Sabato 25 febbraio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
25 febbraio 2006
Rassegna a cura dell’Ufficion stampa e web
Segnalati 6 articoli delle testate L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna
 
 
1 – L’Unione Sarda
Pagina 45 – Cultura
Il cimitero di Bonaria svela i segreti del Pietrificatore
Lunedì l’esumazione dello storico Pietro Martini morto nel 1866 e imbalsamato da Efisio Marini
C’è da sperare che faccia freddo, lunedì mattina. Sarebbe il tocco definitivo all’atmosfera noir dell’appuntamento. Il luogo è il cimitero storico di Bonaria. I convenuti sono Giorgio Todde, scrittore, e Antonio Maccioni, capo anatomopatologo del Santissima Trinità. Dopo dieci anni di attesa, ieri è arrivata l’autorizzazione municipale: si può procedere all’esumazione di Pietro Martini, lo storico cagliaritano morto 140 anni fa e imbalsamato da Efisio Marini, lo scienziato che mise a punto un procedimento di imbalsamazione tuttora misterioso. Il corpo verrà studiato nel modo più accurato e rispettoso e poi nuovamente inumato. A quel punto Cagliari avrà qualche mistero in meno e alcuni elementi di conoscenza in più sulla propria storia e su quella di due personaggi, Martini e Marini, che da tempo hanno una nicchia nel micropantheon del capoluogo. Il primo, nato nel 1800, fu brevemente deputato conservatore e lungamente storico e ricercatore. Studiò e scrisse molto, anche se il suo nome è legato a un celebre infortunio scientifico: prese per buone - e con foga - le Carte d’Arborea, documenti del periodo giudicale destinati a rivelarsi falsi. La storiografia non fu clemente con Martini: si scoprì che le carte erano opera di un falsario ben prima che il loro entusiasta garante morisse. Una leggenda - e sarà uno dei primi elementi che verranno appurati lunedì - dice che il vecchio direttore della Biblioteca universitaria sia stato tumulato insieme alle pergamene pseudomedievali. Di certo lo storico venne affidato alle cure tassidermiche di Marini, ma non subito: il medico (all’epoca trentenne) ricevette l’incarico quattro mesi dopo la morte di Martini, che per consentire l’imbalsamazione fu esumato una prima volta. L’esperimento fece scalpore: il corpo composto in una posa il più possibile naturale, con gli occhi aperti e un’espressione più solenne che assente, venne fotografato da Agostino Lay Rodriguez e l’immagine esposta nelle librerie cagliaritane. Pochi mesi più tardi ecco la seconda estumulazione: davanti a testimoni Marini dimostra l’efficacia della sua tecnica, la salma di Martini è intatta, la morte non ha corrotto i tessuti. Seguiranno altre dimostrazione, l’ultima a più di 31 anni dalla morte. Anche in questo caso l’esito sarà stupefacente, ad accertare le perfette condizioni di conservazione del corpo sarà un gruppo di testimoni scelti tra le personalità cittadine più in vista. Tra loro non c’è Marini ma un suo fratello: lui nel frattempo ha cercato riconoscimenti e fortuna accademica a Napoli, dove è destinato a morire di lì a due anni senza rivelare la sua tecnica, usata nel frattempo - tra gli altri - sul corpo di Benedetto Cairoli e differente da quella degli altri imbalsamatori dell’Ottocento. «Quello che mi ha colpito di Efisio - spiega Todde, che ha scelto Marini come protagonista di quattro dei suoi romanzi e lo chiama per nome come farebbe con un amico assiduamente frequentato - è proprio la nevrosi, l’ossessione della morte e della sua inversione. Un’idea fissa che lo ha portato a cercare un procedimento contrario rispetto a Gerolamo Segato e ai pietrificatori propriamente detti: lui ammorbidiva i corpi, li reidratava riuscendo a restituire lorol’elasticità». Caratteristiche che secondo Todde il corpo di Martini oggi non può avere, ma constatare lo stato di conservazione sarà comunque interessante. «Direi emozionante - continua lo scrittore - anche se vorrei evitare nel modo più assoluto di rendere l’esumazione una sorta di evento festoso o peggio morboso: esiste una comprensibile quanto invereconda curiosità verso la morte, e chiunque si sia trovato davanti a una mummia sa che non si può evitare di interrogarsi sulla morte, ma con rispetto. Non vorrei che diventasse, come dire?, una specie di mummia elettorale sballottata da una parte all’altra, d’altra parte - sorride - di mummificati in vita ne abbiamo già tanti in circolazione». In realtà il tragitto previsto per il corpo di Martini non è certo un pellegrinaggio: dopo l’estumulazione - che sarà eseguita secondo la "Instructio" prevista dal diritto canonico per le salme dei santi - verrà trasportato al cimitero di San Michele per sottoporlo a esami scientifici «il meno possibile invasivi». Lì si cercherà di chiarire quale tecnica usasse lo scienziato. «Un manuale sulle tecniche di mummificazione pubblicato dalla Hoepli e ancora in circolazione cita Marini ma non chiarisce nulla sul suo metodo - dice Todde - È vero però che negli anni Cinquanta la Domenica del Corriere pubblicò (e devo dire che me ne sfugge l’utilità) una ricetta per la fossilizzazione di un corpo: alla mostra "il Pietrificatore" allestita nel 2004 al Ghetto si presentò un signore con il cuore di un animale pietrificato secondo le istruzioni del giornale, ancora in ottimo stato di conservazione». Se del metodo per restituire elasticità ai tessuti nessuno ha ancora saputo nulla, si può pensare che la tecnica per fermare la decomposizione sia in realtà quella di Efisio. Così come si può sperare che lunedì un esempio di conservazione dei corpi ispiri qualche attenzione in più alla conservazione del cimitero monumentale, che impolverandosi e disfacendosi lentamente ha conservato per 140 anni un cadavere forse ancora integro.
Celestino Tabasso
 
 
2 – L’Unione Sarda
Pagina 40 – Provincia Gallura
tempio
Sos del sindaco per l’Università
Il sindaco di Tempio Antonello Pintus chiede agli altri Comuni dell’alta Gallura un’azione forte per la sede gemmata dell’Università di Sassari. Lo fa convocando, per il prossimo 2 marzo, una seduta straordinaria aperta del Consiglio comunale alla quale parteciperanno sindaci e amministratori di tutti i centri della zona. L’iniziativa era stata già annunciata da tempo e la Giunta Pintus ha chiesto anche ai consiglieri regionali di tutti gli schieramenti di partecipare all’assemblea. Nei giorni scorsi è stato definitivamente chiuso il discorso dei finanziamenti per i corsi di tossicologia degli inquinanti ambientali e tecniche erboristiche. Il Consiglio regionale ha infatti respinto le richieste di nuove risorse per la sede tempiese della facoltà di Farmacia. Anche i consiglieri comunali di centrosinistra hanno chiesto al sindaco di verificare il sostegno delle forze politiche ad una iniziativa di sostegno ai corsi. Nel caso in cui non dovessero arrivare altri finanziamenti, rispetto a quelli già stanziati, l’anno accademico 2005/2006 sarà l’ultimo per la sede tempiese. Negli ultimi anni, l’Amministrazione comunale ha speso un milione e mezzo di euro per l’acquisto di attrezzature di laboratorio e altri macchinari. (a. b.)
 
 
 
3 – L’Unione Sarda
Pagina 38 – Sassari
Alghero Mezzo milione per Architettura
Mezzo milione di euro in più per la facoltà di Architettura. Il finanziamento aggiuntivo, ottenuto su proposta del consigliere Mario Bruno, è stato attinto dal fondo unico per l’Università. «È stata un’eccezione ? spiega il rappresentante di Progetto Sardegna ? certamente non gradita all’Università di Cagliari, come ha avuto modo di riferire il rettore Mistretta nella commissione consiliare bilancio». Così il consigliere regionale algherese risponde alle lamentele dell’Amministrazione di centrodestra in merito alla scarsa attenzione che Cagliari avrebbe dimostrato nei confronti del polo didattico della Riviera. «Che il 65 per cento del fondo unico vada a Cagliari e il 35 per cento a Sassari è un fatto storico ? sottolinea Bruno ? dovuto al numero di facoltà e di studenti iscritti e non alle scelte del governo di turno». I due rettori e la Giunta regionale hanno concordato che la facoltà di Architettura di Sassari, con sede suburbana ad Alghero, debba rientrare a regime nel fondo unico per l’Università. «Questi erano i patti ? dice il consigliere ? Tuttavia, ho fatto in modo che lo sganciamento dal fondo per l’Università decentrata avvenisse gradualmente, almeno a compimento del ciclo di studi, previsto per il prossimo anno. (c. fi.)

 
 
