Domenica 9 giugno 2019

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
09 giugno 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web



L’UNIONE SARDA
 
1 - L’UNIONE SARDA di domenica 9 giugno 2019 / Prima Cagliari (Pagina 21 - Edizione CA)
VIA OSPEDALE. Coppia picchiata da quattro ragazzi
Aggrediti durante la festa universitaria

I carabinieri sono alla ricerca dei quattro ragazzi responsabili dell'aggressione ai danni di due studenti universitari avvenuta lo scorso 24 maggio durante una festa organizzata in via Ospedale.
Il racconto di quanto avvenuto lo ha fatto pubblicamente Alessia Etzi, 26 anni, su Facebook: «Dei ragazzi mi hanno fatto apprezzamenti molto volgari. La persona che era con me è intervenuta in mia difesa. L'organizzazione ha cercato di allontanare questi tizi che due ore dopo ci hanno incrociato: ci hanno minacciato e insultato, poi hanno picchiato il giovane che era con me. Non solo: con un pugno mi hanno spaccato il sopracciglio». La studentessa ha subito presentato denuncia ai carabinieri della stazione di Stampace. Sono stati sentiti gli organizzatori, l'associazione studentesca Unica 2.0. «Speravo facessero un post», ha detto la Etzi, «con l'obiettivo che se qualcuno avesse visto i responsabili in azione magari sarebbe stato possibile identificarli. Non lo hanno fatto e sono rimasta delusa».
Anche Unica 2.0 ha detto la sua: «Una vergognosa aggressione. Abbiamo collaborato subito con la ragazza e con i carabinieri. Non abbiamo fatto alcun post: la caccia all'uomo sui social non funziona. Chiediamo scusa ad Alessia se i nostri sforzi per sostenerla non sono stati sentiti come sufficienti». (m. v.)

 

2 - L’UNIONE SARDA di domenica 9 giugno 2019 / Cagliari (Pagina 22 - Edizione CA)
Luisanna Fodde - vice presidente di Tennis Europe - è candidata al board della Federazione internazionale ed è l'unica donna in Europa.
LUISANNA FODDE: “Poche le donne negli organismi federali, in campo e fra gli arbitri. Io, che sono una mosca bianca, mi batto affinché la presenza femminile cresca in ogni settore del tennis”

Luisanna Fodde, ex campionessa di doppio con Binaghi, è docente di Lingue all'Università
LA TENNISTA DEI RECORD SI BATTE PER LE DONNE
AI VERTICI Dopo aver lavorato nel comitato olimpico dei Giochi di Pechino 2004 e Londra 2008 e aver fatto parte del gruppo super top che organizza il torneo di Wimbledon,

