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Mussi frena anche sul numero chiuso

Nuova denuncia del Ministro: in cinque anni i corsi con il test d’ingresso sono aumentati del 330 per cento
25 gennaio 2007
Atenei, Mussi frena sul numero chiuso
"Troppi sbarramenti, servono più studenti"
Il ministro rilancia un tema al centro delle proteste di studenti, famiglie e degli stessi docenti. In 5 anni i corsi a ingresso programmato aumentati del 330%
 
 ROMA - "Il numero chiuso è abusato e credo che bisogna ridurre gli sbarramenti perché è necessario aumentare il numero di studenti". Lo ha detto il ministro dell’università e della ricerca Fabio Mussi a proposito della riforma universitaria, raccogliendo così le ormai diffuse proteste di studenti, famiglie e degli stessi atenei per l’allargamenti a dismisura e i metodi di selezione dell’accesso alle università.
 
Negli ultimi cinque anni in Italia i corsi che prevedono un test selettivo prima dell’iscrizione sono cresciuti del 330 per cento, passando dai 242 del 2001 ai 1060 del 2006. Su un totale di 3100 corsi di laurea in tutte le università italiane, quelli a numero programmato hanno toccato quota 1060.
 
Le organizzazioni degli studenti protestano da tempo: "Quello che doveva essere un accesso programmato nell’interesse dello studente e da realizzarsi con i più svariati metodi (ad esempio monitorando la domanda di formazione presso le scuole superiore ed organizzando nuove strutture) è divenuto un "numero chiuso" basato su criteri di selezione assai opinabili e non omogenei su tutto il territorio nazionale".
 
Proteste che hanno portato anche a decisioni a loro modo clamorose. Come quella del Senato accademico dell’Università di Parma che lo scorso 13 settembre ha deliberato l’abolizione del numero programmato in 24 corsi (relativi alle facoltà di Architettura, Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Lettere e Filosofia e Scienze matematiche, Fisiche e Naturali).

Fonte: repubblica.it

 

 

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