Domenica 26 maggio 2019

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
26 maggio 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web



L’UNIONE SARDA
 
1 - L’UNIONE SARDA di domenica 26 maggio 2019 / Hinterland (Pagina 31 - Edizione CA)
Sinnai
LA RICERCATRICE RITORNA ALL'UNIVERSITÀ
A settembre l'allora sindaco Matteo Aledda l'aveva portata in Municipio, a Sinnai, scegliendola come assessora alla Pianificazione economica, finanziaria e bilancio, Politiche comunitarie, relazioni e finanziamenti regionali, nazionali ed europei e tributi. Incarichi pesanti che non hanno spaventato Stefania Marica, arrivata con un curriculum importnate: dottorato di ricerca in Economia all'Università degli Studi di Cagliari, un master in Economics all'Università di Manchester, laurea specialistica in Scienze Economiche. Oggi è l'unica componente della Giunta uscente a non candidarsi per il voto di giugno. Una sua libera scelta.
In tanti hanno cercato di convincerla a presentarsi a queste elezioni. Ha rifiutato con garbo. «Motivi esclusivamente personali. Impegni di lavoro. Per il momento torno ai miei studi all'Università. È stata una esperienza straordinaria, ho conosciuto tantissima gente. Una esperienza che mi ha fatto crescere. Bellissima. Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicini, dagli amministratori ai funzionari e agli impiegati. In Consiglio, ho avuto buoni rapporti con tutti». Matteo Aledda, sindaco scomparso dopo una breve malattia, puntava molto sui giovani. Stefania Marica non aveva mai ricoperto ruoli politici. Il sindaco gentiluono era rimasto colpito dal curriculum di Marica e l'ha portata in Giunta a occuparsi di un assessorato tanto importante. Attualmente Marica è impegnata come docente a contratto del corso di Politica economica nella Facoltà di Scienze economiche dell'Università di Cagliari e nell'attività di tutorato didattico. E non si è ricandidata. R. S.

 

2 - L’UNIONE SARDA di domenica 26 maggio 2019 / Oristano e Provincia (Pagina 45 - Edizione CA)
ORISTANO. Dopo le dimissioni di Solinas
Consorzio uno, Mauro Grussu nel Cda

Cambia il rappresentante del Comune di Oristano all'interno del Consiglio direttivo del Consorzio uno che gestisce i corsi universitari. Mauro Solinas, che si è dimesso alcuni giorni fa per motivi personali, è stato sostituito da Mauro Grussu, nominato dal sindaco Andrea Lutzu. La lettera di dimissioni era stata inviata in Comune all'inizio del mese. «Tutto in perfetta armonia - commenta Mauro Solinas - non riuscivo ad esprimere il dovuto impegno per il Consorzio uno per il mio lavoro. Ho quindi rassegnato le dimissioni e proposto io al sindaco il nome del mio sostituto». Il primo cittadino ha quindi preso atto delle dimissioni ed ha provveduto all'avvicendamento di Mauro Solinas con Mario Grussu. Nei prossimi giorni il presidente Gianvalerio Sanna convocherà il Direttivo per sostituire Solinas che ricopriva anche il ruolo di vice presidente. ( e. s. )

 

3 - L’UNIONE SARDA di domenica 26 maggio 2019 / Prima (Pagina 1 - Edizione CA)
Università
SPECIALE Ateneika, musica e sport

Partnership col Gruppo L'Unione Sarda

Speciale Ateneika (Pagina 3 - Edizione CA)
LA RETE. Il Gruppo editoriale sempre più vicino a un pubblico di ragazzi
L'UNIONE (COI GIOVANI) FA LA FORZA
Un network di enti e associazioni: così l'evento è cresciuto «I festival musicali, così come le manifestazioni sportive, sono grandi opportunità di aggregazione e di conseguenza anche di promozione delle realtà del territorio, sia culturali che commerciali», dice Marco Manzella, direttore marketing di Doc Servizi e presidente di Keep On LIVE, associazione di categoria Live Club e Festival italiani per la prima volta all'interno della rete di AteneiKa. «Agli organizzatori - prosegue Mazzella - il compito di agevolare la condivisione, gli incontri e il confronto, con attività di formazione e spazi dedicati alle relazioni e al networking. AteneiKa è un esempio di successo in tal senso e siamo davvero felici di collaborare con questa realtà che attraverso i moduli formativi, i tornei sportivi e i grandi concerti, promette di diventare un punto di riferimento importante sul territorio».