 
4 – La Nuova Sardegna
Pagina 35 - Sassari
«Capo Caccia, nona discesa di Platamona»
Ironia e perplessità in aula sul campanilismo di Capitta
Disappunto sulle tesi del consigliere sassarese: «L’università ad Alghero non esiste e l’aeroporto è del capoluogo»
GIANNI OLANDI
ALGHERO. La spruzzata di campanile partita dal capoluogo con l’intervento del consigliere comunale Antonio Capitta, condiviso dal sindaco Ganau, a proposito della intitolazione dell’aeroporto e delle sedi staccate dell’università in Alghero, ha dato inevitabilmente il via libera a reazioni che sono giunte dal mondo politico algherese ma anche dalle organizzazioni sindacali di categoria.
La tesi sostenuta da Capitta secondo la quale «l’università ad Alghero non esiste e l’aeroporto non è di Alghero ma di Sassari» da queste parti è stata presa decisamente sul serio. Non si è infatti tenuta in debito conto la caratteristica «cionfraiola» sassarese e tantomeno il fatto che ci troviamo in pieno carnevale.
 L’argomento è infatti affiorato nel corso del dibattito svoltosi in consiglio comunale e ha trovato giudizio unanime, per l’assemblea civica catalana quasi un record, nel ritenere le affermazioni in questione «gravi». Giancarlo Piras, capogruppo di Forza Italia si dice «preoccupato» e facendo ricorso alle sue origini sassaresi ironizza sostenendo che «per il prossimo futuro potrebbe avvenire che Capo Caccia non si chiami più così ma diventi la 9a discesa a mare di Platamona».
 Sull’università interviene il sindaco Marco Tedde ricordando che «la sede gemmata della facoltà di architettura, unica in Sardegna, e Scienze del Mare, rischiano seri problemi a causa dei tagli da parte della Regione».
 Tedde ricorda che «il comune ha fatto e continua a fare notevoli investimenti sull’università, di Sassari, prova ne sono gli ingenti stanziamenti per la ristrutturazione degli edifici adibiti all’ateneo, come l’ex asilo Sella, l’orfanotrofio di via Principe Umberto e la villa Costantino, il tutto per un milione e 200 mila euro, paghiamo anche le utenze, 12 mila euro nel 2005 e 13 mila per il 2005». Il sindaco ritiene che sarebbe più utile all’istituzione, università o aeroporto che siano, una «azione comune per migliorarne l’efficienza e la funzionalità, anzichè rivendicare paternità che, per quanto riguarda l’università, non è mai stata messa in discussione. Ciò non impedisce di essere orgogliosi di ospitare tale istituzione, grati all’ateneo per la scelta su Alghero, al punto da considerarla un bene della collettività algherese auspicando di vederla crescere nonostante i pericoli rappresentati dai tagli finanziari della Giunta Soru». Sull’aeroporto il sindaco non ha dubbi nel condividere che il bacino di utenza maggiore per lo scalo giunge dal capoluogo e dall’intera provincia ma si chiede perchè quello di Olbia si può chiamare Costa Smeralda e quello di Alghero deve chiamarsi Sassari anzichè Riviera del Corallo visto che si trova nel territorio algherese. Marco Tedde sottolinea poi che i rapporti della città catalana con i sassaresi «sono stati improntati da sempre a un clima di cordialità, di stretti legami, perfino di amicizia, e questa tentativo di scippo del nome dell’aeroporto appare - conclude il sindaco - una incomprensibile, dannosa quanto inutile azione del comune di Sassari».
 
 
5 – La Nuova Sardegna
Pagina 26 - Sassari
«Malattie renali croniche» specialisti oggi a congresso
SASSARI. «Le malattie renali croniche: l’obiettivo, la remissione». La scuola di specializzazione in Nefrologia dell’università di Sassari, diretta da Andrea E. Satta, organizza per oggi (facoltà Scienze matematiche) meeting scientifico sulle nefropatie croniche progressive. L’evento è finalizzato alla migliore comprensione della patologia renale cronica e delle sue complicanze, e soprattutto all’aggiornamento in tema di prospettive terapeutiche nella reno e cardioprotezione.
 La malattia renale cronica è in costante aumento nel mondo e comporta una elevata morbilità e mortalità per la maggiore incidenza di complicanze cardiovascolari, che incrementano il rischio di infarto e ictus rispetto alla popolazione generale e il cui trattamento è fondamentale per la prevenzione della terapia dialitica sostitutiva.
 La scuola di Nefrologia di Sassari da tempo si occupa, oltre che del trattamento delle varie forme di glomerulonefrite, della prevenzione del danno renale e della protezione d’organo in corso di patologie sistemiche. Collabora inoltre con l’Istituto “Mario Negri” nella ricerca di terapie all’avanguardia per la prevenzione del danno renale terminale. Al congresso parteciperà il ricercatore di fama mondiale Giuseppe Remuzzi, coordinatore scientifico dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, primario dell’unità di Nefrologia e dialisi degli Ospedali Riuniti di Bergamo e professore onorario all’università di Maastricht. Interverrà con una relazione dal titolo “Remissione e regressione delle malattie renali croniche”, argomento cardine delle sue ricerche.
 
 
 
6 – La Nuova Sardegna
Pagina 1 - Prima Pagina
La Maddalena, i siti minerari, Meridiana: i progetti del principe
Turismo, il ritorno dell’Aga Khan
Karim annuncia a Soru la ripresa degli investimenti in Sardegna
CAGLIARI. A nove anni dall’addio del 1997 (dopo il no della Regione al Masterplan), l’Aga Khan riprende a investire nel turismo sardo. Ieri il principe Karim ha avuto un lungo incontro con Soru confermando tra l’altro il suo interesse per progetti turistici che riguardano diverse zone dell’isola, tra cui Masua e Ingurtosu». Karim è anche pronto a investire sull’arsenale della Maddalena, ma ha anche interesse per interventi finanziari a favore dell’università del turismo e sulla sanità

Questionario e social

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