UniCa UniCa News Rassegna stampa Martedì 21 febbraio 2006

Martedì 21 febbraio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
21 febbraio 2006
Rassegna a cura dell’ufficio stampa e web
Segnalati 8 articoli delle testate: L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna, Il Nord Sardegna

 

1 - L’Unione Sarda
Pagina 29 - Provincia di Cagliari
Polaris, decolla il Parco tecnologico
Pula. Dopo due anni di attività impegnati 420 fra ricercatori, tecnici e imprenditori
Cinquanta imprese, 28 progetti, 125 milioni di finanziamenti
È uno dei maggiori parchi tecnologici del Paese, fra i primi 6 per numero di imprese e ricercatori, ricco di attrezzature all’avanguardia.
Pula. Nel bosco di Piscinamanna, versante montano di Pula, ricercatori, imprenditori, scienziati vivono fianco a fianco in una comunità, il Parco scientifico e tecnologico, che va via via definendo i suoi contorni. Polaris, questo il suo nome, è un luogo nel quale la ricerca tende a realizzare, anche attraverso i brevetti, l’incontro fra scienza e business, trasformando in fatto industriale, produttivo, la ricerca, non più teorica, ma applicata. «Qui dentro e nel polo di Porto Conte ricerche, in poco più di due anni-spiega Giuliano Murgia, dal dicembre 2004 presidente del Consorzio ventuno, l’agenzia della Regione proprietaria e protagonista dell’iniziativa- si sono insediati e incontrati 50 imprese private, quattro centri di ricerca, 420 fra ricercatori, tecnici, imprenditori nei settori dell’alta tecnologia. Tre sono le filiere sulle quali si lavora: Ict, cioé tecnologie dell’informazione e della comunicazione, biotecnologie e bioinformatica». Rilevante all’interno di Polaris è il ruolo del Crs4, nato sulla spinta del Nobel per la fisica Carlo Rubbia con vocazione al supercalcolo matematico, essenziale per i progetti di informatica e biomedicina ma anche per i programmi di e-government (l’informatizzazione dellla pubblica amministrazione) e ora utilizzato anche sulla frontiera del digitale terrestre. «Dopo un periodo di difficoltà anche di carattere finanziario-spiega il consigliere di amministrazione Sergio Vacca- il Crs4, risanato e ricapitalizzato, è decisamente decollato a partire da metà del 2005». E oggi dentro Polaris, uno dei maggiori parchi tecnologici italiani, fra i primi sei per numero di imprese e ricercatori la comunità di Piscinamanna marcia speditamente. «Sono disponibili qui nel Parco - spiega Francesco Marcheschi, direttore del Consorzio 21- attrezzature per la ricerca e le imprese quali stabulario, laboratori di farmacologia, bioinformatica, impianti pilota per tecnologie alimentari avanzate». Sono al lavoro anche i dodici borsisti e i nove contrattisti di ritorno che hanno scelto di tornare in Sardegna sulla rotta opposta a quella che li aveva visti partire verso il resto del mondo, invertendo la fuga dei cervelli. Lavorano per dodici aziende dei settori biotecnologico e biofarmaceutico insediate nel Parco, che punta proprio ad attrarre nuove iniziative fondate non già su studi accademici (questo è il compito delle Università) ma sulle applicazioni produttive della ricerca scientifica e tecnologica. Alle imprese, che operano nel settore delle biotecnologie, e arrivano dalla Sardegna ma anche dalla Svezia, dagli Stati Uniti, dal Regno Unito, dalla Svizzera, vengono messi a disposizione strumenti tecnico-scientifici assai avanzati e anche i ricercatori. A loro il compito di trovare le risposte che si tradurranno in veri e propri business plan dentro un bioincubatore, come è stato definito l’insieme di laboratori, biblioteche, strumenti tecnologicamente avanzati a disposizione in quel di Polaris. «Un luogo che è in realtà una vera e propria comunità scientifica e umana a disposizione della Sardegna - puntualizza Giuliano Murgia - dove si incontrano le imprese, le università, il Cnr e gli altri centri di ricerca pubblici e privati con le esigenze della nostra terra. Presto, entreremo anche nel campo delle Georisorse della Scienza dei materiali, puntando sulle aree minerarie di Monteponi e Serbariu. Ma già oggi trenta progetti di ricerca in corso o in partenza sono stati finanziati da Ministero della ricerca e dell’Università e dall’Unione europea e ci consentiranno di aprire le nostre porte a ottanta nuovi giovani ricercatori. Polaris è insomma una realtà rilevante, capace di attrarre investimenti nelle ricerca, che quest’anno e in futuro costerà alla Regione intorno ai 10 milioni di euro all’anno».
 
Pagina 29 - Provincia di Cagliari
Biotech, Sardegna sesta in Italia
Progetti. Spazio agli studi di genetica e farmacologia
Per la prima volta nella sua storia la Sardegna compare al sesto posto nella graduatoria delle regioni a maggiore intensità di imprese biotecnologiche. Una vera sopresa. Secondo fatto inedito, il ministero della ricerca e dell’Università ha riconosciuto ufficialmente l’area Cagliari-Pula, imperniata su Polaris ma anche sull’Università, i centri di ricerca e alcune aziende private, come Distretto della Biomedicina.«Si registra insomma una vera e propria svolta-dice il presidente della Società italiana di Farmacologia Giovanni Biggio, vicepresidente del Consorzio 21- che non deve però sorprendere. A partire dalla scoperta della cefalosporina realizzata da Giuseppe Brotzu e dalle ricerche di Bernardo Loddo, l’Università di Cagliari è sempre stata all’avanguardia nelle ricerche mediche e biomediche». Lo sarà ancora di più allorché verranno realizzati i 28 nuovi progetti finanziati con 125 milioni di euro da ministero e Unione europea. «È importante sottolineare-dice Giuliano Murgia, presidente del Consorzio ventuno- che gran parte dei finanziamenti vengono dall’esterno dell’Isola. E si registrano fenomeni per noi interessantissimi come l’arrivo qui nel Parco della professoressa Paola Leone, neuroscienziata partita da Cagliari negli Stati Uniti e ora in arrivo a Pula per portare avanti, anche con finanziamenti Usa, le sue ricerche sulla cura del morbo di Canavan».
 
2 - L’Unione Sarda
Pagina 42 - Cultura
Il mondo di Visconti raccontato da Angelo Liberati
Da venerdì a Cagliari
Angelo Liberati rende omaggio a Luchino Visconti, nel centenario della nascita, con una mostra che si inaugura venerdì alle 17 nello Spazio San Pancrazio della Cittadella dei Musei e resterà aperta fino al 25 marzo. Parteciperanno l’assessore provinciale alla cultura, il Soprintendente Gabriele Tola, Carlo Aymerich (urbanista) e gli storici dell’arte Mario Ciusa Romagna e Maura Quartu. "Percorsi di pittura, cinema, architettura" si articola in tre sezioni che costituiscono un percorso unitario. La prima sezione consiste nella esposizione di un ciclo di circa 30 opere realizzate da Liberati tra il 1976 e il 2004. Lavori complessi da un punto di vista tecnico in cui al metodo tradizionale della pittura - inchiostri, pastelli, tempere, grafite, acrilici, olii - si affiancano collages di veline colorate e décollages. In particolare all’interno di questo ciclo si distingue un corpus di opere liberamente ispirate alla filmografia di Visconti, a partire dai primi lavori della metà degli anni ’70 che prendono spunto da Gruppo di famiglia in un interno che il regista ha girato nel 1974. In sala è presente uno spazio per la proiezione del documentario L’invito. Omaggio di Angelo Liberati a Luchino Visconti per la regia di Gino Melchiorre, nel quale compaiono immagini, dialoghi, brani musicali tratti dai film La terra trema (1948) e Senso (1954); brani tratti da interviste a Renzo Vespignani e a Luchino Visconti e la documentazione sulle fasi di realizzazione di alcune opere. Per approfondire la conoscenza sulla produzione e sulla personalità artistica dell’autore verrà proiettato il documentario-intervista Angelo liberato per la regia di Andrea Frisan. La seconda sezione, comprende circa 30 pannelli dedicati a Visconti, alla sua vita e alla attività cinematografica, provenienti dalla Fondazione La Colombaia di Luchino Visconti - Forio - Isola d’Ischia. Questi materiali costituiscono la mostra didattica itinerante, che la Fondazione ha predisposto per il 2006 e che viene presentata a Cagliari come primo appuntamento. Infine, per raccontare l’utilizzo del linguaggio filmico come metodo per leggere e indagare gli spazi urbani, verranno presentati i cortometraggi realizzati dagli studenti di architettura durante Citymovie, I° laboratorio di specializzazione per la progettazione video ? analisi dello spazio urbano con la macchina da presa - svolto dal Dipartimento di Architettura (Università di Cagliari) in collaborazione con l’Ecole d’Architecture di Toulouse. La mostra è curata e promossa dall’assessorato provinciale Beni Culturali, Sistema Museale. Ideazione e progetto: Società Cooperativa "Progetto Cultura". In collaborazione con Servizi Educativi del Museo e del Territorio, Soprintendenza Bappsae per le province di Cagliari e Oristano, Dipartimento di Architettura della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Cagliari, Fondazione La Colombaia. Incontri (tre importanti),visite guidate per le scuole e laboratori per non vedenti in collaborazione con il Centro di Consulenza tiflodidattica della Biblioteca Italiana Ciechi (tel. 070554398). Per partecipare alle attività tel. a Marcella Serreli, 070/553023.
 
3 - L’Unione Sarda
Pagina 18 - Cronaca di Cagliari
Straordinari, sì ai fondi Sbloccate 600 lauree
Assemblea del personale
Gli organici delle segreterie studenti vanno potenziati, ma ci sono dei limiti oggettivi che non permettono assunzioni in massa. Anche il rettore dell’Università, Pasquale Mistretta, ammette le difficoltà che incontrano quotidianamente i dipendenti delle segreterie, anche se le soluzioni all’orizzonte non sembrano molte. Per conoscere meglio la situazione del personale universitario, Mistretta è intervenuto all’assemblea dei lavoratori, organizzata ieri dalla Rappresentanza sindacale unitaria, nella facoltà di Scienze della Formazione. Davanti a una sessantina di persone (presenti quasi tutti gli addetti alle segreterie, alcuni rappresentanti degli studenti, e i presidi delle facoltà di Ingegneria e di Lettere), Mistretta ha ricordato «che sono stati sbloccati i fondi per i rimborsi del lavoro straordinario dei mesi di novembre e dicembre». Un fatto che potrebbe permettere il regolare svolgimento della prossima sessione di laurea nel polo umanistico, dopo la denuncia dei dipendenti della segreteria di Sa Duchessa che metteva a rischio le lauree di 600 studenti. Nell’assemblea di ieri, tanti gli interventi da parte dei lavoratori delle dieci segreterie, che hanno ribadito i tre principali problemi: la carenza d’organico, che impedisce ai dipendenti di usufruire di ferie o permessi, la difficoltà di accedere a un percorso formativo, e il lavoro svolto dai lavoratori precari, che va oltre quanto previsto dal loro contratto. I dipendenti non hanno richiesto alcun incentivo economico, ma «una riorganizzazione del servizio e dei locali idonei dove poter lavorare senza problemi», ha ricordato il coordinatore della Rsu universitaria, Giovanni Pilo. Il rettore ha sottolineato che sono 54 i lavoratori nelle segreterie, 46 a tempo indeterminato e 8 con contratti a progetto. «Un organico da potenziare», ha ammesso Mistretta. Nei prossimi giorni verrà richiesto anche un incontro con il direttore amministrativo dell’Ateneo, per vedere se è possibile, quantomeno, organizzare diversamente il lavoro nelle segreterie.
(m. v.)
 

 

4 - La Nuova Sardegna
Pagina 13 - Sardegna
Polaris: altri 125 milioni e 80 posti 
Il bilancio del Parco scientifico e tecnologico 
Sono 420 gli occupati nella ricerca e 50 le imprese coinvolte 
La Sardegna è sesta per numero di imprese e ricercatori impegnati 
CAGLIARI. Cinquanta imprese, ricerche finanziate per 125 milioni di euro e 420 persone impegnate nell’attività di ricerca. Questo il biglietto da visita con cui si è presentato ieri Polaris, il parco scientifico e tecnologico ubicato a Is Molas (in territorio di Pula) e a Tramariglio (Alghero).
Costituito formalmente nel 2003, a un anno dall’insediamento del nuovo comitato di gestione del Consorzio Ventuno (trasformato in Agenzia governativa della Regione che gestisce il parco), il presidente Giuliano Murgia ha ribadito il «chi siamo» e spiegato il «dove andiamo» di Polaris.
L’obiettivo è contribuire per uscire dall’impasse del non sviluppo. La politica dei poli ha fatto il suo tempo e pur lasciando alcuni grossi insediamenti produttivi, non ha creato la così detta verticalizzazione, lo sviluppo di un indotto per le lavorazioni derivate. Nello stesso tempo il problema dei trasporti resta un nodo non risolto. Da qui l’idea di esplorare altre strade per produzioni diverse, in grado di creare alto valore aggiunto con la costituzione di un parco scientifico: per sfruttare al massimo il settore chiamato ricerca e sviluppo. Il tutto, però, partendo sia dai punti di eccellenza che la ricerca scientifica ha già realizzato in Sardegna (biomedici), sia da quei settori che hanno prodotto comparti d’avanguardia, come la tecnologia della conoscenza (Tiscali).
Il primo mattone venne realizzato oltre quindici anni fa, con la costituzione del Crs4 (Centro di ricerche e sviluppo e studi superiori in Sardegna), il centro di calcolo avanzato presieduto dal Nobel per la fisica Carlo Rubbia. Struttura, questa, che raccoglie oggi circa 120 ricercatori, impegnati dalla modellistica alla bioinformatica, dall’individuazione di nuove energia ambientali ai nuovi settori della comunicazione, e che ha recentemente ripensato la propria organizzazione. I privati sono usciti ed è restato come socio unico il Consorzio Ventuno. «Operazioni, queste - ha spiegagto Murgia - che agevolano la possibilità di finanziamenti (su progetti) dal governo centrale e dalla Comunità europea».
Chi sin dal 1990 appoggiò l’iniziativa del Crs4 aveva in mente il discorso dei parchi scientifici e tecnologici che si erano sviluppati in altre parti del mondo sulla scia dell’esperienza dell’ormai mitica Silicon Valley della baia di San Francisco. Inoltre alla fine degli anni Ottanta iniziava l’esperienza di Limerick in Irlanda, nello stesso periodo fece i primi passi il parco scientifico realizzato a sud della Costa Azzurra e nei primi anni Novanta partì la Finlandia, attualmente tra i leader mondiali dei telefonini.
Oggi Polaris, dopo un periodo di decollo più o meno incerto (si va dai precedenti rapporti difficili con l’università ai problemi sui finanziamenti, sino alla precisazione dei settori su cui puntare) vive una fase di sviluppo. E i 125 milioni di euro di ricerche finanziate o in fase di definizione, sottolinea Murgia, «lo dimostrano e porteranno altri 80 posti di lavoro». In campo nazionale il parco sardo si trova al sesto posto per numero di imprese e ricercatori dopo di centri di Trieste, Centuria, Tiburtino, Vega e Novacchio.
Le aree di intervento di Polaris sono tre, di cui due già in funzione con 44 aziende a Pula e 6 in fase di definizione a Tramariglio: la biomedicina (con attenzione anche alle biotecnologie) e le tecnologie dell’informazione. In fase di progettazione è, invece, la filiera che sorgerà a Monteponi e che sarà dedicata allo sviluppo delle georisorse (nuovi materiali ed energia), il cui progetto sarà presentato il dieci marzo.
Il settore biomedico è stato anche riconosciuto come “distretto” specifico dal ministero per la Ricerca (solo Trieste si è visto riconosciuto un “distretto”: per la biologia molecolare). A questo proposito - ha ricordato Murgia e precisato Francesco Marcheschi (direttore del Consorzio Ventuno) e Giovanni Biggio (neurofarmacologo) - che in Sardegna c’è una scuola biomedica che risale al microbiologo Giuseppe Brotzu (che isolò le cefalosporine, che rappresenta a tutt’oggi il secondo antibiotico), passa per il virologo Bernardo Loddo (che per primo dimostrò la possibilità di creare antivirali) e arriva sino al neurofarmacologo Gian Luigi Gessa e al genetista Antonio Cao. E così capita che il parco inzi ad attirare imprese d’eccellenza (come la Bioker), a farne nascere altre (come Neuroscienze e Shardna) e a vedere diverse e promettenti iniziative nel suo “incubatore” per giovani aziende. Oggi la Sardegna è candidata per ospitare il segretariato per la medicina innovativa (Imi) della Comunità europea (che significa 800 milioni di investimento all’anno); e, assieme a Pisa, per diventare il centro di sperimentazione che permette alle molecole importanti di diventare farmaci (processo che che costa circa un miliardo di euro per prodotto).
Roberto Paracchini 
 
Pagina 13 - Sardegna
E sono previste sette new entry 
CAGLIARI. Tecnologie dell’alimentazione: per mangiare meglio e migliorare i prodotti tipici; biodiversità: per curare le differenze e renderle ricchezza; ambiente: per individuare i modi per valorizzarlo difendendolo (vi fa parte la riserva marina di Capo Caccia e l’isola Piana). Questi i tre settori “a vocazione” del Porto Conte Ricerche, il polo di Polaris di Tramariglio, in territorio di Alghero. Poi vi sono i comparti della biomedicina e delle biotecnologie, e delle nanotecnologie (collegati alla facoltà di Architettura di Alghero). Dopo un periodo di stasi e di incertezza amministrativa, Sergio Uzzau (docente di Microbiologia a Sassari) è stato nominato amministratore unico del Porto Conte ricerche. «Ora - spiega - finalmente potremo accedere ai finanziamenti, circa 900mila euro all’anno, importanti per far funzionare le strutture». E vi sono 7 aziende in fase di istruttoria per la localizzazione a Tramariglio, ma vi operano già 2 centri Cnr e 2 universitari.

5 - La Nuova Sardegna
Pagina 29 - Sassari
Bruno: «Meno tagli al polo universitario» 
Finanziamenti regionali 
Alghero
. Non sarà così drastico come annunciato il taglio dei finanziamenti regionali al polo universitario algherese. A precisarlo è il consigliere regionale Mario Bruno che spiega come lo stanziamento previsto, seppure ridotto rispetto agli anni precedenti, non sarà di 450mila euro ma bensì di 750mila euro. Una correzione in corsa che aggiunge 300mila euro grazie ad un emendamento presentato dal rappresentante algherese di Progetto Sardegna in consiglio regionale. L’ipotesi di chiusura del corso di Scienze dell’ambiente e delle produzioni marine dipenderà, secondo Mario Bruno, solo dalle decisioni del rettore dell’università di Sassari e da quelle della facoltà stessa. Per Bruno infatti questa riduzione di fondi, inciderà meno sul corso di laurea di Scienze del mare rispetto alla facoltà di Architettura, che comunque potrà usufruire di altri fondi. Il consigliere regionale inoltre evidenzia come non sia la Regione in prima battuta a decidere la distribuzione dei fondi alle due realtà universitarie. Lo stanziamento viene destinato all’università che poi stabilisce la percentuale. Per Scienze del mare si è aggirata sempre intorno al 15 per cento. Infine il caso di Alghero, ricorda Bruno, può considerarsi anche privilegiato: sia la facoltà di Architettura che il corso di laurea in Scienze del mare non costituiscono una vera e proprio sede universitaria staccata come Nuoro o Oristano ma rientrano in un concetto di sede universitaria gemmata.
Secondo Bruno la permanenza del corso di laurea in Scienze del mare ad Alghero dipenderà dalle scelte dei vertici universitari. L’amministrazione comunale potrebbe svolgere una azione di sensibilizzazione nel tentativo di tutelare l’offerta formativa universitaria in città.
(s.o)
 
6 - La Nuova Sardegna
Pagina 12 - Olbia
«Imprenditori, finanziate l’università» 
La mossa del sindaco per mediare ai tagli, presto un Consiglio 
Antonello Pintus: «Prendiamo a modello la Scala di Milano» 
TEMPIO. Con l’apertura di nuove scuole superiori, Tempio ha potenziato notevolmente, nell’ultimo decennio, il proprio ruolo di città degli studi, al servizio dell’intero territorio e ora non vuole assolutamente perdere la sua Università, che da circa cinque anni a questa parte ha già permesso di conseguire una laurea a ventidue giovani provenienti da tutta la Gallura e non solo.
Degli attuali 131 iscritti, altri quattro discuteranno la tesi il 28 marzo prossimo mentre un’ulteriore decina potrà farlo nel mese di giugno, a conclusione dei due corsi di laurea in Tossicologia degli inquinamenti ambientali e in Tecniche erboristiche. Ad istituirli e anche a garantirne la conduzione è la Facoltà di Farmacia dell’Ateneo sassarese, di cui Tempio, grazie al pluriennale impegno dell’amministrazione comunale, è divenuta sede gemmata. I drastici tagli dei contributi regionali che stanno mettendo in pericolo la sopravvivenza delle sedi di Tempio e di Olbia, stanno preoccupando gli amministratori comunali delle due città galluresi. Le motivate proteste fatte pervenire al presidente Soru non hanno trovato risposta e anche gli emendamenti alla Finanziaria sono stati recentemente respinti con i voti della maggioranza, compresi quelli dei i consiglieri eletti in Gallura. Dispiace soprattutto il fatto che l’uso insensato della scure per il drastico taglio dei finanziamenti per la sede tempiese non sia frutto di una precisa linea politica, ma un’odiosa azione tesa ancora una volta a colpire il nostro territorio, al quale, probabilmente, a Cagliari non si perdona di aver scelto un’amministrazione di centrodestra. A Nuoro, Oristano e Alghero, solo per citare alcuni casi, i contributi regionali, infatti, non solo non sono stati decurtati, ma addirittura incrementati. A Tempio, comunque, non sono disposti a rassegnarsi e cercano soluzioni alternative. «Intanto - anticipa il sindaco Antonello Pintus (nella foto) - abbiamo pensato di rivolgerci ai finanziatori privati. Con la sponsorizzazione di importanti aziende, nelle grandi città si tengono in vita anche celebri istituzioni culturali, quali, per citare uno dei casi più noti, la Scala di Milano. Un esempio che, pur con le dovute proporzioni, possiamo seguire anche a Tempio. A tale scopo, abbiamo deciso di indire una seduta aperta del consiglio comunale, invitando a parteciparvi i titolari delle aziende produttive locali e i professionisti. Cerchiamo duecento cittadini disposti a tassarsi per mille euro a testa. Per avere la certezza che l’Università non sia costretta a chiudere i alla fine dell’anno accademico 2005-2006, servono subito, appunto, 200mila euro. Se si dovesse chiudere anche per un anno, sperando in tempi migliori o nell’avvento di un governo regionale più sensibile verso la Gallura, riaprire diventerebbe comunque molto difficile». C’è fretta di trovare una soluzione, anche perché l’attuale situazione d’incertezza sta creando disorientamento tra gli studenti e frenando le nuove iscrizioni.
Giuseppe Cancedda 

7 - La Nuova Sardegna
Pagina 4 - Nuoro
«Più dialogo tra le pubbliche amministrazioni» 
NUORO. In itinere da tre mesi, si concluderà a fine luglio il master di alta formazione in governance multilivello riservato a 17 allievi. Tre di Cagliari (laureati in giurisprudenza) e quattordici del comprensorio barbaricino (dottori in diverse discipline) che siedono sui banchi dell’Università di via Salaris, due volte alla settimana, dieci ore per lezione.
Obiettivo del master - che fa capo alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Cagliari - è quello di forgiare competenze in materia di coordinamento tra i vari livelli di governo deputati alla disciplina di questioni di interesse pubblico. “Studiamo le interazioni tra Stato, Regione, Provincia e Comuni”, spiega più semplicemente Andrea Giorgis, docente ordinario di diritto costituzionale all’Università di Torino.
Una lezione, la sua, incentrata sulle condizioni in presenza delle quali un diritto sociale a prestazione positiva (per esempio quello all’istruzione, o alle cure gratuite) può essere tutelato davanti a un giudice. Perché i diritti sociali non restino scarne definizioni da manuale, occorre investire sulla collaborazione degli organismi che gestiscono il potere. “Il master matura competenze di carattere amministrativo e gestionale indispensabili per un corretto funzionamento della pubblica amministrazione - ha spiegato il docente, affiancato dal tutor d’aula Nicola Pinna -. Un sistema di pubblica amministrazione in salute diventa condizione imprescindibile per lo sviluppo dell’impresa e dell’economia in generale”.
Per far sì che il sistema non imploda, bisogna riattivare il dialogo fra Stato, Regione, Provincia e Comuni. Specie dopo la riforma del titolo quinto della Costituzione, fondato sulla leale collaborazione quale asse portante delle pubbliche amministrazioni. Temi rilevanti, quelli sviluppati nel master (tra i docenti anche il professore Luigi Bobbio, figlio dell’illustre Norberto), voluto dal professor Gian Mario Demuro, ordinario di diritto costituzionale all’Università di Cagliari e direttore scientifico dello stesso master.
“Le amministrazioni pubbliche devono imparare a collaborare - ha spiegato il professore -. In Sardegna se ne sente un forte bisogno”. Per sciogliere i nodi che ingarbugliano questioni come quella della tutela dell’ambiente da garantire insieme allo sviluppo economico del territorio, secondo Demuro si potrebbe partire proprio dal dialogo fra gli organi di potere, “per trovare un canale di discussione che sfoci in una soluzione di sintesi”.
Giuseppe Carbonella 
 

 

8 - Il Nord Sardegna
Pagina 23 - Regione
A Polaris partono 28 progetti scientifici
Consorzio 21.
Polaris cresce e fa conquistare alla Sardegna il sesto posto nella classifica italiana del biotech. E adesso ci sono ben 28 progetti in corsa, elaborati da Consorzio 21 (l’agenzia governativa della Regione per le politiche di Ricerca & Sviluppo) con le università, il Cnr e varie imprese, che stanno per partire, con finanziamenti complessivi per 125 milioni di euro e l’assunzione di 80 ricercatori per mettere a punto nuovi prodotti e servizi. A due anni dal decollo, al Parco scientifico di Pula si fa un bilancio dell’attività, delle principali ricadute, dei progetti di ricerca e sviluppo, delle strategie per il prossimo futuro. Polaris è tra i primi nel Paese per dimensioni e opere, gestisce due poli (oltre quello di Piscinamanna, quello di Porto Conte) integrati e sinergici, ha oltre 50 imprese private e 4 centri di ricerca, circa 420 tra ricercatori, tecnici e imprenditori, tre filiere scientifiche (Ict, Biotecnologie e Bioinformatica) e una serie di sportelli locali per reti d’informazione nazionali e comunitarie.

Questionario e social

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