IL GRUPPO UNIONE SARDA
La grande novità di questa edizione è la partnership tra il Gruppo Editoriale e AteneiKa, nel cui ambito è nato questo inserto. «È un nuovo passo in avanti de L'Unione Sarda», dice la direttrice generale e ad Lia Serreli, «verso una pubblico più giovane, attraverso iniziative come questo numero speciale, come l'app che mette in interconnesione il quotidiano, Videolina e Radiolina, il sito unionesarda.it e il suo milione di utenti giornalieri. Nella app una grande quantità di notizie e e curiosità riguardanti la nostra Isola, come i luoghi da visitare e i locali da frequentare. Uno strumento formidabile, utilissimo per i giovani di ogni età».
FORMAZIONE
In agenda un ciclo di incontri chiamato “Formarsi con AteneiKa” eventi di formazione sul management dello spettacolo che si sono tenuti nella sala convegni “Leonardo Coiana” del CUS Cagliari. I volontari dell'evento, gli studenti universitari e gli addetti ai lavori sono stati i protagonisti del viaggio alla scoperta dei segreti della produzione e direzione del festival con Andrea Pontiroli (Santeria Milano), Claudia Spadoni (Rockin'1000 e Filmmaster), Ettore Folliero di Alternativa e partner del Sziget Festival, festival musicale che si tiene a Óbudai-sziget a Budapest.
I TEMI
Il secondo appuntamento è stato dedicato al marketing e alla relazione con partner e sponsor con Pierpaolo Pinna (manager specialist Campari per il sud Sardegna), Amedeo Lombardi (Home Festival) e Laura Sau, (Musicraiser per la Sardegna). Nel terzo e ultimo incontro si è parlato della comunicazione degli eventi in Sardegna con il gruppo editoriale L'Unione Sarda, main media partner di AteneiKa. Il territorio e il target con Lia Serreli, gli speciali in radio e sulla carta stampata con Ivan Paone (vice direttore dell'Unione Sarda) e Luigi Mameli (speaker di Radiolina), la tv con Egidiangela Sechi (giornalista di Videolina), i social con Luca Abozzi e la maturazione accademica con Francesco Abate.
IL NETWORK
AteneiKa parte dal CUS Cagliari, vero e proprio hub che organizza e promuove l'evento grazie al contributo dell'ERSU, dell'Università degli Studi di Cagliari e della Fondazione di Sardegna. L'evento ha il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Cagliari, del CONI Sardegna e dei comitati regionali delle federazioni di tennistavolo e badminton.
L'ALLEANZA
Nella rete di AteneiKa sono tante le collaborazioni durature come quella con lo Special Olympics Italia (Team Sardegna), tra i primi a credere nel progetto sette anni fa, le associazioni Il Paese delle Meraviglie, OlimpiKa, TDM2000 International, Crossfit Kasteddu. Non manca la parte dedicata al sociale con la collaborazione con l'ufficio di coordinamento regionale per l'accoglienza dei migranti e quella dedicata al territorio con la Coldiretti Sardegna. L'evento è stato inserito nel programma della Queeresima 2019. AteneiKa è pronta a partire anche grazie al supporto dei suoi sponsor: Nastro Azzurro Sardegna, Gruppo Campari, Banco di Sardegna, SBIOT, SIDAL, Bresca Dorada, Holiday Inn, Acqua San Giorgio, Macron e il Centro Medico I Mulini per le convenzioni mediche.
Andrea Matta

Speciale Ateneika (Pagina 6 - Edizione CA)
IL TEAM. I tanti che anno dopo anno hanno fatto crescere l'iniziativa
I CENTO VOLTI DEI PROTAGONISTI
Storie e curiosità delle persone che stanno dietro le quinte

Sono mille le storie e i volti di chi lavora dietro AteneiKa, un progetto che ha la capacità di catalizzare un vero e proprio esercito di giovani, tra studenti cagliaritani, universitari fuorisede e anche qualche ex studente che ora vive e lavora fuori dalla Sardegna, sognando il ritorno nell'Isola. Senza di loro, AteneiKa non sarebbe possibile. Hanno tra i 25 e i 35 anni, il 60% donne, tutti armati di buona volontà, ognuno di loro è portatore di una storia che lo lega a questa manifestazione come volontario, direttore artistico, organizzatore o spettatore. In comune la voglia di stare insieme e costruire qualcosa di utile per la città.
A partire da Camilla Loi (25 anni, cagliaritana, vive e lavora a Cagliari), giovane volontaria AteneiKa dalla scorsa edizione, fresca di laurea alla Facoltà di Ingegneria dell'Università di Cagliari. Ha iniziato dalle cose basilari, oggi collabora nella gestione delle risorse umane e affianca la produzione musicale e da grande vuole diventare esperta di ingegneria dei processi di produzione. «Mi sono buttata in questa esperienza per mettere alla prova me stessa. All'inizio non sai cosa ti aspetta, è tutto a scatola chiusa! Quando apri quella scatola capisci che tu sei un piccolo mattoncino di una grandissima costruzione. AteneiKa mi ha insegnato la capacità di socializzare, di confrontarsi con il pubblico e il lavoro in team».
Ha iniziato invece nel lontanto 2014, Anna Rita Loddo (29 anni, originaria di Fonni, oggi vive e lavora a Napoli), volontaria storica di AteneiKa, che oggi lavora come Volunteers Coordinator Universiade Napoli 2019 (l'evento universitario sportivo più grande al mondo, secondo solo alle Olimpiadi). Ha scoperto e subito il fascino del “dietro le quinte” degli eventi, proprio con AteneiKa. Dopo sono arrivati per lei tanti eventi internazionali: EXPO 2015, SVE in Bulgaria (festival internazionale del cortometraggio) e il Servizio Civile in Bosnia Erzegovina. «È come un domino. Le esperienze di volontariato vengono valutate positivamente sia per accedere nel team volontari dei grandi eventi che per accedere a posizioni lavorative. Se inizi, non puoi più fermarti». E poi c'è Luca Brundu (27 anni, originario di Orani, vive e lavora a Cagliari). Animo gentile, sorriso stampato sulla faccia, la battuta sempre pronta. È il responsabile delle Relazioni esterne AteneiKa, entrato nel progetto nel 2013, oggi lavora al CUS Cagliari con il ruolo di organizzatore di tornei universitari e non universitari. «AteneiKa è speciale», dice, «perché è una delle poche realtà dove lavoro e amicizia convivono».
Aspirante medico, con una vocazione per la politica, è Francesco Stocchino (27 anni, originario di Ilbono, vive a Cagliari), studente di Medicina al quinto anno, attualmente fa parte del Consiglio di amministrazione dell'Ateneo. «In questo momento storico il mondo dello sport e l'ambiente universitario cagliaritano stanno vivendo un passaggio delicato e hanno fortemente bisogno di una manifestazione come AteneiKa che riesce a fondere sport e musica», sostiene Stocchino.
Indicativo che il numero di cellulare di Matteo Cermelli (31 anni, sassarese, vive e lavora a Modena) sia salvato nelle rubriche dei suoi collaboratori con il nome “Dio”.
È lui il Problem Solving di AteneiKa, esperto di It Program e responsabile della programmazione Sport. Ha iniziato 5 anni fa, quando arrivò nel gruppo proponendo la pallamano come nuovo sport. Oggi lavora per un'azienda spagnola di biciclette, si occupa di marketing e formazione. «Dentro AteneiKa ho affinato determinate competenze e ne ho create di nuove. Tutte le esperienze fatte qui si sono rivelate particolarmente utili nel mio lavoro attuale. Nel mio futuro vedo molti progetti, ma quello a cui penso ogni giorno è tornare e lavorare in Sardegna».
Diversamente dagli altri che lavorano dietro le quinte, Martina Zuddas (29 anni, originaria di Simala, vive e lavora a Cagliari) sta sempre dall'altra parte del palco. Spettatrice di lungo corso dei live di AteneiKa, devota fruitrice della programmazione musicale, non si è mai persa un concerto. Conosce il festival fin dai suoi esordi quando, nel 2013, esisteva un solo concerto inaugurale al quale partecipavano band regionali. L'edizione che più le è rimasta nel cuore è stata quella del 2016 durante la quale ha conoscito tanti artisti emergenti che oggi sono tra i suoi preferiti: Wrongonyou, Selton, Chiara Effe, solo per citarne alcuni. Anno dopo anno Ateneika è stata una conferma a livello musicale: una line-up sempre più ampia e di qualità. Consiglia vivamente Ateneika perché «serve a scoprire nuove band e le giovani promesse del panorama musicale e allo stesso tempo ospita artisti famosi mantenendo comunque la gratuità dell'ingresso».
E infine Alessio Correnti , (29 anni, sassarese, vive e lavora a Cagliari) e Giulia Sanna (31 anni, sassarese, vive e lavora a Milano), rispettivamente Event Manager e Direttrice Artistica di AteneiKa, entrambe sono tra i fondatori del festival.
Lui è un visionario, guida severa e responsabile del progetto, racconta: «Senza una passione smisurata per lo sport e per l'organizzazione di eventi non sarei mai arrivato a investire tutto il mio tempo libero e tutte le mie energie in questa iniziativa che è inizata per gioco e oggi, nel giro di sette anni, si è trasformata in una macchina da guerra».
Oggi Alessio si divide tra il lavoro al CUS Cagliari, dove è responsabile degli eventi, e AteneiKa, il primo di una lunga serie di progetti che stanno prendendo forma dalle sue idee, intuizioni e da una passione smisurata.
Lei, che oggi lavora come ispettore di produzione per “Che tempo che fa” - L'Officina srl, accanto al popolare conduttore Fabio Fazio, ricorda bene il giorno in cui Ateneika è entrata nella sua vita, dice: «È successo di soppiatto, come uno gioco. Avevo vent'anni, fantasticavo sul suo futuro seduta al solito bar con gli amici, eravamo studenti tendenzialmente insoddisfatti dalle nostre carriere universitarie ma pieni di energie e buone intenzioni. Il nostro lavoro di questi anni, ci permette di constatare oggi l'affetto delle persone che arrivano numerosissime edizione dopo edizione ad aiutarci, per il solo piacere di contribuire alla creazione di tutto questo».
Maria Grazia Canu

Speciale Ateneika (Pagina 7 - Edizione CA)
IL CUS. Gli iscritti da 1.800 a 4.000 in tre anni Ieri, oggi, domani
IL FUTURO È ADESSO
Il presidente Meloni: crescita continua

CUS Cagliari e AteneiKa: un connubio indissolubile. Un legame importante che si è rafforzato negli ultimi anni con il coinvolgimento di tanti studenti e sportivi che per dieci giorni cambiano pelle e colore. Dal rosso e il blu delle divise ufficiali, indossate per tutta la stagione sportiva, passano al fucsia delle maglie con la A e delle sei facoltà in campo.
OGGI E DOMANI
CUS Cagliari e AteneiKa significano presente e futuro. Oggi studenti, domani docenti, personale dell'Ateneo, manager organizzatori di eventi che ricorderanno questa esperienza come una occasione per far parte di una comunità. La storia del CUS Cagliari è fatta di ricordi e successi. Di personaggi che hanno fatto la storia dello sport sardo, con le loro partecipazioni alle Olimpiadi, come Daniela Porcelli a Mosca 1980, e del presente con le quattro squadre impegnate nei campionati nazionali e con il vivaio sempre più verde. Una “cantera” universitaria e di giovani, giovanissimi, che migliora anno dopo anno grazie al lavoro dei tecnici.
I NUMERI
Il CUS Cagliari è in crescita. Gli studenti universitari in possesso della CUS Card sono passati dai 1.800 del 2016 ai 4.020 del 2018. In aumento anche gli atleti tesserati che praticano le attività agonistiche, da 663 a 1.032, e le sezioni sportive con atletica leggera, basket, calcio, canoa, hockey su prato, scherma, volley, il ritorno del settore tennis, l'apertura al futsal, con il progetto universitario e la prima squadra promossa nel campionato di Serie C1 regionale, e la vela in fase di avvio. All'interno del mondo CUS non mancano gli eventi dedicati ai più piccoli come il progetto Multisport e Estate al CUS che partirà il prossimo 11 giugno. Il Centro Universitario Sportivo ha promosso progetti che uniscono sport, salute e prevenzione come “Sport Against Cancer” grazie alla collaborazione con la sezione con LILT e AIOM e “A tutto campo” per lo sport e inclusione.
I DIRIGENTI
Le elezioni del 12 aprile scorso hanno confermato alla presidenza del sodalizio universitario Marco Meloni. Classe 1971, avvocato e ricercatore, per i prossimi quattro anni, Meloni è pronto per proseguire il cammino sportivo e organizzativo iniziato nel 2016. «Dobbiamo continuare a rinnovare e rilanciare le strutture per lo sport: gli impianti di Sa Duchessa, la sala studio e altre novità; il Polo Sportivo di Monserrato e il Polo Nautico. Servono molti investimenti. L'università ci sta aiutando e sono certo che continuerà a farlo. Vogliamo che il CUS Cagliari sia sempre più il luogo dove la comunità universitaria, i cittadini cagliaritani e della Citta Metropolitana vengano a praticare sport e cultura. Significa incrementare gli spazi e gli eventi. Il terzo punto sarà quello di riuscire a migliorare i nostri risultati agonistici portando sempre di più i ragazzi e le ragazze delle nostre squadre e gli studenti sportivi». Nei progetti del presidente e del consiglio direttivo le borse di studio per gli studenti sportivi: «Vogliamo fare dello sport uno dei fattori di attrazione per l'Università di Cagliari. Penso che lo sport - prosegue Meloni - sia un veicolo per migliorare la vita delle persone, la propria condizione fisica di salute. Sport e studio devono andare avanti insieme per produrre risultati di eccellenza».
IL FUTURO
Per il CUS Cagliari il presidente guarda lontano: «Dobbiamo potenziare il concetto di sport universitario. Dobbiamo essere una società sportiva che riesce a trasmettere i suoi valori, di competenze, di sport come cultura di una sana competizione. Un lavoro che facciamo tutti i giorni a tanti soggetti: l'Ateneo, l'ERSU, alle tante istituzioni che ci supportano».
IL PRORETTORE
Francesco Mola aggiunge: «Ateneika ormai rappresenta una tappa fissa e attesa con sempre crescente entusiasmo e interesse dalle studentesse e dagli studenti del nostro Ateneo. Il magico parallelismo tra esperienza consolidata e ricerca continua di eventi innovativi che gli organizzatori da sempre rincorrono, è in perfetta sintonia con la filosofia che il nostro Ateneo ha abbracciato. Anche il rapporto di collaborazione tra gli organizzatori storici e il CUS Cagliari sta dando frutti interessanti. È motivo di orgoglio per l'Università vedere tanto volontariato far tesoro dell'esperienza che stanno vivendo, metterla a frutto prima, durante e dopo la manifestazione».
Andrea Matta

 

La Nuova Sardegna

 

LA NUOVA SARDEGNA

 

4 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 26 maggio 2019 / Cultura e spettacoli - Pagina 38
“ECCO COSA CI HA INSEGNATO IL CASO PILUDU”
Sul tema controverso del fine vita un incontro a Cagliari con Gianluigi Gessa, Ettore Cannavera e Marinella Maucioni

di Daniela Paba
CAGLIARISi dice morte "gentile" per dire eutanasia. Ma può la morte, per quanto invocata, essere gentile? In quali condizioni? Con quali farmaci? Sulla base di quali diritti? Per discutere un tema così delicato eppure di estrema attualità sono intervenuti al Fuaiè del Teatro Massimo, all'interno della rassegna "Storie in trasformazione", Gianluigi Gessa neuroscienziato e farmacologo, Don Ettore Cannavera, Marinella Maucioni dell'associazione Walter Piludu. L'incontro, moderato da Massimo Dadea, si è aperto con la poesia di Vivian Lamarque "Condòmino", letta da Alessandra Fanti per descrivere l'irrompere della morte nella dimensione anonima di un condominio. Introducendo i relatori Dadea ha ricordato che il 24 settembre 2019 scade il termine ultimo con cui la Corte Costituzionale ha sollecitato il Parlamento a legiferare sull'eutanasia, integrando così la legge sul testamento biologico che consente di staccare la spina solo se il malato non è più in grado di intendere e volere. Dopo aver ricordato il caso di Vincent Lambert che divide la Francia e di seguito quelli di Englaro, Welby, Nuvoli, Dj Fabo, Dadea ha auspicato «una legge che risponda alle esigenze di una società matura e libera, che non teme il confronto di visioni apparentemente inconciliabili, tra le quali è necessario trovare una mediazione». Gianluigi Gessa ha iniziato il suo intervento «dall'immensa esperienza di chi, avvezzo ai sacrifici di animali da laboratorio, conosce la necessità che questo accada con metodi i più dolci possibili». Ma proprio dal confronto su "come si muore" secondo i protocolli per i condannati a morte nelle carceri americane o quelli, più raffinati, eseguiti nelle cliniche europee dove si pratica il suicidio assistito, Gessa ha spiegato gli effetti di ciascun farmaco - cicuta, morfina, barbiturici, eroina, curari e perfino, perfino l'ossido di carbonio da nebulizzare che si vende in Australia e on line con le istruzioni per l'uso - evidenziando incongruenze e pericoli che rischiano di rendere la morte affatto gentile, specie se affidata a personale paramedico e quindi non sempre consapevole di quali dosi e in quale ordine si debbano somministrare i farmaci, secondo gli effetti di ciascuno. «Se intesa come traguardo dell'esistenza - ha detto Ettore Cannavera - la morte ci interroga e dà senso alla vita ogni giorno. Ma la vita non è solo un fatto biologico, è relazione, e questo ci pone degli interrogativi». La morte è l'ultimo tabù, fondato su una cultura che la nega e ne ha paura, ha spiegato: «Anziché far morire i nostri cari in casa, circondati dagli affetti li portiamo in ospedale, facciamo cerimonie frettolose e siamo perfino in imbarazzo nel dare le condoglianze». E siccome ciascuno ha una diversa visione dell'esistenza, citando il Vangelo dove dice che «la verità ci renderà liberi» Ettore Cannavera si chiede se non sia giusto, in uno stato laico, rispettare la volontà di chi chiede di morire con l'aiuto della medicina, quando le sue condizioni siano tali da non consentirgli più di vivere la vita come relazione. Dubbio che trova conferma nella figura di Walter Piludu, morto di SLA. Ricordando le fasi della sua battaglia giudiziaria, la moglie Marinella Maucioni ha detto «Walter è morto come voleva lui a casa, circondato dai suoi affetti. Aveva il terrore di perdere la mobilità oculare con la quale comunicava con noi attraverso un computer ma sapeva che la paralisi era imminente. Penso perciò che la morte non può essere gentile, è preferibile solo a una vita ancora più orribile. A cosa serve pensare ed amare se tutto resta chiuso in un corpo che non comunica?».

 

Questionario e social

Condividi su: