Martedì 1 ottobre 2019

01 ottobre 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web



L’UNIONE SARDA
 

1 - L’UNIONE SARDA di martedì 1 ottobre 2019 / Prima (Pagina 1 - Edizione CA)
POLITICA. Domani il premier Conte sarà nell'Isola. I sindacati: «Vogliamo un incontro»
NEL CONTRATTO I FONDI PER CAGLIARI
Governo, intesa sulla manovra: 23 miliardi per evitare l'aumento dell'Iva

Nel Contratto istituzionale di sviluppo che domani il presidente del Consiglio Giuseppe Conte firmerà a Cagliari ci dovrebbero essere fondi per il Cagliaritano. Nulla di ufficiale, ma la notizia trapela dal riserbo sulla visita del premier, che sarà nel capoluogo su invito dell'università. I sindacati chiedono un incontro per illustrare le emergenze dell'Isola. Ieri intanto l'annuncio: trovati 23 miliardi per scongiurare l'aumento dell'Iva.  A PAGINA 5

Primo Piano (Pagina 5 - Edizione CA)
IL VERTICE. La visita del premier nel capoluogo
CONTE, NEL CONTRATTO FONDI PER CAGLIARI
I SINDACATI: NOI ESCLUSI
I leader regionali di Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro sulle vertenze

Nel più stretto riserbo della presidenza del Consiglio, iniziano a delinearsi i contorni della parte istituzionale della visita di domani a Cagliari del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nell'agenda del premier è elencato testualmente il “Tavolo istituzionale sul Cis provincia di Cagliari”. Si tratta del Contratto istituzionale di programma, già annunciato a febbraio, al centro del quale ci dovrebbero essere, tra le altre cose, il via libera all'Intervento territoriale integrato (Iti) che riguarda la riqualificazione del quartiere di Is Mirrionis e il completamento di un'incompiuta storica: la strada Feraxi-Capo Ferrato che da vent'anni attende i fondi, 2,6 milioni, per essere terminata.
IL PROGRAMMA. Conte arriverà nel capoluogo dopo le 11 e si trasferirà subito a Palazzo Viceregio, dove è previsto un suo intervento su “La responsabilità sociale dell'impresa” nel convegno internazionale su “Autonomia e responsabilità nella gestione delle crisi: quali modelli nazionali, europei e internazionali?” organizzato dall'università. Poi pranzerà in prefettura e alle 14 presiederà il tavolo istituzionale al quale parteciperanno le organizzazioni degli imprenditori e rappresentanti istituzionali. Ci sarà certamente il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu ma, per ora, non il presidente della Regione Christian Solinas, che pure avrebbe molti argomenti di cui parlare con Conte, in primis la questione urgente degli accantonamenti da definire prima del varo della legge di stabilità.
DIPLOMAZIE AL LAVORO. Può darsi che da qui a domani le diplomazia riescano a trovare un accordo per un incontro, anche breve, a Villa Devoto. Sarebbe un segnale di garbo istituzionale gradito ai vertici regionali. Anche Truzzu ha un'urgenza: il vincolo che blocca i progetti di rilancio del Porto Canale ed avrà certamente l'occasione di sollecitare un intervento del premier perché venga eliminato dando la stura a investimenti per cento milioni di euro.
PORTO, STOP AI VINCOLI. Un tema sul quale punta anche Confindustria Sardegna Meridionale che, con una lettera, ha chiesto l'intervento diretto del presidente del Consiglio «per sbloccare l'assurda situazione che impedisce la realizzazione degli investimenti volti ad incrementare competitività e le prospettive di crescita del Porto industriale di Cagliari». Gli industriali ricordano che «la più importante infrastruttura portuale della Sardegna, strategica per il sistema produttivo dell'intera regione, è bloccata da un vincolo paesaggistico risalente al 1967, ormai del tutto ingiustificato» e «l'attivazione della procedura presso il Consiglio dei Ministri che potrebbe autorizzare rapidamente gli investimenti programmati».
LETTERA DEI SINDACATI. I sindacati confederali ieri hanno inviato una lettera al prefetto di Cagliari per chiedere di poter incontrare il capo del governo. «Vorremmo illustrare al presidente i timori per lo sviluppo futuro e per la coesione sociale e territoriale della nostra terra che preoccupano il movimento dei lavoratori, dei disoccupati, dei pensionati, le centinaia di migliaia di giovani, donne, anziani che ripongono fiducia e danno la loro adesione al sindacato in Sardegna», hanno scritto i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Michele Carrus, Gavino Carta e Francesca Ticca. Che si incontrino o meno, i leader sindacali consegneranno a Conte una scheda che riassume le vertenze in campo. (f. ma.)

 

2 - L’UNIONE SARDA di martedì 1 ottobre 2019 / Cultura (Pagina 39 - Edizione CA)
ANNIVERSARIO. Oggi in Rettorato
Leonardo da Vinci tra arte e scienza: incontri all'Università

Il genio di Leonardo da Vinci celebrato a Cagliari con due seminari. Il primo, intitolato “Leonardo tra arte e scienza: dal corpo dell'uomo al corpo della Terra” lo tiene, questo pomeriggio alle 17 nell'aula magna del Rettorato dell'Università di Cagliari. Lo storico dell'arte e della scienza Domenico Laurenza. A promuovere l'incontro che celebra il cinquecentenario leonardiano, il rettore dell'Università Maria Del Zompo. Introduce la storica dell'arte Rita Pamela Ladogana. Domenico Laurenza, laureato in medicina, è storico dell'arte e della scienza, profondo conoscitore della storia dei rapporti tra arte e scienza, di storia dell'anatomia e storia della geologia e, in particolare, esperto di Leonardo da Vinci. Collabora con i più famosi musei nazionali e internazionali, tra cui il Museo Galileo di Firenze, e lo Schroeder Arts di New York. Storico della scienza con interessi nella storia dell'arte e nella visual culture, è uno specialista dell'opera scientifica di Leonardo e si è occupato di storia dell'anatomia e della tecnologia nel Rinascimento, di storia della geologia e dell'iconografia geologica. Dal 2010 è consulente scientifico di Schroeder Arts Consulting, New York, nell'ambito di un progetto-laboratorio di ricerca internazionale incentrato sul Codice Leicester di Leonardo. È collaboratore del Museo Galileo di Firenze e ha insegnato e svolto attività di ricerca presso la McGill University di Montreal, la Columbia University di New York, il Trinity College di Dublino e altre istituzioni e università italiane e straniere. Il secondo appuntamento è per venerdì 4 ottobre alle 19 con il matematico Piergiorgio Odifreddi sul tema “I numeri dell'arte”. A introdurre la lectio magistralis dello scienziato Lucio Cadeddu, docente di matematica e coordinatore della rassegna “M=M(c,t)+m - Matematica, Cinema, Teatro + Musica” del Dipartimento di Matematica e Informatica dell'Università di Cagliari. Odifreddi è un matematico di fama internazionale, scienziato, divulgatore e scrittore sagace, è esperto di storia della scienza, politica, filologia, filosofia e religione e massimo conoscitore e promulgatore delle commistioni tra la matematica e le scienze umanistiche.

 

3 - L’UNIONE SARDA di martedì 1 ottobre 2019 / Università / Europrogrammi (Pagina 8 - Edizione CA)
DISPONIBILI A CAGLIARI E SASSARI
Borse di merito, premi e voucher: come ottenerli
L’IMPORTO PUÒ VARIARE DA MILLE FINO A SEIMILA EURO

Oltre alle borse di studio universitarie previste per gli studenti privi di mezzi economici, sono differenti le tipologie di sostegno alle quali possono avere accesso gli studenti universitari, in base al merito. Si tratta di premi di laurea, borse di merito, voucher o scuole di formazione alle quali è possibile accedere senza vincoli legati al reddito.
PREMI AI MIGLIORI LAUREATI A CAGLIARI. L'Ateneo di Cagliari prevede tre differenti premi. Sedici borse del valore di 1000 euro vengono erogate ai migliori laureati, ovvero a chi ha impiegato il minor tempo per ottenere il titolo, con voto di laurea non inferiore a 107, e con la più alta media ponderata dei voti. Gli universitari meritevoli vengono premiati in ciascuna delle sei Facoltà presenti nell'Ateneo: uno studente per un corso di laurea triennale, uno per un corso di laurea magistrale biennale e uno per un corso di laurea a ciclo unico. Oltre ai premi per i migliori laureati, l'Università prevede che lo 0,8% delle tasse versate sia destinato a borse di merito dell'importo - anche queste - di 1000 euro ciascuna, dedicate ai laureati in corso. Nell'ultimo anno accademico sono state 124 le borse previste, una per ogni corso di studio, mentre le rimanenti sono state ripartite in rapporto al numero dei laureati in corso. A essere premiata è anche l'immatricolazione ai corsi di laurea magistrale, con una borsa di 1500 euro per gli studenti meritevoli, ovvero per chi ha conseguito la laurea triennale in massimo quattro anni e con voto minimo pari a 107. Un voucher dello stesso valore per attrezzature informatiche è inoltre dedicato alle matricole meritevoli ma prive di mezzi, già beneficiarie delle borse di studio Ersu.
SASSARI PUNTA SULLA FORMAZIONE. Differente è il caso dell'Ateneo di Sassari, dove per gli studenti meritevoli e motivati - selezionati sulla base di un test - è stata inaugurata la Scuola Superiore di Sardegna. Si tratta di un percorso formativo di alto livello che integra un percorso interdisciplinare di insegnamenti avanzati e suddivisi in 4 aree: umanistica, scientifica, scienze sociali e scienze mediche e veterinarie. Sono previste attività formative extra-curriculari (seminari, workshop, corsi di lingua, stage presso altre università e tanto altro), una borsa di studio di 6.000 euro annui che copre costi di vitto e alloggio, e l'esonero dal pagamento delle tasse universitarie.
Lisa Ferreli

 

4 - L’UNIONE SARDA di martedì 1 ottobre 2019 / Lavoro (Pagina 8 - Edizione CA)
Bando di ricerca in Chimica e Farmacia
Scade lunedì 7 ottobre alle ore 11 il bando di concorso per l'attribuzione di una borsa di studio per la ricerca post lauream della durata di 6 mesi, presso il Dipartimento di Chimica e Farmacia dell'Università di Sassari.
L'AMBITO DI RICERCA. Nell'ambito del Progetto di ricerca Colture autoctone mediterranee e loro valorizzazione con tecnologie avanzate di chimica verde Cometa, l'attività (denominata “modificazione chimica di oli vegetali epossidati e/o transesterificati”) consisterà nell'occuparsi della messa a punto, con tecniche a ridotto impatto ambientale, di reazioni di ulteriore funzionalizzazione di anelli di oli vegetali.
I REQUISITI. Per la partecipazione al concorso, i requisiti di ammissione richiesti sono: laurea magistrale in Scienze Chimiche o Chimica e tecnologia farmaceutiche, oppure laurea specialistica in Chimica o diploma di laurea in Chimica, con votazione non inferiore a 105/110. I requisiti di cui sopra devono essere posseduti entro la data di scadenza. Informazioni sul sito dell'Università di Sassari alla sezione “bandi”. (l. f.)

 

5 - L’UNIONE SARDA di martedì 1 ottobre 2019 / Primo Piano (Pagina 4 - Edizione CA)
GIOVANI. Federica Vinci, leader di Volt
«IMPRESE E UNIVERSITÀ, DIALOGO PER CREARE LAVORO»

Agire sul cambiamento climatico, promuovere il dialogo tra aziende e università per formare i giovani, lavorare per riportare l'equità intergenerazionale al centro dell'agenda politica. Sono alcuni degli obiettivi di Volt, partito progressista paneuropeo social-liberale di stampo ambientalista presieduto dalla venticinquenne Federica Vinci, che nei giorni scorsi ha presentato a Cagliari il manifesto programmatico. «Promuoviamo politiche ambientali attive dal settore dell'edilizia, attraverso l'efficientamento energetico degli immobili, alla ricerca, con gli investimenti per migliorare ancor di più la ricerca sullo sfruttamento delle energie rinnovabili». Per Vinci «è paradossale che in Sardegna ci siano ancora centrali a carbone, in un territorio che ha tantissime potenzialità». Per questo Volt vuole proporsi come un nuovo attore che faccia della sostenibilità la base fondante delle proprie proposte programmatiche. «Quello che dobbiamo fare è facile», sostiene Vinci: «Decarbonizzare entro il 2050, stimolare la green e la circular economy e fare in modo che in questa transizione nessuno venga lasciato indietro. Non è difficile, serve solo coraggio politico e noi ne abbiamo». Il movimento si spende con forza contro il cambiamento climatico, come i ragazzi di Fridays for future che la settimana scorsa hanno manifestato in tutto il mondo: «Dalla fine del mese parte la nostra battaglia per la riduzione delle emissioni di CO2: chiederemo a cittadini e imprese di attuare azioni che consentano di abbattere la temperature di un grado in tempi ragionevoli». Inevitabile che in un movimento giovane uno dei fronti aperti sia quello del Capitale umano: «In Sardegna ci sono aziende innovative ma spesso faticano a trovare capitale umano adeguatamente formato», spiega. «Occorre far dialogare di più imprese e università per creare maggiori opportunità e serve più equità generazionale. L'Italia si è dimenticata dei giovani e noi abbiamo proposte per un riequilibrio».

 

6 - L’UNIONE SARDA di martedì 1 ottobre 2019 / Prima Cagliari (Pagina 13 - Edizione CA)
BUSINCO E MICROCITEMICO. Mascia (Cimo): «Così si torna indietro di 3 anni»
ACCORPAMENTO, L'IRA DEI MEDICI
Domani l'assemblea per dire no all'annessione al Policlinico

NODO ATENEO. 300 I posti letto che servono all’azienda ospedaliero universitaria perché la facoltà di Medicina rispetti i parametri per ottenere l’accreditamento
ECCELLENZE. L’ospedale oncologico Businco e Microcitemico: entrambi dovrebbero essere accorpati
all’azienda ospedaliera universitaria
PROPOSTA. Luigi Mascia: “Le alternative per salvare Medicina ci sono e sono le reti formative, ampiamente previste dalla legge: si fanno convenzioni con gli ospedali e si rispetta il rapporto di tre letti per ogni studente iscritto al primo anno di Medicina”

Monta la rabbia al Businco e al Microcitemico contro il progetto di accorpamento al Policlinico Universitario dei due ospedali, oggi in seno all'azienda Brotzu. Il piano della nuova giunta regionale - giustificato con la necessità di salvare la facoltà di Medicina che ha bisogno di circa 300 nuovi posti letto per ottenere l'accreditamento - non piace ai medici ma neanche al resto del personale, che a tre anni dalla faticosa unificazione col San Michele temono di ritrovarsi nuovamente nel caos dopo che finalmente la complessa macchina stava iniziando a funzionare. Non a caso domani i medici dei due ospedali, da sempre eccellenze della sanità regionale, si ritroveranno dalle 12.30 in assemblea nella sala conferenze dell'Oncologico insieme a infermieri e tecnici per discutere le iniziative da mettere in atto.
IL SINDACATO DEI MEDICI. «La contrarietà dei medici al progetto di accorpamento è totale - spiega Luigi Mascia, direttore dell'Unità complessa di chirurgia pediatrica del Brotzu e segretario regionale del sindacato Cimo -. Abbiamo fatto un referendum interno e sono tutti in disaccordo, nessuno escluso». Ad accendere ancora più gli animi le parole dell'assessore Mario Nieddu, che ha risposto alle critiche sostenendo di voler «disegnare strutture che funzionino e non dipartimenti a misura dei loro direttori». «La polemica personale non mi interessa - replica Mascia -, io parlo come portavoce delle decine di medici terrorizzati dalla prospettiva di dover ricominciare da zero. Difendo un grande lavoro fatto in questi anni che sta dando i suoi frutti. E lo faccio perché la prospettiva di vedere di nuovo i sardi costretti ad andare oltre Tirreno per curarsi mi ripugna».
LAVORO DA RIFARE. Ma concretamente cosa cambierebbe per i pazienti? «I percorsi clinici, ad esempio - prosegue Mascia -. Li abbiamo costruiti in tre anni e consentono di ottimizzare i tempi e le procedure tra pronto soccorso, oggi perfettamente integrato col Dipartimento, e reparti dopo l'accesso del “bambino critico”. Ogni specialista e ogni infermiere collaborano come una squadra rodata: sanno che cosa fare, dove farlo, in che tempi e con quali strumenti. Abbiamo creato il percorso trauma cranico, quello oncologico, quello per i trapianti di midollo osseo, il percorso dell'ospedale senza dolore, abbiamo attrezzato una sala operatoria dedicata ai bambini con meno di tre anni in cui lavorano tutti gli specialisti in ambito pediatrico. Tutto questo si dovrebbe interrompere per riorganizzare tutto dal principio. Le alternative per salvare Medicina ci sono e sono le reti formative, ampiamente previste dalla legge: si fanno convenzioni con gli ospedali e si rispetta il rapporto di tre letti per ogni studente iscritto al primo anno di medicina». Infine la stilettata: «Quello che noi poniamo non è un problema di capi e capetti ma di assistenza. E con questo progetto stanno sabotando una macchina che stava iniziando a correre».
Massimo Ledda

