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Allarme della CRUI sul maxiemendamento alla Finanziaria

Sul sito della Conferenza dei Rettori "enorme" preoccupazione dei responsabili degli Atenei italiani
13 dicembre 2006
Finanziaria 2007
La CRUI guarda con enorme preoccupazione alla definizione dei contenuti del maxiemendamento che sarà presentato, senza discussione in Commissione Bilancio, direttamente in Aula.
 
Sarebbe davvero paradossale che le richieste del sistema universitario, a cominciare dall’esclusione dagli effetti della Legge Bersani, richieste che hanno visto convergere emendamenti sia della maggioranza sia dell’opposizione, non dovessero essere accolte.
 
Si tratterebbe di un segnale politicamente inaccettabile, ancor più dopo l’alto appello del Presidente della Repubblica e gli impegni assunti nelle ultime settimane da tutte le forze politiche. In tal caso la CRUI dovrebbe inevitabilmente trarre le necessarie conseguenze.
 
Roma 12 dicembre 2006
 
Le richieste della Conferenza dei Rettori erano contenute in questo comunicato, pubblicato sul sito CRUI nelle scorse settimane:
 
Roma, 23 novembre. Mozione della CRUI
Finanziaria 2007: le richieste della CRUI
 
L’Assemblea della CRUI, riunita il 23 novembre 2006, rileva che gli interventi effettuati sulla Legge finanziaria nel corso del suo passaggio alla Camera e nel maxi-emendamento governativo lasciano irrisolte molte questioni, fondamentali per la vita universitaria e per la stessa continuità dell’erogazione di servizi agli studenti.
 
La CRUI rileva in particolare:
 
che l’incremento del Fondo di finanziamento ordinario delle Università nella misura al momento prevista, si limita ad un sostanziale consolidamento della situazione del 2006, e lascia perciò aperta e irrisolta la questione della copertura delle maggiori spese obbligatorie previste nel 2007, e non introduce alcun margine per interventi di rilancio e riqualificazione del sistema;
che le Università continuano ad essere vincolate dagli effetti perversi del provvedimento sulle spese intermedie del luglio scorso (decreto Bersani), nonostante la sua evidente iniquità e la larghissima convergenza registrata su questo punto delle posizioni delle forze parlamentari di maggioranza e di opposizione;
che le Università non statali non sono state escluse dai tagli lineari di cui al comma 207 dell’art. 18;
che su altri punti qualificanti gli stanziamenti risultano del tutto inadeguati. 
 
 
La CRUI chiede con forza che nel passaggio del provvedimento al Senato si intervenga ulteriormente sulle questioni nodali richiamate, incrementando ulteriormente il FFO, svincolando le Università statali dai prelievi sulle spese intermedie e quelle non statali dai tagli "lineari", integrando i fondi per il diritto allo studio e quelli per l’edilizia universitaria. Ciò anche quale pegno di credibilità circa l’effettiva volontà di considerare università e ricerca tra le priorità sulle quali operare per il rilancio del Paese e come condizione per l’effettivo avvio, in un quadro condiviso, di una seria e approfondita revisione delle regole e delle modalità di funzionamento del sistema universitario.

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