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L’abito intelligente per le emergenze del futuro

Dal progetto coordinato dalla prof.ssa Annalisa Bonfiglio, indumenti hi-tech per operatori di soccorso e vigili del fuoco
08 settembre 2010
Una nuova generazione di indumenti ‘intelligenti’ dedicati a proteggere operatori di soccorso e vigili del fuoco: grazie a tessuti hi-tech che racchiudono sensori e antenne, permettono di tracciare le condizioni fisiche di chi li indossa e segnalare pericoli nell’ambiente. Punto d’arrivo del progetto europeo ProeTex, coordinato da ricercatori italiani del CNR, i prototipi delle uniformi saranno presentati il 9 e 10 settembre a Pula (Cagliari), in occasione della chiusura del progetto.
 
 
Cagliari, 8 settembre 2010 (Ufficio stampa e web - SN) - Terremoti, alluvioni, grandi incidenti industriali: in simili situazioni la possibilità di monitorare in tempo reale le condizioni fisiche e ambientali di vigili del fuoco e operatori della protezione civile, non solo serve a garantire la sicurezza dei soccorritori ma anche il coordinamento e l’efficienza degli interventi. Grazie al progetto europeo ProeTex (Protection e-Textiles: micro-nano-structured fiber systems for emergency-disaster wear), conclusosi dopo 4 anni di lavoro e con 23 partner internazionali coinvolti, è ora disponibile una nuova generazione di indumenti in grado di monitorare costantemente i fattori di rischio per il personale impegnato in operazioni di soccorso.
 
Il progetto è coordinato da Annalisa Bonfiglio, docente di elettronica all’Università di Cagliari e ricercatrice del Centro S3 di Modena dell’Istituto Nanoscienze del CNR, che commenta: “Abbiamo mostrato che è possibile produrre indumenti intelligenti davvero utilizzabili, ossia indossabili, lavabili e riusabili. Fino qui abbiamo integrato nei tessuti quante più funzioni possibile, molti sensori di tipo diverso, antenne, batterie flessibili e ricaricabili. Il passo successivo è valutare cosa è davvero essenziale, per i diversi operatori di soccorso nelle diverse emergenze, e trasformare il prototipo in un prodotto”. 
 
Continua Bonfiglio: “I sistemi tessili intelligenti sviluppati con questo progetto in futuro potranno avere impiego non solo in situazioni di emergenza ma anche per lavoratori a rischio nei cantieri, nel settore della sanità fino a quello degli sport estremi”.
 
Combinando tecnologie già in commercio con la ricerca più avanzata sulle micro-nanotecnologie, gli indumenti ‘sensibili’ e ‘intelligenti’ contengono antenne, sensori e componenti elettronici incorporati direttamente nei tessuti e capaci di comunicare tra loro e con l’esterno. Formano un sistema indossabile, una tuta, in grado di registrare i parametri sullo stato di salute e di affaticamento degli operatori, dal battito cardiaco, alla respirazione, la temperatura corporea, lo stato di idratazione, ma anche posizione, attività e postura; e di monitorare variabili ambientali - temperatura esterna, presenza di gas tossici, calore che penetra i tessuti. Gli stessi indumenti possono comunicare i dati e la posizione dell’operatore a un’unità centrale che gestisce le operazioni.
 
Un progetto ambizioso, avviato nel 2006, che ha riunito le competenze di 23 partner europei, tra cui Università di Pisa, Istituto Nanoscienze del CNR, ma anche aziende come Philips Research, Diadora-Invicta, le italiane Smartex e Milior, fino ai reparti della Protezione Civile e la Brigade de Sapeurs dei Pompieri di Parigi che hanno collaudato sul campo i prototipi sviluppati. La terza generazione di prototipi, la più evoluta, sarà presentata il 9 e 10 settembre 2010, presso il Parco Scientifico Tecnologico della Sardegna (Pula, Cagliari), in occasione della revisione finale del progetto.
 
DESCRIZIONE DETTAGLIATA: Lo strato interno è una maglietta in tessuto ignifugo, lavabile e riutilizzabile, che integra elettrodi e sensori tessili per il monitoraggio dei principali parametri vitali dell’operatore: battito cardiaco, frequenza respiratoria, livello di disidratazione, temperatura corporea. La giacca esterna è in grado di monitorare i parametri ambientali: incorpora una batteria ricaricabile e flessibile, un sensore di flusso di calore, un sensore di gas, due accelerometri triassali, un sistema per la produzione di allarmi visivi e sonori. Completano la tuta, stivali dotati di un sensore per rilevare la presenza di anidride carbonica nell’ambiente e sensori di attività integrati nelle suole. La trasmissione dei dati registrati dai sensori degli strati interni, della giacca e degli stivali è garantita dalla tecnologia wireless abbinata a antenne in tessuto integrate nell’uniforme. I dati inviati a un computer remoto possono quindi essere analizzati in tempo reale. Un modulo GPS permette di seguire la posizione degli operatori in tutte le fasi dell’intervento; l’unità mobile che coordina le operazioni possiede così tutti i dati per valutare quanto tempo un operatore che segue ad esempio un incendio, possa rimanere in una determinata situazione prima che diventi troppo pericolosa leggendo in tempo reale la frequenza cardiaca o eventuali difficoltà di respirazione; determinante è la lettura temperatura esterna e quella corporea, o l’eventuale stato di disidratazione rivelato da un sensore che misura il livello di sodio nel sudore; il rilevamento di gas tossici nell’ambiente; oppure valutare se l’operatore si trova in difficoltà, segnalata da improvvisi cambi della postura, registrati dagli accelerometri incorporati.
 
Chi è Annalisa Bonfiglio
Annalisa Bonfiglio, Ph.D., è professore associato di Elettronica e Bioingegneria Elettronica presso l’Università di Cagliari (Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica). E’ autore di oltre 80 tra articoli e proceedings di Congressi Internazionali, oltre ad alcuni capitoli di libri e 4 brevetti. Plastic Electronics e Wearable Electronics sono attualmente i suoi principali temi di ricerca. Annalisa Bonfiglio è anche coordinatore del Progetto Integrato PROETEX, finanziato durante il VI Programma Quadro della Commissione Europea sui temi della Wearable Electronics per applicazioni nel campo delle emergenze. Nel 2008, insiame ad altri 5 colleghi, fonda la società TechOnYou S.r.l., spin-off universitario finalizzato al trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca nel campo della Wearable Electronics e della Bio-medicina personalizzata.
 

APPROFONDIMENTI IN RETE

Il sito del progetto

 


 

LA NOTIZIA SULLA STAMPA

 


 

Ventirighe
 
Una nuova generazione di indumenti ‘intelligenti’ dedicati a proteggere operatori di soccorso e vigili del fuoco: grazie a tessuti hi-tech che racchiudono sensori e antenne, permettono di tracciare le condizioni fisiche di chi li indossa e segnalare pericoli nell’ambiente. Punto d’arrivo del progetto europeo ProeTex, coordinato da una docente della Facoltà di Ingegneria e altri ricercatori italiani del CNR, i prototipi delle uniformi saranno presentati il 9 e 10 settembre a Pula (Cagliari), in occasione della chiusura del progetto. Terremoti, alluvioni, grandi incidenti industriali: in simili situazioni la possibilità di monitorare in tempo reale le condizioni fisiche e ambientali di vigili del fuoco e operatori della protezione civile, non solo serve a garantire la sicurezza dei soccorritori ma anche il coordinamento e l’efficienza degli interventi. Grazie al progetto europeo ProeTex (Protection e-Textiles: micro-nano-structured fiber systems for mergency-disaster wear), conclusosi dopo 4 anni di lavoro e con 23 partner internazionali coinvolti, è ora disponibile una nuova generazione di indumenti in grado di monitorare costantemente i fattori di rischio per il personale impegnato in operazioni di soccorso. Il progetto è coordinato da Annalisa Bonfiglio, professore di elettronica all’Università di Cagliari e ricercatrice del Centro S3 di Modena dell’Istituto Nanoscienze del CNR, che commenta: “Abbiamo mostrato che è possibile produrre indumenti intelligenti davvero utilizzabili, ossia indossabili, lavabili e riusabili. Fino qui abbiamo integrato nei tessuti quante più funzioni possibile, molti sensori di tipo diverso, antenne, batterie flessibili e ricaricabili. Il passo successivo è valutare cosa è davvero essenziale, per i diversi operatori di soccorso nelle diverse emergenze, e trasformare il prototipo in un prodotto”.  Continua Bonfiglio, “I sistemi tessili intelligenti sviluppati con questo progetto in futuro potranno avere impiego non solo in situazioni di emergenza ma anche per lavoratori a rischio nei cantieri, nel settore della sanità fino a quello degli sport estremi”. Combinando tecnologie già in commercio con la ricerca più avanzata sulle micro-nanotecnologie, gli indumenti ‘sensibili’ e ‘intelligenti’ contengono antenne, sensori e componenti elettronici incorporati direttamente nei tessuti e capaci di comunicare tra loro e con l’esterno. Formano un sistema indossabile, una tuta, in grado di registrare i parametri sullo stato di salute e di affaticamento degli operatori, dal battito cardiaco, alla respirazione, la temperatura corporea, lo stato di idratazione, ma anche posizione, attività e postura; e di monitorare variabili ambientali - temperatura esterna, presenza di gas tossici, calore che penetra i tessuti. Gli stessi indumenti possono comunicare i dati e la posizione dell’operatore a un’unità centrale che gestisce le operazioni. Un progetto ambizioso, avviato nel 2006, che ha riunito le competenze di 23 partner europei, tra cui Università di Pisa, Istituto Nanoscienze del CNR, ma anche aziende come Philips Research, Diadora-Invicta, le italiane Smartex e Milior, fino ai reparti della Protezione Civile e la Brigade de Sapeurs dei Pompieri di Parigi che hanno collaudato sul campo i prototipi sviluppati. La terza generazione di prototipi, la più evoluta, sarà presentata il 9 e 10 settembre 2010, presso il Parco Scientifico Tecnologico della Sardegna (Pula, Cagliari), in occasione della revisione finale del progetto.
DESCRIZIONE DETTAGLIATA : Lo strato interno è una maglietta in tessuto ignifugo, lavabile e riutilizzabile, che integra elettrodi e sensori tessili per il monitoraggio dei principali parametri vitali dell’operatore: battito cardiaco, frequenza respiratoria, livello di disidratazione, temperatura corporea. La giacca esterna è in grado di monitorare i parametri ambientali: incorpora una batteria ricaricabile e flessibile, un sensore di flusso di calore, un sensore di gas, due accelerometri triassali, un sistema per la produzione di allarmi visivi e sonori. Completano la tuta, stivali dotati di un sensore per rilevare la presenza di anidride carbonica nell’ambiente e sensori di attività integrati nelle suole. La trasmissione dei dati registrati dai sensori degli strati interni, della giacca e degli stivali è garantita dalla tecnologia wireless abbinata a antenne in tessuto integrate nell’uniforme. I dati inviati a un computer remoto possono quindi essere analizzati in tempo reale. Un modulo GPS permette di seguire la posizione degli operatori in tutte le fasi dell’intervento; l’unità mobile che coordina le operazioni possiede così tutti i dati per valutare quanto tempo un operatore che segue ad esempio un incendio, possa rimanere in una determinata situazione prima che diventi troppo pericolosa leggendo in tempo reale la frequenza cardiaca o eventuali difficoltà di respirazione; determinante è la lettura temperatura esterna e quella corporea, o l’eventuale stato di disidratazione rivelato da un sensore che misura il livello di sodio nel sudore; il rilevamento di gas tossici nell’ambiente; oppure valutare se l’operatore si trova in difficoltà, segnalata da improvvisi cambi della postura, registrati dagli accelerometri incorporati.

 


 

Giornale di scienza
di Anna Lisa Bonfranceschi | Pubblicato il 10 Settembre 2010 14:33
 
Tute hi-tech con antenne, batterie e sensori wireless integrati nei tessuti per monitorare costantemente le condizioni fisiche di soccorritori e vigili del fuoco, e segnalare eventuali pericoli nell’ambiente. Ma anche per migliorare il coordinamento e l’efficienza degli interventi di emergenza. Le uniformi intelligenti sono state sviluppate da 23 partner europei (tra aziende ed enti di ricerca) nel corso del progetto ProeTex (Protection e-Textiles), durato quattro anni e coordinato da Annalisa Bonfiglio dell’Istituto di Nanoscienze del Cnr. Lo studio si è concluso ufficialmente oggi con la presentazione dei prototipi delle tute a Pula (Cagliari).
 
I ricercatori hanno combinato insieme elettronica e nanotecnologie per sviluppare uniformi ignifughe lavabili e riutilizzabili, elettrodi per controllare il battito cardiaco, sensori in grado di rivelare lo stato d’idratazione e la temperatura dell’operatore, dispositivi capaci di segnalare la presenza di sostanze tossiche nell’ambiente. Questi sono solo alcuni dei parametri registrati dalle uniformi “sensibili”, coordinate da stivali per la rivelazione di anidride carbonica. Nelle parte esterna delle tute vi è anche un sistema di allarme (emettitori di segnali sonori e visivi), mentre un dispositivo gps - sempre integrato -  permette di seguire tutte le posizioni dei soccorritori durante le fasi dell’intervento. Per controllare le informazioni in tempo reale e segnalare eventuali situazioni di rischio, le antenne incorporate nei tessuti trasmettono, wireless, tutti i dati a un computer remoto. “Il passo successivo sarà valutare cosa è davvero essenziale per gli operatori di soccorso nelle diverse situazioni di emergenza, e trasformare il prototipo in un prodotto”, ha spiegato Bonfiglio: “I sistemi tessili intelligenti sviluppati in questo progetto potranno, in futuro, trovare impiego anche nei cantieri, nel settore della sanità o in quello degli sport estremi”.

 

 


 

INDUMENTI ’INTELLIGENTI’ PER OPERATORI SOCCORSO
(AGI) - Cagliari, 8 set. - Terremoti, alluvioni, grandi incidenti industriali: in simili situazioni la possibilita’ di monitorare in tempo reale le condizioni fisiche e ambientali di vigili del fuoco e operatori della protezione civile, non solo serve a garantire la sicurezza dei soccorritori ma anche il coordinamento e l’efficienza degli interventi. Grazie al progetto europeo ProeTex (Protection e-Textiles: micro-nano-structured fiber systems for emergency-disaster wear), conclusosi dopo 4 anni di lavoro e con 23 partner internazionali coinvolti, e’ ora disponibile una nuova generazione di indumenti in grado di monitorare costantemente i fattori di rischio per il personale impegnato in operazioni di soccorso. Il progetto e’ coordinato da Annalisa Bonfiglio, professore di elettronica all’Universita’ di Cagliari e ricercatrice del Centro S3 di Modena dell’Istituto Nanoscienze del CNR. "Abbiamo mostrato", commenta Bonfiglio, "che e’ possibile produrre indumenti intelligenti davvero utilizzabili, ossia indossabili, lavabili e riusabili. Fino qui abbiamo integrato nei tessuti quante piu’ funzioni possibile, molti sensori di tipo diverso, antenne, batterie flessibili e ricaricabili. Il passo successivo e’ valutare cosa e’ davvero essenziale, per i diversi operatori di soccorso nelle diverse emergenze, e trasformare il prototipo in un prodotto". "I sistemi tessili intelligenti sviluppati con questo progetto", continua Bonfiglio, "in futuro potranno avere impiego non solo in situazioni di emergenza ma anche per lavoratori a rischio nei cantieri, nel settore della sanita’ fino a quello degli sport estremi". Combinando tecnologie gia’ in commercio con la ricerca piu’ avanzata sulle micro-nanotecnologie, gli indumenti ’sensibili’ e ’intelligenti’ contengono antenne, sensori e componenti elettronici incorporati direttamente nei tessuti e capaci di comunicare tra loro e con l’esterno. Formano un sistema indossabile, una tuta, in grado di registrare i parametri sullo stato di salute e di affaticamento degli operatori, dal battito cardiaco, alla respirazione, la temperatura corporea, lo stato di idratazione, ma anche posizione, attivita’ e postura; e di monitorare variabili ambientali - temperatura esterna, presenza di gas tossici, calore che penetra i tessuti. Gli stessi indumenti possono comunicare i dati e la posizione dell’operatore a un’unita’ centrale che gestisce le operazioni. Un progetto ambizioso, avviato nel 2006, che ha riunito le competenze di 23 partner europei, tra cui Universita’ di Pisa, Istituto Nanoscienze del CNR, ma anche aziende come Philips Research, Diadora-Invicta, le italiane Smartex e Milior, fino ai reparti della Protezione Civile e la Brigade de Sapeurs dei Pompieri di Parigi che hanno collaudato sul campo i prototipi sviluppati. La terza generazione di prototipi, la piu’ evoluta, sara’ presentata il 9 e 10 settembre 2010, presso il Parco Scientifico Tecnologico della Sardegna (Pula, Cagliari), in occasione della revisione finale del progetto. (AGI) com/Cog

 


 

 

Ricerca: vestiti intelligenti per operatori di soccorso
Progetto Cnr, prossimo impiego anche per lavoratori a rischio
 
(ANSA) - CAGLIARI, 8 SET - E’ in arrivo l’abito del futuro, abito ’intelligente’ anche per le emergenze, una nuova generazione di indumenti per proteggere operatori di soccorso.
 
Grazie a tessuti hi-tech che racchiudono sensori e antenne, permettono di tracciare le condizioni fisiche di chi li indossa e segnala i pericoli dell’ambiente. Punto d’arrivo del progetto ProeTex, coordinato da ricercatori italiani del Cnr, i prototipi delle uniformi verranno presentati domani a Pula, in occasione della chiusura del progetto coordinato da Annalisa Bonfiglio, docente di elettronica all’Universita’ di Cagliari.(ANSA).

 


 

 

L’Unione Sarda di giovedì 9 settembre 2010

Cronaca di Cagliari - Pagina 17
Divise “intelligenti” contro le emergenze
Università. Realizzati dai ricercatori cagliaritani nuovi indumenti per affrontare incendi e alluvioni
 
Per affrontare le emergenze del futuro (terremoti, alluvioni, grandi incidenti industriali) gli operatori del soccorso e i vigili del fuoco avranno d’ora in poi un’arma in più: la divisa “intelligente”. Si tratta di una nuova generazione di indumenti che, grazie a tessuti hi-tech che racchiudono sensori e antenne, permettono di tracciare le condizioni fisiche di chi li indossa e segnalare pericoli nell’ambiente.
IL PROGETTO La scoperta è il risultato del progetto europeo Proetex, coordinato da ricercatori italiani del Cnr: i prototipi delle uniformi saranno presentati oggi e domani a Pula, nella sede del Parco scientifico tecnologico della Sardegna, in occasione della revisione finale del progetto. A capo dell’équipe di ricercatori c’è Annalisa Bonfiglio, professore di elettronica all’Università di Cagliari e ricercatrice del Centro S3 di Modena dell’Istituto Nanoscienze del Cnr: «Abbiamo mostrato - spiega - che è possibile produrre indumenti intelligenti davvero utilizzabili, ossia indossabili, lavabili e riusabili. Fin qui abbiamo integrato nei tessuti quante più funzioni possibili, molti sensori di tipo diverso, antenne, batterie flessibili e ricaricabili: il passo successivo è valutare cosa è davvero essenziale per gli operatori del soccorso nelle diverse emergenze e trasformare il prototipo in un prodotto».
Al progetto, conclusosi dopo 4 anni con i finanziamenti del VI Programma Quadro della commissione europea, hanno partecipato 23 partner europei, tra cui Università di Pisa, istituto Nanoscienze del Cnr e aziende straniere e italiane, oltre che reparti della Protezione civile e i pompieri di Parigi che hanno collaudato sul campo i prototipi sviluppati.
LA DIVISA Le tute intelligenti sono costituite internamente da una maglietta in tessuto ignifugo, lavabile e riutilizzabile, con elettrodi e sensori tessili per il monitoraggio delle condizioni fisiche dell’operatore (battito cardiaco, frequenza respiratoria, livello di disidratazione, temperatura corporea). La giacca esterna invece è in grado di monitorare i parametri ambientali, segnalando eventuali pericoli esistenti sul territorio. Gli stessi indumenti possono comunicare i dati e la posizione dell’operatore a un’unità mobile centrale che gestisce le operazioni e che può valutare se l’operatore si trova in difficoltà alla luce di improvvisi cambi della postura registrati dagli accelerometri incorporati negli indumenti. Sono compresi anche stivali dotati di un sensore che rileva la presenza di anidride carbonica nell’ambiente. «Questa nuova generazione di indumenti - assicura Bonfiglio - potrà avere impiego non solo in situazioni di emergenza ma anche per lavoratori a rischio nei cantieri, nel settore della sanità fino a quello degli sport estremi».
 
La Nuova Sardegna di giovedì 9 settembre 2010
Pagina 4 - Sardegna
Ora sfilano gli abiti intelligenti
Gli indumenti ad altissima tecnologia per chi deve lavorare in condizioni di emergenza saranno presentati oggi a Pula
 
CAGLIARI. Nuovi indumenti per operatori di soccorso e vigili del fuoco che con sensori e antenne tracciano le condizioni fisiche di chi li indossa e segnalano i pericoli dell’ambiente. Punto d’arrivo del progetto europeo ProeTex, coordinato da ricercatori italiani del Cnr, i prototipi saranno presentati oggi e domani a Pula in occasione della chiusura del progetto.
 Con il progetto Protection e-Textiles concluso dopo 4 anni di lavoro e con 23 partner internazionali coinvolti, è ora disponibile una nuova generazione di indumenti in grado di monitorare i fattori di rischio per il personale impegnato nei soccorsi. Il progetto, che sarà presentato oggi al Parco tecnologico di Pula, è coordinato da Annalisa Bonfiglio, professore di elettronica all’Università di Cagliari e ricercatrice del Centro S3 di Modena dell’Istituto Nanoscienze del Cnr, che ha spiegato: «Abbiamo mostrato che è possibile produrre indumenti intelligenti, indossabili, lavabili e riusabili. Abbiamo integrato nei tessuti quante più funzioni possibili, molti sensori di tipo diverso, antenne, batterie flessibili. Il passo successivo è valutare cosa è davvero essenziale, per i diversi operatori nelle diverse emergenze. I sistemi tessili intelligenti potranno avere impiego anche per lavoratori a rischio nei cantieri, nel settore della sanità o negli sport estremi».
 Lo strato interno dell’abito è una maglietta in tessuto ignifugo, lavabile e riutilizzabile, che integra elettrodi e sensori tessili per il monitoraggio dei principali parametri vitali: battito cardiaco, frequenza respiratoria, livello di disidratazione, temperatura corporea. La giacca esterna è in grado di monitorare i parametri ambientali: incorpora una batteria ricaricabile e flessibile, un sensore di flusso di calore, un sensore di gas, due accelerometri triassali, un sistema per la produzione di allarmi visivi e sonori. Completano la tuta stivali con un sensore per rilevare la presenza di anidride carbonica nell’ambiente e sensori di attività integrati nelle suole. La trasmissione dei dati registrati dai sensori degli strati interni, della giacca e degli stivali è garantita dalla tecnologia wireless abbinata a antenne in tessuto integrate nell’uniforme. I dati inviati a un computer possono essere analizzati in tempo reale. Inoltre un modulo Gps permette di seguire la posizione degli operatori in tutte le fasi dell’intervento.

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