UniCa UniCa News Rassegna stampa Mercoledì 22 febbraio 2006

Mercoledì 22 febbraio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
22 febbraio 2006
Rassegna a cura dell’ufficio stampa e web
Segnalati 12 articoli delle testate: L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna, Il Giornale di Sardegna, Il Nord Sardegna

 

1 - L’Unione Sarda
Pagina 18 - Cronaca di Nuoro
Università, Rifondazione attacca Deriu
«La battaglia per l’autonomia dell’Ateneo viene condotta dalla destra»
«Il centrosinistra si è fatto scippare dalla destra la battaglia sull’Università nuorese». È questo il nocciolo del duro attacco sferrato dal capogruppo in consiglio provinciale di Rifondazione comunista, Pietrina Rubanu, dopo il recente convegno dei Riformatori che ha visto anche la partecipazione del rettore di Cagliari Pasquale Mistretta. «La provincia di Nuoro ha perso un’altra occasione - dice la Rubanu -, un’amministrazione che si definisce di centro sinistra si è fatta scippare da un partito di centro destra, i Riformatori, la battaglia per l’autonomia dell’università nuorese». Poi prosegue: «E dire che già due mesi fa la commissione Politiche Educative e Università, di cui sono vice presidente (il che non ha alcun valore, essendo minoranza), e ai cui lavori partecipo con proposte costruttive anche perché da insegnante credo di avere competenze ed entusiasmo, aveva elaborato un documento che indicava le fasi attraverso le quali Nuoro avrebbe potuto avere la sua università indipendente. La Provincia si sarebbe fatta promotrice di un movimento di pressione coinvolgendo Comuni, Comunità Montane, Sindacati, Asl, Camere di Commercio, associazioni studentesche, scuole superiori, ed altri soggetti pubblici ed istituzionali, unitamente all’impegno e azioni di pressione di tutti i parlamentari sardi, e in particolar modo di quelli nuoresi. In questo modo si sarebbe avuta quell’unità che il rettore Mistretta sostiene manchi perché Nuoro possa ambire al titolo di città universitaria». «Il documento della Commissione - sottolinea ancora il consigliere di Rifondazione - conteneva inoltre tutti gli altri punti toccati nel corso del convegno (crisi del territorio, fuga di cervelli e risorse, corsi qualificati) dal leader dei riformatori Fantola. Ritengo perciò che lo scippo da parte del centrodestra sia stato doppio». Infine la stilettata al presidente della provincia Roberto Deriu che a parere della Rubanu «non attribuisce evidentemente molta importanza al problema Università, che pure era stato uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale». Una scarsa attenzione che sarebbe dimostrata dal fatto che «non ha ancora sentito l’esigenza di sottoporre all’attenzione del Consiglio il lavoro portato avanti su questo punto dalla Commissione competente» e «riveli una gelida indifferenza nei confronti di questo problema». La Rubanu conclude esprimendo apprezzamento per «l’iniziativa dei Riformatori» e auspicando «che tutti gli altri partiti si impegnino in questa battaglia, indipendentemente dal colore e dall’esito delle prossime elezioni politiche».
 
