Domenica 5 febbraio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
05 febbraio 2006
Rassegna a cura dell’Ufficio stampa e web
Segnalati 7 articoli delle testate: L’Unione Sarda,  La Nuova Sardegna e Il Giornale di Sardegna.

 
1 – L’Unione Sarda
Pagina 47 – Nuoro
Università: gelo nei rapporti Cagliari-Nuoro
«La Barbagia lavora per avere un suo ateneo, il Rettore è ingeneroso»
Botta e risposta tra Pasquale Mistretta, rettore dell’Ateneo cagliaritano, e Bachisio Porru presidente del Consorzio per la Sardegna centrale (che gestisce i corsi universitari cittadini): tra Cagliari e Nuoro è ufficialmente guerra fredda. È accaduto venerdì sera in occasione dell’incontro organizzato all’hotel Grillo dal coordinamento provinciale dei Riformatori sul tema dell’Università autonoma di Nuoro. A cominciare è Mistretta che, dopo i saluti e le relazioni di Massimo Fantola e Salvatore Liori (coordinatore regionale e provinciale del movimento), lancia una sfida senza mezze misure: «Questa è una città che non si sente votata a essere universitaria ? queste le sue parole ? dopo i primi anni di entusiasmo ora è caduto il velo, qui non esiste una massa critica in grado di fungere da traino». E poi ancora: «Nuoro non è il centro leader della sua provincia, manca la volontà politica di realizzare qualcosa di serio ? affonda ? non si va oltre delle generiche vocazioni, la lentezza nel portare avanti le cose è patologica, basti solo pensare al piano regolatore in caldo da 15 anni o all’ex Artiglieria che sta cadendo a pezzi». Infine la ciliegina sulla torta: «I nostri professori finora hanno accettato di venire a insegnare qui solo per via del cospicuo rimborso spese di viaggio e pernottamento». Di rimando Bachisio Porru, accusa Mistretta di "inadempienza", ricordandogli di essersi impegnato a suo tempo «ad attivare dei corsi (come Ingegneria gestionale) tutti rimasti lettera morta». Poi rimarca i «1400 studenti che l’Università nuorese è riuscita a strappare alla deriva della valigia» e smentisce quanto affermato poco prima dal Magnifico Rettore sulla disponibilità dei docenti che si giustifica solo col vil denaro: «Al contrario ? ribatte il presidente ? si è invece creato un bel clima di collaborazione». Il finale è nella natura delle cose: «Siamo arrivati al dunque ? sentenzia Porru ? la questione ora non è più se vogliamo l’Università a Nuoro ma se vogliamo l’Università di Nuoro». Al convegno c’è anche Roberto Capelli, capogruppo Udc in Comune: «Invito i nuoresi a trovare forze che si uniscano per raggiungere l’obiettivo». I Riformatori, dal canto loro, invocano una presa di posizione comunitaria e promuovono una raccolta di firme.
Francesca Gungui
 
 
2 – L’Unione Sarda
Pagina 20 – Cagliari
Convegno urbanistico all’Exmà
Architetti a confronto sul futuro del capoluogo
Una città che cambia ma deve mantenere la propria identità anche nell’innovazione. Con una posizione invidiabile che consentirà il dialogo e lo scambio culturale con l’Africa e le più grandi capitali del Mediterraneo. Lontano dai classici simposi e dai noiosi meeting accademici, ieri mattina la sala conferenze dell’Exmà ha ospitato alcuni tra i maggiori architetti e ingegneri cittadini, ma anche docenti universitari, politici e uomini di cultura, riuniti per discutere dei possibili futuri urbanistici della città. L’occasione è stata il convegno «Esperienze progettuali fra luogo e non-luogo», quasi un assaggio del seminario di architettura che prenderà il via martedì prossimo e affronterà la questione del riordino dell’area metropolitana. «Questa iniziativa - ha spiegato il sindaco Emilio Floris - avrà come esito l’individuazione di precise linee metodologiche e operative del progetto di trasformazione urbana. L’idea dell’Urban center di Cagliari, intesa come laboratorio partecipato e condiviso, sarà una struttura di raccordo e di supporto per le future decisioni anche in sede istituzionale». Al convegno («Un’occasione utile per trovare nuove idee per migliorare la nostra città», ha spiegato Giovanni Campus, assessore all’Urbanistica) ha partecipato anche il famoso architetto Paolo Riani, apprezzato soprattutto in Giappone e negli Stati Uniti, protagonista fino al 15 febbraio, sempre all’Exmà, di una mostra itinerante dal titolo "Uncharted territories, per territori sconosciuti". Il decollo del porto container e di quello per le navi da crociera e la necessità di ridare un volto alle periferie, troppo simili nelle emergenze a quelle delle grandi metropoli europee: ecco le linee guida tratteggiate da urbanisti, architetti e ingegneri. In platea anche tanti studenti e docenti universitari. Annunciato, a breve, un concorso di idee per la progettazione di un museo o per ridisegnare il lungomare che, ha però precisato Giorgio Pellegrini, assessore alla Cultura, «non dovrà mai trasformarsi in un luna park».
Francesco Pinna (Unioneonline)

 
 
 
 
3 – La Nuova Sardegna
Pagina 1 - Cagliari
Giovedì senato accademico per una nuova modifica dello statuto d’ateneo a favore della rielezione
Mistretta verso il sesto mandato
Potrà essere scelto anche un rettore con più di 70 anni
ROBERTO PARACCHINI
CAGLIARI. Oggi un professore può essere eletto rettore se docente ordinario. Da giovedì potrà ricoprire l’importante carica anche se “fuori ruolo”, ovvero oltre i settant’anni. Il 9 febbraio si terrà, infatti, la riunione del senato accademico allargato col compito di modificare lo statuto e inserire la nuova eleggibilità. A maggio, poi, con la prossima chiamata alle urne dei docenti universitari, tutti danno per scontata («sarà un pelebiscito») la rielezione del rettore Pasquale Mistretta. E lui, re Pasquale, inizierà il sesto mandato: alla fine avrà regnato per diciotto anni. Lui, il monarca, ha deciso di ricandidarsi e la modifica di giovedì era l’ultimo tassello. Molti saranno d’accordo per Pasquale sesto, in numero minore mugugneranno un po’, pochi diranno che non va bene e ancora meno protesterano apertamente. Tra questi c’è il patologo sperimentale Paolo Pani che sarcasticamente dichiara «vai avanti tu, che a me scappa da ridere, non si può andare avanti con le amicizie».
 Di fatto in tutte le istituzioni rappresentative si cerca di limitare il numero dei mandati. E questo non perchè si pensi che chi governa non sia in grado di farlo, ma perchè chi assume un posto di reponsabilità acquisisce potere e questo crea una situazione di squilibrio coi concorrenti. Ma andiamo per gradi.
 Nella convocazione per giovedì degli oltre quaranta componenti del senato accademico allargato (i nove presidi e i rappresentanti delle aree scientifiche, più i delegati dei docenti, degli studenti e degli amministrativi) non è indicato l’ordine del giorno, ma tutti sanno che si farà la modifica allo statuto accennata. Ma l’incontro sarà fatto per rimediare a una dimenticanza. Nel luglio scorso, infatti, vi fu la variazione dello statuto che aveva permesso la rieleggibilità di Mistretta. Sino a quel giorno, infatti, il responsabile dell’ateneo poteva rinnovare il proprio mandato per tre volte consecutive. Dopo il voto le possibilità vennero allargate a quattro, ma ci si dimenticò della differenza tra docente ordinario e “fuori ruolo”.
 A questo punto, però, qualcuno potrebbe dire che i conti non tornano visto che l’attuale rettore sta già finendo il quinto mandato. Il problema è che quando venne approvato lo statuto dell’ateneo che stabiliva i compiti dell’Università e poneva il limite di tre governi, re Pasquale aveva già regnato per due mandati ma questi, non avendo lo statuto valore retroattivo, non sono considerati. Se sarà rieletto, come viene già dato per scontato, Pasquale sesto inizierà il sedicesimo anno per poi terminare al diciottesimo. In questo modo entrerà nei guinness dei primati, come il reggente d’ateneo più longevo di Cagliari (dal dopo guerra, almeno). Per il momento il primato va al fisiologo Giuseppe Peretti, che regnò sull’ateneo cagliaritano per dieciasette anni. Va detto, però, che allora lo statuto non prevedeva limiti sui mandati per l’elezione.
 Ma perchè sia il voto di giovedì, che la rielezione vengono dati per certi? Perchè, da abile mediatore, Re Pasquale ha saputo tessere una tela molto vasta e ricca di interessi corporativi, di cui l’alleanza per il cambio dello statuto del luglio scorso ne è l’opera d’arte. Allora il monarca aveva ottenuto il «sì» di sei presidi di Facoltà, con relativi entourage. In particolare si erano schierati con lui i baroni (universitari) di Scienze (Roberto Crnjar), Lingue (Ines Loi Corvetto), Lettere e filosofia (Gino Paulis) Scienze della formazione (Alberto Granese), Medicina e chirurgia (Gavino Faa) e Ingegneria (Francesco Ginesu). Mentre altri quattro ne avevano contestano l’autorità: Roberto Malavasi (Economia), Franco Sitzia (Giurisprudenza), Gaetano di Chiara (Farmacia) e Raffaele Paci (Scienze Politiche) pur con motivazioni diverse. Ma ora le vecchie alleanze sono state rinsaldate. Pasquale sesto, infatti, ha risposto alle critiche di centralizzazione allargando il governo dell’ateneo: la farmacologa Maria Del Zompo è stata nominata pro rettore, Giovanna Ledda ha avuto la delega con firma per i problemi di Internazionalizzazione, Franco Nurzia quella dei rapporti col territorio e le istituzioni, Patrizia Mureddu per la didattica, Adolfo Lai per la ricerca scientifica, Lucia Cavallini per l’organizzazione, Vinicio Demontis per la presidenza del senato accademico allargato, Gavino Faa per il protocollo d’intesa Regione-università e Alberto Anedda per il coordinamento gestionale della Cittadella universitaria di Monserrato.
 Tutti contenti? Non proprio. Ma il re ha le chiavi del regno. Difficile, insomma, dirgli apertamente «no». Il potere, anche in questo caso, logora chi non ce l’ha.
 
 
4 – La Nuova Sardegna
Pagina 6 - Sardegna
E’ rettore dell’università di Cagliari da 16 anni
Mistretta cambia statuto e si ricandida (sesta volta)
CAGLIARI. Nuova modifica dello statuto dell’ateneo di Cagliari. Il rettore dell’università, Pasquale Mistretta ha deciso di ricandidarsi. Già nel luglio scorso aveva chiesto e ottenuto che il senato accademico allargato votasse l’aumento del limite dei mandati possibili per il capo dell’ateneo, da tre a quattro. Ma allora si era dimenticato di far votare anche il cambiamento dell’articolo che stabilisce che il rettore sia un docento ordinario. Mentre Mistretta, per età, è diventato “fuori ruolo”. Con la votazione di giovedì, che viene data per scontata, il rettore di Cagliari avrà eliminato anche l’ultimo ostacolo per la ricandidatura di maggio.
 A questo punto, però, i conti non tornano visto che l’attuale rettore sta già finendo il quinto mandato. Il problema è che quando venne approvato lo statuto dell’ateneo, che stabiliva i compiti dell’Università e poneva il limite di tre governi (a luglio portati a quattro), Mistretta aveva già regnato per due mandati ma questi, non avendo lo statuto valore retroattivo, non sono considerati. Se sarà rieletto, come viene già dato per certo, il Magnifico inizierà il sedicesimo anno per poi terminare al diciottesimo. In questo modo entrerà nei guinness dei primati, come il reggente d’ateneo più longevo di Cagliari (dal dopo guerra, almeno). Per il momento il primato va al fisiologo Giuseppe Peretti, che regnò sull’ateneo cagliaritano per dieciasette anni. Ma come mai un regno così lungo? Tutti d’accordo? Per niente, ma il rettore uscente ha tessuto una rete di alleanze molto vasta, conquistando alla sua causa sei dei nove presidi di facoltà e distribuendo otto deleghe con firma
 
 
5 – La Nuova Sardegna
Pagina 4 - Nuoro
«Senza unità politica, niente ateneo»
Il rettore Mistretta parla di autonomia al convegno dei Riformatori
di Giuseppe Carbonella
NUORO. Coesione politica e valutazione delle risorse finanziarie disponibili. Secondo il magnifico rettore dell’Università di Cagliari, professor Pasquale Mistretta, resta questa la “conditio sine qua non” è possibile immaginare un terzo polo universitario a Nuoro. Le armi per combattere la battaglia per l’autonomia dell’ateneo barbaricino. Lo ha detto senza mezzi termini, venerdì sera, lo stesso rettore nel corso del convegno organizzato dai Riformatori Sardi per promuovere una petizione popolare a favore di un ateneo indipendente da Cagliari e Sassari.
 «Parliamoci chiaro - ha continuato - senza un forte rimborso nessun docente investirebbe sull’università nuorese».
 Perché la carriera universitaria è fatta di “ritorni professionali, laboratori capaci di sviluppare quella massa critica che si traduce in congressi e proposte”. Come a dire: senza soldi ben pochi luminari siederebbero sulle cattedre di Sa Terra Mala. Parole che annunciano polemiche. Ma secondo Mistretta, tra Nuoro e la cultura esisterebbe anche un altro ostacolo: “Nuoro non è una città leader per il suo territorio, i ragazzi preferiscono andare a Cagliari e a Sassari”.
 Per questo serve la volontà di tutti i cittadini e la consapevolezza che anche la vecchia (e stanca) Atene sarda, possa ambire al titolo di città universitaria. E, per dirla ancora col rettore, non sarebbe solo un problema di infrastrutture - leggi Campus da realizzare (?) nell’area dell’artiglieria - ma anche e soprattutto “una questione di testa”.
 «L’Università di Nuoro non reggerebbe nemmeno se si istituisse un corso di laurea in Lettere - ha chiuso Mistretta -. Si deve partire dall’obiettivo di creare un clima universitario”. Che poi non ci sia il becco di un quattrino, è tutto un altro problema.
 Per il momento si comincia con una petizione popolare, una raccolta di firme che finirà sui tavoli del ministro dell’Istruzione, del presidente della Regione, del sindaco di Nuoro, del presidente della provincia e del presidente del consorzio per la promozione degli studi universitari nella Sardegna centrale, Bachisio Porru, in sala, venerdi sera. «Per ottenere l’autonomia Nuoro non basta più - ha detto Porru-. Si fa avanti anche Oristano, comunque Sassari ha mantenuto le promesse, Cagliari no».
 E sulla natura delle promesse, è mistero.
 Mistretta ha salutato tutti col dente un po’ avvelenato: una bacchettata all’amministrazione comunale che, in sintesi, sarebbe “sorda” al richiamo del terzo polo. Ma il veleno è di quelli stagionati: Mistretta fu incaricato di prendere mano il piano regolatore ante-Portoghesi.
 “Mi premeva la questione di Testimonzos - ha detto - mi sono dimesso perché qualcuno ha pensato che avessi degli interessi legati all’urbanistica”.
 
L’ambiente tra le carte giocate da Fantola
NUORO. Ci mancava solo Aristotele, per risolvere il caso “università nuorese”. Il professor Vanni Lobrano, docente di diritto romano all’università di Sassari, ne ha scomodato la logica, rispolverando “quella somma di tre giudizi che si chiama sillogismo”. “Il governo di un territorio deve lavorare per la coesione - ha detto-. La ricerca scientifica e la formazione sono il pane di un territorio”. Va da sé che occorre coltivare la specializzazione professionale, per andare avanti. E serve un’università autonoma, un terzo polo. Chiuso il cerchio logico, si è andato avanti parlando di cose concrete, venerdi sera, nella sala congressi dell’hotel Grillo. Il senso: una raccolta di firme (partita ieri) per mezzo della quale gridare la voglia di rinascita culturale. Si “pretende” un’università autonoma con corsi di laurea specifici che permettano ai giovani di investire su due futuri: il proprio e quello di un territorio alle corde, alle prese con i guai dell’industria, col sistema agro pastorale dilaniato dai morbi. La “gemmazione” dagli atenei di Cagliari e Sassari non regge più. Pochi corsi di laurea, pochi docenti, pochi giovani attratti dalla struttura di Sa Terra Mala. Tornado ai sillogismi, significa: emigrazione dei cervelli. «Serve un concerto di volontà, sono i nuoresi che devono credere in una città universitaria - ha detto il coordinatore regionale Massimo Fantola -. C’è da lottare, oggi che non ci sono più fondi per la ricerca, in tutta Italia». Ma le sfide sono affascinanti - ha commentato Salvatore Liori. «Sassari e Cagliari non possono schiacciare Nuoro facendo leva su una potenza duopolistica».
 Università dell’Ambiente, turismo e nuove tecnologie sono le carte dei Riformatori sardi. (g.car.)
 
 
6 – La Nuova Sardegna
Pagina 6 - Sardegna
Master&Back: laureati tornate in Sardegna
La Regione punta a finanziare e recuperare l’alta formazione che emigra
CAGLIARI. E’ uno dei temi ricorrenti di tutti i suoi interventi pubblici (una sorta di «ossessione morale e civile») del Governatore Renato Soru, dove sottolinea sempre l’impegno e gli sforzi di tutta l’amministrazione regionale sul fronte della «conoscenza», intendendo con ciò l’alta specializzazione, la ricerca, l’istruzione e la valorizzazione professionale in senso lato. Un obiettivo e un percorso indicato subito come prioritario nei programmi di governo e che vede ora il decollo del primo degli strumenti con cui la Regione sarda punta al salto di qualità: il progetto Master and Back.
 Un programma su cui proprio il presidente Soru e gli assessori Pigliaru (Programmazione), Pilia (Pubblica Istruzione) e Salerno (Lavoro) hanno fornito i primi dati di adesione, mentre parte la campagna promozionale che vede la Regione «investire nel talento dei suoi giovani» per aiutarli «a volare oltre la laurea e a riportare in Sardegna un sapere più alto», come recitano due gli slogan.
 Il 19 dicembre sono stati pubblicati 7 avvisi, 5 di competenza dell’Agenzia regionale del Lavoro e 2 del Consorzio 21, soggetti attuatori del Programma Master and Back (la prima si occupa di alta formazione e inserimento lavorativo, la seconda di tirocini e stage) che prevede, nel triennio, un finanziamento di 53 milioni di euro per l’assegnazione di 3.000 voucher o borse di rientro. Al 2 febbraio sono state presentate 263 domande, 65 per dottorati di ricerca, 25 per corsi di specializzazione, 99 per master di secondo livello e 57 per master di alta professionalità 57. Il primo test per verificare la validità del progetto e è previsto in primavera quando si terrà un «Carrier day», cioè un momento di confronto vero tra «domanda e offerta», tra aziende, laureati, amministratori, enti locali, esperti.
 «Tremila giovani sostenuti nell’alta formazione potranno essere la nuova classe dirigente della Sardegna, tornandovi, inventandosi nuovi lavori, costruendo imprese e sostituendosi a una classe dirigente che gradualmente va in pensione», ha detto Soru.
 Con Master and Back i giovani laureati sardi - anche quelli partiti di recente grazie all’opportunità di presentare domanda per il voucher - potranno avere accesso ad almeno 500 università di tutto il mondo, in prevalenza pubbliche, selezionate da un comitato scientifico per conto della Regione. «Quanti giovani hanno terminato corsi di formazione professionale senza trovare lavoro? Vogliamo che questo tipo di formazione inizi dopo una sufficiente permanenza a scuola e che sia vocati ai saperi che sono necessari alla nostra regione», ha aggiunto Soru, ritornando su concetti espressi in Consiglio regionale, durante il question time, in polemica con alcuni consiglieri dell’opposizione. «In un’Europa sviluppata servono sicuramente ingegneri e saldatori: ma se non abbiamo ingegneri non troveranno lavoro nemmeno i saldatori. Ogni 100 persone attive in Sardegna ci sono 7 o 8 laureati. Tendiamo a finire all’ultimo posto in Italia. In Europa la percentuale raggiunge il 35%. I giovani sardi si confrontano con quelli di altri Paesi, come l’Estonia o dell’ex blocco sovietico, dove però ci sono livelli d’istruzione interono al 40% e dove la gran parte dei coetanei parla almeno due lingue. Da noi pochi conoscono una lingua straniera in modo adeguato per poterci lavorare».

 
 
 
7 - Il Giornale di Sardegna
U n i ve rs i t à . Il rettore ha superato il limite di età e senza modifiche allo statuto non può essere rieletto
L'anziano Mistretta è fiducioso
affronterà il senato accademico
Bocche cucite nell'Ateneo. Sitzia: «Non voterò a favore ma un governo è necessario»
 

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