UniCa UniCa News Rassegna stampa Martedì 19 settembre 2006

Martedì 19 settembre 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
19 settembre 2006
Rassegna a cura dell’ufficio stampa e web
Segnalati 4 articoli delle testate L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna  

 
1 – L’Unione Sarda
Cronaca di Cagliari Pagina 16
Comune. Nominati: Camagni, Borzattan, Casula, Moro, Sabattini, Tagliagambe
Nasce il comitato scientifico per la città futura
Si è insediato nei giorni scorsi il comitato scientifico che, nei prossimi mesi, contribuirà a definire gli obiettivi del Piano strategico comunale. il gruppo Presieduto da Roberto Camagni, ordinario di Economia urbana al Politecnico di Milano e ritenuto uno dei massimi esperti internazionali di pianificazione strategica, del gruppo di lavoro (nominato dal sindaco Emilio Floris) fanno parte Paolo Borzattan ingegnere ed esperto di economia internazionale, e i docenti universitari Francesco Cesare Casula (Storia medievale), Beniamino Moro (Economia politica), Gianfranco Sabattini (Politica economica) e Silvano Tagliagambe (Filosofia della scienza). il sindaco«Con l'insediamento di questo comitato», ha sottolineato il sindaco, «si è completata la fase organizzativa. Ora Giunta e Consiglio comunale parteciperanno attivamente ai lavori per trasformare il programma in un preciso indirizzo politico di medio-lungo periodo. Questa fase prevede il diretto coinvolgimento, nel progetto, dei protagonisti della realtà economica e sociale della città». il forum A ottobre, durante un incontro pubblico, si aprirà il forum, al quale potranno partecipare anche i cittadini: attraverso internet sarà possibile seguire tutte le fasi di attuazione del piano strategico. «Questo piano deve essere il risultato di un lavoro collettivo, la visione della città deve essere condivisa», ha affermato il primo cittadino Emilio Floris, «serve un patto tra amministratori e abitanti per realizzare progetti finalizzati allo sviluppo del territorio e capaci di creare occupazione stabile e un maggior benessere».
 
2 – L’Unione Sarda
Cronaca Regionale Pagina 4
Enpi, l'Isola guida il progetto
Il progetto si chiama Enpi (European neighbourhood and partnership instrument), convolge 116 regioni, alcuni grandi centri e due Stati, Cipro e Malta. La Sardegna, dal 2007 al 1013, sarà la regione guida di questo progetto. È stata superata la concorrenza, fra le altre, della città di Valencia e della regione Provenza: «Ma manterremo con loro ottimi rapporti», ha detto ieri Soru. Il progetto è dedicato a piani di cooperazione legati allo sviluppo economico e sociale, alla cultura, il turismo e a quello scambio people to people che significa, per i giovani che riusciranno a far parte dell'iniziativa, importanti esperienze di lavoro all'estero. Per il programma, inserito nella Politica Europea di Vicinato (Pev), sono stati stanziati quasi 200 milioni di euro, dei quali 173 legati al progetto e un restante 10 per cento di cofinanziamento da parte degli Stati membri. Entro un mese, la Regione (in viale Trento) aprirà gli uffici dell'Autorità di gestione del programma, saranno reclutati giovani laureati sardi esperti in economia, confronti fra culture, lingue straniere (inglese, francese e soprattutto arabo) e progettazione di siti internet. La Sardegna presenterà subito un progetto di valorizzazione dei beni culturali del Mediterraneo. (e. p.)
 
3 – L’Unione Sarda
Provincia di Cagliari Pagina 22
S. Gilla. Un piano della Provincia e dei comuni di Elmas, Capoterra, Assemini e Cagliari
«Lavoro e ricchezza dalla laguna»
Osservatori faunistici, museo archeologico e impianti sportivi
Un progetto dell'amministrazione provinciale da 14 milioni di euro (chiesti alla Regione) per rilanciare la laguna di Santa Gilla
Trasformare la laguna Santa Gilla nel volano di crescita economica del territorio facendola diventare un'attrattiva culturale e ambientale. La Provincia di Cagliari scommette sulla laguna Santa Gilla attraverso la progettazione integrata proponendo il piano "Vivere Santa Gilla" con il quale si intendono realizzare osservatori faunistici, un museo archeologico e impianti sportivi. La richiestaUn progetto per il quale sono stati chiesti alla Regione quasi 14 milioni di euro ritenendolo in grado di dare una consistente scossa occupazionale all'intera area. «Sulle 14 manifestazioni di interesse inserite nella progettazione integrata, quella di Santa Gilla è il finanziamento più cospicuo - spiega l'assessore provinciale all'Ambiente Maria Rosaria Congiu - e prevede tra i partner di progetto oltre alla Provincia, i comuni rivieraschi di Cagliari, Elmas, Assemini, Capoterra, la società Martech, il Coni, Legambiente, l'Associazione sarda falconeria, l'Associazione laureati in operatore culturale per il turismo e la Società Comunicativa». Attraverso il progetto "Vivere Santa Gilla" si punta quindi al recupero definitivo e alla fruibilità del complesso archeologico, alla realizzazione di un impianto per attività di canottaggio amatoriale e agonistico insieme al parco di Santa Caterina per la valorizzazione dei reperti archeologici e la formazione di addetti alla gestione del museo e alla valorizzazione dei siti interessati. A rendere conveniente la scommessa avviata sulla laguna vi è oltre al fattore ambientale, anche la zona archeologica: quella esistente e quella ancora da scoprire completamente da dove sono stati riportati alla luce alcuni reperti provenienti da un porto fenicio. «Ma soprattutto con questa progettazione- sottolinea il consigliere provinciale Dino Peddio - si vuole continuare quella linea strategica del progetto comunitario Life Gilia avviato con tanta lungimiranza una decina d'anni fa dal compianto sindaco di Elmas Giovanni Ruggeri». E proprio da quel progetto avviato da Elmas al quale si erano accodati dieci anni fa i Comuni di Cagliari, Assemini e Capoterra, era cominciata una concreta attenzione ambientale verso uno dei più importanti specchi lagunari dell'intero Mediterraneo. L'arrivo dei nuovi fondi ora richiesti potrebbe davvero favorire il decollo del territorio offrendo concrete risposte occupazionali.
Gian Luigi Pala
 
