l’anno.
 L’opera, afferma l’assessore all’edilizia scolastica Franco Serra, ha un costo base di un milione e 884mila euro e la somma proviene da fondi propri dell’Ente, la Regione sarda e la Cassa depositi e prestiti.
 La costruzione si svilupperà su quattro piani e sarà in grado di ospitare trecentottanta studenti e i servizi funzionali ai corsi universitari e tra questi un’aula magna per centocinquanta posti.
 Per contratto, precisa l’assessore, l’edificio dovrà essere completato entro il luglio del 2007.
 Dal canto suo il presidente della Provincia, Pasquale Onida, ha ribadito l’impegno per avere una sede universitaria autonoma e funzionale che consentirà di recuperare alla sua funzione di sede museale il Chiostro e il Monastero del Carmine

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