2 - L’Unione Sarda
Pagina 11 - Economia
Gli enti nominano il comitato esecutivo della Fondazione
Scelti i diciotto componenti
A marzo dovrà essere eletto il presidente e approvato il bilancio del 2005
È stato nominato il nuovo comitato di indirizzo della Fondazione del Banco di Sardegna. Entro la prima metà di marzo è attesa l’elezione ufficiale dei candidati. L’assegnazione dell’incarico avverrà subito dopo l’approvazione del bilancio 2005. L’organismo - che ha il compito di guidare l’attività della Fondazione - sarà composto da 18 membri. I nomi. Il comitato è una sorta di assemblea che elegge il presidente (con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti) e il Consiglio di amministrazione della Fondazione. L’istituto resta in carica quattro anni. Il Cda attuale è stato eletto dal precedente comitato nel 2005. Dopo l’eventuale accettazione dell’incarico, faranno parte del neoeletto comitato di indirizzo - nominato il 14 febbraio scorso - Giuseppe Carta, Gianuario Pilo, Monica Pilloni (nominati dal comitato uscente), Regina Masala, indicata dal mondo del volontariato, Vittorio Gazale, scelto dalle associazioni dell’ecologismo, Francesco Cabras e Micaela Morelli, nominati dall’Università di Cagliari, Francesco Mario Soddu e Bruno Masala dall’Ateneo di Sassari. Antonello Arru (l’attuale presidente della Fondazione) è stato scelto dal Consiglio regionale, mentre Francesco Mannoni, Michele Ladu, Pasquale Carboni e Salvatore Canu sono stati nominati rispettivamente dai Consigli provinciali di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari. Mari Rosa Pilloni è stata indicata dalla Camera di commercio di Cagliari, Luciano Di Cesare e Giovanni Pietro Cocco da quella di Nuoro e Oristano. Ferdinando Scalamandrè è stato nominato dalla Camera di commercio di Sassari. L’elezione. I futuri componenti del comitato di indirizzo sono stati scelti dai vertici della Fondazione del Banco di Sardegna su una terna di nomi indicata dagli enti locali. Il Consiglio regionale ha proposto tre candidature e lo stesso hanno fatto le quattro vecchie province isolane. Discorso analogo infine per le quattro Camere di commercio e per le due Università sarde (Cagliari e Sassari): ognuna ha candidato tre nomi. L’incarico. Dopo le nomine, entro metà marzo i candidati - nel rispetto dei requisiti fissati dallo Statuto della Fondazione - dovranno dare la loro disponibilità ad accettare l’incarico. Nei primi quindici giorni di marzo il consiglio di amministrazione dovrebbe approvare anche il bilancio del 2005.
Lanfranco Olivieri (Unioneonline)
 

 

3 - La Nuova Sardegna
Pagina 4 – Nuoro
Battiamoci per l’università autonoma 
Sull’università autonoma di Nuoro e su quanto scritto il 12 febbraio scorso da Pietrina Rubanu, capogruppo di Rc in consiglio provinciale, vorrei fare due riflessioni.
La prima. Il rettore dell’università di Cagliari ha parlato di assoluta mancanza di volontà politica e di disinteresse diffuso a creare l’università autonoma di Nuoro tanto da far pensare a un’autentica mancanza di vocazione, in tal senso, dell’intera città. Una affermazione dura, un’accusa alla gente di questi posti. Politici e non. Ritengo del tutto inutile cercare il perché, a oggi, non esista a Nuoro l’università autonoma.
E’ tuttavia sufficiente pensare al fatto che ancora non esiste e che questa carenza, storica, ha contribuito al mantenimento del sottosviluppo economico nelle zone interne, al malessere sociale che in esse si annida e le caratterizza, allo spopolamento demografico, alla fuga dei “cervelli”.
E’ giunto il tempo che tutti quanti, politici, associazioni, mondo della scuola, della cultura e cittadini, discutano sul tema e si convincano che il riscatto di questa città e di tutto il territorio dell’interno non può prescindere dalla spinta culturale che la presenza di un ateneo autonomo può garantire.
Risorse, facoltà, strutture e quanto necessario alla creazione di una sede di ricerca specialistica ed efficiente si troveranno, ma solo se tutti lo vorranno e se ognuno farà la propria parte, magari firmando la petizione, come hanno già fatto tanti nomi illustri della cultura e della società civile di Nuoro.
La seconda. La professoressa Pietrina Rubanu afferma che i Riformatori sardi hanno compiuto uno scippo, addirittura doppio, sottraendo questo tema di grande rilevanza sociale, culturale ed economica alla commissione provinciale Politiche educative e Università e alla stessa maggioranza di centrosinistra.
Credo sia importante che un consigliere provinciale arricchisca il dibattito, scriva e faccia proposte sull’università di Nuoro, come credo sia importante che già esista, sul tema, un documento elaborato da una commissione provinciale. Significa che la questione si avverte e se ne sente tutta l’importanza.
Quello che non conta, invece, è che ancora si stia a guardare da quale schieramento politico provengano idee, proposte e dibattiti per l’università autonoma di Nuoro. Sono convinto, infatti, che se si guarda all’argomento da angolazioni o visuali diverse dall’unica possibile, assisteremo in questo territorio all’ennesimo scippo, quello vero, quello di condannare il Nuorese a restare senza università autonoma per chissà quanto tempo ancora.
Giuseppe Serra Dottore commercialista
 