1 – La Nuova Sardegna
Pagina 32 - Cultura e Spettacoli
Pio XI e l’ascesa di Mussolini Svelati retroscena e trattative 
Dopo l’apertura agli studiosi dell’immensa documentazione custodita in Vaticano parla lo storico-gesuita padre Giovanni Sale 
Pier Giorgio Pinna
Un quadro complesso. In primo piano, la politica mussoliniana del bastone e della carota contro gli oppositori. Sullo sfondo, la strategia del doppio binario attuata dalla Chiesa durante il Fascismo: da un lato, gli interventi delle autorità ecclesiastiche per proteggere dalle violenze squadriste i cattolici delle Acli e del Partito popolare; dall’altro lato, le trattative riservate avviate dal Vaticano per risolvere la Questione romana e arrivare alla firma dei Patti Lateranensi nel 1929. Quest’affresco era già stato dipinto a grandi linee con i documenti trovati nei ministeri italiani dopo la seconda guerra mondiale. Ma adesso trova riscontri, sostanza e colore con l’apertura degli archivi segreti della Santa Sede dal 1922 al ’39, l’intero pontificato di Pio XI. I retroscena che da oggi si potranno conoscere grazie alla sterminata mole di atti custodita in trentamila faldoni gettano luce anche sugli arbitrii compiuti dalla dittatura nell’isola. E uno degli studiosi più addentro alla materia, per la parte ecclesiastica, è un sardo: Giovanni Sale, 48 anni, di Mara, laurea in Legge a Sassari, da due mesi direttore dell’Istituto storico della Compagnia di Gesù, autore per Jaca Book di una serie di volumi su altri aspetti inediti di fasi cruciali della vita nazionale, su Hitler, la Santa Sede e gli ebrei. Sempre scritto da lui per la stessa casa editrice sta per venire pubblicato «Fascismo e Vaticano prima della Conciliazione».
Così è proprio padre Sale una delle guide più esperte nei meandri degli archivi romani. Soprattutto ora che gli studiosi di tutto il mondo cominceranno ad approfondire le ricerche sulla base delle nuove informazioni disponibili. «Ci sarà di sicuro uno slancio negli studi - commenta il gesuita, che è anche il redattore storico della rivista Civiltà cattolica - Specialmente sulla parte che concerne i rapporti tra istituzioni ecclesiastiche, sociali, politiche e l’ordinamento statale negli anni difficili compresi fra le due guerre mondiali». Gli anni insomma che hanno visto in Europa la nascita di sistemi totalitari d’ispirazione fascista legati al culto della patria e della razza. Le indagini storiche, negli ultimi decenni, hanno conosciuto a tratti periodi di stop. Il perché lo spiega lo stesso Sale: «La stasi è stata provocata anche dall’assenza di fonti documentali qualificate. Adesso le carte desecretate serviranno agli specialisti per verificare le parti di lavoro già seguite. E a rettificare alcune posizioni, frutto spesso di pregiudizi ideologici, che non trovano riscontri in questi documenti consultabili all’esterno per la prima volta».
Per quanto attiene all’Italia, particolare rilievo hanno la la corrispondenza e gli altri incartamenti sulle relazioni tra Santa Sede e governo fascista. Temi ai quali risalgono pubblicazioni elaborate da storici come Scoppola, Margiotta e De Felice. «Questi studi - informa ancora padre Sale - troveranno conferme nella documentazione Vaticana. I fondi resi disponibili, comunque, mi sento di dire, non riservano rivelazioni o scoop eccezionali: permetteranno semmai di fortificare le analisi fatte fin qui. Ci aiuteranno a capire motivazioni e interessi che spinsero in quegli anni l’autorità ecclesiastica a sostenere Mussolini nell’opera di fascistizzazione dello Stato italiano e i diversi modi dell’approccio da parte di Pio XI nei confronti dei punti forti della crisi internazionale: dunque non solo le ragioni che spinsero il pontefice ad appoggiare il Duce, ma anche gli elementi di differenziazione e distanza rispetto al regime totalitario».
Posizioni che emergono in tanti settori. Dai rapporti con la Germania nazista alla legislazione speciale sui rifugiati politici, dalle vicende che videro protagonista don Sturzo alle pressioni esercitate dai fascisti per tentare di cacciare De Gasperi, che allora lavorava negli archivi vaticani, sino agli interventi sulle normative razziali varate nel ’38 in Italia. «Resta la difficoltà di dare un giudizio netto sul modo con il quale il pontefice seguì l’ascesa di Mussolini - è il commento conclusivo del gesuita sardo - Difficoltà che deriva dalle scarse fonti documentali a disposizione». Il pensiero del papa, comunque, si può cogliere da conversazioni private e articoli su Osservatore romano e Civiltà cattolica. Fin dagli anni ’20, a questo proposito, appare così esplicativa la risposta di Pio XI a chi gli domandava come ci si dovesse comportare nei confronti del capo del Fascismo: «Lodare no. Fare l’opposizione aperta non conviene, essendo molti gli interessi da tutelare. Occhi aperti!».

Questionario e social

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