Sabato 16 settembre 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
16 settembre 2006
Segnalati 7 articoli delle testate L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna

 
 
1 - L’Unione Sarda
Provincia di Cagliari - Pagina 24
San Basilio. Da ieri gli specialisti tedeschi hanno cominciato a sistemare l'antenna
Un "orecchio" per ascoltare le stelle
Il radiotelescopio di Pranu Sanguni perlustrerà l'universo
Cerimonia ufficiale di consegna ieri mattina. Entro il mese di dicembre dell'anno 2008 dovrà essere pronto
 
dal nostro inviato Paolo Carta

San Basilio C'è un fruscio leggero leggero nell'universo. Quello delle onde radio emesse da stelle, meteoriti, corpi celesti così lontani che non possono essere visti. Flebile al punto che tutti gli apparecchi ultrasofisticati sparsi nel pianeta Terra lo percepiscono come il rumore di una piuma che cade per terra. Niente o quasi. Un nuovo grande orecchio elettronico, un radiotelescopio, entrerà in funzione in Sardegna nel dicembre del 2008. Un avvenimento per la comunità scientifica internazionale: l'antenna di 64 metri di diametro sarà la più grande d'Italia, una delle più potenti del mondo grazie alla sua tecnologia tedesca e alla progettazione all'avanguardia curata direttamente dell'Istituto Nazionale di Astro Fisica (Inaf). In grado di captare quello che sfugge agli altri, di scoprire nuove stelle, astri, pulsar, sistemi. Meglio dei telescopi ottici. Ma per la comunità di San Basilio, che ospita a Pranu Sanguni la struttura, è un'occasione che va oltre l'universo: riuscire ad attirare nel Gerrei studiosi da tutto il mondo, far decollare un'economia oggi arenata nella crisi dell'allevamento e che in futuro potrà puntare su ricettività, servizi, artigianato e prodotti collegati in tempo reale con il radiotelescopio. La consegnaIeri a Pranu Sanguni un ulteriore passo in avanti nel progetto: concluso il lavoro di realizzazione del basamento in cemento che reggerà l'antenna, la struttura è stata consegnata alla società tedesca che completerà entro due anni il radiotelescopio. Giornata memorabile, l'ha definita il sindaco Pino Cogodi, seguito da tutto l'establishement accademico, progettuale e istituzionale in rappresentanza di Osservatorio astronomico, Regione, Provincia, Consorzio 21 e Inaf. La cerimoniaDiscorsi di rito e brindisi finale con lo stesso filo conduttore: l'attesa della comunità scientifica internazionale e della popolazione della zona. «Per noi - ha detto Cogodi - da oggi il radiotelescopio è una risorsa. Realizzeremo subito un punto di informazione nella collinetta a sud di Pranu Sanguni dove accoglieremo le scolaresche, e un punto ristoro con tribunetta dove i turisti potranno ammirare i lavori di costruzione di un apparecchio unico e affascinante». Contemporaneamente partiranno i lavori per laboratori, mense, foresterie, guardiani, manutenzione, tutto destinato a far crescere l'economia a San Basilio e dintorni. Il turismoPoi, hanno spiegato Piero Benvenuto, presidente dell'Inaf, e Nichi D'Amico, direttore dell'osservatorio astronomico dell'Università di Cagliari, arriveranno studiosi da tutto il mondo per ascoltare i cieli infiniti da San Basilio. «Saremo in rete con tutti i radiotelescopi del mondo grazie alle fibre ottiche portare dalla regione - hanno spiegato i due scienziati - potremo effettuare ricerche uniche al mondo proprio per le caratteristiche degli strumenti. Sarà uno stimolo anche per i giovani sardi che sempre più numerosi si avvicinano all'astrofisica». Il lavoroAlla fine nel radiotelescopio (che costerà 50 milioni di euro) lavoreranno circa quaranta persone, e non soltanto ricercatori altamente specializzati selezionati nelle migliori facoltà di astrofisica italiane. Nei terreni concessi sino a qualche anno fa dalla Regione come monte pascoli ai pastori di San Basilio serviranno anche guardiani, addetti alla mensa, alla foresteria, tecnici di laboratorio. Finalmente nuovo lavoro.
 
San Basilio. Un premio dalla comunità scientifica internazionale
E i ricercatori sardi scovano due pulsar
Un prestigioso riconoscimento internazionale arriva all'Osservatorio astronomico dell'Università di Cagliari proprio nel giorno in cui la conclusione del radiotelescopio di San Basilio diventa sempre più vicina. Dopo mesi di ricerca a Parkes in Australia (dove sorge un'antenna di 64 metri grande come quella che sorgerà nel Gerrei), Nichi D'Amico, Andrea Possenti e Marta Burgay, scienziati dell'Università di Cagliari, hanno vista riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale la loro scoperta: due pulsar. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista internazionale Scienze. «I pulsar - spiega Marta Murtay, giovane ricercatrice di Aosta che ha deciso di trasferirsi a Cagliari per i suoi studi - sono stelle di neutroni, in pratica i resti di precedenti corpi celesti, densissime, che emettono radio pulsazioni. Le due pulsar che abbiamo scoperto grazie al radiotelescopio australiano ci hanno permesso anche di testare la teoria della relatività di Einstein proprio perché sono collegate una all'altra». Captando le onde radio emesse dai corpi celesti, si può anche studiare tutto quello che compare nello spazio tra la Terra e la stella scoperta. Anche per questo motivo l'apparecchio di San Basilio è particolarmente atteso dagli scienziati di tutto il mondo. La parabola sarà composta da 1008 pannelli mobili indipendenti in modo che possano resistere all'usura del tempo senza perdere rigidità e capacità di rilevare segnali come avviene nei vecchi radiotelescopi. Potrà captare segnali da 300 a 100 mila mhz. San Basilio è stata scelta per la particolare conformazione della zona, per l'assenza di fonti di luce o di inquinamento elettromagnetico. (p.c.)
 
2 – L’Unione Sarda
Cultura - Pagina 35
Umano, troppo umano Piove sulla filosofia
Al Festival di Modena, maltempo e pensatori Remo Bodei: «la difficoltà di riflettere su noi stessi»
 
Neppure la filosofia sfugge alle leggi del maltempo. Il Festival che si è aperto ieri a Modena, Carpi e Sassuolo, deve fare i conti con condizioni meteorologiche incerte. In tre giorni, nelle tre città, sono previsti 180 appuntamenti, tutti dedicati al tema di quest'anno, l'umanità. Ma occorrerà riorganizzare il programma, per ovviare ai capricci del cielo, che ieri alternava sole, nuvole e pioggia. In particolare, le lezioni dei maestri del pensiero, che ormai per tradizione il festival porta nelle piazze, nel cuore della città, a causa della pioggia devono forzatamente spostarsi in luoghi chiusi: a Modena, per esempio, ieri mattina i primi appuntamenti si sono tenuti al Teatro Comunale, collegato in diretta audio e video con altri tre punti, la chiesa di San Carlo, una sala cinematografica, e la stessa piazza Grande, dove molti hanno ugualmente sfidato la pioggia (che poi ha lasciato il posto al sole) pur di seguire le conferenze dal maxischermo. Sono tantissimi gli studenti, molti anche i turisti, a conferma che il festival riscuote interesse e genera curiosità. «Certo, il maltempo ci costringe a tornare ai luoghi chiusi, che avevamo abbandonato per quella che io definisco la "mistica delle piazze", ma io credo che si possa trasformare in piazza anche un teatro: i luoghi sono chi li abita», osserva Roberto Franchini, presidente della Fondazione San Carlo che coordina il festival. Si discute di umanità, in tutte le sue accezioni: «Il tema è vasto e ambizioso - ammette il filosofo cagliaritano Remo Bodei, docente di Filosofia all'University of California, da sempre supervisore del festival. Come dice un proverbio cinese: «Sotto un faro non c'è luce. Noi uomini siamo così: siamo in grado di illuminare quello che ci sta attorno, ma con difficoltà riusciamo a pensare a noi stessi». Al Festival filosofia si parlerà del rapporto uomo - animale, ma anche della condizione umana, del rapporto con la tecnica, delle relazioni fra le culture, e dei diritti umani. «L'umanità sta cambiando, sia in termini biologici, per la possibilità di intervenire sul Dna e quindi, per esempio, di curare malattie, sia in termini culturali, per l'incontro e il collegamento fra le culture», aggiunge Bodei. «Credo che sia importante discuterne. Quello del festival è un contributo civico al nostro modo di vivere e di esistere, non solo al nostro modo di pensare». Attorno alle lezioni, come sempre, fiorisce un ricco programma di iniziative collaterali, come per esempio il "Tiratardi", una sorta di notte bianca modenese, che stasera offrirà incontri (come un dibattito fra Remo Bodei e Stefano Rodotà sul tema dei diritti), letture (come quella tenuta da Carlo Lucarelli e dedicata ai vampiri), musica, e la possibilità di visitare le mostre fino alle ore piccole. Fra le curiosità del festival, nelle piazze principali, anche un distributore automatico di cultura, ovvero una macchina automatica a cui si possono acquistare le "Paginette", i piccoli libri che contengono le trascrizioni delle principali lezioni delle scorse edizioni del festival. SondaggioGli italiani si fidano più dei filosofi che dei politici. La massima considerazione viene comunque riposta negli scienziati, che sono considerati più affidabili per dare spiegazioni della vita e del mondo: la filosofia invece viene ritenuta importante per vivere meglio e per facilitare nel mondo del lavoro. È quanto emerge da un sondaggio realizzato il 4 settembre dall'Istituto Piepoli per conto del Festival. Il campione è di 503 italiani maggiorenni. In un'ideale classifica, gli italiani dichiarano di fidarsi innanzitutto degli scienziati (57%), dei religiosi (16%), dei filosofi (6%). Solo il 2% dice di fidarsi dei politici. Il 14%, comunque, dice di non fidarsi di nessuna delle categorie proposte. Se la scienza viene considerata più affidabile sulle «spiegazioni della vita e del mondo», la filosofia viene ritenuta dal 51% degli intervistati utile nel mondo del lavoro, dove l'apertura mentale è una necessità inderogabile. Ben 44 italiani su cento consiglierebbero al proprio figlio studi di filosofia, nonostante i pregiudizi sulla scarsa utilizzabilità di questa disciplina sul concreto terreno professionale. «Mi ha colpito soprattutto il fatto che gli italiani cerchino nella filosofia risposte utili per il loro lavoro», fa notare Roberto Franchini. «Il festival è una risposta a una domanda di domande, a una domanda di condivisione, di aggiornamento e di riflessione condivisa».
Carlo Affricani
 
3 – L’Unione Sarda
Cagliari
Centrodestra e centrosinistra presentano due proposte
Internet senza fili in tutta la città: «Grazie alla tecnologia Wi-Fi si può»
Anche Cagliari deve dare ai cittadini e ai turisti la possibilità di collegarsi a Internet senza fili. In una parola si deve attivare la tecnologia Wi-Fi. Lo chiedono i consiglieri comunali dei due schieramenti politici, che hanno presentato le loro proposte. Prevedibile che alla fine si arrivi a una soluzione condivisa. centrodestraPaolo Carta, Giorgio Angius e Alessandro Serra sono i promotori dai banchi del centrodestra. Con un investimento di circa 15 mila euro si potrebbe partire in alcune zone della città: «La tecnologia Wi-Fi - scrivono i tre consiglieri - permette di poter accedere a Internet anche in luoghi pubblici o all'aperto. Uno strumento di crescita dal punto di vista turistico se i punti di accesso fossero collocati nei luoghi di maggiore interesse, come il centro storico, o di transito, come il porto e la stazione ferroviaria». Una tecnologia a vantaggio anche degli studenti universitari: «L'accesso gratuito alla Rete - ricordano gli esponenti del centrodestra - è messo a disposizione in molti Comuni europei». centrosinistraSostiene il sistema Wi-Fi anche l'opposizione, con la mozione presentata dal primo firmatario Claudio Cugusi, e sostenuta da Giorgio Cugusi, Andrea Scano, Lorenzo Cozzolino, Raimondo Perra e Massimo Zedda. «Una tecnologia che può sfruttare la rete di proprietà del Comune. Basterebbe dotare gli oltre quaranta edifici del patrimonio come uffici, scuole, impianti sportivi e centri culturali di un router che darebbe la connessione gratuita a tutti i cagliaritani e ai turisti».

 
 
4 – La Nuova Sardegna
Pagina 2 - Olbia
Consiglio provinciale
La protesta: i corsi abilitanti restano a Cagliari
 
OLBIA. «Stiamo seriamente correndo il rischio di non avere per un pezzo nuovi docenti galluresi». É il grido d’allarme lanciato dal consigliere provinciale Francesco Carbini, che durante il consiglio provinciale di giovedì ha sollevato il problema dei corsi speciali per l’abilitazione all’insegnamento: a nome del gruppo Sdi, Carbini ha ricordato che i corsi sono appena partiti ma la sede prescelta è esclusivamente Cagliari.
 «I corsi vengono organizzati tramite le università grazie ai fondi regionali - ha ricordato il consigliere provinciale -, ma nonostante numerose sollecitazioni nessun corso è stato organizzato in Gallura, nè in nessun’altra sede del nord Sardegna. Il risultato è che un solo precario, proveniente da Palau, si è iscritto ai corsi, ma ha preferito rinunciare immediatamente, viste le difficoltà logistiche».
 Carbini sottolinea che tutto ciò va contro quanto previsto dal direttore generale dell’ispettorato agli studi Armando Pietrella.
 «Questa situazione è intollerabile - termina Carbini -. Anche le organizzazioni sindacali hanno protestato ufficialmente, chiedendo che venga trovata un’alternativa che soddisfi anche le necessità dei galluresi. Si potrebbero organizzare dei corsi on-line, oppure prevedere il decentramento nel territorio attraverso l’individuazione di scuole pilota».
 
5 – La Nuova Sardegna
Pagina 3 - Nuoro
La Confindustria premia le imprese eccellenti
 
NUORO. La Confindustria premia le imprese eccellenti. L’associazione, infatti, insieme alla Luiss e alla Liuc (Università Carlo Cattaneo) ha avviato il premio nazionale Award for excellence destinato alle imprese eccellenti del territorio per valorizzarle e darle visibilità. Il premio intende riconoscere la capacità delle imprese di essere un attore importante del territorio di riferimento non solo come realtà economico produttiva, ma anche come soggetto attento alle esigenze sociali, ambientali e culturali. Si vuole premiare la promozione internazionale del «Made in Italy» (e quindi del “Made in Sardegna”) realizzata mediante il successo di un prodotto, di un’idea o di un’iniziativa.
 Il premio si rivolge alle imprese che hanno saputo investire in: ricerca e innovazione, capitale tecnologico, capitale umano, performance dell’innovazione. L’associazione ha già individuato diverse eccellenze produttive presenti nel territorio che potranno concorrere a livello nazionale ma tutte le imprese che riterranno di avere i requisiti potranno candidarsi per ciascuno dei tre riconoscimenti. Ogni impresa può presentare la propria candidatura per più categorie di premio. Possono partecipare all’iniziativa imprese con sede legale in Italia e che siano operative da almeno tre anni. L’adesione è gratuita. Occorrerà compilare in ogni sua parte la scheda di adesione, disponibile negli uffici dell’associazione e suo suo sito internet www.assindnu.it oppure direttamente sulla home page del sito Confindustria. Le schede di adesione devono pervenire nella sede dell’Associazione di via Veneto 62 a Nuoro entro il 30 settembre 2006, complete alla segreteria dell’Associazione con consegna diretta, a mezzo posta oppure via fax (0784.37504) o E-mail (m.denti@assindnu.it). Per informazioni telefonare al n. 0784 30107.
 «Non è affatto vero - sostiene il presidente dell’Associazione Salvatore Nieddu - che la provincia di Nuoro e dell’Ogliastra non esprimano imprese eccellenti ed innovative e con il premio Awards possiamo ampiamente dimostrare che nonostante la crisi e le difficoltà esistono diverse realtà produttive eccellenti».
 
6 – La Nuova Sardegna
Pagina 17 - Sassari
L’università scommette sull’e-learning
Presentati i nuovi corsi online per l’aggiornamento professionale
Possono partecipare tutti i laureati dell’ateneo turritano, per seguire le lezioni è sufficiente un computer e una connessione a Internet
FEDERICO SPANO
SASSARI. Offrire ai laureati la possibilità di restare aggiornati sulle loro materie di studio e di crescere professionalmente, per essere più competitivi nel mercato del lavoro. E’ questo l’obiettivo del progetto «Azioni per l’orientamento professionale e la formazione permanente» dell’università di Sassari, che dal 2 ottobre darà il via a una serie di corsi online gratuiti per i suoi laureati.
 I corsi sono arganizzati dal Centro orientamento studenti dell’università, grazie a un progetto triennale interamente finanziato dal ministero dell’Istruzione. Per ogni facoltà dell’ateneo turritano sono previsti due corsi, che dureranno sei mesi (dal 2 ottobre 2006 al 4 marzo 2007).
 L’aspetto innovativo di questo progetto è che verrà realizzato adottando le più avanzate tecniche di formazione a distanza, grazie allo stesso sistema di e-learning utilizzato dalla maggior parte degli atenei online, per esempio l’università telematica Sofia. I laureati che decidono di partecipare ai corsi, completamente gratuiti, devono avere a disposizione un computer e una connessione a Internet. La prima settimana di corso verrà dedicata all’apprendimento delle competenze informatiche e telematiche necessarie per seguire le lezioni online. Il sistema è piuttosto semplice: lo studente ogni settimana scarica dal sito web le dispense messe a disposizione dal professore. Se ha dubbi, l’utente ha la possibilità di fare domande direttamente nel forum del corso. Il vantaggio di questo forum è quello di dare la possibilità a tutti di intervenire e le discussioni sono sempre moderate dal professore responsabile. Alla fine di ogni settimana è programmato un test che serve a valutare il grado di preparazione degli studenti, ma che non prevede una votazione. Il principale obiettivo che il Centro orientamento studenti, guidato dal professor Vittorio Anania, è quello di favorire un aggiornamento disciplinare e professionale di tutti i laureati. E grazie alla metodologia adottata, gli organizzatori prevedono che le lezioni contribuiranno alla realizzazione di una rete di collaborazione tra professionisti, che potrebbe avere importanti ricadute sul territorio. I dettagli del progetto sono stati illustrati ieri mattina nella sede dell’Orientamento studenti, in piazza Duomo. Le facoltà hanno già predisposto i corsi online, il cui elenco è pubblicato sul sito e-learning. uniss. it/moodle.
 Chi avrà seguito tutte le lezioni e sostenuto tutti i test, alla fine del corso riceverà un attestato di partecipazione. Per chi ha già un lavoro, seguire i corsi online può essere un’occasione di crescita professionale, per chi invece è ancora alla ricerca di un’occupazione, i corsi possono rappresentare una voce importante nel curriculum.
 
7 – La Nuova Sardegna
Pagina 7 - Sardegna
Il Telescopio sardo è una realtà più vicina
Cagliari. Consegnato il basamento alla ditta tedesca che monterà la parabola
Oltre mille pannelli di alluminio regolabili con servomeccanismi
 
GIANCARLO BULLA
 
SAN BASILIO. Il Sardinia Radio Telescope (Srt), il prestigioso impianto scientifico in corso di realizzazione nell’altipiano di Pranu Sanguni, sarà completato entro il 2008. Il progetto, maturato un paio di anni, fa è ormai entrato nella fase conclusiva.
 Ieri mattina nel corso di una cerimonia è stato consegnato alla ditta tedesca Mt Aerospace Ag il basamento ottagonale in cemento armato realizzato dall’impresa Cap Spa di Cagliari dove sarà eretta la grande parabola. La ditta tedesca si è aggiudicata la gara d’appalto internazionale (20 milioni di euro) per la costruzione delle parti metalliche del radio telescopio che saranno montate a partire dalla settimana prossima dalla società Icom di Macchiareddu.
 Il Sardinia Radio Telescope è un ambizioso ed innovativo progetto scientifico in gran parte finanziato dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca (Miur) e dalla Regione Sardegna che è stato portato avanti da due strutture dell’istituto nazionale di Astrofica (Inaf): l’istituto di radio astronomia di Bologna e l’osservatorio astronomico di Cagliari. «La parabola del Sardinia Radio Telescope che ha un diametro di 64 metri - spiega Piero Benvenuti, presidente dell’Inaf - è completamente orientabile ed ottimizzata per operare con grande versatilità ed efficienza in un vasto intervallo di frequenze radio da 0,3 a 100 ghz. Uno dei punti di forza dello strumento sarà costituito dalla sua superficie così detta attiva che sarà composta da più di mille pannelli di alluminio regolabili attraverso altrettanti servo meccanismi».
 «Questa caratteristica - dice Fusi Pecci, direttore dell’Osservatorio astronomico di Bologna e uno dei quattro referenti scientifici del progetto - permetterà di compensare deformazioni causate dalla gravità ed effetti termici e garantire un efficiente funzionamento dello strumento anche alle frequenze più alte per osservazioni ed esperimenti di interesse per l’astronomia, la geodinamica e le missioni spaziali».
 «Il Rst - sottolinea Angelo Poma, vicedirettore dell’osservatorio astronomico di Cagliari - costituirà non solo il terzo e più importante radio telescopio della rete italiana ma sarà anche uno dei più moderni nello scenario internazionale. Alla cerimonia di consegna che si è svolta a Pranu Sanguni hanno tra gli altri partecipato il presidente dell’Inaf Piero Benvenuti, l’amministratore delegato della Mt Aerospace Hans Steininger, Giuliano Murgia presidente del Consorzio 21, Fulvio Vissano titolare della Icom, il pro rettore dell’Università di Cagliari Adolfo Lai, il sindaco di San Basilio Pino Cogodi che è anche presidente della Comunità Montana del Sarrabus Gerrei. Entro la fine dell’anno inizieranno anche i lavori per la costruzione delle infrastrutture (uffici, laboratori, centro visite permanente) al servizio del radio telescopio. Entro la prossima primavera dovrebbe essere completata anche una tribuna dalla quale si potrà assistere al montaggio delle parti metalliche del radio telescopio.
 
 

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