4 - La Nuova Sardegna
Pagina 1 - Nuoro
Dopo la «mosca serpente» dei boschi di Fonni si spera in nuove scoperte 
Scienziati a caccia di insetti sconosciuti 
La proposta del ricercatore Cao: un centro di studi zoologici nell’ambito dell’università nuorese 
NUORO. La «mosca serpente» del Gennargentu ha trovato la sua collocazione nell’editoria scientifica. La rafidia di Fonni appare infatti in un articolo della prestigiosa pubblicazione Redia, firmato dai coniugi Horst ed Ulrike Aspöck di Vienna, i due maggiori esperti viventi di neurotteri, dal professor Roberto Pantaleoni, dell’Istituto per lo studio degli ecosistemi del Cnr, e dal ricercatore nuorese Omar Cao.
Quest’ultimo, assieme al suo maestro, il professor Pietro Luciano, preside della facoltà di Agraria a Sassari, aveva operato il primo rinvenimento nei boschi di Taletho, nel 2001 a Fonni, nell’ambito dell’attività di ricerca su alcuni lepidotteri defogliatori forestali.
È seguita una lunga caccia agli altri esemplari che ha coinvolto il professor Pantaleoni e scomodato gli Aspock. Nel 2003 l’équipe trovò altri esemplari di questa rafidia, o mosca serpente, che presentava caratteristiche uniche. Ora, con la pubblicazione della ricerca, si apre una porta su un mondo ancora da esplorare, quello degli insetti rari del Gennargentu.
La rafidia di Taletho è stata ribattezzata Subilla Principiae, in onore della professoressa Maria Matilde Principi, celebre scienziata bolognese che negli anni ’50 compì studi sui neurotteri in Sardegna. E da allora gli studi su questi insetti erano fermi. Sino alla straordinaria scoperta effettuata da Omar Cao e a quelle effettuate dal professor Pantaleoni.
L’insetto, lungo dagli 8 ai 10 millimetri, sembra prediligere gli ambienti della roverella, nella quale gli Aspock avevano trovato alcune ovature. La sua origine è scuramente paleo-tirrenica. Il lavoro degli scienziati mira ora ad accertare il percorso evolutivo di questi insetti, confrontati con quelli catalogati dagli Aspock nella media Europa e in Anatolia.
Tanta la soddisfazione per il professor Pantaloni che prosegue le ricerche di un altro neurottero, nuovo per l’Europa e finora noto solo nell’Africa e dell’Asia meridionale, ritrovato nel sud della Sardegna.
La presenza di questi insetti impone una riflessione, soprattutto nelle zone interne, sulla creazione di un polo di studi scientifico ad hoc. Infatti le notizie sulla fauna sarda risultano quasi del tutto assenti per numerosissimi gruppi animali, in particolare gli insetti. La check-list delle specie animali italiane, del 1995, non cita come presente in Sardegna neppure il Culicoides Ceratopogonide responsabile della trasmissione della lingua blu”.
Cao lancia quindi l’idea di costituire a Nuoro un centro interdipartimentale per gli studi zoologici per analizzare le popolazioni animali del Gennargentu e propone la creazione di una task force di studiosi che veda in campo le energie dei dipartimenti delle facoltà di Agraria, Scienze e Veterinaria dell’Università di Sassari, del Cnr e di enti o istituti regionali.
“Questo centro - spiega il ricercatore nuorese - potrebbe essere collegato all’Istituto per la fauna selvatica istituito dalla Regione nel 2002. Serve poi la creazione di un luogo fisico dove costituire collezioni zoologiche sarde sullo schema dei migliori musei di storia naturale internazionali e finanziare la stampa di una rivista zoologica ad altissimo livello internazionale”.
Anche perché è opinione comune che i monti del Gennargentu abbiano ancora tantissimi segreti da svelare agli scienziati.
Giovanni Melis 
 
5 - La Nuova Sardegna
Pagina 2 - Nuoro
Un piano per fermare il dissesto idrogeologico 
L’assessore ai Lavori pubblici Mannoni ha incontrato alla Satta gli amministratori locali 
La Regione e l’università di Cagliari chiedono la collaborazione dei Comuni 
NUORO. Nell’ambito dell’elaborazione del piano di assestamento idrogeologico regionale, l’assessore ai lavori pubblici Carlo Mannoni, il direttore generale Edoardo Balzarini e l’ingegnere Cinzia Balia, con i docenti dell’ateneo cagliaritano Marco Salis e Giulio Barbieri, hanno presieduto un incontro per discutere dello studio sul riassetto idrogeologico nei sub bacini Posada-Cedrino e sud orientale, duramente colpiti anche in occasione delle piogge di fine gennaio.
 La Regione, infatti, ha affidato al Centro interdipartimentale di ingegneria e scienze ambientali l’attività di approfondimento e studio di dettaglio del quadro conoscitivo dei fenomeni di dissesto idrogeologico nelle zone che gravitano sui bacini di Posada e del Cedrino, colpite dai gravissimi eventi del 2004 e dall’ultimo nubifragio.
 Carlo Mannoni, introducendo i lavori, ai quali erano presenti amministratori comunali e tecnici, ha comunicato che la Regione ha avviato gli studi di dettaglio delle criticità relative all’assetto idrogeologico, definendo con maggiore precisione, in particolare negli aspetti urbani, la delimitazione delle aree a rischio, nonché le tipologie delle opere e le risorse finanziarie necessarie.
 Il direttore dell’assessorato Balzarini e l’ingegner Balia hanno spiegato che per il conseguimento dell’obiettivo è indispensabile avere la collaborazione degli enti locali, ai quali si chiede di fornire al Centro interdipartimentale di ingegneria e scienze ambientali dell’Università di Cagliari (Cinsa), ogni utile informazione per l’identificazione delle problematiche territoriali, relative al dissesto idrogeologico e alla formulazione di azioni per prevenire gli eventi calamitosi.
 Realizzare il Pai regionale, per il quale è stata calcolata una spesa di svariate centinaia di milioni di euro, significa mettere in sicurezza l’intero territorio isolano, comune per comune, razionalizzando gli interventi e le opere strutturali da realizzare per prevenire o per fronteggiare gli eventi alluvionali. Più concretamente per fare in modo che non si ripetano gli errori del passato, compreso quello di affidarsi al sistema dei bandi Por Sardegna.
 Agli enti locali e consortili, pertanto, i professori Salis e Barbieri, che già dispongono di un’équipe di tecnici e studiosi, chiedono di acquisire dai comuni tutte le informazioni, le conoscenze e i dati che interessano i 25 paesi che gravitano nei sub bacini di Posada e del Cedrino. Si tratta delle cartografie dei rispettivi agri, dei Puc o dei Piani di fabbricazione, e di ogni altro utile studio su ciascun territorio. Una collaborazione che serve ad evidenziare le problematiche legate alle più grosse e rischiose pericolosità inerenti a possibili eventi idrogeologici. Da qui l’indispensabile esigenza di mettere in moto con i Comuni e gli altri enti territoriali un rapporto sinergico di attiva ed efficace collaborazione, anche perchè la Regione intende realizzare il lavoro, cioè il Piano di assestamento idrogeologico, nell’arco di 8-9 mesi.
 Il Cinsa, pertanto, chiede che vengano forniti: la cartografia comunale in scala 1:2000/4000, formato dwg, dxf; una copia del Puc (Cd formato dwg, dxf); la copia dei progetti in corso di elaborazione o già realizzati, relativi a opere di sistemazione idraulica e/o geologica; la relazione sintetica indicante le problematiche di dissesto conosciute con l’indicazione delle località e tipologie.
 
6 - La Nuova Sardegna
Pagina 4 - Oristano
Natura, ambiente e allevamento restano le risorse principali ma da tempo si è deciso di investire anche sulle nuove generazioni 
L’orgoglio dell’identità minato dalla fuga dei giovani 
SCANO MONTIFERRO. Arrivando qui si nota subito che gli abitanti tengono molto alla loro identità. Tant’è che il cartello all’ingresso del paese è rigorosamente in limba: Iscanu.
Centro d’importanza rilevante del Montiferru, Scano è incastonato tra monti e boschi di rara bellezza. Il paese (1700 abitanti circa) è famoso per le sue acque ma anche per i suoi allevamenti di bovini: il caratteristico bue rosso, oggi tanto valorizzato, viene denominato “Boe Iscanesu”.
Gli abitanti, quelli interpellati ovviamente, si dicono abbastanza soddisfatti dell’operato dell’amministrazione uscente, anche se forse si poteva fare di più magari nel campo dell’artigianato o dell’agricoltura. Il paese, così come quelli del circondario, risente molto dello spopolamento e a causa di questo fenomeno, sta rallentando tutte le sue attività produttive principali. I ragazzi non rimangono più a lavorare qui, ma cercano fortuna altrove, in conseguenza anche del fatto che molti compiono gli studi universitari nei maggiori centri dell’isola e della Penisola.
Eppure Scano vanta vantare un Centro universitario, grazie al Politecnico di Torino che ha aperto il “Centro Multimediale Montiferru”, in collaborazione con il Comune e il consorzio “Nettuno”.
Ma al di fuori del Centro universitario i giovani non trovano nulla per svolgere una qualsiasi attività che non sia il calcio o il ritrovarsi in un bar a chiacchierare con gli amici.
Ecco perché c’è attesa per l’apertura del Centro di aggregazione sociale, ancora in costruzione.
Tuttavia un’iniziativa che ha sicuramente lasciato il segno nella sensibilità degli scanesi, è stata la riapertura del teatro intitolato a “Babbu Mannu”, vecchio sacerdote amato da tutti i suoi parrocchiani.
Qualche risorsa comunque non manca, soprattutto per quanto riguarda il patrimonio ambientale. In primo luogo le sorgenti di Sant’Antioco, adiacenti la bella chiesetta campestre, teatro di una caratteristica festa che vede la partecipazione di fedeli da tutti i paesi del circondario: la leggenda vuole che l’acqua di queste sorgenti arrivi, attraverso falde sotterranee, nientemeno che dal Monte Bianco.
Insomma, il paese è sì piccolo ma il daffare è tanto, soprattutto in termini amministrativi. E chiunque sarà chiamato a sedere sulla poltrona di primo cittadino - quello uscente, avendo già ricoperto l’incarico per due mandati consecutivi, non può ricandidarsi ma verrà di certo ricordato per aver cercato di valorizzare al meglio il paese - dovrà tenerne conto.
Mauro Sechi 
 
7 - La Nuova Sardegna
Pagina 28 - Sassari
Il progetto della Syndial ottiene il via libera in Regione 
Smaltimento dei rifiuti 
L’intervento riguarderà la bonifica delle acque di falda nella zona del petrolchimico 
PORTO TORRES. La giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Ambiente Tonino Dessì, ha approvato il progetto presentato dalla Syndial per lo smaltimento dei rifiuti e la messa in sicurezza dello stabilimento di Porto Torres.
 La Syndial aveva presentato alla Regione il progetto «Impianti tecnologici di emungimento-trattamento acque di falda dello stabilimento Porto Torres». La Giunta regionale ha quindi autorizzato la realizzazione di questo intervento e ha dato mandato all’assessorato dell’Ambiente, con il coinvolgimento della stessa Syndial e dell’università di Cagliari, di approfondire la comprensione delle fenomenologie che interessano le acque di falda, sviluppando un apposito modello numerico e procedendo al controllo dell’efficacia del sistema messo in opera mediante un adeguato monitoraggio.
 L’assessore Dessì, nel corso della riunione della giunta, ha riferito della proposta fatta dalla Syndial nel maggio del 2005, ricordando che la Conferenza istruttoria aveva espresso una valutazione favorevole, anche se con alcune condizioni, alla realizzazione dell’impianto da parte di tutti i partecipanti.
 Nel corso della prima seduta della Conferenza era emerso che l’impianto risultava soggetto a procedura di valutazione di impatto ambientale, in quanto si tratta di un impianto di trattamento di rifiuti non pericolosi. Il giudizio positivo di compatibilità ambientale, da parte della Giunta regionale, era arrivato a fine gennaio.
 Un intervento che i vertici della Syndial avevano preannunciato nel marzo dello scorso anno, quando il presidente Carmine Cuomo aveva confermato per questo anno la fermata programmata del cracking dell’etilene, che avviene ogni dieci anni per consentire la manutenzione straordinaria degli impianti. E in quella occasione era stata annunciata anche la conclusione dei lavori per la realizzazione dei due sistemi di captazione e trattamento delle acque di falda, denominate «Taf1» e «Taf2».
 Un investinento sostanzioso, 80 milioni di euro, che riguardava la bonifica industriale dello stabilimento, che prevedeva anche il nuovo impianto per il trattamento delle acque.
 «Una progettazione che abbiamo affidato a imprese ai vertici del settore come la Snam Progetti (controllata dall’Eni) e al Politecnico di Milano - aveva spiegato Antonio Raimondi, direttore delle attività industriali di Syndial -. Abbiamo già attivato le misure per la messa in sicurezza di emergenza degli impianti, abbiamo realizzato i primi due impianti per il trattamento delle acque in grado di lavorare 100 litri di acqua all’ora, un terzo impianto è in fase di progettazione».
 Ma quando di parla di bonifiche, il pensiero corre alle discariche esistenti all’interno dell’area dell’ex Enichem. «Ci occuperemo anche di questo, della discarica di Minciaredda che tutti conoscevano» aveva aggiunto Antonio Raimondi. Impegni che i vertici di Syndial hanno rispettato, visto che la caratterizzazione a maglie strette è a buon punto e che ora può essere completato il terzo impianto per il trattamento delle acque di falda.
Pinuccio Saba 
 
8 - La Nuova Sardegna
Pagina 26 - Sassari
Unicef Sono aperte le iscrizioni per la frequenza al XIII corso universitario multidisciplinare di educazione ...
Unicef Sono aperte le iscrizioni per la frequenza al XIII corso universitario multidisciplinare di educazione allo sviluppo che inizierà oggi 22 febbraio alle 17.30 nell’aula magna dell’università centrale, in piazza Università. Il corso, destinato a studenti universitari e neolaureati, verterà sul tema “Viaggio nel millennio, alla ricerca degli obiettivi mancati”. Info: via Duca degli Abruzzi 3, 079 278981, 079 980455, unicefsassari@yahoo.it, ore 9.30-13, 15-19.
 
9 - La Nuova Sardegna
Pagina 19 - Sassari
«L’università ad Alghero non c’è e l’aeroporto è di Sassari» 
Capitta (ds) 
SASSARI. «Bisognerebbe ricordare al sindaco Tedde che ad Alghero l’università non c’è: la facoltà di Architettura appartiene infatti all’Università di Sassari». Si è arrabbiato Antonio Capitta, capogruppo dei Ds, nel sentire Marco Tedde lamentarsi per «i tagli della Regione all’università algherese: l’università è di Sassari, non lo dimentichi». E poi ancora: «Perchè l’aeroporto si chiama «Alghero-Fertilia», o «Alghero-Riviera del Corallo»? E Sassari che fine ha fatto? Lo scalo - ha sottolineato Capitta - deve essere ribattezzato «Sassari-Alghero», come accade per tutti i capoluoghi di provincia».
 Perfettamente d’accordo il sindaco Gianfranco Ganau: «Ho già fatto precisa richiesta - ha detto - ma mi hanno spiegato che la procedura per cambiare il nome dell’aeroporto è abbastanza complicata. Dunque bisognerà pazientare un po’. In ogni caso condivido la segnalazione del consigliere Capitta anche per quanto riguarda la questione dell’Università: la sede è a Sassari, ovviamente, e il sindaco di Alghero Marco Tedde sa bene che nella Riviera del Corallo è attiva una sede gemmata. Ma ricordarglielo non guasta». (si. sa.)
 