Maria Francesca Chiappe
L'hanno buttata in mare. A Su siccu. «Cacca dappertutto». Nuotava con i cugini, stile libero e dorso. «Veloce per sfuggire allo schifo». Senza occhialini né calottina. «Macché». Il ricordo delle cozze attaccate ai blocchi di partenza è nitido. «I nostri genitori chissà perché ci mandavano e comunque nessuno si ammalava». Era il 1965, Luisanna Fodde aveva sette anni e non sapeva che il suo futuro sportivo era da un'altra parte, nel cuore di Monte Urpinu. «Mio padre era socio fondatore del Tennis club insieme a Roberto Binaghi, il padre di Angelo». A dieci anni era già iscritta: «Giocavo col maestro Stellato, tra un campo e l'altro c'erano transenne di rete». A un certo punto ha dovuto scegliere. «Nessun dubbio: tennis». Tre volte alla settimana. «Abitavo al Poetto e dopo la scuola non c'era modo di tornare a casa». La possibilità era una: «Vicino al campo 4 c'era il bar del signor Giuseppe, padre di Bubu Melis, Chicchibicchi, Lullu e Giambo (accordatore di racchette per la nazionale) e di fronte un grande olivo all'ombra del quale mangiavo un panino». Alle due e mezza era già in azione. Per i compiti si trasferiva a casa di Lidia Lehmann: «In via Sanna Randaccio aveva realizzato una sorta di comune per gli sbandati dello sport».
LE MEDAGLIE  L'allenamento durava anche tre ore, «non c'erano limiti». Neanche ai successi di una ragazza che avrebbe fatto la storia del tennis sardo. «Ma la più grande è Anna Floris, io semmai sono stata la prima». E la più longeva. Dal 1975 al 1977 tre titoli sardi, altre medaglie nel doppio e, soprattutto, il gradino più alto del podio ai campionati nazionali universitari. «Doppio misto». Salsomaggiore 1981: «Non era facile giocare con Angelo Binaghi, se ci penso mi vengono gli incubi, è il più grosso agonista che conosco, terrore puro, non potevo sbagliare».
LA PASSIONE  Momento felice per il tennis: «Eravamo circondati da giovani che giocavano bene, Maurizio Spiga (bellissimo, mi faceva la corte ma gli ho detto no), le sorelle Boero, Paola era campionessa nazionale. C'erano anche Daniela Ducato, l'imprenditrice green, e Ilaria Gentili». Talenti scovati da Lillo Palmieri: «Non ho mai guadagnato nulla, avevamo rimborsi spese, niente di più. Viaggiavamo in nave e treno, qualche aereo l'ho preso ma Lillo aveva paura e e per tutto il volo faceva le corna. Molte trasferte le abbiamo fatte con Pina Secci, la nostra segretaria storica, che organizzava tutto». Dopo il liceo Classico al Dettori si è iscritta all'università in Lingue e nel 1983 si è sposata con Maurizio Melis, all'epoca cestista, ora primario di Neurologia al Brotzu: «L'ho conosciuto durante una delle tante partite di basket tra Siotto e Dettori». Quando è rimasta incinta di Marta ha continuato a giocare. «Un giorno sono caduta e ho smesso». Ma pochi mesi dopo il parto era di nuovo sotto rete. Lo stop definitivo con l'arrivo di Alessandro nel 1991. «In verità ho ripreso ma non mi piaceva giocare con gli over 35, nessuno aveva mai fatto tennis prima».
LE OLIMPIADI  Si è concentrata sulla carriera universitaria. Intanto lavorava col gruppo super top che organizza il torneo di Wimbledon, trampolino di lancio per incarichi sempre più prestigiosi. «Angelo Binaghi ha suggerito il mio nome e sono entrata nel comitato olimpico dei Giochi di Pechino 2004 e Londra 2008. Un'emozione indescrivibile, ho pianto dall'inizio alla fine, avevo un pass che mi permetteva di andare ovunque ma siccome ero lì per lavorare alla fine ho visto meno di mio marito che, libero da impegni, ha girato dappertutto. Questo è stato possibile grazie ad Angelo». Binaghi, quello del titolo italiano universitario nel doppio che in campo la terrorizzava.
LE DONNE  Da allora è stata una carriera tutta in discesa ai vertici della federazione: «Sono vice presidente di Tennis Europe». Ma le donne sono poche, pochissime. «Basti pensare che nei comitati regionali c'è una sola donna presidente su 25, a Napoli. Il Coni ha imposto che un terzo dei consigli direttivi sia composto da donne ma se non si crea la base non serve». E la base non promette nulla di buono: «Non ci sono maestre di tennis per allenare le bambine che se fino ai 14 anni giocano quanto i maschi poi inevitabilmente mollano. Scarsa la presenza femminile anche fra gli arbitri. Io mi batto perché ci siano sempre più donne in ogni settore». Femminista, ma solo nello sport, all'università no, non ce n'è stato bisogno: «Nelle facoltà umanistiche siamo in tante e poi a Cagliari la numero uno è Maria Del Zompo».
Luisanna Fodde nel frattempo va avanti: il prossimo traguardo è il board della Federazione internazionale. «Sono l'unica donna candidata in Europa». Intanto scende in campo tre volte alla settimana, la quarta è per il padel, insieme al marito: «L'ho finalmente convinto, ci divertiamo».
L'INSEGNAMENTO  Non mente, si vede da come brillano gli occhi dietro gli occhiali tondi e da come il volto si allarga in un sorriso che fa venir voglia di precipitarsi sotto rete con una racchetta in mano.
Se non può giocare corre, quando è in trasferta, per esempio. «Il tennis mi ha dato una forza pazzesca: sono sempre stata emotiva, nei momenti topici mi tremava il braccio e lì ho imparato a prendere decisioni, ad avere coraggio. Tutto questo mi è servito anche nel lavoro». Non si ferma mai ed è competitiva in tutto. «La mia giornata è divisa in tanti pezzi, sport, università, famiglia», chi lavora con lei sa di dover tenere un passo veloce. «All'inizio gli studenti mi guardavano un po' così, ora direi che mi vogliono tutti bene». Vive sempre al Poetto, appena può si tuffa nel mare di nuovo limpido dopo gli anni bui del ripascimento. Ci pensa e ride. «Ma vuoi mettere con Su Siccu»?

 

3 - L’UNIONE SARDA di domenica 9 giugno 2019 / Provincia di Cagliari (Pagina 30 - Edizione CA)
ORTACESUS. Progetto Sub-Terris
Scavi nella necropoli, archeologi al lavoro fino al prossimo autunno

Si chiama Sub-Terris il progetto nato dalla collaborazione tra il Comune di Ortacesus, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna. L'obiettivo è rilanciare le indagini di natura storico-scientifica sul vasto territorio archeologico di Ortacesus, in seguito a una serie di ricognizioni che si concluderanno il prossimo autunno. «Si tratta di un progetto che valorizza sempre di più il nostro territorio, stiamo portando avanti una collaborazione che ci rende orgogliosi», dice il sindaco Fabrizio Mereu che, nei giorni scorsi, ha dato il benvenuto agli studenti del dipartimento di Archeologia dell'Università di Cagliari, i quali hanno effettuato una serie di ricognizioni topografiche di superficie nella necropoli.
Per contribuire alla campagna di studio e indagine archeologica, la Giunta comunale ha deciso di coinvolgere gli operai assunti attraverso il bando occupazionale Lavoras. Il materiale raccolto dovrà essere lavato, suddiviso per unità topografiche, catalogato e riposto in apposite cassette nel Museo del Grano. L'iniziativa rientra nel più ampio progetto Ortacesus Sub-Terris: archeologia e territorio in Trexenta ideato dal professore Marco Giuman e dai suoi collaboratori Maria Grazia Arru, Ciro Parodo e Gianna De Luca. Si tratta di un vasto e ambizioso progetto archeologico che, già dalle prime fasi della sua attuazione, ha consentito di acquisire nuovi e rilevanti dati scientifici sul patrimonio storico-culturale della Trexenta. «La ricerca fin qui effettuata ha consentito di arricchire ulteriormente la conoscenza della realtà territoriale, negli anni passati già valorizzata dalle indagini archeologiche riguardanti la necropoli di Mitza de Siddi», conclude il sindaco Mereu. Nelle 200 sepolture riportate alla luce nella necropoli, le tipologie funerarie adottate sono diverse: la maggior parte sono tombe a fossa semplice e risultano scavate direttamente nella roccia. La ricerca va avanti. (sev. sir.)

 

4 - L’UNIONE SARDA di domenica 9 giugno 2019 / Agenda (Pagina 25 - Edizione CA)
UNIVERSITÀ. Martedì un workshop all'Orto botanico
Studenti e professori scendono in campo per rivalutare il “tesoro verde” dell'Ateneo

Il ruolo degli spazi verdi dell'Ateneo nel contesto urbano attraverso l'analisi delle possibili connessioni con altre aree verdi della città. Se ne parlerà martedì, dalle 9, nell'aula Eva Mameli Calvino all'interno dell'Orto Botanico dell'Università per il terzo workshop UniCaVerde.
PATRIMONIO VERDE  Nel panorama cittadino un ruolo di rilievo viene svolto dalle aree verdi di proprietà dell'Università, immerse nel tessuto urbano da Castello sino alle aree periferiche. Anche in questa edizione dell'iniziativa gli studenti avranno un ruolo di rilievo con la presentazione degli studi svolti sul verde dell'Ateneo: alcuni iscritti della classe verticale delle lauree delle Scienze ambientali e naturali e di Architettura si alterneranno con gli interventi di ricercatori dell'Università di Cagliari, dell'Università di Sassari e di architetti professionisti.
I PROTAGONISTI  Francesca Musanti, Fabio Schirru, Alessio Sordo, Mauro Podda presenteranno le idee progettuali sviluppate durante la realizzazione della tesi di laurea, mentre Fabiana Mascia, Simone Farris e Alessandra Caddeo illustreranno i primi risultati del questionario relativo alla percezione del verde dell'Ateneo da parte degli utenti, discutendo anche del possibile sviluppo didattico. L'incontro sarà aperto dalla rettrice Maria Del Zompo: a seguire Gianluca Iiriti, responsabile della gestione delle aree verdi dell'Ateneo, e Paolo Frau, già assessore comunale al Verde pubblico, proporranno rispettivamente un inquadramento generale sulle consistenze del verde dell'Università e del capoluogo della Sardegna. Approfondire le possibili connessioni tra le aree verdi nel complesso contesto urbano sarà compito di Giambattista Cocco e Adriano Dessì, docenti dell'Ateneo cagliaritano, e del gruppo di lavoro guidato da Alessandro Plaisant dell'Università di Sassari.
IL FOCUS  Previsto anche un approfondimento sulla diffusione di specie aliene invasive in ambito urbano a cura del gruppo di lavoro del progetto Asap e sui possibili sviluppi futuri del verde sui tetti degli edifici come illustreranno Teresa De Montis, presidente dell'Ordine degli architetti, e Paola Riviezzo.

 

5 - L’UNIONE SARDA di domenica 9 giugno 2019 / Cagliari (Pagina 22 - Edizione CA)
Prima Salute (Pagina 48 - Edizione CA)
Faccia a faccia col direttore della struttura complessa dell'ospedale Microcitemico di Cagliari
ETICA DELLA GINECOLOGIA
Giovanni Monni nel Comitato mondiale

«Un riconoscimento per l'Italia e per la Sardegna e, nel contempo, una gratificazione per i professionisti del Microcitemico, che si conferma realtà di livello internazionale nell'ambito della ricerca clinica e scientifica col massimo riguardo per gli aspetti etici e sociali della gravidanza». Giovanni Monni, direttore della struttura complessa di Ginecologia e Ostetricia dell'ospedale Microcitemico Antonio Cao di Cagliari, commenta così la sua fresca nomina, per il triennio 2019-2021, a membro del Comitato etico e professionale in seno alla Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia, avente il compito di occuparsi della salute riproduttiva della donna, della coppia e del nascituro.
Il board include, oltre a Giovanni Monni (unico italiano), due specialisti statunitensi, un inglese, un brasiliano, un filippino, un uruguayano, un indiano e un ugandese.
Dottor Monni, in cosa consiste il suo nuovo incarico?
«Si tratta anzitutto di fare il punto sugli aspetti etici che, a livello internazionale, investono la ricerca e la pratica clinica in ginecologia e ostetricia. Illustreremo inoltre i risvolti etici, teorici e pratici, della medicina riproduttiva agli operatori, alla popolazione e ai rappresentanti della Federazione e tracceremo le linee guida relative alla corretta comunicazione in ambito medico e sanitario. Lavoreremo a stretto contatto con l'Organizzazione mondiale della Sanità, l'Onu e l'Unicef. La prima riunione è in programma a Londra tra poco meno di un mese».
Il Microcitemico è un ospedale pediatrico di riconosciuta eccellenza.
«Lo certificano i tanti traguardi tagliati nel corso degli anni, a partire dal solco tracciato dal professor Antonio Cao. Penso, ad esempio, ai pionieristici passi in avanti nel campo della diagnostica prenatale invasiva e non invasiva. Altro motivo d'orgoglio sono i risultati sul fronte della diagnosi preimpianto sull'embrione, preziosa in una regione flagellata dalla talassemia come la Sardegna. Vado poi fiero dei progressi nel campo dell'ecografia ostetrica nel primo trimestre di gravidanza, esame che consente di visualizzare le principali malformazioni fetali nella fase iniziale della vita intrauterina».
Quale raccomandazione non si stanca di ripetere a chi aspira a diventare genitore?
«Pare banale dire che i bambini, in primis per ragioni biologiche, è meglio farli quando si è giovani, eppure si tratta di un tema delicato soprattutto in Sardegna, dove le donne approdano alla prima gravidanza più tardi rispetto al resto d'Italia. È poi bene avere chiaro che l'arrivo di un figlio impone sobrietà nello stile di vita: il fumo, l'alcol, le sostanze stupefacenti, l'eccessivo consumo di farmaci incidono negativamente sull'andamento della gravidanza e sulla salute del nascituro e della madre».
Quanto pesano le fake news che circolano sul web?
«Non poco, anzi sempre più spesso le coppie si rivolgono allo specialista solo dopo aver scandagliato siti, forum virtuali e blog riguardanti le patologie del feto e le problematiche connesse alla gravidanza, ricavandone dati sballati se non fuorvianti. È una delle sfide che affronteremo coi colleghi del Comitato etico: rigenerare un clima di fiducia attorno ai medici e offrire gli strumenti per una buona informazione, sensibilizzando nel contempo le persone sui temi, ad esempio, della sicurezza e dell'igiene nel parto, della gestione dei disturbi mestruali, dei diritti della donna e del nascituro».
La settimana prossima presiederà a Cagliari l'ottavo Advanced Ian Donald Course on Perinatal Ultrasound.
«Si tratta di un appuntamento impreziosito, anche quest'anno, dalla presenza dei più autorevoli specialisti nazionali e internazionali nel campo dell'ecografia e della medicina perinatale, che si occupa del periodo che precede, accompagna e segue la nascita del bambino. Dal 13 al 15 giugno all'Hotel Regina Margherita i luminari si confronteranno su temi complessi quali, tra gli altri, il ritardo di crescita precoce e tardivo, gli screening in ostetricia, le patologie fetali evolutivo, senza trascurare le relative implicazioni etiche, sociali, legali ed economiche. Un'occasione preziosa di potenziamento della pratica clinica in difesa della salute della donna, della coppia e dei figli che nasceranno».
Fabio Marcello

 

La Nuova Sardegna

 

LA NUOVA SARDEGNA

6 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 9 giugno 2019 / Attualità - Pagina 17
Prodotto da un'azienda di Dolianova non è riconosciuto dall'Unione europea
PECORINO ANTI COLESTEROLO: ESISTE MA È UN SEGRETO
Ma la ricerca scientifica ha dimostrato che mangiarlo riduce i grassi cattivi

di Claudio Zoccheddu
SASSARI A un osservatore distratto potrebbe sembrare un ossimoro, d'altra parte nelle diete anti colesterolo una delle cose su cui non si transige è proprio il pecorino. Nel senso che chi soffre di un eccesso di quello "cattivo" dovrebbe tenersi alla larga dal pecorino, perlomeno così consigliano molti nutrizionisti non troppo attenti alle novità proposte dal mercato. In Sardegna, infatti, l'azienda "Argiolas Formaggi" di Dolianova produce un ottimo pecorino il cui consumo causa l'effetto opposto: mangiandone 90 grammi ogni giorno per tre settimane si può arrivare a ridurre il colesterolo cattivo del 7 per cento. Certo, si tratta di una dieta non consigliabile a tutti, ad esempio ai pazienti sovrappeso, ma comunque basata su aspetti scientifici sviluppati dalle università di Sassari, Cagliari e Pisa. Nell'epoca dei convinti miscredenti e dei contestatori di tutto è necessario sottolineare alcuni dettagli: il formaggio esiste, è in vendita da qualche tempo ma il suo effetto collaterale non può essergli associato nemmeno sotto forma di pubblicità. Spiegare perché un prodotto con queste caratteristiche debba essere relegato al rango dei "semplici" pecorini di qualità è facile: il formaggio anti colesterolo è ricco di Omega 3 e di Cla (l'acido linoleico coniugato che fa parte della famiglia degli Omega 6) ma siccome l'acido non è stato inserito dall'Unione europea nell'elenco delle indicazioni nutrizionali, allora non esiste o, meglio, non se ne può parlare nemmeno sull'etichetta del un prodotto realizzato dell'azienda di Dolianova.L'azienda. La vicenda, piuttosto surreale, la racconta l'amministratore delegato dell'azienda, Antonello Argiolas: «Per poter dichiarare in etichetta le qualità del nostro formaggio serve un claim dell'Unione europea che, nel caso del Cla, si ottiene con una procedura lunga, complessa e costosa. È una trafila che la nostra azienda non si può permettere proprio perché troppo costosa». Per fare in modo che il Cla diventi un "claim" riconosciuto servirebbero test approfonditi seguiti da pubblicazioni sulle più prestigiose riviste scientifiche. Un pacchetto che avrebbe un costo vicino al mezzo milione di euro. Troppo per una piccola azienda, a maggior ragione se si aggiunge un dettaglio per nulla secondario: non è detto in alcun modo che gli esiti siano quelli sperati dall'azienda per via di una notevole quantità di variabili. Dunque, si procede a fari spenti: «Per quanto la ricerca abbia dimostrato le qualità del nostro formaggio - prosegue all'amministratore delegato dell'azienda - siamo costretti dalle norme a indicare in etichetta solo la presenza di Omega 3 ed è un vero peccato». Anche le genesi del pecorino che sconfigge il colesterolo cattivo è piuttosto curiosa perché le premesse erano altre: «È vero, siamo partiti da un altro presupposto dato che il Cla è un acido grasso polinsaturo con proprietà anti cancerogene». L'obiettivo, forse, era un altro. Ma il risultato resta anche se per il momento è "classificato", come dicono gli agenti segreti dei film quando sono sul punto di rivelare un segreto al protagonista di turno. Tra la pieghe della strana vicenda c'è anche un limite difficile da superare quando non si possono pubblicizzare le qualità di un super formaggio: «Produciamo tra i 400 e i 500mila litri di latte che vengono utilizzati per il nostro pecorino Cla. È chiaro che se ci fosse la possibilità saremmo i primi a incrementarne la produzione». Ma il corto circuito dei claim e della difficoltà di riconoscere un prodotto per quello che è ha un ruolo fondamentale nella produzione limitata del pecorino anti colesterolo. Il segreto nel pascolo. Ovviamente è la materia prima a offrire i risultati certificati dalle università sarde e da un'indagine condotta su 40 persone che hanno mangiato 90 grammi di formaggio Argiolas per tre settimane ottenendo il calo dei livelli del colesterolo cattivo del 7 per cento. Una qualità che si trova nei pascoli dell'isola che permettono alle pecore di produrre un latte che permette di arrivare al formaggio anti colesterolo. Il segreto è nell'erba Sulla e nei semi di lino. La Sulla, infatti, è considerata una pianta che produrre un effetto ipocolesterolemizzante, cioè in grado di abbassare i livelli del colesterolo cattivo. I semi di lino, invece, garantiscono un'alta concentrazione di Omega 3. Un mix speciale destinato però a rimanere segreto per colpa di un elenco incompleto.

 

7 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 9 giugno 2019 / Sassari - Pagina 19
Gli studenti universitari: «Siamo vicini ai 34 dipendenti della Marconi senza occupazione e stipendio»
«MENSA ERSU, NON DIMENTICATE I LAVORATORI»

SASSARI Tutto sembra essersi risolto per il meglio per il servizio mensa dell'Ersu che, in attesa della riassegnazione del servizio, ha ripreso a erogare pasti, se pur freddi e "take away" dopo il blocco di due giorni causato dalla revoca dell'appalto alla Marconi Group che gestiva in appalto il servizio di pulizia e la somministrazione delle pietanze all'interno della struttura di via dei Mille. Gli studenti però esprimono forte preoccupazione, e non per la qualità o il "calore" delle pietanze, ma per il futuro dei 34 dipendenti Marconi, attualmente senza lavoro, e già da due mesi senza stipendio. «Siamo vicini ai dipendenti impiegati nella mensa che per un lungo periodo hanno lavorato nonostante non percepissero lo stipendio - sottolinea un folto gruppo di universitari in una lettera aperta -. Gli dobbiamo un grazie enorme per aver continuato a occuparsi del servizio anche a fronte del grave problema, per questo vogliamo tutelare i loro diritti e ci dispiacerebbe se non dovessero venire reintegrati dalla nuova ditta anche perché tra noi, durante questi anni, si è instaurato un rapporto amichevole e di stima reciproca. Fino all'ultimo giorno hanno portato a termine il loro compito, sempre con il sorriso e con la massima disponibilità. Sarebbe veramente umiliante se dovessero essere licenziati dopo tutto quello che hanno dovuto subire in silenzio, dopo tutte le settimane nelle quali hanno lavorato gratis». «Inoltre - continuano gli studenti - nell'ultimo periodo hanno svolto un doppio e anche triplo lavoro perché hanno dovuto sostituire i colleghi e le colleghe che hanno deciso di abbandonare, infatti molto spesso era una sola dipendente ad occuparsi di tutto. Vogliamo fare un appello affinché la nuova ditta si preoccupi di questi lavoratori».

 

8 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 9 giugno 2019 / Agenda - Pagina 23
ROADSHOW
Intelligence live, il capo del Dis all'Università

SASSARI Prosegue il dialogo tra l'Intelligence e gli studenti italiani. Domani alle 15 l'aula Magna dell'Università ospiterà l'incontro "Intelligence Live", il Roadshow promosso dal Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica presso i principali atenei nazionali. «La tappa organizzata dall'Università di Sassari - si legge in una nota - si pone sulla scia di quanto stabilito dalla riforma degli Organismi di sicurezza che tra le varie innovazioni ha attribuito al Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza) la promozione della cultura della sicurezza, attraverso il dialogo con il mondo della ricerca, delle imprese, delle Università e, più in generale, con tutta la società civile». Quello in programma domani è un incontro formativo, aperto in particolare agli studenti e al personale universitario, individuati nell'ambito delle classi disciplinari e dei corsi che mostrano maggiore attinenza con le tematiche, ormai estremamente diversificate, di competenza della Sicurezza Nazionale. Un'occasione per spiegare la missione dell'Intelligence italiana a difesa degli interessi politici, militari, economici, scientifici e industriali del Paese. Il programma dei lavori prevede un saluto introduttivo del rettore Massimo Carpinelli, cui seguiranno gli interventi di Arianna Vedaschi, docente ordinaria del Dipartimento di Studi giuridici dell'Università Bocconi di Milano; di Pier Luigi Dal Pino, direttore centrale delle relazioni istituzionali e industriali di Microsoft, e di Carlo Mauceli, National Digital Officer di Microsoft. L'intervento conclusivo sarà affidato al direttore generale del Dis, il prefetto Gennaro Vecchione.

 

9 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 9 giugno 2019 / Provincia di Sassari - Pagina 27
Gli scolari della 4 B di Thiesi coinvolti in un progetto di conoscenza del loro paese
PICCOLI ALUNNI ALL'UNIVERSITÀ CON I NONNI

THIESI I ragazzi dell'Istituto di Thiesi riscoprono il territorio attraverso il progetto "Educazione e paesaggio". Un progetto che, secondo gli insegnanti che hanno aderito, ha consentito lo sviluppo di metodologie innovative. Il lavoro svolto ha permesso di potenziare al termine del percorso didattico un linguaggio maggiormente espressivo e autonomo. E ne danno prova gli elaborati grafico-pittorici eseguiti dagli studenti coinvolti. Nel corso di due matiné che si sono svolti nei giorni scorsi al Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell'Univerisà sassarese, il programma, condiviso tra la scuola primaria di Thiesi, il Liceo Artistico Figari di Sassari e il Centro di Ricerca per il Paesaggio Bioculturale Terrestre e Marino (Cbls) dell'Università degli Studi di Sassari, ha trattato la lettura del paesaggio attraverso temi relativi alla geografia e la storia del territorio, con racconti intergenerazionali e disegni tra l'immaginario e la memoria dei luoghi. La sessione del progetto si è scandita in due mattinate: la prima ha avuto luogo il 4 giugno con i 21 alunni della classe 4 B della scuola primaria di Thiesi, accompagnati dalle insegnanti Maria Manca e Maria Giovanna Murruzzu. I ragazzi hanno presentato i loro elaborati, accolti dalla professoressa Gloria Pungetti, direttore e fondatore del Cbls, con i suoi collaboratori e studenti del Centro. L'incontro si è svolto in due parti distinte: nella prima parte ciascun alunno ha presentato e commentato la propria pittura di un paesaggio importante a livello esperienziale; nella seconda parte si è data voce anche ai nonni e ai genitori che hanno accompagnato gli alunni e che hanno preso parte al progetto. «Attraverso la mediazione tra parenti, figli e nipoti è stato condiviso un paesaggio significativo della loro vita, ha dichiarato la professoressa Maria Manca». Il secondo matinèe ha avuto luogo con 11 alunni delle classi I D, I G, II D del Liceo Artistico Figari, accompagnati dal professor Marcello Manunza. Il progetto "Educazione e paesaggio", concludono gli insegnanti, ha avuto una ricaduta estremamente positiva sull'insegnamento nella scuola primaria e superiore del territorio della provincia di Sassari, motivando gli alunni delle classi coinvolte nell'apprendimento della storia, geografia, italiano, arte e immagine.
Daniela Deriu

 

Questionario e social

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