 

7 - L’UNIONE SARDA di martedì 1 ottobre 2019 / Prima Cagliari (Pagina 13 - Edizione CA)
IN CORSIA. La rabbia nei due ospedali
«Si parla di posti letto ma qua c'è in gioco la salute dei pazienti»

Qua si salvano vite di padri, madri e figli, ogni giorno. Businco e Microcitemico, da sempre sono sinonimo di speranza per migliaia di sardi che in questi due ospedali specializzati nella cura di malattie terribili hanno trovato professionalità e umanità. E spesso una nuova chance. Oggi, tre anni dopo l'accorpamento al Brotzu con cui si puntava a creare “un polo regionale di alta specializzazione con una forte vocazione alla ricerca scientifica”, la notizia di una nuova possibile transumanza, stavolta verso l'Azienda ospedaliera universitaria, ha tolto il sonno a medici e infermieri abituati a stare in trincea giorno e notte. «Servono posti letto per salvare la facoltà di Medicina? Li prendano dal Santissima Trinità che ne ha 400 - tuona uno dei camici bianchi -, che senso ha smontare un'azienda di riferimento regionale che faticosamente stava iniziando a funzionare? Certo il nostro lavoro non cambia, curiamo persone e continueremo a farlo. Però se per lavoro porto pacchi da Cagliari a Sassari un conto è farlo con una Mercedes, un conto con una Cinquecento scassata». La rabbia è palpabile, così come il timore che la situazione torni caotica proprio quando si stavano limando le tante inefficienze del primo accorpamento. «Da un giorno all'altro cambiano le carte in tavola - spiega un altro medico che si dice stanco e amareggiato -, ripartire da zero è un delirio impossibile da sopportare, non si possono reinventare nuove organizzazioni che hanno un impatto sul rischio clinico così alto, oggi siamo dentro una situazione in perenne divenire con croniche carenze strutturali e di personale: navighiamo con il naso fuori dall'acqua ma se ci tolgono lo sgabello allora è finita». «Il progetto di fare dell'azienda Brotzu un polo d'eccellenza è naufragato per incapacità manifesta di costruire - chiosa un altro collega - si ragiona sul concetto di posto letto invece che di pazienti, di storia di un ospedale e di équipe che in questi anni hanno tenuto la barca a galla garantendo a migliaia di pazienti certezze e supporto medico di grande qualità. Le esigenze politiche non fanno parte della nostre priorità, che restano il bene e la salute dei pazienti. Attenzione però perché così la nave rischia di affondare».
(m .le.)

 

8 - L’UNIONE SARDA di martedì 1 ottobre 2019 / Prima Cagliari (Pagina 13 - Edizione CA)
I SINDACATI. Uil e Nursind: «Non migliorerà l'assistenza»
Anche gli infermieri contro il progetto

Non solo i medici, anche gli infermieri del Businco e del Microcitemico, così come il resto del personale, vive con preoccupazione la prospettiva di una nuova rivoluzione a tre anni dall'accorpamento nell'azienda Brotzu. «La proposta - attacca Attilio Carta, della Uil - appare un'ulteriore “forzatura” nell'esclusivo interesse dell'Università. Proprio mentre stava iniziando a concretizzarsi un minimo di integrazione delle tre strutture, compare a ciel sereno l'ufficiosa “ipotesi di riforma sanitaria” in cui è previsto lo scorporo dal Brotzu e contestuale accorpamento dei due ospedali all'Azienda ospedaliero-universitaria». Un progetto che la Uil non esita a definire «grave e irrazionale anche per logistica, che pare nato per soddisfare tutt'altre esigenze e non quelle del malato». Duro anche Fabrizio Anedda, segretario provinciale del Nursind: «Tale operazione sembrerebbe rispondere a evidenti esigenze di formazione universitaria più ad un processo di maggiore efficienza assistenziale - dice -, rimaniamo stupiti dal fatto che non sono stati ponderati diversi aspetti che sicuramente, come accaduto in passato, oltre a disorientare l'utenza, influenzeranno la serenità dei dipendenti. Risulta inoltre irrispettoso verso gli operatori sanitari non coinvolgere i loro rappresentanti sindacali» (m. le.)

 

9 - L’UNIONE SARDA di martedì 1 ottobre 2019 / Provincia di Cagliari (Pagina 23 - Edizione CA)
GUASILA. Un premio letterario e uno per le tesi di laurea
Festival dell'Altrove, studenti sul palco

Festival dell'Altrove, a Guasila la terza edizione del premio letterario Giulio Angioni. Scadono il 7 ottobre le iscrizioni al concorso, organizzato dall'assessorato della Cultura del Comune di Guasila e dall'associazione culturale Figli d'arte Medas e intitolato al grande scrittore e antropologo Giulio Angioni, nato a Guasila nel 1939 e scomparso il 12 gennaio 2017. Il concorso letterario, assieme al Premio tesi di laurea, si terrà il 25 e 26 ottobre. Di carattere nazionale, è aperto a tutti i maggiorenni e si articola in un'unica sezione dedicata al racconto, che dovrà essere della misura al massimo di 40mila battute, spazi inclusi. Le opere dei dieci finalisti saranno inserite in un volume pubblicato a cura del Comune di Guasila. Al concorso per l'assegnazione del “Premio Giulio Angioni per tesi di laurea” potranno invece partecipare i giovani che hanno conseguito una laurea magistrale o triennale, discussa in una delle sessioni di esame comprese nell'arco di tempo tra ottobre 2018 e settembre 2019. Aspettando il festival, è partita domenica l'iniziativa “A su scurigadroxu in bixinau”, con una serie di appuntamenti letterari nel centro abitato. (sev. sir.)

 

10 - L’UNIONE SARDA di martedì 1 ottobre 2019 / Prima (Pagina 1 - Edizione CA)
L'analisi
UNA LEGGE PER ELETTI

Marco Pignotti
La legge elettorale rappresenta una materia astrusa che non appassiona i cittadini in nessuna parte del mondo. Vi sono paesi dove questa legge è un patrimonio condiviso da maggioranza e opposizione, conservatori e progressisti, gollisti e socialisti, repubblicani e democratici, in quanto rappresenta un sistema di regole su cui accordarsi prima di una competizione. In Inghilterra vige il maggioritario dalle origini della Camera dei Comuni, mentre il doppio turno è un marchio indelebile della V Repubblica francese, così come lo è la formula per le elezioni presidenziali americane, basata sul peso specifico dei singoli stati, che consente a un candidato di diventare il presidente della più potente nazione del mondo, anche prendendo meno voti del suo concorrente: come nel caso di Trump contro Clinton. Tre grandi democrazie tre sistemi elettorali immutati nel tempo. L'Italia si rivela un'eccezione. Negli ultimi 25 anni ha sperimentato quattro diversi sistemi elettorali. Dopo aver adottato per più di quarant'anni quello proporzionale (tanti voti, tanti seggi), nel 1994 è passata al sistema maggioritario (Mattarellum), per poi sostituirlo in rapida successione con due formule miste: i famosi Porcellum e Rosatellum. Dunque, nel nostro sistema politico la legge elettorale si rivela uno strumento utile per ricercare un vantaggio in favore di coloro che riescono, mediante occasionali maggioranze, a modificare la precedente normativa. (...) SEGUE A PAGINA 10

Commenti (Pagina 10 - Edizione CA) Segue dalla prima
LEGGE ELETTORALE SOLO PER GLI ELETTI
(...) Se ne deduce che la nostra democrazia, nata dalla mutua condivisione delle regole, è poi degenerata dal 1994, quando la sopraffazione di una parte sull'altra è diventato il principale criterio di ogni competizione. Non ci deve stupire se, al profilarsi di ogni nuova maggioranza, venga proposta una nuova legge elettorale. La presente legislatura non farà eccezione perché, oltre a discutere in merito al taglio dei parlamentari, avvierà un acceso dibattito intorno alla modifica della formula elettorale. Ma, come spiegava il politologo Giovanni Sartori «nessun sistema elettorale è neutro». Vale a dire a seconda del tipo di sistema che si intende adottare, questo produce degli effetti che portano vantaggi e svantaggi ai diversi competitori. Tradizionalmente la disputa si svolge intorno a due formule: maggioritaria e proporzionale. I sostenitori del maggioritario ritengono necessario investire sulla semplificazione: chi conquista più collegi governa, anche quando complessivamente non viene votato dalla maggioranza del corpo elettorale. In realtà, nessun sistema maggioritario crea un reale bipartitismo se questo non è già presente nelle intenzioni dell'elettorato, né garantisce un'automatica e chiara vittoria al partito più votato. Pertanto, se la società è refrattaria ad accordare il proprio consenso a un'area più vasta, anziché a un piccolo schieramento, si rischia di creare dei cartelli elettorali utili a vincere le elezioni, ma non a governare stabilmente.
Allo stesso tempo, un monito va rivolto anche ai “proporzionalisti”, difensori del principio della rappresentanza di ogni singolo schieramento. Fra loro, infatti, si annidano quanti intendono lucrare una rendita politica, alla luce di una bassa percentuale di consensi. Inoltre, la proporzionale alimenta il moltiplicarsi di partiti e sigle, e questo fattore a sua volta si traduce in una crescente disaffezione dell'elettorato che si rifugia nell'astensione. In conclusione, il dibattito estremamente tecnico avviato fra i leader delle formazioni presenti e nascenti, ci pone di fronte alla polemica fra chi sostiene la necessità di conferire maggiore efficienza al sistema politico, attraverso l'introduzione della selettività imposta dal maggioritario, e quanti difendono il diritto all'esistenza delle piccole formazioni, non desiderose di allearsi con altri partiti. Strategie e calcoli, finalizzati a massimizzare i vantaggi dei singoli schieramenti. Quindi, valutazioni che non coinvolgono e non stimolano la partecipazione attiva dell'elettore, che da questi ragionamenti appare del tutto escluso. Forse non era questo il tema più urgente da affrontare. Ancora una volta la società politica decide però di intraprendere una direzione che allarga il fossato con la società civile, anteponendo l'interesse degli “eletti” a quello degli elettori.
MARCO PIGNOTTI
DOCENTE DI STORIA POLITICA UNIVERSITÀ DI CAGLIARI

La Nuova Sardegna

 


LA NUOVA SARDEGNA

11 - LA NUOVA SARDEGNA di martedì 1 ottobre 2019 / Sardegna - Pagina 4
Stallo tra le delegazioni. Per ora non è previsto un faccia a faccia Solinas-Conte
INCIDENTE DIPLOMATICO TRA PREMIER E GOVERNATORE
Appello dei sindacati per avere un colloquio con il presidente del Consiglio

CAGLIARIA ventiquattr'ore dall'arrivo a Cagliari del premier Giuseppe Conte sarebbe scoppiato un incidente diplomatico fra Palazzo Chigi e Villa Devoto, la sede ufficiale del governatore Christian Solinas. Il motivo dello scontro, neanche troppo sotto traccia, sarebbe questo: per ora nell'agenda della presidente del Consiglio dei ministri, invitato domani al convegno dell'associazione «Mediatori del Mediterraneo», non ci sarebbe lo spazio per un incontro istituzionale con la Regione. O comunque non ci sarebbero stati finora contatti fra i due staff per capire se un vertice possa essere organizzato. Tra l'altro la situazione addirittura si sarebbe ingarbugliata ancor di più in queste ultime ore. Indiscrezioni accennano a una sorta di contrapposizione fra l'entourage dei due presidenti su chi debba fare il primo passo per uscire dallo stallo. C'è poi un secondo aspetto: anche i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno sollecitato un incontro per discutere della Vertenza Sardegna e sono in attesa di una risposta.
IL PROGRAMMA. Palazzo Chigi l'ha diffuso la settimana scorsa e per ora gli appuntamenti sono soltanto due. Salvo ripensamenti, visto che circola un'indiscrezione su un suo possibile arrivo oggi in tardissima serata, domani alle 11.30 Conte atterrà all'aeroporto di Cagliari. In pista dovrebbe essere accolto dal prefetto e da altre autorità, ma non dal governatore Solinas. Perché? Perché finora a Villa Devoto non sarebbero arrivate comunicazioni ufficiali dell'ormai sicura visita, anche se da Roma avrebbero ribattuto: «Non è una missione di Stato, ma un impegno personale del presidente Conte». E infatti, a mezzogiorno, nella sala consiliare del Palazzo Viceregio, il premier parteciperà al convegno «Percorsi mediterranei di mediazione della pace». È organizzato dalla facoltà di giurisprudenza e lì è atteso un suo intervento. Non tanto come premier, bensì come docente universitario di diritto civile a Firenze, con il programma ufficiale che fa sapere: svolgerà una relazione sulla «Responsabilità sociale dell'impresa all'interno delle crisi». È un tema - sottolinea l'Università di Cagliari - su cui «il professor Conte ha pubblicato un recente lavoro scientifico» e quindi è un esperto. Al termine della relazione, Conte sarà insignito anche del titolo di «Mediatore mediterraneo 2019». Gli sarà consegnato da Carlo Pilia, docente di diritto privato a Cagliari e responsabile scientifico del convegno, con questa motivazione: «Per aver svolto magistralmente il ruolo di mediatore tra e per gli italiani».
PAUSA PRANZO. Il buffet, alle 13.30, è stato organizzato dalla Prefettura sempre nelle sale del Viceregio, ma la lista degli invitati (o degli ammessi) non è stata comunicata. Poi, alle 14, sarà sempre il premier a coordinare la riunione del «Tavolo per il contratto di sviluppo della area cagliaritana». È lo stesso che Conte annunciò l'11 febbraio, giorno della sua prima e finora unica missione in Sardegna, per il rilancio dell'economia «grazie ai progetti presentati dalle imprese e al contributo di Invitalia, l'agenzia per lo sviluppo del Governo». E sarebbe stato proprio questo secondo appuntamento, non più personale ma istituzionale, ad aver indispettito la Regione. Alla fine del Tavolo, alle 16.30, il corteo presidenziale è atteso all'aeroporto per il rientro a Roma.
RAPPORTI TESI. Dopo il cambio di casacca - dal governo gialloverde con la Lega a quello giallorosso col Pd - il dialogo fra Palazzo Chigi e Villa Devoto non sarebbe più come quello di alcuni mesi fa. Senza più la presenza del Carroccio al Governo, qualcosa sarebbe cambiato nelle relazioni con la Giunta a trazione leghista. Almeno così pare e infatti la Regione - sostengono ambienti vicini al governatore - non sarebbe stata messa al corrente del viaggio a Cagliari e neanche le sarebbe stata data la possibilità di organizzare un faccia faccia fra i presidenti per discutere, in separata sede, della Vertenza Sardegna, dagli accantonamenti all'insularità. Per questo, sempre dalle parti della Regione, in queste ore non sarebbero mancati gli accenni a un «evidente sgarbo istituzionale». Anche se le rispettive diplomazie sarebbero al lavoro per ricucire lo strappo, ma non è detto ci riescano.
I SINDACATI IN ATTESA. Finora a essere esclusi dall'agenda del premier sono stati anche i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil. Però l'altra mattina Michele Carrus, Gavino Carta e Francesca Ticca, attraverso la prefettura, hanno inviato una richiesta a Palazzo Chigi. «Vorremmo illustrare al presidente - si legge - i timori per lo sviluppo futuro e la coesione sociale e territoriale della nostra terra. Sono gli stessi che preoccupano lavoratori, disoccupati, pensionati, giovani e donne. Vorremmo consegnare al premier un dossier sulla Sardegna: chiediamo di essere convocati». Ma per ora anche loro sono in lista d'attesa. (ua)

 

12 - LA NUOVA SARDEGNA di martedì 1 ottobre 2019 / Salute - Pagina 1
LA RICERCA
Il difficile viaggio nel corpo umano: scienziata sarda al lavoro a Londra
NANOPARTICELLE PER SPEDIRE I FARMACI DRITTI AL BERSAGLIO

di Claudia Contini,
Chimica -Ricercatrice all'Imperial College London
"Missili intelligenti" progettati non per attaccarci, ma per guarirci. Un nuovo ramo della ricerca farmaceutica ha l'obiettivo di sviluppare nanoparticelle per il drug delivery, il trasporto di farmaci all'interno del corpo umano fino a raggiungere il bersaglio con la massima precisione. La nostra comprensione delle malattie avanza al pari della capacità di progettare nuovi farmaci e della consapevolezza che una terapia efficace è possibile solo quando il loro sviluppo è combinato con un efficiente trasporto del principio attivo, capace di depositarlo unicamente nel suo sito di azione senza interagire con bersagli indesiderati (con conseguenti effetti collaterali). La somministrazione di farmaci, nella pratica medica convenzionale, è spesso associata a una serie di problemi che devono essere superati per migliorarne l'efficienza. La possibilità di formulare nanoparticelle in grado di riconoscere e trattare selettivamente una specifica malattia all'interno dell'organismo - come se la stessimo colpendo con invisibili, infallibili e benefici proiettili - deve essere ancora tramutata in realtà. Il crescente interesse sulla nanomedicina da parte di accademici e aziende produttrici di farmaci ha portato negli ultimi decenni ad un forte progresso nell'ingegneria delle nanoparticelle. Lo scopo è di migliorare il profilo farmacocinetico delle molecole bio-attive aumentandone la loro biodisponibilità nel sito target d'azione: il nostro microscopico arsenale di "missili intelligenti" non deve perdere troppi pezzi nella lunga manovra di avvicinamento al male da colpire. Un gruppo di ricerca del dipartimento di Chimica dell'University College London ha portato avanti il mio progetto di dottorato su un nano-sistema biocompatibile capace di movimento autonomo in risposta ad un gradiente esterno di glucosio: un lavoro che è stato pubblicato sul giornale scientifico Science Advances. Creare un sistema vettore capace di navigare all'interno dell'organismo non è semplice, a causa di una serie di barriere biologiche che ne ostacolano il cammino.

 

13 - LA NUOVA SARDEGNA di martedì 1 ottobre 2019 / Salute - Pagina 3
Il progetto
LA RICERCA MEDICA GUARDA ALLE STELLE

Università e Distretto aerospaziale lavorano insieme ?? Sintonia tra territorio, Università e Distretto aerospaziale. In più, gli enti, con l'Enac in testa, e le istituzioni. Un bel colpo per la ricerca scientifica e tecnologica isolana. "Parliamo di una ulteriore importante occasione che - spiega Giacomo Cao, presidente del Dass e direttore del Dipartimento di ingegneria meccanica, chimica e dei materiali dell'ateneo di Cagliari - dimostra le sinergie che si è in grado di mettere in campo a livello regionale e nazionale per il raggiungimento di obiettivi utilissimi al miglioramento della qualità della vita di pazienti affetti da terribili patologie". Il professore, da decenni autorità per gli studi, puntualmente brevettati, sui materiali utili per approdare su Marte, tira dritto: "Possiamo contribuire, in misura sempre più rilevante, alla già positiva percezione del contributo che l'aerospazio può dare alla nostra isola. Nel contempo si attraggono significativi investimenti finanziari e capitale umano qualificato". (m.fr.)

Il tema
È possibile utilizzare le più avanzate tecnologie aeronautiche per alleviare i problemi di chi deve fare i conti con patologie gravi? Lo chef sardo Paolo Palumbo, il più Giovane malato di Sla d’Europa, è diventato il primo pilota al mondo che farà volare un drone con il solo movimento degli occhi.

Neurologia
DRONI COMANDATI DALLO SGUARDO
UNA SPERANZA PER I MALATI DI SLA
Al Salto di Quirra un team di ingegneri e di neurologi hanno avviato i primi test
Guardando lo schermo di un computer è possibile manovrare i piccoli velivoli

di Mario Frongia
Una patologia da incubo. E le speranze riposte sulle innovazioni tecnologiche capaci di alleviare un destino segnato da un male orribile: la sclerosi laterale amiotrofica. Brillano e attendono certezze gli occhi dei pazienti di Sla. I test di Perdasdefogu, dove è stato sperimentato nei giorni scorsi per la prima volta il volo di un drone pilotato con lo sguardo, hanno aperto scenari interessanti. «Un passo piccolo per l'uomo, un balzo gigantesco per l'umanità»: le parole
di Neil Armostrong il 21 luglio del 1969. Paolo Palumbo, cinquant'anni dopo l'allunaggio, è il paziente di Sla interprete-cavia di un altro grande salto per gli esseri umani. Certo, la cautela è d'obbligo. Ma la storia si è spesso mossa con mezzi passettini. E stavolta, quello sull'aviosuperficie Aliquirra al Poligono interforze, dà le sensazioni giuste.
La struttura del Salto di Quirra ha ospitato ingegneri, medici, piloti, esperti di tecnologie sofisticate. Un mix con la società 3D Aerospazio, socia del Distretto aerospaziale della Sardegna (Dass), coordinatrice delle prove in volo di un drone controllato dallo sguardo dell'operatore. Con l'ausilio di un puntatore oculare modificato, il pilota-paziente ha gestito le manovre del drone. Come? Puntando lo sguardo sullo schermo di un computer. Per gli esperti del Dass, la tecnica, una volta perfezionata, permetterà a persone allettate, come i malati di Sla, ma anche a pazienti con gravi traumi spinali, di pilotare un drone e visionare le immagini dell'ambiente circostante in tempo reale.
«La sperimentazione - spiega il comandante Antonio Depau, 3DAerospazio – dimostra che si può permettere a una persona di controllare un drone con l'ausilio dello sguardo mantenendo ampi margini di sicurezza». La fuga da una quotidianità granitica e angosciante. Utile anche per altre potenziali innovazioni. «Grazie alle competenze maturate e al supporto della tecnologia - aggiunge Alessandro Cardi, vice direttore generale Enac - si potranno dare ulteriori nuove possibilità alle persone affette da Sla. Speriamo di poter contribuire alla loro terapia occupazionale offrendo l'opportunità di creare un contatto con il mondo». Le prove hanno avviato il progetto Slapp (Sclerosis lifeline app), effettuato con l'Istituto Auxologico di Milano (Irccs) e il gruppo di Giovanni Defazio, responsabile Neurologia dell'Azienda ospedaliera-universitaria di Cagliari. Gli specialisti del team, Laura Fadda e Giuseppe Borghero, precisano: «Il malato di Sla non può muoversi, ha perso l'uso di tronco, arti e collo. Mentre conserva la motilità degli occhi. Tanto che per parlare utilizza sistemi computerizzati con una tastiera virtuale in cui fissa le lettere, crea frasi, scrive e comunica». Da “ciao, come stai” a “mi sento bene”. «La gran parte dei pazienti è allettata. L'idea - rimarcano i neurologi dell'Aou, in cura circa 150 pazienti affetti da Sla - del comandante Depau prevede che possano guidare un drone e vedere gli spazi esterni. La campagna o il mare che frequentavano, la palestra o il campo da calcio dove giocavano. Un modo intenzionale di esplorare lo spazio per poterlo vivere. Noi clinici siamo stati chiamati in causa per valutare la sicurezza. Parliamo di un dispositivo esterno governato da un paziente, del quale non sappiamo quale sia l'autonomia di attenzione e resistenza e velocità a cui possono far andare il drone».
Ma non è tutto. I tecnici studiano l'uso del drone con la motilità oculare per una sorta di domotica ad hoc: spegnere la luce o accendere la tv. E il malato potrebbe essere coinvolto in sistemi di sorveglianza sociale. Dal controllo di telecamere puntate su strisce pedonali alle operazioni della Protezione civile, alla ricerca con di feriti, vittime o dispersi. Il futuro. Per ora lo scopo è ludico. Ovvero, garantire e aumentare il benessere del paziente. Anche così sarebbe un gran gol.

Paolo Palumbo: «Con questa tecnologia
il sogno finalmente può diventare realtà»

?? «Un sogno che si avvera». Paolo Palumbo, oristanese di 21 anni, ha la Sclerosi laterale amiotrofica. È il paziente più giovane d'Italia e uno dei casi più rari Europa: «Ho la compromissione del motoneurone 1 e 2, bulbare e spinale», ha detto all'Huffington Post. Coraggioso, tosto, mai domo. Sostenuto anche da star di sport e spettacolo, vittima di una truffa legata alla raccolta fondi per le cure, è stato il primo malato al mondo di Sla a pilotare un drone. «Sono stato scelto per questo progetto rivoluzionario che ha l'obiettivo di coinvolgere le persone che come me hanno una grave disabilità, in tipologie di lavori fattibili con il controllo oculare di un monitor». Le parole del cuoco che dall'età di diciassette anni convive con un male invalidante, ricacciano in fondo al pozzo paure e resa. «Ho ereditato la passione per la cucina da mio padre. Adesso uso le braccia di mio fratello Rosario per regalare sapori a quanti non li possono più provare». (m.fr.)

 

Questionario e social

Condividi su: