UniCa UniCa News Rassegna stampa Giovedì 23 febbraio 2006

Giovedì 23 febbraio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
23 febbraio 2006
Rassegna a cura dell’ufficio stampa e web
Segnalati 8 articoli delle testate: L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna, Il Giornale di Sardegna, Il Nord Sardegna

 

1 - L’Unione Sarda
Pagina 36 - Provincia di Sassari
Facoltà di Architettura senza fondi La Regione taglia: a rischio l’Università
Non ha ancora completato il primo ciclo e già rischia di chiudere la facoltà di Architettura mediterranea. La Regione ha tagliato i fondi destinati al polo universitario algherese riducendo di oltre il sessanta per cento i finanziamenti per il 2006. L’allarme è stato lanciato dall’assessore alla pubblica istruzione Antonello Muroni, seriamente preoccupato per il futuro dei corsi di laurea gemmati sul territorio. Oltre ad Architettura, unica in Sardegna, infatti, anche Scienze dell’ambiente e delle produzioni marine naviga in cattive acque a causa delle esigue risorse stanziate da Cagliari. «Il fondo globale della Regione sarda - accusa Muroni in un comunicato stampa - si ripartisce al 65 per cento a favore dell’Università di Cagliari e al 35 per cento a favore dell’Università di Sassari». Una distribuzione di risorse che penalizza fortemente il polo didattico cittadino che non ha ancora completato il primo ciclo e che, proprio per questo necessiterebbe «di sostegni professionali e di interventi di primo impianto che, invece - continua l’assessore - sono stati progressivamente ridotti di anno in anno in maniera sistematica». Nello specifico, la facoltà di Architettura corre il serio pericolo di venire soppressa «nel caso in cui i finanziamenti regionali ? spiega il componente di Giunta ? confermino la preoccupante tendenza a diminuire drasticamente così come è stato fatto in questi due anni di Giunta Soru». Le risorse economiche per la sede di Alghero, che conta oltre 500 studenti, sono passate dai 2.130.000 euro del 2004 a soli 450mila euro del 2006, con una riduzione nel 2005 del 33 per cento e nel 2006 del 66 per cento. Conti alla mano, l’attenzione della Regione per le università del nord Sardegna, a parere dell’Amministrazione, è oggettivamente scarsa e il sospetto è che questo sia dovuto a ragioni politiche più che di contabilità. «Alghero, caso strano, segue la sorte di altri comuni del nord Sardegna - commenta Muroni - come Olbia e Tempio, a guida di centrodestra che hanno visto una riduzione rispettivamente del 55 e del 73 per cento. Come se la cultura e l’istruzione fosse una questione di colore politico». Non così a Nuoro, Oristano e Iglesias.
(c. fi.)
 
2 - L’Unione Sarda
Pagina 25 - Provincia di Cagliari
Villasimius. Domenica Arriva una task force di famosi architetti per ritoccare il paese
Daranno idee e progetti al Comune per riqualificare il territorio Con loro anche venti studenti
Arriveranno anche dal Messico e dalla Spagna. Sei architetti di alcune fra le più famose università del mondo resteranno per una settimana a Villasimius assieme a venti studenti selezionati in Sardegna e in Europa, per un laboratorio che si propone di creare idee e progetti per la riqualificazione urbana del paese e del territorio. I temi sono tre: la qualità dello spazio pubblico, l’architettura per il turismo e la creazione di un parco agricolo in periferia. Un piano ambizioso, che il Comune di Villasimius organizza con il dipartimento d’Architettura dell’Università di Cagliari (Diarch) e con la collaborazione delle associazioni locali. L’arrivo degli architetti e degli studenti è previsto per domenica: saranno ricevuti dal sindaco Tore Sanna, dal rettore Pasquale Mistretta, dal decano della facoltà di architettura Carlo Aymerich e dal direttore del Diarc Antonello Sanna. «È un’iniziativa», dice il sindaco, «che intendiamo ripetere negli anni. Il Comune vuole creare immagine, qualità: i docenti e gli studenti dovranno fornirci le idee e, in futuro, la progettazione. Un autentico laboratorio, insomma, che interesserà il tessuto urbano e l’entroterra. Il nostro è un territorio bellissimo, sul quale l’uomo ha provocato gravi danni. Vogliamo riqualificarlo, crearci un’identità che non abbiamo. Gli elaborati saranno acquisiti al Comune: saranno anche resi pubblici attraverso mostre da allestire in paese». A Villasimius è atteso da Barcellona Carme Fiol Costa, docente al Laboratorio di progettazione del politecnico catalano. Ha progettato e realizzato alcune delle opere più rappresentative del rinnovamento urbano di Barcellona negli ultimi due decenni: tra queste, il parco del Torrent i Placa de la Mercè e la Torre residencial de 98 Habitatges al carrer Urrutia. Ci sarà anche, Francisco Farina (Madrid), una delle figure emergenti della generazione "giovane" dell’architettura spagnola, e poi Blanca Rosa Gutierrez (Messico), architetto specialista in urbanistica e architettura sostenibile, João Ferreira Nunes, (Lisbona), architetto paesaggista. Arriveranno a Villasimius Lucio Nardi (Ravenna), collaboratore scientifico della Bauhaus-Universität di Weimar, e Luciano Testa (Roma), che è stato docente di progettazione architettonica e di scenografia allo Iuav e di Tecnologia dell’architettura all’Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
Antonio Serreli
 
3 - L’Unione Sarda
Pagina 20 - Cronaca di Cagliari
Furti in facoltà: impiegato alla sbarra
Peculato: rinviato a giudizio dipendente dell’Istituto di Fisica Gup. L’accusa: 100 milioni di lire per le spese di gestione utilizzati per scopi personali
Sul banco degli imputati troverà posto anche il fratello del dipendente, al quale furono girati assegni per 30 milioni. I fatti risalgono al ’99.
Un dipendente dell’Istituto di Fisica dell’Università di Cagliari, Angelo Campus, 41 anni, ieri mattina è stato rinviato a giudizio per peculato (l’appropriazione indebita di denaro o beni immobili della pubblica amministrazione da parte di un pubblico dipendente) dal gup Giovanni Lavena: secondo l’accusa, l’imputato avrebbe utilizzato per scopi personali (nel 1998) oltre cento milioni di lire in realtà destinati alle spese di gestione dell’istituto. l’udienza. L’udienza sarà celebrata il prossimo 26 giugno davanti ai giudici della prima sezione penale. Al fianco di Angelo Campus, sul banco degli imputati prenderà posto anche il fratello Ignazio, 38 anni, macellaio: quest’ultimo avrebbe utilizzato parte di quel denaro per pagare i suoi fornitori. la vicenda. I fatti risalgono al biennio ’98-’99. Il sostituto procuratore Emanuele Secci inizialmente contestò ai due fratelli la truffa, modificando il capo di imputazione solo qualche tempo fa. Questo, secondo il pubblico ministero, il percorso seguito dai soldi: Angelo Campus nel tempo ricevette circa 50 assegni dal direttore dell’istituto Franco Meloni. Titoli in bianco per oltre un centinaio di milioni di lire che l’Università affidò a un suo dipendente per comprare nuovi computer o riparare le attrezzature dell’Istituto. In realtà tutto il denaro finì nelle tasche di Angelo e Ignazio (quest’ultimo entrò in possesso di circa 10 assegni per 30 milioni). la difesa. I legali dei due imputati nutrono forti dubbi sulla modifica dell’accusa (dalla truffa, che oggi sarebbe prescritta, al peculato, più grave). Ma in qualunque caso, a detta del legale Antonello Podda, non si capisce come si possa contestare un reato di questo genere a un cittadino privato come Ignazio Campus.
 

 

4 - La Nuova Sardegna
Pagina 20 - Sassari
Esperti e accademici al lavoro per aiutare i «ragazzi difficili» 
Siglata la convenzione tra l’Università e il dipartimento per la Giustizia minorile 
SASSARI. C’è la sede, ci sono le idee, la buona volontà e l’entusiasmo non mancano. Il partenariato tra Università e Dipartimento per la giustizia minorile ha ufficialmente visto la luce ieri mattina, dopo una lunga gestazione che ha comunque già prodotto ottimi frutti, ma ha tutte le carte in regola per trasformare Sassari in un laboratorio di progettualità per i più giovani.
Un «luogo dei sogni» dove, oltre che sanzionarle, sia possibile prevenire le devianze minorili. Ma anche un terreno ricco dove coltivare progettualità positive per l’adolescenza. Non solo per quella che vive la sua esistenza in condizioni di disagio e di degrado, ma a favore di tutti i ragazzi e le ragazze che attraversano con difficoltà un’età che espone normalmente a fragilità.
Nella solenne cornice del rettorato, ieri mattina è stata siglata la convenzione tra l’Università sassarese e il Dipartimento per la Giustizia minorile. Assente giustificato il responsabile nazionale del Dgm Rosario Priore, trattenuto a Roma da un impegno improrogabile dell’ultimo momento, in città è arrivato il direttore generale del dipartimento Mario Piccioni. È stato lui a sottoscrivere con il rettore Alessandro Maida un protocollo d’intesa che avvia a Sassari un nuovo modo di lavorare nell’interesse dei più giovani. Università, Dipartimento, ma anche Asl e Comune con i rispettivi operatori sanitari e sociali, opereranno gomito a gomito al secondo piano dello stabile di Piandanna che presto (si spera prima dell’estate) accoglierà il Tribunale per i minori.
Oltre ai giudici che si occupano dei ragazzi che sbagliano, in questo stabile ci saranno tutti gli addetti ai lavori che si occupano normalmente di giovani. A loro i ragazzi in difficoltà, le loro famiglia e la scuola potranno fare riferimento per affrontare piccoli e grandi problemi.
Dalla sua l’Università garantisce la formazione di docenti e assistenti sociali. La convenzione prevede anche la creazione di un Osservatorio sulle devianze minorili. Con una banca dati costantemente aggiornata dove saranno raccolti tutte le notizie riguardanti i problemi della gioventù in tutte le sue forme. Perché conoscere i fenomeni è il primo passo verso la loro soluzione. A maggior ragione in una città, come Sassari, dove (dati Istat) nel 2003 sono stati condannati sessanta ragazzini di età compresa tra i 14 e i 17 anni. Nello stesso anno sempre in città sono stati denunciati 403 minori: il 17 per cento erano ragazze, il 4 per cento stranieri, tutti gli altri erano ragazzi che hanno affrontato - a volte insieme ai loro genitori, altre affiancati solo dagli assistenti sociali perché la famiglia è stata considerata inadeguata - un problema con la giustizia.
Il problema è cosa fare dopo l’errore e la sua sanzione. La convenzione tra l’ateneo turritano e il Dipartimento nazionale mira a fornire queste competenze alle istituzioni che entrano in contatto con i giovani. Prima, durante e dopo un errore.
La convenzione è il naturale proseguimento di una collaborazione avviata negli anni scorsi con il Centro per la Giustizia minorile della Sardegna, diretto da Sandro Marilotti, attraverso attività di ricerca e svolgimento di tirocini.
Se l’Università («tutta - ha spiegato il rettore Maida - non solo la facoltà di Scienze Politiche») mette a disposizione il suo bagaglio di conoscenze, il Dipartimento per la Giustizia minorile mette in campo la sua esperienza nel lavoro con ragazzi che hanno già sbagliato. Il sogno, svelato ieri prima della firma della convenzione, è ridurre drasticamente il numero dei giovanissimi che vivono sulla propria pelle le conseguenze del disagio nel quale sono cresciuti. «Ci piacerebbe anche che non si parlasse più di ragazzi a rischio» ha spiegato Patrizia Patrizi, docente di Psicologia del lavoro in Scienze Politiche. Esperta di psicologia forense, Patrizia Patrizi è la madrina del neonato connubio tra Università e Dipartimento. Per la firma della convenzione ieri erano presenti in rettorato Sandro Marilotti, in rappresentanza di tutti gli operatori della Giustizia minorile sarda. Presente anche Pierpaola Bazzoni dell’Asl 1. L’Azienda sanitaria locale collabora attivamente con il Centro Giustizia minorile e, nella convenzione, collaborerà le sue competenze al servizio di una rete capillare di informazioni.
Entro un mese Università e dipartimento istituiranno un comitato tecnico-scientifico paritetico che assumerà funzioni propositive, di coordinamento e di verifica della convenzione. Il sogno è di rendere operativa la sinergia tra l’ateneo e il Dgm prima della inaugurazione del nuovo palazzo del Tribunale dei minori.
Daniela Scano 
 
5 - La Nuova Sardegna
Pagina 1 - Cagliari
Peculato: a giudizio impiegato dell’Ateneo 
Cambiava gli assegni alla macelleria del fratello 
CAGLIARI. Dovrà rispondere di peculato per induzione il funzionario dell’istituto di fisica Ignazio Campus, che il pubblico ministero Emanuele Secci accusa di aver cambiato assegni dell’Università per decine di migliaia di euro per poi utilizzare il denaro per scopi diversi da quelli previsti. Con lui è imputato dello stesso reato il fratello Angelo, che cambiava gli assegni prendendo il contante dalla cassa della propria macelleria. Il gup Giovanni Lavena ha fissato l’udienza per il 26 giugno 2006 davanti ai giudici del tribunale.
I fatti risalgono agli anni 1998 e 1999. Campus, che lavorava all’istituto di fisica dell’Università, faceva firmare al direttore assegni bancari che dovevano servire per acquisti vari, legati all’attività di ricerca e al funzionamento di laboratori e uffici. In realtà li passava al fratello macellaio, che li cambiava in contanti. I contanti poi servivano per altri pagamenti, che stando all’accusa non rientravano nella destinazione indicata. Inizialmente i fratelli Campus sono stati indagati per truffa, poi la Procura ha deciso di modificare il capo d’imputazione in quello più grave di peculato.
Il difensore di Ignazio Campus, l’avvocato Mario Canessa, ha chiesto il non luogo a procedere perchè il fatto non sussiste e in subordine la derubricazione dell’accusa in quella di truffa, che risulterebbe prescritta.
L’avvocato Antonello Podda, che difende Angelo Campus, ha invece sostenuto la completa innocenza del macellaio, che si limitava a cambiare gli assegni del fratello e non sapeva nulla di come sarebbero stati usati i soldi.
 Sarà il tribunale a stabilire se siano stati commessi reati e da chi.
(m.l)
 

 

6- Giornale di Sardegna
Pagina 6 - Argomenti
Solito gossip da bar dello sport
Si continua a non parlare di Cagliari.
Gli argomenti sono ancora quelli elettoralistici, di "chi dove" e "con chi"; sono chiacchiere da bar dello Sport dove non si va oltre il gossip televisivo. È quanto richiede il nuovo sistema elettorale, dei padroni che contano e dei padroncini che ubbidiscono, seppur scalpitanti. Le elezioni per il Comune di Cagliari sono al traino, offuscate dalle vicende nazionali che escludono per proprio conto la politica. Vince chi ha la battuta più pronta ed il cerone più telegenico, ma a fronte di un confronto, fra gli schieramenti, che lascia l’opinione pubblica sempre più perplessa e confusa. Cagliari ne approfitta e continua ad assopirsi nel suo grigiore, ma in realtà lascia libero il campo alle lobbies affaristiche delle "famiglie" cagliaritane, degli immobiliaristi del cemento, di antica marca meridionale. Nessuno deve disturbare, a ciascuno il suo, senza interferenze in nome di una moderazione che, alla fine, non si capisce bene che cosa sia, ma che in realtà sembra sia solo rassegnazione, se non condiscendenza. Un esempio istituzionale è rappresentato dall’Ateneo cagliaritano, un luogo che dovrebbe proporre e costruire per la Città un’intellettualità critica, di ricerca e di approfondimenti, di costruzione per il futuro dei giovani. In realtà è una scatola chiusa, assorbita dal grigiore cittadino. Rispetto all’attualità delle locali vicende universitarie per le elezioni rettorali, oramai definibili, con tutta ragionevolezza, come farsa istituzionale, vi è un grave silenzio. Sottovoce, la risposta politica agli universitari cagliaritani è: "Avete l’Università che vi meritate". Una legittima e breve parentesi: di chi è l’università? Nostra cosa? Gli universitari, per proprio conto, sono rassegnati ad essere i clienti questuanti della politica e degli amministratori dell’Ateneo, ben rappresentati nel grigiore del Senato accademico. L’Università diventa "scuola professionale" per assicurare, acriticamente, il ricambio dei professionisti cagliaritani nello stesso Ateneo e nella società delle "famiglie", all’interno di consolidate condizioni di privilegio locale. Cagliari rinuncia al suo ruolo, di una città che dovrebbe portare la Regione oltre i suoi confini ed assecondare la faticosa acquisizione di una nuova ed autonoma dignità dei sardi.
Paolo Pani, Docente universitario della facoltà di Medicina di Cagliari

 

7 - Il Nord Sardegna
Pagina 26 - Sassari
Ateneo: osservatorio su devianze minorili
Un osservatorio per studiare la devianza giovanile e un sistema di monitoraggio che serva a pre venirla, più che a reprimerla. L’iniziativa, che coinvolgerà la facoltà di Scienze Politiche e si allargherà ad altri corsi universitari, partirà fra qualche mese e sarà ospitata nelle strutture di Piandanna, nei locali dei servizi minorili. È questo il primo gradino della collaborazione fra il Dipartimento della giustizia minorile e l’università di Sassari. L’accordo è stato firmato ieri al rettorat o dal direttore generale del dipartimento della giustizia minorile Mario Piccioni e dal rettore dell’ateneo sassarese Alessandro Maida.
 
8 - Il Nord Sardegna
Pagina 41 – Culture
Master giurisprudenza
Sassari. Iscrizioni entro il 6 marzo
Sono aperti i termini per la presentazione delle domande di ammissione al Master Universitario di Primo Livello in Tecniche di Mediazione e Procedure Alternative di Risoluzione delle Controversie, anno accademico 2005/2006, organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza di Sassari in collaborazione con la Camera di Commercio di Sassari. Le domande dovranno pervenire entro il 6 marzo 2006. Il bando e la domanda di ammissione possono essere scaricati dal sito http://www.giuriss.it/. Per informazioni rivolgersi alla Segreteria: 079.228891 – mail masterlex@uniss.it .

Questionario e social

Condividi su: