Sabato 18 febbraio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
18 febbraio 2006

 Rassegna a cura dell’Ufficio stampa e web
Segnalati 17 articoli delle testate: L’Unione Sarda e  La Nuova Sardegna.


 
1 – L’Unione Sarda
Pagina 11 – Economia
Ecco il simulatore dell’economia
Un simulatore dell’economia europea, che ipotizzi gli scenari in casi di un aumento dei tassi d’interesse o di una massiccia vendita di azioni. Il modello, che servirà ai regolatori economici dell’Unione europea e al commissario dell’Economia, prenderà corpo dal progetto di ricerca Eurace, finanziato dalla stessa Ue con 2,1 milioni di euro, e che vede la partecipazione dell’Agile group del dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica dell’Università di Cagliari. Il progettoCome spiega il professor Michele Marchesi, «il progetto, arrivato al secondo posto nella graduatoria europea, partirà a maggio e durerà tre anni. Un quinto del finanziamento sarà a disposizione del nostro dipartimento». Attualmente sono 12 i ricercatori e borsisti che lavorano al progetto, ma con i fondi europei sarà possibile aggiungere altri sei o sette ricercatori. Molti i partner di livello mondiale, come la Columbia University di New York, con il premio Nobel 2001 per l’economia, Joseph Stiglitz, e altri atenei europei e italiani. «La simulazione sarà possibile grazie a uno dei più potenti calcolatori al mondo, il Tubitak, di proprietà del centro di ricerche inglese Cclrc», ha ricordato Giulio Concas, docente che fa parte del gruppo sardo. L’ateneoL’Università di Cagliari avrà il compito di sviluppare la parte informatica e le tecnologie di ingegneria del software del simulatore, che gestirà decine di milioni di agenti economici, per riprodurre il mercato europeo. Un modello che potrà essere anche adattato alla realtà nazionale e a quella regionale, e utilizzato da banche e investitori. «Non è da escludere», ha aggiunto Marchesi, «che il sistema possa servire anche a calcolare i rischi d’impresa, per un imprenditore che voglia iniziare una determinata attività. Si tratta di una tecnologia che potrebbe avere molteplici applicazioni». Il simulatore dovrebbe essere pronto in tre anni, e i primi risultati saranno riscontrabili dopo un anno e mezzo. Proprio di simulazione dei mercati finanziari si parlerà nel meeting Complex Market, che si svolgerà a Cagliari martedì, con i principali esperti del settore.
Matteo Vercelli
 
2 – L’Unione Sarda
Pagina 25 – Provincia Ogliastra
Ilbono
Laurea a distanza lezioni bloccate
Continuano i disagi per gli studenti del corso di laurea in informatica della sede di Ilbono. Il corso, che fa capo all’ateneo di Cagliari, è giunto ormai al sesto anno di attività. Ma ormai da tre, l’ultimo anno risulta essere inattivo, e chi volesse frequentarlo è costretto a recarsi presso la sede cagliaritana. Per consentire una maggiore efficacia formativa, dice l’Ateneo.«Così si costringono gli studenti a trasferirsi nel capoluogo perché le lezioni da frequentare sono obbligatorie», dice uno degli sfortunati studenti che si ritrova a dover seguire proprio le ultime lezioni che lo separano dai confetti rossi. Il corso di laurea a distanza è nato, come tante altre, per permettere a tutti di avvicinarsi ai massimi gradi d’istruzione. Anche non avendo i mezzi economici o la disponibilità di tempo per potersi trasferire in un’altra città. Ed è proprio per questi motivi che molti degli iscritti hanno scelto tale percorso. «Mi sono iscritto a questo corso perché a causa del mio lavoro non potevo spostarmi- continua lo studente - e adesso mi ritrovo fermo da due anni perché le lezioni sono state bloccate. E senza un vero motivo, visto che le attrezzature sono disponibili». (d.d.)
 
3 – L’Unione Sarda
Pagina 16 – Lavoro
Sassari aderisce all’iniziativa del Miur
Un computer costa come un cappuccino
L’Università di Sassari ha aderito all’iniziativa "Un c@ppuccino per un Pc" promossa dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) che offre agli studenti italiani la possibilità di acquistare un Pc portatile a condizioni agevolate. Il progetto viene così denominato per le allettanti modalità di pagamento del portatile: il prestito erogato per l’acquisto sarà infatti restituito nella somma di un euro al giorno, il costo di un cappuccino, appunto. agevolazioniGli studenti universitari italiani che intendono presentare la domanda possono disporre di due diverse agevolazioni. Il Pc può essere acquistato attraverso un prestito, garantito dallo Stato ed erogato da finanziatori convenzionati, per un importo massimo di 1.200 euro. Il prestito potrà essere rimborsato in un arco di tempo a scelta compreso tra i 12 e i 36 mesi. Inoltre, gli studenti che usufruiscono dell’esonero totale o parziale delle tasse e dei contributi universitari potranno beneficiare, oltre che del prestito, anche di un contributo governativo o bonus pari a 200 euro. Il contributo sarà erogato sotto forma di una riduzione del prezzo complessivo del Pc, Iva inclusa, al netto di ogni eventuale sconto commerciale. Per poter acquistare il Pc gli studenti dovranno seguire un percorso obbligato. Dovranno innanzitutto richiedere all’Università, al responsabile del procedimento, il modulo di adesione all’iniziativa e il codice identificativo personale (Pin) che li autorizza alla richiesta del prestito garantito o l’attestazione dell’eventuale diritto al contributo governativo di 200 euro. L’Università di Sassari ha come referente di procedimento la signora Mariangela Marras che può essere contattata all’indirizzo di posta elettronica ma.marras@uniss.it. Successivamente, lo studente dovrà recarsi in uno dei punti vendita che hanno aderito all’iniziativa, scegliere il Pc portatile e farsi fare un preventivo. Infine lo studente si farà rilasciare dal soggetto finanziatore che ha aderito all’iniziativa, Banca Intesa per la Sardegna, un modulo attestante la sua idoneità all’ottenimento del credito e si recherà dal rivenditore, già contattato precedentemente, per ritirare il Pc scelto, pagando l’eventuale differenza a proprio carico. scadenzaLe domande devono essere presentate entro l’8 marzo prossimo. Maggiori informazioni sul sito www.uncappuccinoperunpc.it o rivolgersi alla dottoressa Alessandra Casu, Palazzo Zirulia, piazza Università 21, Sassari, il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10,30 alle 12,30 o il martedì dalle 16 alle 17.
Renata Fadda
 
4 – L’Unione Sarda
Pagina 36 – Sassari
Aperto l’anno accademico
L’università accelera su corsi di laurea e casa dello studente
«Per il salto di qualità serve l’impegno comune di tutte le istituzioni isolane»
Benvenuti a Sassari, città universitaria e dell’alta formazione. Il saluto è del rettore dell’ateneo turritano Alessandro Maida che ieri mattina, nella sala Sassu del conservatorio musicale Luigi Canepa, ha ufficialmente aperto il 444° anno accademico dell’università di Sassari. Alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose cittadine, Maida ha tracciato un bilancio dell’attività svolta nell’ultimo anno e presentato il programma di previsione per il triennio 2006-2008. Dove se positiva è la situazione sul fronte della didattica (con un’offerta di 38 corsi di laurea triennale, 19 di laurea magistrale, 6 di laurea specialistica, 49 scuole di specializzazione e 9 master post laurea), della ricerca (con un primato nazionale per la facoltà di Scienze economiche e statistiche) e dell’edilizia (con oltre una decina di facoltà coinvolte in lavori di ampliamento), negativa appare la situazione nel versante economico. Spiega Maida: «Un significativo salto di qualità si potrà conseguire solo attraverso una consistente acquisizione di risorse finanziarie ed un impegno comune fra le istituzioni del territorio, in primo luogo con la Regione». Tra i temi oggetto di discussione anche lo stato della formazione e della ricerca scientifica in Sardegna all’indomani del rapporto elaborato dal Ministero dell’Università che fa registrare per la nostra isola più di un record negativo: per il ridotto numero di immatricolazioni (pari al 23,8% dei giovani tra i 19-25 anni, con un tasso di passaggio dalla scuola media superiore all’Università del 59,1 % rispetto al 72,3% del resto della penisola), per il basso numero di laureati, per la lunga durata dei corsi di studio, per la quasi totale assenza di studenti provenienti da altre regioni o paesi stranieri, per il basso importo delle tasse (pari ad un decimo delle altre università italiane, con una media per la Sardegna di 142 euro a fronte dei 1170 euro della Lombardia), e per la ridotta spesa destinata alla ricerca e allo sviluppo che non supera nell’isola lo 0,52% del PIL, a fronte dello 0,8% della Svezia. Aperta dagli inni intonati dal Coro dell’università di Sassari diretto da Daniele Manca e Michele Cossu e dalla formazione dei Giovani cantori sardi dell’ateneo turritano istruito da Fabrizio Mureddu, la cerimonia ha registrato anche gli interventi del presidente del consiglio degli studenti Anna Maria Coccolone, del rappresentante del personale tecnico-amministrativo Antonio Chessa e, a seguire, del rettore dell’università di Granada David Aguilar Peña (autore di una relazione sul tema "Le università europee e la sfida del nuovo secolo") e del presidente del consiglio regionale Giacomo Spissu. (c. p.)
 
5 – L’Unione Sarda
Pagina 19 – Provincia Oristano
Ghilarza. Dopo 3 anni
Spese troppo alte per il Comune, università a rischio
Ora c’è una proposta del Politecnico di Torino per attivare un corso a distanza
Università a rischio nel centro del Guilcier. Dopo tre anni dall’istituzione i due corsi di laurea triennale in Scienze giuridiche e Diritto delle amministrazioni e delle imprese pubbliche e private, attivati a Ghilarza nella sede gemmata della facoltà di Giurisprudenza di Sassari, potrebbe chiudere i battenti già dal prossimo anno accademico. Il Comune infatti da solo non riesce più a sostenere i costi. A Ghilarza però potrebbe arrivare una nuova offerta formativa. Al vaglio degli amministratori c’è una proposta avanzata dal Politecnico di Torino che attiverebbe il corso a distanza a costo zero per il Comune. Università di SassariL’esperienza dell’università a distanza è iniziata nel 2003 ed è stata accolta con grande entusiasmo. Si partì con una trentina d’iscrizioni. Per i primi due anni l’Università è stata ospitata nelle aule del Liceo scientifico. Quest’anno poi, con le lezioni del terzo anno, è stato necessario cambiare sede, in un edificio ristrutturato dal Comune. Oggi gli iscritti sono 44 e arrivano da tutta la provincia di Oristano. Ora però tutto è messo in discussione. L’esecutivo ha grossi problemi per chiudere il bilancio e una delle voci di spesa che ne crea tanti è proprio quella dell’Università, per la quale se ne vanno circa 60 mila euro. «Faremo di tutto per dargli continuità, ma si tratta di una spesa troppo esosa per il Comune di Ghilarza», spiega l’assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione Chiara Usai. Qualche tempo fa si era già preso contatto con i Comuni di residenza degli iscritti, ma ben pochi parteciparono all’incontro. Ora si sta predisponendo una lettera in cui si invita a contribuire: «con una quota fissa e una in proporzione al numero degli iscritti, 800 euro a studente», precisa il sindaco Licheri. Ma se decideranno di non farlo allora l’università chiuderà. «Sarà una cosa graduale. Dal prossimo anno non accetteremo nuove iscrizioni, ma chi già frequenta potrà concludere il ciclo», spiega Stefano Licheri. Politecnico di TorinoAl sindaco è arrivata la proposta per l’attivazione di un corso di laurea in ingegneria civile, ripercorrendo l’esperienza che da qualche anno si sta portando avanti con successo a Scano Montiferro, dove oltre 400 iscritti seguono a distanza il corso di laurea in ingegneria informatica. «Puntano su Ghilarza per la sua centralità ? sottolinea il primo cittadino - Contano in un minimo di almeno 50 iscritti dal primo anno. Per il Comune non ci sarebbero costi e a Ghilarza ci sarebbe la segretaria e la possibilità di dare gli esami. Ora stiamo valutando».
Alessia Orbana
 
6 – L’Unione Sarda
Pagina 36 – Provincia Sassari
Ozieri. Sul banco degli imputati l’assessore alla Pubblica istruzione Elisabetta Pilia
Niente euro per l’università del cavallo
Cubeddu contro la Regione: «Azzerati tutti i finanziamenti»
«Non capisco questo accanimento - sostiene Cubeddu - ogni domanda che abbiamo presentato ci è stata bocciata dall’assessore Pilia».
Nuova presa di posizione del sindaco Giovanni Cubeddu in difesa del corso universitario in allevamento degli equini. A parere del primo cittadino la Regione sta cercando di affossare quella che considera una conquista della città e del territorio. Sul banco degli imputati il sindaco vede l’assessore alla Pubblica istruzione Elisabetta Pilia, colpevole di aver negato ogni sorta di finanziamento all’amministrazione comunale, in particolare in favore del corso universitario. «Non capisco questo accanimento - sostiene Cubeddu - ogni domanda che abbiamo presentato ci è stata bocciata dall’assessore Pilia. La Regione non prende neanche atto del fatto che a Ozieri esiste un corso universitario. Se ad altre sedi gemmate sono stati ridotti i trasferimenti, per Ozieri non è stato stanziato neanche un euro. Non ho niente contro l’università di Nuoro che vede confermati i tre milioni di euro avuti nel 2005, ma ci aspettavamo almeno di non essere completamente dimenticati». Cubeddu fa sapere di avere dovuto muoversi presso il ministero dell’Università per ottenere i 500mila euro che hanno consentito alla facoltà di Veterinaria di avviare il corso e di avere quindi messo a disposizione risorse del Comune per garantirne il funzionamento. «Stiamo utilizzando i fondi ottenuti grazie alla vendita di un appartamento che il Comune possedeva a Roma. Ma si tratta solo di una anticipazione: contiamo di incassare alcune promesse fatte dal ministero dell’Università per 600 mila euro e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per 500 mila». Cubeddu non si dà pace anche per l’atteggiamento dell’assessore regionale alla Pubblica istruzione: «L’assessore Pilia è arrivata persino a bloccare uno stanziamento di 10 mila euro previsto dall’Ersu di Sassari in favore degli studenti che frequentano il corso di Ozieri». In una nota l’assessore giustifica il diniego con il sostegno di attività non programmate in alcuna sede congiunta e sostiene che l’istituzione del corso di Ozieri non è stata discussa dal Comitato regionale di coordinamento delle università della Sardegna. «Ma era stato fatto ampiamente quando era in carica la precedente giunta regionale», precisa Cubeddu, secondo il quale fu allora che iniziò l’iter per l’istituzione del corso, slittato poi in attesa del finanziamento del Ministero. «Noi crediamo molto alla permanenza del corso universitario - conclude il sindaco - anche perché aiuta una zona interna e valorizza la vocazione storica del nostro territorio sul cavallo». (r. s.)
 
7 – L’Unione Sarda
Pagina 41 – Lettere
Difendiamo la flora sarda senza ostracismi
Le piante esotiche ci spiegano il mondo
Premetto che sono decisamente per la tutela della flora e delle formazioni vegetali tipiche della nostra Sardegna. Sono però fortemente contrario a questa sorta di "ostracismo" per le piante esotiche che mi è sembrato di cogliere nei commenti al Piano forestale ambientale proposto dalla Regione. La tutela della flora e della vegetazione sarde dev’essere fatta salvaguardando l’integrità e la vitalità degli ambienti, e quindi delle delle formazioni vegetali dell’Isola, e salvaguardando le specie vegetali a rischio; non invece, a mio avviso, utilizzando esclusivamente specie autoctone là dove è più forte la presenza e l’intervento dell’uomo, e soprattutto nel verde cittadino. Sono d’accordo che i boschi, la macchia e le altre formazioni vegetali dell’Isola non debbano essere inquinati con specie straniere, anche se qualche eccezione può essere consentita (non vedo male l’"inquinamento" fatto nell’isola con la ginestra dell’Etna, per riportare un solo esempio). Nel caso del verde cittadino mi fa molto piacere poter ammirare a Cagliari i maestosi esemplari di Ficus Magnolioides e la diffusa, bellissima, Jacaranda mimosaefolia, per citare solo due specie. Sono molto grato al compianto Siro Vannelli per le due preziose pubblicazioni "Il verde di Cagliari" e "Il verde in Sardegna": mi hanno agevolato la conoscenza delle specie esotiche che ornano Cagliari e le cittadine della Sardegna. In epoca di globalizzazione non ha senso l’ostracismo delle specie non autoctone. In effetti, la presenza di tali piante nel verde pubblico ha valore non solo ornamentale, industriale e officinale (penso, ad esempio, alla fitolacca, alla Broussonetia papyrifera, all’Eucalyptus Globulus o al ricino, per citare a caso fra le numerosissime specie), ma anche didattico: fa conoscere ai ragazzi e ai cittadini in genere la flora del nostro pianeta, di cui siamo ugualmente cittadini. Tale era l’intento di quei botanici del passato che a Villa d’Orri, a Cagliari, Sassari e in altre cittadine dell’Isola hanno introdotto per la prima volta specie esotiche ornamentali.
Aldo Domenico Atzei - Cagliari
Botanico universitario in pensione
 
 
8 – L’Unione Sarda
Pagina 17 – Cagliari
Scuola. La denuncia: «Superati dai neolaureati che hanno frequentato un corso»
Esperti ma non specializzati, la rabbia dei precari
Alla ricerca di un titolo: quello di insegnante specializzato nel sostegno. I professori precari cagliaritani si incontreranno lunedì alle 16 nella sede della Cgil di viale Monastir per denunciare una situazione diventata, per loro, insostenibile. la richiestaRaccoglieranno le firme e faranno una richiesta: «Vogliamo che venga organizzato un corso che ci consenta di ottenere il titolo di specializzazione per seguire la formazione dei ragazzi diversamente abili», è la protesta del Comitato spontaneo degli insegnanti precari sardi. «Da anni lavoriamo con alunni svantaggiati e abbiamo molta esperienza. Ma ormai ci stanno superando i neo laureati che hanno frequentato la Siss». Tra i docenti maggiormente in allarme ci sono quelli di educazione fisica, artistica e musicale. «Nelle altre regioni del sud Italia sono stati organizzati diversi corsi per i precari storici. In Puglia hanno partecipato in 600, in Campania in 550. Questo significa che con la nuova apertura delle graduatorie ci sarà un’invasione di siciliani, calabresi, pugliesi che occuperanno i posti disponibili negli istituti di Cagliari e provincia». i precariE così i precari hanno paura di rimanere senza lavoro: «Dopo dieci o quindici anni di supplenze annuali ritrovarsi senza occupazione è una vera tragedia», sostengono dal Comitato dei precari. «I non specializzati, che da anni lavorano con ragazzini disabili, chiedono di poter conseguire l’abilitazione per il sostegno, visto che sono stati proprio loro, quando mancavano i docenti col titolo, a farsi carico della formazione degli studenti svantaggiati. Dovrebbero darci la possibilità di prendere la specializzazione, se fino ad ora non lo abbiamo fatto è perché non c’è stata l’occasione, non la volontà». le lamenteleEcco un’altra lamentela: «I professori a tempo determinato come me rischiano di perdere il lavoro nel giro di qualche anno, perché i posti in graduatoria verranno presi da coloro che pur senza esperienza sul campo avranno frequentato i corsi Siss, della durata di 400 ore», denuncia Giorgio Melis, professore. «Secondo l’Università dovremmo ripercorrere un corso biennale abilitante per le nostre materie d’insegnamento. Ma noi già possediamo questo titolo perché vincitori di concorso. E solo dopo i due anni possiamo accedere a un ulteriore anno, di 400 ore, che ci consente di conseguire la tanto attesa specializzazione per il sostegno».
Francesca Ghezzo
 
9 – L’Unione Sarda
gli ultimi stanziamenti
Disoccupati, in extremis arrivano 25 milioni
L’ultima sorpresa della Finanziaria sono i 25 milioni di euro stanziati (con un emendamento della giunta) per l’inserimento lavorativo dei disoccupati. Formula che ha preso il posto del cosiddetto reddito di cittadinanza. La norma è passata ieri: bocciato invece l’emendamento dell’opposizione che raddoppiava i fondi per la formazione professionale. Nel voto segreto, secondo alcuni calcoli, l’Unione avrebbe perso un altro paio di voti oltre ai due, annunciati, dell’Udeur. La manovra finale non è molto diversa dal testo originario: da segnalare due emendamenti dell’opposizione passati nei giorni scorsi, ossia i 50 mila euro (proposti da Attilio Dedoni dei Riformatori) per la ricerca sulla sindrome di Crisponi, e i 300mila euro (proposti dal forzista Carlo Sanjust) di sostegno agli universitari sardi nella penisola. L’assemblea ha anche approvato il bilancio del Consiglio (curiosità: in quel momento Renato Soru, per lasciare lo scranno al questore Uras, si è seduto tra i banchi dei normali consiglieri), e due ordini del giorno: uno di Maria Grazia Caligaris (Sdi) per lo slittamento del digitale terrestre, l’altro di Mario Diana (An) per il rilancio del Teatro lirico di Cagliari.

 
 
10 – La Nuova Sardegna
Pagina 2 - Cagliari
Eurace, per predire l’economia
Un progetto europeo studierà come simulare i fatti finanziari
 CAGLIARI.Chissà se un giorno per risolvere le crisi economiche dei propri paesi, economisti e leader politici si rifaranno alle simulazioni che sperimenteranno da qui a qualche mese gli studiosi del progetto Eurace. Detto così sembra un sogno: studi cosa succede quando alzi il tasso di sconto, vedi come reagisce il mercato quando aumenti la quantità di moneta in circolazione, e voilà, quello economico diventa un sistema perfetto. Nel gruppo di ricerca c’è anche un’equipe del dipartimento di Ingegneria elettronica dell’università di Cagliari, guidato dal docente Michele Marchesi. Un progetto su cui vale la pena fare ricerca, tanto che ci sono ormai la benedizione, e soprattutto, il finanziamento dell’Ue: 2.100 milioni di euro per 3 anni di studi.
 Assieme ai cagliaritani lavoreranno il dipartimento d’Ingegneria elettrica ed elettronica dell’Università di Genova, la Columbia university di New York, rappresentata dal nobel per l’economia Joseph Stiglitz, e un gruppo di ricercatori inglesi, quelli del Cclrc, il centro vicino a Sheffield in cui si trova il più potente calcolatore europeo. «L’idea - spiega con voce che non riesce a nascondere l’orgoglio Michele Marchesi - è nata quest’estate, quando col professor Cincotti, il cooordinatore del progetto, e un altro docente dell’università di Ancona, si parlava di quanto sarebbe stato bello un simulatore dell’economia, in grado d’aiutare, ad esempio, la Banca centrale europea nelle sue politiche». Banche, grandi industrie, imprese di quelle capaci di dare scossoni al mercato, ma anche consumatori: per il gruppo di ricerca la sfida consiste nel riprodurre questo sistema, e studiarne i cambiamenti col variare dei fattori economici. Dalle intenzioni s’è arrivati ai fatti con un bando europeo: «Non ci siamo lasciati scappare l’occasione - racconta Marchesi - così è nato Eurace che proprio a gennaio ha ricevuto i finanziamenti europei». Una soddisfazione che vale doppio perché, va avanti Marchesi, «in graduatoria ci siamo classificati secondi, unici con un progetto d’ingegneria, gli altri riguardavano il campo biologico». Come dire che l’Unione europea davanti all’opportunità di avere tra le mani uno strumento che potrebbe avere quasi del miracoloso, non se l’è proprio sentita di non dare la chance. Se il risultato dovesse essere quello sperato Eurace sarebbe il primo simulatore economico di queste dimensioni al mondo. Un tentativo simile fu fatto qualche anno fa dai laboratori della statunitense Sindia per simulare l’economia americana: nulla in confronto di Eurace che, grazie al potentissimo calcolatore inglese, s’avvarrà di uno sforzo di calcolo enorme. «L’importanza di questo simulatore - sottolinea Giulio Concas, altro punto di riferimento del gruppo - è che si potrebbe pensare, ad esempio, a fare degli investimenti basandosi su un ragionamento economico più affidabile». Non solo Eurace: il gruppo di lavoro s’è aggiudicato anche 1.500 milioni di euro per portare avanti Complex market, un progetto di simulazione dei mercati finanziari, più teorico di Eurace, di cui si parlerà martedì in un seminario al dipartimento di Architettura.
Sabrina Zedda
 
11 – La Nuova Sardegna
Pagina 2 - Cagliari
Il test dello scorso anno aveva rivelato troppe carenze
Matricole niente paura, ecco i seminari di matematica
 CAGLIARI. Mai più studenti impreparati nel loro approccio universitario alla matematica. D’ora in poi la garanzia sarà la sinergia scuola-università. L’esempio arriva dalla facoltà di Economia che ieri ha ospitato i ragazzi dell’ultimo anno del liceo classico Siotto e dell’istituto Primo Levi di Quartu per il primo “seminario tutorial di matematica”.
 Un modo per prendere per mano i giovani che abbiano intenzione, il prossimo anno, d’iscriversi alla facoltà, e far capire loro quali sono gli argomenti su cui più devono battere, perché considerati imprescindibili nel percorso di studi.
 Come dire: dopo il flop dell’anno scorso, quando nei test d’ammissione a diverse facoltà, numerosi neo diplomati si son fatti cogliere con una preparazione a dir poco approssimativa, l’università si fa avanti per porre rimedio.
 Curatore del seminario è Marco Micocci, professore associato di Matematica, insieme a un gruppo di docenti che fanno capo all’area discipline matematico-finanziare della facoltà.
 Racconta Luisanna Fodde, docente della facoltà: «Ai ragazzi sono stati illustrati gli strumenti matematici spiegati nei corsi del primo anno e impartiti nella nostra facoltà».
 Non solo: le aspiranti matricole della facoltà di Economia si son viste spiegare nel dettaglio il programma di matematica «utile per la preparazione dei curriculum economico-finanziari», oltre alle professionalità che, all’interno dei percorsi organizzati in Economia, «hanno maggiormente bisogno di una preparazione quantitativa».
 L’esperienza si ripeterà a breve con un nuovo seminario aperto questa volta ad altri istituti superiori cittadini. (s.z.)
 
12 – La Nuova Sardegna
Pagina 19 - Sassari
L’ateneo turritano ha inaugurato ieri il 444º anno accademico
«Colmare gli squilibri con Cagliari»
Il rettore illustra un ente di formazione pronto alle sfide con l’Europa
Apertura solenne ma tra le tante luci vengono fuori anche diverse ombre soprattutto per la mancanza di risorse
VANNALISA MANCA
SASSARI. Formazione di qualità, formazione all’estero, polo di eccellenza di Agraria e Veterinaria, vertenza con la Regione per un riequilibrio delle risorse rispetto all’ateneo di Cagliari e dialogo con gli enti locali territoriali per aiutare l’Università ad essere competitiva. Le potenzialità ci sono, ma occorre attività collettiva per crescere.
 «L’Università è un bene di questo territorio e lavora per esso»: il rettore dell’ateneo turritano, Alessandro Maida, ieri ha aperto ufficialmente il 444º anno accademico dell’Università di Sassari. Un bilancio di quanto l’università sia riuscita a produrre nel suo ruolo di ente di formazione e in quello di presenza nel territorio e per il territorio, lavorando in un’ottica di fare sistema: «L’Ateneo si è ritagliato il suo ruolo, lo difende e lo potenzia». Una radiografia che mostra una crescita in termini di risultati e di “visibilità” nel quadro degli atenei italiani ed europei, pur tra gioie e dolori.
 Un’apertura celebrata «per la seconda volta, nella sua storia secolare, fuori dalla sede naturale - come ha detto il rettore - nell’intento di consentire una partecipazione più ampia di quella permessa nella nostra aula magna». Un’inaugurazione in un luogo comunque prestigioso per la città di Sassari, la «Sala Pietro Sassu» del Conservatorio di Musica. Un appuntamento che richiama ogni volta l’attenzione delle istituzioni e che quest’anno ha visto al fianco di Alessandro Maida, il rettore dell’Università di Granada, David Aguilar Peña e il presidente del consiglio regionale Giacomo Spissu.
 Una sala gremita e sul palco i presidi delle undici facoltà con il senato accademico, i rappresentanti degli studenti e del personale tecnico-amministrativo. Un tono di solennità sottolineato dal «Coro dell’Università», diretto dai Maestri Daniele Manca e Michele Cossu e dei «Giovani Cantori sardi dell’Ateneo turritano» diretti da Fabrizio Mureddu. Tutti in piedi al momento dell’«Inno d’Italia» e dell’inno sardo «Procurade ’e moderare».
 Università quale istituzione formativa, di ricerca e di assistenza sanitaria, ma anche di azienda che dà occupazione, che produce reddito, che si rapporta con gli organi di governo delle varie autonomie locali e con enti pubblici e privati operanti nei più svariati settori di attività, con la Scuola, la Chiesa, le famiglie, i giovani: il compito dei 730 docenti è quello di preparare all’attività lavorativa quei 18.000 iscritti (20mila pre-post laurea), che possono contare su 38 corsi di laurea triennale 19 di laurea magistrale e 6 corsi di laurea specialistica a ciclo unico; 12 i corsi svolti nelle sedi gemmate. Inoltre 47 scuole di specializzazione, anche per la formazione degli insegnanti. Molti studenti, però, si perdono per strada, molti altri arrivano alla laurea in età «fortemente adulta» perchè «occorre una integrata politica di attenzione delle istituzioni». Gli organi di governo dell’ateneo turritano, «nel prendere atto con soddisfazione dell’impegno della Regione in favore dell’alta formazione e della ricerca scientifica e tecnologica - come aveva preannunciato Renato Soru, l’anno scorso all’apertura del 443º anno accademico - hanno segnalato l’esigenza di una maggiore proporzionalità con l’Università di Cagliari. Eppure, se il sistema è equilibrato c’è crescita per tutti - dice Maida -. Spissu non gli dà torto e assicura: «Stiamo lavorando per riequilibrare le risorse» e investire sui giovani. E ancora, Università significa ricerca e anche assistenza sanitaria: il Policlinico universitario è una realtà sempre più radicata, ma si attende che la Regione dia gambe all’Azienda mista Università-Ospedale.
 Una relazione di trenta pagine dove il rettore Maida (candidato per il quarto mandato, tanto che l’Associazione goliardica turritana ieri gli ha donato chiodi e martello), non fa mancare gli accenni al piano edilizio e soprattutto il riferimento a tutti quegli indicatori che mettono l’Università tra le prime in Italia rispetto ad alcuni risultati ottenuti. A sottolineare questi ultimi aspetti è anche lo spagnolo rettore di Granada, David Aguilar Peña, che affascina la platea non solo con l’accento, ma con la ricostruzione storica della sua università (1526) che in qualche modo rispecchia la successiva nascita dell’ateneo turritano. Nel piccolo centro di Granada si è sviluppata quella che oggi è una tra le Università europee più accreditate e dove, ogni anno, anche i nostri studenti, attraverso l’Erasmus e borse di studio, vanno a studiare. Uno scambio che porta a Sassari studenti spagnoli e che consente di migliorare la formazione non solo dal punto di vista didattico, ma di vera e propria crescita professionale e umana.
 
 
13 – La Nuova Sardegna
Pagina 19 - Sassari
Il personale chiede formazione e una migliore pianificazione
 SASSARI. L’esigenza di formazione, rispetto a un’università soggetta a frequenti riforme e rivisitazioni, è stato uno degli argomenti centrali nella relazione proposta da Antonio Chessa, rappresentante del personale tecnico-amministrativo nel Cda d’ateneo. «Il personale tecnico-amministrativo è una componente essenziale e dinamica - ha rimarcato Chessa -. Abbiamo colto la sfida del cambiamento. Da qui un forte bisogno di formazione. Nel nostro ateneo, pur riconoscendo quanto è stato fatto per alcune aree, manca la pianificazione e la formazione tarda a decollare in modo organico e continuativo». Antonio Chessa si è anche soffermato sulla riorganizzazione dei servizi d’ateneo, prospettando una efficiente distribuzione delle responsabilità e un maggiore coinvolgimento del personale. E’ stata rivolta una sollecitazione al consiglio regionale per l’approvazione del Piano sanitario e per la costituzione dell’Azienda ospedaliero-universitaria. «L’elevata professionalità acquisita dal personale all’interno delle strutture assistenziali - ha aggiunto Chessa - non è premiata come meriterebbe a causa dell’attuale situazione di stallo». Infine, si è registrato l’auspicio per uno statuto che preveda per il personale tecnico-amministrativo una maggiore rappresentanza nei diversi organi d’ateneo e una più marcata partecipazione al voto per la nomina del rettore. (m.d.)
 
14 – La Nuova Sardegna
Pagina 19 - Sassari
Le preoccupazioni del sindaco e la replica del presidente del consiglio regionale Spissu
«Polo di eccellenza ma non fuori città»
 SASSARI. «Una città moderna, per definirsi tale deve poter essere in grado di valorizzare al meglio le proprie risorse. Sassari, in passato, è stata polo della cultura regionale grazie principalmente alla sua Università, una risorsa che con il tempo ha perso la sua autorevolezza». Il sindaco Gianfranco Ganau l’altra mattina ha inviato una e-mail al rettore. Una sorta di “avviso ai naviganti”.
 Alessandro Maida ieri l’ha letta al pubblico della «Sala Sassu» che, alla fine, ha applaudito con soddisfazione. «Sassari città universitaria, capoluogo della cultura e dell’alta formazione», dice il sindaco che sottolinea che si devono però creare le condizioni migliori per accogliere gli studenti, dando vita a vere e proprie residenze studentesche diffuse che consentano una migliore integrazione degli studenti con il tessuto sociale e le tradizioni della città. Il Comune si è attivato con la definizione dei Piani per le zone b e dei Piani particolareggiati del Centro Storico. Nel frattempo si sta elaborando il Puc: «Gli studenti a Sassari devono poter trovare maggiore spazio rispetto al passato, in modo da far “vivere” la città non solo come pura necessità». E ancora, dice il sindaco, «l’università di Sassari non deve perdere l’occasione rappresentata da un polo di ricerca di eccellenza nel campo agro-zootecnico, proposto dalla Regione Sardegna. Ma pur nella necessità di non perdere quest’importante opportunità, è necessario valutare con attenzione le modalità di realizzazione, evitando di spostare, dall’ambito urbano, funzioni oggi residenti e pensando ad un decentramento nelle sedi ritenute più opportune per quanto riguarda i soli centri di sperimentazione e ricerca».
 Non piace a Gianfranco Ganau (e sicuramente a molti altri, visti gli applausi che la sua lettera ha scaturito) l’idea prospettata dalla Regione del “Polo di eccellenza di Agraria e Veterinaria” da istituire a Mamuntanas (comune di Alghero). Ma il presidente Giacomo Spissu, pur comprendendo le preoccupazioni del sindaco, replica affermando che proprio su questa partita si gioca la sfida con Cagliari. «È stato individuato il settore agro-veterinario per costruire un polo di eccellenza, un progetto complesso che non coinvolge solo l’Università». Un progetto che la Regione finanzia con 45 milioni, che non sono pochi ma ne occorrono almeno il doppio. Dove trovarli? Per il polo cagliaritano i fondi ammontano a 120 milioni. (v.m.)
 
15 – La Nuova Sardegna
Pagina 19 - Sassari
Il monito degli studenti
«Ultimi in Italia, pochi laureati»
 SASSARI. Soddisfazione per lo spazio che gli universitari guadagnano in campo associazionistico; notevoli preoccupazioni, invece, per il basso numero laureati nell’isola rispetto alla media nazionale. E’ stato ricco di spunti l’intervento di Annamaria Coccollone, presidente del Consiglio degli Studenti. La studentessa di Fonni, iscritta a Veterinaria, ha anche rivendicato una maggiore incidenza negli organi centrali, con più studenti nel Senato accademico e nel Cda. «Con l’introduzione del nuovo percorso universitario, che una laurea triennale e una eventuale laurea specialistica, la percentuale dei laureati è cresciuta notevolmente, fino a raggiungere, nel 2004, quota 1795. Le immatricolazioni sono aumentate del 13 per cento, eppure gli abbandoni raggiungono il 23 per cento, 3 punti in più della media nazionale. Nel nostro ateneo la percentuale dei laureati in corso è salita dal 4,2 al 12,4 per cento. Si tratta di un dato, nel suo valore assoluto, insoddisfacente rispetto al fatto che il 48 per cento degli iscritti risulta fuori corso». L’attenzione si è poi concentrata sui corsi di laurea triennali. «Talvolta sono emerse, tra i docenti, logiche personalistiche con la proliferazione di corsi di studio scollegati dal mondo del lavoro». E ancora, «la Regione dichiara di investire sui corsi, ma poi taglia i fondi o lascia la situazione nell’incertezza», come per Architettura e Veterinaria, «che rischia di non essere accreditata a livello europeo». Alla Regione si chiede maggiore attenzione per il diritto allo studio. «Troppi gli studenti meritevoli e in disagiate condizioni economiche che vengono esclusi dalle graduatorie per mancanza di fondi».
Marco Deligia
 
16 – La Nuova Sardegna
Pagina 3 - Olbia
«A Cagliari si sono accaniti contro le nostre città»
 TEMPIO. Dunque l’università gemmata tempiese rischia di non sbocciare questa primavera. «Noi - dice amareggiato il sindaco Antonello Pintus - non abbiamo risorse finanziarie tali da poter consentire l’avvio dei corsi. Sono deluso, anche dopo il colloquio che ho avuto con diversi consiglieri, compresi quelli della maggioranza che sono stati eletti in Gallura, a cominciare da Renato Cugini, che qualcosa sarebbe cambiato, che ci sarebbe stato un ripensamento e si sarebbe in questo modo provveduto. Così non è stato, e a noi non resta che prenderne atto».
 Ma la cosa non è facile: Tempio è stata infatti la prima sede gemmata dell’Università dopo quella di Nuoro. Ha fatto, fin dalla sua istituzione nel 2000, da battistrada per altre iniziative analoghe che sono andate proliferando in diversi centri isolani con enormi benefici per gli studenti che hanno potuto frequentare, riducendo al minimo le spese. «Soru - continua il sindaco di Tempio - mi aveva detto chiaramente di essere contro tutte le sedi gemmate, ma di fatto si è accanito solo contro quella di Tempio e non ha tenuto conto delle esigenze di Olbia, dal momento che Nuoro si è vista riconfermare tre milioni di euro, 2,5 Oristano che vanta meno iscritti della Gallura, 450 mila Alghero che in un primo tempo era stata addirittura dimenticata e 445 mila Iglesias. Noi invece solo 86 mila euro. Mi piacerebbe sapere perché c’è stata questa disparità di trattamento nei nostri confronti. Forse si è scelto in base a criteri politici essendo le due città galluresi amministrate dal centrodestra?».
 Il sindaco pur apprezzando il dibbatito che ieri ha interessato il consiglio provinciale si dice «deluso dallo scarso impegno che è stato prodigato, in pratica abbiamo diovuto contare sulle nostre forze e su quelle di alcuni consiglieri regionali. Forze non adeguate quando c’è chiara la volontà di sminuire il ruolo di Tempio. A questo punto - prosegue Pintus - sarebbe interessante conoscere il parere dell’opposizione di centrosinistra in consiglio comunale». «E’ stato sempre riconosciuto a Tempio il primato culturale, ora ci si vuole privare anche di questo. Che senso ha dire che si vogliono creare più laureati quando poi - conclude Pintus - occasioni importanti come questa sono costrette a chiudere e non per la mancanza di studenti, basti pensare che sono oltre 150 quelli che frequentano, e da diversi paesi della Gallura, i corsi che la facoltà di Farmacia ha aperto a Tempio, ma per la mancanza di finanziamenti, unico ostacolo questo che la nostra amministrazione non sarà mai in grado di superare». (g.g.)
 
17 – La Nuova Sardegna
Pagina 3 - Olbia
«Lo strano criterio della giunta: più iscritti, meno finanziamenti»
SERENA LULLIA
 OLBIA. I tagli dei fondi per le università decentrate assegnati dalla finanziaria regionale hanno graziato il corso olbiese di “Economia e imprese del turismo” che anche quest’anno porterà a casa 129 mila euro, la stessa cifra del 2005. Rispetto a Tempio, Olbia tira un sospiro di sollievo, ma non può non fare un confronto con i finanziamenti percepiti da altre sedi, come quella di Oristano: 2.220.000 euro, pur avendo un numero di iscritti inferiore rispetto alla Gallura. «Per fortuna abbiamo il supporto del comune di Olbia».
 É il commentato del docente Carlo Marcetti, che ha aggiunto: «Abbiamo anche la collaborazione delle attività economiche del territorio. Maggiori fondi regionali ci aiuterebbero a fare il salto di qualità».
 Negli ambienti accademici non c’è però voglia di fare polemica sulle scelte della Regione. «Dico solo che una realtà universitaria così importante come quella olbiese - precisa Marcetti, che tra l’altro aveva dato gli estremi ad alcuni consiglieri regionali per la redazione degli emendamenti alla finanziaria, bocciati poi dalla giunta Soru - meriterebbe un’attenzione più marcata. Si parla sempre dell’opportunità di creare professionalità e di assecondare le sempre più rapide dinamiche di sviluppo del nostro territorio: maggiori risorse al corso di economia del turismo permetterebbero sicuramente di ampliare l’offerta formativa dal punto di vista quantitativo, qualitativo e della diversificazione».
 Il corso di Economia del turismo, nonostante l’esiguità dei fondi regionali, continua a percorrere la strada del successo, anche e soprattutto grazie al supporto dell’amministrazione comunale che tre anni fa scommise per primo sull’università a Olbia. «Ogni anno spendiamo circa trecentottantamila euro - dice l’assessore alla Cultura Paolo Calaresu - per il mantenimento dei locali, la gestione e il corpo docente. La Regione dovrebbe prestare più attenzione alla nostra realtà universitaria che vanta anche un numero di iscritti maggiore rispetto alla sede di Oristano che però ha ottenuto cifre di gran lunga superiori. Più fondi ci permetterebbero di aumentare il numero dei corsi, anche perché la richiesta è molto forte».
 Calaresu difende con forza il corso olbiese. «In questi tre anni ha dato importanti risultati dal punto di vista del numero di iscritti - conclude l’assessore -, sicuramente perché si trattava di un corso nuovo, ma anche perché è calato in un contesto economico-sociale particolare al quale dà risposte importanti, creando laureati che alla fine degli studi possono vantare professionalità, contatti ed esperienze di un certo livello».


 

 

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