 

10 - Giornale di Sardegna
Pagina 22 - Regione
Fondazione, ecco le nuove nomine
Banco di Sardegna
Eletto il comitato della Fondazione Banco di Sardegna: Giuseppe Carta, Gianuario Pilo, Monica Pilloni (nominati dal comitato uscente); Regina Masala, (volontariato); Vittorio Gazale, (ecologisti); Francesco Cabras e Micaela Morelli, (Università di Cagliari), Francesco Mario Soddu e Bruno Masala (Sassari), Antonello Arru (Consiglio regionale), Francesco Mannoni, Michele Ladu, Pasquale Carboni e Salvatore Canu (Province di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari). Maria Rosa Pilloni (Camera di commercio di Cagliari), Luciano Di Cesare (Nuoro), Giovanni Pietro Cocco (Oristano) e Ferdinando Scalamandre (Sassari).

 

11 - Il Nord Sardegna
Pagina 39 - Culture
A lezione nel paese di Alice
Lella Costa, in scena al Verdi con l’opera dì Carroll, incontra gli studenti dell’Università di Sassari. A tutto campo su teatro e tv.
Oscar Wilde ne Il ritratto di Dorian Gray scriveva con non celato cinismo che «soltanto i superficiali non giudicano dall’apparenza ». Una maniera ironicamente garbata di dire che, per quanto il giudizio sia “pro - fondo”, si ha sempre a che fare con delle apparenze. Lo scrittore Lewis Carrol era ancora più diretto: «Sii ciò che sembri», dice la Duchessa di Alice nel paese delle meraviglie. Essere la propria apparenza: mica male. Se poi ti chiami Alice e sei davanti allo specchio, sforzarti di essere almeno la tua immagine è d’obbligo . PER L’ATTRICE Lella Costa si tratta di sembrare (e quindi essere, secondo Lewis Carrol) Alice, nello spettacolo teatrale dal titolo Alice una meraviglia di Paese , andato in scena al Teatro Verdi di Sassari per la stagione di prosa della Cedac. Qualche ora prima di sembrare Alice sul palcoscenico, Lella Costa è riuscita a essere proprio Lella Costa: esuberante e creativa di fronte agli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia di Sassari. «Inauguriamo così – ha detto il direttore generale dell’ErsuMaria Grazia Piras – una serie di incontri per avvicinare in modo diverso i giovani alla cultura». Introdotta dai docenti Aldo Maria Morace e Lucia Cardone, Lella Costa ha esordito subito dicendo: «Per farmi smettere di parlare dovete tramortirmi ». Siccome è incontenibile, neppure i segreti resistono: così veniamo a sapere che l’attrice teatrale sta organizzando qualcosa insieme a Paolo Fresu (chi era costui?), per il decennale del Festival della Letteratura di Mantova; e che a suo avviso la bravura dello stilista algherese Antonio Marras, che ha ideato per lei il costume di Alice, racchiude in sé, «alla stregua del Calvino delle Lezioni americane, consapevolezza, memoria e grazia: l’abito è, in sé stesso, una metafora». E Alice, che ci sta dentro?: «Attorno a Alice ruota una grande complessità. Alice è l’infanzia, Alice è la donna. Nell’universo letterario l’immaginario degli archetipi è certamente maschile; lo sguardo sull’archetipo è maschile, ma l’archetipo in sé è femminile. Lolita rappresenta il sogno erotico maschile, Alice la superiorità femminile». Quando si smette di abitare nel paese della meraviglie, cominciano i percorsi dell’esperienza: «una forma di paralisi», dice l’attrice richiamandosi al musicista Eric Sati. Ma il gentil sesso ha un’arma in più per tirare avanti: «Le donne usano l’ironia per allungarsi la vita». Il fatto è che a volte non basta neppure quella.
Giambernardo Piroddi

12 - Il Nord Sardegna
Pagina 41 - Culture
Master giurisprudenza
Sassari. Iscrizioni entro il 6 marzo Sono aperti i termini per la presentazione delle domande di ammissione al Master Universitario di Primo Livello in Tecniche di Mediazione e Procedure Alternative di Risoluzione delle Controversie,
anno accademico 2005/2006, organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza di Sassari in collaborazione con la Camera di Commercio di Sassari. Le domande dovranno pervenire entro il 6 marzo 2006. Il bando e la domanda di ammissione  possono essere scaricati dal sito http://www.giuriss.it/. Per informazioni rivolgersi alla Segreteria Organizzativa: 079.228891 -  mail masterlex@uniss.it .

Questionario e social

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