UniCa UniCa News Notizie Piano sanitario regionale: critiche dai presidi di medicina

Piano sanitario regionale: critiche dai presidi di medicina

Faa e Rosati chiedono il dialogo con la Regione "nell’interesse dei sardi"
25 febbraio 2007

Durante l’assemblea del Coiordinamento della sanità sarda sono fioccate critiche bipartisan all’assessore alla sanità Nerina Dirindin per il Piano sanitario regionale.

Critiche sintetizzate dai due presidi di Medicina: il cagliaritano Gavino Faa, motore del coordinamento, che ha spazzato via l’ipotesi di un sottofondo politico dietro lo scontro, chiedendo che si apra un dialogo medici-Regione nell’interesse dei sardi e sottolineando il clima di paura che regna fra gli operatori. Più duro il sassarese Giulio Rosati, che ha messo in luce l’assenza di rapporti con l’assessore, snocciolando dati su strutture e posti letto in assoluto contrasto con quelli del Piano.
Nell’occasione Faa ha voluto replicare all’assessore Dirindin, sul caso Tac al San Giovanni: "Non è nel mio stile rispondere a tanto livore ed acrimonia, ribadisco ancora una volta che l’installazione della Tac al San Giovanni non è stata mai bloccata dal sottoscritto. Converrebbe all’assessore acquisire con maggior cura le informazioni dal direttore generale dell’azienda. Anzichè intervenire nel dibattito, l’assessore ha preferito, invece, offendere l’interlocutore, affidandosi a una ricostruzione dei fatti non rispondente alla realtà".

 


 


L’Unione Sarda
Pagina 10 - Cronaca regionale

Siamo pronti a scendere in piazza?/span>
I medici sardi contro il Piano sanitario. Soru: lavoriamo insieme
Prima volta del Coordinamento della sanit?sarda, con le previste pesanti critiche al Piano e all’assessore regionale Nerina Dirindin, ieri assente. La replica di Soru: abbiamo lavorato bene.

Pronti a scendere in piazza, per la precisione in via Roma. I medici sardi contestano le scelte della Regione, denunciano il pessimo rapporto con l’assessore Dirindin e alla prima assemblea generale della categoria si mostrano compatti contro il Piano sanitario. Si sentono emarginati, esclusi, e ieri a Cagliari lo hanno gridato in faccia a Renato Soru, andato nella tana del lupo (la Dirindin ha invece disertato) con il ramoscello d’ulivo fra le mani: Il Piano ? "buono, ma non è eterno" Ovvero, si potrà cambiare, ma solo nel 2009. E la Giunta è disponibile a farlo insieme a voi. Troppo tardi, hanno sottolineato in serata i vertici del Coss, il coordinamento della sanit?sarda: ci hanno pensato qualche ora e hanno deciso che se non ci saranno segnali immediati e concreti, con l’apertura di un confronto con il mondo sanitario? saranno messe in atto tutte le iniziative volte alla tutela della dignità e dell’onorabilit?del personale sanitario? Tutte, hanno ribadito. l’assembleaTroppo piccola, una delle sale del Mediterraneo, per contenere la passione di medici, docenti, infermieri, studenti, ai quali si ?aggiunta una robusta rappresentanza politica. Dal Consiglio e da Roma, perch?la sanit?- oltre il 50 per cento del bilancio della Regione - resta sempre al primo posto fra gli interessi non solo di chi la vive quotidianamente. Il preside della facolt?di Medicina cagliaritana, Faa, e i medici sindacalisti Angius e Andrisani a fare gli onori di casa, dopo l’attacco all’assessore Dirindin di gioved?scorso che ha reso l’assemblea ancora pi?rovente. Lei, bersaglio della protesta del pianeta sardo ospedaliero, non c’era, rappresentata dal presidente della Giunta, Soru. Il governatore ha ascoltato con attenzione tutti gli interventi, da quello del preside di Medicina a Sassari, Rosati, al breve, ironico e ficcante discorso del pediatra, e sindacalista, Zandara. Bisturi alla mano, tutti hanno messo in luce l’assoluta delusione per quel "piano cornice" al quale - secondo loro - mancano i contenuti, connubio saltato a causa della scarsa considerazione che la Regione ha avuto di chi, questa sanit? la vive giorno dopo giorno, sul campo. La medicina generale, quelle ospedaliera, universitaria e specialistica, la sanit?privata, tutti i rappresentanti di settore hanno ribadito la centralitàdei medici nell’organizzazione e nella programmazione della sanità isolana? ha detto Faa.
La replica. Soru ha incassato senza scomporsi e ha replicato: questo Piano non è solo una cornice. Ha corretto il concetto-manifesto dell’assemblea "Restituiamo la sanità ai medici" con "Restituiamola ai pazienti, semmai" senza evitare di affrontare l’argomento spesa: ci avete accusato di fare i ragionieri sulla sanità rispondo che il diritto alla salute dei sardi prescinde dai conti, ma fare buona sanit?non significa dimenticarsene: se i conti tornano, anche i pazienti avranno una sanit?migliore? L’esecutivo è pronto a un confronto con le professionisti della sanità, ha detto il presidente, glil Piano non ?eterno e immutabile, vale fino al 2008? la platea
L’intervento di Soru ha suscitato la disapprovazione del pubblico, fatto di operatori della sanità quando il governatore ha sottolineato che ci sono infermieri che lavorano fuori dalla Sardegna per scelta da più parti si sono levati mormorii di disapprovazione. Soru si occuperà direttamente di sanità E’ questo il concetto che gli organizzatori salvano. Il rapporto con l’assessore Dirindin non è mai nato.
Enrico Pilia

25/02/2007



Pagina 4 - Sardegna
Polemico coordinamento regionale degli operatori del settore a Cagliari. Non invitata la Dirindin
Raffica di critiche al piano sanitario
Renato Soru tranquillizza i medici: «Non è eterno, dura solo tre anni»




STEFANIA SIDDI

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CAGLIARI. Ora che il Piano sanitario regionale è fatto bisogna fare una buona sanità sarda con il contributo di tutti. Questo l’obbiettivo della prima Assemblea regionale del Coss, il Coordinamento della sanità sarda, dal titolo: “Piano Sanitario Regionale - una cornice da riempire”, tenutasi ieri all’hotel Mediterraneo, a cui ha partecipato il presidente Renato Soru. Assente, perché non invitata, l’assessore Dirindin. Il comitato, secondo Gavino Faa, preside della facoltà di medicina a Cagliari, non è contro niente e contro nessuno e quella di ieri ha voluto essere una giornata di confronto e dialogo costruttivo fra i rappresentanti delle sigle sindacali, operatori sanitari e politici. Eppure, a fronte di tante proposte, sono state numerose e aspre le critiche. Un piano approvato troppo in fretta ma che nasce già vecchio e che potrebbe essere presto superato dalla attesa riforma Turco. Si tratta inoltre di un Piano antieconomico, con lacune, omissioni e imprecisioni, approvato senza il coinvolgimento degli operatori. Sebbene condivisibile nei principi, manca l’integrazione fra ospedale e territorio, ancora inadeguato. Occorre quindi lavorare per migliorare i tre pilastri della sanità: ospedali, territorio ed emergenze. Duri attacchi al governo sanitario sono giunti dal preside della facoltà di medicina di Sassari Giulio Rosati, che ha messo in dubbio le capacità gestionali di certi manager “conterranei”. Rosati ha parlato di rischi di perdita di qualità nella formazione e la scarsa quantità di infermieri rispetto alla popolazione, che vede la Sardegna all’ultimo posto in Italia, la riduzione di borse di studio e scuole di specializzazione. E poi ci sono la carenza di personale, l’assenza o obsolescenza di tecnologia, i locali inadeguati. A gran voce si è chiesto il coinvolgimento di medici e operatori sanitari, ma anche la diagnostica nel territorio, l’informatizzazione degli ambulatori e il collegamento in rete. Fra i nodi critici della sanità vi è il precariato che in Sardegna impiega 3028 professionisti sanitari, di cui 690 sono medici. Mancherebbero poi adeguate politiche del personale. Ma i danni maggiori il Psr li avrebbe creati alla psichiatria e alla salute mentale in genere, come ha rilevato Susanna Montaldo. Non si capisce chi curerà i disagi medio-lievi e si è arrivati a negare la malattia psichiatrica. Se nella pediatria si registrano luci e ombre nella continuità assistenziale o guardia medica sono più le ombre, primi fra tutti l’isolamento professionale, la mancanza di strutture adeguate e strumenti diagnostici, e la sicurezza. Si è parlato anche di sanità privata che da trent’anni contribuisce a ridurre le liste d’attesa degli ospedali.
Il compito di ribattere alle numerose critiche e istanze è toccato al presidente Soru. ‹‹Anzitutto - ha detto - riconsegniamo la sanità ai pazienti e non ai medici, se no è come restituire le auto agli ingegneri. Il diritto alla salute prescinde dalla ragioneria, che però serve per poter contenere i costi e poter offrire una sanità migliore››. Secondo il presidente, ciò che causa tanta animosità è la percezione errata che il Psr debba durare vent’anni, mentre ne durerà solo tre. Nel 2009 se ne farà un altro e chi non è salito sul pullman potrà farlo. Soru respinge le accuse di mancanza di concertazione. ‹‹ Non mi pare che non si sia discusso né che non si discuterà in futuro››. E poi ancora la difesa della riorganizzazione ospedaliera, e il tentativo di riduzione della spesa farmaceutica dal 17 al 13% con un risparmio di 100 milioni. I tagli sulle scuole di specializzazione? Una scelta necessaria laddove vi sono uno o due specializzandi. Sul precariato la Regione si è impegnata al superamento con un provvedimento approvato all’unanimità e non manca la copertura nella finanziaria 2007.
Critica l’assessore Dirindin, che raggiunta al telefono ha detto: ‹‹La sanità non appartiene ai medici ma ai cittadini. È una cultura che deve cambiare. L’avvenuta concertazione la possiamo documentare. Queste sono accuse pretestuose da parti di chi cerca di resistere al cambiamento››.


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